Nota stampa della seduta n. 137

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 137 – Pomeridiana 
Mercoledì 5 maggio 2021

Dl 107 (Giunta): approvato, con modifiche, l’articolo 3

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il presidente ha sospeso brevemente la seduta per far decorrere il termine regolamentare entro il quale può essere effettuato il primo scrutinio.

Alla ripresa dei lavori, presieduti dal vice presidente Giovanni Antonio Satta, il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con gli emendamenti collegati all’art.3 (Dipartimenti) del Dl n.107 sulla riorganizzazione della presidenza della Regione.

Primo emendamento al voto il n.1190. Constatata la mancanza del numero legale il presidente ha sospeso la seduta per 30 minuti.

Alla ripresa, il presidente ha riaggiornato i lavori alle ore 18.00.

La seduta è ripresa con la votazione dell’emendamento n.1190 che il Consiglio ha respinto con 21 voti favorevoli e 32 contrari.

Successivamente è iniziato l’esame dell’emendamento n.1209 (Mula e più) che ha ottenuto il parere favorevole del relatore e della Giunta. Il testo prevede che possano concorrere al ruolo di responsabili dei dipartimenti sia i dirigenti del sistema Regione che gli esterni, purché in possesso dei requisiti richiesti e di una “anzianità” di servizio di almeno 5 anni nelle funzioni dirigenziali. Gli incarichi non possono superare i 5 anni e comunque terminano con la fine della legislatura.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha chiesto la votazione per parti.

Il presidente ha chiesto di poter valutare compiutamente con gli uffici l’ammissibilità della richiesta.

Ha riassunto la presidenza il presidente Michele Pais che ha accolto la richiesta di votazione per parti, suddividendola in quattro scrutini.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha contestato questa interpretazione, con riferimento alle differenze fra dirigenti interni ed esterni al sistema Regione.

Il presidente ha replicato che il testo richiama una norma nazionale.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha affermato che rispetto al testo approvato dalla commissione, la maggioranza ha apportato significative correzioni le quali, a suo avviso, svuotano di contenuto i dipartimenti e lo stesso spessore delle figure che saranno scelte.

Per il M5S Desirè Manca ha affermato che i nuovi responsabili dei dipartimenti, nominati fiduciariamente, saranno scelti in effetti per la “fedeltà” al presidente della Regione, anche fra non sardi.

Sempre per il M5S il consigliere Roberto Li Gioi ha ribadito che, secondo la sua opinione, l’ultima versione dell’articolo dedicato ai dipartimenti è il risultato del braccio di ferro interno alla maggioranza nella quale ha prevalso una linea “morbida”, linea che però non migliora l’impianto della legge.

A nome dei Progressisti Maria Laura Orrù si è soffermata sul significato politico dell’emendamento, che fra l’altro determina la decadenza di altre proposte presentate dalla minoranza. Tornando sul recente provvedimento “ristori”, la Orrù ha ricordato le esigenze di molte categorie che hanno lamentato la scarsità di risorse e, nel merito della legge, le valutazioni negative dei sindacati dei dipendenti regionali.

Il consigliere Alessandro Solinas, del M5S, ha riconfermato le critiche del suo gruppo anche perché, ha detto, i fatti di questi giorni richiamano tutta la politica regionale ad altre priorità, dalla sanità alla campagna vaccinale, dalla valorizzazione delle risorse umane ai concorsi pubblici aperti ai giovani.

Piero Comandini, del Pd, ha parlato ironicamente di “legge attesa dal popolo sardo” per rinnovare le sue profonde riserve su un testo che sicuramente non migliorerà il funzionamento della macchina amministrativa regionale.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha citato il caso dell’Istituto Zooprofilattico il cui nuovo direttore generale avrà un contratto da 192.000 euro più una serie di benefit legati alle trasferte e, alla fine, percepirà un compenso superiore a quello del presidente della Repubblica. Andando di questo passo, ha proseguito, i 6 milioni preventivati non basteranno.

Il capogruppo del M5S Michele Ciusa ha sostenuto che sarebbe stato necessario più tempo per valutare l’emendamento che, comunque, cambia alcune cose ma lascia inalterato l’impianto negativo della norma.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, ha osservato che lo stesso Agus ha preso atto che l’ultima stesura dell’articolo espressa nell’emendamento è profondamente diversa dalla prima, poi a suo avviso occorre precisare alcune altre cose: la tempistica del bando non ha purtroppo consentito ai sardi di entrare nella graduatoria nazionale e, quanto al prescelto, è di sinistra e in passato è stato presidente del Consiglio regionale dell’Umbria; le scelte, in concreto, le fanno sempre le maggioranze e non si può sostenere che solo quelle del centro sinistra siano il massimo della meritocrazia.

Laura Caddeo, dei Progressisti, ha contestato in radice la necessità della riforma, peraltro non sostenuta da studi che ne dimostrino funzionalità e capacità di migliorare il sistema Regione, anche perché il modello prescelto privilegia professionalità esterne.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, tornando sulla nomina del direttore generale dello Zooprofilattico, ha affermato che i sardi nel bando c’erano ma evidentemente non erano di gradimento della Giunta e in ogni caso il compenso al professionista prescelto va assolutamente tagliato nella parte delle trasferte.

Il consigliere del Pd Giuseppe Meloni, contrario, ha ipotizzato che i nuovi direttori dei dipartimenti scopriranno, appena insediati, che i loro compiti saranno estremamente limitati.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai è tornato sulla distanza enorme che separa il mondo reale e la Sardegna che soffre da una legge che pensa alla moltiplicazione degli incarichi.

Il Consiglio ha poi proceduto alla votazione della prima parte dell’emendamento, con il seguente risultato: 33 voti favorevoli e 21 contrari.

Successivamente sono iniziate le dichiarazioni di voto sulla seconda parte, sulla quale hanno parlato in senso contrario i consiglieri Maria Laura Orrù, Massimo Zedda e Laura Caddeo (Progressisti), Desirè Manca e Roberto Li Gioi (M5S), Piero Comandini, Rossella Pinna e Gianfranco Ganau (Pd), Daniele Cocco (Leu).

Sull’ordine dei lavori, il consigliere dei Progressisti Diego Loi ha chiesto, sempre in relazione alla seconda parte, quale testo dell’emendamento 182 approvato in precedenza viene mantenuto.

Il presidente ha chiarito che l’emendamento 1209 è di fatto sostitutivo dell’emendamento 182.

Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha proposto un emendamento orale per eliminare alcune parti del testo e riservare l’accesso al vertice dei dipartimenti a quanti hanno avuto esperienze in amministrazioni pubbliche. La proposta non è stata accolta.

Al voto, la seconda parte dell’emendamento 1209 è stata approvata con 33 voti favorevoli e 19 contrari. (Af)

Dopo la votazione ha preso la parola l’on. Agus (Progressisti) secondo cui “in questi primi articoli voi della maggioranza rivelate la volontà di fare una riforma organica della Regione, partendo dal tetto. Una riforma destinata dunque al fallimento”. L’on. Zedda (Progressisti) ha affermato: “State consentendo a persone che non hanno nessuna esperienza di amministrazione di arrivare di fiduciariamente alla guida della Regione”, mentre l’on. Gianfranco Ganau (Pd) ha aggiunto: “Volete soltanto dare risposte a figure che avete già identificato, non vedo altro e sono esterrefatto rispetto alle norme che state portando e certificando. A voi non interessa minimamente la qualità delle persone che indicherete”.

Dai banchi dei Cinque stelle la capogruppo Desirè Manca ha detto ironizzando: “Da un mese mezzo non parliamo che di questa legge e in effetti è un periodo sereno in cui non ci sono altre emergenze”. Per l’on. Li Gioi (Cinque stelle) “avevate uno slogan, prima i sardi ma da subito avete messo prima i lombardi. Ma la meritocrazia non fa parte del vostro modo di fare e la scelta dei direttori dei dipartimenti è chiarissima”.

Di “nuove sovrastrutture burocratiche che sperperano denaro e non provocano efficienza”  ha parlato l’on. Michele Ciusa (Cinque stelle). E ha aggiunto: “Servono concorsi in Regione, non assunzioni per amici. Noi voteremo contro”.

Per l’on. Pinna (Pd) “il vestito che sta confezionando ha misure ben definite, questo traspare dalle vostre norme” mentre l’on. Comandini (Pd) ha aggiunto: “Spiace dover intervenire su ogni emendamento e disturbare la vostra attenzione, cari colleghi di maggioranza”.

Sempre per l’opposizione l’on. Cocco (LeU) e l’on. Caddeo (Progressisti) hanno insistito per il ritiro del disegno di legge “o almeno per la sospensione”.

Per l’on. Giuseppe Meloni (Pd) “non sarà il caso di occuparci del salvataggio dei lavoratori di Air Italy invece che perdere tempo con questo inutile disegno di legge?”.

L’on. Gianfranco Satta (Progressisti) ha detto che “questo provvedimento è un’imboscata per il presidente Solinas”.

L’Aula ha approvato definitivamente l’articolo 3, come modificato dalla maggioranza. I lavori riprenderanno domani dalle 10. (C.C.)

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