Nota stampa della seduta n. 117

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 117  – Antimeridiana

Martedì 24 febbraio 2026

41 bis, illustrate in Aula tre mozioni contro l’invio in Sardegna di 92 detenuti sottoposti al regime di detenzione di massima sicurezza. Questo pomeriggio alle 16 la discussione generale. Cagliari 24 febbraio 2026 – La 117esima seduta del Consiglio Regionale è stata aperta dal presidente Piero Comandini che, dopo le formalità di rito, ha annunciato la discussione della mozione n. 65 (Ticca e più) ma il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, intervenendo sull’ordine dei lavori, ha richiesto una convocazione della conferenza dei capigruppo, alla luce delle delibere adottate nei giorni scorsi dalla Giunta regionale in materia di nomina dei dirigenti di alcune Asl, in particolare la Asl 8 di Cagliari, e delle dichiarazione rese dal segretario regionale del Pd, in ordine a presunti profili di incertezza giuridica che caratterizzerebbe i provvedimenti e che sarebbero la ragione della mancata partecipazione degli assessori del Pd alla seduta dell’esecutivo regionale. Il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu, ha invece chiesto uno slittamento alle 12 della discussione delle mozioni inerenti il 41 bis. Il consigliere Franco Mula (FdI) ha lamentato interruzioni, da parte di alcuni consiglieri della maggioranza, nel corso dell’intervento del capogruppo Truzzu. Il presidente Comandini ha ricordato che l’ordine del giorno dell’Aula è quello stabilito dalla capogruppo dello scorso 17 febbraio ed ha quindi accordato una sospensione dei lavori per dare luogo ad una conferenza dei capigruppo, come richiesto dall’onorevole Truzzu. Alla ripresa, il presidente ha annunciato la prosecuzione dei lavori secondo l’ordine del giorno prestabilito, quindi l’illustrazione delle mozioni n. 65 (Ticca e più); 83 (Fundoni e più), n. 100 (Cocciu e più) e dunque l’intervento della presidente della Regione, Alessandra Todde, con una prosecuzione dei lavori nella seduta pomeridiana. Il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, ha quindi illustrato il documento n. 65 che riguarda il previsto trasferimento di 92 detenuti sottoposti al regime 41-bis presso la Casa circondariale di Uta, deciso dal Ministero della Giustizia, senza un confronto preventivo con le istituzioni regionali. Il testo evidenzia che il carcere di Uta presenta già gravi criticità strutturali e carenze di personale, definite “fuori controllo e ingestibili” dalla Garante regionale dei detenuti. L’arrivo di un numero così elevato di detenuti in regime speciale potrebbe aggravare il sovraffollamento, aumentare i rischi per la sicurezza degli operatori e favorire possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e sociale sardo. Ticca ha evidenziato inoltre che il 41-bis richiede strutture adeguate e altamente presidiate per essere efficace; in caso contrario, la misura potrebbe risultare inefficace o controproducente. La mozione ricorda che la Sardegna ospita già sezioni 41-bis e detenuti di alta sicurezza in altri istituti penitenziari e che l’isola ha sostenuto nel tempo un peso rilevante in termini ambientali, economici, sociali e di servitù militari. Nel corso del suo intervento, l’esponente della minoranza, ha ricordato il dettato dell’articolo 119 della Costituzione (riconoscimento dell’insularità) per contrapporsi alle disposizioni del governo che definisce i territori insulari come destinazioni preferenziali per i detenuti sottoposti al 41-bis. Ticca ha evidenziato la sproporzione della presenza di tali reclusi nelle carceri sarde («ne avremo circa 240») cioè quasi un terzo di quelli ospitati in Italia. Nel ricordare le pesanti conseguenze sul sistema sanitario, su quello penitenziario ed economico, l’onorevole Ticca ha auspicato una posizione chiara del Consiglio regionale: «Non contro lo Stato o contro il Governo ma a tutela dell’equilibrio istituzionale ed in favore della Sardegna per non fare germogliare la mafia nella nostra Isola». La consigliera del Pd, Carla Fundoni, ha quindi illustrato la mozione n. 83 che affronta le criticità legate all’ipotesi di trasferimento dei detenuti in regime di 41-bis. Il documento richiama la natura del 41-bis, regime detentivo speciale per reati di criminalità organizzata e terrorismo, che prevede restrizioni molto severe e richiede strutture e misure di sicurezza altamente adeguate. Ricorda inoltre che una norma del 2009 individua le aree insulari come destinazioni preferenziali per tali detenuti, ma si sottolinea come questa previsione sia oggi superata e potenzialmente penalizzante per la Sardegna. L’esponente della maggioranza ha evidenziato diverse criticità: gravi carenze del sistema sanitario penitenziario regionale; lo squilibrio tra numero di detenuti e personale disponibile; i maggiori costi e assenza di adeguate compensazioni statali; il  rischio di infiltrazioni criminali nel tessuto sociale ed economico locale; la  sproporzione numerica, poiché la Sardegna arriverebbe a ospitare quasi 200 detenuti 41-bis su 728 totali in Italia. Per questi motivi, si richiede l’impegno della Giunta regionale a: promuovere un documento condiviso tra le parti istituzionali per tutelare sicurezza e territorio;  sollecitare Governo e Parlamento a rivedere la normativa che privilegia le isole come sedi del 41-bis; istituire un tavolo tecnico permanente Stato-Regione per monitorare l’impatto delle politiche penitenziarie e affrontare il tema delle compensazioni, in particolare sanitarie. Considerazioni ed impegni simili sono contenuti anche nel documento approvato sul tema dalle commissioni Seconda e Sesta del Consiglio regionale ed illustrato dalla stessa Fundoni che presiede il parlamentino della Sanità. «La sicurezza dello Stato – ha affermato l’onorevole Fundoni – è valore condiviso, ma le scelte devono essere equilibrate e sostenibili per tutti i territori. La Sardegna non può infatti sostenere i costi e le soluzioni che ci vengono prospettate con il trasferimento nelle carceri isolane di circa un terzo dei tutti i reclusi sottoposti al 41-bis». (A.M.)   Dopo l’on. Fundoni, l’on. Angelo Cocciu ha preso la parola per Forza Italia per illustrare la terza mozione (n.100): “Abbiamo fatto battaglie importanti contro il governo e con questa mozione vogliamo far capire al governo che certe iniziative devono essere modificate – ha detto Cocciu – bisogna avere collaborazione con il governo e fargli capire in modo sincero che la Sardegna vuole vivere di altre cose e che sono in parte più essere utilizzate per le esigenze della detenzione del 41 bis. Non siamo diversi da altre regioni italiane e non dobbiamo subire un eccesso di presenze di detenuti del 41 bis. Potremmo anche arrivare a un documento condiviso, se ci sarà il tanto”. Ha preso poi la parola la presidente della Regione Alessandra Todde: “Intervengo a seguito del trasferimento di 92 detenuti 41 bis ma qui non c’è in ballo soltanto un aspetto penitenziario e non intendiamo mettere in discussione la lotta alla mafia o il contrasto alla criminalità organizzata. Il punto è altro, riguarda il principio di equilibrio nelle funzioni dello stato, il principio di insularità e la necessità di confronto tra le istituzioni. Oggi in Italia i detenuti col regime 41 bis sono circa 720 e 90 sono già nelle carceri sarde. Dovrebbero arrivare a 240 secondo il piano del governo ma questi per il governo sardo sono numeri non sostenibili anche perché non siamo in grado di assicurare le cure di questi carcerati con le risorse finanziarie della Regione. Ogni decisione deve rispettare l’autonomia della Sardegna e un piano di collaborazione leale tra istituzioni. Invece, a oggi non abbiamo avuto un confronto con la presidente Meloni e il ministro Nordio, che pure abbiamo sollecitato. La Sardegna non è la soluzione logistica di un problema complesso che riguarda il Paese, i nostri territori sono già fragili e questo trasferimento andrà anche a danno dei detenuti sardi che saranno trasferiti fuori dalla Sardegna. La mobilitazione civile in vista della manifestazione del 28 febbraio è molto sentita, con oltre 140 organizzazioni ufficiali e oltre 100 sindaci che parteciperanno con la fascia tricolore. Vogliamo che tutto questo diventi una proposta seria, non contro lo Stato ma per la Sardegna. E il Consiglio regionale oggi può elaborare questa posizione di difesa della Regione” Il vicepresidente Frau ha dichiarato conclusi i lavori e convocato il Consiglio alle 16 per la discussione generale. (C.C.)  
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