RELAZIONE N. 61/XVII

RELAZIONE N. 61/XVII – Corte dei conti – Sezione di controllo – Deliberazione n. 27/INPR/2026 – Programma attività 2026 della Sezione Regionale Controllo per la Sardegna.

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INTERROGAZIONE N. 379/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 379/A

INTERROGAZIONE MASALA – TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – USAI, con richiesta di risposta scritta, in merito alle problematiche relative agli imminenti lavori al Pronto soccorso dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, alla riduzione degli accessi e alla gestione delle emergenze e impatto sul sistema territoriale.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– in data 8 febbraio 2026 la stampa ha dato notizia dell’avvio dei lavori di ristrutturazione del Pronto soccorso dell’Ospedale Santissima Annunziata di Sassari, per un importo di circa 850.000 euro, finanziati con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), con durata prevista di circa quattro mesi;
– durante il periodo dei lavori è stato comunicato ai cittadini l’invito a recarsi in Pronto soccorso “solo per le urgenze”, rinviando i casi non urgenti ai medici di medicina generale, alla guardia medica e ai servizi territoriali;

CONSIDERATO che:
– il Pronto soccorso di Sassari opera da tempo in una condizione di sovraffollamento strutturale, carenza di personale, riduzione dei posti letto a monte e aumento costante degli accessi;
– la temporanea riduzione di circa un terzo degli spazi del Pronto soccorso rischia di aggravare ulteriormente tempi di attesa, sicurezza clinica e condizioni di lavoro degli operatori sanitari;
– la medicina territoriale, in particolare la medicina generale e la continuità assistenziale, presenta criticità note e documentate: carenza di professionisti, massimali già saturi, ambulatori non sempre disponibili e servizi non h24;

RILEVATO che:
– la distinzione tra “urgenza reale” e “caso non urgente” non è sempre immediatamente riconoscibile dal cittadino, soprattutto in presenza di sintomi aspecifici o subdoli;
– il messaggio “venite solo per le urgenze” rischia di produrre ritardi nell’accesso alle cure, con conseguenze potenzialmente gravi sulla salute dei pazienti;
– non risulta, allo stato, l’attivazione di un piano straordinario di potenziamento dei servizi territoriali contestuale all’avvio del cantiere,

tutto ciò premesso e considerato, si interroga l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale affinché renda noto:
1) chi stabilisce, concretamente, durante il periodo dei lavori, cosa debba intendersi per “emergenza reale” e su chi ricada la responsabilità della valutazione nei casi di accesso o mancato accesso al Pronto soccorso;
2) se sia stato predisposto un protocollo operativo formale e condiviso tra Pronto soccorso, medici di medicina generale, guardia medica e servizi territoriali per la gestione degli accessi durante il cantiere;
3) quali misure straordinarie di potenziamento della medicina territoriale siano state attivate o si intendano attivare per assorbire l’aumento di domanda sanitaria derivante dalla limitazione degli accessi al Pronto soccorso;
4) se siano state valutate e stimate le ricadute cliniche e organizzative della riduzione degli spazi del Pronto soccorso in un contesto già caratterizzato da sovraffollamento cronico;
5) quali azioni siano previste per tutelare i cittadini dal rischio di diagnosi tardive e gli operatori sanitari da un ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro;
6) se la Regione non ritenga che l’avvio di cantieri PNRR in strutture sanitarie strategiche debba essere accompagnato, preventivamente, da un rafforzamento strutturale dei servizi alternativi, evitando di trasferire il rischio organizzativo sui cittadini;
7) se non si ritenga opportuno rivedere la comunicazione istituzionale adottata, affinché non si traduca in un messaggio dissuasivo all’accesso alle cure, potenzialmente pericoloso.

Cagliari, 9 febbraio 2026

I lavori delle commissioni

La Sesta commissione si riunisce mercoledì 11 febbraio alle 10, con all’ordine del giorno l’esame del testo unificato 126 – 138 (Inclusione scolastica e sportiva minori con DT1) e le audizioni della Rete sarda diabete; del direttore dell’ufficio scolastico regionale della Sardegna e dei sindacati della scuola. Alle 15, invece, sono in programma le audizioni del comitato paraolimpico, del Coni e della Uisp.

Giovedì 12 febbraio alle 10 è convocata, la Seconda commissione per il parere sul piano di politica linguistica 2025-2029 (delibera di giunta n. 68/22 del 31 dicembre 2025) con l’audizione dell’assessora della Cultura. A seguire: l’audizione del presidente del Corecom sul programma delle attività 2026; le audizioni dei presidenti dell’Ersu di Cagliari e di Sassari relativamente all’approvazione della proposta dello statuto dei rispettivi enti. All’ordine del giorno anche la Pl 29 (Norme per il monitoraggio e il contrasto dei fenomeni discriminatori fondati sull’omo-lesbo-bi trans-intersex-afobia) e il testo unificato 10-128 (Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale).

Sempre nella giornata di giovedì 12 febbraio ma alle 16, si riuniscono in seduta congiunta la Prima e la Quarta commissione per l’esame del Dl 172 (Disciplina del sistema regionale di protezione civile) con l’audizione dell’assessora della difesa dell’ambiente.

INTERROGAZIONE N. 378/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 378/A

INTERROGAZIONE TICCA – SALARIS – FASOLINO, con richiesta di risposta scritta, sul piano di dimensionamento scolastico della Regione per l’anno scolastico 2026-2027.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– con atto del Commissario ad acta nominato dal Ministero dell’Istruzione e del merito è stato approvato il piano di dimensionamento scolastico della Regione per l’anno scolastico 2026-2027;
– il piano dà attuazione alla normativa nazionale che prevede, su scala complessiva, la riduzione del numero delle autonomie scolastiche, stabilendo per la Regione una riduzione da 232 a 223 istituzioni scolastiche autonome;

CONSIDERATO che:
– la previsione normativa nazionale, pur imponendo un obiettivo quantitativo di riduzione delle autonomie, non esonera le Regioni dalla responsabilità politica e amministrativa di definire criteri applicativi coerenti con le specificità territoriali, demografiche, sociali ed economiche dei rispettivi contesti;
– la Sardegna presenta caratteristiche strutturali uniche, legate all’insularità, alla frammentazione territoriale, alla bassa densità abitativa di ampie porzioni del territorio regionale e alla presenza di vaste aree interne e periferiche già penalizzate da un progressivo depauperamento dei servizi essenziali;

RILEVATO che:
– da un esame preliminare degli atti emergono profili di criticità sotto il profilo metodologico e sostanziale, in particolare per quanto riguarda l’assunzione del parametro numerico relativo alla popolazione scolastica quale criterio prevalente e la modalità con cui tale parametro è stato applicato;
– risulterebbe la permanenza di alcune autonomie scolastiche con una popolazione scolastica inferiore a quella di autonomie soppresse in territori periferici, montani e interni, come Tertenia, Ilbono, Orgosolo, Bonorva, Thiesi e Pozzomaggiore (solo per citarne alcuni) determinando un’evidente sproporzione nell’impatto territoriale delle scelte operate;

EVIDENZIATO che:
– nei piccoli comuni e nelle aree interne l’autonomia scolastica non svolge esclusivamente una funzione amministrativa o organizzativa, ma rappresenta un presidio fondamentale di coesione sociale, di identità comunitaria e di collaborazione istituzionale con gli enti locali;
– la presenza di un’autonomia scolastica contribuisce in modo determinante alla vitalità delle comunità locali, alimentando dinamiche di partecipazione, associazionismo e integrazione sociale che risultano strutturalmente meno rilevanti nei grandi centri urbani, ove è concentrata una pluralità di servizi pubblici e privati;

CONSIDERATO altresì che:
– non appare coerente né sostenibile affermare, da un lato, la volontà di tutelare le comunità minori, contrastare lo spopolamento e promuovere l’equilibrio territoriale e, dall’altro, adottare politiche che producono effetti di ulteriore polarizzazione e accentramento dei servizi essenziali;
– il tema del dimensionamento scolastico incide direttamente sul diritto allo studio, sull’accessibilità ai servizi educativi e sulle condizioni di vita delle famiglie e, pertanto, non può essere trattato come un mero adempimento tecnico, ma richiede una chiara assunzione di responsabilità politica da parte della Regione;

RILEVATO inoltre che:
– nelle aree dell’Ogliastra, del Nuorese e più in generale nei piccoli centri delle zone interne, gli studenti sono costretti a diventare pendolari già dal primo anno delle scuole secondarie di secondo grado, affrontando quotidianamente lunghe percorrenze, con sveglie nelle prime ore del mattino e rientri nel tardo pomeriggio;
– tale condizione determina un aggravio significativo in termini di qualità della vita, costi economici e disuguaglianze di accesso alle opportunità formative, rispetto agli studenti residenti nei grandi centri urbani, che spesso dispongono di istituti scolastici facilmente raggiungibili e di una rete di servizi capillare;

SOTTOLINEATO che:
– il riequilibrio territoriale deve essere affrontato con una visione organica e integrata, che tenga conto non solo del dato numerico degli iscritti, ma anche delle distanze geografiche, della viabilità, dei tempi di percorrenza e della presenza o assenza di altri servizi fondamentali quali quelli sanitari, giudiziari, lavorativi e universitari;
– l’accorpamento di autonomie scolastiche in contesti urbani, caratterizzati da elevata densità abitativa e da distanze spesso percorribili anche a piedi, produce effetti radicalmente diversi rispetto agli accorpamenti operati nei piccoli comuni delle aree marginali, dove la perdita di un servizio rappresenta spesso un fattore irreversibile di declino;

CONSIDERATO infine che:
– l’economia della Sardegna si fonda prevalentemente su settori produttivi, in particolare il turismo e l’agricoltura, che si sviluppano in larga misura al di fuori dei grandi poli urbani;
– numerosi piccoli comuni generano volumi rilevanti di ricchezza, come dimostrato dalle presenze turistiche e dalle produzioni agricole e zootecniche destinate all’export, a fronte di una progressiva concentrazione dei servizi nei grandi centri;
– si configura pertanto un sistema nel quale la ricchezza prodotta da una costellazione di comunità periferiche viene assorbita dai poli urbani, nei quali i cittadini delle aree interne sono costretti a recarsi per soddisfare bisogni essenziali, compresi quelli scolastici e universitari,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se la Giunta regionale intenda avviare con urgenza un’interlocuzione istituzionale formale con il Ministero dell’istruzione e del merito finalizzata al ritiro dell’atto commissariale relativo al piano di dimensionamento scolastico per l’anno 2026-2027;
2) se la Giunta non ritenga necessario procedere, in tempi brevi, in via ordinaria e mediante propria deliberazione, alla predisposizione di un nuovo piano regionale di dimensionamento scolastico, nel rispetto della normativa nazionale sulla riduzione delle autonomie;
3) se, nella definizione del nuovo piano, la Giunta intenda adottare criteri che privilegino il riequilibrio territoriale, valutando prioritariamente eventuali soppressioni o accorpamenti nei contesti urbani già ampiamente dotati di servizi, salvaguardando invece le autonomie scolastiche nei piccoli comuni e nelle aree interne;
4) quali ulteriori iniziative la Giunta regionale intenda assumere affinché le politiche scolastiche siano coerenti con gli obiettivi di contrasto allo spopolamento, di tutela delle comunità minori e di riduzione del divario infrastrutturale e dei servizi tra i territori della Sardegna.

Cagliari, 6 febbraio 2026

Il Presidente Comandini interviene sulla commissione speciale energia

Cagliari, 06 febbraio 2026 – “La sede istituzionale, dove dovrà essere esaminata e valutata la proposta di Legge popolare Pratobello 2024 è quella delle Commissioni consiliari Governo del territorio (IV) e Attività produttive (V), a cui il testo è stato assegnato già dallo scorso 16 ottobre 2024, e non la Commissione speciale sull’Energia, che non ha potere legislativo e dovrà svolgere un altro compito”. Lo precisa il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini. “Sono sicuro – aggiunge – che i presidenti della IV e V Commissione, con i rispettivi commissari, sapranno svolgere con competenza e serietà la loro attività ed affrontare nel migliore modo possibile i temi proposti con la Pl Pratobello2024, in un quadro normativo nazionale che è in continua, e alcune volte contraddittoria, evoluzione e che sta creando notevoli difficoltà interpretative in tutto il territorio nazionale, non soltanto nella nostra regione”.

Lettera della Garante Puligheddu: “Il commissariamento della scuola sarda è un atto intollerabile”

Cagliari, 6 febbraio 2026 –   “Il commissariamento della scuola sarda è un atto intollerabile. Non possiamo accettare che i bambini sardi e le loro famiglie siano cittadini di serie B, calpestati da logiche che negano loro il diritto a una piena cittadinanza e alla pari dignità”.

Lo scrive in una lettera inviata al Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, alla Presidente della Regione Alessandra Todde e all’assessora alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas, la  Garante  regionale  per l’infanzia e l’adolescenza  Carla Puligheddu.

Il dimensionamento scolastico, trasformato in uno strumento di smantellamento delle autonomie locali, sta penalizzando – scrive la Garante – la nostra Isola. La Sardegna deve avere il coraggio di studiare un proprio modello educativo futuro: attuabile, adeguato e identitario.

Carla Puligheddu esprime pieno apprezzamento per le azioni di contrasto istituzionale intraprese verso le disposizioni centraliste del Ministero dell’Istruzione e del Merito e ringrazia la sensibilità della  Presidente Camilla Soru e di tutta la II Commissione per aver  avviato l’iter per una Proposta di Legge sulla Scuola Sarda basata sull’ascolto e sulla condivisione.

La politica deve avere il coraggio di riconoscere – scrive ancora Carla Puligheddu –  che non si possono applicare “parti uguali a situazioni profondamente disuguali”. Questo principio deve superare ogni ideologia e competizione di schieramento.

 

Audizioni Quinta commissione su rilancio filiera del bovino e ricostituzione dell’ISOLA.

Saranno unificate le due proposte di legge sul rilancio del settore bovino presentate in Consiglio regionale. Lo ha deciso in mattinata, all’unanimità, la Quinta Commissione “Attività Produttive” che ha incaricato una sottocommissione per l’elaborazione del testo composta dal presidente del parlamentino Antonio Solinas (Pd) e dai primi firmatari delle due proposte, Franco Mula (FdI) e Salvatore Cau (Orizzonte Comune). I due provvedimenti puntano al rilancio della filiera del bovino le cui criticità sono emerse con forza negli ultimi mesi a causa della comparsa in Sardegna della dermatite nodulare che ha messo in ginocchio diversi allevamenti dell’Isola.

Tra gli obiettivi prioritari la creazione di centri per l’ingrasso e per la lavorazione delle carni. La Sardegna attualmente importa il 75% delle carni. Per chiudere la filiera, hanno spiegato i firmatari delle due proposte, non basta però creare delle strutture per l’ingrasso. Servono anche incentivi per la coltivazione delle materie prime destinate all’alimentazione degli animali, centri di macellazione e di lavorazione delle carni, il riconoscimento di un marchio di qualità. Una filiera chiusa che, considerata anche la larga diffusione in Sardegna di aziende di tipo estensivo, sarebbe una garanzia per i consumatori destinatari di prodotti genuini e ad alto valore nutraceutico.

Sulle due proposte, la Commissione ha sentito l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus che ha espresso apprezzamento per la tempistiche: «Farlo subito dopo l’approvazione della manovra finanziaria e prima dell’assestamento di bilancio ci permette di arrivare alle prossime scadenze senza avere l’acqua alla gola». L’assessore ha poi evidenziato la necessità di alcuni approfondimenti di natura tecnica: «Il comparto bovino sardo, secondo l’ultimo censimento, è di circa 290mila capi di cui il 71,9% appartenenti ad allevamenti biologici. 120mila sono invece i meticci grazie al buon risultato ottenuto attraverso i bandi che hanno consentito di arricchire il patrimonio zootecnico isolano».

Un comparto con grosse potenzialità per il quale serve agire con prudenza: «Al settore bovino , nelle ultime tre programmazioni del Psr sono andati circa 60 milioni di euro – ha rivelato Agus – non sempre però queste risorse sono state utilizzate per la realizzazione di infrastrutture. Molte delle aziende non avevano le dimensioni per ottenere i finanziamenti. Per questo è auspicabile uno sforzo unitario da parte di tutti gli operatori».

Agus infine ha suggerito un approfondimento su alcune questioni di carattere tecnico, in particolare sugli aspetti finanziari e sui marchi: «Il Regolamento europeo non consente politiche di settore. Non si possono limitare gli investimenti ad un singolo comparto. Occorre capire come fare e trovare una soluzione praticabile. Sui marchi invece, l’iniziativa spetta ai produttori per la richiesta di Dop e Igp. Sulle carni potrebbe esserci qualche impedimento. Le questioni vanno approfondite».

La sottocommissione consegnerà un testo unificato all’Aula entro la fine del mese. Subito dopo saranno ascoltate le organizzazioni di categoria e i vertici delle agenzie agricole regionali.

 

ISOLA

I lavori della Commissione sono proseguiti con le audizioni delle associazioni artigiane sul disegno di legge della Giunta regionale per la ricostituzione dell’Isola, l’Istituto sardo organizzazione lavoro artigiano, sciolto nel 2026. L’obiettivo è ricreare uno strumento per la tutela, la valorizzazione e la promozione dei prodotti dell’artigianato tipico, tradizionale ed artistico della Sardegna con una dotazione finanziaria, una volta entrato a regime, di 9 milioni di euro l’anno.

Tutti i portatori di interesse hanno espresso soddisfazione per la decisione della Giunta di puntare nuovamente su un istituto che in passato ha contribuito a far conoscere le produzioni sarde in tutto il mondo. «E’ una scelta strategica per noi – ha detto il presidente della Cna Gigi Tomasi – l’artigianato è identità, cultura e memoria collettiva, un patrimonio unico in Europa. Di questo occorre tenere conto per la definizione delle politiche di settore». Secondo Cna, l’ISOLA dovrà diventare un centro di progettualità e innovazione, un interlocutore stabile per le imprese artigiane e un promotore di qualità: «Chiediamo per questo che le scelte siano partecipate con la creazione di un Comitato consultivo composto da 10 membri:  5 designati dalla Giunta regionale, 2 dalle associazioni artigiane, uno dall’Università, uno dall’assessorato all’Artigianato e un esperto di marketing territoriale».

Secondo Confartigianato, prima di procedere alla ricostituzione dell’ISOLA occorre fissare bene gli obiettivi che si propone: «Bisogna capire dove si vuole andare – ha detto il segretario regionale Daniele Serra – tre possono essere le finalità: 1) curare gli aspetti imprenditoriali (rinnovamento aziendale, passaggio intergenerazionale, emersione del lavoro nero); 2) puntare sull’artigianato come “elemento bandiera” del comparto turistico e investire su eventi promozionali e fiere; 3) sostenere il settore come tratto distintivo della cultura e dell’identità sarda. In questo caso a prevalere sarebbe l’aspetto artistico/museale e le azioni per favorire la trasmissione degli antichi mestieri alle giovani generazioni. Ognuna di queste ipotesi ha bisogno di un approccio diverso e iniziative specifiche». Anche il segretario di Confartigianato ha auspicato un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria nella governance, anche solo di tipo consultivo, e un confronto continuo con le diverse realtà di settore.

Posizione condivisa da Ignazio Schirru, presidente di Casartigiani. che ha suggerito il coinvolgimento di esperti indicati dalle associazioni di categoria.

Per Rosalba Piras (vicepresidente di Artimanos) «la ricostituzione dell’Isola è un passaggio decisivo per il settore che ha bisogno di una visione più ampia. Molte nostre imprese soffrono, il lavoro deve essere sostenibile. Gli artigiani devono essere al centro dell’attenzione con azioni promozionali e il riconoscimento del lavoro di qualità. Diciamo no alla musealizzazione dell’artigianato artistico». Da Piras, infine, una richiesta alla Regione per la regolamentazione del settore: «Gli hobbysti sono sempre più numerosi. operano come imprese ma non pagano le tasse. In molti casi rappresentano una concorrenza sleale. Un altro aspetto da curare è quello della certificazione dei prodotti made in Sardegna. E’ intollerabile che si vendano come sardi prodotti realizzati in Cina».

 

La consulente dell’assessorato all’Artigianato, Rossana Podda, ha confermato l’impegno della Giunta per arrivare a un’approvazione del Disegno di legge sull’ISOLA in tempi rapidi: «Lo vogliamo fare con la massima condivisione possibile. L’Istituto rappresenta un pezzo di Sardegna, una storia che ha coinvolto dagli anni 50 artisti importanti, un patrimonio che non può andare perso. Vogliamo una legge semplice, un testo agile che eviti di ripetere gli errori del passato. Siamo pronti ad accogliere i suggerimenti delle associazioni e i contributi del Consiglio».

«Eviteremo di appesantire la legge, la nuova Isola non deve cadere nelle maglie della burocrazia come avvenuto in passato – ha detto il presidente della Commissione Antonio Solinas al termine delle audizioni – ci sono molte cose da fare per la promozione dell’artigianato sardo. Una di queste è mettere a sistema l’attività dei tre assessorati che si occupano delle fiere promozionali. E’ auspicabile un intervento di razionalizzazione».

INTERROGAZIONE N. 377/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 377/A

INTERROGAZIONE MELONI Corrado – TRUZZU – PIGA – CERA – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – USAI, con richiesta di risposta scritta, sul rischio chiusura o depotenziamento dei pronto soccorso in Sardegna a causa della scadenza degli appalti per i medici addetti alla gestione dei codici minori e maggiori.

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I sottoscritti,

PREMESSO che la sanità sarda, nel suo complesso, sta affrontando una grave crisi dovuta alle carenze strutturali che derivano certamente da scelte strategiche e operative sedimentate nei decenni, ma aggravate ed esasperate dalla mancanza negli ultimi tempi di una governance sanitaria stabile ed autorevole;

CONSIDERATO che:
– il sistema del pronto soccorso in Sardegna versa da tempo in una condizione di drammatica sofferenza, determinata dalla cronica penuria di personale medico e sanitario, dall’aumento costante degli accessi e dalla difficoltà di garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA);
– per far fronte a tale situazione, negli ultimi anni il Servizio sanitario regionale mediante l’Azienda regionale della salute (ARES) ha fatto ampio ricorso a contratti d’appalto e convenzioni con società di servizi esterne per i cosiddetti “medici a gettone”, impiegati sia nella gestione dei codici minori e, in diversi casi, anche dei codici maggiori, assicurando così la continuità del servizio di emergenza-urgenza;
– tali soluzioni, pur emergenziali e temporanee, hanno consentito di evitare la chiusura di numerosi pronto soccorso e di limitare il ricorso a blocchi o riduzioni dell’attività assistenziale;

TENUTO CONTO che:
– è ormai imminente la scadenza di diversi appalti relativi ai medici esterni impiegati nei pronto soccorso della Sardegna, finalizzati inizialmente a coprire i codici minori e successivamente estesi ai codici maggiori;
– risulterebbero in scadenza a 28 febbraio 2026 i contratti per i codici minori e al 30 giugno 2026 quelli dei codici maggiori e, inoltre, che il Governo nazionale ha vietato l’uso dei “medici in affitto” dopo il 31 luglio 2025 pur consentendo la proroga dei contratti già in essere;

ACCLARATO che in caso di mancata proroga dei contratti per il servizio dei “medici a gettone” o la mancata sostituzione di tali professionisti determinerebbe l’impossibilità di garantire la copertura dei turni con il concreto rischio di chiusure temporanee o permanenti di alcuni pronto soccorso, con la conseguente saturazione e implosione dei presidi rimasti aperti, con un aggravio ulteriore del rischio clinico per i pazienti e dei carichi di lavoro per il personale rimasto in servizio;

EVIDENZIATO che:
– la gestione dell’emergenza-urgenza rappresenta un servizio essenziale e non comprimibile, so-prattutto in una Regione come la Sardegna, caratterizzata da vaste aree interne, difficoltà di collegamento e da una forte stagionalità dei flussi turistici;
– eventuali chiusure o ridimensionamenti dei pronto soccorso avrebbero conseguenze gravissime sul diritto alla salute, aumentando la mobilità passiva e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini sanitaria sardi,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione nonché Assessore regionale ad interim dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se sia a conoscenza delle date scadenza di tali contratti e quali misura siano state adottate o previste per prevenire la chiusura o il depotenziamento dei pronto soccorso in Sardegna in vista della scadenza dell’appalto per i medici “gettonisti”, in particolare per quello dei codici minori previsto il 28 febbraio 2026 e quello dei codici maggiori il 30 giugno 2026;
2) quale sia lo stato attuale dell’organico medico e del personale del comparto sanitario nei pronto soccorso delle aziende sanitarie sarde, inclusi i numeri di medici strutturati e gettonisti e se siano previsti piani di assunzione straordinaria e di stabilizzazione del personale per colmare le carenze;
3) come si intenda gestire l’impatto di fattori aggravanti come il picco influenzale e altre emergenze stagionali sui pronto soccorso, per evitare situazioni di sovraffollamento e garantire la sicurezza dei pazienti e del personale.

Cagliari, 4 febbraio 2026