INTERROGAZIONE N. 324/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 324/A

INTERROGAZIONE MAIELI – COCCIU – PIRAS, con richiesta di risposta scritta, in merito all’evidente ritardo nella liquidazione degli anticipi della PAC 2025, primo pilastro, e alla mancata erogazione degli anticipi delle misure CSR (biologico, benessere animale, indennità compensativa) in Sardegna.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– il settore agricolo e zootecnico della Sardegna costituisce un pilastro fondamentale dell’economia regionale e dell’identità locale, con migliaia di aziende familiari che garantiscono presidio territoriale, tutela del paesaggio, produzione agroalimentare di qualità e mantenimento della coesione sociale nelle zone interne e rurali;
– negli ultimi anni gli agricoltori e gli allevatori sardi hanno subito un progressivo peggioramento delle condizioni economiche con un vertiginoso aumento dei costi delle materie prime, difficoltà nell’accesso al credito, riduzione dei margini nei prezzi del latte e della carne, forte carenza di manodopera, gravissima crisi idrica con conseguente perdita di competitività sui mercati;
– in tale contesto i pagamenti della Politica agricola comune (PAC) e le misure del Complemento regionale per lo sviluppo rurale (CSR) del nuovo periodo 2023-2027 non rappresentano un mero aiuto economico marginale, ma lo strumento essenziale di sopravvivenza finanziaria per la maggior parte delle aziende agricole e zootecniche sarde;
– in riferimento all’anno di domanda 2025, secondo le comunicazioni ufficiali, da parte delle istituzioni regionali, e le programmazioni operative, era prevista la liquidazione entro il mese di ottobre degli anticipi PAC, primo pilastro, per un importo stimato in circa 120 milioni di euro a favore di circa ventottomila e ottocento aziende agricole della Sardegna, al netto però dell’effettiva quantificazione dettagliata per la Regione;
– tuttavia, è emerso che solo una parte marginale delle somme e delle domande risulta al momento erogata o liquidata, mentre la maggior parte delle di aziende sono ancora escluse dal pagamento entro i tempi attesi;
– analoghe attese gravano sulle misure CSR, come il biologico, il benessere animale, l’indennità compensativa per zone svantaggiate/montane, per un importo stimato di circa 70 milioni di euro sulla base della programmazione regionale e nazionale, le quali però, al momento, non risultano essere state liquidate nei tempi previsti;
– i ritardi sembrerebbero correlati a problemi di funzionamento delle piattaforme informatiche utilizzate dall’Agenzia regionale per la gestione e l’erogazione degli aiuti in agricoltura (ARGEA) per l’istruttoria e la validazione, in particolare nell’interazione tra il sistema regionale e quello nazionale dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), nonché all’affidamento alla società Leonardo Spa per lo sviluppo del nuovo sistema informativo regionale, i cui rallentamenti e anomalie operative appaiono aver influito pesantemente e negativamente sulla capacità di validazione ed emissione dei mandati di pagamento;
– non è stato fino ad oggi chiarito con trasparenza se i ritardi discendano da carenze organizzative interne ad ARGEA, da difficoltà tecniche imputabili alla società Leonardo Spa, da procedure di controllo e coordinamento di AGEA oppure da tutte le suddette cause congiuntamente;
– la totale assenza di una comunicazione chiara e trasparente, da parte dei preposti, ha contribuito ad alimentare allarme, incertezza e sfiducia tra gli agricoltori, gli allevatori e le loro rappresentanze professionali e cooperative;
– quando una pubblica amministrazione non è in grado di garantire l’ordinaria amministrazione dei pagamenti della PAC si pone in discussione uno dei livelli minimi di affidabilità istituzionale verso il settore agricolo regionale;

VISTO:
– il regolamento (UE) 2021/2115 del Parlamento europeo e del Consiglio del 2 novembre 2021 (recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell’ambito del-la politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e (UE) n. 1307/2013), che istituisce il nuovo organo normativo del-la PAC per il periodo 2023-2027;
– la circolare dell’AGEA n. 72890 del 22 settembre 2025 (Anticipi PAC 2025 – Domande di aiuto per gli interventi dei pagamenti diretti e in ambito sviluppo rurale – interventi SIGC), che disciplina il pagamento degli anticipi della domanda unica 2025, erogabili a partire dal 16 ottobre 2025 fino al 30 novembre 2025;
– la comunicazione dell’AGEA “PAC, Agea liquida l’anticipo della campagna 2025 e non solo”, che riferisce che al 22 ottobre 2025 risultavano erogati quasi 71 milioni di euro per la domanda unica 2025 a favore di ottantanove mila e settecento novantasei beneficiari;
– la pagina ufficiale “Gestione finanziamenti” dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale che dichiara che ARGEA ha autorizzato il pagamento del primo anticipo della do-manda unica 2025 con Kit n. 1 approvato con determinazione n. 5638 del 29 ottobre 2025;
– che ad oggi molti operatori agricoli in Sardegna lamentano la mancata erogazione dei pagamenti non solo della PAC, ma delle misure CSR e dell’indennità biologica;

CONSIDERATO che:
– la Regione, attraverso l’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale e la sua Agenzia ARGEA, in qualità di organismo pagatore regionale, riveste un ruolo chiave nel garantire l’istruttoria, la validazione e la liquidazione degli anticipi PAC e delle misure CSR nel rispetto dei termini previsti a livello comunitario e nazionale;
– la mancata tempestiva liquidazione degli anticipi determina gravi problemi di liquidità per le aziende agricole e zootecniche sarde, le quali si trovano a dover continuare a sostenere spese ordinarie e straordinarie senza ricevere quanto loro spettante, con evidente aggravio del rischio di insolvenza o riduzione dell’attività;
– il ritardo sistematico, rispetto agli altri territori a livello nazionale e rispetto alle stesse disposizioni normative nazionali ed europee, contribuisce a generare una situazione di svantaggio competitivo per le imprese sarde, in quanto esse non beneficiano in tempo utile delle misure che dovrebbero fungere da sostegno immediato;
– la dichiarazione di ARGEA del 29 ottobre 2025, determinazione 5638, appare tardiva rispetto alle aspettative degli operatori e lascia ancora dubbi circa l’effettiva copertura dell’intero target inizialmente programmato;
– pur essendo prevista dalla normativa nazionale la possibilità di erogare fino al 70 per cento degli anticipi della PAC, la Sardegna resta indietro rispetto alla media nazionale, generando un effetto disincentivante per chi lavora con serietà nel settore;
– la trasparenza, la comunicazione chiara e l’assunzione delle responsabilità sono elementi imprescindibili per la credibilità delle istituzioni nei confronti dei cittadini e degli operatori economici, e non appaiono al momento adeguatamente garantiti;
– non è accettabile che, nel 2025, un’intera Regione resti “in attesa di un atto amministrativo che ancora non arriva” dalla Leonardo Spa, senza che vi sia una pubblica e articolata spiegazione delle cause e dei tempi certi di risoluzione;
– pertanto, risulta necessario intervenire con urgenza per delineare un cronoprogramma dettagliato, assegnare responsabilità e assicurare che tutte le domande ammissibili vengano liquidate entro tempi definiti, senza rinvii o ambiguità;

EVIDENZIATO che:
– la circolare AGEA n. 72890 del 2025 definisce l’avvio del pagamento anticipato della domanda unica 2025 dal 16 ottobre 2025 al 30 novembre 2025;
– al 22 ottobre 2025 a livello nazionale sono stati erogati quasi 71 milioni di euro a favore di ottantanove mila e settecento novantasei beneficiari per la domanda unica 2025;
– ARGEA ha comunicato che il Kit n. 1 è stato approvato il 29 ottobre 2025, con determinazione n. 5638, per il pagamento del primo anticipo;
– numerosi operatori agricoli in Sardegna segnalano il mancato pagamento degli anticipi PAC, del biologico e delle misure CSR, con evidenti ritardi rispetto alle aspettative;
– benché la normativa nazionale e comunitaria preveda l’erogazione anticipata per supportare la liquidità delle aziende agricole, la realtà operativa regionale sarda appare in forte ritardo e piena di incertezze;

ACCLARATO che:
– la Regione ha l’obbligo istituzionale, tramite l’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale e ARGEA, di garantire la piena attuazione delle misure della PAC e del CSR 2023-2027, conformemente agli articolati normativi europei e nazionali in materia;
– la domanda unica per la campagna 2025 rappresenta l’elemento centrale per l’accesso agli aiuti diretti, primo pilastro, della PAC, e la mancata tempestiva erogazione degli anticipi compromette la fiducia degli operatori verso il sistema pubblico di sostegno;
– la dilatazione dei tempi non può essere più giustificata solo con “problemi tecnici” o “ritardi in-formatici”, senza che sia fornita una puntuale rendicontazione e responsabilizzazione degli enti coinvolti quali AGEA, ARGEA, la società affidataria dei sistemi informativi Leonardo Spa e, altresì, senza che vengano fornite tabelle aggiornate di performance e stato dei pagamenti;
– è indispensabile ristabilire prima possibile la credibilità dell’istituzione regionale nei confronti degli agricoltori e allevatori sardi, mostrando non solo disponibilità ma risultati concreti e misurabili;
– la mancata predisposizione di un cronoprogramma pubblico degli sbloccati e dei pendenti, cosa che appare finora non avvenuta, costituisce un deficit operativo e comunicativo inaccettabile, specie nel settore primario che richiede certezze;

RITENUTO che:
– l’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale competente in materia, quale organo di indirizzo e controllo della Regione, debba esercitare la propria funzione di vigilanza e stimolo affinché venga garantita la piena e tempestiva liquidazione degli anticipi PAC e delle misure CSR, senza ulteriori ritardi;
– sia necessario disporre un’azione correttiva straordinaria, accompagnata da una trasparenza totale verso gli operatori del settore agricolo e zootecnico, affinché la fiducia venga ristabilita e le imprese non restino abbandonate in una attesa indefinita;
– la mancata erogazione degli anticipi, oltre al danno economico immediato per le aziende, costituisce una perdita strategica per il sistema agro-zootecnico della Sardegna, con rischi concreti di fragilità territoriale e riduzione del presidio nelle zone interne e marginali;
– il presente atto di interrogazione sia funzionale non solo a conoscere lo stato effettivo dei pagamenti, ma anche a stimolare la Regione ad una azione concreta, rapida e tracciabile, con l’obiettivo di porre fine alla situazione di stallo,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) quali siano le cause esatte, puntuali e documentate che hanno determinato il ritardo nell’erogazione degli anticipi della domanda unica 2025 del primo pilastro della PAC nella Regione;
2) quante domande, effettivamente istruite, validate e mandate in pagamento risultino, al giorno della presente interrogazione, nella Regione, con indicazione del numero delle domande, dell’importo complessivo liquidato, dell’importo complessivo ancora da liquidare e del numero di aziende beneficiarie rimaste ancora in attesa;
3) quale sia la parte di responsabilità diretta dell’organismo pagatore regionale ARGEA, in termini di procedure, risorse, organizzazione, nel verificarsi del ritardo;
4) se siano state riscontrate disfunzioni o inadempienze imputabili alla società Leonardo Spa, nell’ambito dell’appalto per lo sviluppo del sistema informativo regionale, e in che misura tali disfunzioni abbiano inciso sul blocco o rallentamento dei pagamenti;
5) quali misure straordinarie e immediate l’Assessorato regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale intenda adottare per garantire lo sblocco dei pagamenti entro tempi certi, rapidi e verificabili, e ristabilire la liquidità alle aziende agricole e zootecniche in sofferenza;
6) entro quale data precisa e non ulteriormente rinviabile sarà completata la liquidazione integrale:
a) degli anticipi PAC, primo pilastro, campagna 2025;
b) degli anticipi delle misure CSR (biologico, benessere animale, indennità compensativa per zone svantaggiate/montane);
7) se non ritenga necessario convocare urgentemente un tavolo pubblico con le organizzazioni agricole, gli allevatori, le cooperative, le organizzazioni di produttori (OP), le associazioni di categoria e i tecnici professionisti, al fine di comunicare in modo trasparente lo stato di fatto degli avanzamenti e le azioni correttive programmate, evitando che gli operatori restino, come ormai purtroppo accade, in balìa dell’incertezza.

Cagliari, 6 novembre 2025

Statutaria, in commissione Speciale gli enti locali e il rettore di Cagliari

Prosegue il cammino della Commissione speciale sulla legge statutaria e sulle norme di attuazione dello Statuto speciale presieduta dal presidente Piero Comandini. Nella seduta di giovedì sono stati auditi il rettore di Cagliari, Francesco Mola e le organizzazioni di rappresentanza degli enti locali, da Anci ad Asel, oltre al Consiglio delle autonomie locali. La seduta ha fornito nuovi spunti per il lavoro della commissione, che tornerà a riunirsi giovedì prossimo.
Per Daniela Falconi, presidente di Anci Sardegna, “”non siamo davanti a un passaggio tecnico ma a una scelta di prospettiva. Serve una vera Costituzione del popolo sardo, adeguata a oggi e che riconosca maggiori poteri ai cittadini. Nel nuovo Statuto vanno riaffermate le ragioni della specialità e dobbiamo anche essere nelle condizioni di autodeterminarci in tanti ambiti”. Per la rappresentante di Anci “i Comuni chiedono inoltre un ruolo stabile nella conferenza con lo Stato e la Regione oltre a un sistema di perequazione interna tra i comuni stessi”. Sulla legge elettorale, poi, “deve essere garantita l’effettiva rappresentanza di tutti i territori e degli under 30, non soltanto il peso demografico delle grandi città”.
A seguire Rodolfo Cancedda (Asel) ha annunciato l’invio alla commissione di un documento “con le osservazioni più importanti” e intanto ha segnalato il limite di “una continuità territoriale e di una sanità che non funzionano”. Per Carlo Melis, in rappresentanza dell’Aiccre, “nel nuovo Statuto dovrà essere ribadito il ruolo che la Sardegna intende avere con l’Europa posto che all’Europa degli Stati noi preferiamo l’Europa dei popoli e delle Regioni. Una cosa è certa, la Sardegna da sola non è in grado di risolvere i suoi problemi”.
Ancora ha preso la parola Graziano Milia, sindaco di Quartu e presidente di Ali Sardegna, che ha citato Renzo Laconi in un passaggio dei lavori dell’a Costituente. “Laconi sosteneva che le ragioni dell’autonomia non si fondassero soltanto sulla nostra arretratezza economica ma anche sulla nostra identità, storia e lingua. Una riflessione ancora attuale, che possiamo condividere senza contrapposizioni tra le parti”. Per Milia “bisogna riconoscere che abbiamo una regione vecchia, che non si può aggiustare ma si deve rifare proprio. Sia chiaro: non è in crisi la Sardegna ma sono in crisi tutte le democrazie occidentali e serve per questo un grande patto tra la Regione e gli enti locali”.
Soddisfatto il presidente Comandini che ha esaltato l’impegno di tutte le forze politiche nel complesso lavoro di ascolto per la redazione della nuova legge statutaria e della forma di governo della Regione.
Per ultimo il rettore di Cagliari, Francesco Mola, ha esaltato “il rapporto assolutamente positivo tra Regione e Ateneo, chec collaborano in modo chiaro e riconosciuto e l’università diffusa ne è un esempio concreto. Poi il professor Mola ha aggiunto: “Quando formiamo un medico, ad esempio, la ricaduta si misura su su tutta la società sarda”.
Giovedì prossimo la commissione tornerà a riunirsi, l’orario non è stato comunicato.

Insulti social alla Presidente Todde: “Il rispetto non è un optional. Inizia dalle parole”

Cagliari 6 novembre 2025 – Ferma condanna della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Carla Puligheddu e massima solidarietà alla Presidente della Regione Alessandra Todde, vittima di “inaccettabili episodi di violenza verbale sui social network” .
Questi attacchi – afferma la Garante – non possono considerarsi semplici “critiche”, ma manifestazioni di un degrado comunicativo che va ben oltre la politica e che rispecchia una preoccupante povertà morale e civile. Come recita lo slogan degli Stati Generali dell’Infanzia in Sardegna: “Est tempus de Pitzinnia contra a sa violentzia a sas feminas” (È tempo di Infanzia contro la violenza alle donne), la strada per la costruzione di una società fondata sul rispetto deve necessariamente partire dalla cura verso l’infanzia, nella consapevolezza che i bambini e le bambine non solo assorbono il linguaggio, ma definiscono attraverso di esso la loro percezione del mondo e delle relazioni. Cosi come, deve interpellare la responsabilità degli adulti. La nostra capacità di educare i figli, le figlie e le nuove generazioni alla parità e al rispetto, dipende innanzitutto dalla nostra capacità di educare noi stessi. Un’ottica che si traduce nell’adottare, in ogni contesto, da quello domestico alla piazza virtuale, parole e stili comunicativi non violenti.
Il linguaggio è il nostro specchio: le parole definiscono le persone e possono rispecchiare la bellezza o lo squallore di chi le pronuncia. La violenza verbale, specialmente quando è misogina e quando viene diffusa attraverso strumenti di massa, è un veleno per il dibattito democratico e un pessimo esempio educativo.
La Sardegna, terra di forte identità e civiltà, deve dare un segnale inequivocabile: il rispetto è la base inalienabile di ogni convivenza civile e non ammette deroghe. L’impegno per l’infanzia è un impegno per migliorare la qualità della nostra società futura.
Percio’ Invito tutte e tutti , in particolare i media, gli influencer e i leader d’opinione, a una rigorosa auto-disciplina nell’uso del linguaggio pubblico.

Statutaria, la Commissione speciale ha sentito in audizione il Rettore dell’Università di Sassari e i rappresentanti del Cal

Cagliari, 6 novembre 2025 – Il ruolo strategico degli Atenei nella crescita della Sardegna e la necessità di un rapporto sinergico tra Regione e Università sono i temi principali emersi nel corso della seduta della Commissione speciale per la riscrittura della legge statutaria della Sardegna, presieduta dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha sentito in audizione il Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti. L’obiettivo della Commissione, ha spiegato il presidente in apertura, è aggiornare la forma di governo dell’Isola con una legge che nasca dal confronto tra maggioranza, opposizione e società civile.“Le Università sarde hanno un debito enorme verso la Regione: stiamo in piedi grazie al sostegno regionale”, ha detto Mariotti, auspicando una sempre maggiore sinergia per programmare insieme gli investimenti sulla base delle esigenze del territorio. Mariotti ha ricordato i progetti avviati dall’Ateneo, tra cui quello sulla telemedicina, finanziato con 30 milioni del Pnrr, e l’importanza dell’Università nella formazione della classe dirigente.

06_11_25 Commissione statutaria RETTORE UNI SS

Il rettore Mariotti ha chiesto strumenti normativi più agili, come tavoli paritetici e possibilità di rimodulare le risorse quando non vengano utilizzate o risultino in eccesso. Mariotti ha fatto l’esempio degli studenti Erasmus, il cui numero è enormemente diminuito dopo lo stop ai voli di Ryanair da e per Alghero: “Sono rimasti fondi non spesi” e ha sottolineato che sarebbe utile destinare ad altre necessità o progetti. Il Rettore ha anche ricordato l’impatto delle facoltà di Agraria e di Veterinaria, uniche in Sardegna, che intercettano il cuore dell’economia sarda.  Per Mariotti l’università può essere un motore importante per lo sviluppo e la crescita della Sardegna e ha ribadito l’auspicio di lavorare insieme con maggiori momenti di confronto per programmare interventi utili alla Sardegna.

06_11_25 Commissione statutaria RETTORE UNI SS

Il presidente Comandini ha ringraziato il Rettore per il suo intervento e ha sottolineato che, negli ultimi decenni, la Regione e il Consiglio regionale hanno sempre avuto un rapporto forte con le Università di Cagliari e Sassari, ma anche con tutto il mondo della scuola, viste le difficoltà che derivano dalla condizione insulare della Sardegna. Comandini ha anche sottolineato che l’obiettivo della Commissione è analizzare lo stato delle cose per affrontare le sfide future e per costruire una Regione più snella, più agile e più funzionale, in cui il rapporto con la Regione sia più accessibile e in cui la spesa venga migliorata.

 

Audizione dei rappresentanti del Cal. Serve una riforma organica degli enti locali, con un testo unico che definisca i rapporti tra Regione ed enti locali, ma anche tra i Comuni e le Province e ridefinisca il ruolo del Cal. Sono alcuni dei punti principali emersi nel corso della seduta della Commissione speciale per la riscrittura della legge statutaria della Sardegna, presieduta dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che ha sentito in audizione il Cal (Consiglio delle Autonomie locali), rappresentato dal presidente Ignazio Locci e dal sindaco di Mandas, Umberto Oppus, e dal sindaco di Siddi, Marco Pisanu.

Locci e Oppus hanno sottolineato la necessità di superare l’impianto attuale e di arrivare a un Testo unico sulle autonomie locali sul modello del Trentino Alto Adige. Una riforma che, nelle intenzioni del Cal, dovrebbe ristabilire un equilibrio reale tra Regione ed enti presenti nel territorio, secondo il principio costituzionale di equiordinazione. Secondo Locci la struttura regionale attuale appare rigida e poco reattiva rispetto alle sfide quotidiane. Serve, secondo il presidente del Cal, una separazione chiara tra funzioni di governo e funzioni amministrative con un sistema più dinamico e moderno. Tra gli altri punti evidenziati dagli auditi la necessità di un riequilibrio della rappresentanza dei territori in Consiglio regionale, che tuteli anche le realtà più piccole. Il Cal, hanno proseguito, ha un ruolo costituzionalmente riconosciuto, precisamente nell’articolo 123 della Costituzione, e deve poter incidere realmente nelle politiche regionali.

06_11_25 Commissione statutaria CAL

Oppus ha poi ricordato i problemi di natura finanziaria con cui si scontrano quotidianamente i Comuni e sulla necessità di incrementare il Fondo Unico perché ci sono Amministrazioni che rischiano di non poter chiudere il bilancio 2025. C’è una sofferenza diffusa, ha detto, aggravata dall’aumento dei costi energetici, dei rifiuti e degli adeguamenti contrattuali.

Nelle prossime settimane il Cal consegnerà alla Commissione un pacchetto di proposte, tra cui una revisione della legge elettorale con norme che garantiscano rappresentanza territoriale minima e strumenti finanziari adeguati. La riforma statutaria, hanno concluso, è l’occasione per ridare centralità ai territori e costruire un sistema istituzionale più equilibrato, moderno e capace di dare risposte reali.

06_11_25 Commissione statutaria CAL

Il presidente Comandini, ringraziando i rappresentanti del Cal per la loro presenza e l’importante contributo che daranno alla Commissione speciale, ha ricordato che il Consiglio regionale ha voluto istituire una Commissione speciale perché ritiene che la nuova forma di governo della Regione, la nuova legge statutaria, non debba essere una legge fatta dalla maggioranza attuale, ma debba essere una legge che appartiene a tutti i partiti che svolgono attività politica in Sardegna, quindi una legge al di sopra delle parti e partecipata. Il capogruppo del Pd, Roberto Deriu, ha inoltre sottolineato la necessità di valorizzare il ruolo del Cal nel processo legislativo, riformare lo status e le prerogative dei componenti del Cal e definire il rapporto tra le Istituzioni.

 

“Posto occupato”. Il Coordinamento nazionale dei Difensori civici accoglie l’iniziativa della Sardegna 

Roma, 6 novembre 2025  – Il Coordinamento nazionale dei Difensori Civici delle Regioni e delle Province autonome italiane  sostiene  l’iniziativa “Posto Occupato”, il  progetto proposto dal Difensore civico della Sardegna Marco Enrico che ha l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e le  istituzioni sul tema della violenza contro le donne. Nella  seduta di ieri a Roma, tra i Difensori civici di tutte le Regioni,  una sedia è stata riservata a una donna che non c’è più per  mantenere viva la memoria di chi ha subito soprusi, promuovendo una cultura di rispetto e di tutela dei diritti.

“L’idea del ‘Posto Occupato’  – ha ricordato il promotore  al Coordinamento il Difensore civico Marco Enrico – nasce dalla volontà di creare uno spazio simbolico, in cui ogni donna che ha perso la vita a causa della violenza possa essere ricordata. È un piccolo gesto, ma capace di trasmettere un messaggio potente: non possiamo voltare le spalle alla violenza, dobbiamo educare alla consapevolezza e alla prevenzione.”

Anche il Difensore Civico della Regione Lazio e Presidente del Coordinamento Nazionale, Marino Fardelli, sottolinea l’importanza di iniziative come questa:
“Il ‘Posto Occupato’ non è solo un simbolo, ma un impegno concreto della società civile a non dimenticare le vittime e a lavorare ogni giorno per la tutela dei diritti delle donne. La difesa civica si fa anche con la memoria, con la sensibilizzazione e con l’educazione dei cittadini, specialmente dei più giovani, a riconoscere e contrastare ogni forma di violenza.”