Nota stampa della seduta n. 102

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVI Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 102 – Antimeridiana 
Martedì 2 febbraio 2021

Approvata la legge “Disciplina del provvedimento unico regionale in materia ambientale (PAUR), di cui all’articolo 27 bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), e successive modifiche e integrazioni. (da Dl 238 – Giunta)

Il presidente Pais ha aperto i lavori della seduta sul ddl 238/A. Subito il consigliere Ennas a nome della maggioranza e ha illustrato le norme che regolamenteranno il Provvedimento ambientale unico regionale: “La materia è complessa e le norme spesso sono un freno per le imprese o comunque producono inutili rallentamenti. Alla luce delle norme più avanzate europee e nazionali, oggi proponiamo oggi una razionalizzazione del processo amministrativo in materia di impatto ambientale e di incidenza ambientale in modo che in 30 giorni si giunga al provvedimento autorizzatorio definitivo. Ma sia chiaro: la riduzione dei tempi non deve significare riduzione dei controlli su quanto le imprese fanno o non fanno a tutela dell’ambiente. Il Paur conterrà due fasi: avrà prima una istruttoria tecnica e poi si concluderà con una delibera della giunta regionale che conterrà i titoli abilitativi”.

L’on. Li Gioi (Cinque stelle), relatore di minoranza, ha esordito così: “La Giunta regionale già nel 2017 ha già disciplinato in materia al punto che appare del tutto superfluo questo disegno di legge. Che invece è interessante  perché al comma 10 dell’articolo 1 la Giunta prevede che la sua discrezionalità politica possa portare espressamente al rilascio del Paur. Siamo davanti a un caso unico nel territorio italiano: la discrezionalità politica conclude un atto amministrativo. Dovremmo votare una legge che prevede che il parere sulla compatibilità ambientale sia rilasciato non sulla base di valutazioni tecniche ma sulla discrezionalità politica. Che deve invece essere eliminata”.

Per i Progressisti l’on. Massimo Zedda ha comunicato all’Aula la notizia in arrivo da piazza del Carmine: la Regione ha perso il ricorso al Tar sulla zona gialla. “La motivazione risiederebbe nel fatto che la Regione ha usato criteri discrezionali nell’indicare le ragioni per le quali è scorretto classificare l’isola come zona arancione. Lo stesso giorno siete capaci di riproporre la discrezionalità politica in un testo di legge nella delicatissima materia ambientale. Ma quella non sarebbe discrezionalità: si chiama in altro modo e non lo dico qui tanto ci capiamo. E’ giusto che la Giunta deliberi in ordine alla compatibilità ambientale ma lo deve fare sulla base dell’esito della conferenza dei servizi. Voi intendete invece dire che la Giunta può sovvertire politicamente l’esito della conferenza dei servizi? Non è chiaro a chi vi vogliate sostituire, se solo ai tecnici o anche all’intero apparato dello Stato. Siete consapevoli che col nuovo piano casa avete creato lo stallo dell’edilizia in questa Regione, proprio perché avete approvato un testo che ha generato soltanto incertezza. Sarete ricordati come la peggiore giunta della storia dell’Autonomia”.

Sull’ordine dei lavori il capogruppo Psd’Az, on. Franco Mula, ha ringraziato con ironia l’on. Zedda per le indiscrezioni sulla decisione del Tar. “Se fosse davvero così sarebbe una sconfitta per tutti i sardi e ricorreremo al Consiglio di Stato”.

Per l’on. Giorgio Oppi, leader dell’Udc, “è stata l’opposizione in commissione a consentirci di portare in aula questo testo in tempi rapidissimi. Bisogna riconoscere che questa legge snellirà il procedimento organizzativo e favorirà gli investimenti, impiegando criteri di ragionevolezza e non soltanto la discrezionalità tecnica. Bisogna che ci assumiamo la responsabilità, come nel 2010 quando doveva essere espresso il parere sul tracciato della Sassari Olbia. L’opera alla fine è stata autorizzata, proprio con ragionevolezza. La stessa che reclamiamo oggi come necessaria per far camminare l’economia”.

Dai banchi dei Progressisti l’on. Maria Laura Orrù: “Si coglie in questo disegno di legge la necessità di semplificare il procedimento amministrativo ma rimangono le perplessità sul comma 10. Quando siamo davanti a interventi strategici per la Sardegna non trovo corretto trasferirli in una norma che si occupa di tutti gli interventi. Perché questo testo non è stato discusso prima, quando abbiamo parlato del piano casa? Perché non aggiorniamo anche il piano energetico ambientale visto che si tratta di materie assolutamente connesse”.

Dal Pd l’on. Giuseppe Meloni ha detto che “colpiscono le date in questa vicenda. Il 31 dicembre 2020 la giunta regionale ha accolto i rilievi di natura ambientale al Piano Mancini della città di Olbia. Un sindaco a voi molto vicino ha parlato in quel caso di decisione politica e l’ha rivendicata. Io non penso sempre male, non vivo nella cultura del sospetto. Però il 4 gennaio voi presentate questo disegno di legge di snellimento e al comma 10 inserite la discrezionalità politica della Giunta. Come si può non pensare male? Dovete sgombrare il campo da tutti i fraintendimenti”.

Rivolto all’assessore Gianni Lampis, l’on. Li Gioi  (Cinque stelle) ha detto: “Qualche settimana fa mi ha attribuito affermazioni non mie. Oggi mi rivolgo io a lui e chiedo se è normale questo comma 10, che è l’esatta esemplificazione di quanto vi dico. E’ normale o gravissimo inserire la discrezionalità politica in una legge? Io dico che è gravissimo. E non vale ricordare cosa accadde per la Sassari Olbia come ha sostenuto l’onorevole Oppi. La Giunta ha bisogno di visione, di un’idea di sviluppo. E non di discrezionalità. Siete faciloni e leggeri, ve ne fregate perché contate sulla maggioranza e sui numeri”. (C.C.)

Il capogruppo di Fdi Francesco Mura, nel riconoscere l’atteggiamento positivo dell’opposizione sulla legge durante il confronto in commissione, ha affermato che a suo giudizio il dibattito stia prendendo ora una piega diversa. Il concetto di fondo, ha sostenuto, è che la politica non può e non deve appiattirsi su una funzione burocratica ma dimostrare di avere una visione più ampia. Lo stesso concetto proposto dalla minoranza in campo energetico, cioè che la Sardegna non deve diventare una piattaforma produttiva rivolta a mercati esterni, al di là dei formalismi amministrativi, va applicato a tutto campo nella materia ambientale, terreno di incontro e a volte di sconto fra visioni diverse. E’fuorviante inoltre, a giudizio di Mura, citare il caso di Olbia il cui piano di risanamento idro-geologico ha avuto un iter amministravo lungo e rigoroso, che nel tempo ha portato ad esiti diversi.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha condiviso le considerazioni dei colleghi della minoranza, proponendo all’Aula un altro tema, quello del recepimento di una norma statale che, in questo specifico caso, si è allargato ad una norma ulteriore riferita alla discrezionalità politica del governo regionale. Nel merito, ha riflettuto Agus, si tratterebbe poi di un passaggio pleonastico perché il riferimento alla discrezionalità (che comunque ha dei limiti stabiliti dalla legge), semmai, è contenuto nelle leggi dello Stato, aprendo la strada a contenziosi contro la Regione. La questione inoltre, ha rilevato esponente dei Progressisti, non è secondaria perché incide anche su progetti già presentati con l’iter in corso, con relativi interessi economici, per cui sul punto presenteremo alcuni emendamenti correttivi.

A nome della Giunta l’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis, dopo aver ringraziato tutti i gruppi consiliari per il lavoro svolto a cominciare da quelli dell’opposizione, ha respinto la tesi secondo la quale nella legge sia stato inserito qualcosa di nuovo nella materia ambientale; non è così almeno dal 2006 e quindi si è in presenza di una linea condivisa dai governi regionali che si sono succeduti nel tempo. Inoltre, ha precisato, non ci può essere una discrezionalità che vada oltre la legge, come sancito da una sentenza della Corte costituzionale del 2013 che, sul punto, si sofferma sulla particolare complessità dei procedimenti in materia ambientale che assumono legittimamente (per gli interessi in gioco) anche un valore politico. Secondo Lampis, ancora, è sbagliato soffermarsi su singoli casi (per importanti che siano) di fronte ad una norma che, come tutte le altre, deve essere caratterizzata da generalità ed astrattezza. Sento in pieno tutta la mia responsabilità, ha concluso Lampis, anche dal punto di vista generazionale, per assicurare il rispetto della legge in un quadro di maggiore efficienza della pubblica amministrazione, di semplificazione burocratica, e di equilibrio fra diverse esigenze finalizzato ad assicurare lo sviluppo della Sardegna.

Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente ha messo in votazione il passaggio all’esame degli articoli della legge.

Per dichiarazione di voto, il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha parlato di incomprensioni fra maggioranza ed opposizione perché il punto proposto dalla minoranza non riguarda l’impianto della legge ma l’introduzione di un nuoco comma.

Il consigliere della Lega Michele Ennas, sull’ordine dei lavori, ha chiesto una breve sospensione della seduta per un approfondimento della maggioranza sul contenuto degli emendamenti presentati.

Alla ripresa dei lavori, il presidente ha messo in votazione il passaggio agli articoli, che il Consiglio ha approvato per alzata di mano.

Successivamente è iniziato l’esame dell’art.1 e sugli emendamenti collegati.

Il parere ha espresso parere negativo o di invito al ritiro, tranne che per il n.6

La Giunta ha espresso parere conforme.

I consiglieri Agus (Progressisti) e Li Gioi (M5S) hanno annunciato il ritiro di alcuni emendamenti.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha dichiarato che, a fronte all’esigenza di consentire ad alcune società attive in Sardegna di ottenere autorizzazioni dalla Regione in materia ambientale, l’unico strumento compatibile con la legge è quello del modello Ilva, cioè dello “scudo” penale.

Il consigliere del Pd Giuseppe Meloni ha ribadito le sue perplessità sulla concreta applicazione della legge alla luce del Piano contro il rischio idro-geologico della città di Olbia.

Successivamente sono stati respinti per appello nominale con 20 favorevoli e 31 contrari (causa il malfunzionamento dell’impianto di registrazione) gli emendamenti 7.

Approvato invece per alzata di mano l’emendamento n.6 che prevede il parere della commissione competente, prima della delibera autorizzativa della Giunta.

A seguire, il Consiglio ha approvato gli articoli della legge ed espresso il voto finale, con 31 voti favorevoli e 20 astenuti.

Subito dopo, il presidente ha chiuso la seduta, riconvocando il Consiglio per le 16.30. (Af)

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