Nota stampa della seduta n. 90

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 90 – Antimeridiana
Mercoledì 30 dicembre 2020

 

Approvato l’articolo 1 del Dl. 108 (Giunta): Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais e successivamente sospesa per 10 minuti.

Alla ripresa, l’Aula ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con l’emendamento n.794 (Agus e più) all’emendamento n.748 (Giunta regionale) sulle modalità di edificazione delle zone rurali.

Aprendo la discussione, il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha ricordato che le direttive agricole del ’94 poste a fondamento della proposta della Giunta risalgono ad un mondo che non c’è più sotto ogni punto di vista.

Dopo l’intervento del consigliere Zedda la seduta è stata nuovamente sospesa per 10 minuti.

Alla ripresa, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha chiesto una breve sospensione per una riunione dei capigruppo di maggioranza. La richiesta è stata accolta.

Alla ripresa, sono proseguite le dichiarazioni di voto sull’emendamento n.794.-

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha evidenziato che le molte sollecitazioni provenienti dall’opposizione non hanno scaturito effetti, anche se certi atteggiamenti della maggioranza fanno capire che gli argomenti proposti non erano campati per aria, soprattutto in riferimento a possibili speculazioni. Agus ha poi censurato la posizione “silenziosa” dell’assessore, che non ha proposto una visione unitaria della materia.

Sempre per i Progressisti Maria Laura Orrù, partendo dall’idea che le crisi possono generare grandi opportunità, ha lamentato la visione anacronistica della Giunta, una visione che potrebbe aprire spazi “indesiderati” ad iniziative opache.

Il consigliere del M5S Roberto Li Gioi ha criticato un post dell’assessore sui social media nel quale, a suo avviso, vengono lanciati messaggi distorti. Non c’è una contrapposizione fra “buoni e cattivi” (ovviamente con i cattivi collocati solo all’opposizione), ha aggiunto, perché tutti dovremmo essere impegnati per il bene della Sardegna.

Il consigliere dei Progressisti Antonio Piu, nel respingere l’accusa di ostruzionismo, ha precisato che la minoranza sta correttamente portando all’attenzione dei sardi le sue idee su una legge che non condivide, nella speranza di un ripensamento.

Il consigliere del M5S Alessandro Solinas ha messo in luce la differenza che passa, a suo giudizio, fra la propaganda politica e le iniziative legislative. Non vogliamo alimentare sospetti, ha assicurato, ma proteggere i sardi da speculazioni che danneggerebbero i più deboli senza far crescere la nostra Regione.

Rosella Pinna, a nome del Pd, ha polemizzato nuovamente con l’assessore, al quale ha attribuito il maldestro tentativo di distorcere la realtà, perché tutta la minoranza ha concentrato la sua azione sulla difesa dell’agricoltura e di tutto il territorio da possibili speculazioni.

Desirè Manca, del M5S, è tornata sulla polemica contro l’assessore, al quale ha contestato anche un post sessista nei suoi confronti. La Manca ha poi respinto l’accusa di ostruzionismo, precisando che tutta la minoranza ha fatto il suo dovere, proponendo alternative concrete ad una legge inaccettabile.

Sull’ordine dei lavori, il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha affermato che le polemiche sui social non provengono solo da una parte, anzi molti commenti a post di alcuni consiglieri sono stati gravissimi ed offensivi, senza che gli stessi consiglieri ne abbiamo preso le distanze.

Sempre sull’ordine dei lavori, il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha precisato che se davvero l’assessore fosse davvero convinto di quello che ha scritto, avrebbe dovuto sostenere le stesse posizioni in Aula. L’opposizione, ha insistito, non ha mai bloccato la proroga del Piano casa e si è sempre dichiarata disponibile ad approvarla.

Il capogruppo sardista Franco Mula, ricordando che l’altra proroga è stata impugnata, ha sottolineato che nella fase di transizione non si potranno presentare progetti ma, per questo, contiamo entro quella data di approvare la legge. Sulla speculazione in agro, Mula ha respinto ogni riferimento alla presenza di “faccendieri”, ricordando che è stata proprio la maggioranza a proporre correzioni.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha osservato che legge non produce effetti alla scadenza, per cui la scadenza del Piano casa vigente e l’entrata in vigore della legge in discussione a gennaio con dentro la nuova proroga sono passaggi che avrebbero bisogno di parerei tecnici definitivi che ad oggi non ci sono. Sul tema della speculazione Zedda ha detto che nessuno ha certezze ma c’è un fatto nuovo emerso il 2 dicembre scorso con 8 interdittive antimafia applicate in Sardegna, mentre in precedenza il dato era a zero.

Il consigliere del Pd Giuseppe Meloni, polemizzando nuovamente con l’assessore che ha citato i nomi di quanti si opporrebbero al Piano casa, ha garantito che opererà sempre a testa alta chiamando i responsabili con i loro nomi; la verità è che solo la maggioranza, dopo tre proroghe, è l’unica responsabile dei ritardi della legge

Messo ai voti l’emendamento n.794 è stato respinto con sì 19 e 22 no.

Il capogruppo del Pd Gianfranco  Ganau ha chiesto il voto segreto per gli emendamenti n.795 e 793

Il presidente lo ha ammesso solo per il n.795 perché il 793 è decaduto: l’emendamento è stato respinto con 21 voti favorevoli e 26 contrari.

Successivamente sono stati accorpati gli emendamenti n.791, 912, 803 che sono stati respinti con 21 voti favorevoli e 26 contrari.

E’iniziata quindi la discussione dell’emendamento n.913

Per i Progressisti Maria Laura Orrù ha sostenuto, citando Mario Melis, che “la politica non deve abbandonarsi alle frasi fatte”. Sono parole molto attuali anche oggi: lanciare messaggi dall’esterno è una cosa che non si deve fare e non dovrebbe farlo soprattutto un esponente del partito sardo d’azione, che invece dovrebbe difendere l’autonomia della Sardegna senza cercare continuamente lo scontro con il Governo centrale.

Sempre per i Progressisti, il consigliere Massimo Zedda ha detto che l’assessore ha fatto polemica senza fornire nemmeno un dato, anzi chi ha scritto la legge l’ha poi corretta senza nemmeno attivare le necessarie interlocuzioni con le strutture antimafia.

Il consigliere dei Progressisti Gian Franco Satta, rivolto nuovamente all’assessore, ha dichiarato che essere su posizioni distanti non giustifica la degenerazione della politica, ed occorre riconoscere che l’opposizione ha affrontato il dibattito in Aula sollevando soltanto problemi di merito mentre, ha ricordato, è stata la maggioranza a presentare ben due emendamenti sostitutivi del primo articolo.

Il capogruppo sardista Franco Mula, sull’ordine dei lavori, ha protestato perché il Consiglio, a suo giudizio, sta perdendo la bussola, perché Zedda ha detto cose gravi e ha pronunciato la parola “fesserie”, ed era già successo un fatto analogo con l’assessore dell’Agricoltura. Occorre prendere provvedimenti, ha sollecitato, ed anche l’assessore dovrebbe evitare di rispondere.

Il consigliere del Pd Piero Comandini ha chiesto esplicitamente al presidente Pais di fare il presidente del Consiglio e di assicurare contegno ed ordine eliminando il caos che impedisce l’ordinato svolgimento dei lavori. Riportiamo tutto in un contesto corretto, ha concluso, e lo dico anche ad un assessore che non è più credibile: un bravo agricoltore ara bene il terreno prima della semina e non sparge zizzania.

Il presidente Pais ha atto al consigliere Zedda di aver detto “pensierini” e non “fesserie”.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai, rileggendo alcuni passaggi nei quali il presidente di Coldiretti rivolge al Consiglio un appello contro il consumo del suolo, ha dichiarato che ciò dimostra la gravità dell’errore che la Giunta sta commettendo. Lai ha quindi invitato l’assessore a non “giocare” sui social, ricordando recenti attacchi rivolti contro alcuni consiglieri regionali galluresi.

Il consigliere del M5S Roberto Li Gioi, ancora contro il post dell’assessore, ha accusato l’esponente della Giunta di fare “schifezze” perché questo non è il modo di fare politica.

Il presidente ha richiamato l’attenzione dei consiglieri sul fatti che non si può trasformare la seduta dell’Aula in un atto accusa contro assessore Sanna: stiamo discutendo l’emendamento n.913.-

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha osservato che il caos riguarda tutta l’Aula e non si può dire che lo crea la maggioranza, perché i social li ha usati anche la minoranza contro il presidente della Regione: meglio che tutti evitino il clima da aula di tribunale, perché tutti possono fare errori ma la seduta deve avere il compito di migliorare un testo e non di giudicare gli altri come fa Comandini.

Il consigliere della Lega Michele Ennas, citando alcuni problemi verificatisi a livello nazionale con il superbonus, ha parlato di promesse a vanvera ed ogni giorno che perdiamo lo perdono imprese, professionisti e cittadini. Le differenze fra noi esistono e l’ostruzionismo c’è, ha proseguito tornando sulla legge in discussione, ma c’è tempo per ripristinare un clima migliore come accaduto in commissione, nel rispetto dei ruoli.

Sull’ordine dei lavori il consigliere del Pd Piero Comandini ha detto di essere stato frainteso, precisando che esiste una differenza di ruoli fra consiglieri ed assessori, fra profilo social politico e personale. Alla Lega, infine, ha ricordato che Salvini ballava a Rimini da ministro.

Per i Progressisti Maria Laura Orrù ha ripreso il tema del superbonus nazionale, facendo riferimento ai professionisti che hanno più lavoro ma anche tante difficoltà soprattutto per applicare la nuova normativa nelle parti comuni dei condomini e tanti problemi con agenzia delle entrate e suap per certi piccoli abusi. Questi, ha concluso, sono i temi che interessano i cittadini, altro che le costruzioni in agro. (Af)

A favore anche l’intervento del consigliere Alessandro Solinas (M5S) che  ha ricordato Antonio Simon Mossa per affermare che l’attuale governo regionale muove in direzione opposta rispetto all’indipendenza politica e economica propugnata dal poliedrico architetto sardista. Franco Stara (Italia Viva) ha contestato la lungaggini del dibattito a ha auspicato la rapida ricerca di soluzioni adeguate per superare l’empasse in atto in Consiglio. In votazione il 913 non è stato approvato (21 sì e 27 no).

Il capogruppo Pd, Gianfranco Ganau ha annunciato il ritiro degli emendamenti 925 e 914 ed ha chiesto lo scrutinio segreto per l’emendamento n. 926 che non è stato approvato  (26 contrari e 21 favorevoli).

Il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, ha chiesto lo scrutinio segreto per il 786 (Cocciu – Fi). Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, intervenendo  sull’ordine dei lavori ha però invitato il presentatore al ritiro e il capogruppo di Fi, Angelo Cocciu, ha accolto l’invito ed ha annunciato il ritiro dell’emendamento n. 786.

Posto in discussione l’emendamento n. 915 (Ganau e più), il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus è intervenuto a favore ed ha invocato decoro e rispetto reciproco tra giunta e consiglio («le intemperanze in questi giorni sono arrivate dai banchi della maggioranza»). Favorevole anche Massimo Zedda (Progressisti) che ha ricordato i dati riportati negli interventi dei colleghi Peru (Udc-Cambiamo) e Giovanni Antonio Satta (Riformatori) in ordine al consumo del suolo e sull’ estensione degli ettari per la coltivazione del Chianti per affermare che “l’incrocio di quei dati con la popolazione residente inverte le classifiche declamante dai due consiglieri della maggioranza”. A sostegno, Piero Comandini (Pd) che ha invitato l’assessore Sanna a raccogliere  l’appello delle categorie degli agricoli perché si limiti il consumo del suolo e si pensi “a chi in campagna vive piuttosto che a chi vuole lottizzare e speculare nelle aree rurali”. Sì da parte di Maria Laura Orrù (Progressisti) e dalla consigliera Pentastellata, Desirè Manca ed anche da Diego Loi (Progressisti). Roberto Li Gioi (M5S) ha insistito sulle dichiarazioni critiche della Coldiretti verso le previsioni sull’agro contenute nel Dl. 108, mentre il capogruppo Psd’Az, Franco Mula, è intervenuto per denunciare le presunte contraddizioni delle minoranze: «L’emendamento dice cose diverse da quelle che dichiarate e prevede addirittura la possibilità di accorpare volumetrie e di costruire con l’ettaro minimo». Valter Piscedda (Pd) ha precisato: «Riproponiamo i concetti della legge 8 e con l’emendamento riaffermiamo il ruolo dei Puc». Maria Laura Orrù (Progressisti) ha evidenziato il richiamo al Puc ma il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha riconosciuto l’ambiguità del contenuto del testo e ne ha annunciato il ritiro della proposta modificativa.

Aperta la discussione sull’emendamento n. 797 (Agus e più), il consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, è intervenuto a sostegno («la modifica riporta gli edifici in agro alla vocazione agricola»), seguito dalla sua collega di gruppo Maria Laura Orrù e dal consigliere, sempre dei Progressisti, Gian Franco Satta («vogliamo evitare una sanatoria mascherata»). Posto in votazione l’emendamento non è stato approvato e il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau ha quindi annunciato il ritiro degli emendamenti n. 929, 929, 930, 924 e 923 mentre il consigliere Li Gioi (M5S) ha annunciato il ritiro del n. 802.

Il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, ha preso la parola a sostegno dell’emendamento 927 (Agus e più), seguito dal consigliere Massimo Zedda (Progressisti) che ha insistito sull’accorpamento dei fondi per le imprese agricole e sulla superficie minima di tre ettari in luogo dell’ettaro. A favore anche Gian Franco Satta (Progressisti): «La vostra norma serve solo alle zone costiere e non interessa le zone interne». Posto in votazione il 927 non è stato approvato con 23 no e 17 sì. (A.M.)

Eugenio Lai (Leu), sull’ordine dei lavori, ha ritirato la richiesta di votazione elettronica. L’emendamento 781 è stato ritirato, il 796 (Agus e più) è stato bocciato.

Sull’emendamento 798 (Agus e più) sono intervenuti: Massimo Zedda (Progressisti), Franco Mula (Psd’az) che ha parlato di emendamento sensato, Gian Franco Satta (Progressisti), Stefano Tunis (Misto) che ha detto di appoggiare l’emendamento, Dario Giagoni (Lega) che ha chiesto un minuto di sospensione, e alla ripresa dei lavori ha dato parere favorevole all’emendamento.     

L’emendamento 798 (al comma 3 dell’articolo 1 dopo le parole “ad uso residenziale” sono aggiunte le parole “I cambi di destinazione d’uso non devono determinare opere di urbanizzazione a rete”  è stato approvato. Bocciati gli emendanti 799 e 800.  

Bocciato anche l’emendamento 801 nonostante l’ intervenuto  di Gian Franco Satta (Progressisti) che ha chiesto di accoglierlo. Il 936 è stato ritirato.

Sull’emendamento 783, su cui c’era la richiesta di invito al ritiro, Dario Giagoni (Lega), dopo che l’assessore Sanna ha affermato  che il contenuto dell’emendamento si poteva  fare con una circolare,  l’ha ritirato.  Si è poi passati all’esame dell’emendamento  748, presentato dalla giunta, sostitutivo totale dell’articolo 1,  che prevede che in attesa di una disciplina regionale organica sulle zone agricole, restino vigore le disposizioni del decreto del presidente della Giunta regonale n.228 del 1994.

Inoltre, il nuovo testo riserva agli imprenditori agricoli a titolo professionale gli interventi di tipo residenziale nella fascia dei 1000 metri dalla battigia. A parte questo limite, saranno consentiti i cambi di destinazione d’uso (compresa quella residenziale) “per gli edifici regolarmente autorizzati ed accatastati alla data di entrata in vigore della presente legge”.

Su questo emendamento sono intervenuti:  Massimo Zedda (Progressisti)    che ha detto che è un ritorno al passato, anti storico.   La maggioranza è ferma al 1994.     Per Francesco Agus (Progressisti) questo emendamento è un “canguro”, cioè un emendamento che ha lo scopo di far cadere tutti gli altri emendamenti presentati. Il Presidente Solinas sarà costretto con decreto a correggere la legge che la maggioranza da sola sta approvando.   Il mondo sta cambiando e gli unici che fanno riforme senza pensarci siamo noi. Maria Laura Orrù (Progressisti) che ha ribadito che è un emendamento che stravolge un  testo  nato male e che potrebbe generare molti problemi. Diego Loi (Progressisti) che  ha chiesto alla maggioranza di fermarsi a ragionare sullo sviluppo delle campagne. Roberto Li Gioi (Movimento 5 stelle) che ha asserito che stiamo assistendo a un film fantasy, a  errori macroscopici, a una maggioranza in difficoltà, a uno spettacolo non certo edificante. Non si tratta certo di una norma che può dare respiro all’economia regionale. Per Valter Piscedda  (Pd) non si può fare un salto indietro di 26 anni, la disciplina a cui si fa riferimento è una disciplina arretrata e inadeguata.  Pietro Comandini (Pd)  ha detto che l’assessore Sanna voleva un altro tipo di sistema rurale. La campagna sarda ha delle caratteristiche particolari dove ci si va solo a lavorare. Questo emendamento non guarda certo al mondo rurale sardo. L’auspicio è che successivamente si riveda la norma che riguarda l’agro. Qui si pensa  solo a una campagna residenziale e non produttiva. Eugenio Lai (Leu) vota contro perche l’idea è sbagliata, la maggioranza non ha neanche un’idea di politica agricola. Per Alessandro Solinas (Movimento 5 stelle) questo emendamento è sbagliato, è   un abuso nel merito. L’unica campagna che conoscete – ha concluso – è quella elettorale. State perdendo il concetto di autonomia che state usando in maniera sconsiderata.   Per Antonio Piu (Progressisti) questo articolo bloccherà l’agricoltura . Tutti i fienili diventeranno ville. Riflettete.

L’emendamento 748 è stato approvato.

Via libera anche all’emendamento 767 (Presenti 47. Votanti 46, sì 28, no 18, 1 astenuto)  sulle tolleranze edilizie portate al 5%. Sull’emendamento sono intervenuti:  Laura Orrù che ha detto di non condividerlo anche perché non applicabile e  Massimo Zedda (Progressisti) che ha affermato che si  vuole giocare a tombola con le sorti della Sardegna ed a favore il capogruppo di FdI, Francesco Mura («parliamo di tolleranze su progetti antecedenti al 1985»).

I lavori del Consiglio riprenderanno Giovedì 7 gennaio alle 10. (R.R.)

 

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