Nota stampa della seduta n. 170

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 170 – Antimeridiana
Martedì 12 ottobre 2021

Legge Omnibus, conclusa discussione generale. Giovedì alle 10,30 l’esame degli articoli.

 La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno, con la discussione generale della legge n.284.

Prima di entrare nel merito degli argomenti da trattare, il presidente ha formulato i migliori auguri di buon lavoro ai nuovi Sindaci ed amministratori locali recentemente eletti, e in particolare ai Sindaci che fanno parte dell’assemblea: Fausto Piga, Annalisa Mele e Maria Laura Orrù.

Prendendo la parola sull’ordine dei lavori, il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha richiamato l’attenzione del Consiglio sul problema della continuità territoriale perché già oggi, ha lamentato, centinaia di sardi non sono potuti rientrare nell’Isola ed altrettanti non hanno potuto raggiungere il continente per motivi si studio e lavoro. Abbiamo scelto di non presentare mozioni e non fare polemiche contro la Giunta per l’oggettiva fragilità del momento, ha proseguito, ma ci aspettavamo che il presidente della Regione fosse qui, anche per l’annunciato azzeramento della Giunta. Il Consiglio non si può girare dall’altra parte, ha concluso, ed è urgente che quanto prima il presidente della Regione venga quanto prima a riferire.

In risposta il capogruppo del Psd’Az Mula ha precisato che già in conferenza dei capigruppo era stato raggiunto un accordo per parlarne appena possibile ascoltando una relazione dell’assessore. Quello di Agus, ha sostenuto, mi sembra un “intervento-polverone”; siamo preoccupati quanto Agus ed è opportuno che i capigruppo ne discutano ancora domani mattina.

Il presidente Pais ha ribadito che, come deciso dai capigruppo, sentirà l’assessore per riferire su una situazione indubbiamente delicata e fragile, sulla quale non c’è motivo di fare ulteriori polemiche.

L’Aula ha quindi iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la discussione della legge 284.

Per la maggioranza, ha preso la parola il relatore Valerio de Giorgi (Misto), presidente della commissione Bilancio.

Nel suo intervento De Giorgi ha ricordato che il testo è composto di due capi. Il primo, dedicato allo sviluppo economico e composto da 10 articoli, con alcuni punti qualificanti: dai 20 milioni per i danni provocati nel Montiferru dagli incendi ai 15 destinati al sistema economico per le conseguenze negative causate dalla pandemia, dal personale alla sanità, per finire con le nuove entrate frutto di un accordo con il Governo centrale. Il secondo capo, ha aggiunto, composto da 22 articoli di impianto ordinamentale, prevede modifiche di alcune leggi su centri antiviolenza, riforma sanitaria, verifica stabilità del quadro economico della Regione accogliendo i rilievi della Corte sulle coperture finanziarie. De Giorgi si è poi soffermato sui osservazioni e rilievi al testo, predisposti dalle commissioni: dalla commissione Lavoro, che ha sollecitato approfondimenti su politiche linguistiche, su assunzioni, mobilità interna, contrattazione e previdenza, alla commissione Sanità sugli stanziamenti relativi ai contributi per i centri diocesani che operano per l’assistenza ai bambini affetti da sindrome di Asperger e sclerosi multipla, al Mater Olbia, alla riforma del sistema di emergenza urgenza, alla gestione liquidatoria delle aziende sanitarie.

Sul piano politico, il presidente della commissione Bilancio ha sostenuto che il confronto con l’opposizione sugli emendamenti si è svolto in un clima collaborativo che, fra l’altro, ha consentito la rapida approvazione testo, aprendo nuovi spazi di confronto costruttivo che potrà proseguire e produrre buoni risultati. Alla legge, ha detto infine, sono stati presentati due emendamenti della Giunta sui prospetti delle coperture finanziarie e procedure di variazione entrate-spese.

Ha assunto la presidenza il vice presidente Giovanni Antonio Satta

A nome dell’opposizione, il relatore Alessandro Solinas (M5S) ha premesso che, a suo giudizio, la legge contiene ed affronta tanti temi sui quali non c’è l’attenzione che la società sarda richiede, per la loro urgenza, ed arriva in Consiglio con un forte ritardo che non consentirà la spesa di buona parte delle risorse disponibili, configurando una chiara responsabilità della maggioranza che ha scelto di arroccarsi anche di fronte ad un atteggiamento aperto e disponibile dell’opposizione. Molti problemi, ha insistito Solinas, sono stati ignorati o elusi: trasporti, confronto con le parti sociali, categorie di lavoratori colpiti dalla pandemia rimasti senza sostegni, assunzioni, spopolamento, sanità privata (sostitutiva e non complementare, segno di una “privatizzazione strisciante”), epidemia “blue tongue”, Programmi europei e Pnrr “incagliati”. Al giro di boa di metà legislatura, ha concluso il relatore di minoranza, è evidente la bocciatura delle politiche del Governo regionale e della maggioranza, alla quale comunque rivolgiamo un pressante appello a cambiare rotta, cominciando dai contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. (Af)

Dopo le relazioni di maggioranza e opposizione è iniziata la discussione generale.

Cesare Moriconi (Pd) ha detto che in questa proposta di legge  c’è di tutto.  Si tratta di  una manovra da 300 milioni di euro che costituisce “la coda politica” della legge di stabilità approvata a febbraio per concessione delle opposizioni. Sono trascorsi – ha continuato –  quasi otto mesi e attendiamo ancora il confronto promesso dal Presidente della Regione. Un confronto  inesistente anche perché restiamo sempre prigionieri della fretta  con rischio di non poter spendere le risorse stanziate. Per Moriconi questa maggioranza ha sprecato l’occasione di “formattare” una politica obsoleta. Un dato molto grave è che la Giunta non si sia neanche assunta la responsabilità di presentare il provvedimento.  La situazione è gravissima, la condizione  di confusione e disagio è estrema, e si tratta di un’ennesima occasione sprecata. Moriconi ha letto in aula il parere negativo espresso dalla Coldiretti su questa manovra finanziaria: un provvedimento  che necessita di  maggiori approfondimenti, si tratta di un  mero assemblaggio privo di coordinamento con altri strumenti finanziari, senza  concertazione con le associazioni di categoria.  

Il Presidente Pais ha dato la parola a Eugenio Lai (Leu) che ha affermato che la Proposta di Legge  è un elenco di come sperperare  risorse pubbliche. Questa legge – ha detto Lai  – arriva in aula a Ottobre, in grande ritardo. La PL , da  300 milioni di euro, prevede risorse che in gran parte non potranno essere spese, perché mancano due mesi alla fine dell’anno, troppo pochi per fare le delibere di attuazione. Lai è stato molto critico sul testo, sui ritardi, sulle  lotte intestine in seno alla maggioranza , su alcuni interventi previsti,  definiti “scandalosi”.  Inoltre,nella PL  mancano  la programmazione di lungo periodo e una strategia chiara. Per non parlare della mancanza di confronto lamentata dai sindaci , dai sindacati, dalle associazioni di categoria.  Entrando nel merito degli incendi, Lai ha sottolineato che se non ci fosse stata la solidarietà dei sardi,  le vittime sarebbero sul lastrico.  Sulla sanità poi la situazione è al tracollo. Pensate – ha detto Lai rivolgendosi alla maggioranza – di rimborsare il Mater Olbia in maniera forfettaria, ma non pensate alle liste d’attesa, alla situazione scandalosa del  Binaghi di Cagliari, alle persone in attesa da anni di una visita specialistica. L’unica misura che emerge in materia, in questa PL, è la creazione di una nuova ASL che creerà solo nuovi posti di potere.  Stessa situazione in materia di agricoltura, dove la  blue tongue non è neanche citata, o in materia di istruzione,  dove non sono previsti  finanziamenti,  o di trasporti dove siamo in una situazione scandalosa.

Rossella Pinna (Pd) ha letto in  aula la definizione di omnibus (dal vocabolario Treccani)  che vuol dire  “carrozzone a cavalli con molti posti”  “treno a velocità limitata con fermate a tutte le stazioni”.  In questa PL – ha detto Rossella Pinna –  c’è di tutto per tutti in maniera confusa e disordinata con la logica di “chi sta più vicino al fuoco si riscalda”.  Per l’esponente del Pd è  una finanziaria in ritardo, superata , inapplicabile.  La Sardegna che confidava nelle risposte è stata ancora una volta  ingannata. Perché anche volendo sarà impossibile predisporre avvisi e bandi in tempi utili. Si tratta di un provvedimento sbagliato nel metodo (perché non è della giunta ma porta la  firma dei capigruppo di maggioranza e che quindi attesta la rinuncia della giunta di esercitare le proprie funzioni) e nei contenuti perché è un “bel negozio di articoli da regalo”. Insomma si tratta di una Finanziaria senza padri né madri ed è un provvedimento che cerca di accontentare i soliti amici. Ma è anche una legge frutto di una Regione che non programma ma fa una politica spot perché  non sa affrontare i problemi in maniera organica.

Per Desirè Manca (M5S) oggi si parla  del “nulla”, frutto del non lavoro di questo Consiglio regionale. Vi siete  venduti – ha detto la Manca –  una manovra da 300 milioni di euro  che però non possono essere spesi perché non c’è tempo. Oggi – ha aggiunto – parliamo di una Proposta di Legge, fatto inusuale  perché generalmente una manovra finanziaria viene presentata dalla giunta. Ma qui la giunta non si è presa la responsabilità. A febbraio – ha ricordato –   c’è stata una manovra puramente tecnica, dopo 8 mesi i gruppi di maggioranza hanno presentato questa proposta  omnibus “cioè contenente tutto”.  Ma cosa contiene? Per Desirè Manca si tratta di una  presa in giro. Come in materia di incendi:   “Il 25 luglio la Sardegna è stata  devastata dal fuoco soprattutto nell’oristanese. Ancora oggi nulla è stato fatto per le popolazioni, nonostante le dichiarazioni del Presidente Solinas  che annunciò  un provvedimento immediato da 20 milioni di euro per i ristori”.  O come per la Sanità. “La sanità sarda è morta – ha concluso la consigliera – e cosa si prevede in questo provvedimento?  Nulla per le liste d’attesa, per le visite specialistiche, per le cure ai pazienti oncologici: ma c’è la costituzione di un nuovo ente dal costo di 2 milioni. Non vi vergognate?”  

Giuseppe Talanas (Forza Italia) ha dato un parere positivo sulla PL,  però ritiene che, poter incidere in questo momento, sia importante integrarlo e andare a vedere quelle aree geografiche che sono state dimenticate. Come il territorio del nuorese con tutte le aree interne. Esprimo compiacimento – ha detto –  per i 20 milioni di euro stanziati per le zone dell’oristanese. Però ritengo che in questo provvedimento omnibus debbano essere  inserite tutte le zone geografiche colpite dal fuoco anche negli anni precedenti. Per Talanas è necessario modificare anche quanto previsto per  il comparto agricolo: ci vogliono emendamenti per la  blue tongue , un problema ancora molto grave. Stesso discorso vale per il comparto suinicolo dove bisogna prevedere ulteriori interventi. Per Talanas è necessario intervenire anche sulla sanità nuorese che è allo sbando.

Piero Comandini (Pd) si è rivolto alla giunta e alla maggioranza con una preghiera: dovete capire il momento che stiamo vivendo. Questa legge – ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale – andrebbe riscritta. Fermiamoci un attimo per capire quali sono le reali esigenze della Sardegna. In otto mesi di gestazione c’ è stata una programmazione miope e questa maggioranza ha sprecato solo il tempo. I problemi sono sempre più drammatici e la Sardegna non ha segnali di ripresa come tutte le altre Regioni italiane.  In questa legge Omnibus la maggioranza più che occuparsi dei problemi drammatici si preoccupa di  decidere come distribuire i “buoni pasto”. E’ un incubo. Noi abbiamo a cuore il destino dei sardi. Così non si può continuare.  

Diego Loi (Progressisti) ha detto che  chi amministra la cosa pubblica ha l’alto compito di amministrare secondo il principio del buon padre di famiglia agendo con tempestività. In questi mesi trascorsi dal fuoco che il 25 luglio ha devastato  la Sardegna non c’è stata attenzione da parte della Regione. Ancora oggi – ha detto – le popolazioni dei territori feriti dalle fiamme  non hanno certezze sulle tempistiche in cui verranno erogate le risorse. Io contesto – ha affermato Diego Loi – questo approccio. Le strategie politiche messe in campo non si basano sulla tempestività. Il sottoscritto ha fornito disponibilità e ha elaborato  proposte concrete. Ma dalla  maggioranza nessuna risposta. Mi sono trovato davanti un   muro di gomma. Forse – ha concluso con amarezza  – è stato un atteggiamento riservato a me che sono un esponente della minoranza. L’auspicio è che le modifiche da me proposte, basate sul buonsenso, siano approvate. (R.R)

Di diverso avviso Stefano Tunis (Misto): «Il nostro impegno non è mai mancato, non c’è però collaborazione da parte dell’opposizione che punta a rinviare la discussione o a stralciare i provvedimenti – ha dettoTunis – questo atteggiamento non paga né dal punto di vista dell’efficacia dell’azione né per le risposte date dai sardi alle urne. Credo che sia indispensabile da parte di tutti un cambio di passo. O si trova un punto di equilibrio e di metodo – che consenta di accogliere anche qualche vostra legittima proposta – oppure si andrà avanti così fino alla fine della legislatura. Oggi l’unico vincitore è la resistenza che l’ambito amministrativo sta facendo sull’ambito politico. Gli sconfitti sono la politica e i sardi».

Critico l’intervento di Laura Caddeo (Progressisti): «Siamo in ritardo. E’ una costante di questi primi due anni e mezzo di legislatura: pandemia, incendi, alluvioni e tutte le emergenze non hanno avuto risposte adeguate. Una manovra di questo tipo avrebbe dovuto dare un segnale diverso – ha sottolineato Caddeo – queste risposte non bastano, mi aspettavo decisioni più ampie, ci sono invece rivoli non urgenti. Come diceva l’on Loi, non ci si è comportati come buoni padri di famiglia. Occorreva prima valutare bene i reali bisogni dell’Isola. Ci sono molte norme ordinamentali che potevano trovare spazio in altri iter legislativi. C’è invece poca attenzione verso le povertà, verso le persone indifese e bisognose di assistenza, così come non si vedono misure contro lo spopolamento delle aree interne. Sediamoci a lavorare perché stiamo lavorando poco».

Per il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, non si può parlare di mancanza di responsabilità delle opposizioni: «Lo si vede in aula anche oggi – ha detto Cocco – noi siamo presenti, altrettanto non si può dire dei consiglieri di maggioranza». Cocco ha poi annunciato la presentazione di 250 emendamenti: «Vogliamo entrare nel merito di tutti i provvedimenti – ha affermato l’esponente di Leu – questa proposta è stata presentata dai capigruppo di maggioranza ma è diretta emanazione della Giunta. Vogliamo avere notizie su tutte le “marchette” ed i provvedimenti ad hoc. Non ci sono risposte sulle difficoltà della sanità nuorese, sulla nuova epidemia di blue tongue».  

Pier Luigi Saiu, a nome della Lega, ha invece difeso con decisione il provvedimento: «Ho sentito molte bugie. Oggi alcuni rappresentanti del Pd dicono di avere a cuore la Sardegna ma nella scorsa legislatura hanno votato i peggiori provvedimenti, quelli che hanno distrutto la sanità e tutto il tessuto produttivo isolano». Saiu ha poi proseguito il suo intervento puntando l’indice sul M5S: «Dovunque abbiano governato sono stati rimandati a casa – ha rimarcato Saiu – quanto ad altri esponenti dell’opposizione è ora che la smettano con la demagogia. Si occupano delle poltrone degli altri ma dimenticano le loro». Quanto al provvedimento in discussione, secondo Saiu: «Ci sono le risorse per gli Enti Locali, per le opere pubbliche, per lo scorrimento delle graduatorie. Ci sono 13 milioni di euro di risorse aggiuntive per i medici che prenderanno servizio nelle sedi disagiate. Altri fondi consentiranno agli ospedali con carenza di personale di reclutare nuove figure».  Quindi l’appello all’Aula: «Fuori dal Palazzo nessuno è interessato alla polemica politica – ha concluso Saiu – mettiamoci d’accordo e facciamo qualcosa di buono per la Sardegna. Stanziamo le risorse per alcuni obiettivi. La gestione dei fondi poi non spetta alla politica. Ma la politica ha il dovere di verificare: uniamo le forze per mandare a casa chi non svolge il proprio lavoro».

Gianfranco Ganau (Pd) rivolgendosi all’on. Tunis ha detto: «Pensa davvero che il punto di equilibrio si possa trovare non coinvolgendo per niente la minoranza su una manovra da 300 milioni? Se queste sono le basi è difficile individuare un nuovo equilibrio e un nuovo metodo. Siamo di fronte a un atto di arroganza da parte della Giunta che non si assume la responsabilità del provvedimento facendolo sottoscrivere ai capigruppo». Secondo Ganau la Legge Omnibus arriva in forte ritardo: «Molte delle risorse non si riuscirà a spenderle. Servivamo procedure accelerate, per questo abbiamo chiesto uno stralcio sugli incendi e sui ristori – ha detto Ganau – il risultato è una legge che contiene una miriade di disposizioni con modifiche a leggi di settore. In Commissione ci avete impedito di intervenire, questo è il risultato».

Il capogruppo del M5S Michele Ciusa ha parlato di legge confusionaria che renderà vane le misure in essa contenute: «I ritardi sono colpa vostra – ha detto Ciusa – l’opposizione vi ha sollecitato più volte. Oggi si certifica la vostra incapacità di dare risposte alla Sardegna: l’esempio più chiaro è quello dei trasporti. I sardi stanno pagando a caro prezzo il vostro lassismo. Non abbiamo mai avuto al possibilità di confrontarci su questo tema». Entrando sui contenuti specifici della legge, Ciusa ha stigmatizzato l’atteggiamento della maggioranza: «La questione degli incendi meritava una risposta in tempi rapidissimi – ha detto Ciusa – non solo per il Montiferru ma anche per gli altri roghi devastanti che hanno colpito Decimoputzu». Ciusa, infine, ha puntato il faro sulla sanità: «Le liste d’attesa sono una vergogna. La riforma sanitaria è rimasta al palo, ora ci dite che serve un nuovo ente per attuarla stanziando due milioni di euro. E’ inaccettabile».  

Giudizio opposto quello di Michele Cossa (Riformatori): «Quello in discussione è un provvedimento complesso, la pandemia ci ha portato a questa situazione. Forse poteva essere approvato prima, probabilmente alcune risorse non potranno essere spese, ma ci sono importanti misure per venire incontro alle popolazioni colpite dagli incendi». Cossa ha poi annunciato un emendamento per affrontare la nuova epidemia di lingua blu: «Se non si interviene subito si rischia di mettere in ginocchio un intero settore». L’esponente della maggioranza ha poi contestato le dichiarazioni di alcuni  consiglieri di minoranza sulla sanità: «La Sardegna è una delle regioni italiane dove la sanità privata ha un peso irrisorio. Il Mater Olbia è stato voluto da amministratori e da forze politiche diverse. Se va male non credo sia un bene per la Sardegna. Non bisogna ideologizzare il dibattito ma affrontarlo laicamente». Cossa ha poi parlato dei rischi che la Sardegna sta correndo a livello nazionale con il rafforzamento dell’autonomia differenziata di alcune regioni: «Un decreto attaccato al documento di finanza pubblica potrebbe avere effetti devastanti sulla nostra autonomia con l’affossamento della battaglia sull’insularità».

Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, ha difeso il provvedimento ricordando che la Sardegna in questi ultimi anni è passata da un’emergenza all’altra: Covid, incendi, alluvioni, cavallette, lingua blu: «Non ci siamo fatti mancare nulla, questo provvedimento rincorre le emergenze – ha detto Mulas – nonostante ciò il sistema sanitario ha retto l’impatto del Covid. Siamo la Regione che ha subito meno chiusure. quanto alla situazione di Nuoro, purtroppo c’è da dire che molti medici e operatori sanitari sono andati in pensione sguarnendo molti reparti». Mula ha poi lanciato un appello alle opposizioni: «Sediamoci e vediamo che cosa si può modificare, quale correzioni possono essere apportate – ha concluso Mula – a nessuno serve ritardare ancora. La Sardegna ha bisogno di spendere queste risorse. Troviamo il modo di chiudere questo provvedimento il prima possibile».

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha parlato di tentativo goffo di mistificare la realtà da parte della maggioranza: «Il perché si discuta solo oggi questo provvedimento è chiaro a tutti – ha detto Agus – quando è arrivata la pandemia noi eravamo più impreparati degli altri. A marzo del 2020 vi abbiamo consentito di approvare un bilancio tecnico. Lo stesso abbiamo fatto nel 2021. Due manovre poi corrette in autunno». Agus ha poi parlato dell’attività del Consiglio: «Quest’anno abbiamo approvato due sole leggi, una delle quali impugnata – ha sottolineato il capogruppo – l’80% del tempo è stato dedicato a provvedimenti inutili, al question time e a leggi molto meno complesse. Questa di oggi è un affastellamento di disposizioni. Oggi mi volete far credere che dopo non essere stati in grado di discutere una legge per mesi lo possiamo fare per un provvedimento così ampio. Rispettate i tempi per consentirci di dare un contributo. quando avete intenzione di presentare il bilancio? C’è necessità di dialogare con le parti sociali e con chi sta fuori da questo Palazzo». Agus, infine, ha chiesto rispetto per le opposizioni: «Noi eravamo a disposizione per approvare alcune misure già ad agosto – ha concluso – non faremo ostruzionismo perché ve lo siete già fatti da soli. Noi faremo le nostre valutazioni e avanzeremo le nostre proposte articolo per articolo. Questa legge segna il confine tra quello che deve fare e quello che non deve fare il Consiglio. Approvandola abdichiamo al nostro ruolo». (Psp)    

Prendendo la parola per la replica finale della Giunta l’assessore della Programmazione Giuseppe Fasolino ha sottolineato i molti aspetti positivi contenuti nella legge, dai ristori per alcune categorie escluse agli Enti locali che potranno intervenire sulle loro comunità in tanti campi, ed è stata una scelta precisa, ha sottolineato, perché gli stessi provvedimenti li avrebbe potuto fare la Giunta con una semplice delibera. La 284 va  migliorata, ha aggiunto Fasolino, e questo è compito del Consiglio, seguendo molte delle indicazioni emerse dal dibattito, dalla lingua blu, ai temi dei lavoro sui quali il provvedimento ricalca l’ordine del giorno approvato a suo tempo del Consiglio. Chiedo solo di fare in fretta, ha precisato l’assessore, e di operare una valutazione attenta sulle risorse che potrebbero risultare non spendibili entro la fine dell’anno.

Fasolino ha poi risposto ad alcune critiche che diversi consiglieri hanno rivolto al provvedimento per la parte che riguarda il Mater Olbia. Quella struttura, ha ricordato, non è arrivata in Sardegna da chissà quale universo ma è stata frutto di intese che hanno coinvolto governi centrali e regionali di ogni colore,  non ultima la precedente Giunta regionale e l’attuale Governo centrale a guida Pd-M5S. Da utente e cittadino della Gallura, ha proseguito, dico anche che quella struttura ha risolto molti problemi della sanità in quel territorio, a cominciare dal rapporto fra posti letto ed abitanti.

Successivamente il Consiglio ha approvato per alzata di mano il passaggio agli articoli della legge.

Nel chiudere la seduta il presidente ha comunicato che sentirà informalmente i capigruppo per concordare le modalità della giornata di lavoro dedicata alla continuità territoriale mentre il termine per la presentazione degli emendamenti alla 284 è stato fissato a domani alle 13.00, con possibilità di proroghe. Per la prosecuzione dell’esame della legge l’assemblea, invece, resta convocata per giovedì alle 10.30.(Af)

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