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Enoturismo e sovvenzioni in agricoltura.

Con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dei consiglieri di minoranza, la Quinta Commissione del Consiglio regionale ha espresso parere favorevole su due delibere, la 50/36 e la 50/38, approvate lo scorso 8 ottobre dalla Giunta regionale. I due provvedimenti liberano complessivamente 9 milioni di euro per le sovvenzioni dirette a piccole e medie imprese agricole e per aiuti de minimis a favore di imprese della pesca e dell’acquacoltura.

Per le sovvenzioni dirette, sono disponibili 3 milioni di euro – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Gabriella Murgia durante l’audizione davanti al parlamentino presieduto da Piero Maieli – soldi finalizzati a far fronte alla mancanza di liquidità delle aziende più colpite dall’emergenza Covid 19». I fondi saranno così distribuiti: 1,2 milioni di euro al settore vitivinicolo, un milione al comparto orticolo e 800mila euro alle aziende florovivaistiche. Ogni impresa riceverà 3/12 del fatturato dell’anno precedente. Le informazioni contabili dovranno essere autocertificate dalle imprese e successivamente saranno sottoposte alle verifiche di legge.

«Vista l’esiguità dei fondi – ha precisato il direttore generale dell’assessorato all’Agricoltura Giulio Capobianco – si prenderanno in considerazione tutte le domande presentate e, in base ai fatturati, si distribuiranno le risorse disponibili».

Sarà invece “a sportello” il bando rivolto alle imprese della pesca e dell’acquacoltura per le quali sono stati stanziati 6 milioni di euro. Ogni azienda potrà ricevere un contributo massimo di 30mila euro. Per le imprese costituite dopo il 2019 (ma non oltre il 30 aprile 2020) verrà concesso un aiuto una tantum di mille euro. Le domande, che verranno prese in considerazione secondo l’ordine cronologico di presentazione, scadranno il 31 dicembre prossimo.

ENOTURISMO

In mattinata la Commissione si è occupata anche della proposta di legge sull’enoturismo (primo firmatario il presidente Piero Maieli).

Il provvedimento introduce una disciplina organica sulle attività di enoturismo che negli ultimi anni hanno registrato un notevole incremento e oggi sono presenti in tutto il territorio sardo.

Soddisfazione per la decisione di regolamentare il settore è stata espressa dal direttore di Copagri Pietro Tandeddu, dal presidente delle Cantine di Dolianova, Sandro Murgia, dal presidente del Consorzio di tutela del Cannonau, Emanuele Garau, dal presidente del Consorzio Vini di Alghero, Mario Moro, e dal presidente del Consorzio per la tutela del Vermentino di Sardegna doc, Dario Deiana.

Tandeddu ha suggerito alcuni aggiustamenti per rendere più snello il testo: «La materia – ha detto – è già disciplinata a livello nazionale. A quella occorre fare riferimento per non creare contrapposizioni e conflitti. A livello regionale è opportuno regolamentare il settore. Un aiuto concreto da parte della Regione potrebbe essere utile per la promozione delle attività enoturistiche che fanno riferimento a una rete di soggetti organizzati. Basterebbe uno stanziamento di 500mila euro all’anno».

La presenza del marchio Sardegna a sostegno dell’enoturismo è stata invece sollecitata da Sandro Murgia: «Noi giriamo tutto il mondo per promuovere i nostri vini – ha affermato il presidente delle Cantine di Dolianova – ciò che manca è spesso un brand di riferimento che contribuisca a rafforzare l’immagine della nostra Isola. L’enoturismo funziona se si riesce a coordinare le attività. A fare rete tra vino, agroalimentare e territorio».

Soddisfatti per l’iniziativa consiliare anche i presidenti dei Consorzi dei vini di Sardegna che hanno suggerito alla commissione alcune integrazioni al testo soprattutto sull’aspetto della formazione degli operatori e sulle attività di degustazione del vino abbinate alla vendita di prodotti dell’agroalimentare.

«Il testo è aperto – ha detto Maieli – accogliamo con piacere suggerimenti e proposte che possano migliorarlo. Il provvedimento ha un obiettivo primario: disciplinare e regolamentare un settore in forte espansione che rappresenta una grande opportunità per le aziende agricole e per il sistema turistico isolano».

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