Nota stampa della seduta n. 134

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 134 – Antimeridiana 
Giovedì 29 aprile 2021

Dl 107 (Giunta), articolo 3, conclusa la discussione generale

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito, il presidente ha sospeso la seduta per consentire l’inserimento di nuovi emendamenti collegati all’art.3 (Dipartimenti) del Dl n.107 sulla riorganizzazione della presidenza della Regione.

Alla ripresa dei lavori, il relatore ha espresso il parere sugli emendamenti e la Giunta ha espresso parere conforme.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, sull’ordine dei lavori, ha segnalato la mancanza del numero legale, pur non essendo stata avviata nessuna votazione. Poi ha ricordato l’impegno per la convocazione della commissione Sanità la prossima settimana che è stato disatteso, fatto grave perché proprio ieri sono stati diffusi dati sul rifiuto del vaccino da parte si soggetti “fragili” che meriterebbero subito una puntualizzazione dell’assessore, perché possono causare ulteriore confusione in un momento particolarmente delicato.

Il presidente ha ricordato di aver convocato più volte le commissioni di sua iniziative, ma di non potersi sostituire ai presidenti di commissione.

Successivamente altri consiglieri regionali hanno preso la parola sull’ordine dei lavori.

Il relatore Stefano Tunis (Misto) ha invitato a proseguire la seduta nel rispetto dell’ordine del giorno.

Il consigliere Pietro Moro (Udc-Cambiamo) è tornato sulla campagna vaccinale, sostenendo che il numero dei rifiuti dei vaccini è reale e preoccupante però, ha aggiunto, non possiamo perdere tempo con le commissione perché tempo non ne abbiamo e bisogna vaccinare tutti.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha condiviso in parte le argomentazioni di Moro, proponendo inoltre di definire una programmazione dei lavori del Consiglio almeno a breve termine. Ha poi sollevato il problema del Recovery perché, ha detto, pare che la Regione richiedeva manifestazioni di interesse solo ad alcuni.

Il consigliere dei Progressisti Diego Loi, sempre sulla campagna vaccinale, ha ricordato che il 16 aprile scorso l’Ats ha inviato una nota ai Comuni per l’organizzazione dei punti vaccinali locali, mentre ieri sono state inviate disposizioni completamente diverse.

Ancora per i Progressisti Maria Laura Orrù ha sollecitato la convocazione della commissione competente per affrontare il tema degli organi del controllo interno di gestione che, per legge, devono essere affidati ad esperti estranei all’amministrazione, mentre invece si è proceduto a nomine di funzionari interni in servizio, oltretutto senza il parere della commissione.

Sempre per i Progressisti Laura Caddeo ha affermato che l’emergenza vaccinale è reale ma ciò non giustifica la marginalizzazione del ruolo delle commissioni, che già lavorano con grande fatica.

Successivamente è iniziata la discussione generale dell’art.3 del Dl n.107.-

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, soffermandosi sull’istituzione dei dipartimenti, ha detto che da una parte richiamano le “aree” degli Enti locali e sarebbero forse utili come coordinamento delle diverse stazioni appaltanti ma il testo, al contrario, li incardina nella presidenza collocando al vertice un direttore che a sua volta può delegare ad altri, attraverso incarichi esterni al sistema Regione con modalità discrezionali. Così, secondo Zedda, si mortificano e si scavalcano i dirigenti jn organico sostituendoli con esterni privi di requisiti di alto livello, una specie di Regione “parallela”.

Desirè Manca, del M5S ha lamentato che il Consiglio sia ancora costretto a parlare di questa oscenità legislativa, mentre categorie produttive in gravissima crisi (sempre più numerose) cercano di farsi ascoltare dalle istituzioni: è mancato il più elementare buon senso, perché la maggioranza ha preferito continuare con questa legge, infarcita dalle solite nomine fiduciarie.

Maria Laura Orrù, dei Progressisti, ha criticato l’introduzione dei dipartimenti come nuovi centri di potere ma non di efficienza, a causa del pesante condizionamento degli organi politici, in violazione di ogni legge.

Per il M5S il consigliere Roberto Li Gioi  ha ribadito le sue critiche alla legge con il suo impresentabile carico di “prebende”, diventata ormai da mesi l’unico obiettivo della maggioranza peraltro molto divisa al suo interno. L’emendamento “canguro” del collega Caredda, ha aggiunto, significa che nella maggioranza ha prevalso la linea “morbida” indicata nei giorni scorsi dal collega Oppi, cosa che però non intacca i meccanismi di tutela dei soliti interessi “amicali”.

Il consigliere del Pd Giuseppe Meloni ha dichiarato che l’art.3 non è altro che la conseguenza logica di una legge che vuole andare in direzione opposta rispetto alla volontà dei sardi, compresi quelli che suo tempo votarono la coalizione di centro destra; uscendo fuori dal Palazzo si capirebbe il livello di sofferenza della nostra terra e ci si renderebbe conto delle vere priorità.

Ha assunto la presidenza dell’Assemblea il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Il consigliere del M5S Alessandro Solinas ha osservato che, in realtà, col testo si cerca di dare una interpretazione forzata della normativa vigente, sferrando un attacco al cuore dei principi di imparzialità e buon andamento previsti dalla Costituzione, accentrando una mole abnorme di competenze sulla figura del presidente della Regione ed operando l’inversione totale delle modalità di accesso alla pubblica amministrazione.

Il consigliere del Pd Salvatore Corrias ha ribadito il tentativo dell’opposizione di arrivare al ritiro della legge, che non serve a nessuno, nemmeno alla maggioranza, dove molti cominciano a prendere le distanze sia pure in modo sotterraneo. Nel merito, Corrias ha parlato dei dipartimenti come strutture che dovrebbero occuparsi di tutto in una visione contraddittoria  e di “nuova tecnocrazia” che determinerà sovrapposizioni e conflitti.

A nome dei Progressisti il consigliere Diego Loi ha manifestato imbarazzo rispetto al disegno estremamente confuso che emerge dall’esame del testo, che non ha alcuna possibilità di migliorare l’efficienza della macchina regionale ed appare quanto mai lontano dai veri interessi dei sardi e dalla percezione dei rischi ai quali è esposta la nostra comunità. (Af)

Sulla discussione generale dell’articolo 3 è poi intervenuta Laura Caddeo (Progressisti) che ha parlato di formulazione “furbesca” del testo dell’articolo  sui Dipartimenti. Gli  incarichi – ha detto – non necessariamente saranno affidati a persone capaci.  La consigliera ha ribadito la necessità di una riforma dell’apparato regionale  ma questo non era il momento di portarla in aula. Laura Caddeo ha ricordato che sarebbe più urgente, come chiedono i sindacati,  mettere mano alle politiche occupazionali della Regione: mancano 100 dirigenti, le graduatorie dei  concorsi rischiano di scadere e se si decidesse di procedere con lo scorrimento si potrebbero assumere persone con capacità e competenze.

Antonio Piu (Progressisti) ha detto di aver poca voglia di intervenire perché quello che l’opposizione sta facendo in quest’aula per non fare approvare questa legge non viene percepito all’esterno.  Il silenzio anche da parte di vista della comunicazione è drammatico. Abbiamo i lavoratori – ha aggiunto – che protestano ovunque, si viene a chiedere aiuto alla spicciolata e questo Consiglio presenta documenti spezzettati.  Questo DL 107  è uno schiaffo e davanti alla nostra opposizione la stampa tace.

Per Valter Piscedda  (Pd) intervenire su questo DL 107 è un dovere più morale che politico. Questo provvedimento è inutile, soprattutto  in questo momento. Abbiamo sprecato fiumi di parole per convincere la maggioranza a lasciar perdere. Siamo nel pieno di una pandemia, una guerra che necessita di ben altro. Vi abbiamo rinnovato più volte la nostra volontà di collaborare, ma non avete voluto ascoltarci. Se il vostro obiettivo è il DL 107 noi faremo di tutto per non farvelo approvare. Entrando nel merito dell’ articolo 3, Piscedda ha detto che anche per i dipartimenti si prevedono  nomine fiduciarie e si istituiscono  infrastrutture per rendere ancora più verticistica la Regione. Per il vicepresidente del gruppo del Partito democratico è difficile smontare questo provvedimento, ma l’opposizione ci proverà per un dovere prima di tutto morale. L’appello è quello di mettere come priorità dell’Aula  il diritto alla salute e al lavoro.

Rossella Pinna (PD) ha sottolineato la condizione dell’Aula: “distratta e poco partecipata”, segno chiaro che alla maggioranza poco importa di ciò che pensa la minoranza. Per Rossella Pinna si tratta di un Disegno di legge sbagliato nel modo , nei tempi, nel merito , nella filosofia. La parte politica vuole esondare le competente tecnico –organizzative. E’ una “foglia di fico” che costa 6 milioni di euro che vuole nascondere l’ incapacità di risolvere i problemi di questa giunta e di questa maggioranza. Con l’art.3, poi,  si vogliono inserire sovrastrutture che non semplificheranno  ma creeranno sovrapposizioni e un’organizzazione con a capo direttori di dipartimenti che avranno come unica competenza la “conoscenza del politico di turno”. Insomma, è uno strumento per  nominare gli amici e gli amici degli amici.

Gian Franco Satta (Progressisti) ha espresso preoccupazione per la lettera del segretario regionale della Società italiana di neuropsichiatria che ha segnalato che in Sardegna aumentano i casi di autolesionismo e di tentativi di suicidio. Uno dei tanti problemi della sanità sarda – ha detto – che non possiamo affrontare perché noi siamo costretti a parlare di poltrone. Riportiamo in aula la discussione  sui veri problemi della Sardegna.

Piero Comandini (PD) ha detto di essersi illuso dopo i discorsi di ieri dei Presidenti Pais e Solinas sul riscatto sociale del popolo sardo. Mi sono illuso che lo spirito contro gli invasori rimanesse in quest’aula.  Invece – ha continuato – oggi  non vi ricordate   chi siete e dove siete, ma sicuramente sapete dove volete andare: in un vicolo cieco. Oggi – ha continuato il vicepresidente del Consiglio – dobbiamo trovare uno spirito comune per cacciare il virus che sta facendo, tra l’altro, abbandonare la fiducia delle Istituzioni. Questa maggioranza sta dando prova di non meritare il voto popolare. Parlare oggi di dipartimenti, di poltrone, di staff del presidente è anacronistico. L’unico strumento per sconfiggere la pandemia è il vaccino. Il nemico però è la sanità che non funziona tanto che in molti comuni della Sardegna non c’è neanche il medico di base. Fermatevi, avete ancora la possibilità di bloccare questo provvedimento.

Per Daniele Secondo Cocco (Leu)  c’è la necessità di riformare la burocrazia regionale ma non è questo il momento di impegnare l’aula consiliare in una discussione del genere. Dopo la giornata di ieri pensavo – ha detto –  che da parte la maggioranza ci fosse un ripensamento. Ma niente è cambiato. Rivolto al presidente Pais  ha chiesto che fine avesse fatto l’impegno preso sui segretari comunali, perché anche l’emendamento presentato a questa legge è stato escluso perché dichiarato inammissibile. Il consigliere Cocco ha chiesto di convocare la commissione Sanità per parlare della situazione vaccini e dell’Hospice di Nuoro.

Sull’ordine dei lavori è intervenuto Dario Giagoni (Lega) che ha detto di essere d’accordo sulla convocazione delle commissioni sanità, lavoro e attività produttive.

Michele Ciusa (M5S) ha affermato che dopo la giornata di Sa Die  oggi stride più che mai affrontare la discussione sul DL 107.  Questo testo di legge parla in maniera falsa di  “norme urgenti”: sicuramente l’amministrazione regionale va rivista ma non in questo modo.  Speravo  – ha continuato – che oggi ci fosse un ritiro di questo testo ma la maggioranza vuole per forza farlo approvare. Questo articolo 3 prevede l’istituzione di tre dipartimenti ognuno con quattro  assessorati di riferimento. E’ un articolo che non tiene conto neanche dei dettami costituzionali. Per questo noi ribadiamo la necessità  di affrontare il tema dei concorsi per migliore il sistema Regione. Le nomine previste in questa legge sono solo fiduciarie.  Noi non ci rassegnamo ad avere in futuro una parte amministrativa la cui parte gerarchica sarà rafforzata dalla politica e che va a indebolire i livelli inferiori.

Franco Mula (Psd’az),  sull’ordine dei lavori  ha ricordato che in passato precedenti presidenti,  quando un intervento non era pertinente, toglievano la parola e nessuno si offendeva. Se stiamo parlando di 107 , parliamo di 107. Mula ha continuato raccontando quello che è successo ieri all’interno del palazzo del Consiglio  e definendo “vergognosa” la caccia al consigliere regionale.

Per Gianfranco Ganau (PD) il 3 è un articolo iniquo, scorretto, irregolare che impedisce al Consiglio di discutere di sanità, di sostegni economici a chi ha necessità, di recovery found. Il capogruppo del Pd ha ricordato che la Sardegna è stata anche esclusa dal piano della linea ferroviaria ad alta velocità. Discutere di questa legge – ha detto Ganau – è un abominio. Questo articolo in particolare va contro la Legge Bassanini. Si vorrebbe istituire un coordinamento in capo ai direttori di dipartimento che risponderanno al Presidente della Regione. Manca la distinzione tra politica e attività gestionale. Ganau ha ribadito il suo parere favorevole all’istituzione dei Dipartimenti ma non creati in questo modo dove l’autonomia della direzione non è garantita. In questo articolo 3 di fatto si stanno commissariando i direttori generali e gli assessori e si scelgono i vertici con criteri assurdi.

Francesco Agus (Progressisti)  ha suggerito al presidente Pais di far intervenire più spesso gli  assessori in aula. L’aula – ha ricordato Agus – è  già occupata da un mese per discutere di un testo partorito dalla commissione tre mesi fa. Le leggi approvate in questa legislatura sono marginali, dell’assestamentio di bilancio non c’è neanche l’ombra, i problemi rimangono. Continueremo a dare battaglia su ogni emendamento. (R.R.)

Il consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, ha esplicitato la volontà di cassare l’articolo 3 del Dl 107 ed  ha denunciato che quanto previsto al comma 9), in ordine agli uffici di supporto, comporterà 33 unità lavorative nei tre dipartimenti, con immaginabili conseguenze in termini di sottrazione del personale dagli assessorati.

Anche Roberto Li Gioi (M5S) ha dichiarato voto favorevole agli emendamenti soppressivi, seguito dal capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus: «I dipartimenti sono diventati un modo per confermare i precedenti incarichi apicali, aumentandoli di tre unità con compiti di coordinamento». Favorevole agli emendamenti soppressivi, i consiglieri del Pd Piero Comandini («State costruendo una Regione che non potrà dare le risposte attese in tempi di pandemia») e Rossella Pinna («Invito la maggioranza ad occuparsi di questioni più urgenti ad incominciare dal tema delle vaccinazioni degli estremamente vulnerabili, come i diabetici, poiché non si sta ottemperando a quanto previsto dal piano nazionale di vaccinazione»). Laura Caddeo (Progressisti) ha ribadito il sì alla soppressione dell’articolo 3, insieme con la richiesta di invio della legge in commissione mentre Eugenio Lai (Leu) ha motivato il sì con una sottolineatura polemica riguardo la nomina del nuovo direttore dell’Izs di Sassari: «L’avete portato da Perugia tralasciando i professionisti sardi».

Alessandro Solinas (M5S) ha annunciato voto favorevole ed ha criticato un post pubblicato su Facebook dall’assessora del Personale “mentre stappa una bottiglia di spumante per brindare al nuovo contratto dei dipendenti di Forestas”. Anche Desirè Manca (M5S), ha annunciato voto favorevole agli emendamenti ed ha riportato le lamentele dei medici basi per la loro esclusione dalla campagna vaccinale. Il capogruppo di 5 Stelle, Michele Ciusa, favorevole insieme al capogruppo Pd, Ganau ed al consigliere dei democratici, Salvatore Corrias («I temi che interessano i sardi sono altri e con i soldi dei dipartimenti si potrebbe dare ristoro ad almeno cento imprese in difficoltà»). Michele Ennas (Lega) è intervenuto a difesa dell’operato dell’assessora del Personale, Valeria Satta, sottolineandone le capacità ed i meriti per la positivi definizione del contratto dei dipendenti di Forestas. Dopo uno scambio di battute tra il presidente del consiglio e la consigliera 5 Stelle, Desirè Manca, il consigliere dell’Udc, Giorgio Oppi, è intervenuto sull’ordine dei lavori per reclamarne una più efficace programmazione ed una migliore conduzione, proponendo l’istituzione del question time. Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha invece domandando provvedimenti contro un consigliere che avrebbe utilizzato un frasario offensivo, pronunciando la parola “prezzolati”. Il capogruppo Agus (Progressisti) ha replicato con la richiesta di sanzioni anche per l’utilizzo del termine “idiozia”, mentre Alessandro Solinas (M5S) ha ammesso l’utilizzo del termine “prezzolati” ed ha provato a spiegarne l’intento non offensivo. Il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, è ritornato sulla questione Forestas per ricordare l’approvazione della legge nella passata legislatura e Massimo Zedda (Progressisti) ha invece dato lettura del significato di “prezzolati” dalla Treccani: assoldato con denaro per le proprie prestazioni. Valter Piscedda (Pd) ha ricordato l’impegno per l’approvazione bipartisa della legge su Forestas e Gianfranco Satta (Progressisti) dicendosi voto a favore degli emende manti soppressivi ha lamentato “la mancata nomina del garante per l’infanzia e l’adolescenza”. Giuseppe Meloni (Pd) ha annunciato voto a favore e ricordato “da relatore unico della legge Forestas” l’unanime consenso, registrato nella precedente legislatura,  per il provvedimento che portava in Regione i forestali («chiedo che l’assessora del personale sia presente in Aula»). Maria Laura Orrù (Progressisti) e il suo compagno di gruppo, Diego Loi, hanno confermato il pronunciamento favorevole ai soppressivi totali ma, posto in votazione, l’emendamento 136=523=766= 865 non è stato approvato con 30 contrari e 21 sì.

Il presidente del Consiglio ha dichiarato conclusi i lavori della mattinata ed ha annunciato la convocazione dell’Aula alle 16. (A.M.)

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