Nota stampa della seduta n. 146

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 146 – Pomeridiana
Martedì 18 maggio 2021

Dl 107 (Giunta): approvato l’articolo 7

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il presidente ha sospeso brevemente i lavori per far decorrere il termine regolamentare entro il quale si può procedere alla prima votazione.

All’ordine del giorno del Consiglio l’emendamento n.1085 (Salaris e più) collegato all’art.7 (Compiti degli uffici di Gabinetto) del Dl n.107 sulla riorganizzazione della presidenza della Regione. Per l’emendamento n.1085 è stata chiesta ed ottenuta dall’opposizione la votazione “per parti” e, nella seduta di questa mattina, l’Aula ha approvato i primi due paragrafi del testo ed il terzo fino alla “lettera C” compresa.

Alla ripresa, sull’ordine dei lavori, il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha chiesto di valutare l’istituzione di una sessione del Consiglio dedicata ad interpellanze ed interrogazioni, collocata magari in uno spazio all’interno delle sedute anziché in un giorno fisso.

Il presidente ha risposto che, d’intesa con i capigruppo, sarà individuata una giornata da dedicare alla seduta di “question time”, che inizierà quanto prima programmandola in accordo con la Giunta.

Sull’ordine del giorno, relativo alla lettera D dell’emendamento n.1085, il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha sostenuto che inserire il “comitato per la legislazione” all’interno di una norma della Giunta si traduce in una prevaricazione del Consiglio e del suo ruolo legislativo; in concreto, può succedere che un comitato di non eletti spiegherà agli eletti come si fanno le leggi, meglio potenziare gli uffici del Consiglio.

Sempre per i Progressisti, il consigliere Massimo Zedda ha ricordato che il centro destra aveva assunto nei giorni scorsi l’impegno di presentare una tabella con l’aggiornamento dei costi reali della legge, impegno rimasto sulla carta anche perché la stessa legge non fissa un “tetto” delle persone da assumere, per cui i costi saranno visibili solo per alcune figure mentre per altri la spesa sarà in crescita.

Ancora per i Progressisti, Maria Laura Orrù ha ugualmente contestato alla maggioranza di non aver prodotto nessun documento sulla effettiva copertura finanziaria della legge, limitandosi ad annunciare in alcune dichiarazioni un generico ridimensionamento dei costi. Quanto al comitato di legislazione, la Orrù ha lamentato che possa intervenire anche nella fase di approvazione delle leggi, una prerogativa che indubbiamente appartiene al Consiglio.

A nome del M5S. il consigliere Roberto Li Gioi ha definito la parte del testo in discussione forse la meno impresentabile, perché i continui fallimenti normativi fin qui registrati dimostrano che c’è molto bisogno di migliorare la qualità legislativa; detto questo, la parte finanziaria resta quanto mai lacunosa, per nascondere l’aumento molto significativo della spesa regionale.

Laura Caddeo, dei Progressisti, ha ribadito le critiche del suo gruppo alla legge nel suo complesso, perché l’impianto del Dl n.107 poggia sull’idea sbagliata che la politica non possa esercitare la sua azione di governo per colpa dalla macchina amministrativa e possa quindi recuperare dignità solo con un investimento di 6 milioni di euro.

Al voto, la lettera D dell’emendamento è stata approvata con 29 voti favorevoli, 17 contrari  e 3 astenuti.

Successivamente è iniziata la discussione della lettera E (ufficio del cerimoniale).

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, riprendendo le considerazioni della collega Orrù, si è soffermato sulla prassi che prevede una delibera della Giunta allegata alla legge, passaggio che avviene spesso con molto ritardo. E’ vero, ha aggiunto, che il servizio è formato da personale interno ma rimane la domanda sul numero attuale degli addetti che passano da tre a cinque senza giustificazioni oggettive.

Per il M5S Desirè Manca, riconoscendo che non si assume personale esterno, ha osservato che comunque si sposta personale interno con costi in più, ancora una volta ingiustificati all’interno di una legge vergognosa che, in un momento di grande pandemia e crisi economica, pensa all’apparenza.

Roberto Li Gioi, dello stesso gruppo, ha detto che al di là delle valutazioni generali, la norma sul cerimoniale è quanto di più lontano dalle priorità della Sardegna, e produce in ogni caso maggiori spese.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha affermato che forse viene da sorridere nel sentire un po’ di tutto, il fatto è che il presidente eletto dai sardi e non nominato dal Consiglio deve poter contare su adeguate strutture di servizio. E’strano piuttosto, ha concluso, che nessuno pensi a staff ministri pieni di incapaci e, quanto all’annunciata tabella, ci sarà e dimostrerà spese dimezzate senza nessuna cambiale in bianco.

Laura Caddeo, dei Progressisti, ha sostenuto che le cerimonie sono importanti quando vissute con sentimenti di orgoglio ed appartenenza, tuttavia non c’è bisogno di aumentare la spesa ma di lavorare meglio.

Al voto, la lettera E è stata approvata con 19 voti favorevoli e 16 contrari.

Dopo lo scrutinio il presidente ha dichiarato la decadenza di numerosi emendamenti. Il Consiglio ha quindi ha iniziato ad esaminare alcuni emendamenti accantonati al momento della discussione dell’art.5.-

Primo emendamento in discussione il n.365

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha detto che, a questo punto del dibattito, la maggioranza si limita a parlare di costi alti ma non così alti come si vorrebbe far credere, mentre in realtà l’intera legge è già troppo e fuori luogo, a parte il fatto che si continua a lavorare senza dati e rimane il rischio di fare figuracce.

Desirè Manca, del M5S ha tenuto a precisare che nessuno ha parlato di funerali di lusso ma, in effetti, la delibera parla di funerali solenni; è una scusa dire che il presidente deve avere una dignità, anche perché la dignità non si misura certo sul numero degli addetti alla segretaria e tantomeno al servizio del cerimoniale.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha commentato che non è che una eventuale tabella con un costo inferiore cambia le cose; il vero problema è che, dopo un mese e mezzo, non si conoscono le coperture di una legge e non le conosce nemmeno la maggioranza.

Al voto, l’emendamento n.365 è stato respinto con 19 voti favorevoli, 26 contrari, e 2 astenuti.

Subito dopo è iniziato l’esame dell’emendamento n.983.-

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, favorevole, ha espresso dubbi su un certo numero di poltrone assegnate con funzione di “paracadute” per assessori scaricati da altre giunte od istituzioni, una classica manovra “politichese” e indecente peraltro in ballo da un anno.

Sempre per i Progressisti Maria Laura Orrù, favorevole, ha stigmatizzato l’attenzione di una parte della maggioranza per questa legge, segnale di una sorta di “risiko” che passa anche attraverso il rimpasto di Giunta.

Ancora per i Progressisti, Massimo Zedda ha parlato di una legge pensata in funzione della soluzione con soldi pubblici di problemi politici legati a personaggi in qualche modo da ripescare.

Il consigliere del M5S Alessandro Solinas ha sostenuto che ormai è evidente che lo scopo della legge non è quello di migliorare la macchina amministrativa regionale ma di costruire un sistema di “porte e finestre scorrevoli”.

Per i Riformatori il consigliere Michele Cossa ha sottoposto all’attenzione del Consiglio un ragionamento complessivo sulla legge, partendo dal dato dell’elezione diretta del presidente della Regione, elemento cardine di un sistema presidenziale con una serie di ricadute fra le quali l’aumento delle responsabilità, in evidente contrasto con un sistema istituzionale di molto precedente. E’giusto perciò fare una riforma complessiva, ha proseguito, ma è altrettanto giusto non aspettare tempi biblici ed inoltre occorre stare attenti ad argomenti e giudizi a priori, perché migliorare l’azione amministrativa e la produzione legislativa è necessario ed anche in questa occasione ci avrebbe risparmiato molti problemi. Il Consiglio, ha concluso, non ha un suo ufficio studi e questo è davvero pazzesco, è il vero costo della politica, fatto di inefficienza e leggi scritte male.

Il capogruppo sardista Franco Mula ha condiviso totalmente le argomentazioni del collega Cossa, aggiungendo che l’emendamento è frutto di preoccupazioni infondate, perché più che consiglieri ed assessori (che hanno comunque esperienza e spesso competenza) dovrebbero preoccupare le situazioni di “mogli e parenti”

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha proposto di escludere dal testo dell’emendamento il riferimento ai consiglieri regionali.

Il consigliere dei Progressisti Gian Franco Satta, favorevole, ha sottolineato che il collega Mula ha implicitamente ammesso che la necessità dei “ripescaggi” esiste e, a suo giudizio, blocca e rallenta molte altre cose.

Il consigliere di Udc-Cambiamo Giorgio Oppi ha ricordato ad Agus che una parte del suo emendamento è sbagliata perché esiste già una norma che impedisce ai consiglieri regionali di assumere incarichi entro i primi due anni dalla scadenza del mandato.

Al voto, l’emendamento n.983 è stato respinto con 18 voti favorevoli, 30 contrari e 2 astenuti. (Af)

Il presidente Pais ha messo in discussione l’emendamento 983 e poi il 458 (uguale 246 a pagina 683); a seguire il 245, 247, 248.

L’on. Agus (Progressisti) ha esordito dicendo: “on si capisce quale sia la funzione e quali siano i limiti di questo fantomatico comitato per la legislazione”. Della stessa opinione l’on. Zedda e l’on. Maria Laura Orrù (Progressisti). Dai banchi della maggioranza l’on. Cossa (Riformatori) ha detto: “Volete mettere in discussione il fatto che il presidente della Regione possa avere un’autista, posto che non ho mai visto comunque il presidente Solinas con l’autista? State attenti agli argomenti che usate. E un discorso analogo va fatto per le norme sul cerimoniale e sui funerali, per i quali si è tanto sorriso”.

Per l’on. Solinas (Cinque stelle) “tutto ciò che il collega Cossa sostiene sarebbe apprezzabile se vivessimo in altra epoca con altra maggioranza”.

L’emendamento 983 è stato respinto mentre il 458 è stato approvato. Pertanto sono decaduti gli emendamenti 246 e 247.

Il presidente Pais ha messo in discussione l’emendamento 248 e l’on. Agus ha detto: “La strada presa dalla maggioranza con l’articolo 7 è irrimediabile, non ci sono più spazi di ragionamento comune visto che quest’Aula ha deciso di incidere nel rapporto tra presidente e assessori senza intervenire sulla legge statutaria”. Mentre per l’on. Solinas “la maggioranza è al balletto e poco conseguente rispetto a quanto dice”, l’on. Roberto Deriu (Pd) ha invitato la Giunta “a prendere in seria considerazione l’emendamento, per sanare un vulnus assolutamente evidente”.

Il Consiglio ha invece respinto l’emendamento 248 all’articolo 7 e si riunirà domani alle 11 per il proseguo dei lavori del disegno di legge 107. (C.C.)

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