Nota stampa della seduta n. 149

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 149 – pomeridiana
Giovedì 20 maggio 2021

Dl. 107 (Giunta) approvati gli articoli 9 e 9 bis

Il Consiglio si riunirà martedì, 25 maggio, alle 11.

La seduta del Consiglio si è aperta alle 16,40 con la prosecuzione dell’esame del Dl n.107 “Norme urgenti per il rilancio delle attività di impulso, coordinamento ed attuazione degli interventi della Giunta regionale e di riorganizzazione della Presidenza della Regione”. La discussione è ripresa dall’articolo 9 che abroga alcune disposizioni della leggi n.31 e 32 del 1998, della legge 22 del 1990, della legge 11 del 2006 e della n.24 del 2014.

Preoccupazione per i contenuti dell’articolo è stata espressa dal consigliere dei Progressisti Massimo Zedda. Si prevede l’azzeramento dell’Ufficio Stampa per sostituire qualche componente – ha detto Zedda – quanto ai costi, dai calcoli fatti i costi sembrano nettamente superiori a quelli indicati. chiederemo in sede di valutazione finanziaria quali saranno i costi per ogni nuova figura a partire dal segretario generale. Come gruppo abbiamo presentato un emendamento che impedisce a assessori e capi di gabinetto di nominare parenti stretti».

Anche Desirè Manca (M5S) ha espresso le sue perplessità: «Sono rimasta colpita da alcuni emendamenti. Finalmente abbiamo la tabella relativa alla parte finanziaria, mentre la leggevo la prima cosa che mi ha colpito è la firma all’emendamento. E’ stato presentato solo da una parte della maggioranza. Due sono le cose: o il personale non verrà pagato o questa tabella non corrisponde al vero. Voi parlate di un costo totale di 3,5 milioni di euro per tutte le nuove nomine previste dalla legge. C’è qualcosa che non quadra, lo spostamento del personale comporterà costi aggiuntivi».

Critica anche Maria Laura Orrù (Progressisti): «I costi per i lavoratori saranno molto più alti di quelli prospettati, lo abbiamo sperimentato in Consiglio con i comandati in carico ai gruppi consiliari – ha detto Orrù – questa legge è davvero impegnativa per il periodo che stiamo vivendo. Questa norma che ci sta tenendo occupati da lungo tempo nonostante i problemi che sta vivendo la Sardegna. Quello che serve alla Sardegna non è l’improvvisazione ma uno sforzo di lungo termine per programmare il futuro mettendo in campo le energie migliori».

Per Roberto Li Gioi (M5S) la legge andrebbe ritirata: «La tabella finanziaria non è firmata dall’Assessore Fasolino e nemmeno da tutti i capigruppo di maggioranza, nel documento mancano le firma di tre forze politiche – ha detto Li Gioi – come mai tre capigruppo hanno deciso di non firmarlo? C’è una sola risposta: chi non ha firmato ha capito che non poteva mettere la propria faccia a difesa di un obbrobrio». (Psp)

 

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha parlato di emendamenti peggiorativi di una legge già impresentabile, uno dei quali vorrebbe rendere intoccabili solo alcuni dirigenti provenienti da magistrature ordinarie e contabili, e lo stesso vale per la norma relativa all’ufficio stampa sulla quale hanno preso posizione sindacato ed ordine dei giornalisti; è un teatro, ha sintetizzato il consigliere, dove mandare in scena una “notte dei lunghi coltelli” che mortifica il Consiglio. Oggi, ha proseguito, si discuterà un emendamento alla norma finanziaria senza la tabella che non c’è mentre, a fronte dei 6 milioni (comunque sottostimati), sono “spariti” i 2.5 milioni dei comandati che però aumenteranno.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ribattuto alle accuse dell’opposizione affermando che i 60 giorni di dibattito, al netto delle difficoltà della maggioranza che comunque ha il dovere di amministrare, sono responsabilità dell’opposizione che ha utilizzato strumenti regolamentari legittimi dilatando però la tempistica. Forse ci potevamo risparmiare qualche giorno, ha osservato, per occuparci di provvedimenti diversi, come il bilancio: attenzione comunque ad abusare della definizione di “amici degli amici” perché nel passato ci potrebbero essere sorprese, che nessuno dia lezioni di morale.

Ha riassunto la presidenza dell’Assemblea il presidente Michele Pais.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, rispondendo a Mula, ha sostenuto che quando si citano condotte immorali è meglio indicare le circostanze senza “sparare nel mucchio” visto che si tratta di atti pubblici. Ci sarebbe da fare molto altro, ha continuato Agus, a cominciare dalla variazione bilancio che noi siamo pronti a discutere, ma il problema è che prima deve essere approvata dalla Giunta e questo è un problema della maggioranza; va ricordato inoltre che, purtroppo, ci sono “in coda” altre cose che pure chiedevano anche alcune forze di maggioranza, come piano casa e concessioni demaniali.

Desirè Manca, del M5S, ha ricordato che il Consiglio è in ostaggio da 55 giorni con una legge vergognosa sulla quale la maggioranza si è arroccata a dispetto delle tante emergenze della Sardegna; si parla solo delle vostre nomine e del potere che acquisirà il presidente della Regione, tralasciando sanità, vaccinazioni, lavoro e progetti per il Recovery.

Sempre per il M5S il consigliere Alessandro Solinas ha detto che è per certi aspetti vero che il Consiglio ha perso tempo, ma non del tutto perché la nostra opposizione ha fatto emergere le vostre scelte completamente sbagliate, non certo strategiche come sostiene qualcuno, in un periodo di pandemia e di grande sofferenza della società sarda. La legge 107 e la volontà di migliorare l’azione amministrativa, ha concluso, sono una contraddizione in termini, anche perché l’esperienza negativa registrata fin qui ha portato all’interno della Regione persone privi di requisiti e competenza.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai ha invitato la maggioranza a non lanciare accuse a vuoto, perché è inaccettabile che la maggioranza dica che l’opposizione ha beneficiato di provvedimenti, per cui il capogruppo del Psd’Az faccia i nomi o chieda scusa: quanto alla responsabilità l’opposizione l’ha dimostrata votando una finanziaria in brevissimo tempo.

Il presidente Pais ha invitato tutti i consiglieri a non lanciare messaggi “obliqui” che gettino ombra nei confronti dei consiglieri, ed ha rivolto all’Aula un appello ad avere un contegno adeguato al ruolo istituzionale svolto.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha invitato tutti a stare ai fatti, e i fatti dicono che ordine dei giornalisti e sindacato hanno espresso “stupore e preoccupazione” per l’emendamento che altera il sistema di garanzie e l’autonomia dei giornalisti, violando i contratti di lavoro. Non è chiaro, ha spiegato poi Zedda, quali figure non giornalistiche debbano operare all’interno dell’ufficio stampa, figure che comunque non hanno l’obbligo di rispettare la verità sostanziale dei fatti, e l’unica spiegazione possibile è che si voglia abbattere il confine fra informazione e propaganda.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco ha detto di non capire perché Mula non faccia nomi e cognomi; così ci sentiamo tutti accusati senza aver fatto niente, vanno respinte le accuse lanciate nel vuoto e va recuperato un rapporto improntato alla chiarezza.

Al voto, l’emendamento n.405 (uguale al 650 e 842) è stato respinto.

Dopo aver annunciato la decadenza di alcuni emendamenti, il presidente ha aperto la discussione sull’emendamento n.407. Hanno parlato a favore i consiglieri Massimo Zedda e Francesco Agus (Progressisti) e Desirè Manca del M5S. Al voto l’emendamento n.407 è stato respinto. A seguire, è stato esaminato l’emendamento n.660. I consiglieri Desirè Manca (M5S), Massimo Zedda (Progressisti) e Gianfranco Ganau (Pd) hanno annunciato il voto favorevole. Al voto l’emendamento n.660 è stato respinto.

Subito dopo sono iniziate le dichiarazioni di voto sul testo dell’art. 9. Si sono pronunciati contro il testo i consiglieri Maria Laura Orrù, Gian Franco Satta e Massimo Zedda (Progressisti). Al voto, il Consiglio ha approvato il testo dell’art.9. (Af)

Il Consiglio è poi passato all’esame degli emendamenti aggiuntivi. L’emendamento 437 è stato trasferito all’articolo 11. L’Aula ha approvato l’emendamento 1281 (Deriu) all’emendamento 2 (Deriu), che aggiunge all’emendamento 2 il seguente testo: “In ogni caso, fino all’istituzione delle nuove fondazioni, permane l’attuale assetto organizzativo, istituzionale e amministrativo dei consorzi al fine di salvaguardare la continuità dell’esercizio delle funzioni amministrative e di curare gli adempimenti necessari alla fase di transizione patrimoniale. Al Commissario in carica alla data di entrata in vigore della presente legge sono attribuiti i poteri di “commissario ad acta” per i bandi POR wine e borghi”. Approvato anche l’emendamento 2 (Deriu) che all’articolo 9, comma 1 è aggiunta la lettera “e bis) sono abrogati i commi da 1 a 14 dell’articolo 8 della legge regionale 5 novembre 2018, n. 40 Disposizioni finanziarie e seconda variazione al bilancio 2018-2020”.

Sull’emendamento 1086 (Mula) il presidente Pais ha affermato che c’era l’invito al ritiro da parte del relatore. Messo in votazione l’emendamento 1086 è stato approvato. Il testo prevede l’inserimento al comma 1 dell’articolo 9 la lettera “e bis) l’articolo 8 della legge regionale 7 gennaio 1977. N 1 “norme sull’organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali”.  E’ stato bocciato l’emendamento 377 che ha fatto decadere gli altri emendamenti. –

L’Aula è passata all’esame dell’articolo 9 bis e relativi emendamenti. L’on. Massimo Zedda (Progressisti) ha detto: “Si tratta delle disposizioni finali ed è incredibile che scriviate che la Regione attua le presenti norme nell’ottica del contenimento della spesa”.

Per il collega Francesco Agus “state utilizzando poteri aggiuntivi attribuiti alle Regione per farvi gli affari vostri. E si capisce dall’emendamento 3. Questo blitz ha più l’aria di un regolamento interno”.

Dai banchi del Pd l’on. Rossella Pinna ha preso la parola: “Dalla mia vita politica i miei parenti hanno avuto soltanto svantaggi e rispedisco al mittente le accuse offensive che sono state mosse verso di noi dall’onorevole Mula. E’ chiaro che state ripristinando i vostri equilibri politici con un azzeramento accompagnato dal rimpasto in giunta e dalla resa dei conti. Ha ragione chi dice che questo è l’emendamento Sardara”.

L’emendamento 438 è stato approvato. Sull’emendamento 1279 l’on. Agus ha detto: “Avendo già detto il peggio possibile di questa legge non ho altro da dire ma rimane il fatto che ancora una volta state creando le condizioni per rendere impugnabile questa legge”. Della stessa opinione l’on. Massimo Zedda: “State facendo un pasticcio enorme e vedrete che chi verrà sostituito farà ricorso e lo vincerà”. L’on. Eugenio Lai (LeU) ha chiesto lumi “sulla reale dotazione di questa legge” mentre il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha aggiunto: “Con questo emendamento state marcando definitivamente lo scandalo, falsificando i costi di questa legge, che sono ben oltre i sei milioni di euro”.

Come l’on. Manca (Cinque stelle) per LeU l’on. Daniele Cocco ha chiesto alla giunta di fornire la relazione tecnica in commissione. “In difetto siamo davanti a un falso e mi chiedo se gli uffici non abbiamo precisi obblighi”. Per l’on. Corrias (Pd) “non releghiamo la giunta nel girone dei falsari ma è certo che state consegnando tutto il potere agli assessori di turno. Meglio tornare in commissione e quantificare davvero la spesa”. Sempre dall’opposizione l’on. Solinas (Cinque stelle) ha detto: “Siamo all’Ok Corral e finalmente gettate la maschera”.

L’emendamento 1279 è stato approvato mentre sul 1276 (parenti e conviventi dei nominati) l’on. Zedda ha chiesto il voto segreto. L’emendamento è stato respinto. (c.c.)

Annunciato l’esame dell’articolo 10, su richiesta del consigliere dell’Udc, Giorgio Oppi, si è tenuta una conferenza dei capigruppo per  decidere la prosecuzione dei lavori. Alla ripresa, il consigliere di Fi, Giuseppe Talanas, ha avuto uno scambio di battute col presidente del Consiglio in ordine ad alcune frasi pronunciate all’indirizzo dei consiglieri azzurri e il presidente Pais, dopo essersi scusato con il consigliere Talanas, ha dichiarato conclusi i lavori ed ha annunciato la convocazione dell’Aula per martedì 25 maggio alle 11. (A.M.)

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