INTERPELLANZA N. 12/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interpellanza n. 12/A

FUNDONI – DERIU – CORRIAS – PIANO – PILURZU – PISCEDDA – SAU – SOLINAS Antonio – SORU, sulla gestione delle dosi unitarie personalizzate (DUP) dei farmaci mediante deblistering. NecessitĂ  di normativa regionale e tutela dell’equilibrio del sistema farmaceutico territoriale della Sardegna.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– la gestione delle dosi unitarie personalizzate (DUP) mediante deblistering (sconfezionamento e riconfezionamento dei farmaci in blister o bustine personalizzate) costituisce strumento riconosciuto per il miglioramento dell’aderenza terapeutica e della sicurezza farmacologica;
– la normativa nazionale di riferimento è rappresentata, tra l’altro, da:
– l’articolo 11 della legge 18 giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivitĂ  nonchĂ© in materia di processo civile), relativo alla delega al Governo in materia di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale nonchĂ© disposizioni concernenti i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, e il successivo decreto legislativo 3 ottobre 2009, n.153 (Individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, nonchĂ© disposizioni in materia di indennitĂ  di residenza per i titolari di farmacie rurali, a norma dell’articolo 11 della legge 18 giugno 2009, n. 69), hanno istituito la “Farmacia dei Servizi” in Italia, trasformando le farmacie da semplici punti di dispensazione farmaci a centri socio-sanitari polifunzionali. Essi permettono alle farmacie di erogare prestazioni sanitarie, analisi di prima istanza, prenotazioni (CUP) e servizi domiciliari;
– la legge del 8 novembre 2012, n. 189 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un piĂą alto livello di tutela della salute), prevede disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un piĂą alto livello di tutela della salute e, in particolare all’articolo 11, disciplina disposizioni dirette a favorire l’impiego razionale ed economicamente compatibile dei medicinali da parte del Servizio sanitario nazionale;
– la raccomandazione del Ministero della salute n. 19 del 5 novembre 2019, che disciplina la corretta gestione, preparazione e somministrazione delle forme farmaceutiche orali solide (compresse, capsule) quando non possono essere assunte integre. L’obiettivo è prevenire errori in terapia, instabilitĂ  del farmaco e inefficacia, specie in pazienti fragili, anziani o disfagici;
– con parere vincolante del 2 settembre 2025 n. 992, il Consiglio di Stato ha riconosciuto la legittimitĂ  dello svolgimento del servizio di deblistering da parte delle farmacie, affermando che le farmacie sono legittimate ad effettuare attivitĂ  di deblistering senza una specifica autorizzazione, anche in mancanza di una disciplina regionale di dettaglio, nel rispetto delle norme di buona preparazione e di procedure adottate in regioni che abbiano giĂ  attivato il servizio;

DATO ATTO che:
– la Regione Umbria (deliberazione della Giunta regionale 29 maggio 2024, n. 498) è stata la prima regione a riconoscere formalmente un rimborso alle farmacie per il servizio, stabilendo un compenso di 13 euro per settimana di terapia confezionata. Il servizio coinvolge un numero crescente di farmacie;
– la Regione Veneto (deliberazione della Giunta regionale 16 aprile 2024, n. 423 (Integrazione della deliberazione della giunta regionale n. 1023 del 28 luglio 2021 “Dispensazione delle terapie farmacologiche orali solide in dose unitaria presso i centri servizi, qualificati tali ai sensi della normativa regionale vigente di riferimento” e conseguente approvazione di ulteriori disposizioni in materia)) ha disciplinato l’utilizzo di sistemi automatizzati per l’allestimento di terapie in dose unitaria (UDD) nei Centri servizi, ponendo l’accento sulla tracciabilitĂ  delle operazioni di sconfezionamento;
– la Regione Lombardia (Circolare del 3 febbraio 2022 (Documento regionale su allestimento di confezionamenti personalizzati per migliorare l’aderenza terapeutica dei pazienti)) ha adottato linee guida specifiche e ha definito l’allestimento di confezionamenti personalizzati come prerogativa del farmacista (di comunitĂ  o ospedaliero), richiedendo la comunicazione dell’attivitĂ  all’ATS di competenza;
– la Regione Toscana (deliberazione della Giunta regionale 15 luglio 2024, n. 824 (Dispensazione delle terapie farmacologiche presso le RSA accreditate ai sensi della normativa regionale vigente di riferimento)) ha elaborato indicazioni specifiche per la gestione del deblistering, allineandosi alle buone pratiche di aderenza terapeutica;
– la Regione Liguria (delibera 2024 e Studio EmmEffe 2025) ha avviato percorsi di regolamentazione, supportata da analisi tecniche per definire le procedure operative;

CONSIDERATO che:
– in Sardegna operano 613 farmacie territoriali, così distribuite:
– 349 farmacie urbane e rurali;
– 264 farmacie rurali sussidiate (36,1 per cento);
– 119 in centri sotto i 1000 abitanti;
– il territorio regionale presenta:
– elevata dispersione geografica;
– alto indice di popolazione anziana;
– criticitĂ  logistiche insulari;
– presenza diffusa di residenze sanitarie assistenziali (RSA) e strutture assistenziali;
– tale configurazione riflette le peculiari caratteristiche geografiche e demografiche dell’Isola, contraddistinte da dispersione territoriale, distanze significative tra i centri abitati, viabilitĂ  complessa nelle aree interne e un progressivo invecchiamento della popolazione, con conseguente aumento dei bisogni assistenziali domiciliari e della presenza di strutture residenziali per anziani;
– in questo contesto, l’introduzione di servizi di deblistering e di preparazione personalizzata della terapia farmacologica all’interno della rete delle farmacie territoriali potrebbe rappresentare una opportunitĂ  strategica per il sistema sanitario regionale, consentendo di:
– rafforzare il ruolo delle farmacie, in particolare di quelle rurali sussidiate, quale presidio sanitario di prossimitĂ  nelle aree interne e marginali;
– sostenere la sostenibilitĂ  economica dei presidi farmaceutici locali, contribuendo a prevenire il rischio di chiusura in territori giĂ  caratterizzati da fenomeni di spopolamento;
– migliorare l’assistenza ai pazienti anziani e cronici, favorendo l’aderenza terapeutica e la sicurezza nella gestione delle terapie;
– supportare le RSA e le strutture assistenziali diffuse sul territorio, nonchĂ© i servizi di assistenza domiciliare;
– generare benefici per il Servizio sanitario regionale, attraverso una migliore gestione della cronicitĂ , la riduzione di accessi impropri ai servizi ospedalieri e una piĂą efficace tracciabilitĂ  dei consumi farmacologici;
– la capillaritĂ  delle 613 farmacie presenti sul territorio regionale rappresenta pertanto una infrastruttura sanitaria strategica, che potrebbe consentire una copertura diffusa del servizio su scala regionale, valorizzando le competenze professionali dei farmacisti e contribuendo al rafforzamento della sanitĂ  territoriale;

RICHIAMATE:
– le esperienze giĂ  adottate in altri contesti che hanno evidenziato risultati oggettivi a partire dall’introduzione del sistema di preparazione di blister personalizzati settimanali per la gestione della terapia farmacologica:
– nell’ambito della sicurezza farmacologica, con una riduzione di errori nella somministrazione, miglioramento aderenza terapeutica e un quasi totale azzeramento di duplicazioni farmacologiche;
– sull’impatto clinico, con una riduzione delle chiamate al 118, riduzione ricoveri evitabili e una migliore stabilizzazione clinica;
– sull’efficienza organizzativa, con un’importante riduzione del tempo di preparazione delle terapie e degli sprechi dei farmaci;

RILEVATO che:
– i risultati conseguiti si traducono in benefici diretti anche per il Servizio sanitario regionale (SSR), configurandosi sia in termini di impatto sistemico sia sotto il profilo qualitativo dell’assistenza;
– dal punto di vista dell’impatto sistemico, si evidenzia una significativa riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso, con conseguente alleggerimento della pressione sulle strutture ospedaliere. Parallelamente, si osserva un miglioramento nella gestione delle patologie croniche, reso possibile da un monitoraggio piĂą continuo e da interventi tempestivi, che contribuiscono a prevenire riacutizzazioni e ricoveri evitabili;
– sotto il profilo qualitativo, i benefici si manifestano attraverso una diminuzione degli episodi di confusione e agitazione nei pazienti, accompagnata da un piĂą efficace controllo dei parametri clinici, in particolare della pressione arteriosa e della glicemia. Nei soggetti affetti da demenza, si rileva una gestione piĂą appropriata dei disturbi comportamentali, con ricadute positive sul benessere complessivo. Tali miglioramenti contribuiscono inoltre a ridurre i livelli di stress sia per gli ospiti sia per il personale assistenziale. Infine, si registra un potenziamento della comunicazione e del coordinamento con i medici curanti, elemento fondamentale per garantire continuitĂ  e appropriatezza dei percorsi di cura,

chiedono di interpellare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale per sapere se:
1) la Regione intenda adottare una specifica disciplina regionale che regolamenti l’attivitĂ  di deblistering e di preparazione personalizzata dei farmaci nell’ambito della rete delle farmacie territoriali, definendone modalitĂ  operative, requisiti organizzativi e ambiti di applicazione;
2) sia allo studio una revisione delle modalitĂ  di approvvigionamento dei farmaci destinati ai pazienti inseriti in percorsi di terapia personalizzata, con il riconoscimento del piano terapeutico individuale nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e la possibilitĂ  di utilizzare confezioni multiple omogenee di farmaco, al fine di garantire tracciabilitĂ , appropriatezza prescrittiva e sostenibilitĂ  del servizio;
3) la Regione intenda definire un modello di remunerazione del servizio, anche attraverso forme di cofinanziamento da parte del Servizio sanitario regionale, prendendo in considerazione esperienze giĂ  attive in altre regioni italiane, quale ad esempio il modello adottato dalla Regione Umbria, che prevede una remunerazione indicativa per blister preparato;
4) si intenda promuovere un percorso regionale di formazione e standardizzazione del servizio, mediante l’adozione di protocolli operativi uniformi, sistemi di certificazione del processo e specifici programmi di formazione rivolti ai farmacisti territoriali, con il coinvolgimento delle aziende sanitarie locali (ASL), dei medici di medicina generale e dei medici specialisti, al fine di garantire qualitĂ , sicurezza e integrazione del servizio all’interno della rete dell’assistenza territoriale.

Cagliari, 31 marzo 2026

Usi civici, la commissione Paritetica presenta le norme alle commissioni Prima e Quarta

I beni del demanio civico, il loro trasferimento tra enti locali, la loro trasformazione nel tempo e il rapporto con la tutela del paesaggio sono i punti fondamentali dell’articolato di norme presentate questa mattina in commissione Prima e Quarta. Davanti ai commissari il professor Gian Mario Demuro, presidente della commissione paritetica Stato Regione e il segretario generale della Regione Eugenio Annichiarico hanno illustrato i passi avanti sul fronte delle norme di attuazione dello Statuto speciale. Demuro ha parlato di “lavoro proficuo della commissione, sia sulla vigilanza delle cooperative che sul tema delle concessioni idroelettriche. Ora i testi, compreso quello elaborato sugli usi civici e tutti rispettosi dello Statuto speciale, sono a disposizione delle amministrazioni dello Stato per gli ultimi pareri ma rispetto ai tempi non siamo in grado di dire nulla”.

Nel merito, l’articolo 1 comma 5 del testo sugli usi civici è stato definito dal professore “la chiave di queste norme di attuazione sugli usi civici, perché cerca di introdurre il principio della permuta in caso sia intervenuta una irreversibile trasformazione del bene”.

Una volta che lo Stato produrrĂ  i suoi pareri sugli articolati proposti dalla commissione Paritetica, i testi torneranno nelle commissioni Prima e Quartu e poi in Aula, per il voto finale.

Sul punto sono intervenuti commissari di maggioranza e di opposizione, a riprova del fatto che il tema degli usi civici è sentito in parecchie aree della Sardegna, dalla Baronia all’Ogliastra sino al Sarrabus.

Per il presidente Salvatore Corrias, che guida la Prima commissione, “questa formulazione normativa è un importante passo avanti ma attendiamo che si esprima lo Stato prima di poter valutare come le amministrazioni locali interessate potranno risolvere il problema degli usi civici”.

INTERPELLANZA N. 11/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interpellanza n. 11/A

PIZZUTO – CASULA – CANU, sulle ricadute delle esercitazioni militari in Sardegna, sulle attivitĂ  zootecniche e agricole e sulle misure di tutela degli allevatori.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– negli ultimi giorni si è registrato un significativo incremento delle esercitazioni militari aeree in Sardegna, con un aumento stimato intorno al 70 per cento dei voli di aerei militari;
– tali attivitĂ , riconducibili anche ad esercitazioni addestrative NATO, si svolgono con voli a bassa quota, manovre simulate di combattimento, elevato impatto acustico e operativitĂ  anche in orari notturni;
– il Centro studi agricoli ha raccolto numerose segnalazioni formali da parte di allevatori operanti nelle aree di Marina di Arbus, Sant’Antonio di Santadi e Pistis;

CONSIDERATO che:
– le segnalazioni evidenziano effetti diretti sul benessere animale, con fenomeni di stress, agitazione e disorientamento del bestiame;
– il rumore intenso e improvviso dei jet (soprattutto a bassa quota) causano fughe improvvise e possono causare ferimenti o dispersione del bestiame e determinano difficoltĂ  nel pascolamento e nel riposo degli animali, oltre ad alterazioni del comportamento riproduttivo;
– è stato segnalato un calo della produzione di latte fino al 20 per cento, con conseguente danno economico diretto e misurabile per le aziende zootecniche coinvolte;
– le attivitĂ  di sorvolo ravvicinato e ripetuto nelle aree di pascolo incidono in maniera significativa sulle condizioni di lavoro degli allevatori e sulla sostenibilitĂ  delle attivitĂ  agricole;

RILEVATO che:
– il Centro studi agricoli ha richiesto interventi concreti per tutelare gli allevatori delle zone interessate, proponendo una valutazione piĂą attenta dell’impatto operativo delle esercitazioni militari in termini di fasce orarie, quote di volo e durata;
– è stata inoltre evidenziata la necessitĂ  di prevedere indennizzi diretti agli allevatori, e non esclusivamente ai comuni o attraverso forme indirette;
– è stato richiesto il riconoscimento dello stress animale quale causa reale di perdita produttiva, con conseguenze di natura economica, tecnica e veterinaria;
– in assenza di risposte rapide e concrete, le organizzazioni del settore hanno annunciato la possibilitĂ  di formalizzare le segnalazioni agli enti competenti, sia a livello nazionale che regionale,

chiedono di interpellare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:

1) quale valutazione diano dell’impatto delle recenti esercitazioni militari sulle attivitĂ  zootecniche e agricole nelle aree interessate;
2) se la Regione sia a conoscenza delle segnalazioni raccolte dal Centro studi agricoli e quali verifiche intenda attivare per accertarne la fondatezza;
3) quali iniziative urgenti intendano intraprendere nei confronti del Governo e delle autoritĂ  militari competenti al fine di ridurre l’impatto delle esercitazioni, con particolare riferimento a fasce orarie, quote di volo e frequenza delle attivitĂ ;
4) se non ritengano necessario attivare strumenti di compensazione economica diretta in favore degli allevatori danneggiati;
5) quali misure intendano adottare per tutelare il benessere animale e garantire la continuitĂ  produttiva delle aziende agricole coinvolte.

Cagliari, 30 marzo 2026

Il calendario settimanale delle Commissioni permanenti.

Riprendono domani, martedì 31 marzo, i lavori delle Commissioni permanenti del Consiglio regionale.

 

Alle 10.30, si riunirà la Quinta Commissione “Attività Produttive” per l’esame delle proposte di legge n.22, 98 e 111 “Interventi per la valorizzazione della coltura del mandorlo”. La Commissione definirà inoltre il programma per la partecipazione alla 58^ edizione del “Vinitaly” in programma dal 12 al 15 aprile alla Fiera di Verona. Alle 11.30, si riunirà la sottocommissione della Quinta per l’elaborazione di un Testo Unificato delle proposte di legge n.163 e 164 “Valorizzazione della filiera bovina sarda”.

 

Alle 11.00, è convocata la seduta congiunta delle Commissioni Prima (Autonomia) e Terza (Bilancio) per l’esame della proposta di legge n.117 (Disposizioni per lo sviluppo dell’innovazione digitale nel territorio regionale della Sardegna, per la promozione della transizione al digitale e per la tutela dei diritti di cittadinanza digitale).

 

I lavori della Prima Commissione “Autonomia” proseguiranno, alle 12.00  in  seduta congiunta con la Quarta Commissione “Governo del Territorio. All’ordine del giorno l’audizione dei componenti di nomina regionale della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto speciale che riferiranno sullo stato di attuazione della risoluzione n. 44 votata dal Consiglio regionale il 25 novembre 2025 in materia di usi civici. In programma anche l’esame del Disegno di Legge n.172 “Disciplina del sistema regionale di Protezione Civile”

 

Mercoledì 1 aprile, alle 11.30, si riunirà la Seconda Commissione “Lavoro, cultura e formazione professionale”. All’ordine del giorno l’audizione dell’assessora al Lavoro, Desirè Manca, e di una rappresentanza dell’Associazione della Stampa sarda sui licenziamenti collettivi avviati da Tiscali s.p.a. All’esame del parlamentino anche la vertenza dei lavoratori dell’Istituto dell’Europa Mediterranea del Cnr con direzione a Cagliari.

Nella stessa seduta, la Commissione esprimerĂ  i pareri dul Piano triennale di politica linguistica e sul programma nazionale Gol (Garanzia di occupabilitĂ  dei lavoratori)

 

Giovedì 2 aprile, alle 10.30, si riunirà la Sesta Commissione “Sanità”. In programma l’audizione dell’assessore alla Sanità sull’istituzione del reddito di libertà per le donne vittime di violenza, il funzionamento dei centri antiviolenza e il Disegno di legge n 175 “Disposizioni a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo e in salute delle persone anziane”.

PARERE N. 126/XVII

PARERE N. 126/XVII – Criteri e modalitĂ  per la concessione di contributi a favore degli enti locali e delle imprese turistiche per la realizzazione della tipologia turistico ricettiva costituita dagli “alberghi diffusi”, di cui all’art. 13, comma 1, lett. a), della legge regionale 28 luglio 2017, n. 16. Aggiornamento delle Direttive di attuazione. Approvazione preliminare.

scarica il PARERE N. 126/XVII [file.pdf] 


iter

INTERROGAZIONE N. 405/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 405/A

INTERROGAZIONE TICCA – FASOLINO – SALARIS, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione del Piano regionale di screening per l’epatite C (deliberazione n. 19/73 del 1° giugno 2023).

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I sottoscritti,

PREMESSO che l’epatite C rappresenta una patologia infettiva di rilevante impatto sulla salute pubblica, frequentemente asintomatica nelle fasi iniziali e responsabile di gravi complicanze epatiche croniche – tra cui cirrosi e carcinoma epatico – se non diagnosticata e trattata tempestivamente;

CONSTATATO che a livello nazionale si stima che oltre 500.000 persone siano ignare della propria infezione da virus HCV, con un significativo gap diagnostico che determina un elevato rischio di progressione della malattia e di trasmissione del virus nella popolazione;

CONSIDERATO che il Piano nazionale di eliminazione dell’epatite C (PNEC) stabilisce obiettivi di eliminazione della malattia entro il 2030 in accordo con le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanitĂ  (OMS), richiedendo un’implementazione sistematica degli strumenti di screening a livello regionale e locale;

VISTO che la Regione ha approvato, con deliberazione della Giunta regionale 1° giugno 2023, n 19/73 (Programma regionale di screening gratuito per prevenire, eliminare ed eradicare il virus dell’epatite C (HCV), in attuazione dell’articolo 11, comma 15, della legge regionale 12 dicembre 2022, n. 22. Adozione del protocollo operativo regionale), il Piano regionale di screening per l’epatite C, che costituisce lo strumento programmatorio di riferimento per l’implementazione delle attivitĂ  di diagnosi precoce sul territorio regionale;

RICORDATO che il Piano regionale approvato con la citata delibera n. 19/73 del 1° giugno 2023 articola l’intervento di screening su tre direttrici operative principali:
– screening attivo nei servizi per le dipendenze (SERD) e nelle popolazioni ristrette (detenuti, comunitĂ  terapeutiche);
– screening opportunistico in ambito ospedaliero, da effettuarsi in occasione di ricoveri, accessi in day hospital e interventi chirurgici;
– iniziative strutturate di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione generale;

EVIDENZIATO che a oltre due anni dall’approvazione del Piano regionale non risultano disponibili dati pubblici aggiornati e disaggregati sullo stato di avanzamento delle attivitĂ  nelle singole Aziende sani-tarie locali (ASL) e nelle Aziende ospedaliero-universitarie (AOU) della regione, rendendo impossibile una valutazione puntuale del grado di implementazione raggiunto a livello territoriale;

TENUTO CONTO che, non è possibile verificare se e in quale misura le singole aziende sanitarie abbiano dato attuazione agli indirizzi del Piano regionale con riguardo a ciascuna delle tre direttrici operative, nĂ© se le eventuali difformitĂ  nell’avanzamento siano riconducibili a difficoltĂ  organizzative locali, a insufficiente indirizzo regionale o a carenza di risorse dedicate;

RICORDATO che lo screening opportunistico in ambito ospedaliero costituisce una componente strategica di particolare rilevanza del Piano regionale, in quanto intercetta soggetti giĂ  in contatto con il sistema sanitario – in occasione di ricoveri, accessi in day hospital e interventi chirurgici – senza richiedere l’attivazione di percorsi dedicati separati, con un potenziale diagnostico elevato e un profilo costo-efficacia favorevole e la sua mancata o parziale attivazione in una o piĂą aziende sanitarie comporterebbe una riduzione significativa dell’efficacia complessiva del programma regionale e una perdita sistematica di opportunitĂ  diagnostiche;

VALUTATO che l’assenza di iniziative di comunicazione pubblica strutturate e coordinate sul tema dello screening HCV, ove confermata, rischierebbe di incidere negativamente sulla partecipazione volontaria della popolazione al programma e di ridurne l’impatto epidemiologico;

APPRESO che risulterebbe che le aziende sanitarie abbiano trasmesso all’Assessorato regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale report sullo stato di attuazione del piano e che gli uffici assessoriali stiano conducendo una ricognizione complessiva del quadro regionale ma gli esiti di tale ricognizione non risultano tuttavia essere stati resi pubblici nĂ© portati a conoscenza del Consiglio regionale;

RITENUTO che il diritto all’accesso uniforme alle prestazioni sanitarie costituisce un principio fondamentale del Servizio sanitario nazionale (SSN) e regionale e che eventuali disomogeneitĂ  nell’implementazione del piano di screening HCV tra le diverse aree della Sardegna configurerebbero una differenziazione inaccettabile nell’offerta di prevenzione;

SOTTOLINEATO che l’attuazione tempestiva, uniforme e verificabile del Piano regionale riveste carattere di urgenza, considerate le implicazioni sanitarie, epidemiologiche ed economiche connesse al ritardo diagnostico dell’epatite C e gli impegni assunti dalla Regione nel quadro del PNEC entro il 2030;

CONSIDERATO inoltre che il Consiglio regionale ha il dovere di esercitare la propria funzione di controllo e indirizzo sull’attuazione degli atti deliberativi della Giunta e che a tal fine è necessario acquisire informazioni complete, aggiornate e verificabili sullo stato di avanzamento del Piano,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto su esposto;
2) quale sia l’attuale stato di attuazione del Piano regionale di screening per l’epatite C (deliberazione n. 19/73 del 2023) in ciascuna delle ASL e delle AOU della Sardegna, con specifica indicazione, per ogni azienda, dell’avanzamento operativo nelle tre direttrici previste dal Piano (screening nei SERD e nelle popolazioni ristrette; screening opportunistico ospedaliero; comunicazione e sensibilizzazione della popolazione);
3) se, e in quale misura, tutte le aziende sanitarie regionali abbiano avviato attivitĂ  operative nell’ambito del Piano, quali siano le eventuali aziende che non abbiano ancora formalizzato o avviato percorsi di implementazione, e quali misure di indirizzo o di supporto l’Assessorato intenda adottare per assicurare uniformitĂ  territoriale nell’offerta di screening in tutta la regione;
4) con specifico riguardo allo screening opportunistico in ambito ospedaliero, se tale direttrice del Piano sia stata attivata, in forma strutturata e con procedure formalizzate, in tutte le ASL e le AOU regionali, considerato che detto screening – da effettuarsi sistematicamente in occasione di ricoveri ordinari, accessi in day hospital e interventi chirurgici programmati – rappresenta lo strumento a piĂą alta resa diagnostica dell’intero programma, in quanto intercetta soggetti giĂ  in contatto con il sistema sanitario senza richiedere percorsi dedicati aggiuntivi, e tenuto conto dell’elevato costo sanitario e sociale del ritardo diagnostico dell’HCV, si chiede quali azioni urgenti l’Assessorato intenda promuovere per garantirne l’attivazione capillare e uniforme su tutto il territorio regionale, e con quale cronoprogramma vincolante;
5) se l’Assessorato abbia predisposto o preveda di predisporre una campagna di comunicazione pubblica coordinata e strutturata sullo screening HCV a livello regionale, eventualmente in raccordo con le iniziative nazionali e con le associazioni dei pazienti, e in caso affermativo con quali risorse, attraverso quali canali e in quali tempi;
6) quali siano gli esiti della ricognizione complessiva condotta dagli uffici assessoriali sui report trasmessi dalle aziende sanitarie e se tale ricognizione abbia determinato o determinerĂ  l’adozione di specifiche direttive nei confronti delle direzioni aziendali per garantire il rispetto degli indirizzi e del cronoprogramma previsti dal Piano;
7) quali siano i dati complessivi relativi al numero di test HCV effettuati, ai nuovi casi diagnosticati e ai pazienti avviati al trattamento antivirale nell’ambito del Piano regionale dall’avvio dell’attivitĂ  ad oggi, disaggregati per azienda sanitaria e per setting di screening.

Cagliari, 27 marzo 2026