Nota stampa della seduta n. 166

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 166 – Antimeridiana
Martedì 3 agosto 2021

Question time, interrogazioni a risposta immediata.

La seduta di question time è stata aperta dal vice presidente Piero Comandini che, constatata l’assenza della Giunta, ha aggiornato i lavori alle 10.45.

Alla ripresa, il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la prima interrogazione del Psd’Az  (Fancello e più) sulla necessità di adeguare il budget delle strutture private accreditate di Nuoro, dopo la chiusura del laboratorio di analisi dell’ospedale “Zonchello”.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, sull’ordine dei lavori, ha ricordato che nella precedente seduta il suo gruppo aveva formulato un quesito sulle servitù militari che non ha avuto risposta. Questo fatto, ha sottolineato, vanifica lo stesso istituto del question time perché non ci possono essere risposte a discrezione della Giunta. Agus ha infine annunciato che il suo gruppo non parteciperà alle sedute di question time se non sarà data risposta al quesito formulato.

Il vice presidente Comandini ha assicurato il suo intervento presso la Giunta, ricordando però che Agus, nella sua veste di capogruppo, può porre il problema anche in conferenza dei capigruppo.

Tornando all’ordine del giorno la Fancello, nella sua esposizione, ha evidenziato che, dal mese di giugno ad oggi, la situazione è di gran lunga peggiorata ed i cittadini sono costretti a pagare le prestazioni. Insufficienti, inoltre, i fondi stanziati dalla Regione a copertura del volume programmato di prestazioni (che in molti casi non possono essere effettuate negli ospedali) fino al 31 dicembre.

L’assessore della Sanità Mario Nieddu ha comunicato che nello scorso mese di aprile è stato avviato un piano di rideterminazione dei tetti di spesa per le strutture accreditate, con uno stanziamento di 3 milioni per il 2021, anche nell’ottica di riequilibrio territoriale nel territorio regionale. I privati, ha aggiunto, sono stati inseriti anche nel piano di abbattimento delle liste d’attesa, portando l’investimento complessivo ad oltre 13 milioni.

In replica, l’esponente del Psd’Az si è dichiarata totalmente insoddisfatta, sottolineando che l’aumento del budget di appena il 3% si è rivelato ininfluente in un periodo molto complesso caratterizzato dalla forte della pandemia.

Successivamente il vice presidente Comandini ha accorpato perché di identico argomento, due quesiti, posti dal capogruppo dei Progressisti Francesco Agus e dal consigliere di Leu Eugenio Lai sul ridimensionamento del centro regionale contro la sclerosi multipla presso l’ospedale “Binaghi” di Cagliari.

Agus, in particolare, ha messo l’accento sul fatto che ogni anno, in Sardegna, si verificano 200 nuovi casi di sclerosi multipla, patologie che colpisce 70000 malati, dei quali 5000 solo a Cagliari. A fronte di questa elevatissima incidenza della patologia, ha proseguito Agus, l’organico è di soli 4 neurologi, mentre ormai da mesi i pazienti sono costretti nelle diverse sedi sul territorio, attivare dopo che anche alcuni reparti del Binaghi sono stati riconvertiti per la lotta alla pandemia. Chiediamo quindi, ha concluso, cosa è stato fatto per potenziare organico (che va almeno raddoppiato) e poi cosa si intenda fare in futuro per riportare al Binaghi l’unica sede del centro regionale sulla sclerosi multipla.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai ha invece denunciato con forza le gravi responsabilità della Giunta e dell’assessore, sia per la carenza totale di programmazione che per l’assenza di attenzione nei confronti di una patologia che merita ben altri interventi. La verità, ha sostenuto Lai, è che tantissimi malati non possono essere curati perché la maggioranza ha scelto di attivare al Binaghi reparti Covid “spalmando” il centro in due tronconi; ora non basteranno le solite parole perché situazione è sotto gli occhi di tutti e servono quelle risposte concrete che i pazienti sardi meritano,

L’assessore Nieddu, in apertura, ha dichiarato di non voler scendere sul terreno di Lai per rispetto dei pazienti, perché non si può dimenticare che il problemi della carenza di neurologi (come di altri specialisti) nasce del passato. Nello specifico, ha precisato, è stata indetta una selezione che purtroppo non ha dato i risultati sperati e per il futuro si sta valutando con attenzione le possibilità di stipulare contratti libero professionali a tempo determinato per almeno due posizioni nelle more del concorso, fermo restando che i medici hanno comunque bisogno di una formazione particolare.  Per quanto riguarda il “presunto” smembramento del centro del Binaghi, ha concluso, nella fase acuta della pandemia non c’erano possibilità di individuare altri spazi per i reparti Covid e del resto quella soluzione ci ha consentito di riaprire il pronto soccorso del Santissima. Trinità; in prospettiva la collocazione del centro al Binaghi è certamente auspicabile ma occorrerà attendere la cessazione della pandemia.

Nella replica il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, nel dichiararsi del tutto insoddisfatto, ha criticato la scelta dei contratti professionali che, a suo avviso, sono solo palliativi ed interverranno semmai a coprire parzialmente un vuoto durato due anni nei quali, fra l’altro, ci si è dimenticati che la misura di “quota 100” ha avuto un impatto devastante sulla sanità regionale: bisogna attrezzarsi perché è chiaro che l’emergenza ci sarà anche l’anno prossimo. Quanto alla scelta di allestire reparti Covid al Binaghi, secondo Agus non è stata una buona e la responsabilità è dovuta all’atteggiamento (per l’ennesima volta) sbagliato di Ats.

Anche il consigliere di Leu Eugenio Lai si è dichiarato insoddisfatto perché, ha spiegato, l’assessore Nieddu ha scaricato ogni responsabilità sul passato ma non c’è dubbio sul fatto che la desertificazione sanitaria della Sardegna, frutto di una assenza di programmazione che abbandona i pazienti al loro destino, sia colpa della maggioranza. Quella di aprire il Binaghi ai reparti Covid è stata una scelta sbagliata, ha concluso, perché di fatto si è smontata una eccellenza europea per affrontare una emergenza che poteva essere risolta in altro modo.

Successivamente è stata la volta del quesito del consigliere dei Progressisti Antonio Piu sull’acquisto dei dispositivi per il controllo della glicemia da assegnare ai pazienti diabetici.

Piu ha affermato che il problema consente di verificare ancora una volta i rapporti contraddittori fra assessorato e Ats, che finora hanno bloccato la distribuzione di supporti che servono moltissimo in in una Regione che ha il primato di incidenza del diabete “tipo 1” con oltre 15.000 pazienti che, giustamente, chiedono risposte immediate, Il Consiglio regionale, ha poi ricordato Piu. molto tempo fa ha stanziato 4 milioni nel triennio ma i soldi non sono stati ancora utilizzati, determinando l’ennesima grave penalizzazione dei pazienti.

L’assessore della Sanità Mario Nieddu ha ricordato che la Giunta, con diversi provvedimenti adottati fra maggio e luglio, ha attivato insieme ad Ats per la parte di competenza le procedure per l’acquisizione e la distruzione dei dispositivi. I ritardi si sono verificati, ha chiarito l’assessore, perché le aziende sanitarie non hanno fornito per tempo i dati aggiornati sul fabbisogno. Comunque, ha concluso Nieddu, mi risulta che siano stati forniti in questi giorni, per cui siamo in dirittura d’arrivo.

Il consigliere Antonio Piu, in replica, si è dichiarato soddisfatto, pur sottolineando che le risposte delle aziende successive alle interrogazioni sono per certi aspetti una anomalia, anche se forse hanno sbloccato le procedure. Va ricordato tuttavia, ha concluso, che alcuni passaggi burocratici in tema di salute vanno velocizzati, se occorre, anche attraverso un ruolo di controllo incisivo del Consiglio. (Af)

 

Il vice presidente Comandini ha dato la parola al consigliere del M5S, Alessandro Solina, per l’illustrazione dell’interrogazione n. 1137/A (Alessandro Solinas) sull’attribuzione degli incentivi al personale dipendente delle Aziende sanitarie del Servizio sanitario regionale direttamente impiegato nelle attività di contrasto all’emergenza epidemiologica Covid-19, con particolare riferimento ai presidi ospedalieri del territorio oristanese.

Solinas, in particolare, ha ricordato che durante l’emergenza Covid sono state stanziate risorse nazionali e regionali  in favore del personale dipendente delle aziende e degli Enti del servizio sanitario nazionale direttamente impiegato nelle attività di contrasto all’emergenza epidemiologica Covid-19, con l’indicazione della destinazione prioritaria di tali risorse all’incremento dei fondi contrattuali per le prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro del personale del Comparto e della Dirigenza e, in subordine, all’incremento dei relativi fondi incentivanti. Solinas ha ricordato l’importanza del lavoro svolto dal personale delle aziende del servizio sanitario regionale che ha rischiato la propria vita per assistere i malati Covid. E ha chiesto all’assessore se il Piano per la remunerazione delle prestazioni del personale direttamente impiegato nel contrasto all’emergenza Covid sia stato predisposto e se sia consultabile, se risulti che siano stati remunerati soltanto i dipendenti di fascia A, come denunciato dai sindacati, e se i fondi stanziati siano sufficienti o se sia necessario incrementarli.

L’assessore della Sanità, Mario Nieddu, ha spiegato che a seguito dell’arrivo dell’interrogazione il 29 luglio scorso, ieri gli uffici hanno inviato una richiesta di informazioni ad Ats. L’approvazione dei Piani è avvenuta in conformità alla Dgr di settembre 2020, con determinazione del Direttore generale della Sanità del 21 maggio 2021. Nieddu ha ricordato che c’è un’interlocuzione attiva con tutte le sigle sindacali interessate con le quali è stato concordato il Piano della remunerazione per tutto il personale. La ripartizione delle risorse disponibili è avvenuta in base al decreto legge 18/2020: all’articolo 1 ha previsto di destinare i fondi, in via prioritaria all’incremento contrattuale per le prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro e subordinatamente all’incremento dei fondi incentivanti, con priorità alla Fascia A e successivamente alle fasce da B fino a F. L’assessore Nieddu ha affermato di aver già presentato una proposta per dare copertura finanziaria ai Piani per la remunerazione delle prestazioni del personale direttamente impiegato nel contrasto all’emergenza Covid19. Pertanto con i nuovi fondi sarà possibile remunerare tutti i dipendenti dalla fascia A alla F.  

Il consigliere Solinas ha affermato di non ritenersi soddisfatto: sia per la mancanza di tempi certi sia per una serie di discrepanze con le figure professionali che sono state lasciate fuori dalla fascia A. Il consigliere ha rilevato che è evidente che ci sia una mancanza di informazione e che l’assessorato abbia ricevuto poche informazioni da parte dell’Ats. E ha concluso augurandosi che la situazione si risolva con la massima celerità, ricordando l’importanza del lavoro svolto da queste figure professionali. 

Il vice presidente Comandini ha quindi dato la parola a Pietro Moro (Udc-Cambiamo!) per l’illustrazione dell’Interrogazione n. 1120/A (Oppi e più) sulle inefficienze organizzative dell’Azienda regionale dell’emergenza e urgenza della Sardegna (AREUS).

Moro in particolare ha ripercorso la vicenda che ha riguardato il dottor Piero Delogu, direttore della centrale operativa di Sassari del 118. In particolare, che “La dott.ssa Bettelini, commissario straordinario dell’Azienda, nel valutare i direttori delle centrali operative, ha espresso un giudizio estremamente negativo nei confronti del direttore della centrale operativa di Sassari, dott. Piero Delogu, unanimemente riconosciuto come uno tra i migliori specialisti del settore in Italia così come risulta da tutte le precedenti valutazioni ricevute, dai titoli conseguiti e dalle conoscenze maturate in oltre 20 anni di attività, oltre che impegnato in prima linea soprattutto in tutto il periodo dell’emergenza Covid-19”. Non solo. Moro ha chiesto anche di avere chiarimenti sul fatto che “la stessa dott.ssa Bettelini ha anche impartito al dott. Piero Delogu l’ordine grave e immotivato di non partecipare alla Conferenza provinciale permanente della Protezione civile, convocata dal Prefetto di Sassari per il giorno 24 giugno 2021, laddove il medesimo aveva espressamente invitato nominativamente lo stesso dott. Delogu, in quanto “inserito nell’Elenco d’emergenza di protezione civile di questa Prefettura, in qualità di direttore della Centrale operativa 118 di Sassari e Nord-Sardegna”. E che “per effetto di tale disposizione, al di là dell’evidente sgarbo istituzionale, nessun rappresentante della centrale operativa è intervenuto all’importante riunione con grave danno per l’immagine e la credibilità dell’Azienda”.

L’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, informatosi sulla vicenda, ha chiarito che la valutazione ottenuta dal dottor Delogu è stata di 82,4 centesimi, ritenuta più che positiva. A determinare tale valutazione ha concorso la valutazione di 9 su 20 per l’area comportamenti e scelte strategiche. I valutatori, ha spiegato Nieddu, hanno ritenuto di non trascurare che nel corso del 2020 il dirigente è stato oggetto di un provvedimento disciplinare.

Per quanto riguarda la riunione della Conferenza provinciale permanente della Protezione civile, l’assessore ha appreso che la dottoressa Bettellini, viste le argomentazioni oggetto della riunione, in particolare alle problematiche congiunte per l’erogazione dei Lea, vista la valenza strategica dell’argomento, il commissario Areus ha delegato il dottor Antonio Maria Soru, responsabile dell’Area organizzativa sanitaria di Areus e coordinatore della centrale operativa regionale. Il Prefetto ha ribadito la convocazione anche del dottor Delogu. Vista poi la impossibilità del dottor Soru di presenziare, il commissario Bettellini ha ritenuto che l’Areus non dovesse partecipare alla Conferenza, mettendosi a disposizione del Prefetto per un incontro successivo.

Il consigliere Moro ha voluto replicare in merito al procedimento disciplinare a carico del dottor Delogu, per un diverbio con un dipendente, che si è concluso con una conciliazione tra le parti. Questo episodio, ha detto Moro, non può in alcun modo giustificare una valutazione talmente negativa e punitiva, da costituire nei fatti, una sanzione non prevista dalla normativa di riferimento al codice etico di comportamento.

Il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Talanas, presidente della commissione Governo del Territorio, ha illustrato la Mozione 482 (Cocciu e più) “sulla necessità di incentivare la stabilizzazione dei lavoratori in utilizzo”

Talanas, in particolare, ha chiesto di stabilizzare i lavoratori in utilizzo, circa 377 persone che operano attraverso alcuni progetti negli enti locali e nell’Ats. L’origine dei lavoratori “in utilizzo” risale al 2011, quando con la legge regionale n. 1 del 2011, articolo 6, comma 13, fu prevista la “utilizzazione” da parte di enti pubblici o privati e la contestuale erogazione di un’integrazione al loro reddito, di un gruppo di lavoratori licenziati da diverse aziende private che percepivano gli ammortizzatori. La stessa norma precisava che le loro prestazioni non configuravano un rapporto di lavoro. Talanas ha ricordato che ci sono stati tanti altri provvedimenti di proroga e con la legge 22 del 2020 sono stati inseriti anche i lavoratori trimestrali di Forestas. Talanas ha ricordato che la proroga di questi progetti scadrà il 31dicembre e ha chiesto di conoscere che sorte avranno i lavoratori dopo tale data, cosa si vuole fare e se i contratti in essere verranno prorogati o modificati in tempo indeterminato. Per il consigliere bisogna cercare di stabilizzarli tutti per evitare che 377 lavoratori restino nel mondo del precariato senza un futuro certo.

L’assessora regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, si è datta d’accordo sulla necessità di arrivare a una soluzione. L’esponente dell’Esecutivo ha ricordato che si tratta di 377 lavoratori in utilizzo presso amministrazioni locali e Ats. Nel 2021 sono stati confermati i contratti uguali per tutti, nonostante le difficoltà legate al fatto che ci siano tanti enti coinvolti, per un importo annuo di 10 milioni di euro (circa 29.000 euro annui a lavoratore). Per Zedda è necessario trovare una soluzione definitiva e costruire, con il Consiglio, il percorso da seguire per i prossimi tre anni, con il coinvolgimento degli enti interessati. L’assessora ha annunciato di aver già preparato una possibile soluzione normativa e ha auspicato che venga presa in esame dal Consiglio al più presto. Zedda ha anche ricordato che la Legge Madia si potrà utilizzare fino al  31 dicembre 2021.  Il presidente Talanas si è detto soddisfatto: “Apprendo che i lavori sono a buon punto. Chiedo che il testo arrivi all’esame di quest’Aula nel minor tempo possibile”.

Il vice presidente Comandini ha dato la parola al consigliere del Pd, Salvatore Corrias, per l’illustrazione della Mozione 477 (Ganau e più) “sullo stato di attuazione della procedura di inserimento del Porto di Arbatax nell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna”.

Corrias, in particolare, ha chiesto se ci siano novità sul percorso che deve portare lo scalo marittimo di Arbatax a porto di II categoria. Per Corrias si tratta un’emergenza: Arbatax è un porto che rischia di morire, mentre dovrebbe diventare un porto moderno, di rango nazionale. Vista la distanza di 73 miglia marine dal Porto dì Olbia e di circa 80 miglia marine da quello di Cagliari, lo scalo ogliastrino si pone in una posizione mediana tra i due costituendo un nodo strategico di completamento della rete degli scali isolani. 

L’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde, ha ricordato che si tratta di un tema ben noto a tutti e che Arbatax è un porto strategico per tutta la costa orientale. Todde ha ricordato che l’assessorato ha fatto tutti i passi formali necessari e che il tavolo, convocato ad agosto scorso, ha espresso parere favorevole al passaggio dello scalo ogliastrino a porto di II classe. Todde ha annunciato che è calendarizzato il cambio normativo. E’ importante che il Governo dia risposte a un territorio spesso maltrattato, ha detto. Un territorio che ha prospettive di sviluppo importanti sia per il trasporto passeggeri sia per il turismo.

Corrias non si è detto soddisfatto dal punto di vista politico perché il porto è ancora avvolto dalla nebbia dell’incertezza anche per quanto riguarda la continuità territoriale marittima. Corrias ha chiesto che sull’argomento venga coinvolta l’Aula. Il consigliere del Pd ha, anche, ricordato anche che ci sono due proposte di legge in discussione nella commissione competente della Camera dei deputati. (eln)

Dopo l’on. Corrias ha preso la parola l’on. Ciusa (Cinque stelle)  che ha sollevato il tema dei «lavoratori delle pulizie e sanificazioni degli uffici pubblici regionali, sempre in una condizione di precarietà e sempre su proroghe del vecchio contratto ogni volta a ribasso. Vorrei sapere cosa intende fare la giunta per garantire dignità e trasparenza ai lavoratori».

In risposta l’assessore Quirico Sanna (Enti locali) ha detto: «La Regione avrà cura affinché venga assicurata la continuità lavorativa a tutti gli addetti attualmente occupati e col medesimo monte ore settimanale, per non aggravare le situazioni di precarietà lavorativa già esistenti”.  Per l’interrogante “è assolutamente necessario che le promesse dell’assessore abbiano un seguito».

E’ intervenuto poi l’on. Michele Cossa (Riformatori), che ha sollevato il tema della nave gasiera che sarà ormeggiata stabilmente a Portovesme. «Il Comune si è sempre detto contrario e non si capisce perché la gasiera debba essere ubicata proprio a 10 km da Carloforte e uno appena dal centro abitato di Portoscuso, con evidenti profili di rischio. Perfino l’Enel ha dubbi sull’utilità della scelta del gas come atto di politica energetica. Mi chiedo se la Giunta non debba porre questi temi davanti al governo centrale per cercare soluzioni alternative sul fronte dell’approvvigionamento energetico».

In risposta, l’assessore Anita Pili (Industria) ha detto: «La Giunta è impegnata da due anni e mezzo sul fronte delle politiche energetiche. E’ chiaro che la voce di un sindaco e delle popolazioni vada ascoltata. Ma è anche chiaro che dobbiamo sostenere sotto il profilo energetico tutte le attività presenti in quel territorio e anche quelle da aiutare a ripartire. Porteremo all’attenzione del ministro la problematica di Portovesme e incontreremo la comunità e il sindaco per spiegare il progetto».

In replica l’on. Cossa si è detto soddisfatto: «Colgo dalla risposta dell’assessore un impegno concreto in un ambito che non è di competenza della Regione ma del Governo. E’ importante che la Regione segua questo percorso sino al decreto del ministro».

Dai banchi del Pd l’on. Salvatore Corrias ha rivolto un’interrogazione sui ritardi dei bandi Gal, compreso quello dell’Ogliastra, previsti dai regolamenti comunitari. «I ritardi di Argea sono noti anche se qualcosa da gennaio si è mosso. Vorremmo che la Giunta rispondesse su tutti i bandi bloccati, per sapere come intende muoversi per risolvere il problema», ha detto l’oratore rivolgendosi all’assessore all’Agricoltura, Gabriella Murgia.

In risposta, l’esponente dell’esecutivo ha detto: «Grazie a una convenzione firmata da pochissimo i Gal sono autonomi e Argea si limiterà esclusivamente ai pagamenti e siamo convinti che così si accorceranno notevolmente i tempi».

L’on. Corrias ha replicato: «Insoddisfatto perché sappiamo sì delle convenzioni appena sottoscritte ma sappiamo anche dei vostri ritardi. Ci sono 57 bandi fermi al palo, a danno delle imprese e dei territori visto che la spesa pubblica è ferma».

Il vicepresidente Comandini ha dichiarato conclusi i lavori dell’Aula, che sarà riconvocata a domicilio. (c.c.)

 

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