Nota stampa della seduta n. 78

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 78 – Antimeridiana
Giovedì 1 ottobre 2020

    • Approvato il riconoscimento dei debiti fuori bilancio (Dl 176 – Giunta regionale)
    • Approvato all’unanimità l’ordine de giorno sulla riapertura delle scuole nei Comuni della Sardegna (mozione n. 331- Caddeo e più)
    • Approvata all’unanimità la legge per il potenziamento del servizio pubblico locale e del servizio scuolabus gestito dai Comuni

    La seduta si è aperta sotto la presidenza dell’on. Michele Pais. Dopo le formalità di rito, il presidente ha sospeso la seduta e convocato una Conferenza dei capigruppo.

    Alla ripresa dei lavori, il presidente Pais ha messo in discussione il primo punto all’ordine del giorno: il Disegno di legge n.167/A presentato dalla Giunta regionale per il riconoscimento di debiti fuori bilancio.

    Ha quindi preso la parola il presidente della Commissione “Bilancio”, Valerio De Giorgi, per la relazione di maggioranza: “Quelli in discussione sono debiti fuori bilancio per acquisizioni di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa – ha detto de Giorgi – si tratta, pertanto, di obbligazioni perfezionatesi nell’ordinamento civilistico, ma assunte in violazione delle norme contabili che regolano i procedimenti di spesa»

    Tra i debiti da sanare figurano alcune parcelle legali per la costituzione in giudizio della Regione in procedimenti davanti al Tar, manutenzioni del sistema informatico, licenze Siae, servizio di vigilanza».

    Il presidente della Commissione ha poi illustrato nei dettagli gli altri debiti fuori bilancio inseriti nel testo su indicazione della Giunta: «Si tratta, in particolare, del contributo obbligatorio dovuto all’ANAC per una procedura di gara con la rideterminazione dell’importo complessivo degli oneri derivanti dal provvedimento in euro 165.571».

    Per la minoranza ha preso la parola il consigliere dei progressisti Massimo Zedda che si è concentrato su uno dei debiti fuori bilancio, le parcelle da pagare a legali non appartenenti all’Avvocatura della Regione: «E’ la natura del debito che genera perplessità – ha detto Zedda – nei mesi scorsi la Giunta regionale e il direttore generale sono stati coinvolti in una serie contenziosi giudiziari relativi alle nomine fatte dall’esecutivo. Il sindacato dei dirigenti, in particolare, ha contestato i requisiti delle nomine. Di fronte a questi ricorsi la Giunta ha deciso di costituirsi in giudizio rivolgendosi a legali esterni, non appartenenti all’avvocatura della Regione. Eppure la legge dice che chi ricopre incarichi pubblici debba rivolgersi prioritariamente agli uffici interni, a meno che non siano questi stessi a indicare una soluzione diversa. Un’anomalia segnalata dallo stesso Ufficio legale della Regione informata solo a cose fatte dell’incarico dato agli avvocati esterni».

    Zedda ha poi proseguito stigmatizzando il metodo adottato dalla Giunta regionale: «La Regione aveva l’obbligo di seguire le procedure, non contestiamo l’importo del debito ma percorso seguito dalla Giunta che va contro le normali procedure amministrative».

    La presidenza dell’Aula è stata assunta dal vicepresidente Giovanni Antonio Satta che ha dato la parola all’assessore al Bilancio.

    Fasolino: disegno di legge necessario per riconoscimento debiti fuori bilancio relativi ad acquisizione di beni e servizi senza impegno di spesa. Si tratta in totale di 175mila euro». L’assessore ha poi replicato al consigliere Zedda: «Abbiamo approfondito la questione – ha detto Fasolino – lei stesso dice che c’era il rischio di incompatibilità nel dare il mandato all’Ufficio legale della Regione. Proprio qui sta la ragione per cui si è ritenuto opportuno rivolgersi all’esterno. I legali della regione, in caso contrario, avrebbero dovuto fare delle valutazioni sull’azione dei loro colleghi. Queste sono le uniche ragioni che hanno indotto la Giunta a fare questo passo».

    che ha messo in votazione il passaggio agli articoli. Per dichiarazioni di voto è intervenuto ancora il consigliere Zedda che, replicando all’assessore Fasolino, ha affermato: «Se questo percorso fosse normato, nulla questio. Questa procedura esiste nell’ambito della magistratura. Nella pubblica amministrazione questo non è previsto. Occorre dunque seguire le procedure indicate».

    L’Aula ha quindi approvato il passaggio agli articoli. Il presidente ha messo in discussione l’articolo 1.

    Il capogruppo dei progressisti Francesco Agus ha chiesto la votazione per parti dell’articolo 1. Il presidente Satta ha accolto la richiesta e messo in votazione la lettera a) dell’articolo 1 (circa 10mila euro fuori bilancio per un ricorso pendente davanti alla Commissione Tributaria regionale) che è passata con 27 voti favorevoli e 21 astenuti.

    Via libera anche alla lettera b) che riconosce un debito fuori bilancio di circa 12mila euro per una causa di fronte al Tar. (Psp)    

     L’Aula ha poi rapidamente approvato le lettere c) d) e) f) g) dell’articolo 1, comma 1, l’emendamento 1 e 2, gli articoli 1 bis e 3, e le tabelle allegate. Il presidente Pais ha poi aperto la votazione finale. Il testo è stato approvato con 28 favorevoli e 19 astenuti.

    Il presidente ha quindi aperto la discussione sul secondo punto all’ordine del giorno: la mozione 331 (Caddeo e più) sulla riapertura delle scuole dei comuni della Sardegna, che assorbe le altre mozioni presentate sul tema.

    Ha preso la parola la prima firmataria della mozione, Laura Caddeo (Progressisti), che ha ricordato che il testo raccoglie le altre mozioni, tutte sulla riapertura delle scuole sarde dopo la lunga chiusura causata dalla pandemia Covid. “Sento più forte la responsabilità nell’introdurre questo argomento in una seduta statutaria, ma sono anche convinta che per noi tutti parlare di scuola in questa seduta sia un onore”.  Caddeo ha, però, sottolineato che questo dibattito è un po’ tardivo, perché la mozione 331 è stata presentata il 14 settembre, ma le altre sul tema risalgono ai mesi precedenti, e ha ricordato che è del 27 agosto la richiesta da parte delle opposizioni di convocazione del Consiglio regionale per parlare del tema della scuola.  “Nel frattempo le attività didattiche sono iniziate da una settimana”, ha aggiunto Caddeo. “E’ imprescindibile che la Regione si occupi della scuola in questo delicato momento, perché le competenze che le sono proprie possono addirittura condizionare in senso positivo o negativo quest’anno scolastico”. La consigliera della minoranza ha auspicato che la Regione lavori con una sinergia di risorse e di azioni con lo Stato per il bene della scuola. Caddeo  ha affrontato nel suo intervento le situazione più critiche che sta vivendo il comparto, gli studenti e le famiglie: dalla sicurezza sanitaria ai trasporti, dall’edilizia scolastica ai servizi quali la mensa e le attività extrascolastiche.

    Per quanto riguarda la sicurezza sanitaria la consigliera ha sottolineato che le debolezze del sistema sono sotto gli occhi di tutti. Un sistema che, ovviamente, non era preparato ad affrontare la situazione così importante. Ha poi sottolineato i disagi e le difficoltà che  hanno riscontrato i lavoratori del settore scolastico nel sottoporsi ai test sierologici, che hanno anche dovuto pagare cifre importanti.  “Crediamo che la Regione su questo debba intervenire” e ha citato “la circolare del ministro Speranza che autorizza l’utilizzo dei tamponi rapidi, citando proprio l’importanza di utilizzarli per il comparto scuola”. Caddeo ha auspicato che i test siano resi disponibili anche per gli studenti, visto che ci sono già diverse classi in quarantena. Caddeo ha poi sottolineato che i dirigenti scolastici dell’area di Sassari hanno chiesto incontro con l’assessore e con le figure intermedie del Dipartimento di prevenzione per avere informazioni più precise, anche sulla gestione del rientro a scuola dei bambini dopo l’assenza. Il problema in particolare riguarda la certificazione dopo i 5 giorni di assenza. Molte altre regioni – ha affermato – hanno stabilito che fino a 5 giorni i genitori, se dichiarano che il figlio non era malato, possano preparare un’autodichiarazione da consegnare alla scuola.

    Caddeo si è detta, inoltre, favorevole a dotare le scuole di un supporto sanitario, anche infermieristico, che possa aiutare le istituzioni scolastiche in questo momento. La consigliera ha poi parlato del problema dei trasporti e ha citato la sua personale esperienza. La firmataria della mozione ha affermato di aver viaggiato su un pullman che prendono gli studenti e che la capienza dell’80% è stata ampiamente superata. I ragazzi avevano tutti la mascherina, ha proseguito, ma non c’era la possibilità di rispettare le distanze. Caddeo ha auspicato una rapida attivazione di soluzioni, come quella prevista nell’ultima delibera sull’utilizzo di trasporti privati, perché le famiglie sono preoccupate e stanno accompagnando i propri figli a scuola con i disagi che ne conseguono.  Per quanto riguarda l’edilizia scolastica ha ricordato che soltanto il 6% degli arredi sono arrivati in Sardegna. Laura Caddeo ha poi auspicato che non si tralasci l’importanza del servizio mensa e delle attività extra scolastiche, importanti per la crescita delle bambine e dei bambini. “Credo  – ha concluso –  che questo Consiglio e poi, a cascata, tutte le altre Istituzioni debbano prendere in carico le preoccupazioni della scuola”. (ELN)

    Antonio Piu (Progressisti) ha preso la parola e ha detto: “Oggi l’assessore Biancareddu dovrà rispondere forse a dei temi che non riguardano solo ed esclusivamente il suo Assessorato, come il Covid, purtroppo, che ci ha colpito in questi ultimi mesi, riguarda diversi aspetti della vita e della quotidianità. Quindi l’argomento di oggi, che portiamo all’Aula attraverso la mozione con prima firmataria l’onorevole Caddeo, è vero parla di scuola, ma parla principalmente anche di processi, di atti che la Giunta dovrebbe prendere, che dovrebbero dare questi atti degli indirizzi politici affinché tutti gli assessorati possano lavorare insieme e in concerto. Noi abbiamo presentato anche un’interrogazione ieri, io sono il primo firmatario, sulla richiesta nel territorio di Sassari ad esempio sulla mancanza dei pediatri. E con la scuola questo è un tema strettamente connesso”. L’oratore ha aggiunto: “Il fatto di Sassari è realmente grave: 8 pediatri, 1775 pazienti per ogni pediatra, 4 andranno in pensione nel prossimo mese e mezzo e non è stata ancora pubblicata la manifestazione di interesse per la graduatoria provvisoria. Questo è un vero dramma che poi si ripercuote sulla scuola”.

     Poi l’on. Salvatore Corrias (Pd) è intervenuto e ha ribadito l’importanza del dibattito e si è concentrato soprattutto sul tema del trasporto degli studenti: “Accogliamo con favore il fatto che qualcosa si stia muovendo e spero che si risolva davvero il problema dei “pullman pollaio”.

    Dai banchi di Cinque stelle l’on. Michele Ciusa ha fatto riferimento ai riflessi della pandemia sull’abbandono scolastico: “Dobbiamo fare in modo che nessuno abbia paura di andare a scuola, di affrontare l’anno scolastico in queste situazioni, perché è giusto ricordare i dati, il 23 per cento dei ragazzi abbandona il percorso di studi e siamo ben oltre la media nazionale, che è del 14 per cento. Pertanto non possiamo permettere che questa emergenza sanitaria che ha segnato la nostra vita possa portare a peggiorare questi dati che mettono i brividi solo a leggerli”.

    A seguire dalla maggioranza l’on. Francesco Mura (FdI) ha detto:  “L’onorevole Caddeo nella sua relazione introduttiva ha chiesto all’Aula di evitare di paralizzarci sul rimbalzo delle competenze tra Regione e Stato. Però è palese che le competenze principali rispetto a questo tema siano dello Stato, e io credo che accogliendo lo stimolo dell’onorevole Caddeo a portare un contributo sia importante iniziare a ragionare, fare in modo che quest’Aula inizi a stimolare l’azione della Giunta verso una nuova legislazione regionale, che possa far valere la nostra condizione di autonomia rispetto a quelle che sono le leggi nazionali, che fino a ieri e anche oggi ci penalizzano rispetto ai numeri minimi di composizione delle classi e degli istituti in generale”.

    Dopo l’on. Mura ha preso la parola l’on. Fausto Piga (FdI): “Le competenze della scuola sono del governo nazionale, bisogna ricordarlo, ma questo non significa che noi non dobbiamo fare la nostra parte. Deve essere chiaro che sulla Regione non possono essere scaricate tutti i problemi della scuola durante questa emergenza. E anche il tema dei trasporti scolastici bisognava affrontarlo insieme al ministero. Perché se è vero che Conte non ha la bacchetta magica non ce l’ha nemmeno il presidente Solinas”.

    Dal centrosinistra è intervenuto l’on. Massimo Zedda (Progressisti), che ha detto: “A giugno si sapeva bene che a settembre si riaprono le scuole. Lo sapevano gli studenti e i professori. Lo sapevamo tutti. Gli unici che non lo sapevano erano il presidente della Giunta e gli assessori. Ci voleva molto a capire che avreste dovuto organizzare per tempo, d’estate, i trasporti scolastici? C’è una ressa alle fermate dei mezzi pubblici, una ressa di ragazzi molto pericolosa, perché può determinare un incremento di contagi, visto che sono i giovani a quelli che stanno maggiormente sottovalutando i rischi”.   

    Per l’on. Rossella Pinna (Pd) “la mozione dell’onorevole Caddeo ha il pregio di aver costretto il Consiglio ad affrontare un tema così scomodante. Dobbiamo dare le stesse opportunità nell’istruzione a tutti i bambini della Sardegna. Ma non posso non ricordare che una settimana prima dell’apertura della scuola soltanto il cinque per cento degli insegnanti aveva effettuato lo screening sierologico mentre in Lombardia era il 70 per cento. Vero è che l’assessore alla Sanità avrebbe dovuto dare indicazioni per questi screening. Come è vero che mi sarei attesa un piano per i trasporti scolastici”.

    Dai banchi dell’opposizione l’on. Eugenio Lai ha ribadito che “è chiaro a tutti, ai sindaci come alle famiglie, che nelle scuole sarde si vive alla giornata. Sono necessarie soluzioni, non serve lo scaricabarile tra Regione e Governo. Sarebbe troppo semplice richiamare il fatto che il trasporto pubblico locale sia totalmente in mano alla Regione: qui dentro siamo pagati per cercare soluzioni e noi ne proponiamo qualcuna. Noi riteniamo che si debbano riaprire i plessi scolastici chiusi in questo ventennio. In questo modo non avremo problemi di distanziamento per i nostri alunni”. Rivolto all’assessore alla Sanità ha detto: “Non si può scaricare la responsabilità sui sindaci, bene avrebbe fatto l’assessore a convocarli e ad ascoltarli in vista della riapertura scolastica”. (C.C.)

    Maria Laura Orrù, esponente dei Progressisti, ha condiviso in apertura le dichiarazioni della collega Caddeo, sottolineando la necessità di cogliere l’occasione dell’emergenza Covid per innovare profondamente il sistema scolastico regionale, abbandonando la strada dei conflitti di competenza fra Stato e Regione. La Sardegna, ha sostenuto, ha la possibilità di decidere in autonomia su alcune materie come prevede lo Statuto, e queste opportunità vanno pienamente sfruttate. Non è stato così, ha poi lamentato, e per questo arriviamo al dibattito di oggi con notevole ritardo, senza una strategia complessiva, dal dimensionamento minimo delle classi per garantire il distanziamento alle attività extra scolastiche, sportive e non, ora completamente bloccate, per finire con i trasporti che rappresentano uno dei nodi scoperti più preoccupanti del momento attuale.

    Il consigliere della Lega Andrea Piras ha evidenziato l’importanza del tema scuola nella società sarda alle prese con la difficoltà della ripartenza dopo il lungo lockdown. Piras ha criticato il Governo nazionale che ha sostanzialmente abbandonato la scuola per le sue divisioni interne, con il risultato che alcune strutture essenziali come i nuovi banchi sono stati forniti in misura minima, accumulando un preoccupante ritardo; lo stesso ritardo che ha accompagnato le nomine degli insegnanti, largamente incomplete rispetto alle necessità. Il consigliere ha poi auspicato un forte recupero di efficienza nel servizio di trasporto per gli studenti sul quale la Giunta è concretamente impegnata.

    Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha messo l’accento sulla centralità dell’istruzione nella società e nella formazione dei giovani. Anche da Giagoni sono arrivate dure critiche alla gestione del problema da parte del Ministero, per l’intempestività nell’avvio dei concorsi a lezioni già iniziate, per il congelamento del precariato e per l’acquisto dei banchi monoposto, solo 3000 in Sardegna a fronte di una richiesta di 50.000. La Regione, dal canto suo, deve operare in modo incisivo su sanità e trasporti e sta già operando per potenziare il servizio di trasporto, senza trascurare che vanno rilanciati i temi della didattica a distanza e dell’assistenza agli alunni disabili.

    Il consigliere del Pd Giuseppe Meloni ha paventato il rischio di trattare un tema così importante come quello della scuola in un momento sbagliato o, peggio, con un colpevole ritardo, come dimostra l’atteggiamento della maggioranza che ha di fatto ignorato le diverse mozioni presentate dall’opposizione fin dal mese di agosto. La Giunta, ha affermato, ha il dovere di intervenire interpretando non solo la volontà comune del Consiglio ma di tutta la comunità regionale, per risolvere i problemi centrali della scuola: monitoraggio costante del personale scolastico, miglioramento della rete internet, trasporti, dove si verifica il preoccupante fenomeno dei mezzi “pollaio”.

    Desirè Manca, capogruppo del M5S, ha ricordato che la collega Caddeo ha sollecitato invano per tre mesi, con varie iniziative, l’intervento del Consiglio regionale sulla scuola. Questo ritardo, ha proseguito, pesa molto sulla situazione di oggi ed è sbagliato riversare tutte le colpe sul Governo nazionale, anche perché in questi mesi la Regione non ha fatto né detto nulla per affrontare e risolvere i problemi del sistema scolastico. La maggioranza è rimasta immobile, ha protestato la Manca, rifiutando perfino il confronto di merito con l’opposizione su proposte e soluzioni tanto è vero che, anche nella seduta della commissione Pubblica istruzione di ieri, gli assessori competenti non si sono presentati, mandando al loro posto i direttori generali. Non vogliamo avere ragione a tutti i costi, ha concluso, ma costruire insieme una scuola migliore per i sardi.

    Il presidente ha dato notizia della presentazione di un ordine del giorno e, in attesa della distribuzione del testo, ha dato la parola all’assessore della Pubblica istruzione Andrea Biancareddu.

    Nel suo intervento, l’assessore ha apprezzato e riconosciuto l’onestà intellettuale del Consiglio nel trattare l’argomento scuola al di là delle facili polemiche, ma, ha detto non si può dimenticare che l’istruzione è materia di competenza concorrente fra Stato e Regione secondo la Costituzione. Al netto del momento oggettivamente difficile per tutti, ha aggiunto, vi sono precise responsabilità a livello centrale perché è stato velleitario parlare di edilizia scolastica a giugno pensando di poter fare qualcosa a settembre, se non abbattere un tramezzo o riverniciare un’aula. Come Giunta, ha ricordato Biancareddu, stiamo proseguendo la strada tracciata dalla precedente amministrazione con il progetto “iscola”, del quale abbiamo pubblicato l’ultimo bando il primo settembre anche se, ovviamente, si tratta di un impegni a medio e lungo termine. Inoltre, ha spiegato, parlare di scuola in Sardegna significa tenere conto di una marcata specificità che riguarda soprattutto le zone interne e montane, come abbiamo fatto con un piano di dimensionamento che definirei “acrobatico” senza chiudere nulla che ora però va ripreso partendo proprio dai piccoli Comuni, sempre che ci sia la copertura degli insegnanti. Nelle numerose video conferenze con il Ministero, ha ricordato l’assessore della Pubblica istruzione, ha sempre detto che prima dei banchi nuovi bisognava usare meglio quelli vecchi pensando di più ai trasporti e, quanto alla didattica a distanza fatta nella prima fase dell’emergenza, bisogna procedere con cautela (come del resto dicono gli esperti) perché crea disuguaglianze fra famiglie e ragazzi, in molti nostri paesi internet non c’è. Attualmente comunque, ha comunicato, in quasi tutte le scuole sarde si fa didattica in presenza, stiamo intervenendo finanziariamente sui costi della connessioni, abbiamo fatto test diagnostici a tutto il personale scolastico, abbiamo una dotazione sufficiente di gel igienizzanti e mascherine: insomma, ci poteva andare peggio ma naturalmente teniamo alta la guardia.

    Intervenendo per la replica, la prima firmataria della mozione Laura Caddeo (Progressisti) ha espresso apprezzamento per livello del dibattito in Consiglio, per i dati forniti dall’assessore e lo spirito di collaborazione della maggioranza, suggerendo però di fare di più per libri di testo i cui costi quest’anno peseranno molto sulle famiglie, e sulle disabilità per le quali occorre sostenere maggiormente il lavoro degli assistenti alla persona.

    Il presidente ha dato notizie della presentazione di un ordine del giorno che unifica i testi delle diverse mozioni presentate.

    Illustrandolo sinteticamente, il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha valutato molto positivamente la scelta di discutere in Consiglio il problema della scuola che riguarda tante ragazze e tanti ragazzi sardi che devono poter studiare con serenità e in condizioni di sicurezza. In questo dibattito di alto livello, ha continuato, è stato essenziale il contributo di tutte le forze politiche per fare qualcosa di più ed avere una scuola migliore.

    Rosella Pinna, del Pd, ha espresso parere favorevole sull’ordine del giorno suggerendo però, rispetto allo stanziamento di 5.5 milioni per gli asili nido, di includere anche le strutture private (la maggioranza in Sardegna) mentre il documento parla solo di “nidi pubblici e privati convenzionati”.

    Dopo un breve approfondimento, la richiesta è stata accolta.

    Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, favorevole all’ordine del giorno, ha tuttavia ribadito il ritardo con cui si è svolto il dibattito, precisando che un tale modo di proceder trasforma inevitabilmente le urgenze in emergenze, aggiungendo in proposito che la discussione sui problemi della sanità non  è rinviabile.

    Non essendoci altri iscritti a parlare il presidente ha messo ai voti l’ordine del giorno, che è stato approvato dal Consiglio all’unanimità con 42 voti favorevoli. Il documento impegna il presidente della Regione e la Giunta ad attuare un intervento articolato in sette punti: 1) garantire il ruolo sussidiario della Regione anche attraverso il potenziamento delle reti internet su tutto il territorio; 2) garantire al personale della scuole, agli studenti ed alla famiglie la somministrazione costante di test diagnostici; 3) monitorare l’efficienza del servizio di trasporto; 4) garantire il ruolo delle figure di supporto agli alunni disabili; 5) trasferire ai Comuni le risorse del progetto “Ore preziose” destinato a genitori-lavoratori con figli di età fra 3 e 36 mesi; 6) valutare la possibilità di ripristinare la figura del medico scolastico; 7) valutare l’introduzione nel sistema scolastico dei test “antigenici”.

    Successivamente il Consiglio ha iniziato l’esame di una Proposta di legge, sottoscritta da tutti i capigruppo, che destina risorse aggiuntive al servizio di trasporto sia ordinario (2 milioni) che degli scuolabus (1 milione) per l’annualità 2020.

    Alcuni consiglieri regionali, Michele Cossa dei Riformatori, Francesco Agus dei Progressisti ed Eugenio Lai di Leu, hanno lamentato che si sia proceduto con troppa fretta senza una adeguata istruttoria del provvedimento in commissione.

    Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ricordato che, in conferenza dei capigruppo, era stata raggiunta una intesa che va rispettata, fermo restando che nel merito sul problema si potrà intervenire nuovamente se necessario.

    Anche il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha invitato il Consiglio a procedere al voto della legge senza polemiche fuori luogo, perché si sta operando in emergenza con un intervento limitato nel tempo.

    Il Consiglio ha quindi approvato la legge all’unanimità, con 39 voti favorevoli.

    Subito dopo il presidente ha chiuso la seduta riconvocando l’Assemblea a domicilio. (Af)

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