CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Ufficio Stampa
Nota stampa della seduta n. 116 Statutaria – Antimeridiana
Mercoledì 4 febbraio 2026
Approvate le disposizioni per la gestione e la valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna e la disciplina degli organi della Fondazione Trenino verde storico della Sardegna (testo unificato Pl 52-133); Alice Aroni (Gruppo Misto) eletta segretaria dell’ufficio di presidenza Approvate le disposizioni straordinarie per la regolarizzazione e il trasferimento in proprietà delle aree e degli alloggi assegnati nel Comune di Gairo a seguito dell’alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti (Pl. 143) Approvata la mozione n. 96 (Piano e più) sulle gravi criticità derivanti dal disegno di legge di riforma della governance portuale nazionale e sui potenziali effetti irreversibili per i porti della Sardegna, alla luce del principio costituzionale di insularità. La seduta statutaria è stata aperta dal presidente Comandini che, dopo le formalità di rito, ha messo in discussione il primo punto all’ordine del giorno: il Testo Unificato sulla gestione e valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna che unisce due proposte di legge (n.52 e n.133) presentate dal centrosinistra, primi firmatari Roberto Li Gioi (M5S) e Salvatore Corrias (Pd), il cui esame era stato interrotto nella seduta del 10 dicembre 2025 dopo la conclusione della discussione generale per mancanza del numero legale. Il Testo Unificato, composto da 16 articoli, punta a dare piena attuazione alla legge n.128 del 2017 per l’istituzione delle ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o dismesse situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico. Tra gli obiettivi principali la disciplina degli organi della Fondazione Trenino Verde istituita con legge nel 2023. Le tratte individuate sono quelle della Mandas-Arbatax, Isili-Sorgono, Sassari-Palau, Macomer-Bosa entrate in esercizio tra il 1888 e il 1932. Fulcro della Fondazione sarà la Giunta esecutiva, un organo con al suo interno i rappresentanti degli assessorati al Turismo, Trasporti ed Enti locali e quelli dell’Azienda regionale sarda trasporti (Arst), incaricata della gestione, e quattro sindaci espressione diretta dei territori. Il presidente della Fondazione verrà nominato dalla Giunta esecutiva e rimarrà in carica per tre anni. Alla Giunta si affiancherà l’assemblea della Fondazione, composta dai sindaci di tutti i comuni i cui territori sono attraversati dalle tratte ferroviarie turistiche. L’assemblea, presieduta dal presidente della Fondazione dovrà essere convocata almeno una volta all’anno. L’infrastruttura ferroviaria, secondo quanto stabilito dall’art.3 potrà essere data in gestione a un concessionario restando però nella piena disponibilità della Regione. Il presidente Comandini ha quindi messo in votazione i primi 5 articoli che sono stati approvati senza discussione. Sull’art. 6 “Giunta esecutiva della Fondazione”, il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu ha espresso perplessità sulla governance della Fondazione: «In che direzione andiamo? La Regione perde controllo della Fondazione sulla gestione e dà gli indirizzi sulla base delle indicazione dei sindaci? E’ un pasticcio, non si capisce chi fa cosa. Immagino già tutta l’attenzione dell’Arst nel dover fare cose stabilite da un soggetto che non sa bene cosa deve fare. Gli assessori diranno all’Arst di fare la progettazione, di occuparsi di questioni che non gestisce. Prima di arrivare a una conclusione sarebbe opportuno fare una riflessione per comprendere bene cosa stiamo facendo in modo da evitare confusione». Critico anche Alessandro Sorgia (Misto): «I conti non tornano. Il 16 luglio in commissione Trasporti si era parlato di un finanziamento da 310mila euro per la Fondazione senza rendiconto. La Fondazione smentisce. Il presidente Elso Rei ribalta questa ricostruzione. Dice di non aver mai ricevuto quei fondi. Come stanno le cose? Il presidente ha anche ribadito che la Fondazione non ha ricevuto un euro dalla Regione, i denari sono andati ad Arst. Senza risorse la Fondazione non può operare». Sorgia ha inoltre espresso dubbi sul peso degli enti locali all’interno della Giunta (solo 4 comuni su 45 i cui territori sono attraversati dalle linee ferrate) e degli assessorati. «La mia proposta è che ci sia un rappresentante per ognuno degli assessorati competenti (Turismo, Trasporti, Enti locali e Cultura). Ci auguriamo che il Trenino riprenda a funzionare». Diametralmente opposta la posizione di Salvatore Corrias (Pd), primo firmatario di una delle proposte di legge confluite nel T.U. «Ricordo ai colleghi che il presidente della Fondazione Elso Rei si è dimesso forse consapevole di una norma fatta in fretta che nel 2023 gli attribuì quel ruolo. Oggi vogliamo fare un’altra cosa. Questa proposta è stata approvata all’unanimità in Commissione. Sul piano del metodo non capiamo il sopraggiungere di queste perplessità. La Commissione ha sentito tutti gli assessori e le altre parti in causa». Corrias è stato netto anche sulla distinzione dei ruoli: «Arst non si può occupare di Turismo. All’azienda di trasporto resterà la competenza per infrastrutture e manutenzione, mentre gli assessorati al Turismo e agli Enti locali l’organizzazione dell’offerta turistica. Ultimamente del Trenino non si è occupato nessuno se non per i 300mila euro all’anno. Di queste risorse non è stata spesa una lira perché non c’era interesse a farlo. Noi invece abbiamo interesse. L’obiettivo è arginare lo spopolamento delle zone interne. Chiedo perché dopo aver votato la proposta di legge vi tirate indietro. La Regione si sta riprendendo il suo ruolo. Questa legge serve per adeguarla al dettato della legge nazionale del 2017. Se non lo facciamo il Trenino resterà fermo e i binari morti». Giudizio condiviso dal presidente della Commissione “Governo del Territorio” Roberto Li Gioi (M5S): «Questa è una proposta di legge seria. Dà una struttura solida a una Fondazione che nella scorsa legislatura è nata come una scatola vuota. in Commissione abbiamo sentito tutti i portatori di interesse. Coinvolti anche gli operatori ignorati nella precedente legislatura. I ruoli sono chiari. La Regione diventa protagonista con i tre assessori per il rilancio del Trenino Verde. Nella Giunta esecutiva ci saranno anche 4 sindaci. E’ una proposta economicamente sostenibile. Non vogliamo fare salti nel buio. Partiamo con piccoli passi ma in modo determinato per rilanciare le zone interne». Favorevole alla legge si è dichiarato l’ex assessore al Turismo Gianni Chessa (Forza Italia): «Il rilancio Trenino Verde è un valore aggiunto per le zone interne. Ha una finalità precisa: valorizzare, velocizzare e snellire burocrazia. Occorre però avere un’idea chiara per come deve funzionare la Fondazione. Il Trenino non è solo un mezzo di trasporto ma di cultura e promozione dei luoghi. Il turismo esperienziale vuole questo. Si tenga conto delle osservazioni dei colleghi. Oggi il Trenino assorbe soldi ma non produce niente. Sono soldi buttati. Ci sono linee chiuse e stazioni da ristrutturare. Questo di oggi è un investimento che però non va sostenuto con le mance ma con risorse vere. Sono convinto che darà risultati. Ora si parta, la Fondazione potrà poi essere migliorata». L’Aula ha quindi approvato l’art.7 e l’emendamento n.1 (Li Gioi-Ciusa) con una modifica del comma 2 sui criteri di partecipazione all’assemblea della Fondazione. Il capogruppo di FdI Truzzu, dopo aver espresso voto favorevole, ha detto: «Quando si interviene in Aula e si portano ragionamenti lo si fa per cercare di migliorare le cose non per andare contro qualcuno. Nessuno dice che la legge precedente è la migliore del mondo. Su questa ci si confronta, se ci sono perplessità è giusto esprimersi. Mi scuso per non aver partecipato ai lavori della Commissione ma ricordo a tutti che l’Aula è sovrana. Si può cambiare idea e se ci sono dubbi è giusto esprimerli. Continuo a dire che sulla governance ho seri dubbi. La rete ferroviaria della Sardegna è la più estesa d’Europa, serviranno molti soldi». In sintonia con il suo capogruppo anche Antonello Floris (FdI): «Ci siamo espressi all’unanimità in Commissione, lo stesso faremo in Aula. Il Trenino Verde è un simbolo della Sardegna. Attraversa territori splendidi, è lo strumento giusto per investire sul turismo interno, alternativo a quello balneare. E’ un messaggio chiaro: la Sardegna non è solo mare. Ci sono delle perplessità. Vogliamo comunque dare fiducia a questo progetto». Secondo Fausto Piga (M5S) l’auspicio è che la legge possa dare i frutti sperati. «Il Trenino Verde è un tesoro da sfruttare ma, allo stesso tempo, ho delle perplessità riguardo alla governance. Non basta dire che c’è una guida, occorre mettere in campo nuove idee e specificare come verranno attuate. Non è chiaro cosa si farà di diverso e meglio rispetto al passato. Questa legge non stanza un euro aggiuntivo rispetto ai finanziamenti ordinari. Due assessorati (Turismo e Trasporti) dovranno dialogare tra di loro. Arst dovrà garantire l’efficienza dell’infrastruttura. Riusciranno a lavorare insieme? Ho perplessità sul fatto che i rotabili siano efficienti da domani senza risorse adeguate. Cosa si farà di diverso e meglio rispetto al passato?». L’Aula ha quindi approvato i restanti articoli senza discussione. In sede di dichiarazione di voto al testo finale della legge è intervenuto Alessandro Sorgia (Misto) che ha annunciato la sua astensione: «Pur riconoscendo il valore della legge, con grande rammarico mi asterrò dal voto. Ancora una volta non sono arrivate risposte alle nostre richieste». Roberto Li Gioi (M5S) ha ringraziato tutti i componenti di maggioranza e opposizione per il percorso fatto assieme. «Terremo conto di tutte le indicazioni. Vogliamo dare gambe a questa proposta di legge. E’ un provvedimento serio che sarà adeguatamente sostenuto con i prossimi interventi finanziari Voto di astensione ha annunciato anche Ivan Piras (Forza Italia): «Riconosciamo il valore dell’iniziativa ma esistono delle criticità legate alla governance. Ci sono dubbi anche sulle modalità di nomina del presidente della Fondazione che passa attraverso una designazione del Presidente della Giunta, una visione verticistica. Anche sulle designazioni da parte degli assessorati sarebbe stato meglio indicare dei requisiti oggettivi. Non si parla infine di indennizzi per i componenti della Giunta esecutiva, si intuisce che non ce ne saranno. Nulla vieta di correggere la norma in futuro». Voto favorevole ha invece annunciato Gianni Chessa (Forza Italia): «Voto il principio di un’idea vincente. Bisogna prima o poi iniziare, va fatta qualcosa. Ciò che mi preoccupa è la Giunta che non dà risposte alle perplessità sollevate dai colleghi». Astensione per Fausto Piga (FdI): «Sono un sostenitore del Trenino Verde – ha detto – credo che sia un ottimo strumento per promuovere le zone interne. Ho posto perplessità, non ho avuto risposte per cui sono costretto ad astenermi. Il mio vuole essere uno stimolo alla maggioranza a fare di più è meglio». Messo in votazione il Testo Unificato è stato approvato, con procedimento elettronico, con 37 voti a favore e 11 astenuti. (Psp) Dopo la Conferenza dei Capigruppo il presidente Comandini ha comunicato all’aula che l’ordine del giorno è stato modificato e che la seduta procede con l’elezione di un segretario. La votazione è stata aperta ed è risultata eletta segretario dell’ufficio di Presidenza la consigliera Alice Aroni del gruppo misto . Si è poi passati all’esame della Proposta di Legge 143/A (Corrias e più) “Disposizioni straordinarie per la regolarizzazione e il trasferimento in proprietà delle aree e degli alloggi assegnati nel Comune di Gairo a seguito dell’alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti”. L’approvazione della proposta di legge consentirà di sanare una vicenda storica rimasta irrisolta per oltre settant’anni, garantendo ai cittadini certezza giuridica e pieno riconoscimento della proprietà, riducendo il contenzioso e favorendo il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio locale. Il relatore per l‘aula Salvatore Corrias (Pd) ha ricordato gli eventi alluvionali del 1951. Oggi ci sono 480 famiglie – ha detto – che non hanno ancora diritti. Con questa PL colmiamo un vulnus storico. E’ una norma di natura speciale e straordinaria. Serve a dare una risposta alla Sardegna che soffre. Oggi con questa PL – ha affermato – stiamo facendo un passaggio importantissimo. Infatti, nonostante la legge regionale 7 maggio 1999, n. 14 (Interventi per il completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini (NU)) avesse delegato alle amministrazioni comunali le funzioni di riordino, il perfezionamento del trasferimento dei terreni dallo Stato agli Enti locali si è concretizzato, per complessità burocratiche esogene e non imputabili alle amministrazioni stesse, solamente nel luglio del 2025. Tale stasi amministrativa ha generato una profonda dicotomia: centinaia di nuclei familiari detengono il possesso materiale degli immobili, pur in assenza di un titolo giuridico valido erga omnes. Tale condizione ha precluso loro l’accesso al credito, la possibilità di intervenire con opere di ristrutturazione e la corretta gestione delle successioni ereditarie. Il presente intervento legislativo si configura, pertanto, come misura di carattere straordinario, necessaria per sanare un vulnus storico che perdura da oltre settant’anni, restituendo certezza del diritto e piena dignità ai cittadini coinvolti. Nel merito, il provvedimento ambisce a comporre definitivamente il quadro proprietario nei Comuni di Gairo, Cardedu e Osini. La norma, avente natura speciale, è concepita per superare gli ostacoli amministrativi che hanno sinora impedito la conclusione dei piani di ricostruzione post 1951. Il vice presidente Aldo Salaris ha dato la parola a Giovanni Chessa (FI) che ha fatto l’esempio di Tuvumannu come area altamente degradata. Il ruolo che deve avere la Regione è anche gestire situazioni analoghe. Per Chessa ci vuole una legge seria l’assessore Spanedda deve cercare di risolvere queste situazioni. Questa PL porta ad allargare il ragionamento alle altre situazioni simili. Io voterò – ha concluso – a favore ma bisognerà allargare il discorso anche a Tuvumannu. L’assessore Francesco Spanedda ha detto che questa PL è importante perché risolve un’anomalia giuridica e restituisce certezza del diritto. Questo procedimento porta anche coesione sociale. Si inserisce nel più ampio tema di riallineare una serie di questioni che sono aperte da troppo tempo. L’assessore ha annunciato un disegno di legge che ha l’obiettivo di dare la casa a chi ne ha bisogno. L’Aula ha approvato il passaggio agli articoli. Sull’art.1 (Finalità) sono intervenuti: Chessa (FI) che ha detto che bisogna gestire meglio il patrimonio abitativo. Dobbiamo affrontare il tema della casa. Questa PL apre una discussione sull’edilizia abitativa in Sardegna. Con il tema della casa dobbiamo dare dignità agli essere umani e Maria Laura Orrù (Alleanza Verdi Sinistra) che ha annunciato il voto a favore del suo gruppo perché è una legge giusta. L’art 1 è stato approvato. Sull’articolo 2 è stato presentato da Salvatore Corrias un emendamento orale all’emendamento n. 1 (nel comma 1 dell’articolo 2 la parola “possesso” è sostituito dalla parola “detenzione”. L’emendamento 1 , emendato, è stato approvato. Via libera anche all’articolo 2 (Formazione dell’elenco provvisorio degli aventi diritto all’area edificabile o all’alloggio), all’art 3 (Forme di pubblicità ed elenco definitivo degli aventi diritto all’area edificabile o all’alloggio), all’art 4 (Trasferimento della proprietà), all’articolo 5 (Disposizioni speciali), all’articolo 6 (Disposizioni attuative), all’art 7 (Norma finanziaria) e all’articolo 8 (Entrata in vigore). La legge è stata approvata (sì 32, 2 astenuti). (R.R.) Il vice presidente del Consiglio Aldo Salaris (Riformatori) ha concesso la parola al consigliere del Pd, Gianluigi Piano, per l’illustrazione della mozione n. 96. L’esponente della maggioranza ha espresso forte preoccupazione per il disegno di legge di riforma della portualità nazionale approvato dal Consiglio dei ministri il 22 dicembre 2025, che prevede l’istituzione della società Porti d’Italia Spa e un deciso accentramento delle funzioni oggi svolte dalle Autorità di sistema portuale. Tale riforma viene ritenuta potenzialmente dannosa per la Sardegna, poiché riduce l’autonomia decisionale, finanziaria e operativa dei porti regionali. Il testo richiama il principio costituzionale di insularità, introdotto nel 2022, che obbliga lo Stato a compensare gli svantaggi strutturali delle regioni insulari. A giudizio del consigliere Piano, la riforma non tiene adeguatamente conto di questo principio, non valutando gli effetti specifici sulle isole né prevedendo misure compensative. Il primo firmatario del documento ha quindi sottolineato che i porti sardi non sono solo infrastrutture economiche, ma servizi essenziali per la mobilità, la continuità territoriale e la coesione sociale. La centralizzazione delle decisioni e delle risorse rischia di penalizzare ulteriormente la Sardegna, già colpita da ritardi infrastrutturali e da una limitata assegnazione di risorse PNRR, ampliando il divario con il resto del Paese e incidendo anche sul diritto alla mobilità. Per questi motivi, la mozione impegna la Presidente della Regione e la Giunta ad attivarsi con urgenza su più livelli: tutela politica e istituzionale del sistema portuale sardo; apertura di un confronto con parlamentari, Autorità portuali, enti locali e parti sociali; richiesta di modifiche sostanziali al disegno di legge; richiamo formale del principio di insularità; attivazione delle sedi di confronto Stato-Regioni; e, in ultima istanza, valutazione di iniziative di tutela costituzionale qualora la riforma non venga corretta. Per la Giunta è intervenuta l’assessora dei Trasporti, Barbara Manca, che ha detto di condividere i contenuti della mozione e l’illustrazione fatta dal consigliere del Pd Piano. L’assessora ha insistito sulla necessità di garantire piena attuazione al principio costituzionale sul riconoscimento della condizione di insularità e ribadito che “le peculiarità della Sardegna devono essere valorizzate in tutti i percorsi legislativi”. L’esponente dell’esecutivo ha quindi fatto riferimento alle competenze concorrenti che la Costituzione riconosce alla Regione sarda in materia di portualità ed ha rassicurato sull’impegno a farne valere il dettato nel confronto con lo Stato. L’Aula ha quindi approvato la mozione n. 96 con 30 voti favorevoli su 30 votanti ed il presidente dell’assemblea Piero Comandini ha dunque dichiarato conclusi i lavori ed ha annunciato la convocazione dell’Aula al domicilio dei consiglieri. (A.M.)