Sintesi della seduta n. 109

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

SERVIZIO DOCUMENTAZIONE ISTITUZIONALE E BIBLIOTECARIA

XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 109

Martedì 27 Gennaio 2026 – Antimeridiana

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini

 

Inizio: ore 10 e 36

-Congedi.

-Annunzi.
Documenti pervenuti: proposta di legge, mozione.

-Continuazione della discussione congiunta dei disegni di legge “Legge di stabilità regionale 2026” (158/S/A) e “Bilancio di previsione 2026-2028” (159/A).

Articolo 2
Sono intervenuti, anche in piĂą occasioni, i consiglieri Paolo TRUZZU, Fausto PIGA, Alessandro SORGIA, Giuseppe TALANAS, Corrado MELONI, Giovanni CHESSA, Stefano SCHIRRU, Francesco Paolo MULA e Angelo COCCIU.

– Sull’ordine dei lavori.
Sono intervenuti, anche in piĂą occasioni, i consiglieri Emanuele CERA, Michele CIUSA, Giuseppe TALANAS, Fausto PIGA, Paolo TRUZZU, Francesco Paolo MULA e Roberto DERIU.

Riconvocazione: alle ore 15 e 30.

Fine: ore 13 e 22

(La seduta è rimasta sospesa dalle ore 10 e 39 alle ore 11 e 00; dalle ore 11 e 05 alle ore 11 e 35; dalle ore 11 e 41 alle ore 12 e 14; dalle ore 13 e 02 alle ore 13 e 21)

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione Istituzionale e Bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

Referendario consiliare: S. Pintus
Funzionario consiliare: B. Balzano
Assistente consiliare: A. Maxia

 

Il Presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, interviene sulla Giornata della Memoria

Cagliari, 27 gennaio 2026 – Il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, interviene sulla Giornata della Memoria.

’La storia insegna ma non ha scolari’, diceva Antonio Gramsci. E oggi – alla luce di quanto accade in tanti, troppi Paesi a noi piĂą o meno vicini, per confini o valori democratici – abbiamo il dovere di celebrare la Giornata della Memoria come convinta e decisa condanna di ogni forma di antisemitismo, di violenza verso il singolo e verso intere popolazioni, di rifiuto dell’uso della forza come risoluzione delle controversie. Questa Giornata ci deve ricordare che la Vita deve sempre prevalere sulla Morte.

MOZIONE N. 94

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 94

CAU – PORCU – COZZOLINO sull’urgenza di interventi di messa in sicurezza e riqualificazione della strada intercomunale San Nicolò d’Arcidano – Guspini (Ex strada NATO).

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– la strada intercomunale San Nicolò d’Arcidano – Guspini, denominata anche Ex strada NATO, collega la Strada Statale n. 126 con la Strada Provinciale n. 65 del Medio Campidano e rappresenta un asse di collegamento essenziale per i territori interessati;
– l’infrastruttura è percorsa quotidianamente da imprenditori, lavoratori e famiglie negli spostamenti verso i comuni di San Nicolò d’Arcidano, Uras, Terralba e Mogoro, nonchĂ© da utenti diretti verso le aree costiere;
– la strada risulta fondamentale per i numerosi residenti di Torre dei Corsari che quotidianamente la percorrono per raggiungere le scuole di Terralba e di San Nicolò d’Arcidano, oltre che per gli spostamenti verso Oristano;
– la strada riveste un’importanza strategica ed è una delle direttrici piĂą funzionali per collegare, in particolare nel periodo estivo, la Costa Verde e le coste dell’Arburese con il centro-nord dell’Isola;

CONSIDERATO che:
– gli ultimi lavori di ristrutturazione nel tratto di competenza del Comune di San Nicolò d’Arcidano risalgono al 2001 e furono oggetto di un rilevante intervento da parte della Provincia di Oristano, finanziato con 400 milioni di lire, che ha previsto l’allargamento della carreggiata, la modifica dei tracciati piĂą pericolosi, la realizzazione di piazzole di sosta, di un nuovo ponte sul Rio Sitzerri, oltre alla segnaletica e alle opere accessorie;
– nonostante le manutenzioni effettuate negli ultimi anni dal Comune di San Nicolò d’Arcidano attraverso fondi di bilancio ed economie, la strada versa attualmente in condizioni di grave degrado e impraticabilitĂ , con presenza diffusa di buche nel manto stradale, assenza di segnaletica orizzontale e verticale e mancanza di banchine laterali, determinando seri pericoli per la pubblica incolumitĂ ;
– è stata promossa una petizione da parte dei residenti di San Nicolò d’Arcidano, Guspini, Torre dei Corsari e Sant’Antonio di Santadi (Arbus), indirizzata ai sindaci dei territori interessati, alle Province di Oristano e del Medio Campidano, ai Prefetti di Oristano e di Cagliari e ai tecnici competenti;
– le criticitĂ  piĂą gravi segnalate dalla petizione insistono nel tratto ricadente nel territorio del Comune di Guspini, giĂ  piĂą volte segnalato in passato dal Comune di San Nicolò d’Arcidano al Comune di Guspini;
– risulta necessaria la realizzazione di una rotatoria sulla Strada Statale n. 126, in corrispondenza dell’intersezione con la Ex strada NATO, al fine di ridurre il rischio di incidenti stradali in un incrocio attualmente particolarmente pericoloso;

RILEVATO che:
– nei prossimi mesi è previsto un significativo incremento del traffico veicolare a seguito della chiusura a tempo indeterminato per lavori di manutenzione straordinaria del ponte nella borgata di Marceddì, circostanza che renderĂ  la Ex strada NATO una delle direttrici piĂą prossime per i flussi provenienti dal centro-nord dell’Isola verso la Costa Verde e le coste dell’Arburese;
– la persistente assenza di interventi strutturali e di messa in sicurezza compromette la mobilitĂ  quotidiana, accresce in modo significativo i rischi per gli utenti della strada e produce potenziali ricadute negative sul tessuto economico locale e sull’attrattivitĂ  turistica delle aree interessate;

RITENUTO opportuno che:
– prevedere misure temporanee di mitigazione del rischio (adeguata segnaletica, limitazioni, presidi e altri interventi urgenti) nelle more della realizzazione degli interventi strutturali, con particolare attenzione ai periodi di maggiore afflusso veicolare e all’incremento dei flussi conseguente alla chiusura del ponte di Marceddì;
– attivare con urgenza un’interlocuzione con le Province competenti di Oristano e del Medio Campidano e con gli enti gestori della viabilitĂ  interessata, al fine di definire tempi certi, responsabilitĂ  operative e modalitĂ  di intervento sulla strada intercomunale San Nicolò d’Arcidano – Guspini (Ex strada NATO),

impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a promuovere, d’intesa con gli enti competenti, un intervento immediato di messa in sicurezza della strada, comprensivo del ripristino del manto stradale nei tratti maggiormente compromessi, dell’installazione e del rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale e della sistemazione delle banchine laterali;
2) a valutare l’inserimento dell’intervento tra le priorità della programmazione regionale in materia di viabilità e infrastrutture, individuando le risorse finanziarie necessarie anche attraverso rimodulazioni di fondi, cofinanziamenti o altri strumenti disponibili;
3) a riferire al Consiglio regionale, con apposita comunicazione formale, sugli esiti delle interlocuzioni avviate, sul cronoprogramma degli interventi previsti e sulle risorse finanziarie individuate;
4) a individuare nuove risorse per incrementare i finanziamenti già previsti di 300 mila euro dal bando dell’Assessorato dei Lavori Pubblici per Interventi nella viabilità di interesse locale e regionale, nella quale la Ex strada Nato ed il Comune di San Nicolò D’Arcidano risultano ammessi, ma non finanziati e integrarli per finanziare le strade che sono in graduatoria e che aspettano il finanziamento per essere sistemate.

Cagliari, 22 gennaio 2026

Nota stampa della seduta n. 108

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 108 – Antimeridiana

Venerdì 23 gennaio 2026

  Manovra Finanziaria 2026/2028, conclusa la discussione generale sull’art.2 in materia di SanitĂ . Cagliari 23 gennaio 2026 – La seduta è stata aperta dal presidente del Consiglio Piero Comandini che, dopo le formalitĂ  di rito, ha annunciato la discussione e la votazione dell’articolo 2 del Dl 158 (Giunta) e degli emendamenti presentati. Il presidente della commissione Bilancio, Alessandro Solinas (M5S)  ha espresso il parere sulle proposte modificative (contrario e invito al ritiro, tranne per gli emendamenti 1444, 1445, 1446 della Giunta), conforme il parere della Giunta, espresso dal vice presidente della Giunta, Giuseppe Meloni (Pd). Il consigliere di FdI, Fausto Piga, ha aperto dunque la discussione sull’articolo 2 con toni particolarmente critici: «In SanitĂ , nei due anni di legislatura tutto quello che si poteva sbagliare avete  sbagliato e non c’è un cittadino sardo, libero da condizionamenti politici, che possa dire che la situazione è migliorata, rispetto al passato». A giudizio dell’esponente della minoranza “i problemi sono peggiorati e il cambio di passo promesso dal Campo Largo in campagna elettorale non c’è stato”. Da qui l’ulteriore accusa: “avete perso tempo e dopo due anni avete cacciato l’assessore Bartolazzi perchĂ© ha fallito nella missione che gli avevate affidato ma anche la missione dei commissariamenti delle aziende sanitarie è andata in fumo”. Piga ha citato le case della salute, le liste d’attesa, la medicina territoriale per ribadire che nei fatti, in materia di sanitĂ  “si è ancora al punto di partenza”. Una ulteriore sottolineatura critica ha riguardato i cosiddetti cantieri Oss e ha definito “uno scandalo di mala gestione dei conti pubblici” la questione dei commissari Asl. «Nella passate legislatura – ha concluso Fausto Piga – dai banchi dell’opposizione ci urlavate “vergogna”, oggi vi diciamo che siete svergognati». Stefano Schirru (Misto), ha posto l’accento sul doppio ruolo di assessora e presidente della Todde («non ha la bacchetta magica ma non si fa nemmeno aiutare») ed ha reso noto che dalla giornata di ieri “le sale operatorie dell’ospedale Brotzu di Cagliari sono chiuse per la verifica dell’impianto elettrico”. «Contesto – ha affermato l’esponente della minoranza – che si continui a lavorare sempre in emergenza, senza programmazione e senza una visione di lungo periodo, per risolvere i troppi problemi della sanitĂ  sarda». A giudizio di Schirru il tema non è la carenza delle risorse “ ma come si spendono le risorse”.  In conclusione del suo intervento, il consigliere del gruppo Misto ha auspicato il coinvolgimento degli accreditati privati e degli operatori nelle azioni intraprese per una piĂą efficace gestione delle liste d’attesa. Il capogruppo del Misto, Alessandro Sorgia, ha definito l’incarico ad interim nell’assessorato della SanitĂ  “come un atto di superbia politica da parte della presidente Todde” che – a giudizio dell’esponente della minoranza rappresenta “un messaggio di abbandono dei medici, dei dirigenti e soprattutto dei pazienti sardi”. «La presidente – ha incalzato Sorgia – mantiene la delega alla sanitĂ  per equilibri di potere, tutti interni alla maggioranza, ma il sistema è allo sbando». I punti dolenti, citati vanno dalle attese nei pronto soccorso alle cure, passando per il centro oculistico malattie rare di Cagliari («la struttura è pronta ma manca una firma per l’apertura e così i pazienti volano a Reggio Emilia per le cure»). Critiche anche al click day per l’attribuzione del medico di base («a Serramanna è una lotteria») e per il mancato riconoscimento dell’anzianitĂ  all’Asl 8: «Il tempo della propaganda è finito, la Todde ha fallito e alla SanitĂ  serve un assessore». Il consigliere di Fi, Giuseppe Talanas, ha proseguito: «In questi due anni le avete sbagliate tutte, anche quando avete copiato ciò che era stato fatto nelle precedente legislatura, ad iniziare dalla volontĂ  di proporre una nuova riforma del sistema sanitario». L’esponente della minoranza ha insistito inoltre sui cantieri Oss, denunciando che, nonostante le rassicurazioni a suo tempo fornite, nei fatti impediscono lo scorrimento delle graduatorie degli idonei. «I problemi della sanitĂ  – ha concluso Talanas – non dipendono da chi governa e sono certamente  difficili da risolvere ma è evidente che tanti problemi sono peggiorati, ad incominciare da quelli che riguardano le guardie mediche». Il consigliere Corrado Meloni (FdI), ha definito la sanitĂ  “punto dolente della compagine di governo che sta sgovernando la Sardegna”  ed ha denunciato “un vero e proprio smantellamento del servizio sanitario regionale”. L’esponente della minoranza ha criticato al formulazione dei commi 1, 2 e 3 dell’articolo 2, paventando il rischio di impugnativa da parte del governo. «Cara presidente Todde ma chi gli e l’ha fatto fare?». Così il consigliere FdI, Gianluigi Rubiu ha introdotto il suo intervento per evidenziare le difficoltĂ  e le enormi problematicitĂ  che caratterizzano il sistema sanitario. «Ci saremo aspettati azioni forti, tali da far dimenticare il disastro Bartolazzi – ha proseguito l’esponente della minoranza – sugli ospedali, piuttosto che sulla sanitĂ  territoriale, ma nella finanziaria c’è ben poca cosa». Rubiu ha concluso auspicando la nomina di un nuovo assessore della SanitĂ . Il consigliere Stefano Tunis (Sardegna Venti/20) ha spiegato come il costo pro capite della sanitĂ  sarda sia superiore rispetto a quello sostenuto in altre Regione dove il sistema offre servizi efficaci, derivi da un eccesso di ospedalizzazione e dalla carenza di sanitĂ  territoriale. L’esponente della minoranza ha quindi fatto riferimento al tema dei nuovi ospedali e dell’edilizia sanitaria, come esempi delle iniziative “messe da parte” dalla nuova amministrazione regionale, senza peraltro che sia stato spiegato “che cosa si intende salvaguardare delle politiche messe in campo nei primi due anni della gestione Bartolazzi, rispetto alle nuove strategie. «L’articolo sulla sanitĂ  del Dl 158 – ha affermato Tunis – è infatti frammentario e non offre una organicitĂ  nella visione». Il consigliere centrista ha concluso il suo intervento ribadendo la necessitĂ  “che ci si muova all’interno della cornice normativa e non al confine di questa”, perchĂ© “è per voi difficile conciliare l’elemento fiducia con la cornice normativa ed il rischio è che si continui ad inciampare ma l’inciampo non è soltanto per la presidente ma per l’intera comunitĂ  che patisce una evidente carenza di governo”. (A.M.)   Giudizio negativo sulla situazione del sistema sanitario isolano anche da parte della consigliera Cristina Usai (FdI): «Non è facile parlare di sanitĂ . Da semplice cittadino mi metterei a urlare per la situazione drammatica che abbiamo davanti. Ci ritroviamo a dover pregare quando stiamo male per riuscire a trovare una guardia medica aperta o per evitare di passare ore ed ore al pronto soccorso. Mi dispiace che neanche adesso in Aula si parli di sanitĂ . Non vogliamo caricare tutti i problemi su di voi – ha concluso Usai rivolgendosi alla presidente Todde – però avevate promesso un miglioramento che invece non c’è stato». Per Giuseppe Fasolino (Riformatori): «La sanitĂ  versa in cattive condizioni da tempo. Non è colpa di questa Giunta nĂ© di quella precedente. E’ colpa di tutti. Prima o poi però qualcuno si dovrĂ  occupare di sanitĂ . DovrĂ  trovare il coraggio di fare scelte nette che potrebbero scontentare qualcuno. Serve un cambio di metodo. Fino ad oggi si è fatto sempre lo stesso errore: si è pensato a mettere toppe senza invece pensare a un vestito nuovo per la sanitĂ . Lo scenario è cambiato, serve un nuovo approccio. Non basta l’ordinaria amministrazione, nĂ© risolvere problemi dei singoli territori. Lei presidente Todde è davanti a un bivio: o ha un in mente un grande progetto e allora lo deve portare avanti, ma lo faccia subito altrimenti corre il rischio di non vederlo mai realizzato». Per il capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu: «Non tutto quello che si è fatto in passato è sbagliato. La riforma varata nella scorsa legislatura non era così male. Bastava correggerla anzichĂ© rivoluzionarla. Non ci avete creduto e vi siete lasciati prendere la mano. Cambiare i direttori generali è stato un errore. Le nomine dei dirigenti sono a tempo, vincolate a contratti. Anche per questo la vostra riforma è stata impugnata. Non perdete tempo con le nomine, i vecchi direttori scadono ad agosto. Pensate piuttosto a un progetto per migliorare il sistema. Penso al mio territori dove c’è il rischio di chiusura dei reparti di pediatria e ostetricia per mancanza di medici». Sulla stessa lunghezza d’onda Francesca Masala (FdI): «Dopo due anni di governo del centrosinistra il bilancio è disastroso. Si è perso tempo con leggi impugnate, commissari decaduti. La sanitĂ  è congelata per una scelta politica sbagliata. Questa legge finanziaria non risolve nessun problema (liste d’attesa, sanitĂ  territoriale, pronto soccorso in sofferenza). Non c’è una visione strategica. Il diritto alla salute sta diventando un privilegio. La medicina territoriale, indicata come prioritaria, è rimasta uno slogan». Masala ha poi invitato la presidente a individuare un nuovo assessore alla sanitĂ : «L’interim non può durare in eterno. La sanitĂ  ha bisogno di una guida stabile». Considerazione ripresa da Gianni Chessa: «La Sardegna ha bisogno di un grande presidente e di un grande assessore alla SanitĂ , settore che rappresenta la piĂą grande industria dell’Isola. Voi state agevolando la sanitĂ  privata a discapito di quella pubblica». Chessa ha poi invitato la presidente Todde a dimettersi dall’assessorato alla SanitĂ : «Non si può fare tutto, cadere in un delirio di onnipotenza. Oggi voi governate grazie ai voti di ex esponenti del Psd’Az che hanno riversato i loro voti sulla vostra coalizione. Quei tradimenti hanno consentito la sua elezione. La sanitĂ  però va sempre peggio. Invece di pensare a cacciar via i direttori generali si pensi a un progetto complessivo. Manca una visione generale» Preoccupazione per la situazione del sistema sanitario regionale ha espresso anche Emanuele Cera (FdI): «Nel mio territorio un cittadino su tre è senza medico di base. Sono preoccupato per quello che sta succedendo. L’ ex assessore Bartolazzi vi ha accusato di non voler cambiare il sistema. La presidente Todde risponda a queste dichiarazioni gravissime». Cera ha poi elencato le principali criticitĂ  che affliggono la sanitĂ  sarda: «La vostra risposta però è un continuo rimando al passato. Nella scorsa legislatura, nonostante la pandemia, si è approvata una riforma vera della sanitĂ . In questa legislatura invece si è fatto poco». Per il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca è apprezzabile lo sforzo della presidente Todde di assumersi la responsabilitĂ  di prendere in mano una situazione che non funziona: «Non le imputiamo i mali della sanitĂ , ciò che non va bene è quello che ha fatto la vostra Giunta in questi due anni. L’auspicio è che ci sia un cambio di rotta anche se ho qualche perplessitĂ : non si possono svolgere due ruoli così importanti (presidente della Regione ed assessore alla SanitĂ ) contemporaneamente». Sui contenuti della manovra finanziaria, Ticca è stato netto: «Nel provvedimento non c’è nulla che possa far presagire un cambio di passo. L’ospedale Brotzu, il piĂą importante della Sardegna, attraversa una situazione molto grave. La chiusura delle sale operatorie è solo l’ultima di una lunga serie di cattive notizie. Questa Finanziaria non riaccende nemmeno una piccola fiammella di speranza». Molto critico anche Antonello Peru (Sardegna 20/Venti): «La vostra prioritĂ  sono state le nomine. Questa è la causa principale della stagnazione. Il Tar qualche giorno fa ha reintegrato il direttore generale della Asl di Sassari, cacciato via dalla vostra riforma. E’ un dato oggettivo che certifica il vostro errore. Un tribunale lo ha messo nero su bianco. Avete inoltre disatteso una sentenza della Corte Costituzionale. Non solo, dopo aver nominato i commissari avete indicato anche i direttori generali. Questo aspetto ha di fatto paralizzato il sistema per due anni. Siamo al punto zero. Non c’è nessuna giustificazione per il vostro fallimento. Ci aspettiamo una presa di coscienza da parte vostra. Dovete chiedere scusa ai sardi». Per Aldo Salaris (Riformatori) parlare di sanitĂ  è sempre difficile: «Non punto il dito contro di voi. Abbiamo sperimentato nella scorsa legislatura le difficoltĂ  a risolvere i problemi strutturali del sistema. Oggi la presidente si trova davanti la stessa situazione. Non voglio fare critiche ma domande perchĂ© la sanitĂ  è un problema di tutti. Era il caso di modificare la precedente riforma chiesta a gran voce dai territori? Le difficoltĂ  non possono essere risolte con strumenti come i cantieri sociali. Vada a Roma a chiarire che un sistema come quello della medicina di base deve essere modificato dal punto di vista normativo. Questa esigenza deve essere rivendicata a Roma. Il sistema sardo non può essere equiparato a quello di altre regioni italiane». Per Paolo Truzzu (FdI): Il dato oggettivo è che la situazione in cui versa la sanitĂ  non è ascrivibile a questa maggioranza ma una serie di scelte fatte negli ultimi 20 anni. Un altro fatto oggettivo è che si è sbagliata la scelta dell’assessore, una persona che veniva da fuori e non conosceva la realtĂ  sarda. Lo scorso anno per fare una riforma siamo andati al quinto mese di esercizio provvisorio. La riforma è stata poi cassata, così come sono state cassate le nomine. Tutto questo ha poi costretto la presidente a cacciare l’assessore Bartolazzi. L’assessorato ad interim assunto dalla Presidente è una mossa disperata perchĂ© nessuno, con un po’ di sale in zucca, è disposto a prendere in mano la patata bollente. Questa è la situazione, non si può dare la colpa alla precedente legislatura. La sanitĂ  sarda non può permettersi altri errori». Nella replica la presidente della Regione e assessore alla sanitĂ , Alessandra Todde, prima di rispondere alle contestazioni della minoranza ha voluto ringraziare la macchina organizzativa della Protezione Civile per come è stata affrontata l’emergenza maltempo. Todde ha anche confermato i primi provvedimenti finanziari per dare risposte a cittadini e imprese e l’impegno del governo nazionale che ha dato piena disponibilitĂ  a fornire gli strumenti per ristorare le popolazioni colpite dal ciclone Harry. Entrando nel merito della manovra finanziaria, Todde ha subito risposto sulla sua decisione di assumere l’interim della Sanita: «Quando si affronta un contesto così difficile e complesso non può esserci nessun atto di arroganza. Chi arriva non è migliore degli altri. Ho assunto l’interim come hanno fatto altri presidenti di Regione. Non è una questione di nomine o di poltrone. I direttori generali nominati dalla precedente Giunta sono rimasti in carica fino allo scorso aprile. Ci sono state sentenze avverse che vanno rispettate ma il tema dei commissari era indispensabile per capire i problemi, come potersi misurare per risolverli. Nna cosa posso dire: nella sanitĂ  regionale manca la cultura del dato, non si misura ciò che si fa. Senza paletti non si può misurare come si lavora e con quale qualitĂ . Una cosa che si vede dall’esterno è che la sanitĂ  ha un problema gigantesco di processi. Nel tempo si sono creati molti problemi. Si è distrutto un sistema. Lo si capisce bene quando ci si confronta con gli altri. In Sardegna i territori sono in competizione. Una delle cose piĂą importanti quando si assume un interim di questa portata è non ripetere gli errori precedenti e sfruttare l’esperienza. Oggi abbiamo un’occasione eccezionale che è quella del Pnrr. La pianificazione delle case di comunitĂ  deve essere pianificata insieme alla medicina di base». La presidente ha poi difeso l’operato della Giunta che ha comunque portato a qualche risultato importante: «Uno di questi è l’accordo con i medici di medicina generale. Senza un confronto è difficile chiedere supporto nella pianificazione territoriale. Questo accordo ci consente di lavorare in un contesto di sburocratizzazione. Se non si parte dal principio di pianificazione e programmazione non si affronta il problema. Non possiamo permetterci di fare altri errori. Il Pnrr ci mette alla prova anche sull’edilizia sanitaria. Ci sarĂ  la possibilitĂ  di discutere del cambiamento di alcuni contesti. Deve però essere fatto all’interno di una pianificazione condivisa. Da questo punto il segnale dato sulla rianimazione pediatrica al Brotzu è un altro passo importante. Così come l’assistenza domiciliare, strumento fondamentale per decongestionare gli ospedali. In questo settore ci sono segnali incoraggianti. Siamo passati dal 6,5 all’11 per cento. La questione non si risolve con gli slogan ma con una squadra che mette in campo tutto. La contrapposizione sterile non porta a nulla». Sulle liste d’attesa Todde ha evidenziato le difficoltĂ : «Abbiamo Cup separati, legati a ciascuna Asl. Ogni Asl ha una sua lista d’attesa. Manca un coordinamento. Occorre cambiare il meccanismo. Anche il rapporto con il privato convenzionato va rivisto, Finora non si sono chieste prestazioni specifiche. Nelle ultime delibere il criterio scelto è un altro, non ci saranno piĂą prestazioni a budget». La presidente ha quindi concluso il suo intervento invitando tutti a fare fronte comune per migliorare il sistema: «I sardi guardano tutti noi. I cittadini chiedono conto a tutta la politica quando le cose non funzionano. In questa Finanziaria si stanziano 100 milioni di euro che andranno ad alimentare il fondo sanitario regionale per ottemperare alle richieste nazionali. Sulla pianificazione di quel fondo occorrerĂ  confrontarsi. Sulla visione complessiva sono a disposizione di tutti. Sono pronta a confrontarmi con i direttori generali. Non è un problema di casacca. Quello che importa è ciò che si vuole fare». Al termine della replica della Giunta, il presidente Comandini ha sospeso la seduta e convocato una breve Conferenza dei Capigruppo. Al ritorno in Aula, il presidente ha dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì 27 gennaio alle 10.30. (Psp)