Nota stampa della seduta n. 127

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 127 – Antimeridiana 
Martedì 20 aprile 2021

Esame del DL 261/A “Ulteriori interventi a favore delle attività economiche e dei lavoratori a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” .

Cagliari, 20 aprile 2021 –  La seduta del Consiglio regionale è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le comunicazioni di rito la seduta è stata sospesa fino alle 10.20.

Alla ripresa dei lavori il presidente ha avviato l’esame del primo punto all’ordine del giorno: il Disegno di legge 261/A “Ulteriori interventi a favore delle attività economiche e dei lavoratori a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” della Giunta regionale, approvato venerdì scorso dalle commissioni Lavoro e Bilancio, riunite in seduta congiunta. E’ quindi intervenuto sull’ordine dei lavori il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, che ha chiesto la convocazione della Conferenza dei capigruppo. Il presidente Pais ha nuovamente sospeso i lavori e ha convocato la Conferenza dei capigruppo.

Rientrato in aula il presidente Pais ha comunicato che la Conferenza di dei capigruppo ha deciso di predisporre due ordini del giorno che riguarderanno l’impegno a coinvolgere, con un provvedimento successivo, tutte le categorie non contemplate dal disegno di legge in esame e un ulteriore ordine del giorno con il quale non vengano lesi i diritti dei Comuni per quanto riguarda la rimodulazione dei progetti Lavoras.

Sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, il quale ha ricordato che nel corso della seduta congiunta delle commissioni Lavoro e Bilancio, la minoranza aveva chiesto di rimandare di qualche giorno l’esame del provvedimento per poter sentire in audizione i soggetti beneficiari, ma anche le organizzazioni sindacali e i Comuni. Zedda ha ricordato che la maggioranza aveva detto che c’erano già degli accordi con i soggetti interessati, ma che il giorno dopo, la minoranza ha scoperto che questa versione dei fatti non rispondeva al vero. Zedda ha accusato la maggioranza di mentire e ha  affermato che la mancata spesa dei fondi non è stata causata dall’inerzia dei Comuni, ma dall’inerzia della Regione.

Sull’ordine dei lavori è intervenuta la consigliera del Movimento 5 Stelle, Desirè Manca, rendendo noto all’aula di aver ricevuto una lettera anonima riguardante il pranzo di Sardara e che, letti i contenuti, ha ritenuto necessario consegnarla alla Procura.

Il presidente ha dato la parola al relatore di maggioranza, Alfonso Marras (Psd’Az), presidente della commissione Lavoro, il quale ha illustrato la relazione. Marras ha spiegato che il disegno di legge è stato discusso e licenziato a maggioranza, con l’astensione dei rappresentanti dei gruppi di minoranza, nella seduta congiunta delle Commissioni permanenti Seconda e Terza del 16 aprile 2021. “Le Commissioni hanno iniziato l’esame del provvedimento con l’audizione dell’Assessore regionale del lavoro, che ne ha illustrato il contenuto e sollecitato una rapida approvazione in considerazione dell’urgenza di intervenire per contrastare la grave crisi economica e occupazionale che sta interessando il sistema economico sardo a causa dalla pandemia in atto. Le Commissioni hanno concordato con la proposta della Giunta regionale di rifinanziare due delle principali misure previste dalla legge regionale 23 luglio 2020 n. 22 “Legge quadro sulle azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19″ per le quali, a seguito della pubblicazione degli avvisi, si è generato un maggiore fabbisogno finanziario rispetto allo stanziamento iniziale. Si tratta, in particolare, dell'”indennità una tantum”, prevista dall’articolo 12 ter, per la quale il disegno di legge stanzia ulteriori 37.241.000 di euro con i quali si prevede di completare lo scorrimento della graduatoria e del cosiddetto Fondo (R)esisto, di cui all’articolo 14 per il quale il provvedimento in esame autorizza un incremento di 32.988.000 euro, che dovrebbero consentire la copertura di circa il 40 per cento del fabbisogno finanziario. Il disegno di legge, inoltre, attraverso un ulteriore finanziamento di euro 778.000, consente di dare copertura a tutte le istanze pervenute da parte delle agenzie e degli enti della formazione professionale per beneficiare dei contributi ai costi salariali del personale mantenuto in servizio previsti dall’articolo 11, comma 1, lettera b) della legge regionale n. 22 del 2020. L’ultimo intervento finanziario previsto riguarda il sistema cooperativistico per il quale si dispone un ulteriore stanziamento di euro 1.918.000 con il quale dare intera copertura all’avviso pubblico a sportello relativo all’anno 2020. La Commissione ha condiviso il contenuto e le finalità del provvedimento legislativo proposto dalla Giunta regionale che con l’ulteriore stanziamento, pari a euro 72.925.000, dà una risposta pronta e immediata alle richieste provenienti dai settori economici in grande difficoltà che hanno partecipato in misura considerevole agli avvisi pubblici inerenti le misure previste dalla legge regionale n. 22 del 2020”.

Il vice presidente Giovanni Antonio Satta ha quindi dato la parola al relatore di minoranza, Piero Comandini (Pd). Il vice presidente della Seconda commissione, riferendosi all’assessora del Lavoro, Alessandra Zedda, ha ricordato quanto già sostenuto in commissione: la minoranza avrebbe preferito un altro tipo di discussione, non certo  per perdere tempo ma per predisporre interventi più efficaci. Comandini ha ricordato che la minoranza, in tutta questo periodo di Pandemia, non solo non ha lavorato con l’obiettivo di perdere tempo, ma anzi ha fatto in modo che provvedimenti importanti per i cittadini sardi e per le imprese arrivassero in aula pochi giorni dopo l’approvazione in Giunta, offrendo sempre un contributo al miglioramento dei testi di legge e a evitare errori. Per Comandini prima di andare avanti sarebbe stato molto importante capire l’efficacia delle misure finora messe in campo: di quali effetti abbiano avuto sulle imprese, sui lavoratori e sui cittadini e capire invece quali siano state le criticità. “Vogliamo capire se i provvedimenti sono utili e se vanno nella giusta direzione”. Comandini ha ricordato che se all’inizio della pandemia nessuno era pronto a una crisi economica di questa portata, adesso è necessario esaminare i dati per capire come proseguire, evitando interventi non efficaci. Tra le criticità, Comandini ha citato il problema dei codici Ateco: mettono tutte le imprese sullo stesso piano e non consentono di valutare l’entità della perdita di fatturato. Critico anche sul cosiddetto “Click day”, che ha creato problemi e disparità. Per Comandini non si può stilare una graduatoria valutando soltanto la velocità con cui si è presentata la domanda, tenendo conto che in molte zone della Sardegna ci sono problemi di connessione internet. Comandini ha esortato la Giunta e la maggioranza a fermarsi e fare un’analisi delle azioni già in corso: ci sono tante persone, ha detto, che rischiano di rimanere senza ristori o avere cifre che non coprono neanche un mese di affitto del locale dove esercitano la loro attività. Il relatore di minoranza ha anche criticato il comunicato stampa del presidente della Regione, Christian Solinas, in cui parla di una copertura totale delle domande presentate per il Fondo Resisto. Per Comandini sono solo bugie e proclami.

Il vice presidente Satta ha aperto la discussione generale e ha dato la parola al consigliere dei Progressisiti Massimo Zedda, il quale ha condiviso la relazione del collega Comandini. Il consigliere di minoranza ha ricordato che se oggi si sta esaminando questo disegno di legge e perché è stata la minoranza a chiedere di sospendere la discussione sul “poltronificio” per parlare dei problemi delle imprese. Ha ricordato anche che le opposizioni avevano chiesto di poter riunire le commissioni Seconda e Terza, ieri, lunedì, per poter sentire in audizione imprese, parti sociali e sindaci. Una richiesta caduta nel vuoto. Zedda poi ha attaccato il presidente Solinas per il comunicato in cui ha dichiarato che, con questo provvedimento, saranno soddisfatte tutte le richieste e che nessuno sarà lasciato indietro. Zedda ha affermato che si tratta di bugie perché “mancano all’appello 140 milioni di euro”. E’ necessario anche capire, ha continuato, quanto si stia dando alle imprese, visto che ci sono agenzie di viaggio che hanno ricevuto 2-3 mila euro a fronte di un’esposizione di 110 mila euro per il 2020. L’altro problema, secondo Zedda, è legato alla provenienza delle risorse, in particolare dei 38 milioni destinati ai cantieri Lavoras. Per Zedda si tratta di fondi importanti che consentirebbero l’assunzione a tempo determinato di oltre 3200 persone offrendo anche  un grande supporto ai Comuni. Il consigliere è poi tornato sul Dl 107 e ha ricordato che mentre mancano 140 milioni di euro per dare ristori alle imprese e ai lavoratori sardi si trovano 20 milioni da dare ai portaborse. Per Zedda è una vergogna.

E’ poi intervenuto Diego Loi, vice presidente della Prima commissione e consigliere dei Progressisti, che ha affermato che tutti i provvedimenti che vanno a sostegno delle imprese sono importanti e necessari. Loi però ha anche voluto affrontare quelle che, secondo lui, sono le criticità anche in base alla sua esperienza di sindaco di un piccolo comune: aver tolto alle Amministrazioni comunali le risorse per i cantieri Lavoras. Il consigliere ha evidenziato che i ritardi non sono da attribuire ai Comuni, come ha evidenziato anche l’Anci, e che non si percepisce l’importanza per i Comuni dei cantieri Lavoras, che consentono di far lavorare per 8 mesi persone che hanno difficoltà a trovare un impiego, che hanno così la possibilità di avere un anno di serenità tenendo conto di “un piccolo cuscinetto successivo alla fine del contratto”. Non solo. Questi cantieri, ha continuato Loi, danno la possibilità ai Comuni di poter contare su professionalità di cui sono carenti. Loi ha quindi fatto un appello alla Giunta e all’Aula perché si ragioni su una semplificazione nell’attribuzione delle risorse ai Comuni e per trovare le risorse da investire sull’occupazione e sui cantieri comunali.

Per Roberto Li Gioi, consigliere del Movimento 5 Stelle, se oggi si parla di questo provvedimento è merito della minoranza che ha chiesto di congelare il testo “sul maxi staff” per parlare dei problemi delle imprese. Li Gioi, riprendendo l’intervento del collega Loi, si è detto sicuro che i cantieri Lavoras saranno rifinanziati perché “abbiamo presentato un ordine del giorno”. Si è detto invece molto critico nei confronti del presidente della Regione che, “in una situazione economica esplosiva” rilascia dichiarazioni attraverso comunicati stampa con “sparate mediatiche pericolose” che creano aspettative in soggetti che vivono la crisi dovuta alla pandemia. Li Gioi ha definito il comportamento del presidente, “di colui che ritiene un optional venire in Consiglio”, una mancanza di rispetto nei confronti dell’assessora Zedda, che si sta adoperando per proporre un testo che aiuti le imprese e “ci sta mettendo la faccia”, e nei confronti di tutti i cittadini sardi.

Per Cesare Moriconi (Pd), vicepresidente della commissione Bilancio, la maggioranza ha presentato un disegno di legge con una relazione che analizza lo stato di attuazione della legge 22 soltanto con l’esame di otto articoli su quaranta. Per Moriconi è stato presentato “un disegno di legge con una relazione all’ingrosso”. In particolare al comma 1, in overbooking, all’articolo 11 commi 2 e 3 si dice che c’è un fabbisogno di 778.000 euro che andrebbero ad aggiungersi ai 2 milioni di euro previsti nella legge”. Sui dati ha affermato di avere delle perplessità, soprattutto per quanto riguarda l’articolo 11 e i commi 2 e 3 “in cui sono previsti, in legge, 3 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni per il 2021, mentre nell’avviso ci sono 4 milioni che diventano un milione e mezzo nel 2020 e 2 milioni e mezzo nel 2021”. E aggiunge che “nel comma 2 si parla di un overbooking di 37 milioni di euro, che chiaramente sono il risultato di una partecipazione superiore rispetto alle aspettative” e ha aggiunto come sia difficile prevedere in piena emergenza il fabbisogno esatto, ma sicuramente l’analisi del contesto aiuterebbe a fare le previsioni. Moriconi ha poi aggiunto che nel comma 3 si parla del Fondo Resisto, rispetto al quale c’è un overbooking di 670 milioni, e che con questo disegno di legge si andrà a coprire il 40% del fabbisogno che andrebbero ad aggiungersi ai 67 milioni di euro, cifra che Moriconi ritiene non essere veritiera. Anche sull’articolo 9 della legge 22 il consigliere ha affermato che si prevedono 18 milioni, mentre nell’avviso solo 14, così come ha parlato di dati contrastanti relativi all’aspettativa sul numero di domande. Per Moriconi alla minoranza sarebbe piaciuto capire l’efficacia dei provvedimenti a favore delle imprese e dei lavoratori del settore turistico, ma anche sulla campagna di promozione e comunicazione per cui sono stati investiti 5 milioni. E ancora, Moriconi ha affermato che quest’Aula avrebbe dovuto ragionare sulle anticipazioni a favore delle imprese, di cui all’articolo 24, per la compensazione dei danni causati dagli eventi atmosferici del 2017, così come dei 6 milioni stanziati per favorire l’accesso al credito delle aziende agricole per la loro produzione. Moriconi ha affermato che non si tratta di un atteggiamento strumentale, ma finalizzato a migliorare l’efficacia degli interventi e se necessario rimodularli. Il consigliere ha affrontato anche il tema del Recovery fund (“Non ci avete ascoltato e siamo arrivati ad oggi con il nulla cosmico su una materia di quella rilevanza”). Moriconi ha poi continuato: “Penso che ci sarebbero motivi gravissimi per i quali il Consiglio regionale avrebbe dovuto ribellarsi: la mancanza del rispetto delle regole fondamentali che un Consiglio regionale come questo non avrebbe dovuto consentire”. Il consigliere ha ricordato che la minoranza si è sempre comportata in maniera leale e costruttiva consentendo di poter esaminare e licenziare in tempi brevi provvedimenti finanziari di rilevanza straordinaria come le variazioni di bilancio da 400 milioni di euro. (Eln)

Dopo l’on. Moriconi ha preso la parola l’on. Desirè Manca (Cinque stelle), secondo cui “il Fondo Resisto fu approvato con una richiesta di responsabilità avanzata dalla maggioranza a tutte le forze politiche in aula. Ricordo perfettamente il momento, il provvedimento arrivato all’ultimo momento in commissione.  E però tutte le imprese che pure sono in graduatoria non riescono a percepire quanto assegnato sulla carta. Perché continuate a prendere in giro i sardi? Non state mettendo a disposizione i denari che servono per pagare tutti: al massimo la metà degli aventi diritto”.

Dai banchi dell’opposizione l’on. Giuseppe Meloni (Pd): “Quando abbiamo accettato di lasciare la discussione sul poltronificio della legge 107 per parlare di ristori, lo abbiamo fatto con spirito costruttivo. Ma i numeri parlano chiaro: a oggi avete pagato 11 milioni di ristori, molto ma molto meno dei 129 milioni stanziati”. L’oratore ha proseguito chiedendo che i 6 milioni della legge 107 siano “assegnati ai progetti di Lavoras, che altrimenti restano in autunno senza risorse”.

Per l’on. Piga (FdI) è del tutto curioso l’atteggiamento dell’opposizione “visto che la Sardegna è una delle regioni che ha stanziato più ristori per le imprese. Certo non abbiamo la pretesa di risolvere tutti i problemi economici e sociali ma certo tutto questo aiuta a mitigare il dramma che stiamo vivendo. E questo è innegabile. Il governo centrale dovrebbe fare molto di più: lo dico senza aprire polemiche ma per verità. Sappiano bene che il problema dei pagamenti poi è della burocrazia. Serve una legge emergenziale per poter pagare subito: non è colpa dell’assessore se i soldi non arrivano subito nelle casse delle imprese”.

Di nuovo per l’opposizione l’on. Eugenio lai (LeU) ha replicato all’oratore precedente: “E’ un’isola curiosa, fatta di direttori generali che annunciano le dimissioni e poi non si dimettono. E’ siete curiosi anche voi, che non avete un’idea di ripartenza della Sardegna e non saranno i vostri due, tremila euro a risolvere i problemi di chi è sotto di centomila euro. Quando dite che avete pagato 11 milioni di euro state dicendo che i denari, stanziati a luglio 2020, sono stati materialmente pagati? A noi non risulta che qualcuno abbia ricevuto nulla. Il mondo dei vostri racconti non esiste. La vera sfida per la ripartenza sono i vaccini, non cinquemila euro di sostegno da avere chissà quando. Dove vedete un’economia che riparte? Chi volete che sia contento dei vostri ritardi?”.

Per la Lega l’on. Ennas ha definito “comunque positivo questo provvedimento perché sostiene le imprese. Se oggi siamo qua è anche grazie all’ulteriore sollecito del nostro movimento, che è attento al mondo produttivo. Perché l’opposizione non vota contro questi aiuti se è convinta che non servano e che non sia corretto il percorso che ci ha portato fino a qui? Forse ha ragione Zingaretti: vi piace scaldare la sedia e dare lezioni di etica a noi”.

L’on. Manca (Cinque Stelle), chiamata in causa da un passaggio dell’on. Ennas, ha chiesto di poter intervenire per fatto personale a fine seduta.

Ha preso poi la parola l’on. Deriu (Pd), che ha annunciato “la fine con questa seduta di una opposizione responsabile e collaborativa. Sono innumerevoli i momenti in cui il Pd ha sostenuto l’azione della Regione contro la pandemia. Con oggi terminiamo le nostre aperture perché ne abusate, avete dimostrato di non farne buon uso. Da questo momento aspettatevi dunque un confronto che prescinde da una collaborazione unitaria, quella invocata non da voi ma a suo tempo dal Presidente della Repubblica. Voteremo contro anche questo disegno di legge, che scarica sul consiglio decisioni mal istruite e suscettibili di correzioni da parte del Governo e di voi stessi. Avete scambiato la nostra collaborazione per una tolleranza a ogni negligenza. Imparerete a conoscere un’altra opposizione”.

Per l’on. Pierluigi Saiu (Lega) “sarà bello vedere come le opposizioni spiegheranno il voto contrario a un provvedimento che stanzia 73 milioni di euro in più. Lo ripeterò cento volte e voglio vedere cosa farete, cosa direte ai sardi votando contro migliaia di persone che hanno chiesto un aiuto una tantum. Mi auguro che questo coraggio non lo abbiate. Davvero pensate di riempire quest’Aula di falsità? Al massimo potete evitare la figuraccia di votare contro. Al massimo. Amici dei Cinque stelle, continuate a fare selfie perché non avete una proposta. Non ne avete fatta una in due anni”. L’on. Saiu ha poi proseguito: “Le uniche politiche di lavoro efficaci sono quelle che sostengono le imprese, non i posti di lavoro. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscerlo in Consiglio regionale e anche all’interno della nostra maggioranza”. (C.C.)

Il consigliere del M5S Alessandro Solinas ha replicato agli esponenti della Lega che avevano accusato i pentastellati di non aver fatto ancora una proposta costruttiva nel corso della legislatura.: «Siete voi che non date risposte – ha detto Solinas – sarà la storia a giudicarvi”. Secondo Solinas, il Dl in discussione non andrà a beneficio delle imprese: «La gente è disperata e voi fate una mossa autoreferenziale – ha detto Solinas – è deprecabile vedere da un lato la cura che avete messo sul DL 107 per la moltiplicazione delle poltrone e dall’altro l’approssimazione che invece caratterizza il disegno di legge in discussione».

Solinas, in conclusione del suo intervento, ha poi letto una lettera di un giovane medico che denuncia la situazione di degrado della sanità sarda dove regnano disorganizzazione e assenza di merito.

Laura Caddeo (Progressisti) si è rivolta direttamente all’assessore al Lavoro Alessandra Zedda: «Avevamo discusso un piano di interventi in Seconda Commissione prendendo l’impegno di vederci periodicamente per monitorare la situazione – ha detto Caddeo – ci siamo rivisti solo una volta, il prospetto aggiornato a ieri ci lascia dei dubbi di comprensione. Se avessimo messo in atto un dialogo costante tra Giunta e Commissione probabilmente avremmo potuto dare anche il nostro contributo e il dibattito di oggi ne avrebbe beneficiato. I 77 milioni del fondo (R)esisto non hanno ancora prodotto un pagamento. Quali sono gli ostacoli? Io non metto in dubbio che la Giunta e la maggioranza vogliano dare un sostegno alle imprese ma ciò che emerge è che qualcosa non sta funzionando. Questa difficoltà doveva essere affrontata da prima e facendo fronte comune. Oggi occorre prima di tutto mettere in sicurezza la Sardegna dal punto di vista sanitario, solo così potrà ripartire l’economia».

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, rivolto al consigliere Saiu, ha detto: «Ieri ha fatto un appello all’unità per difendere la sanità nuorese. Noi ci siamo e sempre ci saremo. Se oggi siamo qui a parlare di sostegno alle imprese credo che qualche merito vada dato anche alle opposizioni che hanno sollecitato soluzioni per far fronte alla situazione drammatica causata dalla pandemia. Saiu dice oggi che siamo contro questo provvedimento. Noi non contestiamo il finanziamento da 73 milioni di euro ma le modalità con le quali si individuano gli obiettivi. Non potrà esserci una ripresa seria se non è garantita la sicurezza sanitaria. Dobbiamo fare di più perché questo avvenga». Cocco ha poi sollecitato alcune correzioni: «I fondi Lavoras hanno funzionato nei comuni che si sono impegnati per dare attuazione al piano per l’occupazione. Oggi non rinuncerebbero alle loro quote, ciò non significa che siamo contrari a dare soldi alle imprese». Il capogruppo di Leu, infine, è tornato sulla situazione dei lavoratori dell’Agenzia Forestas: «Tra un mese massimo ci troveremo in mano la patata bollente dei nuovi contratti da firmare. La situazione deve essere affrontata con urgenza».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Mura ha replicato a Cocco: «Lei è stato a lungo assente dall’Aula per motivi di salute e non ha assistito al comportamento dei suoi colleghi di minoranza che hanno occupato l’Aula per contrastare i nostri provvedimenti – ha detto Mura – noi andiamo avanti perché abbiamo il diritto di approvare le nostre proposte di legge». Mura ha poi garantito il suo impegno per trovare le coperture agli interventi del Piano Lavoras già finanziati ma non a finanziare nuovi programmi : «Lo dico da sindaco, Lavoras è un puro intervento di assistenzialismo che genera una falsa aspettativa di un impiego pubblico – ha affermato Mura – se devo fare una scelta tra il sostegno alle imprese o a Lavoras non avrei dubbi. La giunta Pigliaru con Lavoras ha dato il metadone a un sistema già drogato di assistenzialismo. Così si penalizza il sistema produttivo. Non sono più disponibile a sostenere questi programmi».

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Michele Ciusa è tornato sulla grave emergenza sanitaria causata dal Covid 19: «La curva epidemiologica è tornata a crescere e in Sardegna la campagna vaccinale non decolla. Le categorie fragili non riescono a farsi immunizzare. L’Isola è nel pieno della terza ondata pandemica, occorre far presto e procedere alle vaccinazioni soprattutto per le categorie più a rischio. Non c’è più tempo da perdere». Perplessità da parte del consigliere grillino anche sull’efficacia degli interventi a favore delle imprese: «Il fondo (R)esisto non ha funzionato, questo nuovo provvedimento non riuscirà a soddisfare tutte le domande. Rischiamo di affossare definitivamente tante attività produttive. Prendiamo i soldi che si vorrebbero stanziare per il nuovo staff della Presidenza e diamoli a chi ne ha bisogno».

Al termine dell’intervento dell’on. Ciusa, il presidente Pais ha dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno nel pomeriggio alle 15.30 (Psp).

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