INTERROGAZIONE N. 388/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 388/A

INTERROGAZIONE MAIELI -COCCIU, con richiesta di risposta scritta, in merito all’attuazione effettiva della legge regionale 18 gennaio 2019, n. 5 (Riconoscimento della fibromialgia come patologia cronica, progressiva e invalidante) in materia di fibromialgia, inserimento dell’ossigeno-ozono terapia nei percorsi regionali di terapia del dolore, aggiornamento del nomenclatore tariffario e valutazione di integrazione Extra Livelli essenziali di assistenza (Extra-LEA).

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– l’articolo 32 della Costituzione Italiana tutela la salute quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettivitĂ , imponendo alle istituzioni pubbliche non un riconoscimento formale, bensì una tutela sostanziale ed effettiva;
– l’articolo 3 della Costituzione sancisce il principio di uguaglianza sostanziale e impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto l’accesso ai diritti fondamentali;
– l’articolo 3 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto Speciale per la Sardegna) attribuisce alla Regione potestĂ  legislativa primaria in materia di igiene e sanitĂ  pubblica, consentendo l’integrazione delle prestazioni sanitarie ulteriori rispetto ai Livelli essenziali di assistenza (LEA) nazionali mediante risorse regionali;
– il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e successive modifiche ed integrazioni disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario nazionale (SSN) e del Servizio sanitario regionale (SSR) secondo criteri di appropriatezza, efficacia ed economicitĂ ;
– il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 (Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502) definisce e aggiorna i LEA, senza precludere alle Regioni l’erogazione di prestazioni ulteriori (cosiddetti Extra- LEA);
– il Piano nazionale della cronicitĂ  (Accordo stato-regioni 15 settembre 2016) prevede modelli strutturati di presa in carico delle patologie croniche complesse mediante Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA);
– la legge regionale 18 gennaio 2019, n. 5 (Disposizioni per il riconoscimento, la diagnosi e la cura della fibromialgia) ha riconosciuto la fibromialgia quale patologia progressiva e invalidante, istituendo l’IndennitĂ  regionale fibromialgia (IRF), quale misura di sostegno economico;

CONSIDERATO che:
– la sindrome fibromialgica rappresenta una condizione di dolore cronico diffuso con rilevante impatto funzionale, stimata a livello nazionale tra il 2 per cento e il 4 per cento della popolazione, con una platea regionale che può ragionevolmente attestarsi su diverse decine di migliaia di cittadini;
– l’attuale assetto regionale si fonda prevalentemente su un contributo economico ex post (IRF), pari a circa ottocento euro annui, che non configura un percorso terapeutico strutturato nĂ© garantisce continuitĂ  assistenziale;
– la gestione ordinaria della patologia è prevalentemente farmacologica (farmaci antinfiammatori non steroidei, oppioidi, miorilassanti, antidepressivi), con costi diretti a carico del SSR e con effetti collaterali che generano ulteriori prestazioni sanitarie;
– l’ossigeno-ozono terapia è praticata in Italia nell’ambito della terapia del dolore, anche in strutture pubbliche e accreditate e in Sardegna risulta eseguibile presso alcuni servizi ospedalieri di terapia antalgica (quali quelli operanti presso presidi dell’area metropolitana di Cagliari), sebbene con accesso selettivo e non sistematico per i pazienti fibromialgici;
– numerosi pazienti sardi ricorrono a protocolli privati ivi inclusa la Grande auto emo-infusione (GAEI), con costi integralmente a carico dell’utente;

SOTTOLINEATO che;
– l’attuale assetto genera una evidente asimmetria di accesso: chi dispone di risorse economiche può intraprendere cicli terapeutici alternativi, mentre chi non può permetterseli resta vincolato a terapie farmacologiche spesso inefficaci o scarsamente tollerate;
– la natura insulare della Sardegna, la distribuzione disomogenea dei centri specialistici e la carenza di collegamenti interni aggravano ulteriormente il divario territoriale;
– l’assenza di un PDTA regionale specifico per la fibromialgia determina frammentazione prescrittiva e disomogeneitĂ  applicativa tra strutture;

EVIDENZIATO che:
– come giĂ  rappresentato nella proposta allegata, l’attuale modello basato su “sussidio economico” non modifica l’andamento clinico della patologia, ma interviene solo a rimborso parziale di spese sostenute;
– una rimodulazione delle risorse destinate all’IRF verso un sistema di prestazioni convenzionate potrebbe, in linea teorica, consentire una migliore programmazione della spesa sanitaria, riducendo il ricorso cronico a farmaci e accessi impropri al pronto soccorso per riacutizzazioni algiche;
– l’inserimento nel nomenclatore tariffario regionale di specifiche prestazioni di ossigeno-ozono terapia, con codice identificativo e tariffa definita, rappresenterebbe uno strumento di governo clinico e finanziario, non una liberalizzazione indiscriminata;

RILEVATO che:
– riconoscere normativamente la fibromialgia senza garantire un percorso terapeutico realmente accessibile rischia di trasformare un diritto costituzionale in un semplice titolo simbolico;
– la tutela della salute, soprattutto quando afferente a condizioni croniche e invalidanti, non può essere rimessa alla casualitĂ  territoriale nĂ© alla capacitĂ  di spesa individuale;
– l’autonomia statutaria della Sardegna impone una responsabilitĂ  ulteriore nella programmazione sanitaria, soprattutto in presenza di strumenti giuridici giĂ  disponibili per integrare i LEA nazionali,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se sia in fase di predisposizione un PDTA regionale specifico per la fibromialgia, coerente con il Piano nazionale della cronicitĂ ;
2) se l’Assessorato intenda avviare una valutazione tecnico-scientifica, tramite gli organismi regionali competenti, sull’inserimento dell’ossigeno-ozono terapia nei percorsi regionali di terapia del dolore, anche in regime sperimentale o Extra-LEA;
3) se sia prevista un’analisi di Health technology assessment (HTA) comparativa tra gestione farmacologica cronica e protocolli antalgici integrati comprensivi di ossigeno-ozono terapia, valutandone impatto clinico, economico e organizzativo;
4) se si intenda procedere all’aggiornamento del nomenclatore tariffario regionale, attribuendo un codice prestazionale specifico per l’ossigeno-ozono terapia in ambito antalgico;
5) per quali ragioni, pur in presenza di un riconoscimento legislativo regionale della patologia, non sia stato ancora attivato un percorso terapeutico strutturato ed uniformemente accessibile;
6) quali iniziative si intendano adottare per superare l’attuale disparitĂ  di accesso alle cure, garantendo effettiva attuazione dei principi costituzionali di uguaglianza e tutela della salute.

Cagliari, 18 febbraio 2026

INTERROGAZIONE N. 387/C-2

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 387/C-2

INTERROGAZIONE TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – USAI sulla necessitĂ  di chiarimenti riguardo all’approvazione della proposta di bilancio di previsione – budget 2026 e triennale 2026-2027-2028 della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, nonostante il parere negativo del Collegio dei Revisori dei Conti.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– la Fondazione Teatro lirico di Cagliari ha come soci fondatori, e principali finanziatori, lo Stato italiano, la Regione Autonoma della Sardegna e il Comune di Cagliari;
– lo Stato italiano esercita una forte vigilanza pubblica per il tramite del Ministero della cultura, che provvede a nominare un membro del Consiglio di Indirizzo (CDI), così come il Comune di Cagliari e la Regione;
– il Ministero della cultura provvede anche a nominare il Collegio dei Revisori dei Conti, a cui è demandato il compito di verificare la regolaritĂ  e legittimitĂ  degli atti amministrativi e contabile della Fondazione;

CONSIDERATO che:
– ai sensi dell’articolo 12, comma 4, lettera d) del decreto legislativo 29 giugno 1996 n. 367 (Disposizioni per la trasformazione degli enti che operano nel settore musicale in fondazioni di diritto privato), le fondazioni lirico sinfoniche sono tenute ad approvare tempestivamente i programmi di attivitĂ  artistica evidenziando, per quanto attiene alla programmazione, il rispetto dei vincoli di cui all’articolo 3 del citato decreto; il bilancio di previsione dell’anno 2026 e dei due successivi, nel rispetto del vincolo di bilancio (comma 2, articolo 3 del decreto legislativo n. 367 del 1996);
– in data 24 dicembre 2025 il Collegio dei Revisori dei Conti del Teatro lirico ha approvato il verbale n. 483 con cui esprimeva il parere obbligatorio sulla proposta di bilancio di previsione – budget 2026 e triennale 2026-2027-2028 della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari;
– il verbale ha messo in evidenza che il conto economico della Fondazione relativo al 2026 presenta un significativo incremento di euro 4.913.133,00 rispetto al preconsuntivo 2025 e tale variazione è “essenzialmente riconducibile alla previsione di un aumento dei “ricavi, delle vendite e delle prestazioni” (concessioni, abbonamenti/ticketing, sponsorizzazioni) e di “Altri ricavi e proventi” (Altri proventi da attivitĂ  di fundraising/liberalitĂ )” che “non appaiono sostenute da idonei elementi oggettivi su cui fondare le stime per assicurarne l’attendibilitĂ , ma si basano sostanzialmente su aspettative di crescita (collegate all’auspicabile ed invero ottimistica prospettazione di un significativo aumento della produzione artistica e al reperimento di nuovi finanziatori)”;
– inoltre il verbale del Collegio dei Revisori dei Conti della Fondazione in relazione all’attendibilitĂ  dei ricavi succitati, che hanno generalmente costituito una cifra di poco superiore al milione di euro, mette in evidenza che “la Fondazione non abbia osservato le norme che presiedono la formazione e l’impostazione del budget economico, con potenziali conseguenze sul mantenimento dell’equilibrio economico” e pertanto “si ritiene di dover esprimere parere non favorevole all’approvazione del bilancio di previsione 2026 e pluriennale 2026 -2028″;

APPURATO che:
– in data 29 dicembre 2025 si è riunito il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro lirico di Cagliari, recante tra i punti all’ordine del giorno anche il punto “Bilancio di previsione e programmazione artistica 2026”;
– nella medesima seduta il Consiglio di Istituto (CDI) della Fondazione ha preso atto del parere negativo del Collegio dei Revisori dei Conti in merito al bilancio di previsione 2026 e pluriennale 2026 -2028;
– nella medesima seduta, con la deliberazione n. 59/2025, ha tuttavia ritenuto di poter approvare il bilancio di previsione 2026 e il bilancio triennale 2026-2028, con specifiche prescrizioni, purchĂ© il Sovrintendente aggiorni mensilmente il CDI sullo stato del flusso di cassa, delle attivitĂ  della biglietteria, delle eventuali sponsorizzazioni e liberalitĂ , nonchĂ©, in via che parrebbe del tutto straordinaria, l’obbligo di sottoporre tempestivamente al CDI eventuali variazioni di bilancio;

CONSTATATO che il parere contrario del Collegio dei Revisori può essere disatteso solo con adeguata motivazione, che sembrerebbe mancare nella delibera n. 59/2025 del 29 dicembre 2025 e, in ogni caso, testimonia una situazione di mancato equilibrio finanziario della Fondazione, con conseguenti rischi contabili e amministrativi,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere se:
1) siano stati informati del parere negativo Collegio dei Revisori dei Conti della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari sulla proposta di bilancio di previsione – budget 2026 e triennale 2026-2027-2028;
2) siano stati informati dell’approvazione della proposta di bilancio di previsione – budget 2026 e triennale 2026-2027-2028 da parte del CDI della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari;
3) siano stati informati del voto positivo del rappresentante della Regione in seno al CDI della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari;
4) sia stato già prodotto da parte del Sovrintendente della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari, considerato che è già trascorso il mese di gennaio, il prospetto previsionale mensile dei flussi di cassa, così come previsto dalla deliberazione del CDI n. 59/2025;
5) abbiano intenzione di prendere provvedimenti al fine di garantire il rispetto degli equilibri di bilancio della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari;
6) in caso di risposta affermativa quali azioni intendano porre in essere al fine di garantire la regolarità contabile e amministrativa, nonché il rispetto degli equilibri di bilancio della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari, anche in considerazione del fatto che la Regione, insieme al Governo, costituisce il primo finanziatore della Fondazione del Teatro Lirico di Cagliari.

Cagliari, 17 febbraio 2026

Lavoro, licenziata dalla Seconda commissione la proposta di legge sul contrasto al dumping contrattuale

La Seconda commissione, presieduta da Camilla Soru (Pd), ha licenziato il testo della Pl n. 58 (Solinas Alessandro –M5S e più) “Disposizioni per la qualità e la sicurezza del lavoro, per il contrasto al dumping contrattuale, nonché per la stabilità occupazionale nei contratti pubblici di appalto o di concessione eseguiti sul territoriale regionale”.

La proposta di legge si compone di otto articoli e nella relazione dei proponenti si evidenzia “la necessità di introdurre un salario minimo legale in Italia, in linea con quanto già avviene in 22 Paesi europei su 27”.

A livello regionale, la relazione sottolinea l’importanza di tutelare la qualitĂ  e la sicurezza del lavoro, contrastare il dumping contrattuale e garantire la stabilitĂ  occupazionale nei contratti pubblici di appalto o concessione. Si pone l’accento per il rischio di deterioramento delle tutele sociali legato all’affidamento esterno dei servizi, che spesso porta a una riduzione dei trattamenti economici dei lavoratori. La proposta di legge mira a introdurre criteri premiali per migliorare la qualitĂ  del lavoro e il benessere nei luoghi di lavoro, promuovere l’occupazione femminile e giovanile, garantire pari opportunitĂ  e applicare un trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi. Infine, si propone l’istituzione di un Comitato regionale per il monitoraggio della qualitĂ  del lavoro, con funzioni di controllo e promozione dei principi di tutela del lavoro.

Comparto unico, concluse in Prima commissione le audizioni per la nuova legge. Corrias: a marzo il voto

Si sono esaurite questa mattina le audizioni dei sindacati e dei comitati per la nuova legge sul comparto unico, la pl 182 che accoglie i rilievi di legittimitĂ  costituzionale avanzati dal governo al testo della legge regionale 28 del 2025.

L’assessora Motzo (Personale) ha espresso “un riscontro positivo” verso il nuovo testato, che dunque “supererà i rilievi rispettando tutte le norme nazionali e alche quelle sulla rappresentatività delle organizzazioni sindacali”. Parere favorevole anche dall’assessore Spanedda (Enti locali).

Deborah Golme, presidente del Comitato comparto unico, ha definito “efficace” la proposta di legge e ha aggiunto: “Auspichiamo tempi brevi per vedere davvero la luce del comparto unico tra i dipendenti degli enti locali e della Regione”. Pier Paolo Pia (segretario del comitato) ha elogiato “le norme sulla mobilità e sulla rappresentatività sindacale” e sulla stessa posizione anche Roberta Gessa, segretaria generale della Funzione publbica della Cgil. Invece Augusto Ogiana (Uil) ha chiesto “l’impegno delle risorse finanziarie, come promesso dal vicepresidente della Giunta, l’assessore Meloni”. Dalla Cisl è arrivato con Gianfranca Solinas l’invito a un confronto stabile e un tavolo con la Regione e i sindacati in occasione della fase applicativa. Non potrà essere certo oggetto di interpretazione soggettiva la rappresentatività dei lavoratori”.

Per Antonello Troffa “bisogna che non vengano toccate   le aree separate di contrattazione altrimenti il rischio è bloccare tutta la contrattazione della Regione”. A seguire Gianluca Cinus (Clares Ras): “Non sarà il percorso facile ma siamo pronti alla sfida del comparto unico”.

A conclusione delle audizioni il presidente Salvatore Corrias (Pd) ha ringraziato gli ospiti e ha aggiunto che la pl 182 tornerà in commissione nelle prossime settimane: “Il 3 marzo la esamineremo e ritengo che la voteremo per portarla poi in Aula quanto prima”, ha concluso Corrias.

INTERROGAZIONE N. 386/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 386/A

INTERROGAZIONE PIANO, con richiesta di risposta scritta, in ordine alle valutazioni ambientali e ai potenziali impatti del progetto di “stalla etica” nel territorio di Sardara.

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Il sottoscritto,

PREMESSO che:
– la Cooperativa Produttori Arborea ha annunciato, anche attraverso comunicazioni pubbliche e articoli di stampa, la realizzazione di un progetto denominato “stalla etica” nel territorio del Comune di Sardara, che, a regime, risulterebbe destinato ad ospitare circa 1.000 capi bovini;
– l’intervento è localizzato in un’area connotata da una rilevante valenza ambientale, sanitaria e turistica, in prossimitĂ  del polo termale di Santa Maria Aquas, che rappresenta una risorsa strategica per l’economia locale e regionale, nonchĂ© un presidio sanitario di riconosciuto rilievo;
– la normativa statale in materia ambientale, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, (Norme in materia ambientale) e in particolare la parte seconda, disciplina le procedure di Valutazione di impatto ambientale (VIA) e di verifica di assoggettabilitĂ  a VIA, quali strumenti fonda-mentali di prevenzione e tutela dell’ambiente e della salute pubblica;
– l’articolo 19 del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevede che siano sottoposti a verifica di assoggettabilitĂ  a VIA i progetti che, per dimensioni, localizzazione e caratteristiche, possano determinare impatti ambientali significativi e negativi, anche qualora non rientrino tra quelli soggetti a VIA obbligatoria;

RILEVATO che:
– l’allegato IV alla parte seconda del decreto legislativo n. 152 del 2006 include espressamente gli allevamenti intensivi tra le tipologie progettuali potenzialmente soggette a procedura di screening ambientale, demandando all’autoritĂ  competente una valutazione puntuale degli effetti sull’ambiente, con particolare riferimento alla gestione dei reflui zootecnici, alle emissioni, al consumo idrico e alla pressione sul suolo;
– secondo quanto riportato da organi di stampa e da documentazione resa pubblica, il progetto in questione risulterebbe articolato in piĂą strutture (stalle, vitellaie, vasche per i liquami e fabbricati accessori), configurando un complesso zootecnico di notevole impatto sul territorio;
– dalle medesime fonti emerge che, allo stato, non risulterebbe avviata alcuna procedura di verifica di assoggettabilitĂ  a VIA nĂ© sarebbe stato richiesto un formale parere preventivo al Servizio regionale competente in materia di valutazioni ambientali, nonostante le dimensioni dell’intervento e la sua collocazione in un’area sensibile;
– il Comune di Sardara ha espresso rilievi e criticitĂ  in ordine ai titoli edilizi e procedurali necessari per la realizzazione dell’opera, evidenziando la complessitĂ  del progetto e la necessitĂ  di un corretto inquadramento amministrativo e ambientale;
– parrebbe, altresì, che nell’ambito del procedimento amministrativo relativo al progetto in oggetto, sia stata avviata una conferenza di servizi, in ragione della complessitĂ  dell’intervento e della pluralitĂ  di interessi pubblici coinvolti, con particolare riferimento ai profili ambientali e urbanistico-territoriali;

CONSIDERATO che:
– la concentrazione di un numero così elevato di capi bovini comporta una produzione significativa di reflui zootecnici, con potenziali effetti negativi sulla qualitĂ  delle acque superficiali e sotterranee, anche in relazione alla possibile estensione delle Zone vulnerabili ai nitrati (ZVN), individuate ai sensi della direttiva 91/676/CEE e della normativa nazionale di recepimento;
– l’eventuale compromissione delle risorse idriche e ambientali potrebbe arrecare danni rilevanti e difficilmente reversibili al comparto termale e alle attivitĂ  sanitarie e turistiche presenti nel territo-rio di Sardara;
– il principio di precauzione, sancito dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e recepito dall’ordinamento nazionale, impone alle autoritĂ  pubbliche di attivare tutte le procedure preventive necessarie in presenza di rischi potenziali per l’ambiente e la salute, anche in assenza di una piena certezza scientifica;
– la corretta applicazione delle procedure di VIA e di verifica di assoggettabilitĂ  costituisce un presupposto imprescindibile per garantire trasparenza amministrativa, tutela dell’interesse pubblico e partecipazione informata delle comunitĂ  locali;

CONSIDERATO, altresì, che ai sensi della normativa europea e nazionale in materia di valutazione ambientale, non è consentito il frazionamento artificioso di un progetto al fine di sottrarlo alle procedure di verifica o di valutazione di impatto ambientale e che, pertanto, ai fini dell’assoggettabilitĂ  alle procedure preventive, deve essere considerata l’unitĂ  sostanziale dell’iniziativa imprenditoriale, avuto riguardo alla capacitĂ  produttiva potenziale, alla localizzazione in area sensibile e agli effetti cumulativi sull’ambiente e sulla salute pubblica, anche qualora l’attivitĂ  venga formalmente avviata con un nume-ro di capi inferiore alle soglie dimensionali previste dalla normativa vigente;

RITENUTO che:
– un progetto di allevamento bovino di tali dimensioni, localizzato in un’area a elevata sensibilitĂ  ambientale e sanitaria, debba essere oggetto di una valutazione ambientale preventiva;
– sia necessario chiarire se siano state attivate, o avrebbero dovuto essere attivate, le procedure previste dal decreto legislativo n. 152 del 2006, al fine di evitare elusioni o interpretazioni restrittive della normativa ambientale;
– rientri tra le competenze dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente vigilare sull’osservanza della disciplina in materia di VIA e di verifica di assoggettabilitĂ , anche attraverso il Servi-zio regionale competente,

chiede di interrogare l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente per sapere se:
1) un progetto per la realizzazione di un allevamento bovino di circa 1.000 capi, come quello descritto in premessa, debba essere sottoposto a verifica di assoggettabilitĂ  ambientale ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
2) la Cooperativa Produttori Arborea abbia presentato istanza di verifica di assoggettabilitĂ  a VIA in relazione al progetto della cosiddetta “stalla etica” nel territorio del Comune di Sardara e, in caso affermativo, quale sia lo stato del relativo procedimento;
3) il Comune di Sardara e/o la Cooperativa Produttori Arborea abbiano presentato apposita richiesta di parere al Servizio regionale VIA in ordine all’assoggettabilitĂ  o meno del progetto alle procedure di valutazione ambientale previste dalla normativa vigente;
4) alla luce del principio di precauzione e del divieto di frazionamento artificioso dei progetti, l’Assessorato ritenga che l’eventuale avvio dell’attivitĂ  zootecnica con un numero di capi inferiore alle soglie dimensionali previste dalla normativa possa, comunque, richiedere l’attivazione delle procedure di verifica di assoggettabilitĂ  o di valutazione ambientale, in ragione della localizzazione in prossimitĂ  di fonti termali di rilevanza sanitaria ed economica e del potenziale rischio di compromissione delle falde acquifere.

Cagliari, 17 febbraio 2026

Cultura, via libera in commissione alla intitolazione della biblioteca regionale al premio Nobel Grazia Deledda

La Seconda commissione, presieduta da Camilla Soru (Pd), ha espresso, all’unanimità, parere favorevole alla deliberazione di Giunta n. 3/9 del 22 gennaio 2026 che intitola la biblioteca regionale della Sardegna al premio Nobel Grazia Deledda.

Il provvedimento è stato illustrato dall’assessora della Cultura, Ilaria Portas, che ha evidenziato il significato culturale e identitario dell’intitolazione della biblioteca, istituita nel 1959, al premio Nobel per la letteratura, nell’anno in cui si celebra il centenario del suo conferimento a Grazia Deledda ed ha esposto le ulteriori azioni introdotte nella delibera approvata lo scorso gennaio. Tra queste, alcune disposizioni riferibili alla disciplina di funzionamento, insieme con il riconoscimento di compiti di soprintendenza bibliografica e le attività di istituto preposto al deposito legale dei documenti. Le modifiche introducono inoltre la possibilità, per i beneficiari di patrocinio e contributo regionale, di promuovere le iniziative sostenute dalla Regione, negli spazi della sala conferenze, intitolata a Giovanni Lilliu. L’assessora ha quindi concluso  ricordando l’istituzione di uno specifico capitolo di bilancio per l’affidamento esterno dei servizi di consultazione e accoglienza.

PL /NAZ. N. 5

SORU – DERIU – CORRIAS – FUNDONI – PIANO – PILURZU – PISCEDDA – SAU – SOLINAS Antonio – Modifica all’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, per la soppressione del riferimento alla collocazione preferenziale dei detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari.

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iter del progetto di legge