Nota stampa della seduta n. 72

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 72
Martedì 11 agosto 2020

Riforma del sistema sanitario regionale: prosegue l’esame dell’articolato e degli emendamenti

Cagliari 11 agosto 2020 – I lavori del Consiglio sono stati aperti alle 9 dal Presidente Michele Pais. Vista la presenza esigua dei consiglieri regionali la seduta è stata sospesa per 15 minuti. All’ordine del giorno l’articolo 1 e seguenti del Testo unificato “Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia. Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2006, della legge regionale n. 23 del 2014 e della legge regionale n. 17 del 2016 e di ulteriori norme di settore”. Alla ripresa, sull’ordine dei lavori, è intervenuto Francesco Agus (Progressisti) che ha detto di aver ricevuto una richiesta di incontro dai lavoratori precari di Sardegna ricerche. Il Presidente Pais ha assicurato che i lavoratori sarebbero stati ricevuti dai capigruppo durante la pausa dei lavori dei Consiglio.
Sull’ordine dei lavori è intervenuto Massimo Zedda che ha detto che gli emendamenti presentati della giunta non sono firmati. Chi ne è l’autore? Il presidente Pais ha risposto che sono firmati dall’assessore alla sanità Mario Nieddu.
Sugli emendamenti sono intervenuti anche più volte: Francesco Agus (Progressisti), Michele Ciusa (M5S), Laura Caddeo (Progressisti), Piero Comandini (Pd), Giuseppe Meloni (Pd), Desirè Manca (M5S), Massimo Zedda (Progressisti), Maria Laura Orrù (Progressisti), Gian Franco Satta (Progressisti), Daniele Secondo Cocco (Leu), Diego Loi (Progressisti), Alessandro Solinas (M5S).
L’aula ha approvato l’articolo 1 “Principi e finalità generali”. Sull’emendamento aggiuntivo n.802 (Agus e più) sulla riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, su cui inizialmente c’era stato il parere contrario del relatore di maggioranza e della giunta, c’è stata da parte dei consiglieri della opposizione la richiesta unanime di votarlo essendo parte integrante della Riforma. Sono intervenuti, tra gli altri: Massimo Zedda (Progressisti), Maria Laura Orrù (Progressisti), Gian Franco Satta (Progressisti), Daniele Secondo Cocco (Leu), Diego Loi (Progressisti), Gianfranco Ganau (Pd), Desirè Manca (M5S) che ha ricordato i lunghi tempi delle liste di attesa. “Rispetto al 2014 – ha detto – i tempi si sono ulteriormente allungati. Per esempio, secondo i dati forniti dal Cup regionale per una mammografia nel 2014 bisognava aspettare 70 giorni, nel 2019 ben 165 giorni. Tempi lunghi anche per un elettrocardiogramma. Si è passati dai 44 giorni del 2014 agli 85 giorni del 2019. La capogruppo del Movimento 5 stelle ha invocato un voto unanime. Franco Mula (Psd’az) ha detto che questo emendamento si sarebbe potuto votare e ha invitato l’assessore a prestare maggiore attenzione al territorio di Nuoro per la specialistica territoriale. Il Presidente della commissione sanità Domenico Gallus ha presentato un emendamento orale al testo dell’emendamento 802 sulla riduzione dei tempi sulle liste d’attesa . Messo in votazione l’emendamento è stato approvato all’unanimità.
Sull’emendamento 68 (Ganau e più) sull’aggiunta delle parole “e potenziare” alla lettera d) dell’art. 1 , su cui c’era il parere negativo di maggioranza e giunta, la consigliera Desirè Manca (M5S) ha detto che il potenziamento delle strutture sanitarie deve essere la priorità assoluta. Francesco Agus (Progressisti) ha ribadito alcune criticità della situazione sanitaria sarda come quella del Brotzu di Cagliari dove lavorano appena il 70% degli anestesisti previsti in organico. L’emendamento 68 è stato bocciato.
Sull’emendamento 765 (Oppi e più), su cui c’è il parere favorevole della commissione e della giunta, è intervenuto Domenico Gallus che ha chiesto di spostarlo all’articolo 45.
Questo emendamento inserisce nel testo della legge l’art. 1 bis e prevede: “i beni di proprietà dell’ATS e quelli assegnati alle AOU di proprietà delle soppresse ASL sono trasferiti in proprietà al patrimonio della Regione. Gli stessi beni, se utilizzati per fini istituzionali, sono assegnati ai singoli enti in comodato gratuito”. Gallus ha chiesto anche 5 minuti di sospensione.
Alla ripresa l’Aula ha respinto gli emendamenti aggiuntivi n. 800 e 801. (R.R.)
L’Aula è quindi passata all’esame dell’art. 2 “Enti del Sistema sanitario”. Acquisiti i pareri di Commissione e Giunta sugli emendamenti, il presidente Pais ha aperto la discussione. Il consigliere Massimo Zedda (Progressisti) ha ricordato alla Giunta la scadenza dei termini dell’ordinanza sulle sale da ballo: «Da ieri i locali non possono più aprire. Dovete intervenire altrimenti saranno guai seri per i gestori». Sulla nuova articolazione degli enti del sistema sanitario Zedda è stato chiaro: «Siamo di fronte a una moltiplicazione degli enti. Questa riforma, che arriva a soli due anni di distanza da quella del centrosinistra, mette in fibrillazione il sistema. C’è bisogno di stabilità perché la riorganizzazione entri a regime. E’ la stessa situazione di Abbanoa».
Critica anche la consigliera Rossella Pinna (Pd) che richiamando i rilievi del Cal ha detto: « Il Consiglio delle autonomie locali, che rappresenta 367 comuni sardi, ha detto che questa riforma è poco coraggiosa e incisiva. Il Cal ha inoltre denunciato una cronica carenza di personale che ostacola la territorializzazione della sanità. Per non parlare della drammatica situazione delle le sedi disagiate. Servono misure eccezionali per dare risposte in tempi brevi. La governance da sola non è sufficiente per costruire un’organizzazione in grado di dare servizi efficienti. I comuni vi chiedono di fermarvi».
Per Francesco Agus l’art 2 è il vero cuore della legge: «La Riforma serve solo a far rinascere le vecchie aziende locali. L’Azienda unica non scompare, cambia solo il nome: da Ats ad Ares».
Il presidente Pais ha quindi messo in votazione gli emendamenti soppressivi n.145 e 178 che sono stati respinti. Bocciati anche gli emendamenti soppressivi parziali n.179, 180.
Sull’emendamento soppressivo parziale n.181 è intervenuto a favore il consigliere Massimo Zedda. L’emendamento è stato respinto. Disco rosso anche per il n.182.
Ha quindi preso la parola il capogruppo dei progressisti Francesco Agus: «Arriva la notizia che non sarà firmata una nuova ordinanza sull’apertura delle discoteca, sembra invece che sulle sagre paesane si seguirà una linea più permissiva. Vorremmo avere maggiori chiarimenti da parte della Giunta». Sulla stessa linea il collega di partito Massimo Zedda: «Cosa accadrà alle aziende. C’è chi ha investito risorse e ora si troverà nell’impossibilità di operare. Sorgeranno feste non autorizzato in luoghi non sicuri».
Sugli emendamenti n. 7 e 183 che chiedono la soppressione dell’Areus si è espresso a favore il consiglieri Michele Ciusa. L’emendamento è stato respinto con 29 no e 18 sì.
Sull’ordine dei lavori è intervenuto il capogruppo del Psd’Az Franco Mula: «I colleghi del centrosinistra scaricano sul presidente della Regione la responsabilità della chiusura delle discoteche. Si dimenticano però che esiste un decreto del governo nazionale che ha chiuso i locali notturni. Questa decisione è stata invocata da diversi sindaci della Sardegna. C’è allarme perché il virus non è sparito. A livello nazionale si è decisa la chiusura, in Sardegna si sta valutando. E’ troppo comodo accusare il presidente della Regione».
A Mula ha replicato il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «Nessuno accusa il presidente della Regione, chiediamo solo chiarimenti». Anche Massimo Zedda (Progressisti) ha ribadito: «Nessuno entra nel merito delle decisioni si chiede soltanto che queste siano ponderate dopo una interlocuzione con le autorità scientifiche, i prefetti e la protezione civile».
Si è poi passati all’esame dell’emendamento n.184 che è stato bocciato. Disco rosso anche per gli emendamenti n. 342, 567, 568.
Sull’emendamento sostitutivo parziale n.70 è intervenuto ancora Massimo Zedda per sostenere il mantenimento in vita dell’Ats come strumento di tutela della salute collettiva». A favore anche i consiglieri Progressisti Maria Laura Orrù e Diego Loi (Progressisti). Messo in votazione l’emendamento n.70 è stato respinto.
Si è poi passati all’esame dell’emendamento aggiuntivo n.566 che è stato bocciato per alzata di mano. Respinto con voto elettronico anche l’emendamento n.71 sul quale sono intervenuti a favore il consigliere Francesco Agus (Progressisti), Piero Comandini (Pd). Respinto anche l’emendamento n.351.
L’Aula ha quindi approvato il testo dell’articolo 2. Si è poi passati all’esame dell’emendamento aggiuntivo n.6 presentato dal gruppo Cinque Stelle che proponeva l’istituzione del Comitato unico regionale finalizzato a garantire l’efficienza del sistema sanitario regionale. A favore si sono espressi i consiglieri Michele Ciusa (M5S), Maria Laura Orrù (Progressisti). Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno sulla nuova situazione di emergenza sanitaria che ha determinato la mancata reiterazione dell’ordinanza sulle discoteche: «Auspico che l’Aula possa dare un input forte al presidente per prendere una decisione ponderata». Della necessità di una nuova ordinanza sui locali notturni e alle discoteche ha parlato anche il capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu: «Ci sono molti imprenditori che hanno investito risorse. Le attività in questione generano economia».
Ha quindi preso la parola il presidente Christian Solinas. «L’agenzia di stampa sulla chiusura delle discoteche è destituita di fondamento. La Giunta non ha mai detto di volerle chiudere. L’unica certezza è che esiste un Dpcm che chiude le discoteche e lascia alle Regione la possibilità di prendere decisioni diverse. La Regione, anche alla luce di ciò che è successo a Carloforte con nuovi contagi partiti da un locale notturno, sta facendo valutazioni tecniche e scientifiche per capire come arrivare a una sintesi. Tutti gli organi competenti sono coinvolti. Ogni parola in più, in questo momento, potrebbe essere foriera di indecisione, dubbi e incertezze».
Il capogruppo Francesco Agus (Progressisti) ha ringraziato il presidente Solinas per il chiarimento e lo ha invitato a fornire in futuro informazioni puntuali al Consiglio regionale sulla situazione sanitaria. Sul punto è intervenuto anche Massimo Zedda : «Occorre trovare risorse per sostenere le attività che saranno costrette a chiudere. Se non saranno riaperte le discoteche sorgerà anche un problema di sicurezza perché è possibile che si organizzino feste e ritrovi non autorizzati in luoghi non sicuri».
Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, dopo aver espresso apprezzamento per l’intervento del presidente della Regione, ha invocato buon senso: «E’ una situazione delicata, c’è un comitato tecnico scientifico. Bisogna capire se ha la nostra fiducia. E’ importante che le valutazioni vengano fatte su dati oggettivi. Al primo posto c’è la salute dei cittadini. Ma altrettanto importanti sono gli sforzi fatti dalle imprese per ripartire dopo il lockdown». Buon senso ha invocato anche Giuseppe Meloni (Pd): «Si possono anche riaprire i locali ma bisogna evitare i pericolosi assembramenti a cui assistiamo in questi giorni».
Il consigliere dei Cinque Stelle Michele Ciusa ha quindi annunciato il ritiro dell’emendamento n.6.
Il presidente Pais ha sospeso la seduta. I lavori riprenderanno alle 16.30.

All’esame dell’Aula l’articolo 3 della Riforma sanitaria. Approvato un ordine del giorno sulla possibile apertura di discoteche e locali da ballo .Il Consiglio siriunirà domani mattina alle 10.

Alla ripresa dei lavori pomeridiani è cominciato l’esame dell’articolo 3 “Istituzione dell’Azienda regionale della salute (Ares)”

Nella discussione generale dell’articolo 3 sono intervenuti: Francesco Agus (Progressisti) che ha parlato di rischio di frammentazione e di possibilità per ogni Asl di comportarsi come una Repubblica indipendente. Ancora una volta – ha detto – presi dalle riforme si rischia di trascurare le emergenze; Cesare Moriconi (Pd) che ha affermato di non avere nessun pregiudizio rispetto a questa iniziativa legislativa della maggioranza, ma che con questa legge di riforma si sta ripristinando un sistema che in passato non ha funzionato. La soppressione dell’articolo 3 potrebbe migliorare la legge. Massimo Zedda (Progressisti) ha ricordato che in Sardegna l’aspettativa di vita è di 82,5 anni. La nostra isola è seconda nel mondo solo al Giappone dove l’aspettativa di vita è di 83 anni. Quindi questo vuol dire che si dovrebbe programmare il nostro sistema sanitario in base a queste specificità. Nulla di tutto questo è contenuto in questa riforma che si basa solo su criteri tecnico amministrativi e non in base alle esigenze reali della popolazione. Per Antonio Piu (Progressisti) questa riforma non crea nessuna novità rispetto al passato: l’Ares ha le stesse finalità e la stessa base di lavoro dell’ATS. Per Piu, inoltre, non si può pretendere che una riorganizzazione come questa parta dal 1 gennaio 2021. Perché ancora oggi stiamo vivendo il periodo di transizione della riforma precedente del 2016. Piero Comandini (Pd) ha detto che l’ articolo 3 è uno degli articoli principali della riforma. Quale è la necessità – ha chiesto – di sopprimere l’Ats e istituire l’Ares, se hanno le stesse funzioni? La nostra riforma era stata varata dopo una larga compartecipazione nella quale i cittadini erano stati chiamati ad esprimersi. Invece questa riforma è frettolosa ed è accecata da una furia elettorale. Per il vicepresidente del Consiglio regionale quello che manca è l’analisi tecnico- finanziaria- politica-economica sull’ATS. Solo sulla base di tale analisi si poteva capire quali sono state le gravi carenze per cui l’Ats viene cancellata e introdotta l’Ares che è una sua fotocopia. Inoltre, in questa riforma viene esautorato il ruolo del Consiglio regionale e si accentra tutto nelle mani dell’assessorato alla sanità.
Sugli emendamenti 75 146 e 569, soppressivi totali dell’articolo 3, sono intervenuti i consiglieri: Laura Caddeo (Progressisti), Michele Ciusa (M5S), Francesco Agus (Progressisti), Massimo Zedda (Progressisti), Maria Laura Orrù (Progressisti), Gianfranco Ganau (PD), Piero Comandini (PD), Salvatore Corrias (Pd), Diego Loi (Progressisti), Cesare Moriconi (PD), Rossella Pinna (Pd), Desirè Manca (M5S), Valter Piscedda (PD), Giuseppe Meloni (Pd). I consiglieri dell’opposizione hanno lamentato la mancanza di dialogo con la maggioranza.

Ha preso allora la parola il presidente della commissione sanità Domenico Gallus che, rispondendo alle accuse che questa riforma non era frutto di concertazione, ha ricordato che la commissione ha fatto il giro di tutti gli ospedali per capire che cosa non andava nella sanità sarda. “Da ogni parte – ha detto Gallus – ci hanno chiesto di togliere l’ATS e di rimettere le unità sanitarie locali. Ha ribattuto Giuseppe Meloni (Pd) che ha affermato che nei territori non hanno chiesto l’istituzione delle otto Asl ma una sanità più vicina al cittadino. E’ poi intervenuto Giorgio Oppi (Udc-Cambiamo!) che ha ribadito che l’Ats non ha funzionato e che i poltronifici li ha inventati l’opposizione che continua a gestire la sanità. Molto critico anche Pierluigi Saiu (Lega) che ha detto che l’opposizione quando era al governo ha creato l’Ats che ha distrutto la sanità sarda.

Gli emendamenti 75 146 e 569 sono stati bocciati.

Sugli emendamenti 185 e 571 (soppressivi del comma 1 dell’articolo 3) sono intervenuti, per dichiarazione di voto: Massimo Zedda (Progressisti); Laura Caddeo (Progressisti); Gianfranco Ganau (Pd); Francesco Agus (Progressisti); Valter Piscedda (PD); Rossella Pinna (Pd); Desirè Manca (M5S) che ha detto che non c’è nessun tentativo di rallentare la riforma sanitaria. Noi non siamo quelli del “no a prescindere”. Nel progetto di 5 stelle si evince la nostra azione propositiva. I 5 stelle vogliono l’istituzione di 4 asl indipendenti e autonome; Michele Ciusa (M5S); Piero Comandini (Pd) che ha affermato di non rinnegare la precedente riforma sanitaria. E’ stata una scelta intelligente e necessaria che ha permesso alla Sardegna di non essere commissariata.

Gli emendamenti 185 e 571 sono stati bocciati.

Sugli emendamenti 186 e 572, soppressivi del comma 2 dell’articolo 3, sono intervenuti: Massimo Zedda (Progressisti); Valter Piscedda (Pd) che ha detto che è umiliante per il Consiglio perdere una delle ultime potestà rimaste. La sede dell’Ares, infatti, secondo l’articolo 3 è individuata con deliberazione della Giunta. Antonello Peru (Udc Cambiamo!) che ha detto alla opposizione di non aver letto bene l’articolo 3 sulle funzioni di Ares. L’ATS svolge le sue funzioni sanitarie attraverso i presidi, l’Ares svolge esclusivamente funzioni amministrative, non sanitarie. C’è una differenza sostanziale. Piero Comandini (Pd) ha ribadito che con questa riforma c’è un ritorno al passato. La sanità deve essere garantita a tutti. Daniele Secondo Cocco (Leu) ha affermato di essere poco interessato alla sede dell’Ares ma vuole sapere se la sanità sarà garantita a tutti in maniera uguale. Per Francesco Agus (Progressisti) il tema della sede è marginale. Per Roberto Deriu (Leu) è necessario che la maggioranza si confronti. In questo modo non si va da nessuna parte. Sono sbagliate sia l’Ats che l’Ares. Anche a Rossella Pinna (Pd) l’argomento dell’ubicazione della sede dell’Ares è poco appassionante. Giuseppe Meloni (Pd) ha chiesto perché questa maggioranza non abroga direttamente la riforma del 2016. Stefano Tunis (misto) ha detto che questa riforma è il rimedio alla vecchia riforma. L’elemento che contraddistingue questa controriforma è che la politica torna a gestire la sanità e che questa maggioranza sta operando secondo studi scientifici e sulla base di dati. Per Maria Laura Orrù (Progressisti) è allucinante che in questa aula si guardi solo al passato e che non si continui a dare risposte alle persone che soffrono.

Gli emendamenti 186 e 572 sono stati bocciati

Sugli emendamenti 187 e 573, soppressivi del comma 3 dell’articolo 3, sono intervenuti: Massimo Zedda (Progressisti); Francesco Agus (Progressisti) che ha ribadito che intervenire in questo periodo sulla sanità è un errore epocale. Desirè Manca (M5S) che ha ricordato che oggi in Sardegna si sono registrati 20 nuovi casi di Covid. Valter Piscedda (Pd) che ha detto che sarebbe utile confrontarsi sul merito. Per Piero Comandini (Pd) è il momento sbagliato per intervenire sulla sanità; mentre Giorgio Oppi (Udc cambiamo!) ha accusato l’opposizione di non avere nessuna proposta alternativa. Sono intervenuti ancora Michele Ciusa (M5S), Laura Caddeo (Progressisti), Domenico Gallus (Udc Cambiamo!).

Gli emendamenti 187 e 573 sono stati bocciati.
Sull’ emendamento 16 , che prevede di eliminare le parole “l’Areus” nel comma 3 dell’articolo 3, è intervenuto Massimo Zedda (Progressisti) . L’emendamento 16 è stato bocciato
Sull’emendamento 191, soppressivo della lettera a) del comma 3 dell’articolo 3, è intervenuto Massimo Zedda (Progressisti) . Durante l’intervento si è acceso un dibattito tra Massimo Zedda e Michele Ennas (Lega). Sono state usate espressioni inappropriate e il Presidente Pais ha chiesto a Massimo Zedda di chiedere scusa al collega della Lega. Non avendolo fatto, Zedda è stato allontanato dall’aula e i lavori sono stati sospesi .
I lavori sono rimasti sospesi per circa un’ora. Alla ripresa dei lavori il Presidente Pais ha auspicato che simili comportamenti non si ripetano mai più e ha chiesto al consigliere Massimo Zedda di riprendere il suo posto in aula.
Massimo Zedda si è detto dispiaciuto per quanto accaduto e ha detto che aveva solo risposto a una provocazione.
Michele Ennas (Lega) ha affermato che gli insulti chiamano altri insulti e che aveva fatto l’errore di intervenire mentre il consigliere Zedda parlava.

In chiusura di seduta è stato approvato un ordine del giorno (primo firmatario Franco Mula) che impegna la giunta regionale, sentito il comitato scientifico, a valutare l’opportunità di adottare atti idonei a rendere possibile l’apertura di discoteche e locali da ballo, nel rispetto, qualora fosse possibile, di norme che garantiscano la sicurezza e il distanziamento.
I lavori sono stati interrotti. Il Consiglio si riunirà domani alle 10

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