Calendario settimanale delle Commissioni permanenti e della Commissione Speciale per la legge statutaria.

Riprendono domani, mercoledì 12 novembre, i lavori delle Commissioni del Consiglio regionale.

 

Alle 10.00, si riunirà la Prima Commissione “Autonomia”. In programma l’audizione dell’assessore al Turismo Franco Cuccureddu sul Disegno di Legge n.141 “Ricostituzione dell’ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano)”. All’esame della commissione anche i criteri di riparto dei contributi a favore delle associazioni fra enti locali.

 

Sempre mercoledì, alle 15.30, è convocata la Seconda Commissione “Lavoro, Cultura e Formazione professionale”. All’ordine del giorno l’esame della proposta di legge n.29 “Norme per il monitoraggio e il contrasto dei fenomeni discriminatori fondati sull’omo-lesbo-bi trans-intersex-afobia”. La Commissione sentirà in audizione gli assessori alla Sanità, Armando Bartolazzi, agli Affari Generali, Elena Motzo, al Lavoro, Desirè Manca e alla Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, la Garante regionale per i diritti dei detenuti, Irene Testa, il Difensore Civico, Marco Enrico, il presidente del Corecom Mario Cabasino e una rappresentanza dell’associazione Rete Lendford.

I lavori proseguiranno con l’audizione dell’assessore al Lavoro Desirè Manca sulla prosecuzione fino al 31 dicembre 2027 dei progetti di utilizzo degli ex dipendenti dell’industria sottoposti a licenziamenti collettivi.

Tra i punti all’ordine del giorno, anche la proposta di legge n.148 sui festival culturali storici della Sardegna.

 

Giovedì 13 novembre, alle 10.30, si riuniranno la Quarta e la Quinta Commissione.

All’ordine del giorno della Commissione “Governo del Territorio” l’esame del Testo Unificato “Disposizioni per la gestione e valorizzazione delle ferrovie turistiche della Sardegna” e della proposta di legge n.143 “Disposizione straordinarie per la regolarizzazione e il trasferimento in proprietà delle aree e degli alloggi assegnati al comune di Gairo a seguito dell’alluvione del 1951 e non ancora formalmente trasferiti.

Due le audizioni programmate nella seduta della Commissione “Attività Produttive”: l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu riferirà sui criteri di ammissibilità ai contributi destinati ai Centri commerciali naturali, mentre l’assessore all’Agricoltura, Gian Franco Satta, illustrerà le azioni promosse dalla Giunta per far fronte alle criticità nell’attuazione della Strategia di sviluppo locale dei Gal delle pesca a valere sui fondi Feampa e Ras. L’assessore illustrerà anche i due provvedimenti per i quali è richiesto il parere della Commissione relativi agli indennizzi ai molluschicoltori per la sospensione temporanea della loro attività e le misure di sostegno per la filiera della carne.

 

Settimana di lavoro anche per la Commissione Speciale sulla la legge statutaria e le norme di attuazione dello Statuto che si riunirà giovedì 13 novembre alle 10. Saranno sentiti i rappresentanti delle forze politiche (Fortza Paris, Demos, Innantis, Democrazia Cristiana con Rotondi, + Europa-Azione, Liberu, Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Sardegna R-Esiste) che alle scorse elezioni regionali hanno presentato liste senza ottenere seggi.

Medicina di base nelle zone disagiate: proposta di legge di Forza Italia.

Piccoli comuni senza medici e pediatri dove capita spesso di non potersi rivolgere nemmeno alla Guardia Medica. Una carenza di servizi fondamentali che non garantisce il diritto alla salute dei cittadini e contribuisce in modo drammatico allo spopolamento delle aree interne.

A questa situazione di grave disagio rivolge l’attenzione la proposta di legge depositata dal gruppo consiliare di Forza Italia per l’attivazione di un programma regionale che favorisca l’insediamento del personale medico nelle zone disagiate: «La nostra idea punta alla creazione di un fondo regionale da 30 milioni di euro per il prossimo triennio – afferma il primo firmatario Giuseppe Talanas – risorse da destinare ai Comuni per finanziare interventi di edilizia residenziale per l’acquisto o la ristrutturazione di alloggi da destinare ai medici che accettino incarichi nei paesi dell’interno». La proposta prevede una collaborazione tra Regione, Comuni e Area per reperire e riqualificare la case: «Vogliamo creare un modello di accoglienza che crei le condizioni per convincere i medici a stabilirsi in quei luoghi con le proprie famiglie».

«Le criticità della medicina di base e dell’intero sistema sanitario sardo sono sotto gli occhi di tutti – rimarca il capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu – nella scorsa legislatura abbiamo ricevuto critiche continue da chi oggi governa la Regione. Le cose però peggiorano, occorre pensare a soluzioni concrete».

Per il consigliere Gianni Chessa quella presentata da Forza Italia è una proposta di “buon senso” che può aiutare anche la maggioranza “concentrata sulle nomine e sempre più in affanno nell’affrontare le emergenze della Sanità”. Secondo Chessa “gli stipendi del personale sanitario in Sardegna sono tra i più bassi in Italia. Senza incentivi è difficile che un medico decida di andare in una zona disagiata. Con l’aiuto di Area si possono reperire gli alloggi necessari».

Per Piero Maieli, «il primo firmatario della legge ha avuto una grande intuizione. Chi fa lo sforzo di dare un servizio fondamentale in aree disagiate deve essere incentivato. La proposta di legge potrebbe ricomprendere anche quei medici e pediatri residenti in luoghi lontani dai posti di lavoro che ogni giorni percorrono decine di chilometri».

Sostegno alla proposta anche da Giovanni Santo Porcu, responsabile degli enti locali di Forza Italia e da Mario Bussa, segretario regionale di Forza Italia Seniores, che hanno sottolineato l’importanza della presenza di medici e pediatri nei paesi dell’interno per arginare il calo demografico. «I nostri paesi sono abitati soprattutto da anziani – ha detto Bussa – molti di loro hanno difficoltà a spostarsi per una visita o un esame clinico. La presenza di un medico è fondamentale».

«Chiediamo che la proposta di legge venga presa in carico dalla Commissione Sanità in tempi rapidi – ha concluso Giuseppe Talanas – è un testo emendabile e aperto ai suggerimenti di tutti. L’auspicio è che maggioranza e minoranza possano lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo».

MOZIONE N. 83

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 83

FUNDONI – SORU – CAU – COCCIU – CORRIAS – DI NOLFO – MASALA – SERRA – AGUS – ARONI – CANU – COZZOLINO – FRAU – LOI – MELONI Corrado – PERU – PILURZU – PIRAS – RUBIU – TICCA, sulle problematiche relative all’ipotesi di trasferimento di novantadue detenuti sottoposti al regime dell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario presso la casa circondariale di Uta.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– l’ipotesi di trasferimento di novantadue detenuti sottoposti al regime di cui all’articolo 41 bis della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), è stato discusso nella seduta della Commissione congiunta Seconda e Sesta del 31 luglio 2025;
– l’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, introdotto dalla legge 10 ottobre 1986, n. 663, (Modifiche alla legge sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), disciplina un regime detentivo speciale, comunemente definito “carcere duro”, applicato a soggetti condannati per reati di criminalità organizzata, terrorismo o eversione, con l’obiettivo di interrompere ogni contatto con le organizzazioni di appartenenza;
– tale regime comporta restrizioni particolarmente severe ai colloqui, alla corrispondenza e alla comunicazione e richiede specifiche misure di sicurezza e controllo all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari;

DATO ATTO che:
– la legge 15 luglio 2009, n. 94, (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), prevede la possibilità di collocare detenuti in regime di 41 bis in istituti o sezioni dedicate, indicando le aree insulari come soluzioni preferenziali;
– tale previsione normativa, nata in un diverso contesto storico e operativo, risulta oggi superata e rischia di produrre effetti fortemente penalizzanti per la Regione;

CONSIDERATO che:
– il sistema sanitario penitenziario in Sardegna versa già in condizioni di forte criticità, con carenze strutturali, di personale e di servizi che incidono sulla tutela della salute dei detenuti e sulla sicurezza complessiva delle strutture; l’arrivo di un numero così elevato di detenuti in regime di 41 bis rischierebbe di compromettere ulteriormente l’equilibrio del sistema, aggravando una situazione prossima al collasso;
– a ciò si aggiungono i maggiori oneri derivanti dalla presenza nell’Isola di un’elevata popolazione detenuta e l’assenza di adeguati strumenti di compensazione e supporto da parte dello Stato per far fronte alle esigenze di sicurezza, di personale e di gestione complessiva del sistema penitenziario;
– sul territorio regionale è già presente un forte squilibrio tra popolazione detenuta e dotazione di personale penitenziario, amministrativo, educativo e di sorveglianza, con conseguenti criticità nella gestione ordinaria delle strutture;
– il trasferimento di soggetti appartenenti a organizzazioni criminali di particolare rilievo nazionale comporta il rischio – che va prevenuto, con strumenti nuovi e personale aggiuntivo – di possibili fenomeni di infiltrazione e radicamento, anche attraverso lo spostamento delle reti familiari o di contiguità, che potrebbero incidere sul tessuto sociale ed economico locale;
– l’aumento dei costi, in ragione di tutte le motivazioni su esposte, avrebbe pesanti ricadute sul bilancio della Regione, in ragione dell’insufficienza delle, o in certi casi della mancanza di, forme di compensazione previste dallo Stato;

RILEVATO che secondo i dati attuali, i detenuti sottoposti al regime del 41 bis in Italia sono settecentoventotto, e la Sardegna, se la proposta di trasferimento dei novantadue detenuti fosse confermata, arriverebbe a ospitarne quasi duecento, pari a una quota sproporzionata rispetto alla popolazione e alle risorse regionali disponibili,

impegna la Giunta regionale

1) ad adottare ogni atto affinché si possa elaborare un documento congiunto, frutto di un confronto tra le diverse parti in causa per affrontare il tema con unità di intenti, allo scopo di salvaguardare la sicurezza del territorio sardo e presidiare le criticità segnalate;
2) ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento affinché sia avviata una revisione della normativa che individua le aree insulari come destinazioni preferenziali per il regime di 41 bis, riconoscendo alla Sardegna le peculiarità e le limitazioni derivanti dalla sua condizione geografica e dall’assenza di adeguati strumenti di compensazione;
3) a istituire un tavolo tecnico permanente Stato-Regione per monitorare l’impatto delle politiche penitenziarie sul territorio sardo e individuare soluzioni condivise in materia di sicurezza e per affrontare il tema delle compensazioni in materia sanitaria.

Cagliari, 7 novembre 2025

MOZIONE N. 82

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 82

PIRAS – COCCIU – CHESSA – MAIELI – MARRAS – TALANAS, sulla perequazione delle retribuzioni del personale dell’ARNAS G. Brotzu di Cagliari.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– l’Azienda di rilievo nazionale ed alta specializzazione (ARNAS) G. Brotzu di Cagliari è una struttura sanitaria di rilievo nazionale e di alta specializzazione riconosciuta per l’eccellenza delle sue attività cliniche, chirurgiche e di ricerca;
– il personale dell’ARNAS G. Brotzu, composto da medici, infermieri, tecnici, operatori sociosanitari e amministrativi, rappresenta un patrimonio di competenze e professionalità, che quotidianamente contribuisce in modo determinante alla tutela della salute dei cittadini sardi;
– nonostante il livello di complessità e responsabilità, permangono significative differenze retributive tra il personale dell’ARNAS G. Brotzu e quello impiegato presso enti e strutture analoghe di altre regioni o presso amministrazioni statali;
– nella precedente legislatura, ed esattamente con l’articolo 5, comma 14, della legge regionale 21 febbraio 2023, n. 1 (Legge di stabilità 2023 ), pubblicata nel supplemento ordinario n. 1 al BURAS n. 11 del 23 febbraio 2023, dedicato al finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), è stato previsto che “Al fine di perequare i livelli medi pro capite dei fondi contrattuali del personale, le aziende del Servizio sanitario regionale, previa autorizzazione rilasciata con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell’Assessore della sanità, possono rideterminare i fondi contrattuali (…). Per tali finalità il finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), è incrementato di euro 10.000.000 annui a partire dall’anno 2023 (missione 13 – programma 01 – titolo 1)”;
– tale stanziamento costituisce un fondo strutturale già disponibile, finalizzato anche alla perequazione retributiva e contrattuale del personale delle aziende sanitarie sarde, inclusa l’ARNAS G. Brotzu;

RITENUTO:
– necessario procedere all’attuazione immediata dello stanziamento previsto dalla legge regionale n. 1 del 2023, destinando le risorse già allocate alla perequazione dei fondi contrattuali e all’equilibrio delle retribuzioni del personale dell’ARNAS G. Brotzu;
– opportuno costituire un tavolo tecnico temporaneo tra Regione, ARNAS G. Brotzu e organizzazioni sindacali per la definizione dei criteri di riparto e la verifica dei risultati;
– urgente valorizzare il capitale umano, riconoscendo il merito e la professionalità come fondamento dell’efficienza sanitaria;

VISTI:
– l’articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza e vieta ogni forma di discriminazione economica e professionale ingiustificata;
– l’articolo 97 della Costituzione, che impone alle pubbliche amministrazioni il principio di buon andamento e imparzialità;
– il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), che disciplina le modalità di determinazione delle retribuzioni e la contrattazione collettiva;
– il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni), che valorizza la performance e la meritocrazia nel pubblico impiego;
– il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 aprile 2017, che riconosce formalmente l’ARNAS G. Brotzu quale azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione;
– il Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del comparto sanità, che stabilisce i principi di equità e progressione economica per il personale del Servizio sanitario nazionale;

CONSIDERATO che:
– la presente Giunta regionale ha già intrapreso azioni concrete di valorizzazione del personale sanitario, e che oggi, grazie alla copertura economica prevista dalla legge regionale n. 1 del 2023, vi sono le condizioni per passare alla fase concreta di attuazione;
– il personale dell’ARNAS G. Brotzu rappresenta il volto umano della sanità pubblica, donne e uomini che, con professionalità, sacrificio e senso del dovere, garantiscono ogni giorno il diritto alla salute dei cittadini;
– la valorizzazione economica e professionale di queste persone non è un atto di generosità, bensì di giustizia e riconoscenza istituzionale verso chi regge la macchina sanitaria regionale;
– ignorare la centralità del fattore umano significa indebolire il sistema nel suo complesso, mentre investirvi significa rafforzarlo per il futuro;

SOTTOLINEATO che:
– la valorizzazione del personale rappresenta una priorità non solo economica, ma anche politica e sociale, significa infatti investire sulla qualità delle cure e sulla fiducia dei cittadini nel servizio sanitario pubblico;
– una politica di perequazione retributiva non deve essere letta come privilegio, bensì come riconoscimento, del merito e della professionalità, di chi opera in un contesto di alta complessità e specializzazione;
– l’ARNAS G. Brotzu, per la sua storia e per la sua missione, è un simbolo dell’eccellenza sarda e la Regione non può permettere che la sua forza umana venga indebolita da ingiustizie retributive o mancate valorizzazioni;

RITENUTO:
– necessario procedere all’attuazione immediata dello stanziamento previsto dalla legge regionale n. 1 del 2023, destinando le risorse già allocate alla perequazione dei fondi contrattuali e all’equilibrio delle retribuzioni del personale dell’ARNAS G. Brotzu;
– opportuno costituire un tavolo tecnico temporaneo tra Regione, ARNAS G. Brotzu e organizzazioni sindacali per la definizione dei criteri di riparto e la verifica dei risultati;
– urgente valorizzare il capitale umano, riconoscendo il merito e la professionalità come fondamento dell’efficienza sanitaria,

impegna la Presidente della Regione affinché

1) dia immediata attuazione all’articolo della legge regionale n. 1 del 2023, utilizzando le risorse di dieci milioni di euro già stanziate a partire dal 2023, per la rideterminazione dei fondi contrattuali del personale del Servizio sanitario regionale;
2) destini, in via prioritaria, una parte delle suddette risorse all’ARNAS G. Brotzu di Cagliari per la perequazione retributiva del personale;
3) istituisca entro sessanta giorni un tavolo tecnico temporaneo composto da rappresentanti della Regione, dell’ARNAS G. Brotzu e delle organizzazioni sindacali per definire criteri, tempistiche e modalità di attuazione.

Cagliari, 7 novembre 2025

INTERROGAZIONE N. 325/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 325/A

INTERROGAZIONE SCHIRRU – TRUZZU – COCCIU – TICCA, con richiesta di risposta scritta, relativa alla internalizzazione del personale addetto alla conduzione e gestione degli impianti di depurazione, pretrattamento e sollevamento fognario da parte di Abbanoa Spa, con conseguenti criticità e possibili conseguenze sui lavoratori e sulle tariffe idriche applicate all’utenza.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– dagli organi di stampa e da comunicazioni ufficiali è emerso che Abbanoa Spa ha approvato e sta attuando un progetto di internalizzazione del servizio di conduzione degli impianti di depurazione, pretrattamento e sollevamento fognario, attualmente affidato a operatori economici esterni;
– tale operazione comporterà, secondo quanto dichiarato, l’assunzione diretta di oltre 430 addetti;
– l’internalizzazione rappresenta un intervento di notevole impatto gestionale e finanziario, che comporta una profonda revisione del modello organizzativo di Abbanoa Spa, società che conta già circa 1.250 dipendenti e gestisce l’intero ciclo idrico integrato dell’Isola;
– dagli organi di stampa è emerso che la società ha sostenuto spese di rappresentanza in occasione delle passate festività natalizie per i propri dipendenti e sostiene le spese di trasferta, vitto e alloggio del Presidente del Consiglio di amministrazione che risiede fuori dalla Sardegna;
– il Comitato istituzionale d’ambito (CIA) ha deliberato di chiedere alla Regione di interloquire con la Commissione europea al fine di restituire le somme a suo tempo versate dalla Regione a titolo di capitale sociale, somme qualificate dalla Comunità europea (CE) come aiuto di stato, per circa 187 milioni di euro, maggiorati di interessi per oltre 30 milioni di euro, determinando così una riduzione del patrimonio netto della società di oltre due terzi;

CONSIDERATO che:
– operazioni di tale portata possono incidere significativamente sui costi complessivi di gestione, con possibili ripercussioni sulle tariffe idriche applicate agli utenti;
– esiste il rischio che, in assenza di una pianificazione economico-finanziaria sostenibile, l’internalizzazione determini un incremento delle spese fisse della società (personale, formazione, sicurezza, mezzi, manutenzioni, ammortamenti), che sicuramente sarà riversato sui cittadini tramite la tariffa;
– è necessario verificare che l’operazione sia accompagnata da una valutazione analitica di sostenibilità economica, da parte dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna (EGAS), a cui spetta l’approvazione della modifica del modello gestionale-organizzativo attuale allegato alla convenzione in essere;
– a seguito della restituzione del capitale e degli interessi mediante una corrispondente riduzione del patrimonio della società, la percentuale di patrimonializzazione della stessa, espressa dal rapporto tra i mezzi propri e l’attivo sociale è inferiore al 10 per cento, tale rapporto indica una struttura patrimoniale altamente indebitata, potenzialmente incompatibile con la continuità aziendale in contrasto con i principi contabili e con l’articolo 2086, comma 2, del codice civile.
– è ancora vigente la legge regionale 4 febbraio 2015, n. 4 (Istituzione dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna e modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 19 del 2006), così come modificata dalla legge regionale 11 dicembre 2017, n. 25 (Modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2015, n. 4 (Istituzione dell’Ente di governo dell’ambito della Sardegna e modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 19 del 2006) e alla legge regionale 25 luglio 2008, n. 10 (Riordino delle funzioni in materia di aree industriali)), dove in base all’articolo 15 la Regione avrebbe dovuto cedere ai comuni le proprie azioni nella società Abbanoa Spa al prezzo simbolico di un euro ogni mille azioni, fino a mantenere una quota di partecipazione della Regione nel limite mas-simo del 20 per cento del capitale sociale,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione per sapere:
1) se l’EGAS abbia approvato il nuovo modello gestionale-organizzativo proposto da Abbanoa Spa in relazione alla concessione vigente e quali valutazioni economico-finanziarie siano state condotte per verificarne la sostenibilità;
2) quali impatti siano previsti sulle tariffe idriche a seguito dell’internalizzazione e se siano già state simulate eventuali variazioni dei costi per le utenze domestiche e industriali;
3) se sia stata predisposta una relazione di impatto occupazionale e una valutazione di rischio organizzativo derivante dall’ampliamento della struttura interna di Abbanoa Spa;
4) se la Regione intenda monitorare costantemente l’attuazione del progetto di internalizzazione e garantire che esso non comporti aumenti tariffari a carico dei cittadini, né squilibri nella sostenibilità del servizio idrico integrato;
5) se la restituzione delle somme versate a suo tempo dalla Regione maggiorate degli interessi mediante la sola riduzione del patrimonio netto sociale, tale da determinare un’incidenza dello stesso rispetto alle attività al di sotto dei parametri ottimali, non sia da considerarsi un’operazione manifestatamente imprudente e azzardata, tanto più se si considera che Abbanoa Spa sta ampliando le proprie attività mediante l’assunzione di oltre 450 persone, incrementando quindi di oltre un terzo il proprio personale, e mediante investimenti in mezzi e attrezzature;
6) se, comunque, la decisone assunta di restituzione del capitale e degli interessi tramite la riduzione di capitale e la corresponsione di utili al solo socio Regione non sia in violazione della legge regionale n.4 del 2015 e della legge regionale n.25 del 2017;
7) se sia stata avviata un’attività istruttoria da parte della Corte dei conti a seguito delle somme spese per i dipendenti in occasione delle festività natalizie e per i rimborsi spese del Presidente della società.
Cagliari, 6 novembre 2025

MOZIONE N. 81

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 81

MAIELI – COCCIU, sulla realizzazione di un progetto pilota sul riuso irriguo delle acque depurate nel territorio della Nurra.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– il territorio di Porto Torres e della Nurra vive da molti anni una condizione strutturale di stress idrico, che limita la produttività agricola, la capacità delle aziende zootecniche e la competitività del comparto rurale;
– nello stesso tempo, gli impianti esistenti nel sito industriale di Porto Torres e, in particolare, il depuratore consortile e l’impianto trattamento acqua di falde (TAF) gestito da ENI Rewind, producono ogni anno diversi milioni di metri cubi di acque trattate ed attualmente convogliate verso lo scarico marino, senza che vengano sfruttate per usi alternativi;
– tali acque, opportunamente affinate con metodi di ultrafiltrazione, disinfezione, filtrazione su carbone attivo, accumulo e rete dedicata, potrebbero essere rese conformi alle classi di qualità previste per l’uso irriguo, trasformando un vincolo ambientale in una risorsa programmabile per il tessuto agro-economico locale;
– il Regolamento (UE) 2020/741 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 2020, recante prescrizioni minime per il riutilizzo dell’acqua, stabilisce prescrizioni minime per il riutilizzo delle acque reflue trattate a fini irrigui in agricoltura, prevedendo il rilascio di permessi basati su piani di gestione del rischio e obblighi di monitoraggio e trasparenza;
– con il Regolamento delegato (UE) 2024/1765 della Commissione, dell’11 marzo 2024, che integra il regolamento (UE) 2020/741 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le specifiche tecniche dei principali elementi della gestione dei rischi, ha integrato le specifiche tecniche relative agli elementi essenziali del piano di gestione del rischio, che diventeranno vincolanti dal 10 luglio 2024;
– in ambito nazionale, il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) ed esattamente la Parte terza per la tutela delle acque, disciplina le modalità di riuso delle acque reflue depurate, recependo le direttive dell’Unione europea;
– in Sardegna, l’autorità di bacino regionale ha già assunto, con deliberazioni del Comitato istituzionale, atti di indirizzo per la gestione delle acque e l’aggiornamento degli strumenti di tutela, come evidenziato dalla sua delibera n. 25 del 18 dicembre 2024 (Parere sulla disciplina delle fasce di prima salvaguardia e delle fasce di tutela dei corpi idrici superficiali non modellati idraulicamente di cui, rispettivamente, all’art. 30 ter, comma 1 e all’art. 8, comma 8 delle Norme di Attuazione del PAI);
– tuttavia, permangono criticità normative, procedurali e tecniche che ostacolano l’effettiva realizzazione di interventi di riuso nel territorio di Porto Torres come la mancanza di un quadro autorizzativo chiaro, carenze impiantistiche, assenza di rete di distribuzione dedicata e rilievi sui costi di investimento;
– sia il Consorzio industriale di Sassari che ENI Rewind hanno manifestato la disponibilità a valutare piani condivisi di miglioramento impiantistico e utilizzo delle acque trattate;
– molte imprese agricole della Nurra hanno espresso interesse a disporre di una risorsa idrica integrativa e stabile, capace di alleggerire la pressione sulle falde e sui bacini idrici esistenti;
– l’avvio di un progetto pilota di riuso irriguo rappresenterebbe una concreta opportunità di innovazione istituzionale, rafforzamento della sostenibilità ambientale e stimolo allo sviluppo locale, configurando Porto Torres come laboratorio sardo dell’economia circolare dell’acqua;
– le istituzioni regionali devono esercitare funzioni di indirizzo, coordinamento e semplificazione, affinché non si perdano opportunità per lungaggini burocratiche, conflitti fra enti o incertezze tecniche;

VISTO:
– il Regolamento (UE) 2020/741 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 2020, recante prescrizioni minime per il riutilizzo delle acque reflue urbane trattate a fini irrigui;
– il Regolamento delegato (UE) 2024/1765 della Commissione, dell’11 marzo 2024, che integra le specifiche tecniche sui piani di gestione del rischio per il riuso delle acque affinate;
– il decreto legislativo n. 152 del 2006, Parte terza, in materia di tutela delle acque, disciplina degli scarichi e riuso delle acque reflue, così come disposto anche dal decreto c.d. “Siccità”, decreto-legge 14 aprile 2023, n. 39 (Disposizioni urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche), convertito, con modificazioni, in legge 13 giugno 2023, n. 68;
– il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio di concerto con i Ministri delle politiche agricole e forestali, delle attività produttive e della salute, 12 giugno 2003, n. 185 (Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione dell’articolo 26, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152) e la sua integrazione con la normativa europea;

VISTE, altresì:
– le linee guida e gli orientamenti comunitari per l’implementazione del Regolamento (UE) 2020/741;
– le deliberazioni dell’Autorità di bacino regionale della Sardegna, in particolare la delibera n. 25 del 2024 relativa all’assetto idrico e tutela dei corpi idrici;

CONSIDERATO che:
– la piena applicazione del Regolamento (UE) 2020/741 richiede che gli Stati membri e le regioni adottino procedure autorizzative coerenti con i piani di gestione del rischio, secondo criteri armonizzati, trasparenza e controlli ambientali;
– il Regolamento delegato (UE) 2024/1765 obbliga a specificare, con elementi tecnici, i principali aspetti del piano di gestione del rischio, al fine di garantire robustezza e correttezza alle istanze di riuso;
– il territorio della Nurra, per morfologia, clima e infrastrutture idriche, è particolarmente idoneo a sperimentare modelli integrati di irrigazione con acque affinate, soprattutto in contesti agricoli di media dimensione e in terreni aridi;
– l’adeguamento impiantistico richiesto con l’ultrafiltrazione, la disinfezione UV, con le stazioni di monitoraggio e la rete dedicata, è stimato in un ordine di grandezza fra 1,8 e 3 milioni di euro, cifra che può essere coperta con fondi regionali, nazionali ed europei (Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), Piano operativo regionale – Fondo europeo di sviluppo regionale (POR FESR), Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), LIFE, Horizon Europe), anche mediante accordi con ENI come compensazione ambientale;
– l’avvio di un progetto pilota con le sue fasi di testing, controllo, monitoraggio, uso limitato, consentirebbe di validare tecnicamente il sistema e di estenderlo successivamente a scala più ampia, anche in altri territori della Sardegna;
– il superamento delle criticità autorizzative, la convergenza di risorse e la chiarezza del quadro normativo sono indispensabili per evitare che il piano rimanga sulla carta e che le acque depurate continuino a essere scaricate a mare inutilmente;
– è compito della politica fare da regista, da facilitatore e da garante dell’equilibrio istituzionale, affinché le varie competenze coinvolte possano cooperare efficacemente;

SOTTOLINEATO che:
– l’uso improprio e permanente dello scarico marino, senza previa verifica di alternative sostenibili, configura uno spreco ambientale, economico e strategico per il territorio;
– il riuso irriguo delle acque depurate non è una utopia, ma una strada percorribile, inclusa nella legislazione europea e nazionale, che molte regioni italiane stanno già esplorando con successo;
– il progetto di Porto Torres può costituire un esempio virtuoso e visibile di economia circolare dell’acqua in Sardegna, con ricadute positive su agricoltura, ambiente, attrattività territoriale e immagine istituzionale;
– non è più accettabile che le lungaggini burocratiche, le conflittualità fra enti e la resistenza al cambiamento impediscano di dare gambe a un progetto dal potenziale strategico;

RITENUTO che:
– il Consiglio regionale debba assumere un impegno politico forte e coordinato per superare gli ostacoli attuali e sostenere concretamente l’iniziativa;
– sia opportuno promuovere la costituzione urgente di un tavolo istituzionale permanente, con partecipazione interistituzionale e tecnica, dedicato al riuso irriguo delle acque depurate nel sito di Porto Torres;
– sia indispensabile predisporre, con ENI Rewind e il Consorzio industriale, un protocollo d’intesa (MoU) di indirizzo per definire obiettivi, responsabilità, risorse e cronoprogramma del progetto pilota;
– la Regione debba attivare senza indugi le procedure per accedere ai fondi europei, nazionali e regionali disponibili per l’adeguamento impiantistico, la realizzazione della rete e il monitoraggio;
– ENI Rewind debba essere chiamata a un ruolo attivo nel progetto, come parte integrante delle compensazioni ambientali e come attore responsabile in ottica Environmental, social e governance (ESG);

ACCLARATO che la riuscita del progetto pilota potrà aprire la strada a una sperimentazione su scala regionale, con possibilità di estendere il modello ad altri territori soggetti a stress idrico,

impegna la Presidente della Regione affinché

1) promuova con urgenza la costituzione di un tavolo istituzionale permanente sul tema del riuso irriguo delle acque depurate del sito industriale e consortile di Porto Torres, con la partecipazione di: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Regione Sardegna (Assessorati regionali dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Industria); Comune di Porto Torres; Città metropolitana di Sassari; ENI Rewind; Consorzio industriale provinciale di Sassari; Consorzio di bonifica della Nurra; Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna (ARPAS); Università di Sassari (Dipartimento di agraria e di ingegneria ambientale);
2) promuova, d’intesa con ENI Rewind e il Consorzio industriale, la predisposizione di un protocollo d’intesa (MoU) che definisca obiettivi, cronoprogramma, responsabilità e risorse finanziarie necessarie per la realizzazione del progetto pilota;
3) attivi immediatamente le procedure per la ricerca e l’accesso ai finanziamenti disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo, destinati a: adeguamento tecnologico degli impianti di depurazione per uso irriguo; realizzazione delle reti di distribuzione; sistemi di monitoraggio e controllo della qualità delle acque;
4) richieda ad ENI Rewind la partecipazione attiva al progetto come parte delle compensazioni ambientali dovute al territorio e come investimento strategico in linea con i principi ESG e la responsabilità sociale d’impresa;
5) sostenga in modo unitario e condiviso tale iniziativa in tutte le sedi istituzionali, affinché Porto Torres diventi il primo comune sardo “pilota” ad attuare concretamente un modello di riuso irriguo integrato, a beneficio del territorio, dell’agricoltura e dell’ambiente.

Cagliari, 5 novembre 2025

MOZIONE N. 80

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 80

PIZZUTO – CANU – CASULA – MANDAS – DERIU – PIANO – FUNDONI – CORRIAS – PILURZU – PISCEDDA – SOLINAS Antonio – SORU – SAU – PORCU – CAU – CIUSA – SERRA – MATTA – LI GIOI – SOLINAS Alessandro, per la sospensione del procedimento autorizzativo e l’individuazione di un sito alternativo per la realizzazione dell’impianto di smaltimento controllato per rifiuti speciali non pericolosi in località Su Girì de sa Murta, frazione di Is Urigus, nel Comune di San Giovanni Suergiu.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– è in corso un procedimento per la costruzione e l’esercizio di un impianto di smaltimento controllato per rifiuti speciali non pericolosi, promosso dalla società Ekosarda Srl, localizzato in località Su Girì de sa Murta, nei pressi della frazione di Is Urigus, su un’area precedentemente adibita a cava di argilla, caolino e bentonite;
– la cava, già autorizzata con concessione mineraria nel 1998 alla ditta “Monserrato”, è stata acquisita dal titolare della Ekosarda Srl con rogito notarile dell’11 agosto 2016;
– in data 5 gennaio 2018 la società Ekosarda Srl ha presentato istanza di coltivazione del giacimento, autorizzata con determinazione dell’Assessorato regionale dell’industria 20 dicembre 2018, n. 904;
– in data 14 febbraio 2025 la Ekosarda ha depositato presso la Regione la richiesta di autorizzazione per la realizzazione dell’impianto di smaltimento controllato per rifiuti speciali non pericolosi;
– la Regione, con nota prot. 5806 del 21 febbraio 2025, ha comunicato agli enti interessati l’avvio del procedimento di Valutazione di impatto ambientale (VIA) e Provvedimento autorizzatorio unico regionale (PAUR), come previsto dalla normativa vigente;
– la richiesta è stata pubblicata solo il 25 luglio 2025 sull’albo pretorio del Comune di San Giovanni Suergiu, senza preventiva informazione pubblica o discussione in Consiglio comunale;

CONSIDERATO che:
– in data 30 luglio 2025 si è riunito il Consiglio comunale di San Giovanni Suergiu, su richiesta della minoranza, per discutere la questione dell’impianto di smaltimento;
– il Consiglio comunale ha espresso voto unanime contrario alla realizzazione dell’impianto, con il voto di tutti i consiglieri presenti;
– nel corso della seduta, la Sindaca Elvira Usai ha dichiarato di essere venuta a conoscenza del procedimento solo in data 25 luglio 2025;
– la Sindaca ha inoltre ammesso di aver trasmesso, nel settembre 2024, una richiesta alla Regione per l’inserimento del medesimo sito della cava tra le aree idonee all’installazione di impianti fotovoltaici, senza averne preventivamente informato il Consiglio comunale;
– successivamente, è emerso che il Comune aveva ricevuto la comunicazione regionale del 21 febbraio 2025 fornendola solo il 2 ottobre 2025, a seguito di richiesta di accesso agli atti;
– il 30 agosto 2025 l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente ha annunciato l’avvio di una inchiesta pubblica, a seguito delle osservazioni presentate da cittadini, associazioni e dallo stesso Comune;

RILEVATO che:
– con comunicato del 19 ottobre 2025 l’amministratore delegato della Ekosarda Srl ha confermato di aver avuto:
a) un primo incontro informale con la Sindaca il 3 maggio 2023, durante il quale fu illustrata la linea generale del progetto;
b) un secondo incontro ufficiale in data 5 agosto 2024, alla presenza dell’Assessora comunale all’ambiente e di altri due Assessori, durante il quale fu consegnata una copia cartacea del progetto e discussi possibili ritorni economici per l’amministrazione comunale;
– tali elementi dimostrano che l’Amministrazione comunale era a conoscenza del progetto almeno dal 2023, in contraddizione con quanto pubblicamente dichiarato;

CONSIDERATO, inoltre:
– che il sito individuato si trova a breve distanza da centri abitati, aree agricole produttive, impianti sportivi e zone di pregio paesaggistico;
– che la realizzazione di un impianto di smaltimento di tali dimensioni risulta incompatibile con la vocazione agricola e turistica del territorio di San Giovanni Suergiu;
– la vicinanza con Carbonia, la Grande miniera di Serbariu e il Museo del carbone, siti storici e culturali di grande importanza;
– che la mancata trasparenza e la scarsa partecipazione informata della popolazione locale costituiscono una violazione dei principi di partecipazione democratica e buona amministrazione sanciti dal diritto nazionale e comunitario,

impegna la Giunta regionale e l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente a:

1) sospendere immediatamente l’iter autorizzativo relativo al progetto dell’impianto di smaltimento in località Su Girì de Sa Murta, fino alla piena verifica della correttezza procedurale e della conformità urbanistica e ambientale del sito;
2) individuare un sito alternativo per la localizzazione dell’impianto, in area non agricola, distante da insediamenti abitativi e in condizioni di maggiore sicurezza ambientale;
3) garantire la piena pubblicità e consultabilità di tutti gli atti del procedimento, incluse le comunicazioni tra amministrazioni, le relazioni tecniche e i pareri di conformità;
4) istituire un tavolo tecnico permanente Regione – Comune – Associazioni civiche per la definizione condivisa delle politiche di gestione dei rifiuti e per la pianificazione territoriale del Sulcis;
5) prevedere l’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti speciali, introducendo criteri di equità territoriale, tutela della salute pubblica e salvaguardia dei territori agricoli;
6) valutare, in accordo con la società Ekosarda Srl e con gli enti locali, la possibilità di destinare l’area mineraria di Su Girì de Sa Murta a progetti di bonifica e riconversione in strutture di turismo sportivo e sociale (piscine, campi polivalenti, aree attrezzate), quale alternativa sostenibile e di valorizzazione per la comunità di San Giovanni Suergiu.

Cagliari, 5 novembre 2025