Nota stampa della seduta n. 66

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 66 – Pomeridiana 
Lunedì 13 luglio 2020

Commemorazione dell’onorevole Giorgio Ladu

Approvato il passaggio all’esame degli articoli del Dl n. 162 (Legge quadro sulle azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19)

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il presidente ha pronunciato un breve intervento di commemorazione in occasione della scomparsa dell’on. Giorgio Ladu, esponente di primo piano del Partito Sardo d’Azione e della politica regionale.

Di seguito, il testo integrale del presidente del Consiglio.

Colleghe e colleghi,

commemoriamo solennemente nell’Aula del Consiglio regionale l’onorevole Giorgio Ladu, scomparso venerdì, all’età di 77 anni, nella sua abitazione di Tortolì.

 Giorgio Ladu da tempo combatteva con tenacia, determinazione e speranza contro l’incedere di un male incurabile che nel corso di questi ultimi anni, ne aveva indebolito il fisico ma rafforzato la tempra e l’animo e con esse la volontà di lottare per questa vita terrena.

Alla consorte Anna, alle figlie Stefania ed Elisabetta e al figlio Giuseppe, vanno dunque i più sinceri sentimenti di cordoglio dell’Assemblea regionale sarda. 

Ai suoi parenti, agli amici, alla comunità tortoliese e all’intera Ogliastra va tutto il nostro affetto per la dipartita di un riferimento politico e umano di cui l’intera Sardegna sentirà a lungo la mancanza.

Il Consiglio regionale ha avuto l’onore di ospitarne la presenza, l’operosità  e l’azione nella parte conclusiva della Ottava legislatura e per intero nella Nona e Decima Legislatura. 

Nel 1983, Giorgio Ladu, è subentrato, infatti, in Consiglio, in sostituzione del compianto onorevole Mario Melis e nel 1984 e 1989 è invece risultato eletto, sempre nelle liste del Partito Sardo d’Azione.

Nella stagione del vento sardista, ha ricoperto l’incarico di assessore regionale del Lavoro nella prima Giunta Melis, dall’agosto del 1984, all’agosto dell’anno successivo. 

È quindi ritornato nell’esecutivo a guida Quattro Mori nel luglio del 1987, in qualità di assessore della Sanità e vi è rimasto fino alla scadenza del mandato, nel giugno del 1989. 

Amministratore capace e schietto ha ottenuto straordinari risultati nel potenziamento della sanità sarda. 

Anche al suo costante impegno si deve l’apertura della Cardiochirurgia nell’ospedale Brotzu di Cagliari, guidata dal dottor Valentino Martelli, che ritornò così ad operare nell’Isola dopo i successi professionali ed i riconoscimenti internazionali conseguiti a Londra.

All’azione dell’assessore Ladu si deve inoltre il rafforzamento dei servizi e delle strutture dell’ospedale di Lanusei e la nascita della cittadella sanitaria e del poliambulatorio di Tortolì. Anche i servizi veterinari, in quegli anni, ebbero uno straordinario impulso e un incremento negli organici, grazie alla determinazione della Regione nel superare la vertenza che l’allora ministro alla Salute, Carlo Donat Cattin, conduceva con l’assessore Ladu.

Un assessore che non disdegnava il contatto “vero” con la sua gente: quando a Macomer venne organizzata una protesta contro la gestione dell’allora Usl, l’Assessore non esitò a salire sul palco dei manifestanti a replicare punto per punto e a contrattaccare argomento dopo argomento.

 Verrebbe da dire un uomo di lotta e di governo, oltreché un raffinato tessitore di accordi e intese. Soprattutto quando si batteva per il suo territorio. 

Non ha mai scordato la sua radice ogliastrina, nonostante le frequentazioni a Cagliari ma chi lo conosceva bene trovava molte somiglianze con i sassaresi, non soltanto per le tante amicizie che vantava nel capoluogo turritano, ma soprattutto per via di quella sua tendenza a sdrammatizzare anche le questioni più serie con la battuta ad affetto e per quella sua voglia di ricercare il sorriso, sempre e in ogni caso.

Ha percorso, come si usa dire, tutti i gradini della politica. Prima dell’elezione in Consiglio regionale è stato infatti consigliere sardista nel Comune di Tortolì, poi assessore e due volte sindaco, tra il 1979 e il 1980 e dal gennaio 1992 all’agosto 1994, ed anche vice presidente della comunità montana d’Ogliastra. 

Consigliere provinciale di Nuoro nel 1980, ha ricoperto l’incarico di assessore dell’Ambiente prima e della Sanità, poi. 

Dopo l’esperienza nel governo regionale e la rielezione in Consiglio nella Decima legislatura, ha guidato il Partito Sardo d’Azione diventandone il segretario nazionale dal giugno del 1991, fino all’aprile del 1992. 

Fino cioè a qualche settimana dopo la conclusione delle elezioni politiche del 5 e 6 aprile del 1992, che segnarono quel cruciale momento di passaggio che in gergo è stato definito come la transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica. Proprio in quella circostanza il Psd’Az, in alleanza con i partiti autonomisti e federalisti, riuscì ad eleggere un deputato e un senatore.

In quegli anni di grande turbolenza politica e di grandi cambiamenti,  Ladu affrontò il tempo della transizione e forse anche della delusione, guardando al mutato scenario politico italiano piuttosto che alle dinamiche interne alla politica isolana.

Si avvicinò all’allora nascente Forza Italia nel 1994 ma contemporaneamente ritornò alle questioni più ogliastrine, occupandosi dell’aeroporto di Tortolì in qualità di presidente e amministratore delegato della società di gestione dello scalo.

Presidente dell’Automobil club di Cagliari, nel 2010 ritornò in prima linea nella politica come candidato della Lega alla presidenza della provincia Ogliastra.

Non ha mai temuto la battaglia e, come amava ripetere ai suoi amici, non disdegnava “il rischio”. In politica così come nella vita: in mezzo al mare, da ufficiale di coperta, in assenza del comandante, dopo aver consultato l’equipaggio, contro ogni previsione, decise di affrontare una terribile burrasca in un’epica traversata oceanica a bordo di una petroliera.

“Faccio coraggio ai miei colleghi malati quando sono in fila al Brotzu per le cure”, ripeteva a chi, negli ultimi tempi, gli domandava come stesse.

“Non bisogna mai mollare”. Insisteva, se qualcuno si mostrava preoccupato nel vederlo non troppo in forma. 

Aveva ragione lui: serve coraggio, sempre e comunque.

Addio, caro Giorgio Ladu. Il Consiglio regionale, la Sardegna e l’Ogliastra ricorderanno a lungo il suo esempio, il suo impegno, la sua passione, le sue straordinarie capacità e il suo tratto umano e politico.

Osserviamo un minuto di silenzio.

Al termine, il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con il Dl n.162 – “Azioni a sostegno del sistema economico dopo il Covid-19”

Aprendo la discussione generale, il relatore di maggioranza Alfonso Marras (Riformatori), presidente della commissione Lavoro, ha messo in luce che con il provvedimento la Regione intende mettere in campo una serie di strumenti, per un intervento complessivo di 160 milioni, in grado di rafforzare e moltiplicare gli effetti di analoghi provvedimenti nazionali di sostegno al sistema economico nel dopo Covid-19. Di particolare significato inoltre, ha sottolineato Marras, le azioni di protezione sociale indirizzate a molte categorie di disoccupati e lavoratori, dagli autonomi agli stagionali mentre, per il sistema produttivo, vanno segnalate le misure di potenziamento della formazione professionale ed il fondo “Resisto” aperto a tutte le piccole e medie imprese ed a quelle di maggiori dimensioni per quanto riguarda il settore alberghiero.

Per la minoranza il relatore Piero Comandini, del Pd, ha lamentato in apertura il ritardo con cui la legge è arrivata in Aula e, per ciò che attiene il merito delle questioni, si ferma a metà strada ed affronta solo parzialmente i grandi problemi concreti che ha di fronte la Sardegna. Le forze di opposizione, ha ricordato Comandini, non intendono fare ostruzionismo ma sentono di dover fare ogni sforzo per migliorare il provvedimento e renderlo soprattutto in grado di raggiungere nel tempo più breve possibile i destinatari. Secondo l’esponente del Pd, la legge ha limiti evidenti soprattutto perché cerca di fare tutto con risorse molto limitate ed al di sotto dei numeri della “platea” dei lavoratori interessati in base alle stime ufficiali. Per quanto riguarda il settore alberghiero dove 80.000 lavoratori rischiano di perdere il posto, ha concluso Comandini, è chiaro che i 18 milioni previsti lasceranno molte persone senza alcun sostegno.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha rivolto all’assessore della Sanità un appello per i veterinari sardi ed il loro inserimento nelle aziende sanitarie, oggetto di una risoluzione del Consiglio.

Riprendendo la discussione generale del Dl n.162 il consigliere dei Progressisti Gian Franco Satta ha sostenuto che l’unico risultato della legge è stato quello di far quadrare i conti all’interno della maggioranza, mentre per il resto, avendo accumulato un ritardo di circa due mesi, è già fuori tempo massimo. Di fatto, quindi, si tratta ad avviso di Satta di un provvedimento che guarda più alla chiusura di molte aziende ed al contenimento dei suoi effetti negativi attraverso gli ammortizzatori, che non alla ripartenza del sistema economico regionale. Mancano interventi su sanità e scuole, ha evidenziato il consigliere, sono insufficienti le risorse per gli stagionali che basteranno forse il fabbisogno rappresentato da circa 60.000 unità, esistono altri interventi contraddittori e poco razionali e si trascurano interi settori, come quello commerciale. Nonostante questo, ha concluso l’esponente dei Progressisti, assicureremo il nostro contributo costruttivo.

Ha assunto la presidenza il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Il consigliere del Psd’Az Stefano Schirru ha dichiarato che forse l’opposizione ha ragione nel dire che si poteva fare di più e meglio a condizione però di ricordare che l’epidemia ha completamente sconvolto le politiche dei governi di tutto il pianeta. Il provvedimento della Giunta va guardato perciò in questa ottica, secondo Schirru, senza dimenticare i ritardi del Governo nazionale che ha annunciato i primi decreti ad aprile per approvarli a luglio. Non per questo, ha aggiunto l’esponente sardista, ci accontentiamo della politica del tanto meglio tanto meglio; anzi, crediamo di aver lavorato con grande attenzione ai temi concreti producendo a nostro giudizio un buon lavoro, operando con grande cura al tessuto di piccole e medie imprese che rappresenta l’ossatura del sistema economico regionale. La crisi può rappresentare l’opportunità di mettere in moto una nuova stagione di sviluppo, ha detto infine Schirru, e di questo dovrebbe occuparsi con impegno il Consiglio regionale.

Il consigliere del Pd Cesare Moriconi ha parlato di un tema complesso come tanti altri che stiamo affrontando in questi tempi così problematici, per fronteggiare una emergenza che, da molti punti di vista, ha trovato tutti impreparati. Occorre guardare avanti con decisione, ha esortato Moriconi, per esprimere una visione ampia, capace di produrre misure efficaci e di importanza strategica, nel breve, medio e lungo termine. Se davvero vogliamo un nuovo modello di sviluppo, ha continuato il consigliere del Pd, dobbiamo non solo dimostrarlo tutti i giorni ma concretizzare questa volontà in ogni provvedimento, lavorando con rigore anche su una approfondita analisi dell’economia sarda, necessaria sia per spendere in modo selettivo che per evitare duplicazioni, che per adesso ancora non c’è.

Il consigliere della Lega Pierluigi Saiu ha riscontrato negli interventi dell’opposizione due critiche, la critica alla legge-quadro o di sistema e la tempistica della stessa. Per quanto attiene il primo punto, ha detto Saiu, è importante ricordare che in Sardegna la prima legge di contrasto al Covid è stata approvata all’inizio di marzo mentre altri prendevano apertivi per le strade. Inoltre sono stati approvati, ha ricordato Saiu, anche interventi destinati alle famiglie per 120 milioni, interamente coperti da fondi regionali ed il cosiddetto Fondo dei fondi scaturito dall’accordo con la Bei: questa secondo noi è una vera cornice. Sul Dl 162 il consigliere leghista ha sottolineato l’importanza delle misure su stagionali nel turismo, trasporti, ed agricoltura. In definitiva, ha concluso Saiu, il Consiglio regionale ha fatto bene a muoversi da solo ed in anticipo senza aspettare gli interventi del Governo, peraltro più volte promessi ed annunciati ma mai arrivati. (Af)

Il dibattito generale sul DL 162 è proseguito con l’intervento  di Eugenio Lai (Liberi e uguali Sardigna) che ha detto che bisogna finirla con le sterili contrapposizioni. E’ ora di dare risposte ai disoccupati, alle famiglie , alle imprese che stanno soffrendo. C’è bisogno di innalzare il livello di confronto politico. Lai ha assicurato la massima disponibilità a lavorare per cercare di modificare questo provvedimento in meglio pur essendo consapevoli che le risorse non sono illimitate.  Per Eugenio Lai bisogna cercare di individuare i settori più colpiti dalla crisi e provare a costruire un modello di Sardegna che sia in grado di affrontare la crisi economica. Per fare questo è necessario non essere supponenti e avere una progettazione che allo stato attuale manca.  Un provvedimento che stanzia 160 milioni di euro – ha concluso – deve far ripartire la nostra terra.

 Massimo Zedda (Progressisti) ha sottolineato il grande ritardo con cui questa legge è arrivata in Consiglio regionale. “Il  provvedimento è stato approvato  in giunta a Pasqua e oggi a metà luglio lo stiamo esaminando”.  Zedda ha espresso forte perplessità sulla stesura degli articoli che rimandano a una serie di atti successivi che potrebbero, se non fossero stati già approvati, creare ulteriori ritardi. Il provvedimento, inoltre , per il consigliere regionale dei Progressisti è carente di una strategia generale: “si vuole trattare tutto e tutti. Nel rincorrere le esigenze di tutti alla fine il più debole soccombe”. Quindi, è importante individuare le priorità e una strategia che risollevi la Sardegna da una situazione drammatica.

  Per Michele Cossa (Riformatori sardi) nulla sarà come prima del Covid e anche la Sardegna deve imparare a convivere con la pandemia.  In questa fase – ha detto Cossa -non possiamo fare altro che assistere e aiutare le aziende a stare sul mercato. La Regione deve essere il supporto dell’economia e non il freno. Quindi riorganizzazione della macchina regionale, utilizzazione delle risorse che arrivano dall’Europa per creare un grande piano infrastrutturale. Insomma, è necessario tirare fuori i nostri territori dalla arretratezza. Michele Cossa ha riconosciuto all’opposizione il taglio costruttivo del dibattito in corso e ha invitato tutti a lavorare insieme per far ripartire la Sardegna.

Giampietro Comandini (PD)  ha ricordato che  la pandemia ha cambiato le regole del gioco e che bisogna agire subito e bene.  Noi vogliamo dare un contributo positivo cercando una  metodologia comune.  Il giudizio del vice presidente del Consiglio regionale è critico sul testo arrivato in aula: “ I primi 13 articoli fanno chiaro riferimento ai lavoratori e alle imprese, ma poi c’è tutto un altro capitolo che poco ha a che fare con la pandemia”. Per  Comandini ci sono troppe norme intruse  come la siccità, lo sport e i trasporti. E’ necessario quindi “bonificare” questo provvedimento  e renderlo leggibile ai lavoratori.

Per Laura Caddeo (Progressisti) questo provvedimento ha molte lacune soprattutto nel settore sanitario, assistenziale e scolastico. E’ stato fatto un grande lavoro  in commissione ma c’è stato poco tempo per esaminare documenti e dati. Ci sarebbe voluta una proposta più organica rispetto a temi fondamentali come il potenziamento dell’assistenza sanitaria, l’accesso ai servizi sanitari, le misure di supporto ai servizi di istruzione con la didattica a distanza. Bisogna dire basta all’assistenzialismo e puntare a creare lavoro: “160 milioni di euro non devono essersi dispersi ma devono essere convogliati su aziende e lavoro reale”.

Giuseppe Meloni (PD)  ha sottolineato il grande ritardo con cui questa legge arriva in Aula e ha espresso grande preoccupazione perché gli effetti di questa legge non si avranno prima dell’autunno. Per Meloni non si tratta di una legge quadro ma di un mini assestamento di bilancio mascherato in cui le norme intruse fanno perdere di vista gli obiettivi principali. E’ un provvedimento che deve essere migliorato perché le risorse destinate alle imprese sono troppo poche.  (R.R.)

Il capogruppo Leu, Daniele Cocco (Leu) ha auspicato l’approvazione del provvedimento in tempi rapidi («è finito tempo polemiche e dobbiamo essere consapevoli della drammaticità della situazione»). «La legge – ha proseguito l’esponente della minoranza – può essere migliorata anche riprendendo misure che in passato hanno dimostrato di funzionare bene come il Reis e il progetto Lavoras». Cocco ha lamentato l’assenza di “riconoscimenti anche nelle retribuzioni” a favore degli operatori sanitari ed ha criticato la mancata accettazione in commissione degli emendamenti presentati da Leu a favore della stabilizzazione dei precari della sanità sarda.

Francesco Mura (capogruppo FdI) ha evidenziato la complessità dei temi all’ordine del giorno e lo sforzo fatto dalla Regione “con i tre provvedimenti messi in campo per fronteggiare l’emergenza da Covid”. «Mettiamo in campo – ha aggiunto l’esponente della maggioranza – ulteriori 170 milioni di euro per la ripresa del nostro sistema produttivo ma è necessario utilizzare al meglio le risorse disponibili come facciamo con le misure per abbattere il costo del lavoro». Mura ha auspicato “l’abbandono di tutte le politiche tese alimentare il vortice della dipendenza dagli interventi pubblici e l’assistenzialismo”. Il capogruppo FdI ha espresso dunque contrarietà al ripristino del Reis e del progetto Lavoras: «Pensiamo a una nuova stagione per ricostruire il nostro sistema produttivo, una stagione del coraggio che spezzi l’epoca dell’aiuto pubblico e delle risorse da spendere a debito».

Critico, nel merito del provvedimento, l’intervento della capogruppo dei 5 Stelle, Desirè Manca, che in premessa ha lamentato il ritardo nella discussione in Aula e l’impossibilità della consultazione on line della relativa delibera di Giunta a far data dal 26 marzo. «Il testo di legge – ha spiegato l’esponente della minoranza – è stato trasmesso in Consiglio soltanto il 16 giugno e la stessa maggioranza ha riconosciuto l’esigenza di una rivisitazione ed aggiornamento». L’onorevole Manca ha contestato una serie di stanziamenti  a favore soltanto dei lavoratori del comparto Industria e di alcune specifica aziende in crisi, senza che analoghe previdenze siano garantite anche ai lavoratori che versano nelle medesime condizioni. Desirè manca ha quindi definito “vergognosa” la scelta di destinare 5 milioni di euro alle aziende della trasformazione del formaggio per l’acquisto agli indigenti e lo stanziamento di 5.5 milioni allo sport isolano “lasciando soltanto un milioni per la cultura e il sociale”.

In rappresentanza del gruppo Misto è intervenuto Stefano Tunis che ha evitato di entrare nello specifico del provvedimento ed ha rimarcato invece l’inquadramento delle misure nel contesto storico e politico. Il consigliere della maggioranza ha parlato di “superamento del vecchio modo di legiferare facendo leva sul debito pubblico con interventi improduttivi”. «La parola d’ordine – ha spiegato Tunis – è la generazione di valore per invertire quel trend che ci ha portato ad utilizzare le ultime risorse in un momento eccezionale». Tunis ha concluso con l’invito a “mettere al centro” il lavoro, l’istruzione, l’innovazione tecnologica, e “la nostra configurazione energetica” («dovrà essere adeguata e robusta e depurata da una serie di facilonerie»).

Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau ha riportato il ragionamento sulla crescita dell’economia sarda e sulla necessità delle azioni a sostegno delle attività produttive ma anche auspicato l’apertura di un confronto su Recovery Fund, Mes e superamento dei gap infrastrutturali a causa del mancato riconoscimento della condizione di insularità. L’esponente della minoranza, nel ribadire il ritardo con il quale il disegno di legge, arriva all’esame dell’Aula, ha confermato la volontà di collaborare per migliorarne l’efficacia ma ha valutato come “insufficienti” le risorse a disposizione (162 milioni di euro). «Manca l’analisi sulle conseguenze della crisi nei diversi comparti – ha attaccato Ganau – e sulla nostra richiesta del fondo perduto per le piccole imprese registro con favore il successo della iniziativa del governo nazionale che ha già registrato l’adesione di 34mila imprese sarde». Ganau ha quindi elencato i capitoli che a giudizio dei democratici meritano un incremento degli stanziamenti: stagionali e badanti («con 18 milioni si soddisfa solo un terzo del fabbisogno»); “resisto” («la dotazione di 65 milioni è importante ma serve di più»): cultura e sociale («il solo milione a disposizione è insufficiente»). La critica conclusiva è stata rivolta all’impegno di 5 milioni di euro in favore dei collegamenti con le isole minori ed alle modalità di erogazione degli aiuti all’ippica. (A.M.)

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha affermato che si tratta di una legge non facile che però ha dovuto scontare la incertezze del quadro nazionale al quale era agganciata. La situazione che stiamo vivendo, ha ricordato, è drammatica e da questo punto di vista è sbagliato interrogarsi insinuando l’ombra del dubbio sul perché degli interventi sul formaggio e sui caseifici, mentre tutti sappiamo quale sofferenza vivono queste aziende. Ma la preoccupazione più forte, secondo Mula, non è tanto per le risorse quanto per la capacità di poterle spendere in tempi brevi; forse qualcuno sta abusando dello smart working perché in molti ambiti della Regione si è registrato un calo della produttività degli uffici. Affronteremo questo problema,  ha annunciato il capogruppo sardista, sia con la costituzione di una “cabina di regia” che con l’individuazione di figure professionali alle quali saranno assegnati e tempistiche stringenti per la definizione della pratiche. Con la legge 162, ha concluso Mula, stiamo dando altra sostanza a precedenti provvedimenti della Regione per circa 500 milioni di euro e non è cosa di poco conto.

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha definito il disegno di legge importantissimo, soprattutto per quanto potrà fare per imprese e lavoratori di tutti i settori produttivi. La situazione è difficile e c’è tanta sofferenza nelle nostre comunità, ha riconosciuto: sappiamo quanto sarà difficile tornare alla situazione prima del virus, ma sappiamo che anche che questa legge insieme a quelle già approvante potrà dare una spinta positiva al nostro sistema, perché è una legge che ha guardato a tutti e ha messo rimedio a tante lacune della normativa statale. Non voglio fare polemiche, ha assicurato Giagoni, però a proposito di ritardi non si può dimenticare che è stato necessario di non creare doppioni con gli interventi nazionali e non creare disparità fra categorie e lavoratori. Chiediamo quindi il riconoscimento di un gran lavoro ed un grande impegno al servizio della Sardegna, ha concluso, consapevoli del fatto che la legge non è un punto di arrivo ma il momento importante di una grande sfida, per vincere la quale dovremo agire per tempo senza farci trovare impreparati a nuove crisi anzi rilanciando grandi strategie come un piano delle infrastrutture ed una campagna per la promozione della Sardegna nel mondo.

Ha riassunto la presidenza il presidente Michele Pais.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha sottolineato in apertura che viviamo in un periodo che è tutto tranne che normale, dove sembrano confluire tutti i problemi del nostro tempo, non paragonabile alla guerra ma utile per capire che molti problemi delle economie sviluppate erano già tutti sul tappeto. Poi, ha continuato, c’è lo specifico della nostra Regione: il taglio costante delle entrate da 10 anni a questa parte senza soluzioni alternative, la macchina amministrativa poco efficiente e poco organizzata in attesa di riforma, il contesto socio-economico fragile troppo dipendente dalla spesa pubblica. L’emergenza non è finita, né quella sanitaria né tanto meno quella economica, ha detto ancora Agus, e si aprono scenari ancora non prevedibili che dovremo essere pronti ad affrontare. Entrando nel merito della legge, il capogruppo dei Progressisti ha evidenziato che nel testo ci sono almeno 25 milioni che non c’entrano nulla con pandemia e fa riaffiorare vecchi metodi, ed inoltre c’è il grande problema del tempo. Dobbiamo usare la straordinarietà di questo momento, ha suggerito Agus, per lavorare ad un grande cambiamento e misurarci con un futuro che sta arrivando  e potrà esplodere soprattutto nella crisi del lavoro.

A nome della Giunta la vice presidente Alessandra Zedda ha affermato di non volersi iscrivere al partito delle polemiche ma di preferire le spiegazioni del senso profondo della legge: Nei primi mesi del 2020, ha ricordato, registravano una tendenza economica positiva che poi è stata completamente spazzata via dalla pandemia, costringendo tutte le istituzioni e le comunità ad una enorme battuta d’arresto e, per molti aspetti, ad una navigazione a vista. Questo fenomeno ha riguardato anche noi: abbiamo cominciato a lavorare alla legge di emergenza da aprile (ma eravamo già intervenuti prima con la legge 8) e poi, quando la pandemia ha completamente cambiato lo scenario, abbiamo integrato e migliorato sia il pacchetto dei provvedimenti del Governo che quelli dell’Unione europea, per cui non possiamo avere abbiamo paura che non bastino i 18 milioni per gli stagionali:noi pensiamo che siano una buona soluzione ma vedremo a settembre. Intanto siamo intervenuti per tutti senza eccezioni studiando le misure una ad una perché siano effettivamente realizzabili, però dobbiamo fare ancora molti passi in avanti in senso organizzativo ed amministrativo, e lo faremo con la cabina di regia. In questa legge comunque, ha garantito la Zedda, abbiamo messo tutto quello che servirà per le fasi successive e da questo punto di vista è una vera legge – quadro, anche se ovviamente la partita non finisce qui, perché dovremo fare il recovery found insieme, affrontare con lo Stato il problema del minor gettito delle Regioni e prepararci per settembre quando avremo tutti i dato su turismo, trasporti ed agricoltura. Ritengo comunque che si sia impostato un buon lavoro, ha detto infine la vice presidente della Regione ricordando l’inserimento fra l’altro degli ambulanti, il Fondo Resisto (di cui sentiremo parlare), gli interventi sui trasporti delle isole minori e quelli di semplificazione in materia di lavori pubblici ed agricoltura. In chiusura, ha ringraziato le commissioni per il lavoro svolto, le categoria per gli utili contributi, ed il personale del Consiglio che ha sempre assicurato il massimo della disponibilità e della professionalità.

Successivamente il presidente ha messo in votazione il passaggio della legge all’esame degli articoli, che il Consiglio ha approvato con 30 voti favorevoli e 20 astenuti.

Subito dopo ha tolto la seduta convocando le commissione per l’esame degli emendamenti domani alle 9.00. I lavori del Consiglio riprenderanno invece domani alle 10.30 (Af)

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