CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Ufficio Stampa
Nota stampa della seduta n. 104 – Antimeridiana
Martedì 13 gennaio 2026
Manovra 2026-2028, aperta la discussione generale, i lavori proseguono alle 16 La seduta è stata aperta con l’esame della Manovra finanziaria 2026-2028. Il Presidente, Piero Comandini, dopo le formalità di rito, ha proceduto con la discussione generale e ha dato la parola al relatore di maggioranza Alessandro Solinas (M5S) . Il Presidente della Terza Commissione, dopo aver ricordato l’iter che hanno seguito i documenti finanziari ( il DOC. N. 29/XVII/A della Giunta, Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale, il DL 158 Legge di stabilità regionale 2026 e il DL 159/A – Bilancio di previsione 2026-2028) ha auspicato la loro rapida approvazione. Questi documenti – ha sottolineato Solinas – hanno visto la luce in un clima di grande incertezza. Le risorse ci sono e consentiranno di attuare interventi su settori strategici per la Sardegna come quello sanitario, il sostegno alle fasce deboli, l’ambiente, il contrasto allo spopolamento, l’istruzione, la formazione, il lavoro. Solinas ha più volte ricordato che questa manovra è stata definita prima dell’accordo sulle entrate. Solinas ha detto di credere in un approccio costruttivo: “La volontà della maggioranza è quella di alimentare il dialogo con la minoranza e con le parti sociali”. Molto critico il relatore di minoranza Fausto Piga (FdI) che ha detto che la bella notizia è che questa maggioranza non potrà far peggio dello scorso anno, quando la Regione per sei mesi è rimasta “ingolfata”. Però la brutta notizia è che la Finanziaria 2026 non è la finanziaria della svolta, si tratta di una manovra ricca per le risorse (11 miliardi di euro) ma povera nei contenuti. E’una Finanziaria tecnica, dove è scarsa l’impronta politica. Inoltre si tratta di una finanziaria dove spiccano “interventi imbarazzanti” che sviliscono la manovra. Più che di un bilancio della Regione – ha continuato Piga – sembra un bilancio di un ente periferico. Il modo in cui si programma la spesa a volte è ridicolo, la Regione deve programmare in modo strategico. Ci sono poi troppe nuove consulenza e incarichi. Insomma, l’opposizione è critica su questa finanziaria. Ma poco entusiasmo – ha aggiunto il relatore di minoranza – arriva anche dai portatori di interesse sentiti in commissione. In agricoltura gli auditi hanno detto che “manca un’ idea di sviluppo”. Per i sindacati “mancano investimenti di prospettiva nel settore pubblico, In sanità questa maggioranza punta sulla sanità privata. E poi critiche dalla Confesercenti “Il commercio è antipatico alla sinistra” e dalla Confindustria che dice che manca una strategia sul comparto manifatturiero. Critici anche i Comuni sull’eseguità del fondo unico. Insomma più ombre che luci. Credo che il Consiglio regionale – ha concluso Piga – debba tener conto di questi pareri per migliore questa manovra., non esistono bacchette magiche ma vi chiediamo di non creare nuovi problemi. Ci vuole un cambiamento di passo. (R.R.) Dopo una sospensione dei lavori, alla ripresa, il presidente del Consiglio, Piero Comandini, ha comunicato la prosecuzione dei lavori fino alle 13 e quindi la convocazione dell’Aula per il pomeriggio, a partire dalle 16. Il Consiglio si riunirà anche domani 14 gennaio, alle 10 per gli interventi dei capogruppo. Il primo intervento nella discussione generale è stato del consigliere Alessandro Sorgia (Misto) che ha auspicato “l’apertura di una fase di assunzione di responsabilità politica da parte della maggioranza”, affermando che “le risorse non possono essere disperse” e che quindi “occorre procedere con una seria programmazione”. «A questa Finanziaria – ha spiegato l’esponente della minoranza – mancano coraggio, visione e strategia». Sorgia ha quindi proseguito evidenziando le tensioni politiche che – a suo giudizio – attraversano il Campo largo («in particolare quelle sulla Sanità e quelle con il segretario regionale del Pd») e con una elencazione degli impegni che “l’esecutivo e la presidente hanno disatteso, ad incominciate da quelli con le associazioni di categoria”. Tra i settori critici meritevoli di “più adeguate politiche e di interventi efficaci”, il consigliere Sorgia ha fatto riferimento alla Sanità («il sistema va aggredito ed invece non c’è una sola riforma ma soltanto l’ennesimo teatrino delle nomine»); l’agricoltura («indicate solo interventi spezzatino e si continuano ad affrontare le emergenze con provvedimenti spot»); l’industria («manca un piano industriale e non c’è traccia dell’agenzia sarda per l’energia»); i trasporti («i 30 milioni che proponete per l’ipotizzata holding degli aeroporti vanno destinati alle vere emergenze»); il lavoro («serve un piano stabile per le assunzioni e far scorrere le graduatorie, insieme con il rilancio della formazione»), il commercio e l’artigianato («registriamo una scarsa attenzione nonostante chiudano almeno 5 aziende al giorno»). Critiche alla manovra anche da parte della consigliera Alice Aroni (Misto) che ha accusato la maggioranza di rivolgere le sue energie “per comunicare anziché per fare”. L’esponente della minoranza ha definito il provvedimento in discussione come “un disegno di legge senza prospettiva” ed ha sottolineato, riferendosi alla Giunta, un generale clima di “incertezza e instabilità” che ne condiziona l’operato. «Il 2025 – ha affermato Aroni – si è concluso con le delibere illegittime di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie e il 2026 si apre con la legge che possiamo definire di instabilità politica”. «La massa manovrabile – ha insistito – è irrisoria e gli articoli del disegno di legge hanno carattere adempimentale piuttosto che affrontare i temi chiave dello sviluppo e della crescita». «Dopo due anni al governo – ha concluso Alice Aroni – l’apprendistato può dirsi concluso ma anche oggi seguite la strada più volte censurata dalla Corte dei Conti, proponendo un’altra legge-provvedimento». All’assenza di visione strategica ha fatto più volte riferimento anche la consigliera di FdI, Cristina Usai, che nel corso del suo intervento ha spiegato come – a suo giudizio – il provvedimento in discussione non affronti i nodi strutturali della Sardegna “ma ripropone una sommatoria di interventi settoriali”. L’esponente della minoranza ha bollato come “politicamente debole” l’articolo 1 della legge di Stabilità e riguardo ai contenuti dell’articolo 2 ha affermato che “lascia irrisolti tutti i problemi della sanità sarda, non prevedendo nessuna riorganizzazione del sistema sanitario”. Ulteriori sottolineature critiche hanno riguardato le politiche sociali («si conferma un modello assistenziale») ed anche i trasporti («sono i grandi assenti e continuano a mancare impegni concreti per garantire la continuità territoriale interna»). Il vice presidente del Consiglio, Giuseppe Frau (UpT) ha quindi dichiarato conclusi i lavori della mattinata e ha annunciato la convocazione dell’Aula alle 16 per proseguire con la discussione generale. (A.M.)