Nota stampa della seduta n. 135

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 135 – Pomeridiana 
Giovedì 29 aprile 2021

DL 107: dibattito sull’art. 3 (Dipartimenti)

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con gli emendamenti collegati all’art.3 (Dipartimenti) del Dl n.107 sulla riorganizzazione della presidenza della Regione.

Sull’emendamento 171sono intervenuti, a favore, i consiglieri Massimo Zedda e Maria Laura Orrù (Progressisti), Desirè Manca (M5S).

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco ha sollevato il problema del blocco del reparto emodinamica dell’ospedale di Nuoro ed ha richiesto la presenza dell’assessore.

Il consigliere Giuseppe Talanas (Forza Italia) si è associato alla richiesta, così come il consigliere di Leu Eugenio Lai.

Il presidente ha assicurato un intervento presso l’assessore della Sanità, impegnandosi a riferire quanto prima.

Successivamente, a causa delle frequenti interruzioni, il presidente ha sospeso la seduta.

Alla ripresa, sull’ordine dei lavori, il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha ribadito la sua richiesta di comunicazioni dell’assessore in Aula, su un tema urgente come quello segnalato dal collega Cocco.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha detto che nessuno può pensare che il problema di Nuoro non ci stia a cuore, però è sbagliato fare finta di nulla: tutti sappiamo che la cardiochirurgia è stata smantellata per trasferire le risorse professionali a Sassari e altrove e vorrei sapere se c’è sotto qualcosa. Oggi, ha concluso, non servono polemiche, utilizziamo il “question time”.

Il consigliere Pierluigi Saiu (Lega) ha rivolto al Consiglio un appello a lavorare unitariamente per la difesa della sanità nuorese; non è solo un problema politico e non siamo disposti ad assecondare manovre, vogliamo anzi andare fino in fondo sia sulle questioni politiche che su quelle organizzative ma non accettiamo narrazioni catastrofiste.

Il relatore della legge Stefano Tunis ha fatto un richiamo al regolamento che consentirebbe di affrontare l’argomento della sanità nuorese.

Il consigliere Roberto Deriu (Pd) ha ricordato che il problema è stato sollevato da tempo ed è stato anche oggetto di numerose iniziative consiliari, non stiamo chiedendo leggi su Nuoro però vogliamo sapere dalla Giunta cosa intende fare in quella azienda e in quell’ospedale.

Il consigliere Giorgio Oppi, riferendosi a scelte compiute nei 5 anni precedenti nei quali sono stati commessi errori, ha affermato che Nuoro, da Dea secondo livello e terzo polo sanitario sardo, è ora in zona retrocessione ed il tema, quindi, va discusso.

Rossella Pinna, del Pd, senza nulla togliere all’emergenza Nuoro, ha segnalato che in materia sanitaria sono state molte le iniziative consiliari, anche sull’ospedale di S.Gavino ad esempio, e nessuna ha avuto risposta né occasioni di confronto in commissione e in Aula.

Il consigliere Roberto Li Gioi, riprendendo la discussione sull’emendamento n.171. ha preannunciato il voto a favore perché, ha spiegato, è necessario correggere certe storture del testo, soprattutto quelle che di fatto tagliano fuori i dirigenti pubblici in organico.

Il consigliere del Pd Piero Comandini, favorevole, ha evidenziato che la finalità della proposta è quella di evitare modelli organizzativi verticistici che presentano gravi problemi di gestione.

Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, favorevole, ha messo in luce che il modello delineato dal testo non porterà più efficienza e mortificherà i dirigenti regionali in organico. Sulla vicenda di Nuoro ha ricordato che i trasferimenti dei medici richiedono il nulla-osta delle struttura e possono essere ritardati per ragioni di servizio fino alle necessarie sostituzioni.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai, favorevole, ha invitato la maggioranza ad aprire una discussione seria sul sistema sanitario regionale, a prescindere dalla vicenda di Nuoro.

Il presidente ha ribadito di aver sentito l’assessore Nieddu, che sarà disponibile lunedì.

Il capogruppo del Pd Michele Ciusa, favorevole, ha rimarcato che l’eventuale correzione prevista dall’emendamento, purtroppo, non cambierebbe l’impianto sbagliato della legge, come hanno sottolineato anche le organizzazioni sindacali

Per i Progressisti, Laura Caddeo, favorevole, ha evidenziato che merito dell’emendamento è quello di fissare il punto relativo al personale interno alla Regione, che deve essere messo in prima fila rispetto agli eventuali apporti esterni. La Caddeo ha auspicato inoltre il sollecito avvio dei concorsi per tutte le figure professionali.

Subito dopo il presidente ha sospeso la seduta.

Alla ripresa, il consigliere del M5S Alessandro Solinas ha affermato che quanto accaduto in Aula ha mostrato la lontananza del Consiglio dalla comunità e dai suoi problemi concreti: Nuoro è certamente un caso, ma le cose ad Oristano vanno peggio.

Desirè Manca, del M5S ha ipotizzato che la recente sospensione della seduta abbia coinciso con il momento in cui la maggioranza non aveva numeri. Forse, ha aggiunto, non ci sono le condizioni per andare avanti con il Dl 107 e sarebbe il caso di interrompere i lavori per parlare di sanità.

Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha sostenuto che i problemi della maggioranza sono evidenti, per cui è meglio sospendere la seduta e riprendere i lavori dopo i necessari chiarimenti.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ribattuto che non c’è nessun problema di maggioranza, ma ci sono i soliti problemi di andamento disordinato dei lavori, di questo tema si è parlato in ufficio di presidenza e bisogna dare un segnale di serietà stabilendo nuove regole più rigorose.

Subito dopo il presidente ha sospeso la seduta, convocando prima una riunione dei capigruppo di maggioranza e poi la conferenza plenaria dei capigruppo. (Af)

Alla ripresa dei lavori il presidente ha messo in votazione l’emendamento n. 171 (Zedda Massimo e più) ma è mancato il numero legale e dunque il presidente ha aggiornato la riunione alle 18.33. Al rientro in Aula ha preso la parola il relatore di maggioranza, Stefano Tunis (Misto), che ha invitato il presidente del Consiglio ad applicare il comma 7 dell’articolo 85 del regolamento interno, così da modificare l’ordine delle votazioni, ricevendo subito rassicurazioni in tal senso da parte del presidente Pais.

Eugenio Lai (Leu) ha chiesto la votazione elettronica dell’emendamento 171 ed ha precisato che l’assenza delle opposizioni nella votazione precedente era motivata da ragioni politiche. Posto in votazione, l’emendamento 171 non è stato approvato con 16 sì e 30 no. Dichiarato inammissibile l’emendamento 180, il presidente è passato all’esame del 182 e quindi dell’emendamento all’emendamento 1187, saltando l’emendamento 181. Su precisa richiesta del capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, il presidente Pais ha giustificato tale decisione con l’applicazione del comma 7 dell’articolo 85 del regolamento, “ai fini dell’economia o della chiarezza della votazione”. Tale affermazione ha scatenato la protesta delle opposizioni che con Desirè Manca (M5S), Gianfranco Ganau (Pd) e Daniele Cocco (Leu) hanno bolalto come “inusuale” e “poco chiara nelle motivazioni” la decisione del presidente dell’assemblea.  Massimo Zedda (Progressisti), ha chiesto la votazione per parti, suddivisa per singoli commi, ma dopo una breve sospensione il presidente Pais ha ammesso la votazione divisa in tre parti: parte prima (commi 1 e 2); parte seconda (commi 3, 4, 5, 6, 8, 9) e parte terza (comma 7). Non hanno condiviso la scelta del presidente i consiglieri Agus e Zedda mentre Comandini (Pd) ha invitato il presidente Pais ha “indossare la giacca dell’arbitro e non quella di capogruppo aggiunto della maggioranza. Il presidente Pais ha ribadito le ragioni della sua condotta “imparziale” e “pienamente rispettosa del regolamento consiliare”.

Per dichiarazione di voto a favore sono intervenuti Francesco Agus (Progressisti),  Roberto Li Gioi (M5S), Alessandro Solinas (M5S) e Michele Ciusa (M5S) che hanno insistito con la critica per quelle che a loro giudizio rappresenterebbero “forzature regolamentari”.

Gianfranco Satta (Progressisti) ha accusato il presidente di “discrezionalità” mentre Eugenio Lai (Leu) ha dichiarato voto favorevole, seguito dalla consigliera Laura Caddeo (Progressisti). Posta in votazione la prima parte dell’emendamento 1187 non è stata approvata con 29 contrari e 18 a favore. (A.M.)

Sempre sull’emendamento 1187, in occasione della votazione della seconda parte, è intervenuta l’on. Maria Laura Orrù (Progressisti), che ha detto: “Vorrei esprimere solidarietà al presidente Pais per il ruolo che sta svolgendo per approvare una legge che non vuole nemmeno la maggioranza di quest’Aula”.

Per l’on. Desirè Manca (Cinque stelle) “questa legge costerà ai sardi molto più di sei milioni” mentre sull’incarico di capo dipartimento della presidenza della Giunta l’on. Francesco Agus (Progressisti) ha detto: “Di fatto non vengono creati dipartimenti ma capi dipartimento, tre in tutto, ai quali auguro più fortuna rispetto alle ultime nomine fiduciarie della Giunta. E tutto questo avrà effetti per i prossimi decenni”.

Sempre dai banchi dell’opposizione l’on, Gianfranco Satta (Progressisti) è intervenuto: “Dopo un mese i sardi non capiscono perché siamo qui, a fare che cosa. Mentre nelle piazze ci sono le partite iva accampate”.

La seconda parte dell’emendamento è stata respinta. Sulla terza votazione, relativa al comma 7 dell’emendamento 1187, l’Aula  ha detto no.

A seguito della mancata approvazione, il presidente Pais ha dichiarato decaduti alcuni emendamenti e ha lasciato l’emendamento 1190 a una successiva valutazione. I lavori riprenderanno martedì alle 15.30 con l’esame dell’emendamento  1209. (C.C.)

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