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La Commissione Sanità approva all’unanimità il progetto per l’apertura del reparto di terapia intensiva e semintensiva pediatrica all’Ospedale Brotzu.

Un progetto che unisce tutto il sistema sanitario regionale e mette d’accordo maggioranza e opposizione in Consiglio: la Sardegna avrà il suo reparto di terapia intensiva e semintensiva. Sei posti letto all’interno dell’ospedale Brotzu di Cagliari destinato a diventare  l’hub di riferimento. La Commissione Sanità del Consiglio regionale ha dato il via libera all’unanimità al progetto elaborato dal Gruppo di lavoro coordinato dall’assessorato della Sanità.

Il parlamentino guidato da Carla Fundoni (Pd) ha sentito in mattinata i medici e i responsabili del progetto: «E’ stato un lavoro lungo e proficuo portato avanti da un gruppo multidisciplinare – ha spiegato il direttore generale dell’assessorato alla Sanità, Stefano Piras – il risultato è un progetto concreto a cui si è arrivati con un ragionamento non solo clinico ma procedurale (accreditamenti, relazione con il 118, etc). Chiari anche i tempi con un cronoprogramma ben definito. Siamo consapevoli che il reparto di terapia intensiva pediatrica non può essere aperto dall’oggi al domani. Per questo si ragionerà per step».

A dare qualche indicazione in più sui tempi ci ha pensato  il Direttore sanitario dell’Arnas Brotzu, Giorgio Carboni: «Nel breve periodo saranno realizzati due posti letto per pazienti che richiedono alta intensità di cure, altri due saranno ospitati nel reparto di terapia intensiva per adulti con l’obiettivo di arrivare entro la fine dell’anno ai 6 posti letto complessivi come previsto dalla rete ospedaliera regionale». All’interno dell’Arnas Brotzu è già operativo un tavolo tecnico composto da medici e infermieri che seguirà passo per passo l’iter del progetto. Il reparto di terapia intensiva sarà ospitato nei locali dell’ex pronto soccorso. I lavori di ristrutturazione termineranno entro il prossimo mese di giugno, poi si dovrà procedere agli accreditamenti. «Nel frattempo, sarà avviato il percorso di formazione di medici e infermieri – ha affermato Carboni – il personale, grazie all’accordo firmato con il Bambin Gesù di Roma, sarà seguito in tutte le fasi inziali dai professionisti romani. La formazione prenderà il via entro il 15 aprile e si concluderà entro la fine del 2026»

Visibilmente soddisfatto Alberto Lai, responsabile del reparto di anestesia pediatrica del Brotzu: «Sta per realizzarsi un sogno che inseguivamo da tempo – ha detto – abbiamo scelto un’eccellenza assoluta per la formazione del personale. Il Bambin Gesù ha la capacità di realizzare percorsi formativi certificati e di qualità. Il nostro obiettivo è assicurare assistenza e cure migliori ai bambini. All’inizio occorrerà lavorare al meglio, insieme al 118, sul sistema di trasporto in emergenza e il back transport (il trasporto da un centro ospedaliero di alta specializzazione a un ospedale di livello inferiore o vicino al proprio domicilio una volta che il paziente è clinicamente stabile)».

Per Giuseppe Masnata, direttore della Pediatria del Brotzu, «La creazione di un reparto di terapia intensiva pediatrica è una vittoria per tutta la Sardegna, il risultato di una collaborazione proficua tra i tecnici e la politica».

Giudizi positivi anche da Giampiero Capobianco (direttore della clinica di ginecologia dell’Aou di Sassari) e Maria Antonia Cossu (direttrice del reparto di terapia intensiva neonatale di Sassari) che hanno auspicato la creazione di un sistema di collegamento efficace tra l’hub regionale di Cagliari e i presidi del Nord Sardegna.

Attenzione per il reclutamento del personale ha invece sollecitato Vassilios Fanos (direttore della terapia intensiva neonatale dell’Aou di Cagliari): «Siamo di fronte a un grande risultato grazie alla collaborazione di tutti. Occorre però fare un’attenta valutazione sulla situazione attuale dove il sistema di trasporto neonatale è carente. Nei reparti mancano medici e infermieri. Serve un quadro analitico dei fabbisogni».

Preoccupazioni condivise dal responsabile della Centrale Operativa del 118 di Cagliari Daniele Barillari: «Per trattare i piccoli pazienti servono altissime competenze. Prima di acquisirle ci sarà bisogno di portare i bambini fuori dalla Sardegna ancora per qualche anno. Il trasporto sanitario è un tema fondamentale. I nostri elicotteri non bastano. Occorre ragionare sulla possibilità di rivolgersi a una società privata per il trasporto in aereo».

Soddisfazione, infine per il via libera al progetto, hanno espresso Cinzia Putzu, responsabile del reparto di Analgesia Ostetrico-Ginecologica del Policlinico di Monserrato, Giulio Oppes dell’Areus e Manuel Scarano, direttore del reparto di neonatologia del Brotzu.

«Seguiremo con grande interesse tutte le fasi del progetto – ha detto al termine delle audizioni la presidente della Commissione Carla Fundoni – su questo tema c’è unità d’intenti come dimostra la collaborazione tra maggioranza e opposizione. Quest’estate insieme al gruppo di lavoro faremo il punto della situazione sull’andamento dei lavori. Da parte nostra c’è la massima disponibilità. La terapia intensiva pediatrica rappresenta un obiettivo primario del sistema sanitario regionale».

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