Credito, imprese e commercio: sulla manovra finanziaria ecco le audizioni serali della commissione Bilancio  

“In tutti i settori della manovra finanziaria c’è una cooperativa, tenetelo presente”. E’ iniziata così l’audizione di Giovanni Angelo Loi, presidente di Agc, in commissione Bilancio, presieduta da Alessandro Solinas, in occasione dell’esame della manovra finanziaria. Loi ha ricordato che “per il 90 per cento l’assistenza sociosanitaria dei nostri genitori, degli anziani passa per le coop. Chiediamo di non essere dimenticati”. Poi il numero uno di Agc ha denunciato la mancanza di una continuità territoriale per le merci, “di una politica di incentivo energetico per le piccole imprese, del turismo e non solo” e di risorse della Regione, non di fondi Ue, per la pesca e l’agricoltura”.

A seguire il leader di Legacoop, Claudio Atzori, che si è detto “soddisfatto per l’esito della trattativa con lo Stato sulle entrate: si tratta di risorse che serviranno a tappare qualche buco”. Atzori ha sollecitato altri “5 milioni di euro l’anno per il sistema 118, perché non bastano quelli stanziati nel 2019 se vogliamo che i lavoratori, che sono professionisti, siano pagati il giusto. E invece, stanno sparendo i soccorritori e di questo passo le coop si fermeranno e di seguito si fermerà anche tutta la sanità sarda”. Atzori ha poi puntato l’indice sulla forza della cooperazione: “In Sardegna un euro puntato su questo sistema ne produce 22 ma serve una misura per aggregare le imprese di tutti i settori e renderle più forti. Noi non siamo per le grandi coop ma per le coop che stanno in piedi”.

Per  Confcoop la presidente Maria Grazia Patrizi: ha sollecitato misure decise a sostegno del lavoro “per frenare la fuga dei giovani sardi”.

Le audizioni del mondo del credito sono iniziate con l’intervento di Mauro Maschio, direttore generale del Banco di Sardegna, che ha elogiato il provvedimento e ha detto: “E’ una manovra quasi obbligata ma ci sono le condizioni per rilanciare attività imprenditoriali come le start up che non possono essere sostenute soltanto dalle banche”.

Per il presidente di Sfirs, Riccardo  Barbieri, “la società finanziaria regionale deve scrivere una nuova pagina, occupandosi di dare risorse complementari a chi sta sul mercato. La finanza pubblica può assumere una parte di rischio per sostenere le imprese”. Nell’ottica di un nuovo ruolo Sfirs aprirà anche a Sassari e si doterà di nuove procedure digitali: “Vogliamo essere generatori di finanza di impatto, perché i risultati dell’apporto pubblico siano visibili all’inizio del processo”.

Il numero uno di Banca di Cagliari, Aldo Pavan ha presentato il nuovo corso dell’istituto della città metropolitana, che conta ormai 3 mila soci e una nuova agenzia a Quartu. Per Pavan è necessario “un modello economico green che contrasti lo spopolamento dei piccoli comuni sardi con provvedimenti a favore dell’incremento della natalità”. Luca Peterle, imprenditore alla guida di Banca di Arborea, il secondo soggetto del credito cooperativo sardo, ha suggerito alla commissione di guardare oltre il mare, “come al Trentino Alto Adige e al Friuli, dove il turismo e l’agroalimentare si stanno dimostrando capace di generare economia sana e solida”.

Dall’Osservatorio di consorzi fidi, con Elisabetta Loi e Roberta Angius, un appello alle banche “a fare sistema per colmare il divario con le imprese, spesso sottocapitalizzate e contabilmente opache”. Il mondo dei consorzi fidi vanta 50 milioni di euro erogati al sistema “con tassi di default molto bassi”.

Per il commercio Paolo Manca (Federalberghi) ha chiesto “più attenzione alle dinamiche del turismo. La Sardegna ha mille alberghi ma la grandissima parte ha più di 20 anni e sono necessarie misure di sostegno pubbliche per l’adeguamento se non vogliamo che a breve quegli alberghi vadano fuori mercato”. Sotto il profilo dei soldi pubblici investiti per la promozione Manca ha detto: “Qualche milione di euro è una goccia se pensiamo che il Trentino spende 80 milioni l’anno per la promozione”.

A seguire Salvatore Brichetto (Confcommercio) ha chiesto “il rifinanziamento del bando Filiera corta e politiche anti spopolamento anche per i Comuni tra 5 e 10 mila abitanti” mentre Roberto Bolognese (Confesercenti) ha chiesto provocatoriamente alla maggioranza: “Il centrosinistra ce l’ha con i commercianti? Lo dico perché non vedo misure a nostro sostegno eppure su 100 occupati sardi oltre 18 lavorano nel commercio e il 27 per cento del mondo delle imprese è nel commercio. Nel frattempo ogni giorno 4 imprese commerciali sarde chiudono”.

Di risorse idriche e dell’importanza del riuso in agricoltura ha parlato Mauro Musio, vicedirettore di Confservizi citando il caso di Abbanoa ma anche quello, più specifico, di Serramanna dove c’è un impianto fermo con 6,5 milioni di metri cubi non utilizzati”.

Confindustria ha preso la parola con il direttore Andrea Porcu: “Manca una visione di lungo periodo per l’industria in questa manovra”, ha detto, segnalando tra l’altro “la drammatica situazione del trasporto merci via mare”.

Apprezzamenti alla Giunta “per il lavoro svolto sulla vertenza entrate” sono stati rivolti da Valeria Fadda, vice presidente di Confapi, che ha sollecitato “un capitolo per l’internazionalizzazione delle imprese e il potenziamento dei fondi di garanzia per l’accesso al credito”. Per Susanna Pisano, rappresentante di Confprofessioni, “il nostro settore vale 30 mila liberi professionisti sardi ma non è mai ascoltato abbastanza. Non possiamo permettere che la Sardegna perda un patrimonio di conoscenza come il nostro”.

Le audizioni proseguiranno domani alle 10.

Manovra finanziaria 2026-2028, al via le audizioni in Commissione Bilancio”.

 

Con le audizioni delle associazioni di categoria del settore agricolo e i sindacati ha preso il via questa mattina in Commissione “Bilancio” il ciclo di audizioni sulla manovra finanziaria 2026/2028.

Agricoltura
Il parlamentino presieduto da Alessandro Solinas (M5S) ha sentito per primi i rappresentanti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Da tutte le sigle è stata sollecita più attenzione per il mondo delle campagne, uno dei settori trainanti dell’economia sarda.
«Più che discutere di interventi specifici ciò che ci interessa maggiormente è capire quale sia l’idea di agricoltura della Giunta e della maggioranza – ha detto il direttore di Confagricoltura Giambattista Monne – ci sono diverse questioni aperte che meritano risposte adeguate con un pianto strategico di sviluppo». Secondo Confagricoltura, in manovra sono state inserite diverse disposizioni che vanno ad appesantire ulteriormente il lavoro dell’Agenzia Laore mentre non si affrontano a dovere temi come lo spopolamento economico delle aree interne, il cambiamento climatico, l’emergenza idrica e le politiche di filiera». A preoccupare è il numero crescente di aziende agricole che chiudono e l’innalzamento dell’età anagrafica degli operatori: «Serve un piano straordinario per favorire il ricambio generazionale – ha detto Monne – occorre capire che le condizioni sono cambiate e pensare ad azioni mirate per l’infrastrutturazione materiale e immateriale delle campagne. Le aziende stanno nei territori solo se sono in grado di operare». Monne ha poi toccato il grande tema dei cambiamenti climatici: «Nella gestione delle emergenze si è tornati indietro di 40 anni. Quelli individuati sono solo interventi compensativi. Non è pensabile che di fronte a eventi calamitosi si intervenga con aiuti a posteriori». Un accenno infine alle politiche di filiera: «Il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco ci dà la misura del valore dell’agroindustria – ha concluso Monne – se si vuole generare ricchezza occorre insistere sulle filiere valorizzando le produzioni strategiche».
Posizioni condivise anche da Efisio Perra, in rappresentanza di Coldiretti, che ha auspicato un’azione più incisiva nella lotta allo spopolamento: «E’ un tema che va affrontato in modo strategico se si vuole che l’agricoltura continui ad essere un presidio del territorio. Ci rendiamo conto che questa è una manovra tecnica. Ci auguriamo che con le nuove risorse provenienti dall’accordo con lo Stato sulle entrate fiscali ci siano interventi puntuali dedicati al nostro settore. Noi siamo pronti a collaborare per un modello di sviluppo concertato».
Per Francesco Erbì, presidente regionale della Cia, la manovra finanziaria, seppur tecnica, è l’occasione per riflettere sulle azioni da adottare nell’interesse della Sardegna: «La coperta è corta – ha detto Erbì – ma anche in questo caso serve un’idea su come collocare le risorse. Il settore primario è variegato, dentro ci sono la zootecnia, la silvicoltura, l’ortofrutticolo e la cerealicoltura. Per tutti questi settori servono azioni mirate. In Sardegna importiamo il 75% della frutta e l’80% dei prodotti florovivaistici. In questi anni è mancata una visione e continua a mancare. Se si vuole frenare lo spopolamento occorre cambiare rotta».

Sindacati.
Successivamente sono stati sentiti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
Tutti hanno espresso apprezzamento per la soluzione della vertenza con lo Stato sulle entrate fiscali. «Si poteva però fare di più – ha detto Nicola Cabras della segreteria regionale della Cgil – capiamo che la finanziaria abbia risorse manovrabili limitate ma per questo ci saremmo aspettati un’azione più forte per ridurre i fondi destinati alla sanità privata con più attenzione per il sistema sanitario pubblico. Se ci si rivolge alle strutture private per affrontare le emergenze, allo stesso tempo si deve pensare a un piano di investimenti per la sanità pubblica che favorisca nuove assunzioni, un piano per l’edilizia sanitaria, le infrastrutture e tecnologie all’avanguardia».
Cabras ha poi parlato di politiche industriali e di lavoro. Sul primo fronte, il rappresentante della Cgil ha lamentato il mancato varo dell’Agenzia regionale per lo sviluppo dell’Industria. «Stesso discorso per l’energia, anche in questo caso non c’è riferimento all’Agenzia regionale che per altro rientra nei piani della Giunta». Sulla seconda questione, Cabras ha sottolineato la necessità di proseguire nelle azioni per garantire “lavoro di qualità, forte e stabile”. «Registriamo ancora delle difficoltà a dare seguito a questa prospettiva. Si dice che i cantieri occupazionali nel sistema sanitario siano un esempio di politiche attive. Di fatto però rappresentano un freno ai piani assunzionali».
Sul tema dello spopolamento infine, la Cgil ha invitato la Commissione a riflettere sull’efficacia delle misure adottate: «Non tutte hanno funzionato, serve un cambio di passo e un segnale di discontinuità».
Per Pierluigi Ledda, segretario generale della Cisl, la manovra si colloca in un quadro di estrema difficoltà con un tasso di occupazione fermo al 57,7%, assegni pensionistici molto al di sotto della media nazionale, salari bassi e una disoccupazione giovanile ancora troppo alta. «Occorre per questo uno sforzo per migliorare la gestione complessiva delle risorse attraverso una programmazione più efficace – ha detto Ledda – in particolare sul fronte della Sanità. gli interventi in manovra non sono pienamente coerenti con l’accordo sottoscritto il 4 agosto scorso, in particolare sullo sblocco delle assunzioni nel sistema sanitario».
Secondo l’esponente della Cisl, un ulteriore sforzo sarebbe necessario anche per il sostegno all’industria e lo sviluppo del manifatturiero. «Serve inoltre più attenzione per la formazione e i servizi per il lavoro – ha detto Ledda – è auspicabile una norma che riconosca questi servizi con l’individuazione di un fondo strutturale per il loro funzionamento. La nostra proposta prevede la creazione di un ente bilaterale per la formazione professionale con una dotazione finanziaria di 5 milioni annui».
Altro tema da non trascurare, secondo la Cisl, è quello della sicurezza sul posto di lavoro: «Nel protocollo di Buggerru era previsto il sostegno alla progettazione di sistemi e protocolli per ridurre i rischi dei lavoratori. Per questo è necessaria una formazione obbligatoria e un coinvolgimento delle scuole». Sulla lotta allo spopolamento, infine, la Cisl ha proposto incentivi fiscali per famiglie e imprese e il potenziamento dei servizi fondamentali per la tutela della salute, la mobilità e l’esercizio del diritto allo studio.
Per la segretaria generale della Uil, Fulvia Murru, la manovra di bilancio si colloca in una fase nuova e delicata: «Non si tratta di un provvedimento ordinario. E’ il primo bilancio dopo la chiusura della vertenza sulle entrate fiscali. Un accordo che dà certezza sulle risorse . Ora si apre la fase della responsabilità politica. Le risorse aggiuntive non devono servire solo a fronteggiare le emergenze. Avere più soldi non basta, la differenza la fanno le scelte politiche».
La rappresentante della Uil ha quindi auspicato un’approvazione della manovra entro il 31 dicembre in modo da scongiurare il ricorso all’esercizio provvisorio: «Questa manovra deve essere il primo tassello di un ragionamento più ampio – ha detto Murru – un primo passo verso una programmazione strategica per il futuro».
Fulvia Murru ha poi affrontato il tema della sanità: «A questo settore è destinato il 40% delle risorse. Ciò che serve è pensare a come risolvere i nodi strutturali (liste di attesa, rete oncologica, fascicolo sanitario etc.) e, soprattutto, la criticità più importante rappresentata dalla carenza di personale. Per questo occorre varare un piano straordinario di assunzioni, non bastano i cantieri lavoro».
Dalla segretaria della Uil, infine, un invito a investire di più sulla sicurezza nei posti di lavoro («Rileviamo che le risorse concordate nel Patto di Buggerru sono state ridotte da 10 a 5 milioni di euro») e a pensare a un piano di sviluppo industriale («Manca un strategia per governare la transizione e creare lavoro stabile»).
Telegrafico l’intervento del segretario dell’Ugl Nicola Contini che ha auspicato l’approvazione della manovra entro l’anno: «Accogliamo con soddisfazione la soluzione della vertenza entrate – ha detto Contini – ora sarà importantissima la fase di pianificazione delle nuove risorse. Sulla sanità ci aspettavamo più coraggio con il potenziamento dei servizi territoriale e gli interventi a favore delle Rsa e le persone fragili».

Al termine delle prime audizioni, il presidente Alessandro Solinas (M5S), ha assicurato il massimo impegno della Commissione per migliorare il testo: «Le audizioni delle parti sociali e il confronto con la società sarda sono fondamentali per rendere la manovra quanto più rispondente ai bisogni del tessuto socio-economico della Sardegna. Una grande occasione sarà rappresentata dalle risorse in arrivo dalla vertenza sulle entrate fiscali».
Le audizioni proseguiranno nel pomeriggio e per tutta la giornata di domani.

Manovra finanziaria 2026 -2028. Audizioni in I, II, III, IV e VI

Proseguono i lavori nelle commissioni sulla Manovra finanziaria 2026 -2028.  Questa settimana sono previste audizioni in I, II, III, IV e VI.

Nella Terza commissione “Bilancio e programmazione”, presieduta da Alessandro Solinas (M5S), le audizioni sulla Manovra Finanziaria di questo pomeriggio, 15 dicembre 2025,   cominceranno:

  • alle 15 con i rappresentanti  della Lega  cooperative, Confcooperative , Unicoop, Agci e Unci.
  • Alle 16 saranno auditi il Banco di Sardegna, la Banca di Cagliari, la Banca di Arborea, la Sfirs, l’osservatorio Confidi, la Fondazione di Sardegna;
  • alle 17 i rappresentanti di Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cna, Federalberghi, Confesercenti, Confcommercio, Confprofessioni, Federterziario, Confservizi, Cispel Sardegna .

 

Martedì 16 dicembre le audizioni in Terza proseguono:

       – alle 10 con i rappresentanti delle università di Cagliari e di Sassari.

alle 11 con i rappresentanti di UNiolbia, Uninuoro e Consorzio Uno;

alle 12 con il Forum del terzo settore Sardegna, con la Caritas Sardegna, con la Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish) Sardegna, con la federazione associazioni nazionali delle persone con disabilità (Fand) Sardegna.

 

Le audizioni del pomeriggio proseguiranno:

  • alle 15  con i rappresentanti dei Centri riabilitativi della Sardegna.
  • Alle 16 saranno sentiti l’Anci Sardegna, l’Asel, l’Ali Sardegna, l’Aiccree Sardegna;
  • alle 17 i sindaci delle città metropolitane di Cagliari e Sassari e i presidenti delle province del Medio campidano, del Sulcis iglesiente, , di Oristano, di Nuoro, dell’Ogliastra, della Gallura nord est Sardegna.

I lavori  sono stati calendarizzati   anche nei giorni successivi.

Domani, martedì 16 dicembre  alle 15  si riunirà la commissione “Governo del Territorio”, presieduta da Roberto Li Gioi (M5S) in audizione, sulle parti di competenza della Manovra finanziaria 2026-2028, gli assessori regionali dei Trasporti, dei Lavori Pubblici, dell’Ambiente e degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica.

La Commissione Autonomia, presieduta da Salvatore Corrias (Pd) è stata convocata  giovedì 18 dicembre alle 11. Sono previste le audizioni  dell’Assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione e dell’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica sulle parti di competenza della Manovra finanziaria.

Sempre giovedì 18 Dicembre alle 11 la Commissione Salute e politiche sociali, presieduta da Carla Fundoni (Pd) sentirà in audizione l’assessore dell’Igiene e sanità su P/111 (Riduzione tempi di attesa2025 per le prestazioni di specialistica ambulatoriali) e poi sulle parti di competenza della Manovra finanziaria. Su quest’ultimo punto sarà audito anche l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

Giovedì 18 dicembre, ma alle 12,  si riunirà la Commissione “Lavoro, Cultura e Formazione professionale”, presieduta da Camilla Soru (Pd). In audizione, sulle parti di competenza della Manovra finanziaria, l’Assessore del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l’Assessore alla Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

 

MOZIONE N. 89

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 89

ORRÙ – DESSENA – LOI, sul sostegno alla stabilizzazione del personale precario del CNR e degli enti pubblici di ricerca e valorizzazione del sistema della ricerca in Sardegna.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) è il principale ente pubblico di ricerca italiano per il quale lavorano circa 12000 unità, 4000 delle quali precarie, con sedi e istituti distribuiti sul territorio nazionale e impegnati in numerosi ambiti strategici per lo sviluppo scientifico e tecnologico del Paese;
– in Sardegna operano istituti e unità territoriali del CNR attivi in settori cruciali per l’Isola, tra cui:
a) biomedicina, neuroscienze e tecnologie applicate alla salute;
b) ambiente, biodiversità terrestre e marina, ecosistemi mediterranei e cambiamento climatico;
c) geologia, rischio idrogeologico e gestione del territorio;
d) agricoltura, sistemi agroalimentari, patologie delle piante e qualità delle produzioni;
e) tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), supercalcolo e modellistica numerica, anche attraverso il ruolo strategico dell’infrastruttura HPC di livello internazionale presente nell’Isola (per esempio centri collegati a CNR, CRS4 e rete regionale dell’innovazione);
f) tecnologie per l’energia, materiali avanzati e processi per la transizione ecologica;
– gli istituti del CNR in Sardegna collaborano con le Università di Cagliari e Sassari, con enti territoriali (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna (ARPAS), la protezione civile, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA), l’Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente della Sardegna (FoReSTAS)), con aziende sanitarie, con il sistema produttivo agricolo e agroalimentare, con il sistema delle imprese innovative e con i poli tecnologici regionali, contribuendo alla crescita scientifica e allo sviluppo sostenibile dell’Isola;
– molti progetti attivi sul territorio sardo sono stati finanziati negli ultimi anni tramite risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che hanno generato nuove infrastrutture, opportunità occupazionali e rafforzamento della competitività regionale, ma una quota significativa del personale impiegato tramite tali fondi è in scadenza entro il 2025-2026;

CONSIDERATO che:
– il precariato nel CNR costituisce un problema strutturale a livello nazionale, coinvolgendo migliaia di ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi. In Sardegna, come altrove, una parte rilevante (circa il 30 per cento) di lavoratrici e lavoratori opera da anni in condizioni di incertezza e senza prospettive di continuità occupazionale, nonostante competenze altamente qualificate;
– la scadenza dei contratti finanziati da fondi straordinari rischia di interrompere attività scientifiche essenziali per la Sardegna: monitoraggio climatico e ambientale, tutela del patrimonio naturale, prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico, ricerca biomedica, innovazione agricola, sviluppo di tecnologie energetiche e digitali;
– l’articolo 1, comma 591 della legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027), ha previsto fondi per la stabilizzazione del personale precario del CNR ai sensi dell’articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 (Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), c.d. legge Madia, ma tali risorse risultano insufficienti a rispondere alle esigenze nazionali e regionali;
– la perdita di competenze formate in Sardegna comporterebbe un grave danno per il sistema dell’innovazione regionale, che dipende dalla presenza di personale altamente specializzato per sostenere filiere strategiche quali: ambiente, salute, agroalimentare, energia, cultura digitale e gestione sostenibile del territorio;

TENUTO CONTO che:
– la Sardegna ha individuato nella conoscenza, nell’innovazione tecnologica, nella digitalizzazione e nella valorizzazione delle competenze scientifiche, uno dei pilastri della propria strategia di sviluppo;
– la continuità delle attività di ricerca pubblica richiede stabilità occupazionale, programmazione pluriennale e tutela delle professionalità;
– il sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori precari del CNR e degli enti pubblici di ricerca è coerente con l’interesse generale della comunità regionale e con le politiche europee e nazionali di rafforzamento del capitale umano della ricerca,

impegna la Presidente della Regione

1) a esprimere pieno sostegno al personale precario del CNR e degli enti pubblici di ricerca operanti in Sardegna, riconoscendone il ruolo strategico per lo sviluppo dell’Isola;
2) a farsi portavoce presso il Governo, il Ministero dell’università e della ricerca e il Parlamento affinché siano stanziate nella prossima legge di bilancio risorse aggiuntive per consentire l’applicazione integrale dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 75 del 2017 (legge Madia) e la stabilizzazione del personale avente i requisiti;
3) a sostenere in conferenza delle regioni la richiesta di un piano nazionale straordinario di stabilizzazione del personale precario degli enti pubblici di ricerca, anche valorizzando le professionalità acquisite attraverso i progetti ottenuti con diverse fonti di finanziamento nazionali ed europee, tra cui il PNRR;
4) a istituire un tavolo regionale permanente con CNR, università sarde, ARPAS, aziende sanitarie, enti territoriali, parti sociali e rappresentanze del personale, per monitorare le scadenze contrattuali, i fabbisogni occupazionali e la continuità dei progetti strategici;
5) a valorizzare le sedi e le attività del CNR in Sardegna come nodi strategici dell’ecosistema regionale dell’innovazione, rafforzando le sinergie con enti territoriali, imprese, distretti tecnologici, poli di innovazione e strutture sanitarie;
6) a promuovere iniziative pubbliche di informazione sul valore della ricerca e sul contributo delle competenze presenti nell’Isola, sensibilizzando sull’importanza di superare la condizione di precariato nella ricerca pubblica;
7) a trasmettere la presente mozione al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’università e della ricerca, ai Presidenti delle Camere, al Presidente del CNR, ai Rettori delle Università degli Studi di Cagliari e Sassari, ai parlamentari eletti in Sardegna e ai direttori degli enti pubblici di ricerca operanti nell’Isola.

Cagliari, 11 dicembre 2025

Consiglio Regionale, incontro “In ricordo di Nino Garau”

La figura di Nino Garau (Cagliari, 12 dicembre 1923- 12 luglio 2020), partigiano e uomo delle istituzioni, è stata ricordata in Consiglio regionale, alla presenza del presidente Piero Comandini, dei familiari, dei rappresentanti delle associazioni antifasciste e degli studenti delle scuole di Cagliari (Convitto nazionale Vittorio Emanuele II; Istituto tecnico economico Pietro Martini; Istituto superiore Buccari-Marconi; Liceo scientifico Alberti e Liceo Classico Dettori).

I lavori sono stati aperti dal presidente dell’Assemblea sarda, Piero Comandini, che nel ripercorrere la storia di vita e di valori di Nino Garau, non ha mancato di ricordare la sua esperienza da funzionario prima e da segretario generale del Consiglio regionale (a partire dal 1949)  ma soprattutto ha posto l’accento sul “coraggio del giovane Nino” che, dopo una breve esperienza nell’accademia aeronautica a Forlì, all’indomani dell’armistizio (8 settembre 1943) aveva trovato rifugio nel modenese,  a San Vito , frazione del comune di Spilamberto, dove a meno di venti anni si unì agli oppositori del regime di Mussolini, fino a comandare una brigata partigiana. La lotta di Geppe (era questo il suo nome di battaglia) – ha affermato il presidente del Consiglio – serve oggi a ricordare il valore fondamentale della libertà, della pace, della democrazia, in un tempo in cui oltre cinquanta conflitti funestano il Mondo e la guerra in Ucraina e a Gaza dimostra come i diritti inalienabili delle persone e persino quelli dei bambini siano messi in discussione. Comandini ha concluso il suo intervento con una frase pronunciata dallo stesso Garau e riproposta anche nel video andato in onda e che fa sintesi del film a lui dedicato (Geppe e gli altri, storia di vita di un comandante sardo) : «La guerra non la vince nessuno, la guerra è morte sia per i vinti che per i vincitori».

Il figlio di Nino Garau, Dino, ha riproposto frammenti di vita familiare, insieme con gli insegnamenti profondi ricevuti e tutti orientati alla libertà, alla tolleranza, all’accoglienza e al confronto. «Purtroppo assistiamo oggi ad un’affermazione di disvalori – si è rammaricato  Dino Garau – e a un metodo di confronto basato sulla muscolarità, piuttosto che sulla forza delle idee e delle argomentazioni».

Il presidente dell’istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea (Issasco), Walter Faggio, ha raccontato il partigiano e il testimone di quel tempo, soffermandosi sull’imperativo di Nino Garau che era quello di ricercare il confronto con le nuove generazioni. Il comandante Geppi, catturato a Castelvetro e torturato a Ciano d’Enza, vicino Canossa nel 1944, una volta riconquistata la libertà, finita la guerra e con il suo ritorno a Cagliari,  non ha mai smesso di combattere per la pace, la democrazia, la tutela delle libertà costituzionali, il rispetto dei principi di uguaglianza e pari dignità ed ha scelto come interlocutori privilegiati i giovani e gli studenti, ai quali consegnare le proprie memorie e la sua storia umana e politica.

E dai giovani e dagli studenti presenti, sono arrivati messaggi in linea con il pensiero e l’impegno civile, culturale, morale e politico di Nino Garau. Cinque i progetti presentati: “Essere giovani e antifascisti oggi” (Rebecca Pisanu, studentessa dell’Università di Cagliari), “Un’esperienza didattica al Convitto. La voce di Wikipedia dedicata a Nino Garau” (Nicola Vacca, studente dell’Università di Cagliari); “Antifascisti e confino” (Emma Brodu e Nora Massarelli, Liceo scientifico Alberti); “L’eredità della Resistenza: il difficile ma necessario passaggio di testimone” (Giulia Asili e Lucas Raggio, Liceo classico Dettori).