Nota stampa della seduta n. 98

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 98 – Pomeridiana
Martedì 12 gennaio 2021

 

Dl. n. 108 (Giunta) “Piano casa”, approvati gli articoli 7, 8 e 9.

Cagliari, 12 gennaio 2021- La seduta pomeridiana si è aperta sotto la presidenza del Presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito ha chiesto di intervenire, sull’ordine dei lavori, Rossella Pinna (Pd) che ha chiesto al Presidente Pais di attivarsi per salvaguardare le prerogative dei consiglieri e ha detto che da 6 mesi in cui è consigliera  ha sottoscritto 70 interrogazioni ma non c’è stata neanche una risposta da parte della Giunta regionale. Il Presidente ha assicurato che continuerà ad attivarsi per tutelare i diritti e le  prerogative di ogni singolo consigliere regionale e ha poi sospeso la seduta per qualche minuto.

Alla ripresa dei lavori è stato messo in votazione l’emendamento 120 (uguale al 668), soppressivo del comma 1 dell’articolo 7,  su cui questa mattina era mancato il numero legale.

E’ nuovamente mancato il numero legale. Eugenio Lai (Leu)  sull’ordine dei lavori, ha fatto rimarcare che l’opposizione, presente in Aula, non ha votato per ragioni politiche. Giorgio Oppi (Udc Cambiamo!) ha detto che  non è corretto che la maggioranza non garantisca la presenza in aula e ha chiesto al Presidente di aggiornare la seduta a domani. Franco Mula (Psd’az) ha chiesto scusa all’aula per l’assenza di alcuni colleghi e ha chiesto di aggiornare i lavori alle 17,30 . Il Presidente Pais, ha sospeso la seduta per 30 minuti.

Alla ripresa dei lavori si è proceduto nuovamente con la votazione dell’emendamento 120.  L’emendamento è stato bocciato (presenti 29, votanti 26, no 26, 3 astenuti). Francesco  Agus (Progressisti)  ha detto che l’opposizione non ha votato per motivi politici.

Sugli emendamenti 121 e 667 (uguali) che vogliono sopprimere il comma 2 dell’articolo 7  è intervenuto Massimo Zedda (Progressisti) dichiarando il voto favorevole agli emendamenti che però sono stati bocciati per alzata di mano.

Sul testo dell’articolo 7    è intervenuto Massimo Zedda (Progressisti) che ha detto che è la negazione dell’urbanistica. Si creano – ha ribadito – nuovi criteri per cui ognuno può fare ciò che vuole e i comuni diventano  solo “osservatori”. Per Massimo Zedda il DL 108 è  una “non legge”.

L’articolo 7 “Modifiche all’articolo 34 della legge regionale n. 8 del 2015 (Condizioni di ammissibilità degli interventi)” è stato approvato  (Presenti 47, votanti 47, sì 30, no 17). (R.R.)

Successivamente è iniziata la discussione sull’art.8 “Modifiche all’articolo 35 della legge regionale n. 8 del 2015 (Procedure)” ma la seduta è stata subito sospesa su richiesta del capogruppo della Lega Dario Giagoni.

Alla ripresa dei lavori, Maria Laura Orrù dei Progressisti ha criticato la scelta delle procedure seguite, a partire dall’autocertificazione, perché nonostante i proclami della maggioranza sulla certezza del diritto la legge aumenterà la confusione negli uffici comunali chiamati ad applicarla. Su questo punto, ha concluso, occorre una riposta dell’assessore.

Il consigliere del M5S Roberto Li Gioi, riprendendo le argomentazioni della collega, ha sostenuto che la semplificazione proposta dalla Giunta, in realtà, si concretizza nell’assenza totale di regole e controlli e, in particolare, nella cancellazione con un colpo di spugna delle competenze comunali in materia. Anche Li Gioi si è associato alla richiesta di chiarimenti da parte dell’assessore.

L’assessore dell’Urbanistica Quirico Sanna ha chiarito che il ricorso all’autocertificazione è norma dello Stato.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha ricordato che in occasione della legge regionale di semplificazione, il Consiglio si è di fatto limitato a recepire la normativa statale. Ma in questo caso, ha avvertito, siamo di fronte ad un contrasto che va risolto, perché la cosiddetta “Scia” non c’è più e la “dichiarazione autocertificativa” contenuta in questa legge non esiste nell’ordinamento regionale.

Sempre per i Progressisti, il consigliere Massimo Massimo Zedda ha insistito nella richiesta di conoscere a quale legge nazionale faccia riferimento la legge in discussione perché, anche se esistesse, non riguarderebbe comunque tutta la casistica disciplinata dal provvedimento, dall’agro ai centri storici, per finire con la fascia oltre i 300 metri. Se invece non esistesse, ha concluso, l’unica soluzione sarebbe quella di applicare il codice civile dando però origine ad una serie infinita di contenziosi.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha chiesto una breve sospensione dei lavori.

Il capogruppo sardista Franco Mula ha condiviso la richiesta di interruzione e riconosciuto che, probabilmente, alcuni riferimenti alle leggi nazionali contenuti nell’articolo vanno corretti ed ha sollecitato un approfondimento.

Accogliendo le richieste, il presidente ha sospeso la seduta.

Alla ripresa dei lavori, il Consiglio ha respinto per alzata di mano l’emendamento n.10 uguale al 122.-

L’assessore dell’Urbanistica Quirico Sanna, rispondendo alle richieste di chiarimento, ha citato una legge nazionale del 2011 con successive modificazioni e la legge regionale 24 del 2016 che fa esplicito riferimento al procedimento unico che inizia, appunto, attraverso una dichiarazione autocertificativa.

Successivamente è iniziata la discussione dell’emendamento 123.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, sull’ordine dei lavori, ha lamentato l’istruttoria inadeguata che ha accompagnato la legge fin dall’inizio.

Ha assunto la presidenza dell’Aula il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Ancora per i Progressisti, Maria Laura Orrù ha ripreso le osservazioni di Agus, sottolineando che la commissione non ha potuto svolgere un lavoro completo, per colpa della “fretta” della maggioranza.

Il presidente della commissione Urbanistica Giuseppe Talanas ha respinto le accuse di Agus e Orrù, precisando che i lavori in commissione si sono svolti con la collaborazione della minoranza e, quanto alle correzioni in aula, significano che la maggioranza resta aperta al confronto di merito con l’opposizione.

Il capogruppo sardista Franco Mula, rivolto all’opposizione, ha affermato che anche la maggioranza vuole approvare un testo corretto ed applicabile.

La Orrù, replicando, ha ricordato che il testo è arrivato in commissione con forte ritardo rendendo impossibili gli approfondimenti necessari per un testo di grande portata.

Messo ai voti, l’emendamento 123 è stato respinto con 19 voti favorevoli, 26 contrari e 2 astenuti. A seguire, sono stati respinti per alzata di mano gli emendamenti 124 e 125 uguale al 669 e 252 e 253. L’emendamento successivo, il 254, è stato invece respinto a scrutinio elettronico con 19 voti favorevoli, 28 contrari ed un astenuto.

In occasione della discussione del testo dell’articolo hanno preso la parola ribadendo la netta posizione contraria i consiglieri Orrù (Progressisti), Piscedda (Pd), Lai (Leu) e Li Gioi (M5S).

In sede di votazione, l’articolo 8 è stato approvato con 26 voti favorevoli, 21 contrari ed un astenuto. (Af)

All’articolo 9 sono stati presentati alcuni emendamenti. Il presidente Pais ha dato la parola al presidente della commissione, on. Talanas, per il parere di rito sugli emendamenti. In apertura di discussione l’on. Ganau, capogruppo del Pd, ha detto. “Questa legge è la deregulation di tutte le norme urbanistiche e mette in campo senza regole, appunto, milioni di metri cubi. State per giunta esautorando i Comuni dal loro ruolo regolatore: è davvero imbarazzante”.

Per il capogruppo del Psd’Az, on. Franco Mula, “è necessario un confronto con l’assessore all’Urbanistica” mentre per l’on. Orrù (Progressisti) “non è pensabile che noi avalliamo un sistema del genere, che contiene riferimenti nemmeno velati a sanatorie possibili”. Per l’on. Li Gioi (Cinque stelle) “è una legge navicella che sta andando a fondo in porto, prima del varo. E il timoniere Mula si arrabatta per porre rimedio a continui strafalcioni. Non so cosa vi stia succedendo ma i vostri visi sono eloquenti. E’ necessario leggere le leggi e capirle, cosa che voi non state facendo”.

Dai banchi dei Progressisti l’on. Massimo Zedda ha detto: “Man mano che andiamo avanti è sempre più necessario rinviare alla settimana prossima per consentirvi di guardare bene questa legge, magari con chi ne capisce. Questo testo provocherà soltanto illusioni e danni”.

Respinti gli emendamenti 1164, 1165 e 1166. Sul 1167 l’on. Orrù ha dichiarato il voto favorevole e così il suo capogruppo, on. Agus, che ha detto: “Vi invitiamo ad approvare questo emendamento e ad eliminare ogni stortura”.

La Lega Sardegna con il capogruppo Dario Giagoni ha illustrato l’emendamento 784, che inserisce anche i volumi oggetto di accertamento di conformità oltre a quelli oggetto di condono tra quelli che possono essere computati nella determinazione del volume urbanistico oggetto di incremento volumetrico. L’on. Agus ha replicato: “Questo è andarsela a cercare”. Per l’on. Piscedda (Pd) “non è chiaro perché chi ha rispettato i regolamenti comunali deve sentirsi fesso rispetto a chi li ha violati e viene premiato consentendogli di costruire usando la volumetria un tempo abusiva”. Per Fratelli d’Italia l’on. Mura ha detto che “l’accertamento di conformità è una procedura di legge e non un abuso. Dunque. Non si vede il perché di questo scandalo”. Il Psd’az ha chiesto una breve sospensione in aula e alla ripresa il presidente Pais ha messo in votazione l’emendamento. L’on. Orrù ha detto: “Una cosa sono i condoni e una cosa gli accertamenti di conformità e capisco anche che l’applicazione del 110 per cento è a rischio ma se volete introdurla non dovete metterla in questa legge che andrà ragionevolmente al macero”.

Per l’on. Mula “il Psd’az non ha presentato un solo emendamento in aula. Chiedo alla Lega di fare altrettanto. In mancanza di un ritiro noi voteremo contro”.

Anche la Giunta ha espresso parere negativo e alla fine l’emendamento 784 (Giagoni e più) è stato respinto con 6 favorevoli, 17 contrari e 6 astenuti. L’opposizione non ha partecipato al voto. (C.C.)

Sull’ordine dei lavori è intervenuto il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus per precisare che la mancata partecipazione delle opposizioni al voto è dovuta a motivi politici.

L’aula è quindi passata all’esame dell’emendamento n.1176 (Giunta regionale)  all’emendamento n. 753. La proposta prevede la possibilità di ottenere un incremento volumetrico subordinandola al reperimento degli spazi per parcheggi.

Sul punto sono intervenuti i consiglieri Walter Piscedda (Pd) e Massimo Zedda (Progressisti) per segnalare che la norma non risolve il problema dei parcheggi ma penalizza le attività commerciali, permettendo la creazione di nuovi spazi con la chiusura dei pilotis nei palazzi. Messo in votazione, l’emendamento n.1176 è stato approvato.

Via libera anche al n.753, emendamento sostitutivo totale dell’articolo 9 presentato dalla Giunta, che ha ottenuto 27 voti a favore e 18 contrari.

L’aula è quindi passata all’esame dell’articolo 10 “Modifiche all’articolo 37 della legge regionale n. 8 del 2015 (Efficacia, durata e valutazione degli effetti)” e dei relativi emendamenti sui quali è stato espresso il parere da parte del presidente della commissione urbanistica e della Giunta.

Sull’ordine dei lavori sono intervenuti diversi consiglieri per chiedere lumi sulla prosecuzione dei lavori. Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha ricordato che la Conferenza dei Capigruppo aveva preso un accordo per chiudere la seduta dopo la votazione dell’articolo 9. Su questo hanno convenuto i capigruppo del Psd’Az e dei Progressisti ricordando però che sull’articolo 10 era stata trovata l’intesa per votare un emendamento soppressivo totale della norma stessa. Successivamente il consigliere Diego Loi (Progressisti) ha ribadito la necessità di spostare la seduta di domani al pomeriggio considerato che, in mattinata, si riunirà l’assemblea dell’Anci per affrontare la questione dell’individuazione del deposito nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari, con 14 aree della Sardegna inserite nella mappa dei possibili siti ospitanti. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Mura ha chiesto che la questione venga definita dalla Conferenza dei Capigruppo.

L’aula è quindi passata all’esame dell’emendamento n.12, soppressivo totale dell’articolo 10, che è stato approvato.

Subito dopo, il presidente Pais ha tolto la seduta e aggiornato i lavori a domani mattina alle 11.30.

Successivamente la Conferenza dei Capigruppo ha invece deciso di rinviare la seduta a domani pomeriggio alle 15.(Psp)

 

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