INTERROGAZIONE N. 294/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 294/A

(Pervenuta risposta scritta il 16/10/2025)

INTERROGAZIONE COCCIU – CHESSA – MAIELI – PIRAS, con richiesta di risposta scritta, in merito alla situazione delle graduatorie degli idonei dell’Agenzia LAORE Sardegna con particolare riferimento all’area dei funzionari amministrativi.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– il 31 dicembre 2025 è la data ultima che segnerà la scadenza definitiva di tutte le graduatorie dell’Agenzia regionale per l’attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale (LAORE Sardegna), con il rischio che centinaia di idonei, dopo anni di attese, speranze e illusioni, vedano calare il sipario e la definitiva possibilità di una loro assunzione;
– la Regione e le agenzie dispongono già di bacini di idonei selezionati, formati e pronti all’impiego, i quali rappresentano un’opportunità per colmare i vuoti in organico, senza ulteriori concorsi o bandi;

VISTO che al di fuori delle graduatorie Laore, l’unica che sta scorrendo molto velocemente è la graduatoria del concorso pubblico di numero trentanove unità, categoria D, area economico-finanziaria, di cui alla determinazione N.P. 36616/1949 del 2 novembre 2021 (Concorso pubblico per esami per il reclutamento a tempo pieno e indeterminato di n. 39 unità di personale da inquadrare presso l’Amministrazione e gli enti del sistema Regione, nella categoria D – livello retributivo D1, area economico-finanziaria) dell’Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione, nata con un compito preciso, ma oggi trasformata in un asso nella manica per coprire qualsiasi posizione amministrativa, indipendentemente dall’area;

CONSIDERATO che questo comportamento genera un duplice effetto ed ossia da un lato paralizza le assunzioni attingendo sempre agli stessi nominativi che spesso rinunciano, e dall’altro blocca le graduatorie dell’Agenzia LAORE Sardegna, almeno per la parte relativa ai funzionari amministrativi, vanificando anni di attesa;

RITENUTO che l’interpretazione data all’articolo 16 della legge regionale19 dicembre 2023, n.17 (Modifiche alla legge regionale n. 1 del 2023 (Legge di stabilità 2023), variazioni di bilancio, riconoscimento di debiti fuori bilancio e passività pregresse e disposizioni varie) che di fatto sostiene questa impostazione, risulti parziale e non allineata a quanto previsto dall’articolo 17 del Decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 (Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi), come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 16 giugno 2023, n. 82 (Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, concernente norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi), laddove si stabilisce chiaramente la decadenza del candidato che rifiuta l’assunzione senza giustificato motivo;

EVIDENZIATO che i vincoli finanziari nazionali sono reali, ma che proprio per questo sarebbe logico e doveroso utilizzare anche e prevalentemente gli idonei delle graduatorie già vigenti, risparmiando tempo prezioso;
RILEVATO che, la situazione attuale non solo genera disparità tra idonei dello stesso comparto, oltre che un’ingiustizia nei confronti di chi ha superato prove selettive ancor prima di quelle di cui alla già citata determinazione N.P. 36616/1949 del 2 novembre 2021 dell’Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione, per essere oggi trattato in maniera alquanto iniqua,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale degli affari generali, per-sonale e riforma della Regione per sapere:
1) se non ritengano necessario e urgente supportare il rinnovo delle graduatorie dell’Agenzia LAORE Sardegna in scadenza tra pochi mesi;
2) se non intendano indirizzare le agenzie regionali ad acquisire il personale mancante proprio da queste graduatorie attive, garantendo risparmio di tempo e anche di denaro pubblico;
3) se non sia il caso, per motivi di equità e buon andamento dell’amministrazione, di riconoscere pari dignità e pari utilizzo alla graduatoria dei funzionari amministrativi dell’Agenzia LAORE Sardegna, rispetto alla graduatoria di cui alla determinazione N.P. 36616/1949 del 2 novembre 2021.

Cagliari, 3 ottobre 2025

MOZIONE N. 70

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 70

(Approvata in Aula il 26/11/2025)

PORCU – CAU – COZZOLINO – DERIU – AGUS – COCCO – PIZZUTO sull’istituzione di un fondo regionale per incentivare la presenza stabile del personale sanitario nei presidi e nei territori marginali e a maggior rischio spopolamento della Sardegna.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana, deve essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale;
– la crescente difficoltà nel reperire e trattenere personale medico, infermieristico e tecnico nei presidi ospedalieri, così come nei servizi territoriali di medicina generale e pediatria di libera scelta, specialmente nelle zone marginali e disagiate, compromette la tenuta del servizio sanitario pubblico e l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA);
– i territori interni e a rischio marginalizzazione considerati nell’ambito della Strategia nazionale aree interne (SNAI), corrispondenti a molti comuni della Regione, sono caratterizzati da una significativa distanza dai principali centri di offerta di servizi, in particolare quelli relativi all’istruzione, mobilità e servizi sociosanitari, e pertanto registrano da anni criticità demografiche, infrastrutturali e sanitarie;
– la rete ospedaliera della Regione individua i seguenti ospedali di zona disagiata: ospedale San Camillo di Sorgono, ospedale G.A. Mastino di Bosa, ospedale P. Merlo di La Maddalena, ospedale San Giuseppe di Isili, ospedale San Marcellino di Muravera; sono altresì da considerarsi presidi ospedalieri operanti in territori marginali l’ospedale G. P. Delogu di Ghilarza e l’ospedale A. Segni di Ozieri;

CONSIDERATO che:
– il contrasto allo spopolamento rappresenta uno degli obiettivi principali che la Regione intende perseguire nel ciclo di programmazione 2021-2027 attraverso le proprie strategie di sviluppo territoriale;
– la Regione intende promuovere misure per il potenziamento della rete ospedaliera, della medicina territoriale, il rafforzamento delle reti di prossimità e la valorizzazione del personale sanitario anche tramite incentivi economici, logistici e familiari;

VALUTATO che:
– è necessario attuare misure di contrasto allo spopolamento nelle zone più svantaggiate, rafforzando anche i servizi sanitari nei presidi ospedalieri di zona disagiata e la medicina territoriale, al fine di limitare carenze di personale per scongiurare liste d’attesa infinite, reparti in sofferenza, servizi essenziali ridotti al minimo che compromettono il diritto fondamentale alla salute;
– tali misure devono essere strutturali e favorire un radicamento duraturo del personale sanitario operante nei territori marginali,

impegna la Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a istituire, all’interno della legge di stabilità 2026, un fondo di sostegno ai comuni marginali particolarmente colpiti dal fenomeno dello spopolamento e per i quali si riscontrano rilevanti carenze di attrattività per la ridotta offerta di servizi materiali e immateriali;
2) a dotare il fondo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, da ripartirsi, secondo termini e modalità stabilite successivamente dalla Giunta regionale, tra i comuni beneficiari individuati in base ai seguenti criteri:
a) distanza dai principali centri di offerta di servizi (SNAI);
b) popolazione inferiore a 10.000 abitanti;
– devono in ogni caso essere inclusi tra i comuni beneficiari quelli che ospitano un ospedale di zona disagiata o uno dei presidi ospedalieri operanti in territori marginali sopramenzionati;
3) a destinare il fondo al finanziamento di interventi e iniziative finalizzate a contrastare lo spopolamento attraverso il rafforzamento della sanità pubblica nei territori svantaggiati, in particolare con incentivi al personale sanitario degli ospedali di zona disagiata, ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, che già esercitano (40 per cento del fondo) o che avviano o trasferiscono l’attività (60 per cento del fondo). Nello specifico:
a) contributo “abitazione”, a beneficio del personale sanitario degli ospedali di zona disagiata, dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, che già esercitano o che avviano o trasferiscono l’attività, finalizzato a incentivarne il trasferimento stabile e il radicamento nei territori più fragili; l’incentivo deve essere modulato per intensità crescente per i seguenti casi: contributo alloggio temporaneo in struttura ricettiva, contributo locazione per trasferimento di domicilio, contributo locazione per trasferimento di residenza, contributo mutuo per acquisto o acquisto-ristrutturazione di abitazione principale con contestuale trasferimento di residenza; nel caso di contributo alloggio temporaneo in struttura ricettiva, l’incentivo economico è concesso sotto forma di rimborso spese documentate; nel caso di locazione, l’incentivo economico è concesso, sotto forma di contributo mensile, per tutta la durata del periodo di locazione, fino a un massimo di vent’anni; nel caso di mutuo per acquisto o acquisto-ristrutturazione di abitazione, l’incentivo economico è concesso tramite il pagamento diretto della rata del mutuo, fino a un massimo di vent’anni;
b) adeguamento, allestimento e spese di gestione di immobili appartenenti al patrimonio disponibile, da adibire ad ambulatorio medico, da concedere in comodato d’uso gratuito, anche in condivisione, a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che già esercitano o che avviano o trasferiscono l’attività in comuni marginali;
c) contributo “ambulatorio”, a beneficio di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che già esercitano o che avviano o trasferiscono l’attività in comuni marginali, a titolo di concorso per le spese di locazione; l’incentivo economico è concesso, sotto forma di rimborso del canone di locazione per contratti stipulati nel mercato immobiliare privato, per tutta la durata del periodo di locazione, fino a un massimo di vent’anni;
d) contributo “servizi alla famiglia”, a beneficio del nucleo familiare del personale sanitario degli ospedali di zona disagiata, dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, che già esercitano o che avviano o trasferiscono l’attività; l’incentivo economico è concesso, sotto forma di voucher annuale da utilizzare per compensare la quota utente di servizi alla famiglia erogati dal comune o da soggetti privati convenzionati, per tutto il periodo di lavoro nella struttura di sede disagiata o di esercizio della professione nel comune marginale, fino a un massimo di vent’anni;
4) a strutturare gli incentivi in modo da favorire il radicamento duraturo e continuativo degli operatori sanitari nei territori marginali, attraverso formule che prevedano incrementi del valore dei contributi negli anni, legati al periodo di effettiva e continuativa permanenza.

Cagliari, 2 ottobre 2025

MOZIONE N. 69

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 69

MULA – COCCO – TRUZZU – DERIU – PIZZUTO – CIUSA – AGUS – COCCIU – SORGIA – URPI – TICCA – PORCU, in merito alle problematiche verificatesi nella scuola dell’infanzia “Su Rimediu” di Orosei.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– la scuola dell’infanzia “Su Rimediu” di Orosei si trova a gestire una situazione di grave sovraccarico a seguito dell’improvvisa chiusura della scuola paritaria “Sant’Antonio Abate”, comunicata solo a fine maggio 2025;
– tale chiusura ha determinato il trasferimento forzato di numerosi bambini presso il plesso comunale, comportando la formazione di sole due sezioni da ventisette e ventotto alunni ciascuna, con ulteriori sette bambini anticipatari rimasti esclusi dal servizio educativo;
– la dirigente scolastica aveva tempestivamente richiesto l’attivazione di una terza sezione, ma la domanda è stata respinta dall’Ufficio scolastico provinciale con conseguente conferma di un organico insufficiente;

CONSIDERATO che:
– l’attuale configurazione di due classi “pollaio” rappresenta una condizione insostenibile sia sotto il profilo pedagogico e didattico sia per quanto riguarda la sicurezza dei bambini e delle insegnanti;
– tale situazione compromette il diritto costituzionale allo studio e mina l’inclusione scolastica, penalizzando, in particolare, le famiglie più fragili e le donne lavoratrici, costrette a rinunciare a un servizio essenziale di conciliazione tra vita familiare e lavorativa;
– vi è un precedente risolto nel 2013 nel Comune di Gavoi, dove la Regione stanziò risorse straordinarie per l’attivazione di una sezione aggiuntiva in un caso analogo;
– l’Amministrazione comunale di Orosei, la sindaca e diversi consiglieri regionali hanno espresso con forza la necessità di un intervento urgente e straordinario;

RITENUTO che:
– l’attivazione di una terza sezione non rappresenta una mera questione organizzativa ma un atto dovuto in termini di tutela dei diritti dell’infanzia, di equità territoriale e di coesione sociale;
– è compito della Regione, in raccordo con l’Ufficio scolastico regionale e provinciale, garantire soluzioni immediate, anche attraverso lo stanziamento di risorse straordinarie, la messa a disposizione di insegnanti e il superamento dei vincoli burocratici,

impegna la Presidente della Regione e l’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport

1) ad attivarsi con urgenza presso l’Ufficio scolastico regionale e provinciale affinchè venga istituita immediatamente una terza sezione presso la scuola dell’infanzia “Su Rimediu” di Orosei;
2) a dare il massimo sostegno al Provveditorato affinché si faccia portavoce presso il Ministero per il recupero di risorse economiche straordinarie necessarie;
3) a valutare l’attuazione delle misure straordinarie di sostegno alle famiglie escluse dal servizio educativo, in particolare ai genitori dei bambini anticipatari, al fine di assicurare la piena fruizione del diritto all’istruzione prescolare;
4) valutare la presenza di eventuali situazioni analoghe in altri territori della Sardegna, al fine di addivenire a soluzioni mirate per la risoluzione delle problematiche di ciascun territorio e, sulla base dei disagi presenti sullo stesso territorio regionale, aprire un tavolo permanente di confronto con il Provveditorato anche per le problematiche riguardanti i bambini anticipatari e per i criteri di dimensionamento.

Cagliari, 1° ottobre 2025

La bandiera palestinese sventola sul palazzo del Consiglio regionale. Il Presidente Comandini: “Un messaggio di pace”

 

CCagliari, 3 ottobre 2025 – Un messaggio di pace stamattina anche dal Consiglio regionale della Sardegna. La bandiera palestinese ha sventolato dal piano più alto del palazzo di via Roma  durante il passaggio del corteo della manifestazione organizzata anche a Cagliari a favore della Palestina.

In corteo  anche il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini: “Abbiamo deciso di esporre la bandiera della Palestina sulla facciata del Palazzo dell’Assemblea per esprimere solidarietà  al popolo palestinese e per auspicare la pace. Non dobbiamo abbassare la guardia su quello che sta succedendo a Gaza.  In guerra non ci sono mai vincitori. Oggi è una giornata di riflessione, anche il Consiglio regionale è vicino alle persone, e soprattutto ai bambini,  che soffrono a causa delle guerre”.

Prevenzione tumore al seno. Fino al 31 ottobre Consiglio “in rosa”

Cagliari 3 ottobre 2025 – Fino al 31 ottobre ogni sera il palazzo del Consiglio regionale in via Roma a Cagliari sarà  illuminato di luci color rosa, il colore simbolo della sensibilizzazione della campagna di prevenzione del tumore al seno. Le luci si sono accese ieri sera all’imbrunire. Con questo gesto simbolico l’Assemblea aderisce anche quest’anno all’appuntamento  della LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori,  che informa e sensibilizza le donne  sull’importanza  della prevenzione per combattere in maniera efficace questa la neoplasia che è la  più frequente in Italia.

INTERROGAZIONE N. 293/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 293/A

(Discussa in Aula il 28/10/2025 ai sensi dell’articolo 123 bis del Regolamento) (pervenuta risposta scritta in data 28/10/2025)

INTERROGAZIONE TICCA, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura del pronto soccorso del presidio ospedaliero Santissima Trinità e degli stabili della Cittadella della salute dell’Azienda sanitaria locale (ASL) Cagliari.

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Il sottoscritto,

PREMESSO che a Cagliari il sistema dell’emergenza-urgenza persiste in una situazione di sofferenza per l’impossibilità per i pronto soccorso di garantire la presa in carico del paziente in tempi ragionevoli;

RICORDATO che è diventata una consuetudine vedere colonne di ambulanze, con pazienti ancora a bordo ed in attesa di cure, ferme davanti ai pronto soccorso del presidio ospedaliero Santissima Trinità, dell’ospedale G. Brotzu e dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari;

CONSIDERATO che le lunghe ore di permanenza inattiva nei presidi ospedalieri determina una riduzione della capacità di risposta del sistema di emergenza-urgenza e quindi un pericoloso abbassamento della qualità del sistema sanitario regionale;

CONSTATATO che il comando dei vigili del fuoco della Regione ha sanzionato la ASL Cagliari per mancata risoluzione di gravi carenze strutturali in materia di sicurezza rilevate nel presidio ospedaliero del Santissima Trinità e negli stabili esistenti nella Cittadella della salute di via Romagna a Cagliari;

TENUTO CONTO che, nello scorso mese di febbraio 2025, l’ASL Cagliari aveva già segnalato alla Presidenza della Regione e all’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale la necessità di reperire risorse per l’attuazione di provvedimenti strutturali non più rinviabili e che non potevano essere realizzati per insufficiente capacità finanziaria della stessa ASL;

APPRESO che nella giornata di ieri il commissario straordinario dell’ASL Cagliari si è visto costretto a scrivere al Prefetto per chiedere la costituzione di un tavolo tecnico che possa scongiurare la disattivazione delle strutture sanitarie del presidio ospedaliero Santissima Trinità e di stabili esistenti nella Cittadella della salute di via Romagna a Cagliari, con pesanti conseguenze per i cittadini del capoluogo e non solo,

chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza della situazione su esposta e, in particolare, delle note inviate dall’ASL Cagliari alle strutture amministrative regionali e al Prefetto di Cagliari;
2) quali provvedimenti urgenti intendano adottare per scongiurare la chiusura dei presidi sanitari segnalati ed evitare ai cittadini sardi le drammatiche conseguenze della disattivazione dei servizi nella città di Cagliari.

Cagliari, 2 ottobre 2025

Atto aziendale dell’Ares, audizioni in VI Commissione (Salute e politiche sociali)

Cagliari 2 ottobre 2025 – L’atto aziendale dell’Ares è stato adottato nel rispetto delle prerogative del direttore generale dell’Azienda, che ha fatto riferimento alle linee guida del 2022. Adesso, però, con le nuove linee guida di indirizzo per l’adozione degli atti aziendali delle Asl, Aou, Arnas “Brotzu” e Areus, la Giunta ha deliberato di  dare  mandato  all’Assessorato  alla Sanità  “di  sottoporre  a verifica,  contestualmente  alla  verifica  degli  atti  aziendali  delle  aziende  commissariate,  l’atto aziendale  dell’Ares,  al  fine  di  verificarne  la  coerenza  con  l’assetto  organizzativo  delineato dalle  presenti  linee  di  indirizzo  ed  eventualmente  dare  i  conseguenti  indirizzi  per  una sua revisione”. E’ quanto hanno riferito, oggi, l’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi, il direttore generale dell’Ares, Giuseppe Pintor, e Luciano Oppo, direttore generale della Sanità dell’assessorato, sentiti in audizione dalla VI commissione (Salute e Politiche sociali). Il Parlamentino era stato convocato dalla presidente Carla Fundoni (Pd), su richiesta dei consiglieri di minoranza, per avere chiarimenti sulle motivazioni che avevano spinto il direttore generale dell’Ares ad adottare l’atto aziendale ad agosto, un mese prima che la Giunta regionale approvasse le nuove linee di indirizzo, che saranno ora esaminate dalla VI commissione, che dovrà esprimere il parere. L’assessore ha ribadito che tutti gli atti aziendali “saranno armonizzati”, compreso quello dell’Ares, e che, se necessario, sarà modificato.

La minoranza, in particolare, Alice Aroni (Misto), ha lamentato il fatto che la Commissione non si sia potuta esprimere e valutare le linee guida della Giunta prima dell’approvazione dell’atto aziendale dell’Ares, che, con la legge n. 8, ha detto, ha acquisito nuove e importanti competenze. Posizione condivisa anche dagli altri colleghi della minoranza, Paolo Truzzu (Fdi), Umberto Ticca (Riformatori) e Antonello Peru (Sardegna al Centro20Venti). Critiche, dalla minoranza, anche al numero troppo elevato di strutture complesse previsto dall’Ares. Il consigliere Francesco Agus (Progressisti) ha auspicato che, anche se non obbligatorio ma prassi del Consiglio (“che vogliamo portare avanti”), ci sia sempre un confronto in commissione per garantire la massima trasparenza dell’azione politica della maggioranza. Non sono, invece, mancate le critiche alla minoranza da parte del vice presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Frau (Uniti per Alessandra Todde), per la situazione in cui, l’allora maggioranza, ha lasciato la sanità dopo cinque anni di governo e ha ringraziato il direttore generale dell’Ares per il lavoro fatto. Nel corso della seduta è intervenuto anche il consigliere Giuseppino Canu (Sinistra futura), che ha sollevato il tema dell’accentramento dei concorsi in capo ad Ares.

Pintor ha poi evidenziato rapidamente i punti che riteneva più rilevanti della nuova organizzazione tra cui il potenziamento del sistema informatico, la cartella clinica informatizzata, la connettività con la banda larga per tutti i presidi sanitari sardi, la telemedicina, il Sistema Garsia per migliorare l’assistenza territoriale e il fascicolo digitale elettronico, ma anche l’hub del farmaco e l’Hta (Health Technology Assessment) regionale. Pintor ha ribadito l’importanza dell’Ares come ente intermedio di supporto all’Assessorato e al servizio delle Aziende sanitarie.

La presidente Fundoni ha ringraziato l’assessore e direttori generali per l’attività svolta, ribadendo l’importanza del lavoro della commissione nell’esame e nell’eventuale modifica delle linea guida di indirizzo degli atti aziendali delle aziende sanitarie, con la possibilità di re intervenire anche su quello appena prodotto da Ares.

 

Riforme, audizione della presidente della Regione nella commissione speciale per la legge Statutaria

La  commissione speciale sulla legge statutaria e sulle norme di attuazione dello Statuto, istituita con l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nella seduta dello scorso 12 agosto, ha aperto il ciclo di audizioni  riservato ai presidenti della Regione.

Il presidente del Consiglio, Piero Comandini che, presiede anche la commissione speciale alla quale partecipano tutti i capigruppo, nel suo intervento di apertura lavori ha ribadito i compiti e gli obiettivi della commissione, evidenziandone la portata politica e auspicando il coinvolgimento dell’intera società sarda sia nella cosiddetta fase di ascolto che in quelle di elaborazione della proposta di legge statutaria. «Vogliamo scrivere insieme – ha affermato il presidente Comandini – la nuova legge Statutaria per il popolo sardo». Non sono mancati i riferimenti al ritardo di oltre 20 anni con il quale si procede per la definizione della forma di governo e la necessità di introdurre norme che garantiscano una maggiore partecipazione popolare, ad incominciare da quelle che regolano i referendum su base regionale e la presentazione delle proposte di legge di iniziativa popolare.

Riguardo alle norme di attuazione, a proposito delle quali la commissione è chiamata ad avviare una ricognizione e un’analisi per l’individuazione degli ambiti e dei settori che necessitano prioritariamente dell’adozione delle norme di attuazione dello Statuto speciale, il presidente ha ribadito la volontà di collaborare con la commissione paritetica Stato-Regione ed ha sostanzialmente escluso una sovrapposizione, se non anche una sostituzione, dei rispettivi ruoli.

La presidente della Regione, Alessandra Todde, è entrata nel merito delle questioni fin dalle prime battute del suo intervento e nel ricordare l’approvazione ormai datata dello Statuto di Autonomia, 1948, ha ribadito la necessità di una rivisitazione della Carta fondamentale dei Sardi.

«E’ importante ragionare su un nuovo Statuto – ha dichiarato la presidente – e non soltanto della nuova legge Statutaria».

La leader della coalizione al governo della Regione ha quindi ripercorso l’evolversi del confronto che sulla materia si è sviluppato con il Governo di Roma, nell’ultimo anno e mezzo di legislatura regionale,  ed ha sottolineato come il tavolo istituzionale, attivato dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, abbia elaborato una proposta-bozza di Statuto condivisa da tutte e cinque le Regione ad autonomia speciale. Successivamente, così ha spiegato la governatrice, il ministero ha proceduto con confronti bilaterali ma al momento, non è stato attivato, quello con la Regione Sardegna, mentre altre regioni, come il Trentino Alto Adige, hanno già ottenuto le modifiche statutarie attese.

L’esigenza di rafforzare prerogative e competenze della Regione, a giudizio della Todde, è una necessità non più derogabile, anche alla luce delle crescenti tendenze accentratrici da parte dello Stato che, in nome delle riforme di grande interesse economico e sociale, limita le competenze statutarie primarie riconosciute all’Isola in materie fondamentali e strategiche per lo sviluppo e la crescita della Regione.

Riguardo alla legge Statutaria, il principio guida resta quanto contenuto nel piano regionale di sviluppo, dove sono stati declinati gli obiettivi di legislatura, ad incominciare dalla revisione dello Statuto e della legge Statutaria, insieme con una nuova legge elettorale e una nuova organizzazione regionale attraverso la revisione delle leggi regionali n. 1/77 (definisce tra le altre le competenze della Giunta, della presidenza e dei singoli assessorati) e la n.31/98 (disciplina il personale regionale e l’organizzazione degli uffici).

A questo proposito, la presidente, ha comunicato alla commissione che la Giunta ha già avviato i lavori per la predisposizione di testi legislativi.

Per quanto attiene la Statutaria si è partiti dal testo approvato nel 2007 mentre gli elementi sui quali intende intervenire, con quello che nel Piano regionale di sviluppo è chiamato “cantiere riforme”, possono essere così riassunti: la forma di governo (elezione diretta o meno del presidente della Regione); rendere più rispondenti alle attuali necessità politiche le norme che regolano l’attribuzione delle competenze dei singoli assessorati; il rafforzamento del ruolo del Consiglio con il riconoscimento di strumenti che garantiscano un controllo e un monitoraggio più incisivo su quanto contenuto nelle dichiarazioni programmatiche; il rafforzamento del parere obbligatorio del Consiglio su materia definite strategiche; maggiori strumenti per garantire una più ampia partecipazione popolare; disciplinare i poteri nel cosiddetto periodo elettorale transitorio; favorire una distinzione chiara tra i compiti della politica e quelli dell’amministrazione; nuove norme sull’ineleggibilità, l’incompatibilità e il conflitto di interesse; più strumenti per misurare la qualità e l’attuazione della produzione legislativa.

La presidente nella parte conclusiva del suo intervento ha quindi esposto gli schemi di decreto legislativo sui quali è al lavoro l’esecutivo regionale perché siano definiti con le norme di attuazione, nella commissione paritetica Stato-Regione. Tra queste sono considerate prioritarie quelle in materia di acque pubbliche, la vigilanza sulle cooperative; gli usi civici; la continuità territoriale aerea e marittima; le competenze sul personale per il comparto unico e la disciplina speciale per la transizione energetica.

Il capogruppo del Pd, Roberto Deriu, ha insistito sulla importanza dell’ascolto e sulla necessità di garantire il coinvolgimento della società sarda nel processo delle riforme. Nel merito delle questioni, il capogruppo del partito di maggioranza relativa, ha posto in evidenza l’opportunità di valutare con attenzione le conclusioni del confronto in atto sulla modifica degli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale e dunque nel procedere con la elaborazione della legge Statutaria. Riguardo alla forma di governo, l’onorevole Deriu si è detto convintamente a favore della elezione diretta del presidente della Regione ed ha introdotto il tema della relazione tra governo regionale e burocrazia.

A favore dell’elezione diretta del presidente della Regione si è detto anche il capogruppo di FdI, Paolo Truzzu, che ha però ribadito l’opportunità di un bilanciamento tra i poteri dell’esecutivo e quelli dell’assemblea regionale e tra le competenze regionali e quelle attribuite al sistema degli Enti Locali. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha svolto inoltre una serie di considerazioni sulla legge elettorale, per affermare che quella attuale “consente l’elezione di leader politici locali e che dunque la mancanza di una visione politica più alta e più generale, che talvolta si registra nell’assemblea, è strettamente correlata alle regole in vigore per l’elezione del Consiglio”. Riguardo alla riforma dello Statuto, Truzzu ha manifestato perplessità sulla rapida realizzazione della stessa ed ha quindi invitato la commissione a procedere con la Statutaria e con il lavoro sulle norme di attuazione, alcune delle quali sono state definite “non più rinviabili”.

La capogruppo di Avs, Maria Laura Orrù, ha auspicato “un recupero dello spirito autonomistico” per la riscrittura dello Statuto speciale, garantendo il più ampio coinvolgimento della società sarda ed in particolare dei giovani. L’approvazione della Statutaria e delle leggi considerate all’interno del cantiere delle riforme, come la legge 1/77, a giudizio della consigliera della sinistra, dovrebbe avvenire in termini quanto più condivisi. Mentre una sottolineatura particolare è stata riservata al tema dell’astensionismo: «Dobbiamo per primi fare autocritica, domandandoci quali siano le ragioni profonde per le quali non riusciamo ad assicurare il coinvolgimento di tanti nostri concittadini».

«Attribuire priorità alla legge Statutaria, perché è interamente nelle nostre mani», è stata invece, la posizione espressa dal capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, che non ha mancato di evidenziare, con riguardo all’ipotizzata riforma dello Statuto, come sia opportuno concentrare le attenzioni ed il confronto politico sui tempi condivisi tra tutte le forze politiche. Più in generale, l’esponente della maggioranza, ha evidenziato lo storico ritardo con il quale si procede all’aggiornamento delle leggi che possono considerarsi di riforma della Regione ed ha affermato: «Nei fatti, siamo fermi alla Regione del dopoguerra». La modifica del rapporto tra Giunta e Consiglio – a giudizio di Agus – deve procedere di pari passo con la revisione della legge elettorale.

Il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, ha insistito sul coinvolgimento della società sarda nel processo delle riforme ed ha invitato ad una riflessione sul ruolo che il Consiglio potrà esercitare nelle dinamiche di modifica costituzionale. L’esponente della minoranza si è detto a favore dell’elezione del presidente della Regione ed ha affermato che la nuova legge elettorale dovrà riflettere quale dovrà essere, sul piano politico, il tipo di Consiglio che si vuole tratteggiare. Ma ciò che invece è da fare senza indugio – ha concluso Ticca – è procedere con le norme di attuazione, prendendo spunto anche dai positivi risultati conseguiti da altre Regioni a Statuto Speciale.

L’ultimo intervento dei capigruppo è stato quello di Antonello Peru (Sardegna al centro-Venti\20) che con tono provocatorio ha rilanciato la sfida delle riforme: «Siamo davvero convinti che l’attuale Consiglio abbia la volontà di realizzarle? Di aggiornare lo Statuto? Scrivere la legge Statutaria? Ammodernare l’organizzazione regionale e la gestione del personale?». Con riguardo alle norme di attuazione, il capogruppo dei centristi ha detto di condividere le priorità indicate ma ha invitato la Giunta a porre come premessa del suo operare nel confronto con lo Stato un concetto semplice e chiaro: «Lo Stato dia alla Sardegna ciò che gli spetta».

Nell’intervento di conclusione dei lavori, il presidente Piero Comandini, ha confermato la volontà ferma di procedere con la legge Statutaria: «Dal 2001 è nelle facoltà del Consiglio disegnare la forma di Governo e riequilibrare poteri e funzioni del sistema istituzionale regionale ma fino ad ora ci si è limitati alla sola legge elettorale. E’ il tempo di assumerci la responsabilità politica che ci appartiene e contribuire a fermare il declino dell’istituzione autonomistica».

INTERROGAZIONE N. 292/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 292/A

INTERROGAZIONE MASALA – TRUZZU – PIGA – MELONI Corrado – CERA – FLORIS – MULA – RUBIU – USAI con richiesta di risposta scritta, in merito alle problematiche relative alla copertura economica e al finanziamento delle borse di studio per gli specializzandi del primo anno della scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera dell’Università degli studi di Sassari.

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I sottoscritti,

PREMESSO che Regione, attraverso la legge regionale 6 marzo 2020, n. 6 (Norme in materia di contratti di formazione specialistica e borse di studio di area sanitaria), e successive modifiche ed integrazioni, riconoscendo l’importanza della formazione post-laurea per biologi, chimici, farmacisti, fisici, psicologi e veterinari, al fine di rafforzare il Sistema sanitario regionale (SSR), ha istituito un sistema di finanziamento per le borse di studio destinate alle scuole di specializzazione in ambito sanitario non medico;

CONSIDERATO che l’assenza di supporto economico crea disuguaglianze e spinge i giovani professionisti qualificati a lasciare la Sardegna, il Consiglio regionale con l’ordine del giorno n. 29 del 17 aprile 2025 ha impegnato la Giunta a garantire pari opportunità nell’accesso alla formazione specialistica, attraverso l’assegnazione di borse di studio a tutti gli aventi diritto;

APPURATO che, con deliberazione 4 luglio 2025, n. 35/30 (Programmazione della spesa per l’assegnazione dei contratti regionali di formazione specialistica medica e delle borse di studio di area sanitaria non medica per l’anno 2025, ai sensi della L.R. n. 6/2020), la Giunta regionale ha stanziato oltre 28 milioni di euro per l’anno 2025, di cui euro 5.833.676,99 disponibili per nuovi impegni, ma ha previsto solo quarantotto borse per gli specializzandi non medici, nonostante le risorse di bilancio e la forte richiesta da parte delle università;

ATTESO che per l’anno accademico 2023/2024 l’Università degli studi di Sassari ha pubblicato il bando di concorso per l’accesso alla scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera (quadriennale) e che alla fine della selezione otto candidati sono risultati idonei (tutti immatricolati al primo anno accademico nel 2024/2025;
RILEVATO che, solo due degli otto specializzandi iscritti hanno ricevuto la borsa di studio regionale mentre gli altri sei, pur essendo idonei, sono stati attualmente esclusi da qualsiasi forma di supporto economico per tutto il primo anno di corso;

ACCERTATO che:
– la scuola di farmacia ospedaliera, secondo il decreto interministeriale 4 febbraio 2015, n. 68 (Riordino scuole di specializzazione di area sanitaria), è classificata tra le scuole dell’area dei servizi clinici, con almeno il 70 per cento delle attività da svolgersi in contesti ospedalieri o territoriali, il che implica un impegno quotidiano simile a quello degli specializzandi in medicina;
– la borsa di studio, recentemente aumentata ad euro 25.000 all’anno per i primi due anni e ad euro 26.000 per i successivi, è stata riconosciuta retroattivamente agli iscritti degli anni precedenti, ma non è stata prevista per gli specializzandi del primo anno dell’anno accademico 2024/2025 attualmente in corso, creando così una chiara disparità di trattamento;
– nel bando di concorso per l’accesso alla scuola non era specificato il numero delle borse disponibili, generando aspettative legittime nei candidati, che sono poi state deluse da una comunicazione tardiva e da una gestione poco trasparente;

CONSIDERATO INFINE che:
– la legge regionale n. 6 del 2020, all’articolo 3-bis, stabilisce che le borse di studio debbano esse-re erogate per l’intero ciclo formativo secondo le modalità e gli importi applicati ai contratti aggiuntivi regionali;
– la mancata estensione delle borse ai sei specializzandi attualmente esclusi sembra incoerente con il quadro normativo, le risorse disponibili, gli atti ufficiali del Consiglio regionale e la volontà espressa dalla Giunta regionale di aumentare il numero di beneficiari tra le professioni sanitarie non mediche;

tutto ciò premesso e considerato,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se siano a conoscenza della situazione descritta riguardante i sei specializzandi del primo anno della scuola di specializzazione in farmacia ospedaliera dell’Università di Sassari, esclusi dall’assegnazione delle borse di studio regionali;
2) quali siano i motivi per cui, nonostante la disponibilità finanziaria documentata e gli impegni presi con l’ordine del giorno n. 29 del 2025, non sia ancora stata garantita la copertura delle borse per tutti gli idonei immatricolati nell’anno accademico 2024/2025;
3) se la Giunta regionale preveda di adottare con urgenza un provvedimento di rifinanziamento o ridistribuzione delle risorse già stanziate, per assicurare parità di trattamento e il pieno rispetto del diritto allo studio anche per questi specializzandi, eventualmente prevedendo l’integrazione delle borse a partire dal primo anno di corso;
4) se l’Amministrazione regionale abbia intenzione di introdurre in futuro criteri di assegnazione delle borse più chiari, trasparenti e coerenti con i bandi di ammissione, per evitare ulteriori situazioni di incertezza e disparità tra i candidati.

Cagliari, 2 ottobre 2025