Nota stampa della seduta n. 95

Nota Aula

Seduta n.95 – dell’11 gennaio 2021 antimeridiana

DL n. 108 (Giunta) “Piano casa”, approvato l’articolo 2. Conclusa la discussione generale sull’articolo 3.

Cagliari, 11 gennaio 2021- La seduta è stata aperta dal Presidente Michele Pais. Subito dopo le formalità di rito l’Aula ha ripreso l’esame del D.L. n.108 “Piano Casa” con la discussione dell’emendamento aggiuntivo n.782 all’emendamento n.750 presentato dalla Giunta che consente la realizzazione o l’ampliamento, in zone B, C, e F delle verande coperte fino ad un massimo di 1\3 della superficie coperta realizzabile. Emendamento per il quale, nell’ultima seduta della scorsa settimana, il capogruppo della Lega Dario Giagoni aveva chiesto la votazione a scrutinio segreto.

Sul punto è intervenuto lo stesso Giagoni: «In questi giorni ho parlato con l’assessore all’Urbanistica Quirico Sanna che mi ha garantito la possibilità di chiarire attraverso una circolare esplicativa le superfici autorizzate per l’ampliamento delle verande». Circostanza confermata dall’assessore: «Condividiamo l’emendamento meritorio presentato dall’on. Giagoni. Ci sarà una circolare esplicativa per evitare problemi agli uffici tecnici comunali».

Il presidente Pais ha quindi posto in discussione l’art.3 della legge. Sull’ordine dei lavori è intervenuto il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau: «Prima di passare all’esame dell’art.3 ci sono da discutere gli emendamenti aggiuntivi all’emendamento n.750. Lo dice il Regolamento, chiedo che siano discussi».

A Ganau ha replicato il presidente Pais: «Sulla decadenza di tutti gli emendamenti c’era un accordo tra le forze politiche, non solo sui sostitutivi parziali ma anche sugli aggiuntivi»

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Mura ha sollecitato maggiore collaborazione da parte delle opposizioni: «La votazione dell’emendamento sostitutivo totale n. 750 presentato dalla Giunta credo che abbia fatto decadere tutti gli emendamenti. Vi chiedo di essere collaborativi».

Di diverso avviso il capogruppo del Pd Ganau che ha insistito: «Non è così, l’emendamento n.750, sostitutivo totale dell’art.2, fa decadere l’articolo ma non gli emendamenti aggiuntivi. Chiedo che a norma di Regolamento siano discussi gli emendamenti all’emendamento. Non capisco questa interpretazione autentica che il presidente vorrebbe far passare. Non c’è nessun accordo per ritenere decaduti gli emendamenti».

Il presidente Pais ha quindi sospeso la seduta per consentire alla Conferenza dei Capigruppo un esame approfondito della questione.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha comunicato la decisione della Conferenza dei capigruppo di riammettere gli emendamenti aggiuntivi. Ha quindi messo in votazione l’emendamento n.782 che è passato con 23 voti a favore e 15 contrari.

L’aula è poi passata all’esame degli emendamenti n. 950 e 951 (Ganau e più) che propongono la possibilità di realizzare, nei capannoni con destinazione artigianale o industriale ubicati in zona D, un soppalco interno in deroga alle altezze minime, compatibilmente con le destinazioni d’uso e le attività esercitate. Il consigliere del Pd Walter Piscedda ha ricordato l’accordo preso in Commissione: «Su suggerimento degli uffici si era concordato di inserire questa norma all’art.6 della legge. Se cosi è, ritiro gli emendamenti».

L’accordo è stato confermato dal capogruppo del Psd’Az Franco Mula. Gli emendamenti n.950 e 951 sono stati ritirati.

Sull’emendamento n.952 è intervenuto ancora l’on. Piscedda (Pd): «Con questo emendamento si chiede l’eliminazione delle pavimentazioni in cemento dai cortili e da altre pertinenze scoperte degli immobili. Vi chiedo di approvarlo». Messo in votazione l’emendamento è stato approvato per alzata di mano.

Walter Piscedda ha poi annunciato il ritiro dell’emendamento n.969 che autorizza incrementi volumetrici del 20% a unità immobiliari ubicate nella fascia dei 300 metri dal mare (zona F) ma di fatto situate in zone residenziali (zona B). «Capisco la portata dell’emendamento – ha detto Piscedda – lo ritirerò perché mi rendo conto che anche voi siete nell’ottica di non intervenire nella fascia costiera. Questo emendamento si riferisce però a zone considerate in fascia F in quanto non sono stati ancora  approvati i Puc. Sono a tutti gli effetti zone residenziali, di fatto sono zone B come il Poetto a Cagliari».

Sul punto è intervenuto l’assessore Quirico Sanna: «E’ una fattispecie che abbiamo ben presente. Sono formalmente zone F ma sostanzialmente sono zone B perché hanno una chiesa, una farmacia, uffici postali. Si tratta di zone abitate tutto l’anno. Siamo d’accordo sulla realizzazione di interventi di urbanizzazione».

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha invitato la minoranza a mantenere in votazione l’emendamento: «Non ritiratelo, ho seri dubbi che si possa arrivare a una soluzione con una nota esplicativa. Meglio metterlo in votazione».

Di parere diverso il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «Capisco le intenzioni dell’on Piscedda ma quando si parla di zone F è pericoloso derogare con legge. Se lo facciamo rendiamo ancora più pericolosi gli interventi in quelle zone. Serve approvare i Puc e i piani del litorale: quella è la via maestra. Eviterei di bypassarla. E’ un tema delicato, è necessario un supplemento d’istruttoria. Non facciamoci prendere dalla fretta».

L’assessore Quirico Sanna ha accolto favorevolmente il ritiro dell’emendamento: «C’è un’interlocuzione con i comuni interessati che vogliono trasformare le zone F in zone B. Lo vuole fare Arzachena e credo anche Quartu».

Un percorso sollecitato anche da Maria Laura Orrù (Progressisti): «La Regione  – ha detto – dovrebbe incentivare l’adeguamento dei Puc. Meglio ragionare con i Comuni interessati e non inserire la norma in legge».

Angelo Cocciu a nome del gruppo di Forza Italia si è detto d’accordo con l’emendamento. «Rafforza la tesi che ho sostenuto in solitudine. Sono zone F che di fatto sono zone B. A questo facevo riferimento con il mio intervento dei giorni scorsi. Se approviamo questo emendamento occorre riprendere il ragionamento che ho fatto in aula nelle sedute precedenti». L’on. Piscedda ha confermato il ritiro dell’emendamento.

Si è quindi passati all’esame dell’articolo 3 “Modifiche all’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015 (Interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive, sanitarie e socio-sanitarie)”. Ottenuto il parere dal presidente della Commissione Urbanistica e dalla Giunta, il presidente Pais ha aperto la discussione generale sull’articolo e i relativi emendamenti.

La consigliera dei Progressisti Maria Laura Orrù ha espresso forti perplessità sul contenuto della norma: «Manca una visione d’insieme. Si richiama l’emergenza Covid ma non si pensa a ciò che accadrà nei prossimi anni. Molti studi dicono che ci sarà un cambiamento delle nostre vite con un potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e un modo diverso di concepire la vita rispetto alla situazione prepandemica. Occorre guardare con coraggio al futuro, non si utilizzi l’emergenza Covid per confermare ragionamenti che avevano già vacillato in passato. Bisogna pensare a un nuovo modello di sviluppo come si è fatto nel dopoguerra. Oggi bisogna ragionare sui fondi messi a disposizione dall’Unione europea. Un nuovo modello di sviluppo non può essere fondato sull’aumento di volumetrie negli alberghi. Non ci possiamo permettere di scrivere le leggi senza avere contezza di ciò che succede. Serve un dibattito franco, in aula e fuori da quest’aula. Quando si esce da grandi crisi bisogna mettere in campo un’idea di sviluppo complessivo della società».

Roberto Li Gioi (M5S) ha ribadito la posizione del suo gruppo: «Venerdì scorso abbiamo sorpreso maggioranza con le mani nella marmellata. Siamo stati noi a scoprire la polpetta avvelenata nel comma 9 bis che faceva saltare il banco. Solinas ci deve essere grato. Grazie a noi nei 300 metri dal mare non sarà possibile muovere nemmeno un filo d’erba. Anche l’assessore Sanna ha dovuto accettare le nostre considerazioni che non sono frutto di visioni ideologiche». Sull’articolo 3, Li Gioi è stato chiaro: «Ripropone la stessa visione dell’articolo 2 ma questa volta riferita alle strutture ricettive e sanitarie. Sono consapevole che determinati alberghi hanno bisogno di servizi che oggi non hanno, di ampliamenti necessari a mantenere un determinato tipo di clientela. Il presidente di Federalberghi Paolo Manca, sentito in Commissione, però lo ha detto a chiare lettere: gli incrementi volumetrici devono essere autorizzati quando servono, non possono essere fini a se stessi». L’esponente grillino ha quindi contestato la possibilità di aprire un mercato delle volumetrie: «Il rischio – ha affermato – è che alberghi all’interno della fascia dei 300 metri possano usufruire di incrementi volumetrici acquistati da altri. Non basta l’emergenza Covid per giustificare ampliamenti senza specificare di cosa si tratti. Sono criticità che ci spingono a un parere contrario».

Critico anche Massimo Zedda (Progressisti): «Un progetto di legge di questo tipo dovrebbe avere alla base un’idea di sviluppo. Stona il fatto che nonostante si dia la possibilità di incremento agli alberghi questo sia vanificato dagli ampliamenti volumetrici consentiti alle seconde case: una decisione che distruggerà un pezzo di economia turistica. Ci sono alberghi a 5 stelle che si pregiano del titolo di eco sostenibilità, con l’articolo 2 avete aperto la strada alla distruzione del turismo». (Psp)

 E’ quindi intervenuto Valter Piscedda (Pd), il quale ha rimarcato di non condividere l’articolo 3, anche se ha affermato di non “guardare male” a quanto previsto per le strutture sanitarie e socio sanitarie. Il consigliere ha però sottolineato la presenza di “una certa incongruenza tra gli interventi che vengono previsti a favore delle strutture alberghiere e di quelle sanitarie e socio sanitarie”. Piscedda ha auspicato che ci sia la possibilità di recuperare questo concetto, attraverso un emendamento a un emendamento che conteneva uno strumento di equiparazione. Il consigliere del Pd ha ribadito la contrarietà alla compravendita delle volumetrie e ha affermato di essere del parere che i bonus volumetrici debbano essere previsti per nuove casistiche.

Per Piero Comandini (Pd) l’articolo 3 è stato uno degli argomenti più controversi trattati nella scorsa legislatura. E’ sicuramente un articolo molto importante e strategico per un’isola che vuole sviluppare il settore turistico, ma ha anche ricordato che, a causa della situazione attuale legata alla pandemia, stanno cambiando le abitudini dei turisti. Comandini ha evidenziato che, secondo i dati delle associazioni di categoria, il 60 per cento di chi viaggiava non andrà in vacanza e così sarà per un paio d’anni e ha sottolineato che i viaggiatori privilegeranno l’albergo diffuso, ampi spazi, oltre alla riqualificazione ambientale delle strutture ricettive. Perciò, secondo Comandini, il fatto che un albergo abbia molte stanze, non necessariamente attirerà più turisti perché sarà una struttura con molti ospiti. Il consigliere si è detto  d’accordo con la filosofia di migliorare l’offerta turistica dei nostri alberghi, “ma avremmo preferito discutere di questa materia in un altro momento e capire, soprattutto, qual era la vostra idea di sviluppo nel settore turistico, qual era il vostro piano quadro per il turismo in Sardegna”. Per Comandini la maggioranza preferisce parlare prima di urbanistica e poi di quale deve essere l’offerta turistica in Sardegna.

L’Aula ha poi bocciato gli emendamenti n. 60 (25 no, 16 sì e 1 astenuto), 5, 67, 215, 556, 68, 69, 70, 71. Su quest’ultimo sono intervenuti i consiglieri dei Progressisti Maria Laura Orrù e Massimo Zedda, che hanno condiviso l’intervento del collega Comandini, e il consigliere del M5S Roberto Li Gioi, il quale ha sottolineato la necessita di differenziare i diversi territori della Sardegna.

E’ poi intervenuto il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, che ha annunciato il ritiro degli emendamenti di cui è primo firmatario, il n. 548 e il 571, e ha chiesto invece di ammettere l’emendamento 1232.

L’Aula ha poi respinto gli emendamenti 219 (16 sì, 25 no e 1 astenuto) e il 220 (15 sì, 26 no e 1 astenuto) e l’emendamento 224 (16 sì, 25 no e 1 astenuto). Sono intervenuti il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, che ha ribadito come in questo momento storico l’aumento di cubatura non sia utile per il settore turistico. “Il problema delle strutture alberghiere è di restare vive con quello che hanno”, ha detto, ribadendo che saranno in pochissimi ad usufruire di questo strumento. Posizione condivisa dalla collega di gruppo Maria Laura Orrù, che ha affermato che in questo articolo manca una valutazione d’insieme.

Bocciato anche l’emendamento 656 (15 sì, 27 no, 1 astenuto). Sul tema della cessione dei crediti volumetrici sono intervenuti i consiglieri Rossella Pinna (Pd) e Roberto Li Gioi (M5S), il quale ha affermato che “è la fattispecie più disgraziata di questa normativa” e che metterà a repentaglio delicati equilibri sociali, perché persone in una condizione di debolezza potrebbero essere aggrediti da “squali immobiliari”. D’accordo con il collega pentastellato anche il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, il quale ha evidenziato che la compravendita dei crediti volumetrici amplierà la forbice tra quelli che posso permetterselo e quelli che non possono permetterselo. “Sarà un’arma in mano agli speculatori”, aggiungendo che molti consiglieri stanno sottovalutando questo pericolo. Per Gianfranco Ganau (capogruppo del Pd) questa cessione dei crediti “ha dell’imbarazzante” e ha evidenziato il pericolo di passaggio di ampie cubature da strutture ricettive a immobili residenziali. “Rischiate di fare un disastro dal punto di vista urbanistico e della vivibilità dei luoghi”, ha concluso.

Su quest’ultimo argomento è intervenuto il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, che ha chiesto una sospensione in aula di due minuti per valutare quanto segnalato dal collega Ganau.

Il presidente Pais ha sospeso i lavori. Al rientro in aula, Mula ha proposto un emendamento orale all’articolo 3. “Per noi era chiaro l’intendimento che la cessione dei crediti volumetrici veniva fatta solo tra le strutture ricettive e turistiche”, ha detto Mula, ma tenendo conto del problema sollevato dai colleghi dell’opposizione, ha proposto una specifica al punto c) bis “i crediti volumetrici possono essere ceduti con atto pubblico di asservimento dai proprietari aventi diritto ai proprietari immobiliari di cui al presente articolo”, ossia turistico ricettive, sanitarie e socio sanitarie, quindi non c’è il presupposto per la cessione a favore delle seconde case.  Per il consigliere Massimo Zedda e il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, è la cessione del credito in sé il problema. Si tratta di una norma, secondo i consiglieri, che sarà sicuramente impugnata e che creerà gravissime difficoltà a chi comprerà il credito.

Agus ha poi annunciato il ritiro degli emendamenti 231, 233, 234, 235, 240, 216, 217, 221, 225, 226, 227 e 228.

L’Aula ha invece approvato con 24 sì, 15 no e 1 astenuto l’emendamento sostitutivo totale della Giunta n. 751.  L’emendamento elimina il contenuto del punto d) “nel comma 3, dopo la parola “integrazioni”, sono aggiunte le seguenti: “e nella zona F nella misura massima del 25 per cento per le strutture ricadenti nelle aree individuate ai sensi dell’articolo 10 bis, comma 2, lettera b) e f), della legge regionale n. 45 del 1989. Si intendono per preesistenti agglomerati, le aree completamente urbanizzate alla medesima data del 17 settembre1989 e dotate di tutti i servizi primari, da individuarsi con apposita delibera di consiglio comunale. “; e il contenuto del nuovo punto d) diventa il punto e) “dopo il comma 3 è inserito il seguente: “3 bis. Nei casi previsti dal comma 1 […]”. Sull’emendamento 751 sono intervenuti Gianfranco Satta (Progressisti), il quale ha evidenziato come vengano esclusi le strutture presenti nell’agro come i punti di ristoro ed ha, quindi, evidenziato la difficoltà di comprendere il comma 5 ter. Forti critiche anche dal consigliere Massimo Zedda, il quale ha evidenziato che non si sta parlando di cubatura residua di un lotto, ma di una cubatura creata per legge e attraverso la stessa legge vengono creati anche i crediti che poi possono essere ceduti. Ci sono lottizzazioni, ha spiegato Zedda, di dimensioni impressionanti, come quelle di Santa Margherita di Pula e di Villasimius. Per Francesco Agus (capogruppo dei Progressisti), questa legge e questa cubatura aggiuntiva non porterà un vantaggio per chi lo utilizzerà, ma una svalutazione della stessa proprietà, oltre al fatto che questo testo sarà sottoposto a molti controlli e non li supererà. Contrario alla compravendita dei crediti volumetrici anche il consigliere del M5S, Roberto Li Gioi, che però ha apprezzato l’accoglimento da parte del capogruppo del Psd’Az dei suggerimenti migliorativi che arrivano dai banchi della minoranza, e la consigliera del Pd, Rossella Pinna, che ha detto di ritenere “abominevole” ricorrere alla compravendita dei crediti volumetrici, evidenziando anche di come l’articolo 3 sia un testo normativo “senza capo né coda”. Piero Comandini (Pd) ha apprezzato l’inserimento dell’ampliamento volumetrico per le strutture sanitarie e socio-sanitarie, ma ha chiesto di inserire anche quelle socio-assisstenziali. Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha giudicato meritevole l’emendamento 1232 e ha chiesto al presidente di poterne discutere dopo la sospensione dei lavori.

Il presidente ha chiuso la seduta. I lavori riprenderanno alle 16. (Eln)

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