Nota stampa della seduta n. 173

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 173 – Pomeridiana
mercoledì 20 ottobre 202

PL. 284 (Giagoni e più)” Disposizioni di carattere istituzionale finanziario e in materia di sviluppo economico e sociale”: approvati i primi tre articoli

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito, il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la discussione dell’art.1 (Interventi per fronteggiare gli effetti calamitosi dovuti alla diffusione degli incendi boschivi) della legge n.284 e, in particolare, dell’emendamento di sintesi agli emendamenti n.242, 243, 172,, 37, 241 e 386 sui ristori alle comunità colpite nella scorsa estate da gravi calamità naturali.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha chiesto il voto elettronico per tutti gli emendamenti all’art.1.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai ha sollecitato chiarimenti sull’oggetto della discussione: l’emendamento unitario o la revisione del testo della legge

Il presidente ha precisato che l’emendamento di sintesi è il n. 628

Il capogruppo sardista Franco Mula, dando atto dell’importanza degli approfondimenti svolti ha però osservato che non si può modificare il testo della legge nel senso di affidare le risorse direttamente ai Comuni rischiando tempi lunghi; meglio assegnarle alla protezione civile. Il problema terminologico, ha aggiunto, si può risolvere con un emendamento orale inserendo al comma 2 l’inciso “con la collaborazione dei Comuni interessati”.

Il consigliere dei Progressisti Diego Loi ha detto che occorre capire se la modifica proposta riguarda l’emendamento n.387 o il testo della legge.

Il presidente Pais ha ribadito che la proposta è legata al comma 2 della legge.

Il consigliere di Udc-Cambiamo Giorgio Oppi ha ricordato che l’intesa raggiunta riguarda l’emendamento di sintesi e non capisco, ha aggiunto, perché si parli di altro.

Il consigliere Diego Loi, ha circoscritto l’intesa alla necessità di intervento immediato per i Comuni che stanno già sostenendo spese per il contrasto al rischio idro-geologico; semmai, ha suggerito, dopo la cifra di 6 milioni si può scrivere anche “con la collaborazione dei Comuni”.

Il presidente Pais ha messo in luce che le tematiche specifiche potranno essere affrontate in sede di discussione dei singoli emendamenti.

Prendendo la parola sull’emendamento n.619 il consigliere Diego Loi ha annunciato il voto a favore perché pone l’accento anche sul comma 3 riguardante i sistemi locali di protezione civile e sul 5 che attribuisce all’assessorato dell’Agricoltura tutto il tema complesso dei ristori ad attività agricole che Enti locali non potrebbero gestire in prima persona.

Il capogruppo dei progressisti Francesco Agus ha lamentato che dopo la sospensione di stamattina sarebbe dovuta arrivare una soluzione ma la soluzione non c’è, o meglio riguarda solo la parte aggiuntiva sui territori in prima battuta esclusi dai ristori ma non corregge gli errori del testo, in alcuni casi molto gravi. Non si capisce in particolare quale sia la direzione generale competente perché ne sono in campo diverse col rischio che il provvedimento si blocchi o rallenti. Voteremo l’emendamento o lasciamo il testo com’è, ha concluso, salvo tornare in Aula a breve per una correzione.

Gian Franco Satta, sempre dei Progressisti, ha ribadito che la norma condivisa riguarda solo la volontà di andare incontro ai territori esclusi ma sulla protezione civile come unico soggetto competente in raccordo con i Comuni che hanno anticipato risorse, siamo fermi come ha riconosciuto anche il collega Oppi, per cui quell’articolo rischia di restare inapplicato essendo agganciato al de minimis che ha un massimale (insufficiente) di 20.000 euro.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ribattuto che la maggioranza è stata chiara e la stessa opposizione era d’accordo; se poi dovessero prevalere alcuni problemi sollevati da Agus, possiamo lasciare nel testo il riferimento alla protezione civile, per garantire agli aiuti tempi celeri.

Il presidente ha disposto l’interruzione della seduta.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha messo in votazione l’emendamento n.619.-

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni ha dato notizia di un accordo maggioranza opposizione su  3 emendamenti orali: al comma 2 dell’art.1 aggiungere 2 milioni ai Comuni per cantieri forestali e 5 milioni per gli Enti locali, al comma 5 viene depennata la frase a favore degli Enti locali, quindi vengono inseriti 3 milioni per gli interventi generali di cui all’articolo, al comma 6 infine compare il riferimento alle norme nazionali e comunitarie vigenti.

Il presidente ha invitato il consigliere a presentare un testo dettagliato perché la modifiche proposte hanno un impatto su testi successivi.

Successivamente è stato messo in votazione l’emendamento n. 628.-

Per dichiarazione di voto il capogruppo di Leu Daniele Cocco ha espresso voto favorevole sugli emendamenti orali illustrati da Giagoni. Ha poi ricordato l’impegno comune (per il futuro) a favore di compagnie barracellari ed associazioni in grado di intervenire nella campagna antincendi per l’assegnazione degli strumenti necessari.

L’assessore della Programmazione Giuseppe Fasolino, su quanto detto da Cocco, ha comunicato l’inserimento nella legge di un fondo di 12 milioni con la destinazione richiamata.

Il capogruppo sardista Franco Mula si è soffermato su altre iniziative qualificanti del testo.

Il capogruppo dei Progressisti Franceso Agus, annunciando il ritiro di alcuni emendamenti e della richiesta di voto elettronico, ha sollecitato una profonda riflessione sul modo di lavorare del Consiglio e delle commissioni perché, ha paventato, si rischia di fare molti errori su materie molto importanti.

Il presidente Pais ha precisato che si procederà con la votazione dell’emendamento di sintesi n.628 e successivamente con il testo dell’articolo, modificato dagli emendamenti orali condivisi.

A seguire il Consiglio ha approvato per alzata di mano l’emendamento n.628 che prevede l’istituzione presso la Protezione civile di un fondo di 4 milioni destinato all’erogazione di contributi a favore di privati (proprietari di beni mobili e immobili), titolari di attività produttive (per beni strumentali connessi all’attività) ed enti locali (per la ripresa delle attività private e produttive). (Af)

Il consigliere del Pd Piero Comandini ha chiesto di mettere in votazione l’emendamento aggiuntivo n.2: «Ieri nel confronto in commissione si è stabilito un principio: occorre riportare nelle commissioni competenti le delibere della Giunta che definiscono criteri e modalità di spesa dei fondi. Questo articolo è emblematico: ci sono molte deleghe alla Giunta. Occorre restituire centralità al Consiglio».

Il presidente Pais ha dichiarato di condividere la ratio dell’emendamento ma ha ricordato che gli emendamenti all’articolo 1, dopo la presentazione di quello di sintesi, sono stati dichiarati decaduti. Interpretazione contestata da Gianfranco Ganau (Pd): «Sono emendamenti attinenti al testo approvato, non possono essere dichiarati decaduti, Mi sembra una cosa ovvia». Il presidente Pais ha ribadito che l’emendamento di sintesi approvato ha determinato la decadenza degli altri.

Anche il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, l’emendamento n.2 va discusso. Sulla necessità di dare alle commissione la possibilità di fornire un parere di competenza sulle delibere di Giunta si sono espressi anche il capogruppo del Psd’Az Franco Mula e il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi. L’Aula ha quindi concordato che in futuro le Commissioni diano i pareri ai provvedimenti di loro competenza entro 7 giorni.

Si è quindi aperta la discussione sull’articolo 2 “Disposizioni in attuazione dell’Accordo quadro del 20 maggio 2021 tra il Governo e le autonomie speciali relativo al ristoro delle minori entrate e modifiche alla legge regionale n. 4 del 2021”.

Sull’articolo è intervenuto il consigliere dei Riformatori Michele Cossa che ha sottolineato l’importanza del suo contenuto: «Ci sono le norme di attuazione dell’accordo tra governo e Regione sulla finanza pubblica. E’ un primo riconoscimento di quanto l’insularità condizioni lo sviluppo della Sardegna. Capita però che nella nota di aggiornamento del Def uno dei decreti collegati preveda l’attuazione dell’autonomia differenziata a favore delle regioni ricche del nord – ha detto Cossa – ciò che sta accadendo è la riduzione dei poteri delle regioni a Statuto speciale. La forbice tra regioni ordinarie e speciali si sta riducendo e questo comporta l’aumento della forbice dello sviluppo. Su questo voglio presentare un ordine del giorno per chiedere al Parlamento di considerare come questione di interesse nazionale il tema dell’insularità. Il risultato ottenuto dalla Sardegna nei giorni scorsi è importantissimo».

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha contestato il fatto che dell’accordo tra Stato e Regione sulla partecipazione alla finanza pubblica si sia conosciuto solo attraverso i giornali. Per Agus, in ogni caso, si tratterebbe di un accordo al ribasso: «Si è parlato dei costi connessi all’insularità. Per ora i 77 milioni all’anno stanziati dal Governo coprirebbero i costi dei soli abitanti di Quartucciu o di Tempio. Si tratta insomma di una piccola concessione. Sembra la solita partita di giro, sono somme che ballano. La rivendicazione va molto più avanti, le altre regioni sono più organizzate di noi e in queste ore stanno portando avanti la loro battaglia».

Giudizio condiviso da Cesare Moriconi (Pd): «Quando si parla di riduzione delle nostre quote di partecipazione alla finanza pubblica non può non esserci una sensazione di sollievo – ha detto – dell’accordo del 2019 avremmo voluto parlare prima. Oggi leggiamo sui giornali del nuovo accordo, eppure questo è il Consiglio regionale. Altre regioni come il Friuli hanno discusso la questione nella loro assemblea legislativa. Rispetto rispetto alla Sardegna hanno chiuso un accordo di 2,5 miliardi per il prossimo quinquennio, il nostro è di 574 milioni per i prossimi 4 anni. C’è una ragione politica dietro questo divario: il Consiglio non può leggere di decisioni così importanti attraverso i media. Il presidente ha il dovere di condividere con l’Aula decisioni così importanti».

A Moriconi e Agus ha replicato l’assessore al Bilancio Giuseppe Fasolino: «Il tema è fondamentale e delicato: sicuramente si poteva dibattere in Aula. Il risultato del Friuli è quello perché fino ad oggi non erano riusciti a chiudere la vertenza. E’ un accordo diverso rispetto al nostro. Insieme a loro e alla Sicilia abbiamo ottenuto un acconto da 200 milioni dallo Stato che abbiamo diviso in parti eguali nonostante le loro resistenze. Per questo sono dovuti andare in Consiglio». Fasolino ha poi spiegato i termini esatti dell’accordo con lo Stato: «Abbiamo incassato 100 milioni per l’insularità – ha detto l’assessore – gli altri 76 riguardano invece gli accantonamenti. Abbiamo ottenuto dal Governo che dal 2002 in poi ci fosse una riduzione della nostra partecipazione alla finanza pubblica. Il risultato più importante è rappresentato dal riconoscimento della condizione di insularità e del gap di sviluppo che determina. Non bisogna comunque accontentarsi. Da qui partiamo per quantificare i veri costi dell’insularità per il popolo sardo. E’ un lavoro che la Giunta non può fare da sola. Ci vuole anche il contributo del Consiglio».

Posto in votazione l’art. 2 è stato approvato. Il Consiglio ha poi dato il via libera all’emendamento n.550 (Mula e più) che stanzia 250mila euro per l’acquisto di prodotti derivati dalla lavorazione del pomodoro – inseriti nel programma “Alimentis” – da aziende aventi sede in Sardegna.

Approvato anche emendamento 340 della Giunta regionale che rinvia l’iscrizione a bilancio dei 76 milioni ottenuti dalla Regione nell’accordo con lo Stato. «Per iscrivere questi soldi a bilancio occorre aspettare l’approvazione della legge di finanza pubblica dello Stato – ha spiegato l’assessore Fasolino – andranno finire nella prossima manovra finanziaria».

Il presidente Pais ha quindi messo in discussione l’art.3 “Disposizioni finanziarie e in materia di investimenti” e i relativi emendamenti. L’Aula ha respinto in rapida successione gli emendamenti n.199, 200, 201 e 251. Sul 343 (Agus e più) è intervenuto il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi per proporne il ritiro: «Questo emendamento prevede un contributo della Regione per pagare l’ingresso nelle Rsa di pazienti autosufficienti a basso reddito. E’ un tema serio che merita un approfondimento. Noi siamo d’accordo a un’integrazione dei fondi, prendiamo l’impegno a trovare le risorse e a presentare una proposta unitaria». Invito raccolto dal capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «Ci fa piacere aver portato in Aula questo tema. Molti non possono permettersi il ricovero in Rsa. L’impegno della maggioranza ci convince a ritirare l’emendamento. E’ importante riflettere su quanto accade in Sardegna e di quante persone hanno necessità di essere assistite».

Successivamente sono stati respinti gli emendamenti n.16 e 244. Sull’emendamento n.93 (Desirè Manca e più) si è aperta una lunga discussione. La proponente ha illustrato il contenuto: «Chiediamo di incrementare il fondo “Ritornare a casa”. La Giunta aveva stanziato 41 milioni nel 2020, adesso propone una riduzione di 4 milioni. Erano già pochi lo scorso anno, si tratta di un programma di cui usufruiscono tanti sardi malati di Sla. I fondi non sono sufficienti a coprire le spese». A favore si è dichiarato il consigliere dei Progressisti Antonio Piu: «Su questo tema c’è condivisione – ha detto – si tratta solo di capire come saranno trovate le risorse». Anche il capogruppo di Leu Daniele Cocco ha evidenziato la situazione di difficoltà in cui si trovano molti malati non autosufficienti: «Tutto dipende dalle modifiche delle linee guida del programma “Ritornare a casa” – ha detto Cocco – lo avevamo detto tempo fa». Cocco ha poi dibattuto animatamente con il presidente Pais sulla scarsa attenzione mostrata dalla giunta al caso. Battibecco che si è chiuso dopo pochi minuti quando il presidente ha tolto la parola al consigliere della minoranza.

A placare gli animi è intervenuto Giorgio Oppi (udc): «A questo emendamento non si può votare contro, merita un approfondimento e una riflessione con l’assessore. Lo si ritiri. Le risorse vanno cercate e messe in campo».

Eugenio Lai (Leu) è intervenuto in difesa del suo capogruppo. «Cocco non gradiva che l’assessore passeggiasse senza ascoltare quanto si diceva. Lei, Presidente, avrebbe dovuto redarguire l’assessore e non l’onorevole Cocco. Nessuno fa sarcasmo, il tema è serio e merita di essere approfondito. La modifica delle linee guida ha complicato la situazione e la gestione dei progetti Ritornare a Casa. Le risorse non sono sufficienti. Il tema doveva essere trattato nella legge Omnibus». (Psp)   

L’onorevole Gallus (Psd’Az) ha invitato i presentatori al ritiro dell’emendamento 93 e altrettanto ha fatto l’on. Mula (Psd’az), invitando a trattare il tema successivamente.

L’on. Moro (Udc) ha segnalato “la necessità di snellire burocraticamente il progetto Tornare a casa” mentre l’on. Mula ha chiesto una sospensione dei lavori per spiegare meglio la proposta appena illustrata.  

Alla ripresa l’on. Desirè Manca ha annunciato il ritiro dell’emendamento 193 a fronte di un emendamento collettivo che sarà presentato domani, secondo assicurazioni della maggioranza. Per l’on. Agus (Progressisti) “è però aperto il problema delle risorse finanziarie.

L’emendamento 93 è stato ritirato.

Approvato l’articolo 3.

A seguire l’on. Daniele Cocco (LeU) è intervenuto sull’emendamento 139 all’articolo 3 sollecitando un intervento sullo stato dei lavori per la Macomer – Nuoro e ha contestualmente ritirato l’emendamento.

Alla ripresa, sull’emendamento 148 all’articolo 3, il presidente Pais ha comunicato la sospensione dei lavori, che riprenderanno domani alle 10.30. (C.C.)

 

 

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