Nota stampa della seduta n. 160

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 160 – Antimeridiana
Martedì 13 luglio 2021

Approvata all’unanimità la proposta di legge n. 276 (OPPI e più) “Incremento delle risorse per il finanziamento dei contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali di cui alla legge regionale n. 6 del 2020

Approvato un ordine del giorno sulla necessità di destinare un numero congruo di borse di studio per la frequenza delle scuole di specializzazione non mediche

Approvato un ordine del giorno che chiede al Parlamento l’introduzione di modalità di contenimento su tutto il territorio nazionale della fauna selvatica nociva, con specifico riferimento alla specie cinghiale

Il Consiglio regionale sarà convocato a domicilio

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il presidente ha comunicato che il consigliere Domenico Gallus, presidente della commissione Sanità, ha formalizzato la sua uscita dal gruppo Udc-Cambiamo e l’adesione al gruppo del Psd’Az. Successivamente il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la Proposta di legge n.276 – Incremento delle risorse per il finanziamento dei contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali di cui alla Legge regionale 6/2020 – sottoscritta da tutti i capigruppo consiliari con procedura d’urgenza in base all’art.102 del regolamento. (Af)

Il primo firmatario della proposta di legge n. 276, Giorgio Oppi (Udc) ha quindi illustrato il provvedimento sottoscritto da tutti i presidenti dei gruppi consiliari ed approdato all’esame dell’Aula con la procedura d’urgenza ed il ricorso all’articolo 132 del regolamento. L’esponente della maggioranza ha ricordato inoltre l’unificazione dei testi a suo tempo presentati dai consiglieri Udc e Progressisti e non ha mancato di sottolineare il contributo delle minoranza per incrementare il numero delle borse di studio per gli specializzandi. «Abbiamo ottenuto positivi risultati con la legge n. 6\2020 – ha dichiarato il leader dei centristi – ed oggi aumentiamo da 30 a 200 le borse per i medici e da 6 a 62 quelle dell’area non medica». Oppi ha anche ricordato gli stanziamenti 5 milioni nel 2021, 10 milioni nel 2022 e 15 milioni nel 2023 ma soprattutto ha insistito sulla tempestività della norma in considerazione della scadenza del 20 luglio, per lo svolgimento del concorso nazionale («nelle due settimane precedenti la Regione deve comunicare i contratti aggiuntivi»). In conclusione del suo intervento l’onorevole Oppi ha ricordato la carenza del personale nelle strutture ospedaliere “soprattutto in quelle delle aree rurali”.

Il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, ha evidenziato l’impegno della minoranza per l’approvazione della norma ed ha riaffermato l’esigenza di interventi strutturali sia per quanto attiene la formazione professionale, sia per quanto riguarda l’attenzione verso tutti i territori della Sardegna. L’esponente del centrosinistra ha quindi auspicato una puntuale verifica sui reali fabbisogni delle diverse specialità mediche ed ha affermato: «Con questa legge consentiamo ai nostri giovani medici di poter servire le loro comunità e il nostro sistema sanitario». L’onorevole Agus ha inoltre posto l’accento sulle difficoltà nell’accreditamento delle scuole di specializzazione in Sardegna e sull’opportunità di “una puntuale verifica degli effetti della legge”.

«Una legge giusta e doverosa», l’ha definita la consigliera del Psd’Az, Elena Fancello, che ha imputato alle limitazioni nell’accesso alle borse di specializzazione anche “la carenza dei medici nell’Isola”. «Serve una programmazione a lungo termine – ha affermato l’esponente della maggioranza – e norme che riformino il sistema del reclutamento dei medici». L’onorevole Fancello ha auspicato l’abolizione del numero chiuso nelle iscrizioni nella facoltà di  Medicina: «Dobbiamo sopperire alla carenza di medici nei nostri ospedali». Più articolato l’intervento del capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, che ha evidenziato l’approvazione in extremis del provvedimento ed ha criticato la programmazione nazionale e regionale delle borse di studio per gli specializzandi («manca una valutazione approfondita delle borse sulla base alle esigenze delle singole specialità mediche»). L’altro tema sollevato dall’esponente della minoranza ha riguardato il problema degli specializzandi sardi che frequentano scuole di specializzazione non presenti in Sardegna («cito ad esempio pneumologia e pediatria»). L’onorevole Ganau ha inoltre evidenziato anche l’opportunità di una migliore programmazione per l’accesso alle scuole di specializzazione dell’area non medica, ribadendo inoltre la necessità di incrementare l’accesso anche ai medici di medicina generale.

Ha salutato con favore la norma anche il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, che ha ricordato le difficoltà del sistema sanitario sardo davanti all’incedere della pandemia ed ha ricordato il “dovere del Consiglio per proporre soluzioni ai problemi”. «Questa legge – ha dichiarato l’esponente della minoranza  – è una buona risposta per coloro che hanno combattuto nella trincea del Covid e che non abbiamo esitato a definire eroi nei giorni più difficili della pandemia». Una puntuale verifica sulle scuole di specializzazione è stata auspicata dal consigliere Massimo Zedda (Progressisti) che, in apertura del suo intervento, ha insistito sulla collaborazione offerta dai gruppi delle opposizioni per l’approvazione di una norma che incrementa sostanzialmente il numero delle borse per gli specializzandi. Massimo Zedda ha inoltre invitato Università e Regione a presentarsi unita nel confronto col ministero ed ha posto l’accento sull’abbandono dei presidi ospedalieri di alcuni territori “per la mancanza di una formazione continua”.

«Meglio tardi che mai», ha attaccato la consigliera del M5S, Desirè Manca, facendo riferimento all’approvazione in extremis del provvedimento “soltanto per la collaborazione e il senso di responsabilità dimostrato dai gruppi di minoranza”.«Siamo al fianco degli specializzandi – ha dichiarato la consigliera 5 Stelle – e davanti ai temi importanti per i sardi dismettiamo le nostre appartenenze partitiche ma non dobbiamo sottacere il fatto che questa legge è un’altra pezza che mettiamo al disastro sanitario in Sardegna».  «I problemi del sistema sanitario sardo – ha replicato il consigliere della Lega, Pierluigi Saiu – derivano dalla carenza dei medici e dallo squilibrio nella distribuzione del personale medico nei diversi territori dell’Isola». «Serve aumentare le borse per gli specializzandi per incrementare il numero dei medici  – ha insistito l’esponente del centrodestra – ma serve anche distribuire i medici in tutta le realtà sarde». Saiu ha fatto riferimento anche ai problema della sanità nuorese ed ha ribadito l’opportunità “di incentivi per consentire alle strutture più periferiche di poter contare su un numero maggiore di medici specializzandi”. (A.Mo)

Annalisa Mele, sempre della Lega, ha messo l’accento sul fatto che, con la legge, si sta intervenendo sui contratti del triennio 2020-2023 ma, in prospettiva, occorre ampliare i posti della medicina di base perché in tal modo si migliorerà ancora di più l’efficienza del sistema. Già nella legge approvata a luglio, ha ricordato, era stata prevista una misura simile sia per le professioni mediche che per quelle non mediche: quel provvedimento va ripreso e rilanciato.

Ha assunto la presidenza del Consiglio il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Il consigliere del M5S Alessandro Solinas, dopo aver sottolineato l’importanza della convergenza unitaria del Consiglio in materia di sanità, ha auspicato che questa convergenza possa manifestarsi in altre situazioni. La Provincia di Oristano, ha proseguito, è quella fra le più colpite dalle carenze strutturali di personale sanitario specializzato e proprio questa vicenda fa capire che, una volta intervenuti sulla formazione, bisogna operare superando l’arco di una legislatura, con aumento di organici, migliori condizioni di lavoro, distribuzione più razionale e meritocratica delle risorse e delle competenze professionali sul territorio.

Rossella Pinna, a nome del Pd, si è soffermata sul lavoro svolto dal suo gruppo sulla sanità sarda, in commissione, in Aula e nella società. Il nostro sistema, ha sostenuto, è al tracollo e proprio stamattina si è tenuto a Guspini un sit-in di protesta nel quale la comunità ha chiesto ancora una volta di essere ascoltata perché per due settimane consecutive è rimasto chiuso quasi senza preavviso o giustificazione il servizio di guardia medica. Bene quindi incrementare le borse di studio, ha continuato, ma subito dopo bisognerà verificare in modo puntuale l’attuazione della legge sulla quale, peraltro, avrebbe dovuto vigilare un osservatorio previsto dalla normativa nazionale del quale non si conosce l’attività relativa alla Sardegna. Dai dati disponibili comunque, ha concluso, mancano quelli della medicina generale, nella quale pare che il fabbisogno sia coperto solo fino al 50% ed è chiaro che bisogna fare molto di più.

Per i Progressisti, Maria Laura Orrù ha definito importante il momento unitario del Consiglio che ha portato ad una forte condivisione della legge che, però, deve essere anche una occasione per riflettere sul significato degli investimenti in sanità, attraverso i quali bisogna incidere in profondità su tutti i territori della Sardegna anche per intercettare gli ingenti finanziamenti europei sulle strutture ospedaliere, vecchie e nuove. La Orrù ha poi auspicato una attenzione particolare ai servizi territoriali pubblici, con priorità alla medicina di base come chiedono i Sindaci di alcuni territori dell’entroterra, alla rete di assistenza domiciliare, ai consultori pubblici, alle tecnologie informatiche, al rafforzamento dei processi di prenotazione ed alla riduzione delle liste d’attesa.

Ancora per i Progressisti il consigliere Antonio Piu ha affermato che la legge affronta una emergenza vera, addirittura drammatica per le carenze di alcune specialità. Forse, ha rilevato, oggi il Consiglio compie un primo atto di coraggio con cui si affronta un problema con prospettiva di lungo periodo. Il sistema, ha constatato Piu, fa acqua anche negli ospedali più importanti, e a Sassari 4 scuole sono state ammesse con riserva, fatto che fra alcuni anni potrebbe evidenziare carenze ancora più preoccupati in alcune specialità. Inoltre, ha aggiunto il consigliere, molti medici una volta conseguito il titolo vanno via e sulla nostra Regione pesa ancora molto la “mobilità” sanitaria verso il Nord, tendenza che dobbiamo invertire per dare ai sardi un vero diritto alla salute.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha parlato di “provvedimento importante” che non può essere sminuito anche perché prevede un impegno finanziario di non poco conto, soldi comunque spesi bene, che vanno ad incidere su un sistema ereditato dal passato che continua a e generare debiti e comunque ha retto complessivamente bene l’attacco della pandemia che messo in ginocchio sistemi molto più solidi di quello sardo. Non mi piace, ha lamentato Mula, la stampa che si esercita in evidenti forzature a proposito di attriti sulla prima firma del collega Oppi cosa assolutamente non vera in un clima nel quale tutti hanno lavorato bene, maggioranza ed opposizione. Mi auguro, ha detto ancora Mula, che questo provvedimento sia seguito da altri soprattutto per dare al sistema sanitario un nuovo equilibrio territoriale che non è solo Nuoro od Oristano, è un fatto  purtroppo generalizzato che bisogna cambiare perché i territori meritano da parte di tutti una attenzione diversa.

A nome della Giunta l’assessore della Sanità Mario Nieddu, dopo aver ringraziato il Consiglio per un provvedimento dovuto che ha trovato grande sensibilità in tempi strettissimi, ha ricordato che le borse di studio erano già state aumentate fino a 200 l’anno scorso, in collaborazione con le  portate con Università sarde, riconoscendo comunque che il problema va seguito con la massima attenzione ogni anno, anche perché si ha a che fare con normative nazionali piuttosto rigide. Soffermandosi sul sistema sanitario regionale Nieddu ha affermato che vive una continua emergenza, con tante “falle” che si aprono ogni giorno per effetto di pensionamenti, malattie, permessi ex legge e 104, elementi dai quali nasce buona parte dello squilibrio che stiamo cominciando ad invertire guardando al futuro e a risultati concreti che ci aspettiamo nei prossimi quattro o cinque anni. Sempre sul piano generale, ha concluso Nieddu, stiamo sollecitando il Governo in conferenza delle Regioni a due misure strutturali: la revisione del Dm70 ed un pacchetto di interventi straordinari di modifica dei contratti collettivi (è già stato insediato un tavolo tecnico) che consentano l’utilizzo flessibile dei medici a seconda delle necessità. Quanto alla medicina di base, ha detto infine, abbiamo ottenuto un aumento di 25 unità ma il problema resta quello della copertura delle cosiddette “sedi non appetibili”.

Successivamente il Consiglio ha approvato all’unanimità il passaggio all’esame degli articolo e, a seguire, tutti gli articoli della legge.

Ha riassunto la presidenza dell’Assemblea il presidente Michele Pais.

Prima dello scrutinio finale, per dichiarazione di voto, hanno preso la parola i consiglieri Gian Filippo Sechi di Udc-Cambiamo, che ha messo in luce l’impegno del suo gruppo per i giovani laureati sardi e l’obiettivo generale di migliorare la sanità sarda, Dario Giagoni della Lega, che ha sostenuto il valore degli interventi votati dal Consiglio l’anno scorso anche come netta inversione di tendenza rispetto al passato, e Michele Cossa dei Riformatori che, oltre al provvedimento importante sulle borse di studio, ha auspicato azioni molto incisive e di sistema per modificare, anche in base all’esperienza della pandemia, il rapporto dei servizi sanitari fra ospedale e territorio. (Af)

Sempre per dichiarazione di voto è intervenuto  Gianfranco Ganau (Pd)  che ha ribadito il voto favorevole del suo gruppo alla PL. L’ex Presidente del Consiglio è stato molto critico nei confronti dell’intervento del  capogruppo della Lega Dario Giagoni. E’ sbagliato – ha detto – chiudere una discussione rivendicando ruoli. Questa Proposta di Legge è di tutti, non è attribuibile a nessuna maggioranza.

Per Fausto Piga (Fratelli d’Italia) si tratta di un provvedimento importante a favore della sanità ed  è un cambio di passo decisivo rispetto al passato. Il Covid non ha fatto altro che accentuare una situazione già disastrata. Con piacere  – ha affermato Piga – registro un clima di collaborazione in quest’aula. Oggi stiamo mettendo le basi per la sanità del futuro.

Francesco Agus (Progressisti) ha ribadito il voto favorevole del suo gruppo. Tanto favorevole – ha aggiunto –  che abbiamo ritirato la nostra proposta per essere cofirmatari della proposta di legge in approvazione. Voglio sottolineare che senza la nostra proposta avremmo perso il treno. Invito i colleghi della maggioranza ad evitare mistificazioni e falsità.  

Eugenio Lai (Leu), ribadendo il voto a favore, ha sottolineato che  se l’opposizione non avesse dato il 102 questo provvedimento non sarebbe stato discusso e approvato. La giornata di oggi deve essere costruttiva e non basata su sterili polemiche. Proviamo ad essere costruttivi e leviamo le bandierine che servono a ben poco.  Desirè Manca (M5S) è poi intervenuta per affermare che su questi temi non ci deve essere l’appartenenza politica.   L’aula ha poi approvato  l’ordine del giorno n.1, a firma di tutti i Capigruppo,  sulla necessità di destinare un numero congruo di borse di studio per la frequenza delle scuole di specializzazione non mediche. Via libera all’unanimità anche alle PL 276. (R.R.)

Il presidente Pais ha, poi, annunciato che è stato presentato, nell’ambio della discussione sulla proposta di legge 98/A (Piras e più) “ (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia in Sardegna)”, un ordine del giorno che chiede al Parlamento l’introduzione di modalità di contenimento su tutto il territorio nazionale della fauna selvatica nociva, con specifico riferimento alla specie cinghiale. Il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, ha chiesto una sospensione di cinque minuti per un confronto con i capigruppo di maggioranza. I lavori sono stati sospesi. Al rientro in aula il consigliere della Lega Andrea Piras ha chiesto di aggiungere la sua firma al testo dell’ordine del giorno. Il presidente Pais ha messo in votazione l’ordine del giorno, che è stato approvato. Il Consiglio regionale sarà convocato a domicilio. (Eln)

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