Cagliari 4 marzo 2026 – Con l’audizione dei rappresentanti del Comitato “Pratobello 24” da parte delle commissioni IV e V, riunite in seduta congiunta, ha preso il via in Consiglio regionale l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare contro la speculazione energetica. A illustrare le posizioni del Comitato il portavoce Pasquale Mereu, sindaco di Orgosolo, insieme a Mario Rubanu (componente) e Paola Lai (Comitato Ventu Hontrariu).
«A distanza di 17 mesi dal deposito delle firme, la nostra proposta di legge sostenuta da 210.729 cittadini viene finalmente presa in considerazione – ha detto Pasquale Mereu – è un passaggio importante che salutiamo con favore. Non voglio addentrarmi sui ritardi né fare polemica. Ora è necessario concentrarsi su un unico obiettivo: fermare l’assalto dei signori del vento e del sole».
Mereu ha ricordato i vari passaggi che hanno portato a un’imponente mobilitazione popolare, iniziata a fine luglio del 2024, che in soli 45 giorni ha consentito di raccogliere migliaia di firme in tutta l’Isola. «Ora lo scenario è cambiato – ha detto Mereu – la legge regionale che introduceva una moratoria sulla realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili è stata bocciata dalla Corte Costituzionale. Anche la legge n.20 sulle arre idonee è sta praticamente cancellata dalla Consulta. La legge Pratobello può essere uno strumento utile per contrastare gli speculatori e assicurare la tutela del territorio. La nostra proposta non è immodificabile, può essere rivista e rafforzata senza però stravolgerne il contenuto».
Secondo il Comitato Pratobello 24, la Regione deve ora rivendicare con decisione la sua potestà programmatoria sul territorio sancita dall’art.3 dello Statuto Sardo. «Contestualmente riteniamo urgente che la Giunta impugni la legge n.4 del Governo che apre il campo alla speculazione. Secondo i dati forniti da Terna ci sarebbero in Sardegna richieste per impianti da energie rinnovabili per oltre 50 GW di potenza. Un’enormità. Per noi erano già troppi i 6,2 GW concordati dalla presidente Todde con il Ministro Pichetto Fratin».
Tra le proposte del Comitato anche l’ipotesi di un ricorso alla Corte di Giustizia Europea: «Non possiamo permettere che intere porzioni di territorio della Sardegna vengano sottratte all’agricoltura e al pascolo. Noi siamo per la transizione energetica ma questa si può fare in altri modi. Per esempio, favorendo la nascita delle comunità energetiche e i piani di energia rinnovabile lineare (su strade, ferrovie, piste ciclabili e aree industriali dismesse».