Legge Statutaria e norme di attuazione dello Statuto. In Commissione Speciale le audizioni della Commissione paritetica Stato-Regione.

L’attuazione delle prerogative statutarie, il nuovo rapporto tra Stato e Regione, il pieno riconoscimento del principio di insularità.

Argomenti al centro della seduta mattutina della Commissione Speciale per la legge statutaria e le norma di attuazione dello Statuto che ha sentito in audizione i componenti della Commissione Paritetica Stato-Regione Gian Mario Demuro (presidente), Eugenio Annicchiarico, Gabriele Satta e Tommaso Edoardo Frosini.

La nuova Commissione Paritetica, insediatasi lo scorso mese di luglio, ha già esitato due testi per il trasferimento di competenze alla Regione in materia di vigilanza sulle cooperative e acque pubbliche (escluso il demanio marittimo). Avviato inoltre il percorso per la definizione degli usi civici, materia particolarmente complessa che interessa 340 comuni sardi su 377.

«C’è la volontà di lavorare bene ma per far questo occorre avere un preciso indirizzo politico da Stato e Regione – ha detto il presidente della Commissione paritetica Gian Mario Demuro – attraverso un accordo tra i diversi livelli istituzionali si possono fare molte cose utili».

Il professor Demuro ha indicato il principio di insularità come punto di riferimento su cui imbastire norme che portino alla sua concreta attuazione: «Il riconoscimento in Costituzione della condizione di svantaggio della Sardegna determinata dall’insularità è un’importante risultato al quale però occorre dare attuazione. Abbiamo ora la grande occasione di costruire norme ispirate all’applicazione di questo principio in materie come la continuità territoriale, l’energia, l’istruzione e la cultura».

Demuro ha poi affrontato i temi della riscrittura dello Statuto e della definizione di una nuova legge statutaria: «Di un nuovo Statuto si discute ormai da 25 anni, da quando è stato riformato il Titolo V della Costituzione. La questione riguarda la necessità di rivedere le materie di competenza esclusiva delle regioni speciali. Finora solo la provincia di Bolzano è andata avanti. Serve un dibattito serio per capire quali siano le materie che possono incidere sul futuro della Sardegna. In Trentino si è puntato su paesaggio e ambiente. Lo stesso si può fare in Sardegna. Altra questione, più tecnica, riguarda la potestà regolamentare del Consiglio rispetto a quella della Giunta. Chi la esercita? Su questo punto occorre fare chiarezza».

Sulla statutaria, infine, Demuro ha parlato di “legge importantissima per l’equilibrio della forma di governo e per dare flessibilità a una serie di strumenti che sono ancora molto rigidi. In un ipotetico ordine di priorità, a mio avviso, occorre mettere mano prima alla legge statutaria e poi allo Statuto».

Anche Eugenio Annicchiarico ha sottolineato l’esigenza di un’ampia condivisione su temi che riguardano tutta la Sardegna: «La Commissione è già al lavoro su alcuni temi che vanno affrontati tenendo sempre presente la cornice dell’insularità. Auspichiamo contributi e suggerimenti da parte di tutti».

Sulla necessità di dare piena attuazione al principio di insularità ha insistito anche il professor Tommaso Edoardo Frosini. «L’insularità è il tema strategico su cui puntare. E’ stato inserito in Costituzione tre anni fa ma ancora non ha avuto piena attuazione nonostante l’istituzione di una commissione parlamentare».

Secondo Frosini, compito della Regione è anche quello di “fare leggi che valorizzino il principio. Tutta la legislazione regionale deve tener conto della condizione di svantaggio determinata dall’insularità. La Sardegna deve inoltre impegnarsi , anche con impugnative, a contrastare le leggi statali che non tengano conto di questo principio».

Sulla riscrittura dello Statuto, Frosini si è detto stupito che nell’articolo 1 si parli della Sardegna e delle sua isole: «E’ la Sardegna, prima di tutto a essere un’isola. Questo deve essere chiarito, perché dal suo isolamento deriva una condizione di grande svantaggio. La continuità territoriale è il problema più importante che va colmato. Le difficoltà a raggiungere la Sardegna sono evidenti, una situazione non più tollerabile».

L’impegno della Commissione Paritetica a produrre norme utili è stato assicurato anche dall’avvocato Gabriele Satta: «C’è l’ambizione a puntare su obiettivi di alto profilo. Sono state già individuate alcune materie su cui lavorare in modo condiviso. Il tema della continuità territoriale è di assoluta preminenza. Un argomento di cui si discute da tanto ma sul quale non si riesce a trovare una soluzione. C’è la volontà della Commissione a lavorare su testi che possano, realisticamente, andare in porto».

Il presidente del Consiglio Piero Comandini ha assicurato la piena disponibilità della Commissione Speciale da lui guidata a dare contribuiti, indirizzi e suggerimenti sulle norme di attuazione: «Anche per noi il tema dell’insularità è fondamentale. L’inserimento del principio in Costituzione è stato un risultato importantissimo ma ora occorre dargli piena attuazione. Stiamo lavorando insieme alla Corsica per difendere questo principio anche in Europa che continua ad avere un atteggiamento minimale nei confronti delle isole e delle periferie. La continuità territoriale è l’esempio più lampante. Non tutti i cittadini europei hanno le stesse opportunità. E’ bene impegnarsi per difendere un principio sacrosanto».

Energia rinnovabile, approvata a maggioranza la PL 146 che modifica la Legge 20 del 2024

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Cagliari, 23 ottobre 2025 – La commissione Governo del Territorio, presieduta da Roberto Li Gioi (M5S), e la commissione Attività produttive, presieduta da Antonio Solinas (Pd), riunite in seduta congiunta, hanno approvato, a maggioranza con l’astensione della minoranza, la proposta di

legge 146 “Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2024, n. 20 (Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) e per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi)”. La Commissione ha nominato relatore di maggioranza il presidente Solinas e relatore di minoranza Emanuele Cera (FdI), vice presidente della V commissione.

 

Il via libera  al testo, presentato da Antonio Solinas (Pd) e Gianluca Mandas (M5S), è arrivato dopo l’audizione dell’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, e dell’assessore regionale degli Enti locali, finanze e urbanistica, Francesco Spanedda. Si tratta, hanno spiegato i presidenti e gli assessori, di alcune modifiche tecniche alla legge regionale 20, all’esame della Corte Costituzionale, per evitare che “interpretazioni restrittive della legge in oggetto compromettano l’efficacia delle misure di incentivazione di cui all’articolo della predetta legge regionale n. 20 del 2024, per le quali sono già stati emanati alcuni bandi, mentre altri sono in fase avanzata di redazione. In particolare, le modifiche intendono specificare ulteriormente le condizioni di realizzabilità degli impianti in ambiente urbano, sulle coperture, in aree già trasformate, e nelle zone industriali, oltre ad introdurre il tema della regolamentazione di alcune situazioni intermedie. Con queste modifiche – è scritto della proposta di legge – si intende quindi rendere più prontamente accessibili alle famiglie e alle imprese i fondi previsti dalla legge regionale n. 20 del 2024”.

 

L’assessore Cani ha ricordato che la Legge 20 prevede una dotazione finanziaria di 678 milioni di euro e che è stato già pubblicato il primo bando da 20 milioni di euro a favore delle famiglie, con Isee sotto i 15mila euro, e che, nelle prossime ore, l’assessorato all’Industria pubblicherà un bando da 30 milioni di euro a favore del sistema delle imprese della Sardegna per la realizzazione di impianti fotovoltaici, compresi di accumulo, e attività di efficientamento energetico. Complessivamente, compresi gli interventi previsti per il Sulcis Iglesiente, sono previsti nel 2025 bandi per 100 milioni di euro, di cui 80 milioni in capo all’assessorato dell’Industria e 20 milioni in capo all’assessorato dei Lavori pubblici. Per il 2026 sono previsti bandi per 129 milioni di euro.

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Cani ha anche spiegato che la PL 146 è la soluzione migliore per fare alcune precisazioni alla Legge 20, utili per velocizzare la spesa delle risorse ed evitare interpretazioni differenti tra diversi Comuni. In particolare, la norma chiarisce la possibilità di posizionare impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni presenti nei centri urbani e sui tetti dei capannoni industriali, mantenendo i limiti previsti nell’allegato G. I consiglieri di minoranza hanno deciso di astenersi, pur essendo d’accordo sul merito, perché hanno ritenuto inutile apportare una modifica a una legge all’esame della Corte Costituzionale. Sarebbe stato opportuno, hanno detto, attendere la sentenza.

Il presidente Solinas ha ribadito che l’obiettivo della PL 146 è quello di agevolare la spendita delle risorse, mentre il presidente Li Gioi ha sottolineato che il testo va nella direzione di consentire a tutti di potersi dotare di un impianto fotovoltaico e di accumulo.

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Nel corso della seduta sono intervenuti i consiglieri Emanuele Cera (FdI), vice presidente della V commissione, Antonello Floris (FdI), Gianluigi Rubiu (FdI), Emanuele Matta (M5S) e Maria Laura Orrù (Avs).

MOZIONE N. 76

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 76

FUNDONI – DERIU – CORRIAS – PIANO – PILURZU – PISCEDDA – SOLINAS Antonio – SORU – SPANO in merito alla destinazione dei fondi dedicati alla formazione ed aggiornamento in materia di lotta all’AIDS.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– l’articolo 1, comma 1, lettera d), della legge 5 giugno 1990, n. 135 (Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS), e successive modifiche e integrazioni, prevede la realizzazione di corsi di formazione e aggiornamento professionale obbligatori per il personale dei reparti di malattie infettive e degli altri reparti che ospitano pazienti affetti da sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). Questi corsi dovevano svolgersi fuori dall’orario di servizio e prevedevano la corresponsione di un assegno di studio;
– il decreto del Ministro della sanità 30 ottobre 1990, pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 261 dell’8 novembre 1990, disciplina i corsi di formazione e aggiornamento professionale per il personale dei reparti di malattie infettive;
– il decreto del Ministro della sanità 25 luglio 1995, pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 214 del 13 settembre 1995, reca la disciplina dei corsi di formazione e di aggiornamento professionale per il personale dei reparti di ricovero di malattie infettive, specificando ulteriori dettagli sulla formazione e l’aggiornamento professionale, inclusi gli aspetti relativi agli operatori e al personale delle strutture sanitarie e non sanitarie;

DATO ATTO che con decreto del Ministro della salute 31 marzo 2008, pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 175 del 28 luglio 2008, è stato istituto il sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di infezioni da virus dell’immunodeficienza umana (HIV);

RICHIAMATO che il Piano nazionale di interventi contro HIV e AIDS (PNAIDS) del Ministero della salute, approvato con Intesa nella Conferenza Stato-Regioni il 26 ottobre 2017, è un piano strategico nazionale che delinea gli interventi per la prevenzione, la diagnosi, la cura e l’assistenza per le persone con HIV/AIDS, sviluppato in linea con gli obiettivi internazionali. Il piano mira a ridurre le nuove infezioni, migliorare la diagnosi precoce, garantire l’accesso alle cure e combattere lo stigma e la discriminazione;

DATO ATTO che:
– il Centro operativo AIDS (COA) dell’Istituto superiore di sanità raccoglie, fin dal 1984, i dati relativi alle notifiche di AIDS e, a partire dal 2008, anche quelli relativi alle nuove diagnosi di infezione da HIV; dal 2012, la sorveglianza delle nuove diagnosi ha raggiunto una copertura nazionale;
– il notiziario dell’Istituto superiore di sanità riporta i dati aggiornati a dicembre 2023 relativi alle nuove diagnosi di infezione da HIV e ai casi di AIDS segnalati in Italia;
– la sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV registra i casi di persone risultate positive al test per la prima volta. Secondo tali dati, nel 2023 sono state segnalate 2.349 nuove diagnosi, pari a un’incidenza di 4 nuovi casi ogni 100.000 residenti, evidenziando un trend in crescita progressiva nel triennio 2021-2023;
– il Registro nazionale AIDS rileva che, dal 1982 a oggi, sono stati notificati 73.150 casi di AIDS, di cui 47.862 risultano deceduti entro il 2021;
– le nuove diagnosi di AIDS notificate nel 2023 mostrano un aumento significativo: +28 per cento rispetto al 2020 e +20 per cento rispetto al 2019;

EVIDENZIATO che gli obiettivi strategici nella lotta all’HIV/AIDS includono:
– la diagnosi tempestiva, attraverso la riduzione dei casi di diagnosi tardiva e il potenziamento dell’accesso ai test;
– il miglioramento della qualità della vita delle persone con HIV, mediante trattamenti innovativi e appropriati;
– la prevenzione delle comorbidità, attraverso l’attuazione di strategie mirate alla gestione integrata delle condizioni cliniche correlate;

RITENUTO che:
– alla luce delle evidenze scientifiche e statistiche è fondamentale ricondurre nel corretto alveo della sensibilizzazione, formazione e informazione di tutti coloro che a vario titolo si occupano di HIV/AIDS;
– la formazione degli operatori, sia sanitari che sociali, deve concentrarsi sull’aggiornamento scientifico e clinico continuo, in particolare in relazione alle nuove terapie disponibili per l’HIV/AIDS. Tale formazione, che coinvolge sia i clinici che gli operatori del settore sociale, rappresenta un elemento fondamentale per garantire l’efficacia e la fattibilità degli interventi previsti dal Piano nazionale AIDS;
– l’indubbio prezioso ruolo della Lega italiana per la lotta contro l’AIDS (LILA) e di tutte le altre associazioni che si occupano di HIV, è fondamentale non solo per l’assistenza alle persone sieropositive, ma anche e soprattutto per il ruolo formativo e informativo che svolgono all’interno della società. La formazione, in questo ambito, è uno strumento essenziale per combattere lo stigma, prevenire la diffusione del virus e promuovere una cultura della salute più inclusiva e consapevole;
– attraverso campagne di sensibilizzazione, incontri nelle scuole, corsi di aggiornamento per operatori sanitari e attività rivolte a tutta la cittadinanza, queste associazioni si impegnano a diffondere conoscenze corrette sull’HIV, smontando pregiudizi e falsi miti che ancora oggi alimentano discriminazione e paura. La formazione diventa quindi un atto di responsabilità sociale, capace di generare cambiamento culturale e di costruire una rete di supporto più empatica e informata;
– la formazione permanente delle figure impegnate nella prevenzione, nella diagnosi precoce, nella presa in carico e nella gestione socio-sanitaria dell’infezione da HIV e delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) è centrale per assicurare interventi coerenti, tempestivi ed efficaci. Il modello formativo proposto deve integrare aspetti cognitivi, operativi e relazionali, promuovendo l’acquisizione di conoscenze scientifiche aggiornate, competenze pratiche, capacità comunicative e consapevolezza dei propri stili relazionali;
– allo stato attuale la formazione in materia di HIV/AIDS è ancora disciplinata dalla legge
n. 135 del 1990 (attualmente in fase di revisione) e dai relativi decreti attuativi. È auspicabile che tale formazione continua venga estesa a tutte le figure professionali che ricoprono ruoli cruciali nella prevenzione, nell’accesso al test e nel mantenimento in cura delle persone con HIV;
– a questo scopo, si ritiene opportuno ribadire il necessario coinvolgimento nei percorsi formativi degli attori del sistema sanitario e sociale, quali:
a) medici di medicina generale,
b) operatori dei Servizi per le dipendenze (SerD),
c) operatori dei centri per le Malattie sessualmente trasmissibili (MTS),
d) medici dei pronto Soccorso – Dipartimenti di emergenza urgenza (DEA),
e) operatori sanitari e personale degli istituti penitenziari,
f) operatori del terzo Settore;
– l’obiettivo è, non solo quello di potenziare le capacità di presa in carico e accompagnamento delle persone sieropositive, ma anche di favorire l’emersione del sommerso, promuovere una diagnosi precoce e contrastare lo stigma ancora diffuso;
– la formazione continua è, inoltre, strumento essenziale e obbligatorio, per diffondere conoscenze aggiornate sulle modalità di trasmissione del virus, sull’utilizzo efficace delle strategie di prevenzione, come la PrEP e la PEP, e per promuovere una cultura di rispetto, inclusione e consapevolezza, contribuendo a creare un contesto sociale e sanitario più accogliente e informato,

impegna la Presidente della Regione

1) a destinare le risorse previste dalla legge n. 135 del 1990, alla conferma, al potenziamento e all’adeguamento degli interventi formativi rivolti alle categorie professionali direttamente coinvolte nell’assistenza clinica e sociosanitaria delle persone con infezione da HIV;
2) a indirizzare gli stanziamenti anche a:
a) una revisione della programmazione e della durata dei corsi, calibrata sulle diverse specificità professionali coinvolte;
b) a definire indicatori di efficacia in grado di misurare l’impatto formativo in termini di competenze acquisite, qualità dell’assistenza erogata e miglioramento dell’accesso e della presa in carico delle persone con HIV.

Cagliari, 20 ottobre 2025

MOZIONE N. 75

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 75

COCCIU – CHESSA – MAIELI – MARRAS – PIRAS – TALANAS, sulla richiesta di portare avanti una iniziativa regionale per la realizzazione di mille alloggi a canone agevolato e sociale, per famiglie che versano in difficoltà economica e/o riservati per i dipendenti pubblici regionali e statali, agenti di pubblica sicurezza, pubblici e privati ed imprenditori privati, nell’ambito di un piano triennale di investimenti da 114 milioni di euro, finalizzato a fronteggiare l’emergenza abitativa e a rafforzare la sicurezza, la coesione e la residenzialità in Sardegna.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– l’articolo 117 della Costituzione attribuisce alle regioni competenza concorrente in materia di governo del territorio e politiche abitative;
– lo Statuto speciale per la Sardegna riconosce alla Regione competenza primaria in materia di edilizia popolare e sovvenzionata e di urbanistica;
– il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), e successive modifiche ed integrazioni, e la legge 5 agosto 1978, n. 457 (Norme per l’edilizia residenziale), e successive modifiche ed integrazioni, disciplinano gli interventi di edilizia residenziale pubblica, sociale e convenzionata;
– la legge regionale 6 aprile 1989, n. 13 (Disciplina regionale delle assegnazioni e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) e la legge regionale 8 agosto 2006, n. 12 (Norme generali in materia di edilizia residenziale pubblica e trasformazione degli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) in Azienda regionale per l’edilizia abitativa (AREA)), che istituisce l’Azienda regionale per l’edilizia abitativa (AREA), costituiscono il quadro normativo di riferimento in ambito regionale;
– la legge regionale 23 ottobre 2023, n. 9 (Disposizioni di carattere istituzionale, ordinamentale e finanziario su varie materie), e successive modifiche ed integrazioni, ha introdotto misure di semplificazione per il recupero, la riqualificazione e la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente;
– la Regione, attraverso il Servizio edilizia residenziale pubblica (SER) dell’Assessorato regionale dei lavori pubblici, gestisce già fondi e programmi dedicati come il fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, di cui all’articolo 11 della legge 9 dicembre 1998,
n. 431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo), e successive modifiche ed integrazioni, e il fondo sociale regionale, di cui all’articolo 5 della legge regionale 5 luglio 2000, n. 7 (Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1989, n. 13 e alla legge regionale 23 agosto 1995, n. 22), e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO che:
– nelle principali città e aree turistiche della Sardegna, i canoni di locazione e i prezzi immobiliari hanno raggiunto livelli insostenibili, generando una vera e propria emergenza abitativa;
– tale situazione colpisce in modo trasversale il ceto medio e i lavoratori dei servizi essenziali, inclusi gli appartenenti alle famiglie che versano in difficoltà economica e/o i dipendenti pubblici regionali e statali, agenti di pubblica sicurezza, pubblici e privati ed imprenditori privati a basso reddito;
– anche il Sindacato italiano unitario lavoratori polizia (SIULP) ha recentemente lanciato un appello alla Presidente della Regione, affinché intervenga per risolvere le difficoltà abitative, logistiche e di mobilità.
– molte delle categorie sopracitate, spendono oltre metà del proprio reddito netto per l’alloggio e che, nelle aree urbane e costiere, il costo della vita e dei trasporti risulta ormai incompatibile con gli stipendi percepiti;

CONSIDERATO che:
– il diritto alla casa è un diritto costituzionalmente garantito ed un elemento essenziale di dignità e stabilità sociale;
– il mercato privato dell’affitto, lasciato senza correttivi pubblici, tende a escludere intere categorie di cittadini, alimentando precarietà e spopolamento;
– la carenza di alloggi a canone calmierato, specie nelle città e nei centri a vocazione turistica, rende urgente un piano di edilizia residenziale pubblica e convenzionata che tenga insieme equità sociale, sicurezza e sviluppo locale;
– l’intervento proposto non rappresenta un privilegio, bensì una misura di giustizia e riequilibrio a favore di chi serve la collettività;
– l’edilizia residenziale pubblica, oltre a rispondere a un bisogno sociale, costituisce un volano economico per l’edilizia, le filiere locali e l’occupazione;

SOTTOLINEATO che:
– un intervento mirato in materia abitativa, accompagnato da agevolazioni sui trasporti regionali (quali ARST e rete ferroviaria), può migliorare la qualità della vita di tutti i lavoratori e delle loro famiglie, riducendo la mobilità forzata e favorendo la residenzialità stabile;
– la Regione, anche in coerenza con gli obiettivi europei di coesione territoriale, ha il dovere politico e morale di affrontare l’emergenza abitativa con una strategia organica e sostenibile;

RITENUTO che:
– la realizzazione di un piano triennale per l’abitare, con un investimento complessivo di 114 milioni di euro per la costruzione o il recupero di mille alloggi, costituisca una misura concreta, equilibrata e realizzabile;
– la programmazione dovrà privilegiare il recupero del patrimonio edilizio esistente, la rigenerazione urbana e il riuso di immobili dismessi, in linea con la sostenibilità ambientale e la riduzione del consumo di suolo;
– è opportuno istituire un tavolo tecnico permanente con AREA, gli Assessorati competenti, le rappresentanze sindacali e gli enti locali, per garantire il monitoraggio e l’attuazione efficace del piano;

EVIDENZIATO che la Regione dispone di strumenti e competenze adeguate a dare attuazione a tale piano, utilizzando risorse proprie, fondi statali e risorse comunitarie,

impegna la Presidente della Regione affinché

1) venga istituito un piano triennale regionale per l’abitare, con dotazione di 38 milioni di euro per ciascun anno, dal 2026 al 2028, per complessivi 114 milioni di euro nel triennio, finalizzato alla costruzione o recupero di mille alloggi;
2) venga individuata l’AREA, quale soggetto attuatore principale, con il compito di programmare, progettare e gestire gli interventi, in coordinamento con i comuni e gli Assessorati competenti;
3) preveda la stipula di convenzioni e agevolazioni nei trasporti regionali (quali ARST e rete ferroviaria), a favore dei soggetti assegnatari appartenenti alle categorie riservate, per favorire la mobilità e i ricongiungimenti familiari;
4) promuova la fattiva partecipazione dei comuni mediante la messa a disposizione di aree o immobili pubblici dismessi, al fine di contenere i costi e favorire la rigenerazione dei centri urbani;
5) istituisca un tavolo regionale permanente con le rappresentanze sindacali di tutte le associazioni di categoria, per il monitoraggio e la verifica annuale dell’attuazione del piano;
6) garantisca trasparenza e criteri oggettivi di assegnazione, attraverso graduatorie pubbliche, requisiti ISEE e parametri di servizio, evitando ogni forma di discrezionalità o discriminazione;
7) venga presentato annualmente al Consiglio regionale una relazione sullo stato di avanzamento del piano triennale e sull’efficacia delle misure adottate.

Cagliari, 16 ottobre 2025

PROPOSTA DI LEGGE N. 146/A

SOLINAS Antonio – MANDAS – Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2024, n. 20 (Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) e per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi).

scarica la PROPOSTA DI LEGGE N. 146/A [file.pdf] 


iter del progetto di legge

Materiale allegato alla legge approvata:

EMENDAMENTI APPROVATI

Energia rinnovabile, seduta congiunta della IV e della V commissione sulla PL 146.  Audizione degli assessori dell’Industria e degli Enti locali

Cagliari, 21 ottobre 2025 – La IV commissione (Governo del territorio), presieduta da Roberto Li Gioi (M5S) e la V commissione (Attività produttive), presieduta da Antonio Solinas (Pd), si riuniranno in seduta congiunta, giovedì 23 ottobre, alle 9.00. All’ordine del giorno: l’esame della proposta di legge 146 “Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2024, n. 20 (Misure urgenti per l’individuazione di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione e promozione di impianti a fonti di energia rinnovabile (FER) e per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi) con le audizioni dell’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, e dell’assessore regionale degli Enti locali, finanze e urbanistica, Francesco Spanedda.

Prevenzione e diagnosi precoce. Comandini: “Uniti per la lotta al tumore seno”

 

CCagliari, 21 ottobre 2025 –  Prevenzione e diagnosi precoce.  Sono i mezzi più efficaci  per arginare l’incidenza dei  tumori. Ma per migliorare la qualità della vita è essenziale essere informati. Un ruolo decisivo nella fase della conoscenza hanno le associazioni di volontariato.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini durante l’inaugurazione, questa mattina  a Cagliari, del “villaggio della salute” realizzato da Komen Italia in collaborazione con le Istituzioni locali, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “La Prevenzione è il nostro capolavoro”.

“Prevenire le malattie  – ha aggiunto il Presidente – consente una migliore qualità della vita e contribuisce ad avere un sistema sanitario più sostenibile. Uno stile di vita salutare e una diagnosi precoce contribuiscono notevolmente alla diminuzione dell’incidenza delle patologie”.

Il Presidente ha ringraziato  le Unità Mobili della Carovana della Prevenzione che si sposteranno da Cagliari per raggiungere Burcei, Villasalto e Teulada e ha ricordato che anche il Consiglio regionale, per tutto il mese di ottobre, è  illuminato di rosa per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.

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Prevenzione e diagnosi precoce. Comandini: “Uniti per la lotta al tumore seno”

Cagliari, 21 ottobre 2025 –  Prevenzione e diagnosi precoce.  Sono i mezzi più efficaci  per arginare l’incidenza dei  tumori. Ma per migliorare la qualità della vita è essenziale essere informati. Un ruolo decisivo nella fase della conoscenza hanno le associazioni di volontariato.

Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini durante l’inaugurazione, questa mattina  a Cagliari, del “villaggio della salute” realizzato da Komen Italia in collaborazione con le Istituzioni locali, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione “La Prevenzione è il nostro capolavoro”.

“Prevenire le malattie  – ha aggiunto il Presidente – consente una migliore qualità della vita e contribuisce ad avere un sistema sanitario più sostenibile. Uno stile di vita salutare e una diagnosi precoce contribuiscono notevolmente alla diminuzione dell’incidenza delle patologie”.

Il Presidente ha ringraziato  le Unità Mobili della Carovana della Prevenzione che si sposteranno da Cagliari per raggiungere Burcei, Villasalto e Teulada e ha ricordato che anche il Consiglio regionale, per tutto il mese di ottobre, è  illuminato di rosa per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce.