Sardegna in  fiamme. Comandini: “Grazie al lavoro degli operatori e dei volontari si è evitata una strage”

Cagliari, 28 luglio 2025 – “Ringrazio i vigili del fuoco,  la guardia costiera,  le forze dell’ordine, i volontari e tutti coloro che, in questi giorni di emergenza, hanno fatto scattare la macchina di solidarietà che ha contribuito a evitare danni ancora più gravi”.

Il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini ha espresso solidarietà ai comuni interessati dai roghi che in questi giorni stanno distruggendo la Sardegna e ha ringraziato coloro che, con  spirito di abnegazione e con grande coraggio, hanno lavorato per salvare la vita delle persone e per arginare le fiamme che, purtroppo, hanno devastato luoghi incantevoli.

“Il rogo  di ieri a punta Molentis – ha detto il Presidente – è solo l’ultimo di una  serie di atti criminali che devono essere puniti con fermezza. Il Consiglio regionale condanna con forza questi gesti che. oltre a mettere a repentaglio la vita delle persone, devastano luoghi di incomparabile bellezza”.

PROPOSTA DI LEGGE N. 120

MULA – TRUZZU – COCCIU – TICCA – PERU – SORGIA – Misure straordinarie di sostegno per gli allevatori colpiti da abbattimenti sanitari conseguenti a focolai di dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease – LSD) in Sardegna.

scarica la PROPOSTA DI LEGGE N. 120 [file.pdf] 


iter del progetto di legge

Editoria, il presidente del Consiglio, Piero Comandini: «Nuove norme e azioni efficaci per garantire l’informazione libera e plurale»

Lo stato di salute dell’informazione in Sardegna è il tema su cui si è incentrato l’incontro svoltosi questa mattina in Consiglio regionale, al quale hanno partecipato il presidente dell’Assemblea sarda, Piero Comandini; la presidente della commissione Cultura, Camilla Soru; il presidente dell’ordine dei giornalisti della Sardegna, Giuseppe Meloni; la segretaria dell’Associazione stampa sarda, Simonetta Selloni e il presidente del Corecom Sardegna, Mario Cabasino.
“Una prima riflessione sullo stato di salute dell’informazione nell’Isola”, così l’hanno definita gli intervenuti, che ha registrato importanti punti di condivisione per ciò che attiene, in particolare, l’aggiornamento delle norme contenute nella legge regionale numero 3, approvata nel gennaio 2015, in materia di emittenza televisiva e soprattutto in vista di un nuovo provvedimento legislativo che tenga conto dell’evoluzione dell’informazione sul web, sostenendone le intraprese editoriali.
Il presidente Comandini, nel corso del suo intervento ha ribadito la vicinanza ed il sostegno dell’Istituzione autonomistica al sistema dell’informazione sarda e confermato la disponibilità al confronto, anche finalizzato all’introduzione di norme più efficaci e innovative per garantire “una informazione di qualità e plurale” in Sardegna. Tra gli auspici formulati dal presidente anche quello rivolto al rinnovo del contratto collettivo nazionale dei giornalisti, una problematica introdotta dalla segretaria dell’Assostampa e per la cui positiva definizione, il presidente dell’Assemblea sarda si è detto pronto a sostenerne le ragioni anche alla luce del ritardo (dieci anni) con il quale si procede nel confronto tra sindacato e rappresentanza degli editori («l’informazione cammina sulle capacità dei giornalisti e il ritardo di due lustri nel rinnovo del contratto collettivo nazionale non è accettabile») .
Non sono mancati gli accenni alle crisi aziendali (l’ultima in ordine di tempo è quella che ha interessato “Sardinia Post”) al moltiplicarsi dei contratti di solidarietà e alla precarietà del lavoro giornalistico, unito alla inadeguatezza delle retribuzioni dei collaboratori delle testate. Problematiche queste, all’attenzione del sindacato e dell’ordine dei giornalisti che, nelle parole della segretaria Selloni e del presidente Meloni, hanno manifestato preoccupazione per il futuro lavorativo dei circa duemila iscritti (572 professionisti) all’ordine della Sardegna e dunque per una corretta e libera informazione al servizio dei cittadini («negli ultimi anni le redazioni più strutturate hanno perso il 15% della forza lavoro e oggi il mondo dell’informazione è in lotta per la sopravvivenza»).
L’elaborazione di nuove norme per l’editoria, con particolare riferimento alle testate on line, è stato l’impegno assunto dalla presidente della commissione Cultura, Camilla Soru, che ha insistito sull’opportunità di strumenti adeguati per verificarne “la qualità dell’informazione” («è importante garantire premialità a chi applica correttamente il contratto di lavoro giornalistico»).
Sul crescente ruolo dell’informazione on line si è incentrato anche l’intervento del presidente del Corecom Sardegna, Mario Cabasino («un cittadino su due si informa dal web») e con riferimento alla realtà radiotelevisiva, ha sottolineato con tono critico il taglio dei fondi (14%) che a livello governativo si è registrato per le tv locali.
Il presidente del Consiglio, i vertici del Corecom, del sindaco e dell’ordine dei giornalisti hanno dunque preannunciato un’altra serie di confronti, finalizzati all’adozione di provvedimenti e iniziative efficaci per sostenere il sistema dell’editoria sarda, salvaguardando ruolo e funzioni dei giornalisti, per garantire ai cittadini sardi il diritto ad un’informazione libera e diversificata, pilastro della società democratica.

INTERROGAZIONE N. 257/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 257/A

INTERROGAZIONE SORGIA, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di immobilismo amministrativo e vuoto istituzionale del Parco geominerario storico ambientale della Sardegna.

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Il sottoscritto,

PREMESSO che:
– il Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna è il primo parco geominerario riconosciuto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) nell’ambito della Rete globale dei geoparchi, istituito con l’obiettivo di tutelare, valorizzare e promuovere il vastissimo patrimonio minerario, storico, ambientale, paesaggistico e culturale dell’Isola;
– il Parco si estende su gran parte del territorio sardo e comprende numerosi comuni distribuiti in diverse aree minerarie storiche come il Sulcis-Iglesiente, il Guspinese, l’Oristanese, il Sarrabus-Gerrei, il Monte Arci e il Sassarese, con una presenza diffusa di siti di archeologia industriale, villaggi minerari, gallerie, pozzi, laverie e infrastrutture di grande valore culturale;
– l’attività del Parco è fondamentale per la promozione del turismo sostenibile, la tutela dell’ambiente, la rigenerazione delle aree interne, lo sviluppo di percorsi educativi e scientifici e il sostegno alle economie locali attraverso iniziative legate alla cultura e all’ecoturismo;
– dal 16 agosto 2024 è scaduto il mandato della Commissaria del Consorzio di gestione del Parco e, da allora, l’Ente è privo di una guida amministrativa, risultando di fatto paralizzato;
– il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, pur essendo competente alla nomina del Presidente e del Consiglio direttivo del Parco, non ha finora assunto alcun provvedimento in tal senso, né ha dato seguito alle ripetute richieste provenienti dal territorio e dagli enti locali per il ripristino della piena funzionalità amministrativa;
– l’assenza di organi di governo e la conseguente impossibilità di adottare delibere, bandi, progettualità e attività programmatiche stanno producendo un grave danno all’intero tessuto economico e sociale delle aree interessate dal Parco, oltre a compromettere l’accesso a risorse finanziarie nazionali e comunitarie;
– non risultano iniziative ufficiali, formali e incisive da parte della Regione volte a sbloccare la situazione e a sollecitare l’intervento urgente del Ministero;

CONSIDERATO che:
– l’attuale stallo istituzionale del Parco sta compromettendo numerosi percorsi di sviluppo già avviati o in fase di definizione, legati anche a progetti finanziati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e dei fondi europei per la transizione ecologica e culturale delle aree interne;
– le comunità locali, le amministrazioni comunali e le imprese del territorio stanno subendo le conseguenze della mancata programmazione, con il rischio concreto di dispersione di competenze, risorse e progettualità che faticosamente erano state costruite nel tempo;
– il Parco rappresenta un’opportunità strategica non solo per la conservazione del patrimonio ambientale e industriale, ma anche per la creazione di nuova occupazione, il rilancio del turismo cul-turale e naturalistico e la rivitalizzazione delle aree marginali dell’Isola,

chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente, ciascuno per quanto di competenza, per sapere:
1) quali azioni ufficiali la Regione ha intrapreso, o intende intraprendere, presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica per sollecitare la nomina del Presidente e del Consiglio direttivo del Consorzio del Parco geominerario, come previsto dallo Statuto;
2) se la Regione ritenga opportuno, per quanto di propria competenza, attivare meccanismi alternativi o straordinari per garantire la continuità amministrativa e la funzionalità dell’Ente, in attesa delle nomine ministeriali;
3) se la Giunta regionale intenda promuovere, in tempi brevi, un incontro istituzionale con il Ministro dell’ambiente, coinvolgendo i sindaci dei comuni consorziati, al fine di rappresentare le criticità in atto e definire congiuntamente un percorso di uscita dall’attuale stallo.

Cagliari, 25 luglio 2025

MOZIONE N. 62

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 62

SOLINAS Antonio – DERIU – CORRIAS – FUNDONI – PIANO – PISCEDDA – SORU – SPANO, sulla mancata realizzazione del raddoppio del binario tra San Gavino Monreale ed Oristano.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– sin dal 2015 si è aperto un confronto tra l’Assessorato regionale dei trasporti, la Commissione consiliare competente e la Rete ferroviaria italiana (RFI) per la realizzazione del raddoppio del binario sulla tratta ferroviaria San Gavino Monreale – Oristano (43 km), infrastruttura strategica per la mobilità ferroviaria nel centro-sud della Sardegna;
– nel 2020 è stato sottoscritto un accordo quadro tra la Regione, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e RFI, finalizzato all’avvio della progettazione dell’intervento e al successivo inserimento tra le opere prioritarie da finanziare;
– ad oggi, a oltre cinque anni da quella intesa, RFI ha comunicato di non aver ancora chiuso il piano di fattibilità tecnica ed economica dell’opera;

CONSIDERATO che:
– il raddoppio del binario tra San Gavino e Oristano rappresenta un’opera fondamentale per il potenziamento del trasporto ferroviario nella Regione, sia in termini di frequenza dei collegamenti sia per garantire maggiore affidabilità, puntualità e sicurezza del servizio;
– il continuo rinvio nella definizione della progettazione e dell’iter di approvazione da parte di RFI comporta un ritardo grave e non più giustificabile nella realizzazione dell’opera;
– è necessario un intervento urgente della Giunta regionale affinché il Ministero delle infrastrutture e RFI riconoscano il raddoppio del binario come una priorità assoluta negli investimenti ferroviari in Sardegna;

impegna la Presidente della Regione

1) a riferire quali siano i motivi per cui, ad oggi, non è stata ancora completata la fase di fattibilità tecnica ed economica da parte di RFI;
2) ad informare se la Giunta regionale sia a conoscenza di eventuali criticità tecniche o finanziarie che hanno determinato il blocco del progetto;
3) a dire quali azioni concrete e urgenti intenda intraprendere la Giunta, in particolare presso il Ministero e RFI, per sbloccare l’iter e garantire l’inserimento dell’opera tra le priorità di investimento ferroviario nella nostra isola;
4) a comunicare se sia prevista una tempistica aggiornata per la progettazione definitiva e l’avvio dei lavori del raddoppio ferroviario tra San Gavino e Oristano.

Cagliari, 24 luglio 2025

INTERROGAZIONE N. 256/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 256/A

(Pervenuta risposta scritta in data 08/08/2025)

INTERROGAZIONE MAIELI, con richiesta di risposta scritta, in merito alla riduzione temporale della fruizione gratuita di porzioni di arenile destinate all’accoglienza, assistenza e supporto a favore di persone con disabilità, al fine di garantirne la piena accessibilità e fruizione dell’arenile e dei servizi di spiaggia.

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Il sottoscritto,

PREMESSO che:
– ai sensi dell’articolo 24 della legge regionale 12 aprile 2021, n. 7 (Riforma dell’assetto territoriale della Regione. Modifiche alla legge regionale n. 2 del 2016, alla legge regionale n. 9 del 2006 in materia di demanio marittimo e disposizioni urgenti in materia di svolgimento delle elezioni comunali), spetta alla Regione il rilascio di tutte le concessioni sui beni del demanio della navigazione interna, del mare territoriale e del demanio marittimo non attribuite allo Stato, ed il rilascio delle concessioni di aree e specchi acquei connessi a strutture portuali di interesse regionale;
– ai sensi dell’articolo 25 della medesima legge regionale n. 7 del 2021 sono attribuite ai comuni le sole funzioni in materia di elaborazione ed approvazione dei piani di utilizzazione dei litorali;
– nelle more di una complessa normativa, al fine di assicurare i servizi essenziali sul demanio marittimo, la Giunta regionale, già con la deliberazione 15 febbraio 2024, n. 4/118 (Indirizzi operativi per la gestione delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico ricreative nelle coste della Sardegna. Legge regionale 12 giugno 2006, n.9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali), art. 40 – Demanio marittimo), ha permesso l’esercizio dell’attività turistico ricreativa nel demanio marittimo per l’anno 2024;

PRESO ATTO che:
– per l’anno 2024, con deliberazione della Giunta regionale 30 maggio 2024, n. 15/25 (Stagione balneare 2024. Esercizio funzioni amministrative sul demanio marittimo. Indirizzi operativi), al punto 9. Aree per utilità sociali, è stato espressamente previsto che le concessioni debbano essere rilasciate mediante la corresponsione di un canone, ad esclusione delle aree a finalità di utilità sociale e destinate ad attività sportive, aree per animali domestici, aree attrezzate per il gioco dei bambini, aree con attrezzature di supporto per persone con disabilità etc., al fine di garantirne la piena accessibilità e fruizione dell’arenile e dei servizi di spiaggia, oppure a titolo gratuito per pe-riodi non superiori a novanta giorni ad associazioni sportive o associazioni senza scopo di lucro individuate dal comune;
– per l’anno 2025, con deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2025, n. 22/37 (Stagione balneare 2025. Esercizio funzioni amministrative sul demanio marittimo. Indirizzi operativi), sempre al punto 9. Aree per utilità sociali, è stato espressamente previsto che le concessioni debbano essere rilasciate mediante la corresponsione di un canone, ad esclusione delle aree destinate all’accoglienza, assistenza e supporto alla balneazione esclusivamente a favore di persone con disabilità, al fine di garantirne la piena accessibilità e fruizione dell’arenile e dei servizi di spiaggia, oppure a titolo gratuito ma per periodi non superiori a trenta giorni; conseguentemente escludendo le altre attività di utilità sociale consentite negli anni precedenti ovvero quelle destinate ad attività sportive, animali domestici ed al gioco dei bambini;
– il quadro normativo ha recentemente avuto delle modifiche, a causa dell’articolo 1 del decreto-legge 16 settembre 2024, n. 131 (Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi derivanti da atti dell’Unione europea e da procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 novembre 2024, n. 166, ma nulla ha di-sposto sulla riduzione da novanta a trenta giorni delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l’esercizio nelle aree per utilità sociali;

CONSIDERATO che:
– diverse associazioni, regolarmente riconosciute, da anni permettono a diversi ragazzi disabili la fruizione di attività da svolgersi nel periodo estivo, legate all’uso dell’arenile;
– da anni, la fruizione delle aree per utilità sociale è sempre stata esercitata dai vari utenti per tutto il periodo estivo, calcolato sui novanta giorni;
– la riduzione temporale, della gratuità del canone, da novanta a trenta giorni, oltre la limitazione delle attività consentite, comporta dei costi che le associazioni non sempre riuscirebbero a gestire, con conseguenti ricadute sui fruitori, già penalizzati dalle loro personali problematiche,

chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere se:
1) se siano a conoscenza di quanto esposto nella presente interrogazione;
2) quali azioni intendano intraprendere, per risolvere la criticità sopra segnalata e permettere la fruizione gratuita degli arenili con finalità di utilità sociale, per tutta la stagione turistica e non solo per trenta giorni, come avveniva negli anni passati.

Cagliari, 24 luglio 2025

41bis a Uta. Il Presidente Comandini: “Le strutture carcerarie della Sardegna già allo stremo”.

Cagliari, 24 luglio 2025 – “Le strutture carcerarie della Sardegna sono già allo stremo. Gli edifici sono fatiscenti, il personale è insufficiente, i medici e i sanitari non riescono a far fronte ad esigenze sempre più urgenti. E’ quindi impossibile che il Ministro Nordio possa anche solo pensare di trasferire 92 detenuti, tra l’altro pericolosi, nel carcere di Uta o in qualunque altra struttura isolana”.

Il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini si oppone al progetto del ministro Nordio di trasferire 92 detenuti rinchiusi con il 41 bis nel carcere di Uta.

“Si tratta di una decisione inattuabile. Invito il ministro -afferma il Presidente Comandini – prima di lanciarsi in ipotesi del genere di venire in Sardegna e a constatare di persona le condizioni delle nostre strutture che garantiscono la sicurezza solo grazie all’abnegazione e allo spirito di sacrificio delle guardie penitenziarie e di tutto il personale”.

Corecom, domani incontro sullo stato di salute del mondo dell’informazione in Sardegna

Cagliari, 24 luglio 2025 – Lo stato di salute del mondo dell’informazione in Sardegna. Sarà questo il tema al centro dell’incontro che si terrà domani venerdì 25 luglio alle 11, negli uffici della Presidenza del Consiglio regionale su richiesta del Corecom, il Comitato regionale delle comunicazioni, presieduto da Mario Cabasino. Attorno allo stesso tavolo il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, la presidente della Commissione Informazione, Camilla Soru, la presidente dell’Associazione della stampa sarda , Simonetta Selloni, e il presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti, Giuseppe Meloni. L’editoria locale in Sardegna sta vivendo un momento certo non facile: dalla chiusura di Sardiniapost alla crisi di altre testate storiche costrette a pesanti contratti di solidarietà. Per non parlare della riduzione imprevista dei fondi nazionali a favore delle tv e radio regionali. Per questi ed altri motivi – afferma Mario Cabasino – abbiamo ritenuto opportuno stimolare un confronto tra la politica e alcuni degli attori principali di questo sistema. Ci riserviamo – precisa il presidente del Corecom- di confrontarci quanto prima anche con gli editori.

INTERROGAZIONE N. 255/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 255/A

INTERROGAZIONE SCHIRRU, con richiesta di risposta scritta, sulla ricostituzione del ponte di ferro sul Flumendosa, tra Muravera e Villaputzu.

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Il sottoscritto,

PREMESSO che:
– il ponte di ferro costruito sul fiume Flumendosa rappresenta l’unico collegamento diretto tra Muravera e Villaputzu e più in generale sull’intera area e comunità del Sarrabus. La sua chiusura avvenne l’8 dicembre 2023 a causa delle travi in ferro gravemente corrosi e forati dalla salsedine, con stime iniziali di durata lavori fino a giugno 2025;
– attualmente il ponte resta chiuso da oltre cinquecento giorni (quasi diciassette mesi), causando importanti disagi alla mobilità e all’economia locale;
– un guado provvisorio, finanziato dalla Regione con euro 200.000, è stato realizzato per garantire un minimo di continuità viaria;
– le condizioni di sicurezza della viabilità provvisoria realizzata nel guado risultano presso inesistenti in tutto l’asse viario provvisorio realizzato su area demaniale;
– la Regione, tramite l’Assessore Piu, ha stanziato altri euro 800.000 per urgenti interventi strutturali e ha aperto il Tavolo tecnico permanente per realizzare sia un accesso provvisorio alla strada sta-tale (SS)125 sia progettare l’opera definitiva;
– tuttavia, a maggio 2025 il cantiere è stato sospeso per inadempienze contrattuali dell’impresa (ritardi, uso di materiali non idonei, stipendi non pagati) e, solo a fine maggio, è ripartito in condizioni vincolate;
– il cronoprogramma aggiornato prevede ora l’ultimazione e riapertura solo per l’estate 2026, con un ritardo stimato di circa quattordici mesi rispetto alla tabella di marcia originaria;
– i sindaci del Sarrabus e il comitato civico chiedono la revoca dell’appalto e una nuova gara, denunciando situazioni “intollerabili e disastrose”;

CONSIDERATO che:
– la chiusura del ponte impone deviazioni fino a +15 km tra Muravera e Villaputzu, con ricadute negative su turismo, commercio, pubblici servizi e diritto alla mobilità della popolazione del Sarrabus;
– si rende urgente garantire non solo la rapida ricostruzione dell’infrastruttura, ma anche soluzioni alternative idonee e progettuali definitive per evitare future interruzioni,

chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) qual è lo stato di avanzamento del Tavolo tecnico permanente e delle progettazioni per:
– il collegamento provvisorio alla SS125 ad uso alternativo durante i lavori;
– un progetto alternativo strutturale (bretella o nuovo ponte definitivo);
2) su quali basi tecniche e giuridiche sono stati stanziati i fondi (euro 800.000 più euro 200.000), e specificamente:
– a che punto è la progettazione e l’impegno di spesa;
– quando saranno effettivi i lavori associati;
3) quali azioni la Regione sta adottando in merito a eventuali inadempienze dell’attuale impresa:
– verifiche contrattuali,
– risoluzioni,
– revoca della concessione e indizione di nuova gara,
– clausole penali,
– controlli sui materiali e rispetto dei tempi;
4) se è confermato il cronoprogramma aggiornato per la riapertura estate 2026 e, in caso affermati-vo, quali misure urgenti intende adottare la Regione per ridurre gli ulteriori ritardi;
5) come si intende garantire l’efficienza del sistema viario nell’intero comprensorio del Sarrabus-Gerrei, considerando i disagi attuali e la necessità di una rete stabile e duratura.

Cagliari, 24 luglio 2025

MOZIONE N. 61

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 61

ORRÙ – LOI – DESSENA, sulle misure per la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso negli uffici pubblici e nelle scuole e divieto dell’impiego di palloncini nelle celebrazioni pubbliche e private.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– la plastica monouso è una delle principali fonti di inquinamento ambientale, con impatti significativi sulla biodiversità marina e terrestre;
– l’Unione europea ha adottato la direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente;
– la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive, che stabilisce i principi fondamentali della gestione dei rifiuti, tra cui la gerarchia dei rifiuti, che privilegia la prevenzione, il riuso e il riciclo rispetto allo smaltimento;
– il regolamento di esecuzione (UE) 2020/2151 della Commissione del 17 dicembre 2020 che reca disposizioni relative alle specifiche di marcatura armonizzate per i prodotti di plastica monouso elencati nella parte D dell’allegato della direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti in plastica sull’ambiente, che introduce requisiti di etichettatura ambientale per alcuni prodotti in plastica monouso, come bicchieri, salviette umidificate e filtri per sigarette, per informare i consumatori sull’impatto ambientale e sulle corrette modalità di smaltimento;
– la Plastic Tax europea, (Decisione (UE, Euratom) 2020/2053 del Consiglio del 14 dicembre 2020 relativa al sistema delle risorse proprie dell’Unione europea e che abroga la decisione 2014/335/UE, Euratom), impone agli Stati membri un contributo economico proporzionale alla quantità di rifiuti plastici non riciclati, incentivando la riduzione e il riciclo della plastica;
– l’Italia ha recepito la direttiva 2008/98/CE con il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 196 (Attuazione della direttiva (UE) 2019/904, del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente), che vieta l’immissione sul mercato di specifici prodotti in plastica monouso e promuove l’uso di materiali biodegradabili e compostabili;
– il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) disciplina la gestione integrata dei rifiuti in Italia e attribuisce alle Regioni competenze specifiche in materia di pianificazione e prevenzione;
– il Consiglio regionale ha già espresso il proprio impegno con la mozione n. 27 del 13 giugno 2019, volta alla minimizzazione dei rifiuti in plastica monouso non biodegradabili sul territorio regionale;
– diversi comuni sardi hanno ricevuto il premio “Plastic free” conferito dall’associazione Plastic free Odv, per l’impegno concreto nella riduzione del consumo di plastica e nella sensibilizzazione ambientale;

CONSIDERATO che:
– la direttiva (UE) 2019/904 promuove la transizione verso un’economia circolare e impone agli Stati membri misure di sensibilizzazione e riduzione del consumo di plastica monouso;
– il decreto legislativo n.196 del 2021 prevede incentivi per la produzione e l’utilizzo di prodotti alternativi riutilizzabili o compostabili;
– con deliberazione 15 febbraio 2024, n. 4/145 (Aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti – Sezione rifiuti urbani) la Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento della sezione rifiuti urbani del Piano regionale di gestione dei rifiuti che include obiettivi di sostenibilità ambientale e riduzione dei rifiuti plastici;
– l’esperienza delle amministrazioni comunali virtuose dimostra che è possibile attuare politiche locali efficaci e coinvolgere attivamente la cittadinanza nella tutela ambientale;

RITENUTO necessario:
– contrastare l’inquinamento marino e costiero, causato in larga parte da rifiuti plastici: si stima che circa l’80 per cento dei rifiuti sulle spiagge europee sia costituito da plastica, di cui oltre la metà è monouso;
– ridurre la dispersione di microplastiche, che derivano dalla frammentazione di oggetti plastici e contaminano l’intera catena alimentare, con potenziali rischi per la salute umana;
– limitare le emissioni di gas serra legate alla produzione e allo smaltimento della plastica monouso, contribuendo così alla lotta contro il cambiamento climatico;
– prevenire danni alla fauna selvatica, in particolare marina, che ingerisce o rimane intrappolata nei rifiuti plastici, con conseguenze spesso letali;
– evitare l’accumulo di rifiuti plastici nei corsi d’acqua, nei terreni e persino nell’aria, dove possono permanere per decenni e compromettere gli equilibri ecologici;
– rafforzare la responsabilità ambientale delle istituzioni pubbliche e delle comunità locali, favorendo comportamenti virtuosi e sostenibili,

impegna la Presidente della Regione e l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente

1) a promuovere l’eliminazione progressiva dell’uso di articoli in plastica monouso negli uffici pubblici e nelle istituzioni scolastiche regionali, in conformità con la normativa europea e nazionale;
2) a predisporre campagne informative e di sensibilizzazione, anche in collaborazione con le scuole e i comuni virtuosi, per incentivare l’uso di materiali ecocompatibili;
3) a introdurre normative regionali che vietino l’utilizzo di palloncini durante feste pubbliche, cerimonie private, manifestazioni e funerali, in linea con le ordinanze già adottate da diversi comuni sardi;
4) a incentivare l’adeguamento tecnologico degli impianti di compostaggio e trattamento dei rifiuti, per garantire una corretta gestione dei materiali alternativi alla plastica;
5) a promuovere convenzioni con enti scolastici, universitari e mense pubbliche per ridurre l’uso di plastica monouso e favorire la diffusione di buone pratiche ambientali.

Cagliari, 23 luglio 2025