Sistema elettorale, in I Commissione l’audizione dei sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia sotto i 15mila abitanti

Cagliari, 29 ottobre 2025 – I sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia con meno di 15mila abitanti chiedono di mantenere il sistema elettorale maggioritario secco e di non andare al voto con il sistema che, in base alla legge 38 del 2024, prevede la maggioranza assoluta dei voti validi, con il rischio di dover andare al ballottaggio. E’ la richiesta presentata oggi in I Commissione (Autonomia e ordinamento regionale), presieduta da Salvatore Corrias (Pd), dai sindaci dei Comuni di Tempio Pausania, Gianni Addis, di Sanluri, Alberto Urpi, di Lanusei Davide Bruchi, di Villacidro, Federico Sollai, rappresentati dalla presidente dell’Anci Sardegna, Daniela Falconi, e di Tortolì, Marcello Ladu, sentiti stamattina in audizione sulle “problematiche relative al sistema elettorale nei comuni capoluogo di provincia con meno di 15.000 abitanti”.

Falconi ha fatto presente che i Comuni capoluogo di Provincia sotto i 15mila abitanti sono prevalentemente in Sardegna, mentre nel resto delle regioni sono soltanto due. Per la presidente dell’Anci applicare la legge nazionale anche ai comuni di Tempio Pausania, Lanusei, Sanluri, Villacidro, Tortolì e Lanusei creerebbe non solo problemi organizzativi e di maggiori costi, ma anche problemi “di legittimazione diretta e di responsabilità politica”  in quanto “il sistema maggioritario rafforza il collegamento diretto degli amministratori con i cittadini”, mentre “con un sistema proporzionale si rischierebbe la frammentazione politica e una maggioranza veramente instabile”. D’accordo anche il sindaco di Sanluri, Alberto Urpi, che ha ricordato come nella legge nazionale il legislatore ha previsto che per le Regioni a Statuto speciale “resta fermo quando è previsto dalla rispettiva legislazione regionale”. Il problema, ha continuato Urpi, è che “noi non abbiamo una legislazione regionale” e “applichiamo quella nazionale”. E’ importante secondo Urpi, Falconi e Addis, prevedere una “legge ponte” urgente che riporti i Comuni capoluogo sotto i 15mila abitanti al precedente sistema elettorale, per dare stabilità e governabilità a questi Comuni. “Le leggi elettorali – ha continuato Urpi – dovrebbero tenere conto del numero degli abitanti, non della qualità del Comune. Quindi credo che sia il caso di pensare a una modifica normativa, che arrivi in tempo, anche per evitare che una parte di questi Comuni, che va a elezioni nel 2026, debba applicare la norma nazionale, perché il Consiglio regionale non ha legiferato”. Falconi ha anche proposto di lavorare insieme alla I commissione e alla Commissione speciale per arrivare a una riforma organica del testo unico degli enti locali.

Massima disponibilità da parte della Commissione è stata espressa dal presidente Corrias: “Credo che le istanze presentante da voi abbiano una loro legittimità, così come hanno piena legittimità le considerazioni dei consiglieri in un senso e nell’altro. Può essere questa l’occasione per riflettere, così come diceva la Presidente Falconi, su un assetto d’insieme dei sistemi elettorali, che riguardano sia gli enti locali sia la Regione”. Per Corrias “il tema va approfondito in tempi ragionevoli, in modo tale che si risponda alle esigenze dei territori”.

Nel corso della seduta sono intervenuti il vice presidente della I commissione, Giuseppe Fasolino (Riformatori), il presidente della V commissione (Attività produttive), Antonio Solinas (Pd), e il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu.

Caccia, proposta di legge di Fratelli d’Italia

Una proposta di legge per modificare, alla luce delle novità nel frattempo introdotte dalle normative europee e statali, la legge regionale sulla caccia (LR 23/98) con la previsione di alcune novità finalizzate a tutelare la fauna e dare le risposte attese al mondo venatorio e agli agricoltori.

E’ in sintesi la proposta avanzata dal gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale che con Emanuele Cera (primo firmatario), il capogruppo Paolo Truzzu ed i consiglieri Piga, Rubiu, Mula, Masala, Usai e Meloni ha illustrato obiettivi e contenuti della Pl n. 135 “Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1998 in materia di protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia in Sardegna”.

La necessità di una revisione della norma regionale (datata circa trent’anni) è stata evidenziata dal capogruppo Truzzu che ha sottolineato l’opportunità di una maggiore salvaguardia per l’attività venatoria. Emanuele Cera ha invece sintetizzato le principali novità contenute nella proposta di legge: l’istituzione del comprensorio unico territoriale di caccia; l’aggiornamento delle specie cacciabili (sono inseriti il piccione domestico inselvatichito, la tortora dal collare orientale, lo storno e il daino); l’allungamento della stagione di caccia al cinghiale (fino alle prima decade di febbraio); misure straordinarie per il contenimento del cinghiale; ristoro dei danni agli agricoltori provocati dalla faune selvatica; valorizzazione del ruolo attivo del cacciatore (vigilanza e presidio a tutela della salvaguardia della flora e della fauna).

Negli interventi dei consiglieri Piga, Mula e Rubiu, la volontà di riaffermare il ruolo e la dignità del cacciatore («liberando al campo delle visioni ideologiche che nel passato anche recente hanno penalizzato il confronto e la discussione sul tema») insieme con l’urgenza di interventi normativi più efficaci per limitare i danni alle colture, causati dalla proliferazione incontrollata della fauna selvatica (cornacchie, cinghiali, storni e piccioni) che in molti casi compromette la sostenibilità economica di intere filiere agricole e zootecniche.

I consiglieri di FdI, hanno definito la proposta di legge “aperta” per rappresentare la volontà di attivare iniziative di confronto non soltanto con le forze della maggioranza consiliare ma soprattutto con le associazioni venatorie e le organizzazioni agricole, così da condividere con gli operatori e i territori le principali misure e gli interventi da adottare.

Il testo si compone di 30 articoli e prevede oneri finanziari quantificati in 500 mila euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 con copertura sull’ordinario stanziamento di bilancio riservato ai “contributi e finanziamenti in materia di gestione della fauna selvatica”.

INTERROGAZIONE N. 317/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 317/A

INTERROGAZIONE SALARIS, con richiesta di risposta scritta, sulle misure straordinarie di sostegno per gli allevatori colpiti dagli abbattimenti sanitari conseguenti ai focolai di dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease – LSD).

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Il sottoscritto,

PREMESSO che nei mesi scorsi sono stati rilevati in Sardegna diversi focolai di Dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease – LSD) che hanno messo a rischio il patrimonio zootecnico e la tenuta economica del settore nell’isola;

CONSTATATO che le misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica hanno previsto l’abbattimento in loco di tutti gli animali recettivi presenti in azienda, oltre alla vaccinazione ed il blocco della movimentazione del bestiame;

CONSIDERATO che la legge regionale 18 agosto 2025, n. 22 (Misure straordinarie di sostegno per gli allevatori colpiti dagli abbattimenti sanitari conseguenti ai focolai di dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease – LSD) in Sardegna), ha destinato le risorse stanziate ad interventi a favore delle imprese zootecniche con sede operativa nell’isola, destinatarie di ordine di abbattimento forzoso del bestiame malato o comunque colpite da misure sanitarie restrittive e ad imprese con sede operativa in Sardegna operanti nei settori della macellazione e trasformazione delle carni, per i mancati redditi derivanti dalle misure di contenimento del contagio (blocco della movimentazione e della commercializzazione dei prodotti derivati);

VISTA la deliberazione della Giunta regionale 10 settembre 2025, n. 47/24 (Misure straordinarie di sostegno per gli allevatori colpiti dagli abbattimenti sanitari conseguenti ai focolai di Dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease – LSD) nel territorio della Regione Sardegna nell’annualità 2025. Legge regionale 18 agosto 2025, n. 22, art. 1, comma 1. Stanziamento di risorse dal bilancio regionale pari a euro 18.200.000. Istituzione dell’aiuto. Approvazione preliminare), che ha approvato i criteri e le modalità di erogazione degli aiuti in via preliminare;

RICORDATO che la legge regionale 11 settembre 2025, n. 24 (Assestamento di bilancio 2025-2027 e variazioni di bilancio in base alle disposizioni di cui agli articoli 50 e 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modifiche ed integrazioni, riconoscimento di debiti fuori bilancio e disposizioni varie), e successive modifiche ed integrazioni, ha disposto l’ulteriore stanziamento di risorse in favore delle imprese zootecniche con sede operativa nel territorio regionale, al fine di compensare i maggiori oneri sostenuti a causa del blocco della movimentazione dei bovini disposto per il contenimento della diffusione della dermatite nodulare;

VISTA la deliberazione della Giunta regionale 8 ottobre 2025, n. 52/13 (Misure straordinarie di sostegno per gli allevatori colpiti dagli abbattimenti sanitari conseguenti ai focolai di Dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease – LSD), nel territorio della Regione Sardegna nell’annualità 2025. Legge regionale 18 agosto 2025, n. 22, art. 1, comma 1. Stanziamento di risorse dal bilancio regionale pari a euro 18.200.000. Istituzione dell’aiuto. Approvazione definitiva e programmazione risorse aggiuntive), che ha preso atto dell’implementazione delle risorse ed approvato in via definitiva le direttive di attuazione delle misure in oggetto;

VISTA, altresì, la recente ordinanza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di una giovane allevatrice e disposto lo stop agli abbattimenti dei capi sani perché “non rispondono più alla finalità precauzionale”;

APPRESO che ad oggi le aziende destinatarie dei ristori non hanno ancora avuto nessuna comunicazione in merito all’ottenimento degli aiuti,

chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere se:
1) sia stato disposto il trasferimento di tutti i fondi a favore dell’Agenzia regionale per l’attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale (LAORE Sardegna), soggetto attuatore degli interventi;
2) in caso contrario, non ritengano di dover adottare con urgenza tutti i provvedimenti necessari a permettere alle aziende agricole sede di focolaio della malattia, destinatarie di ordine di abbattimento forzoso del bestiame colpito dalla dermatite nodulare contagiosa bovina o comunque destinatarie di misure sanitarie restrittive volte al contenimento della diffusione della malattia, di ricevere gli aiuti previsti dalla legge regionale n. 22 del 2025 per favorire la ripresa economia del settore.

Cagliari, 28 ottobre 2025

INTERROGAZIONE N. 316/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 316/A

(pervenuta risposta scritta in data 11/11/2025)

INTERROGAZIONE DESSENA – ORRÙ – LOI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dei dipendenti sardi di Telco servizi digitali (TSD).

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– l’articolo 36 della Costituzione stabilisce che “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionalmente alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”;
– lo Statuto speciale per la Sardegna attribuisce alla Regione competenza in materia di industria, energia e lavoro;

CONSIDERATO che:
– nell’estate 2021 è stato siglato un accordo tra Soluzioni infrastrutturali telefoniche ed elettriche (SITTEL) spa, società operante nel settore delle telecomunicazioni in regime di appalto, e l’Azienda italiana di telecomunicazioni (TIM) spa per la cessione in affitto di un ramo dell’azienda, comunicato da SITTEL in data 6 agosto con una pec avente ad oggetto: “Trasferimento di ramo d’azienda per affitto – comunicazione ai sensi dell’articolo 47 della legge 29 dicembre 1990, n.428 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee) e successive modifiche e integrazioni e dell’articolo 2112 del Codice Civile”;
– l’accordo prevedeva, a partire dal 1° settembre 2021, il passaggio del personale di SITTEL – circa trecento lavoratori, di cui una ventina in Sardegna – per una durata di sette anni, con proroga per ulteriori due anni, a TIM Servizi Digitali, azienda controllata al 100 per cento da TIM spa;
– la vendita della rete telefonica nazionale di proprietà TIM spa ha determinato la costituzione della società italiana di infrastrutture di rete (FIBERCOP) e la sua cessione al consorzio KKR, che vede una partecipazione del ministero del Tesoro;
– dopo la cessione a TIM spa è rimasta la parte commerciale, cioè la vendita dei servizi di telefonia e internet, mentre la gestione e la costruzione delle reti TLC, strutture primaria e secondaria delle linee telefoniche e dei cavi di fibra ottica per la trasmissione dati nel nostro paese è in capo a FIBERCOP;
– per finalizzare l’accordo commerciale legato alla cessione della rete, Tim spa ha dovuto sfoltire la propria “galassia” di aziende correlate: TIM Servizi Digitali è stata ceduta al gruppo Nextaly ad agosto del 2023 con cambio denominazione sociale a TELCO Servizi Digitali (da qui in avanti TSD) pur mantenendo la stessa partita IVA;
– TSD spa opera nel settore delle telecomunicazioni ed è specializzata nella realizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti per la fornitura di servizi di telecomunicazione, principalmente sviluppo, manutenzione e attivazione degli impianti di rete utilizzati per la trasmissione di dati in banda larga sul territorio. L’azienda lavora su commissione dei due maggiori player del settore fibra ottica, Fibercop spa e Open Fiber spa;
– la cessione da parte di TIM spa verso Nextaly è stata contestata formalmente da SITTEL perché lesiva nei confronti del contratto di affitto stipulato con TIM spa nel 2021. Questa vertenza si inserisce nel piano concordatario di rientro dalla situazione debitoria dell’azienda TLC, come si evince dalla relazione informativa del commissario giudiziale della procedura di concordato preventivo omologato presso il Tribunale di Roma del 22 dicembre 2024;
– un anno dopo la cessione a Nextaly, TSD è stata ceduta ancora a TELNET srl. Quest’ultima ha preso il controllo dell’azienda nel mese di settembre 2024 con l’accordo sulla copertura economica delle mensilità da parte di Nextaly fino al mese di novembre 2024;
– dalla cessione dall’azienda si è immediatamente notato uno stato di difficoltà economica con il ritardo dei pagamenti degli stipendi e il blocco totale delle attività a causa del mancato pagamento delle schede carburanti per i mezzi sociali e il mancato pagamento dei fornitori e degli sti-pendi dei lavoratori;

APPURATO che:
– in data 11 febbraio 2025, nell’incontro al Ministero delle Imprese e del made in Italy, alla presenza di tutte le rappresentanze sindacali, l’amministratore di TSD ha dichiarato di aver richiesto autorizzazione per procedere a un “Piano di Ricomposizione Negoziata della crisi d’impresa” e manifesta la volontà di richiedere l’attivazione della cassa integrazione straordinaria a zero ore lavorate per situazione di crisi;
– lo stesso Ministero e le organizzazioni sindacali hanno messo in evidenza il fatto che “ci si trovi di fronte al risultato di operazioni societarie non trasparenti, che determinano oggi uno stato dell’arte fallimentare, che non trova giustificazioni all’interno del settore TlC in un momento in cui l’infrastrutturazione del Paese con la fibra ottica è obiettivo primario, con una importante richiesta di mano d’opera”, come si evince dal comunicato sindacale unitario a seguito dell’incontro;

ACCERTATO che:
– con la scissione TIM-FIBERCOP solo una parte dei lavoratori TSD è stata assunta a tempo de-terminato da un’agenzia interinale che collabora con la Sielte;
– dal mese di dicembre 2024 questi lavoratori non percepiscono la retribuzione mensile, né le retribuzioni accessorie come la tredicesima;
– dal mese di marzo 2025 i lavoratori TSD percepiscono la CIGS, che al momento è indietro di due mesi;
– nel frattempo, TSD ha depositato richiesta di concordato preventivo al tribunale di Milano e successivamente una ulteriore richiesta di proroga; pertanto, non potrà essere oggetto di azioni legali da parte di creditori, lavoratori compresi;
– in base alla situazione conosciuta dalle organizzazioni sindacali l’azienda sta solo prendendo tutto il tempo legalmente disponibile per rimandare la fine della stessa;
– a fine giugno FIBERCOP ha affidato il territorio di lavoro già in carico a TSD ad altra impresa di rete che ha assunto alcuni lavoratori ma, con contratto interinale;
– della originale forza lavoro, in Sardegna TSD ha ancora dieci lavoratori;

VISTO che:
– si stima un debito totale della TSD nei confronti di ciascun lavoratore di cifre che vanno dagli 8.000 ai 10.000 euro;
– l’azienda TSD continua a promettere senza esito un Piano di rientro ai lavoratori;
– i lavoratori TSD continuano a non ricevere quanto dovuto anche in un momento positivo per il comparto telecomunicazioni, grazie ai lavori finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR),

chiedono di interrogare la Presidente della Regione, l’Assessore regionale dell’industria e l’Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) quali provvedimenti urgenti e straordinari intendano adottare, relativamente alle competenze regionali, affinché vengano assicurati gli stipendi arretrati e quanto dovuto ai lavoratori sardi della TSD;
2) quali azioni intendano intraprendere, sulla scia di quanto fatto da altre Regioni come la Toscana, per favorire l’assorbimento di questi dieci lavoratori nell’azienda Fibercop affinché possano tornare a svolgere il proprio lavoro e avere garantito un trattamento equo.

Cagliari, 28 ottobre 2025

INTERROGAZIONE N. 315/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 315/A

INTERROGAZIONE COCCIU – CHESSA – MAIELI – MARRAS – PIRAS – TALANAS, con richiesta di risposta scritta, in merito ai criteri di accesso al concorso per l’internalizzazione del settore depurazione di Abbanoa Spa e al rischio di esclusione dei lavoratori che operano oggi negli impianti.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– Abbanoa Spa ha annunciato l’avvio delle procedure concorsuali per l’internalizzazione del servizio di depurazione in Sardegna, con l’obiettivo di assumere nuove unità destinate alla gestione diretta degli impianti;
– tra i requisiti di ammissione, figura l’esperienza continuativa nel settore depurazione per un periodo minimo di diciotto mesi, parametro che, pur apparendo tecnicamente neutro, rischia di escludere molti operatori oggi impiegati, i quali garantiscono il funzionamento quotidiano degli impianti senza tuttavia raggiungere tale soglia temporale;
– numerosi lavoratori sono stati assunti nel corso del 2024 o nei primi mesi del 2025 per assicurare la continuità operativa, la formazione e l’avvicendamento del personale più anziano, maturando nel frattempo una competenza tecnica reale e insostituibile;
– tali figure, paradossalmente, potrebbero essere ora escluse dalle selezioni pubbliche proprio per non aver ancora maturato il “diritto amministrativo” dei diciotto mesi, come se la competenza si misurasse a calendario e non sul campo;
– il requisito “diciotto mesi” sembra essere stato scelto in maniera alquanto casuale e finisce per penalizzare chi invece ha già dato prova di competenza concreta;
– l’Ente di governo dell’ambito della Sardegna (EGAS) ha proceduto a incarichi diretti, in ipotesi di supporto al processo di internalizzazione, con spese non trascurabili come si evince dalla:
a) determinazione n. 66 del 3 aprile 2025 con cui è stato affidato ad uno studio legale un incarico da oltre 25.000 euro;
b) determinazione n. 159 del 28 luglio 2025 con cui è stato affidato un incarico da oltre 51.000 euro per analisi e supporto tecnico nei rapporti con Abbanoa;

VISTI:
– il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), e successive modifiche e integrazioni, con particolare riferimento ai principi di imparzialità e valorizzazione delle professionalità acquisite;
– il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n. 78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici), e successive modifiche e integrazioni, che disciplina le procedure di affidamento e i principi di trasparenza e proporzionalità;
– l’articolo 97 della Costituzione, che sancisce il principio di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione pubblica;
– la normativa regionale in materia di servizio idrico integrato e tutela del lavoro nei servizi pubblici essenziali;

CONSIDERATO che:
– il criterio “diciotto mesi di esperienza continuativa in depurazione” appare eccessivamente rigido, non necessariamente correlato con la competenza tecnica effettiva;
– l’esperienza maturata “sul campo” anche per periodi più brevi, ma con continuità e responsabilità, deve meritare piena valorizzazione;
– la gestione tecnica quotidiana degli impianti, come le emergenze, le manutenzioni, la conoscenza delle reti e delle criticità locali, genera competenze spesso non documentabili con certificati di anzianità, ma reali e indispensabili per la qualità del servizio;
– in assenza di correttivi, si rischia una selezione che privilegia formalismi piuttosto che capacità operative effettive;
– gli affidamenti esterni a studi legali e tecnici, come già precedentemente citato pari a 75.000 euro complessivi, appaiono quantomeno discutibili se confrontati con la possibile valorizzazione interna del personale già operativo, che potrebbe richiedere investimenti significativamente inferiori;
– un atto tecnico/amministrativo potrebbe stabilire criteri alternativi o correttivi per salvaguardare chi ha già esperienza, ad esempio prevedendo punteggi premiali o clausole speciali per i lavoratori attuali

SOTTOLINEATO che:
– la cosiddetta “internalizzazione” dovrebbe rappresentare un’opportunità di stabilizzazione e crescita professionale per tutto il personale già operativo, e non un pretesto per azzerare le esperienze acquisite negli ultimi anni;
– appare contraddittorio sostenere la necessità di valorizzare le competenze locali e, contemporaneamente, introdurre criteri che penalizzano proprio chi queste competenze le ha maturate sul territorio;
– l’obiettivo politico e amministrativo non può essere la mera sostituzione formale dei rapporti di lavoro, ma la tutela effettiva del capitale umano del servizio idrico sardo;

EVIDENZIATO che:
– non risulta ad oggi alcuna garanzia esplicita che i lavoratori impiegati da meno di diciotto mesi saranno salvaguardati nelle procedure di internalizzazione;
– sarebbe doveroso prevedere una clausola di salvaguardia per tutti i lavoratori attualmente in servizio, assicurando la loro inclusione nei percorsi di assunzione della società vincitrice o subentrante;
– che, in assenza di tale previsione, l’internalizzazione rischierebbe di trasformarsi in un’operazione di facciata, dove a cambiare sono le sigle e le divise, ma a pagarne il prezzo sono le persone che tengono in piedi gli impianti ogni giorno, tra turni e reperibilità, spesso in condizioni tutt’altro che agevoli;

RITENUTO che:
– la Regione debba vigilare affinché la transizione verso la gestione diretta non si traduca in una nuova precarizzazione del personale;
– sia necessario intervenire presso Abbanoa Spa e EGAS affinché vengano rivisti i criteri di accesso, introducendo meccanismi premiali per chi è già operativo, an se con meno di diciotto mesi di servizio;
– il principio di tutela del lavoro e della competenza acquisita debba prevalere su ogni rigidità temporale non giustificata da ragioni tecniche o di sicurezza;
– l’utilizzo di fondi pubblici per consulenze esterne, se non accompagnato da misure di tutela effettiva del personale, rischia di contraddire i principi di buon andamento e proporzionalità amministrativa;

ACCERTATO che:
– oggi diverse decine di operatori rischiano l’esclusione pur avendo assicurato il funzionamento degli impianti;
– il vincolo dei “diciotto mesi continuativi in depurazione” è un parametro potenzialmente escludente e sproporzionato;
– gli affidamenti esterni da EGAS per supporto legale e tecnico appaiono onerosi e meritevoli di trasparenza totale;

EVIDENZIATO che:
– non possiamo permettere che l’internalizzazione diventi una selezione contro i lavoratori, con criteri dal sapore burocratico piuttosto che tecnico;
– la Regione deve intervenire subito per garantire che la selezione accolga e non allontani le persone che hanno garantito e stanno tutt’ora garantendo la depurazione quotidiana dei nostri territori;
– la credibilità politica del progetto di “ripubblicizzazione del servizio” rischia di essere compromessa se fosse percepita come strumento di esclusione e non di inclusione;

RILEVATO che:
– un urgente intervento normativo è imprescindibile, specialmente per evitare che il bando esca e vengano avviate le procedure, con la conseguente esclusione dei lavoratori e non ci si possa più porre rimedio;
– appare necessario comprendere se nei processi di internalizzazione del servizio di depurazione sia stata prevista una tutela concreta, e non solo dichiarata, per tutti i lavoratori attualmente impegnati negli impianti, compresi coloro che, pur non avendo maturato i famosi “diciotto mesi continuativi” di esperienza, hanno garantito il funzionamento quotidiano delle strutture, affrontando emergenze e responsabilità operative di rilievo,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione per sapere:
1) se risultano in possesso tutti i dati ufficiali relativi al numero preciso di lavoratori che oggi operano nei depuratori con contratti temporanei, o assimilati, e che rischiano di non soddisfare il requisito dei diciotto mesi;
2) se la Regione abbia richiesto ad Abbanoa Spa e ad EGAS di introdurre clausole di salvaguardia per tutti i lavoratori attualmente in servizio, indipendentemente dall’anzianità maturata;
3) se sia stata valutata la possibilità di attribuire punteggi premiali o canali preferenziali a chi ha già operato presso gli impianti oggetto di internalizzazione;
4) quali motivazioni tecniche e giuridiche abbiano portato a fissare il limite dei diciotto mesi, e se siano stati considerati altri parametri più flessibili e aderenti alla realtà lavorativa;
5) se la Regione intenda promuovere un atto di indirizzo o una norma che imponga, nei processi di internalizzazione di servizi pubblici, la tutela integrale di tutto il personale impiegato;
6) se non ritenga opportuno verificare l’effettiva efficacia degli incarichi esterni affidati da EGAS e valutare il riutilizzo di tali risorse per la formazione, la stabilizzazione e la valorizzazione dei lavoratori sardi del settore depurazione.

Cagliari, 28 ottobre 2025

INTERROGAZIONE N. 314/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 314/A

(Pervenuta risposta scritta in data 29/12/2025)

INTERROGAZIONE TRUZZU – CERA – PIGA – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – USAI – MELONI Corrado con richiesta di risposta scritta, sul mancato scioglimento del Consiglio Comunale di Uras (OR), in conseguenza delle contestuali dimissioni di sette consiglieri comunali in data 30 settembre 2025, così come previsto, in tali casi, dal combinato normativo disposto dall’articolo 141 del decreto legislativo n. 267 del 2000 (TUEL) e dalla legge regionale n. 13 del 2005.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– in data 30 settembre 2025 presso il Comune di Uras (OR) si sono contestualmente dimessi sette consiglieri dei dodici totali che compongono il consiglio comunale (quattro di maggioranza e tre di minoranza) e che tale situazione appare idonea a determinare lo scioglimento dell’organo consiliare in applicazione della normativa vigente a tale riguardo;
– in data 14 ottobre 2025 il Sindaco ha convocato il Consiglio per procedere alla surroga di un consigliere dimissionario e sembrerebbe che, a seguito di approvazione di tale surroga, l’attività amministrativa stia proseguendo senza intoppi;
– i consiglieri dimissionari hanno contestato formalmente la legittimità della convocazione e della successiva surroga, ribadendo la necessità di procedere allo scioglimento del Consiglio comunale per dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri;

RICHIAMATI:
– l’articolo 141, comma 1, lettera b), n. 3), del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), il quale prevede lo scioglimento dei consigli comunali quando si verifichi la cessazione dalla carica per dimissioni contestuali […] della metà più uno dei membri assegnati (senza computare il Sindaco);
– l’articolo 38, comma 8, del decreto legislativo n. 267 del 2000 (TUEL), secondo cui le dimissioni sono irrevocabili e immediatamente efficaci e il consiglio deve procedere alla surroga entro dieci giorni, salvo che ricorrano i presupposti per lo scioglimento ex articolo 141, nel qual caso “non si fa luogo alla surroga”;
– l’articolo 2 della legge regionale 7 ottobre 2005, n. 13 (Scioglimento degli organi degli enti locali e nomina dei commissari. Modifica alla legge regionale 2 agosto 2005, n. 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunità montane)), che attribuisce alla Regione (Presidente, previa deliberazione della Giunta su proposta dell’Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica) la competenza a disporre lo scioglimento e la nomina del Commissario, nonché, se del caso, la sospensione cautelare del consiglio fino a novanta giorni;
– i precedenti regionali in cui, a fronte di dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri, la Regione ha deliberato lo scioglimento e la nomina del commissario;

VALUTATO, con carattere di preoccupazione istituzionale, l’anomala procedura, viziata da gravi carenze formali e procedurali, posta in essere con riguardo allo svolgimento, in seconda convocazione, della seduta del Consiglio comunale di Uras, del 14 ottobre 2025, inerente la surroga di un consigliere dimissionario e la convalida del subentrante. Tale riunione, infatti, indetta in prima convocazione per le ore diciotto, si sarebbe in realtà svolta un’ora dopo, in seconda convocazione, benché non risultino eseguiti gli adempimenti necessari (appello nominale, accertamento del numero legale e conseguente verbalizzazione dell’assenza dei consiglieri), per la dichiarazione di seduta deserta inerente la prima convocazione, come peraltro imposto anche dalle norme regolamentari interne al comune stesso;
CONSIDERATO che:
– la seduta consiliare su menzionata risulta piuttosto singolare poiché avvenuta a distanza di due settimane dalla presentazione contestuale, in data 30 settembre 2025, delle dimissioni di sette consiglieri comunali su dodici, complessivamente assegnati all’Ente, circostanza che, ai sensi dell’articolo 141, comma 1, lettera b), n. 3), del decreto legislativo n. 267 del 2000 (TUEL), avrebbe di per sé dovuto portare allo scioglimento automatico dell’organo consiliare;
– qualora le dimissioni del 30 settembre 2025 risultino effettivamente contestuali (come da notizie di stampa e comunicazioni dei dimissionari stessi), la vigente normativa non prevede discrezionalità, ma impone, quale unica strada percorribile, lo scioglimento del Consiglio comunale e la nomina di un Commissario fino all’indizione di nuove elezioni;
– l’eventuale surroga, posta in essere dopo le dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri, si porrebbe pertanto in assoluto contrasto con l’articolo 38, comma 8, del decreto legislativo n. 267 del 2000,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per sapere:
1) se alla Regione siano pervenuti gli atti di dimissione dei sette consiglieri di Uras (OR) con evidenza della contestualità (unico atto o atti separati acquisiti contemporaneamente al protocollo dell’Ente) e in quale data;
2) se la Regione abbia accertato la ricorrenza dei presupposti di cui all’articolo 141, comma 1, lettera b), n. 3) del decreto legislativo n. 267 del 2000 e, in caso affermativo, per quali ragioni non sia stata disposta immediatamente la sospensione del Consiglio (articolo 2, comma 3 della legge regionale n. 13 del 2005) e il successivo scioglimento con conseguente nomina del Commissario;
3) se la Regione abbia autorizzato o avallato la surroga intervenuta a metà ottobre 2025 nonostante le contestazioni formali e la possibile preclusione di cui all’articolo 38, comma 8, del decreto legislativo n. 267 del 2000 e, in caso positivo, su quali pareri o indirizzi giuridici si sia fondata tale scelta;
4) quale sia l’orientamento ufficiale della Regione in merito alla natura “contestuale” delle dimissioni dei consiglieri comunali di Uras (OR) e quali istruttorie siano state svolte (acquisizione atti, richieste al Segretario comunale, audizioni, ecc.);
5) se, in presenza di atti che integrano l’ipotesi dell’articolo 141 del decreto legislativo n. 267 del 2000, la Regione intenda procedere senza indugio allo scioglimento del Consiglio comunale di Uras e alla nomina del Commissario ai sensi della legge regionale n.13 del 2005, indicando tempi e passaggi procedurali previsti;
6) se la Regione ritenga ripetibili (o meno) gli atti adottati dal Consiglio e dall’Amministrazione comunale di Uras (OR) dopo le dimissioni del 30 settembre 2025, qualora fosse accertata la sussistenza dei presupposti di scioglimento già a quella data;
7) se, più in generale, la Regione intenda definire linee guida per i comuni sardi volte a prevenire in-certezze applicative in casi analoghi (dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri), alla luce dei precedenti richiami.

Cagliari, 28 ottobre 2025

Amministrazione trasparente

Dagli strumenti di verifica adottati dall’ANAC emerge la piena aderenza del Consiglio regionale agli obblighi di pubblicità, previsti dalla normativa vigente, nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale.

TrasparenzAI la piattaforma ANAC basata su sistemi di intelligenza artificiale per l’analisi e la consultazione della trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni, ha registrato infatti un dato del 100% in relazione alla presenza delle sezioni previste dalla legge.

Un risultato confermato anche dalla Piattaforma Unica della Trasparenza, che raccoglie in un unico ambiente digitale tutti i dati e le informazioni oggetto di pubblicazione da parte delle Amministrazioni, con un valore medio complessivo del 97%.

Un traguardo significativo, che rappresenta uno stimolo a proseguire nel segno della trasparenza e dell’efficienza amministrativa.

TrasparenzaAI

Piattaforma Unica della Trasparenza

 

 

Approvata all’unanimità la PL 129 sugli interpreti Lis e List. Question time: discusse 11 interrogazioni e 1 interpellanza. Accettate le dimissioni del consigliere Antonio Spano (Pd)

Cagliari, 28 ottobre 2025 –  Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge 129 “Modifiche alla legge regionale n. 20 del 2022 in materia di requisiti degli interpreti LIS e LIST”.  In base alla modifica prevista nella legge, tutti gli interpreti LIS e LIST che opereranno nell’ambito degli interventi che sono attivati dalla Regione o che beneficiano di contributi regionali, dovranno essere in possesso dei requisiti disposti dalla normativa nazionale di riferimento.  Con l’approvazione della proposta di legge viene adeguata la legge regionale 4 novembre 2022, n. 20 (Disposizioni per la promozione della lingua dei segni italiana (LIS) e della lingua dei segni italiana tattile (LIST) e di ogni altro mezzo finalizzato all’abbattimento delle barriere della comunicazione), alla normativa nazionale per quanto attiene alla figura degli interpreti LIS e LIST, con riguardo a requisiti e titoli di studio di cui devono essere in possesso coloro che esercitano tali professioni.

Nella seduta del Consiglio regionale dedicata al Question Time sono state discusse 11 interrogazioni e una interpellanza. I temi trattati hanno riguardato la sanità, l’energia, gli enti locali, la cultura, agricoltura, energia e lavoro.

Il presidente del Consiglio, Piero Comandini ha, inoltre, comunicato che il 27 ottobre 2025 è pervenuta la nota con la quale il consigliere Antonio Spano (Pd) ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere regionale per ragioni personali. L’Aula ha accettato le dimissioni con 46 voti favorevoli e 3 contrari.

Linee guida su atti aziendali Asl, Aou, Areus e Brotzu: al via il confronto tra Consiglio e Giunta regionale.

Cagliari 28 ottobre 2025. Si parte dalla delibera di Giunta del 24 settembre scorso con la quale sono state approvate le linee guida provvisorie che forniranno gli indirizzi alle strutture sanitarie per la predisposizione degli atti aziendali.

Il documento è stato illustrato questa sera in Sesta Commissione dall’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi e dal direttore generale dell’assessorato Giovanni Luigi Oppo. «Le linee guida provvisorie recepiscono le indicazioni della legge 8 del 2025 per la riorganizzazione funzionale della rete ospedaliera e dei presidi territoriali – ha detto Bartolazzi – un testo aperto ai contributi del Consiglio e delle parti sociali con l’obiettivo di migliorare il sistema sanitario regionale».

Cinque i pilastri strategici di cui ciascuna azienda dovrà tener conto: l’efficientamento dell’organizzazione del sistema sanitario regionale, l’incremento dell’utilizzo delle medicina territoriale e della telemedicina, il presidio della sanità ospedaliera, l’attenzione verso le lavoratrici e i lavoratori della sanità, lo sviluppo dell’integrazione socio-sanitaria.

«Ci saranno indirizzi generali per le Asl – ha detto Bartolazzi – occorrerà fare un’attenta analisi delle esigenze di ciascun territorio e rimodulare l’organizzazione dei singoli ospedali partendo dal presupposto che tutti non possono far tutto. Discorso diverso per le aziende ospedaliere e per l’Areus che, per le loro peculiarità, avranno linee guida diverse».

Gli atti aziendali dovranno, in ogni caso, recepire le indicazioni contenute nella legge 8 del 2025 che ha parzialmente modificato la legge 24 del 2020: «Ci sono norme che aggiornano e integrano la precedente legge – ha specificato il direttore generale della Sanità Oppo – le linee guida si muovono all’interno di questa cornice normativa».

L’assessore e il direttore Bartolazzi sollecitati dagli interventi della presidente della Commissione Carla Fundoni e dei consiglieri Lorenzo Cozzolino e Peppino Canu hanno chiarito alcuni aspetti sulla medicina pediatrica, la creazione di nuovi dipartimenti, le funzioni di Ares e i termini temporali per l’approvazione degli atti aziendali.

Su quest’ultimo punto assessore e dg sono stati chiari: «Saranno approvati dai nuovi direttori generali».

Sulla medicina pediatrica Bartolazzi ha chiarito che l’obiettivo è quello di una riaggregazione delle funzioni. «In una situazione ideale dovrebbe esserci una struttura dedicata alla pediatria – ha detto l’assessore – nel contesto sardo, ora è utile ragionare su come mettere insieme le competenze (chirurgia dei trapianti, malattie rare e alte specialità pediatriche) in una rete funzionale».

Preso atto del trasferimento del Microcitemico al Brotzu, l’obiettivo delle linee guida è il riconoscimento ministeriale a Ircss (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico). «Vorremmo sfruttare tutte le nostre potenzialità sulla ricerca genetica. La Sardegna, in questo campo può essere leader in Europa – ha detto l’assessore – sarebbe una buona cosa potenziare i laboratori di Sardegna Ricerche dedicati alla ricerca traslazionale pediatrica».

Sulla creazione di nuovi dipartimenti l’assessore ha chiarito che non sarà possibile istituirne uno in ogni Asl: «Ogni Dipartimento deve contenere tre strutture complesse».

Sul ruolo di Ares, infine, l’assessore ha assicurato che si occuperà di funzioni centralizzate come l’informatizzazione e la telemedicina mentre, sui concorsi e le assunzioni, ogni singola azienda avrà piena autonomia per i contratti a tempo determinato. Ares si occuperà solo dei reclutamenti per il sistema regionale. Sull’acquisto di beni e servizi, le scelte sui fabbisogni sono già di competenza delle Asl. «Pensiamo a un sistema tampone che deve aiutare le singole aziende. Se le Asl hanno una gestione virtuosa, Ares diventa una semplice società di servizi».

Formazione professionale, dal 2026 meno parrucchieri e più meccanici. Dalla commissione Lavoro via libera alle nuove linee guida della Regione

Al mercato del lavoro sardo servono 350 metalmeccanici, 110 saldatori, 230 muratori, 400 operatori per gli hotel, 85 per la nautica. Sono soltanto alcuni numeri snocciolati dall’assessora Desirè Manca, audita questo pomeriggio in commissione Lavoro per il parere sulla proposta della Giunta Todde che rimodula i corsi di formazione Ifts, cioè quelli destinati ai ragazzi sardi dai 14 ai 17 anni.

“Si tratta di una scelta politica”, ha detto l’assessora Manca davanti al parlamentino presieduto dalla consigliera Camilla Soru, “circa l’ottanta per cento della proposta formativa Ifts delle agenzie si concentra sul settore benessere ma Confindustria e l’Osservatorio del lavoro ci dicono che le richieste del mercato sono altre e non riguardano soltanto estetiste e parrucchieri”.

La Giunta ha proposto di ridurre al 30 per cento il finanziamento ai corsi benessere Ifts ma la commissione, dopo un dibattito, ha deciso a maggioranza che la riduzione sarà graduale: meno 50 per cento nel 2026 sino ad arrivare al meno 70 per cento nel 2027, dopo un attento monitoraggio dei risultati di questo correttivo.

“Condividiamo la scelta della giunta”, ha detto la presidente Soru, “ma pensiamo sia più prudente una maggiore gradualità unita al monitoraggio dei risultati. Il settore benessere è importante nella formazione dei giovani lavoratori ma ci sono anche tanti altri settori produttivi da considerare per rendere più performante il finanziamento della Regione alle agenzie formative”.