Nota stampa della seduta n. 88

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 88 – Antimeridiana
Martedì 29 dicembre 2020

Disegno di legge n. 108 (Giunta) “Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017”.

 

La seduta è stata aperta dal presidente Pais. Dopo le formalità di rito è proseguito l’esame dell’articolo 1 e degli emendamenti presentati al D.L n.108 “Disposizioni per il riuso, la riqualificazione ed il recupero del patrimonio edilizio esistente ed altre disposizioni in materia di governo del territorio. Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n 45 del 1989 e alla legge regionale n. 16 del 2017”.

Aprendo la discussione, il consigliere di Leu Eugenio Lai ha protestato per il ritardo con cui sono iniziati i lavori del Consiglio, segno di poco rispetto per l’istituzione. Sull’art.1 ha evidenziato le profonde discrasie del testo, a cominciare dalla disciplina delle zone agricole dove si fanno rientrare dalla finestra i contenuti che erano stati fatti uscire dalla porta con l’emendamento della Giunta. Di fatto, ha concluso, si tratta di una sanatoria mascherata ai danni dell’agricoltura e del nostro settore agroalimentare. Il consigliere del Pd Piero Comandini ha detto che l’art.1 rappresenta la vera identità culturale della maggioranza, che concretamente colpisce al cuore il mondo delle campagne portando indietro l’orologio della storia a 26 anni fa. Abolire le disposizioni del Ppr per le zone agricole significa che l’assessore ha pensato solo agli stazzi della Gallura, ignorando il resto della Sardegna e strumentalizzando i cambi di destinazione d’uso.

Sempre per il Pd, il consigliere Valter Piscedda ha ricordato che con l’emendamento della Giunta viene spazzata via non solo la legge 8 del 2015 ma anche tutta la legislazione successiva. Nella realtà, ha aggiunto, emergerà la profonda contraddizione fra il testo della legge e le direttive agricole, perché nel primo caso la superficie minima per edificare è un ettaro ma in molti Comuni arriva fino ad 8 ettari: un rompicapo per tutti gli uffici comunali, dai quali non arriverà una sola autorizzazione.

Dopo l’intervento di Piscedda, il presidente ha disposto una breve sospensione dei lavori del Consiglio. Alla ripresa, è intervenuto il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau. L’esponente del Pd ha affermato che l’emendamento della Giunta decreta la fine dell’agricoltura produttiva della Sardegna, in aperta contraddizione con quanto affermato nel programma elettorale. Evidentemente  il presidente Solinas, ha dedotto, non è riuscito a contrastare le spinte filo-speculazione della sua maggioranza. Inoltre, ha continuato, l’indicazione generica del lotto minimo ad un ettaro non esclude che possa essere autorizzata l’edificazione (ha citato in proposito il caso di Sassari) anche in lotti perfino più piccoli.

Ancora per il Pd, il consigliere Giuseppe Meloni ha sollecitato il parere del relatore anche sugli emendamenti agli emendamenti, per avere un quadro compiuto delle posizioni della maggioranza (il presidente ha assicurato che saranno forniti). Nel merito, Meloni ha ribadito il suo parere fortemente negativo perché la riscrittura di alcuni articoli è stata una operazione “cosmetica” che sostanzialmente ha lasciato le cose come stavano, anche perché la stessa autonomia che la Regione rivendica nei confronti dello Stato deve essere praticata dalla Regione nei confronti dei Comuni, con particolare riferimento a quei Comuni che hanno i Puc adeguati al Ppr.

Il presidente, riprendendo il tema degli emendamenti agli emendamenti, ha dato la parola al relatore Giuseppe Talanas che ha dato parere negativo su tutte le proposte salvo due sulle quali ha invitato al ritiro i proponenti.

La Giunta ha espresso parere conforme.

Dopo una interruzione del funzionamento dell’impianto audio, i lavori sono ripresi ed il presidente ha invitato i consiglieri ad effettuare nuove prenotazioni.

Successivamente è iniziata la discussione dell’emendamento n.1. Hanno parlato a favore i consiglieri Piu, Solinas, Orrù, Ciusa, Li Gioi, Desirè Manca. Successivamente ha assunto la presidenza il vice presidente Giovanni Antonio Satta ed il dibattito è proseguito con gli interventi, sempre a favore, dei consiglieri Agus, Corrias, Massimo Zedda, Gian Franco Satta, Ganau, Comandini, Piscedda.

Sull’ordine dei lavori, il relatore di maggioranza Giuseppe Talanas ha comunicato al Consiglio un emendamento orale della Giunta che chiarisce la possibilità di costruire nell’agro, nel senso che sarà necessaria una superficie minima di un ettaro senza possibilità di accorpamento.

Il presidente ha invitato il relatore a distribuire il testo.

Sempre sull’ordine dei lavori il consigliere dell’Udc-Cambiamo Giorgio Oppi ha ripreso il tema sui lavoratori Aras, approvata ieri dal Consiglio. Forse ci sono errori, ha sostenuto Oppi, perché sarebbe vietato l’ingresso di tutti i lavoratori Aras in Laore, perché la normativa farebbe riferimento solo al personale effettivamente “necessario” ed inoltre la stessa assunzione supererebbe i limiti di spesa sul lavoro flessibile. Il consigliere ha quindi invitato l’Aula ad una piccola modifica per avere maggior garanzie.

Ancora sull’ordine dei lavori il consigliere del Pd Piero Comandini ha ricordato che la proposta del collega Talanas potrà essere discussa in un secondo momento, solo quando sarà esaminato l’emendamento n.748 della Giunta che si intende integrare. Soffermandosi sul problema degli ex lavoratori Aras, Comandini si è detto d’accordo con Oppi, perché si è agito troppo in fretta approvando una legge inapplicabile, come succederà anche con il DL 108.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, sull’ordine dei lavori, ha affermato che la proposta del consigliere Oppi non va sottovalutata. La stessa eccezione, ha ricordato, l’avevo sollevata io in commissione chiedendo dati sui tetti di spesa per il personale, che non ho ottenuto, e che secondo me potrebbero essere superati con la legge su Aras approvata ieri. (Af)

Dopo l’on. Zedda ha preso la parola l’on. Piscedda (Pd) e poi Agus (Progressisti), che ha comunicato all’Aula: “Non consentiremo gli emendamenti orali”. Su questo l’on. Mula (Psd’Az) ha detto: “Noi non scriviamo le leggi ma ci affidiamo agli uffici e sarebbe grave se la legge Aras di ieri fosse inapplicabile”.

Sul dl 108 l’on. Talanas (FI) ha chiesto: “Quale è lo spirito con il quale stiamo procedendo? Votiamo ognuno come riteniamo, visto che non c’è la possibilità di votare concordemente qualcosa”.

Sull’ordine dei lavori l’on. Piu (Progressisti) ha detto: “Nessuno se la deve prendere a male, stiamo chiedendo la cancellazione dell’articolo 1 ed è normale che non accettiamo emendamenti orali. Quando discuteremo dell’emendamento 748 se ne riparlerà”.

Sempre dall’opposizione l’on. Lai ha annunciato il voto favorevole all’emendamento soppressivo 1: “Se chiediamo agli agricoltori quali sono le priorità di certo non ci parlerebbero di questa legge ma di contributi e aiuti comunitari che non siete in grado di erogare. Ci parlerebbero delle vostre promesse sul prezzo del latte”. L’emendamento 1 è stato respinto. Sull’emendamento 788 l’on. Maria Laura Orrù (Progressisti) ha detto: “Su questo piano casa sono state presentate quattro proposte di legge, poi sintetizzate nel dl 108. Sino a oggi vi abbiamo fatto cambiare il testo in commissione e siamo stati più che clementi. Ma ormai discutiamo di una cosa di cui non si comprende più nulla. Non vorrei che sembrasse che stiamo creando un muro contro di voi perché non è così”.

Sempre per i Progressisti l’on. Agus ha detto: “Se aspettiamo altre due ore arriveranno altre richieste di correzione da parte vostra, non abbiate dubbi”.

Interventi anche di Rossella Pinna (Pd) e Massimo Zedda: “La fretta e l’assenza di collaborazione producono i frutti che vediamo”.

Per l’on. Comandini (Pd) “l’emendamento della giunta regionale è addirittura peggiorativo del vecchio articolo 1. Non potete modificare il Ppr con gli emendamenti e se lo farete la legge sarà impugnata non perché i ministri sono cattivi ma perché le leggi sono fatte così e si devono rispettare. Caro presidente Pais, lei dovrebbe educare la sua maggioranza a fare le leggi per bene e non a produrre testi inapplicabili e impugnabili”. (c.c.) 

I lavori sono stati interrotti, riprenderanno alle 15.  

   

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