Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028.
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- Pervenuto il 24/11/2025
- Approvato in Aula con Risoluzione n. 6/6 il 14/01/2026
Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028.
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Parere favorevole all’unanimità dalla commissione Seconda del Consiglio regionale che si è riunita questo pomeriggio sulla P/106, la programmazione dell’offerta dell’anno formativo 2026 – 2027 deliberata dalla Giunta.
In commissione, assente l’assessora Manca perché impegnata all’estero, la direttrice generale Delfina Spiga ha illustrato il documento dell’esecutivo che prevede “il sistema regionale dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) in sistema duale”. Sotto la presidenza di Camilla Soru (Pd), il parlamentino ha approvato il documento.
La Seconda commissione presieduta da Camilla Soru (Pd) ha espresso, all’unanimità, parere favorevole alla deliberazione n. 57/28 del 5.11.2025, per l’abbattimento del “fitto casa” da assegnare agli studenti sardi che frequentano corsi universitari in Sardegna o negli Atenei del Continente.
Il provvedimento è stato illustrato dall’assessora della Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, che ha ricordato la legge regionale approvata lo scorso dicembre, per effetto della quale è stata innalzata la soglia massima del contributo concedibile per singolo studente, con uno stanziamento di 4 milioni e 900 euro. Sulla base delle nuove disposizioni il contributo massimo è passato quindi da 2.500 a 3.000 euro annui ed i relativi bandi saranno pubblicati entro dicembre per gli studenti degli atenei ubicati al di fuori dell’Isola e ai primi del 2026 per tutti gli altri.
Nella medesima deliberazione è stabilito di lasciare nella disponibilità degli Ersu di Cagliari e Sassari le risorse non utilizzate per gli anni accademici 2023/2024 e 2024/2025, come ulteriore finanziamento dei bandi “fitto casa” per l’anno accademico 2025/2026.
Cagliari 25 novembre 2025 – Ricordare sempre, parlarne continuamente, condividere testimonianze, educare all’affettività, al rispetto e alla libertà per contrastare ogni tipo di violenza contro le donne e stimolare il cambiamento di una società peggiorata e malata. Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Consiglio regionale ha organizzato l’evento “Posto occupato” contro la violenza sulle donne, promosso dalla Difesa civica nazionale, come segno concreto dell’impegno dell’Assemblea legislativa sarda per il cambiamento sociale. “Quel posto in prima fila – ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini – è un posto che vuole simboleggiare una donna che non c’è più. L’abbiamo voluto fare nella massima Assemblea, nella Casa dei sardi, perché quando entriamo in quest’aula non dobbiamo dimenticare che una donna non c’è più”.
Per dire no alla violenza, il Consiglio regionale ha promosso un evento per creare un momento di riflessione e tenere sempre alta l’attenzione su un fenomeno che non accenna a diminuire e che richiede la collaborazione di tutti, affinché le donne non debbano più difendersi e avere paura, anche dentro la propria casa.

“Il 25 novembre ci ricorda che il fenomeno dei femminicidi non si attenua, anzi, è sempre in aumento: secondo gli ultimi dati 6 milioni e 400mila donne italiane, tra i 16 e i 75 anni, hanno subito una violenza fisica, psicologica, sessuale, morale, economica, molte volte, e stalking anche nel mondo del lavoro. Sono dati che non tengono conto del sommerso, perché molte volte, per vergogna e per paura, le donne non parlano”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, davanti a un’aula in cui si sono alternati gli interventi e i lavori, toccanti e pieni di speranza, dei i ragazzi delle scuole superiori di Cagliari, Nuoro e Oristano, ma anche del Difensore civico, Marco Enrico, del presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici, Marino Fardelli (in collegamento video), della presidente della Commissione regionale per la realizzazione delle Pari Opportunità, Vittorina Baire, della Consigliera regionale di Parità, Maria Tiziana Putzolu, e dalla presidente e coordinatrice del Centro Ascolto uomini maltrattanti Sardegna. Presenti in aula anche consiglieri regionali ed esponenti della Giunta regionale, oltre ai rappresentanti dei militari e delle forze di pubblica sicurezza. “Abbiamo voluto organizzare questa giornata per cercare di trovare una strada per superare questa forma di violenza che, purtroppo, colpisce ancora troppe donne”, ha detto il presidente Comandini, ringraziando tutto il Consiglio regionale che ha accolto l’iniziativa, ribadendo che la lotta contro la violenza non deve avere colori politici e che è fondamentale lavorare insieme, dalle istituzioni alle famiglie, per promuovere l’educazione e la sensibilizzazione. “Nei primi 11 mesi del 2025 ci sono stati 77 femminicidi e 68 tentativi di femminicidio: numeri che fanno accapponare la pelle, una carneficina”, ha affermato il Difensore civico della Sardegna Marco Enrico, che ha poi proseguito citando Papa Pio VII: “Non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo dimenticare queste donne, anzi dobbiamo ricordarle tutti i giorni. Ed è con questo sentimento che è nata l’iniziativa nazionale “Posto occupato”: un gesto semplice, ma non banale, che ha l’obiettivo di mantenere sempre ben viva e ben salda la memoria delle vittime della violenza maschile”. L’iniziativa, nata a livello nazionale, è stata promossa in Sardegna dal Difensore civico regionale prevedendo che la concessione del patrocinio istituzionale sia subordinata all’adesione al progetto con la predisposizione della sedia vuota con sopra un cartello in italiano e in “limba sarda comuna”, che illustra l’iniziativa. La scelta di inserire la dicitura bilingue è finalizzata, ha spiegato Enrico, a evidenziare “la capacità del nostro idioma di veicolare messaggi di alto contenuto valoriale”.

Il Difensore civico ha poi proseguito: “Ringrazio il presidente Comandini e l’intero Consiglio regionale per la sensibilità e la lungimiranza mostrata nell’accedere all’iniziativa della Difesa civica. Questa non è una battaglia politica, ma civile e di responsabilità. D’altronde come ammoniva Pietro Nenni, uno dei Padri costituenti, gli uomini passano, le Istituzioni restano. E io per primo, prestato temporaneamente alle Istituzioni, prima o poi me ne allontanerò nella consapevolezza che, invece, “Posto occupato” rimarrà a dar conto della nostra più profonda indignazione rispetto alla violenza di genere, contro la quale gridiamo il nostro più deciso no”.
Per il presidente Comandini siamo davanti a una società malata e violenta, negli atteggiamenti e nel linguaggio, che passa attraverso i social e, a volte, anche nella musica. “Bisogna intervenire e ognuno deve fare la sua parte”, ha detto, “partendo dalle famiglie”. “Dobbiamo tutti insieme lavorare per far sì che quel posto occupato non ci sia più”. E ha aggiunto: “In questi anni abbiamo lavorato molto all’interno delle associazioni, delle forze dell’ordine, all’interno della stessa società”, anche con il numero verde 1255, “ma bisogna continuare su questa strada”. Per Comandini è importante che il fenomeno non vada generalizzato, ma conosciuto e combattuto.

L’iniziativa “Posto occupato”, a cui ha voluto aderire il Consiglio regionale, ha proseguito il presidente, non è soltanto un posto simbolico, ma rappresenta la voglia concreta, forte, come istituzioni di lavorare insieme “per il cambiamento della nostra società”. Molto toccante, ma anche pieno di speranza, di forza e di comprensione dei diversi modi di affrontare il dolore l’intervento della scrittrice Simona Deiana, che ha raccontato all’aula, e in un libro, l’esperienza terribile che ha vissuto nel 1993, dopo essere stata violentata da tre uomini, ma anche la scelta di sopravvivere, di denunciare e di vivere una vita piena di bellezza.
L’aula ha poi assistito anche al cortometraggio “Non essere complice” degli studenti dell’Istituto tecnico Lorenzo Mossa di Oristano, le opere “La violenza sulle donne” delle studenti del Liceo artistico Foiso Fois di Cagliari, e l’intervento “Assumersi la responsabilità: un impegno maschile per il cambiamento” di uno studente dell’Istituto superiore Volta Brau di Nuoro.
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 344/A
(Pervenuta risposta scritta in data 04/12/2025)
INTERROGAZIONE SORGIA, con richiesta di risposta scritta, sul concorso pubblico indetto dall’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL) per l’assunzione di 37 operatori amministrativi di categoria B. Richiesta di chiarimenti e verifiche.
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Il sottoscritto,
PREMESSO che:
– è stato indetto dall’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL) un concorso pubblico per l’assunzione di 37 operatori amministrativi di categoria B;
– sono state sollevate critiche e denunce di irregolarità riguardo alla procedura concorsuale, in particolare per quanto riguarda le ripetute rettifiche del bando, la struttura dei requisiti di ammissione;
CONSIDERATO che sempre più insistenti sono gli articoli nei media e i post sui social che riguardano l’argomento,
chiede di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) quali sono state le motivazioni delle ripetute rettifiche del bando di concorso e se queste hanno creato disparità di trattamento tra i candidati;
2) quali sono i criteri utilizzati per stabilire i requisiti di ammissione al concorso e se questi sono stati rispettati;
3) se è stata effettuata una valutazione del rischio di conflitti di interessi;
4) quali misure intendano adottare per garantire la trasparenza e l’imparzialità della procedura concorsuale e per tutelare la credibilità dell’ASPAL e della Regione.
Cagliari, 25 novembre 2025
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 343/A
INTERROGAZIONE SORGIA con richiesta di risposta scritta, relativa alla grave carenza di medici di medicina generale in Sardegna.
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Il sottoscritto,
PREMESSO che:
– la Sardegna sta affrontando una grave emergenza sanitaria legata alla carenza di medici di medicina generale, con oltre 500 ambulatori vacanti e circa 320.000 cittadini privi di medico di famiglia;
– tale situazione è particolarmente critica nelle zone interne e rurali, dove la mancanza di assistenza primaria sta generando disagi insostenibili per la popolazione, soprattutto per anziani, bambini e soggetti fragili;
– secondo recenti dati, la Sardegna ha registrato un calo del 39 per cento dei medici di base, il peggior dato a livello nazionale;
– la scarsa attrattività della medicina generale per i giovani medici, unita ai pensionamenti non compensati, sta aggravando ulteriormente il problema;
– l’assenza di medici di base comporta un aumento degli accessi impropri ai Pronto Soccorso, con conseguente sovraccarico delle strutture ospedaliere;
CONSIDERATO che:
– la Regione ha recentemente sottoscritto un Accordo Integrativo Regionale (AIR) con le organizzazioni sindacali della medicina generale, che prevede:
– l’istituzione delle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT);
– indennità per zone disagiate fino a 2.000 euro mensili;
– incentivi per la telemedicina e le cure domiciliari;
– misure per il rientro in servizio dei medici pensionati, confermate dalla Corte costituzionale;
– tali misure, pur apprezzabili, non sembrano ancora sufficienti a garantire una copertura capillare e continuativa del servizio di medicina generale,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) quali ulteriori azioni urgenti si intendano adottare per colmare la carenza di medici di medicina generale, soprattutto nei comuni più colpiti;
2) quali iniziative di incentivazione siano previste per attrarre giovani medici verso la medicina generale e verso le zone disagiate;
3) qual è lo stato di attuazione delle AFT e delle Case di comunità previste dal PNRR;
4) quali misure di continuità assistenziale siano previste nei casi di cessazione improvvisa del servi-zio da parte dei medici titolari;
5) come si intenda affrontare l’emergenza estiva, con l’aumento della popolazione turistica e la riduzione del personale sanitario disponibile.
Cagliari, 24 novembre 2025
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 342/A
(pervenuta risposta scritta in data 03/02/2026)
INTERROGAZIONE TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – USAI, con richiesta di risposta scritta, in merito alla deliberazione della Giunta regionale 11 giugno 2025, n. 31/25 (Indirizzi al Co.Ra.N. ai sensi dell’art. 63 della L.R. n. 31/1998. Legge regionale 21 novembre 2024, n. 18, art. 11, comma 2 e legge regionale 8 maggio 2025, n. 12, articolo 13, comma 5). Ipotesi di Contratto collettivo regionale di lavoro (CCRL) di attuazione della suindicata deliberazione.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– la legge regionale 21 novembre 2024, n. 18, articolo 11, comma 2, (Variazioni di bilancio, riconoscimento di debiti fuori bilancio e passività pregresse e disposizioni varie) ha previsto che la Giunta regionale conferisce specifici indirizzi al Co.Ra.N. al fine di definire un’indennità in favore dei funzionari regionali addetti al coordinamento delle funzioni dell’Ufficio di Segreteria della Giunta regionale;
– l’articolo 13, comma 5, della legge regionale 8 maggio 2025, n. 12 (Legge di stabilità regionale 2025), ha previsto che in attuazione dell’articolo 11, comma 2, della legge regionale 21 novembre 2024, n. 18 (Variazioni di bilancio, riconoscimento di debiti fuori bilancio e passività pregresse e disposizioni varie), stabilisce che è autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2025, la spesa di euro 95.000 (missione 20 – programma 03 – titolo 1);
– con la deliberazione della Giunta regionale 11 giugno 2025, n. 31/25 (Indirizzi al Co.Ra.N. ai sensi dell’art. 63 della L.R. n. 31/1998. Legge regionale 21 novembre 2024, art. 11, comma 2 e legge regionale 8 maggio 2025, n. 12, articolo 13, comma 5), l’Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, d’intesa con la Presidente della Regione, ha rappresentato alla Giunta regionale la necessità di procedere alla definizione di specifici indirizzi per la contrattazione collettiva da inviare al Comitato per la rappresentanza negoziale (Co.Ra.N.), al fine di istituire una specifica indennità per n. 2 funzionari che coordinano le funzioni dell’Ufficio della Segreteria della Giunta regionale, coordinatore e vice coordinatore, facenti parte dell’Ufficio della Segreteria della Giunta regionale, a motivo della “peculiarità dell’attività lavorativa svolta dagli stessi”. Con ciò prevedendo un’indennità esorbitante ad personam, avendo già individuato i due funzionari cui andrà liquidato il suindicato beneficio economico pari a euro 95.000,00;
– con la stessa deliberazione, vengono impartiti al Co.Ra.N. indirizzi per la disciplina retroattiva, a decorrere dal 1° gennaio 2025, di un istituto non ancora contemplato dal Contratto collettivo regionale del lavoro (CCRL), rappresentando come necessarie “specifiche ed elevate professionalità da espletarsi con modalità e tempistiche che richiedono una particolare flessibilità oraria” che riguardano solo “coordinatore” e “vice-coordinatore”, ignorando totalmente le eventuali medesime esigenze a favore del resto del personale dello stesso ufficio, nel quale risultano incardinati altri dipendenti istruttori;
CONSIDERATO che:
– l’Ufficio della Segreteria della Giunta non rientra in nessuna delle fattispecie contemplate dall’articolo 12 della legge regionale 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell’organizzazione degli uffici della Regione) sulle strutture organizzative, non potendo consistere in un “ufficio speciale” a norma del comma 5-bis del suddetto articolo, in quanto non prevede “l’adempimento di funzioni specifiche rese obbligatorie dalla legislazione dell’Unione europea o statale vigente” e al quale peraltro sono preposti dirigenti;
– l’articolazione organizzativa della Direzione generale della Presidenza non prevede la figura del coordinatore né quella del vicecoordinatore all’interno della Segreteria di Giunta. Quest’ultima, infatti, è parte integrante dello staff della Direzione generale della Presidenza e non costituisce una struttura dotata di ruoli di coordinamento autonomi;
– la previsione di un “importo massimo corrispondente a cento ore mensili di prestazione di lavoro straordinario per un funzionario di categoria D7”, contravviene alle analoghe disposizioni regolan-ti le misure delle indennità del personale addetto agli uffici di staff politici, definite in termini di numero forfettario di ore di straordinario, la cui misura varia a seconda della categoria e del livello di appartenenza;
RILEVATO che:
– dal 2017, tutta l’attività della Giunta è digitalizzata e tutta la procedura, dall’acquisizione delle proposte, alla gestione della stessa seduta di Giunta e pubblicazione, può essere svolta attra-verso un tablet o un computer, spettando al solo Direttore generale della Presidenza (su delega della Presidente) definire l’ordine del giorno e convocare la Giunta;
– le mansioni effettivamente svolte dai/dalle funzionari/e nella Segreteria di Giunta attengono alla sola correttezza formale dei testi già proposti e formalizzati dagli assessorati (nel caso fossero richiesti pareri, curriculum o altro), senza però entrare nel merito delle scelte, secondo un’attività del tutto coerente con quanto previsto per il profilo professionale dei funzionari di Categoria D;
– la verifica della legittimità degli atti è di esclusiva competenza del Direttore generale della Presi-denza;
– le sedute della Giunta regionale sono fissate principalmente in orario di servizio e in un giorno prestabilito e la partecipazione dei/delle funzionari/e alle sedute della Giunta, per impegno tem-porale, è paragonabile a quella di molti altri colleghi che, presso assessorati, enti e agenzie, prendono parte a riunioni più volte a settimana, con livelli di responsabilità e richieste di disponi-bilità oraria anche maggiori, senza peraltro percepire alcuna indennità e, nella maggior parte dei casi, neppure il compenso per lavoro straordinario;
TENUTO CONTO che:
– tale scelta appare ancora più discutibile in un contesto di forte tensione finanziaria per il Sistema Regione, in cui molte risorse risultano già destinate a priorità inderogabili e dove crescono le difficoltà nel garantire equità e coerenza nella distribuzione dei fondi disponibili, nel rispetto dell’equa distribuzione delle risorse pubbliche;
– la maggior parte dei dipendenti regionali attende da mesi lo stanziamento di fondi destinati a interventi fondamentali, tra cui, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le progressioni orizzontali e verticali per il personale di Regione, Agenzie ed Enti; l’indennità di vacanza contrattuale (IVC), che le Direzioni generali avrebbero dovuto erogare già a partire dal 1° aprile; il pagamento degli straordinari legati alla gestione di emergenze e urgenze organizzative; l’attribuzione stabile dei servizi a dirigenti vincitori di concorso o, in alternativa, a funzionari incaricati ai sensi dell’articolo 29, evitando l’attuale prassi di continue e non proficue assegnazioni ad interim,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale degli affari generali, per-sonale e riforma della Regione per sapere:
1) se non ritengano che la deliberazione n. 31/25 del 2025 contrasti con la normativa regionale alla quale si pretende di dare attuazione, nonché con tutte le norme di organizzazione precedentemente citate;
2) quali misure urgenti intendano assumere per garantire il ripristino della legittimità, l’equità e il rispetto dei principi costituzionali di proporzionalità e uguaglianza, a tutela di tutto il personale regionale;
Cagliari, 24 novembre 2025
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 341/A
INTERROGAZIONE MULA – TRUZZU – PIGA – MELONI Corrado – CERA – FLORIS – MASALA – RUBIU – USAI con richiesta di risposta scritta, sulla grave e ricorrente emergenza causata dal maltempo nei territori del centro Sardegna: criticità infrastrutturali, danni al settore agro-pastorale e necessità di interventi strutturali urgenti.
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– la recente ondata di maltempo, con abbondanti nevicate, ha investito con particolare violenza i territori del centro Sardegna, incluse le aree della Barbagia, del Nuorese, del Montiferru, del Mandrolisai e dell’alta Gallura, come ampiamente documentato da organi di stampa e segnalazioni di amministratori locali;
– numerosi black-out hanno interessato Aritzo, Belvì, Desulo, Tonara, Sorgono e Seulo isolando totalmente residenti e aziende;
– tali eventi, seppur di intensità significativa, non costituiscono un’eccezione, ma una ricorrenza tipica della stagione invernale in queste zone;
CONSIDERATO che:
– ad ogni evento meteorologico avverso si ripresentano, in maniera sistematica e prevedibile, le medesime criticità: blackout elettrici, interruzioni delle comunicazioni telefoniche fisse e mobili, sospensione dei servizi di trasporto pubblico e gravi disagi alla viabilità;
– come denunciato pubblicamente da alcuni sindaci dei territori interessati, è inaccettabile, nel 2025, che bastino pochi secondi di interruzione dell’energia elettrica perché i ripetitori della telefonia mobile restino senza linea, senza alcun sistema di accumulo a garantire la continuità del servizio, questo evidenzia una vulnerabilità inaccettabile delle infrastrutture critiche;
– i danni non si limitano alla sfera dei servizi, ma colpiscono duramente il tessuto economico-produttivo, in particolare il settore agro-pastorale. Si registrano gravi disagi alle attività delle aziende agricole e degli allevamenti, che subiscono interruzioni operative, con conseguente danno economico e messa a rischio del fondamentale presidio del territorio;
– comuni come Seulo segnalano che da quattro anni a ogni nevicata, vanno in tilt attività commerciali, sistemi di riscaldamento, connessione internet, configurando una situazione di cronico disagio e di sostanziale abbandono che lede i diritti fondamentali di cittadinanza;
CONSTATATO che moltissime aziende agricole si sono trovate costrette ad operare in condizioni di totale disagio e, in alcuni casi, hanno dovuto procedere con la mungitura manuale dei capi, utilizzando come unica fonte di illuminazione la luce dei trattori;
TENUTO CONTO che:
– la persistenza di tali problematiche, che si ripresentano immutate di anno in anno, dimostra l’assoluta inefficacia degli interventi tampone e la mancanza di una visione strategica volta a risolvere strutturalmente le fragilità di questi territori;
– La Regione ha il dovere istituzionale di garantire pari dignità, sicurezza e sviluppo a tutti i cittadini e a tutte le imprese, a prescindere dalla loro collocazione geografica nell’isola;
– è urgente e non più differibile un cambio di passo che trasformi l’approccio emergenziale in un’azione di programmazione e potenziamento permanente delle infrastrutture,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) quali iniziative di competenza regionale, in coordinamento con i gestori dei servizi (energia, tele-comunicazioni) e con gli enti locali, intendano promuovere, con la massima urgenza, per potenziare la resilienza delle reti infrastrutturali (elettrica e di telecomunicazione) nelle aree interne. Nello specifico, quali azioni concrete intendano intraprendere per obbligare o incentivare l’implementazione di sistemi di backup energetico (come gruppi elettrogeni o batterie di accumulo) per i ripeti-tori di telefonia mobile e per i nodi di rete critici, al fine di scongiurare il collasso delle comunicazioni ad ogni blackout;
2) quali misure straordinarie, tempestive e semplificate intendano adottare per sostenere concreta-mente le aziende agricole e gli allevatori dei territori colpiti, che oltre ai danni diretti (distruzione di colture, strutture, etc.) subiscono perdite economiche per l’impossibilità di condurre le normali attività. Nello specifico, si chiede se si intendano attivare contributi a fondo perduto, moratorie sui finanziamenti in essere o altre forme di indennizzo;
3) se non si ritenga ormai indifferibile la definizione di un “Piano straordinario per la resilienza e la sicurezza delle aree interne”, con specifiche risorse dedicate, per mettere in sicurezza in via definitiva le infrastrutture critiche. Si chiede di conoscere nel dettaglio, anche alla luce dei fondi del PNRR e della nuova Programmazione comunitaria, quali interventi strutturali la Giunta intenda porre in essere per dare una risposta permanente e non più emergenziale a problemi che, anno dopo anno, umiliano le comunità, isolano i cittadini e mettono in ginocchio l’economia di vasti territori della Sardegna.
Cagliari, 24novembre 2025