Sesta commissione, audizione dell’assessora della Sanità e presidente della Regione

Si è svolta in Sesta Commissione, presieduta da Carla Fundoni (Pd), l’audizione dell’assessora alla Sanità e presidente della Regione, Alessandra Todde (M5S), che – su richiesta trasmessa lo scorso 29 dicembre dai capigruppo della minoranza consiliare – ha riferito sulle «conseguenze della sentenza della Corte costituzionale n. 198/2025 e sulle azioni intraprese per restituire al servizio sanitario condizioni di stabilità e serenità».

Nel corso del suo intervento, la presidente della Giunta ha ripercorso gli atti amministrativi adottati e illustrato le decisioni e le scelte politiche intraprese dall’esecutivo a seguito del deposito della sentenza della Corte costituzionale del 23 dicembre 2025, con la quale è stata dichiarata l’illegittimità dell’articolo 6, comma 1, e dell’articolo 14 della legge regionale n. 8 dell’11 marzo 2025. Tra le prime azioni ricordate, la nomina dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie locali, ad eccezione delle Asl di Sassari, Cagliari e Gallura.

La presidente ha evidenziato come l’esecutivo abbia operato in sintonia con l’Avvocatura regionale, con il conforto del parere legale dello studio Cerulli Irelli e in linea con la procedura già avviata prima della pubblicazione della sentenza per l’individuazione dei nuovi direttori generali in sostituzione dei commissari straordinari, nominati dopo l’approvazione della legge n. 8/2025 (Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo e istituzionale del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n. 24), legge di cui sono state cassate le parti riferite al cosiddetto spoils system.

L’assessora e presidente Todde ha quindi ribadito la correttezza delle procedure di nomina dei nove direttori generali di Asl, Aou, Areus e Arnas, deliberate dalla Giunta lo scorso 31 dicembre. Ha inoltre spiegato che non si è proceduto alla nomina del direttore generale dell’Azienda sanitaria di Sassari poiché, in via prudenziale, si è scelto di attendere il pronunciamento del Tar, previsto per il 14 febbraio 2026, sul ricorso presentato a suo tempo dall’allora direttore generale Sensi all’indomani del commissariamento dell’Asl 1. Quanto alle Asl di Cagliari e della Gallura, Todde ha fatto riferimento a una interlocuzione non positiva con gli ex direttori generali per giustificare la mancata nomina dei nuovi vertici.

In ogni caso – secondo la presidente – è scongiurato il rischio di un vuoto di governance nelle tre aziende, attualmente rette dal più anziano per età tra i responsabili amministrativi e sanitari, precedentemente nominati dai commissari straordinari cessati dall’incarico all’indomani del deposito della sentenza della Corte costituzionale.

Sul punto è intervenuta con fermezza l’opposizione. I consiglieri Truzzu (FdI), Peru (Sardegna 20Venti), Ticca (Riformatori), Meloni (FdI), Sorgia (Misto), Piras (FI), Schirru (As-Misto) e Aroni (Udc-Misto) hanno espresso netta contrarietà, sostenendo che la sentenza della Corte costituzionale dichiara l’illegittimità dello spoils system e che la procedura corretta non sarebbe quella di procedere a nuove nomine, bensì di reinsediare i direttori generali in carica prima dell’approvazione della legge n. 8, successivamente sostituiti dai commissari nominati dalla Giunta Todde con mandato semestrale.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha inoltre incalzato sulle procedure adottate per l’affidamento dell’incarico allo studio Cerulli Irelli (per un importo di 20 mila euro), evidenziando come la richiesta del parere non sia stata firmata dal direttore generale della Presidenza e sollevando dubbi anche sulla sigla apposta alle delibere presentate in Giunta per la nomina dei nuovi direttori («non è quella del direttore generale dell’assessorato della Sanità»). Truzzu ha definito il parere acquisito dalla Presidenza «non dirimente» sulla questione delle nomine e ha paventato il rischio di «una serie di ulteriori ricorsi da parte di una moltitudine di portatori di interesse».

Antonello Peru (Sardegna 20Venti) ha ricordato come i gruppi della minoranza avessero già denunciato, durante l’esame della legge n. 8/2025 in Commissione e in Aula, i rischi di illegittimità costituzionale. Rivolgendosi direttamente alla presidente, ha chiesto chiarimenti sulle ragioni e sui contenuti «delle interlocuzioni intercorse nelle ultime ore tra l’assessora e presidente Todde e gli ex direttori generali delle aziende sanitarie».

Analoghe perplessità sono state espresse dal capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, che ha manifestato dubbi e timori «sull’opportunità dell’incarico ad interim all’assessorato della Sanità», affermando che «non si potrà fare finta di non vedere quanto accaduto in questi ultimi due anni di governo del Campo Largo in sanità, compresa la parentesi dell’assessore Bartolazzi».

A difesa della presidente sono intervenuti i consiglieri Giuseppe Frau (UpT), Lara Serra (M5S) e Giuseppino Canu (SF), che hanno definito coraggiosa l’azione intrapresa dalla Giunta e invitato l’opposizione a riconoscere «prudenza e saggezza» nell’operato di Todde, richiamando anche alcuni risultati positivi: dalla riduzione delle liste d’attesa all’accelerazione dei lavori delle commissioni per l’invalidità, fino a interventi strutturali negli ospedali e allo stanziamento di risorse per adeguamenti contrattuali e per gli specializzandi.

«Interventi parziali che dimostrano l’assenza di una visione complessiva sulla sanità sarda», ha replicato la minoranza, che con il consigliere Schirru (As-Misto) ha chiesto la convocazione di una seduta del Consiglio regionale «aperta ai sindaci e a tutti i portatori di interesse sul tema della sanità sarda».

Nella replica finale, l’assessora e presidente Todde ha ribadito il «pieno rispetto della sentenza della Corte costituzionale» e la correttezza delle scelte intraprese, sottolineando come fino al maggio 2025 le aziende del sistema sanitario regionale siano state guidate da manager nominati nella precedente legislatura. A chiudere il dibattito, una dichiarazione che ha riacceso la polemica con la minoranza: «Rappresento il potere esecutivo, non quello legislativo, che è in capo al Consiglio regionale che ha approvato la legge n. 8/2025».

MOZIONE N. 92

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 92

TICCA – FASOLINO – SALARIS sull’attuazione del principio di insularità per le merci e l’urgenza di misure strutturali di continuità territoriale per il trasporto delle merci da e per la Sardegna.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– il sistema dell’autotrasporto rappresenta un’infrastruttura essenziale per l’economia sarda e per il funzionamento delle catene logistiche di approvvigionamento ed esportazione delle imprese dell’Isola;
– la condizione di insularità determina, per definizione, un obbligo strutturale di attraversamento marittimo per i flussi merci da e per la Sardegna, con costi, tempi e incertezze non comparabili con quelli sostenuti dalle imprese operanti sulla terraferma;
– nel corso del 2025 si sono registrati ulteriori e significativi aumenti dei noli marittimi, in particolare su tratte strategiche come Olbia-Civitavecchia e Olbia-Livorno, aumenti destinati ad aggravarsi ulteriormente a partire dal 1° gennaio 2026;
– tali dinamiche rischiano di compromettere in modo grave e strutturale la competitività del sistema produttivo sardo, con effetti diretti sui prezzi al consumo, sulla tenuta delle filiere locali e sull’attrattività economica dell’Isola;

PREMESSO, inoltre, che:
– l’articolo 119, sesto comma, della Costituzione della Repubblica italiana riconosce espressamente la condizione di insularità e impegna la Repubblica a adottare misure specifiche volte a promuovere lo sviluppo economico e sociale delle isole, superando gli svantaggi strutturali derivanti dalla separazione geografica dalla terraferma;
– tale principio non ha natura meramente programmatica o simbolica, ma costituisce un vincolo giuridico sostanziale per il legislatore statale e per le autonomie territoriali, chiamati a tradurlo in politiche pubbliche effettive, misurabili e strutturali;
– l’insularità configura una condizione permanente di svantaggio competitivo, che incide sull’eguaglianza sostanziale dei cittadini e delle imprese, ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione e che, pertanto, richiede interventi differenziati e proporzionati;
– il trasporto di merci da e per la Sardegna rappresenta uno degli ambiti nei quali lo svantaggio insulare si manifesta con maggiore evidenza e con effetti economici diretti, immediatamente trasmissibili all’intero sistema produttivo e al costo della vita dei cittadini;
– in assenza di misure compensative strutturali, i maggiori costi logistici legati all’insularità finiscono per gravare integralmente sulle imprese sarde e sui consumatori finali, vanificando di fatto il principio costituzionale e trasformandolo in una mera enunciazione priva di effetti concreti;
– il principio di insularità deve essere letto in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, che riconosce la legittimità di misure specifiche per i territori svantaggiati da condizioni geografiche permanenti, inclusi gli interventi di compensazione dei costi di trasporto e gli obblighi di servizio pubblico, come dimostrato da precedenti consolidati relativi ad altre isole europee;
– la mancata attuazione di politiche efficaci nel settore del trasporto merci determina una compressione indiretta della libertà di iniziativa economica e un’alterazione delle condizioni di concorrenza, in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale ed europeo;
– risulta pertanto necessario che la Regione assuma un ruolo attivo e propositivo nell’attuazione del principio di insularità, rivendicando strumenti normativi, finanziari e negoziali idonei a compensare in modo stabile e strutturale i maggiori costi del trasporto merci;

CONSIDERATO che:
– il trasporto marittimo a servizio delle catene logistiche in ingresso e in uscita dalla Sardegna deve garantire capacità stabile e continua durante tutto l’arco dell’anno, mentre attualmente si registra una cronica carenza di metri lineari di stiva dedicati all’autotrasporto;
– nei mesi estivi i volumi di merci in ingresso sull’Isola crescono mediamente di circa l’80 per cento rispetto alla media annuale, senza che l’offerta di cabotaggio marittimo venga adeguata a tale picco stagionale;
– l’incremento del traffico passeggeri, in particolare turistico e con veicoli al seguito, riduce ulteriormente la disponibilità di spazio per i mezzi commerciali, generando ritardi, cancellazioni di imbarchi e gravi disfunzioni logistiche;
– negli ultimi anni si è inoltre accentuata la complessità del trasporto di animali vivi nel periodo estivo, che entra in conflitto diretto con il traffico passeggeri, aggravando ulteriormente la situazione;
– risulta pertanto indispensabile una valutazione quantitativa mensile dei fabbisogni di trasporto merci, nonché una pianificazione delle tratte e dei porti di origine e destinazione coerente con l’efficienza complessiva della catena logistica;
– l’incremento della capacità di stiva non può essere assicurato esclusivamente tramite navi RO-PAX, ma richiede il ritorno a una disponibilità adeguata di navi RO-RO dedicate alle merci, in grado di assorbire i picchi stagionali senza entrare in competizione con il traffico passeggeri;

RILEVATO che:
– la certezza del viaggio costituisce un requisito imprescindibile per la pianificazione delle spedizioni e degli approvvigionamenti e che non è più accettabile che un vettore venga a conoscenza solo a ridosso dell’imbarco della possibilità di trasportare tutti, parte o nessuno dei semirimorchi prenotati;
– tale incertezza genera costi aggiuntivi rilevanti per i vettori dell’autotrasporto, tra cui pernottamenti supplementari per gli autisti, noleggio di mezzi aggiuntivi, riorganizzazione continua delle tratte, perdita di produttività dei cicli settimanali di viaggio, disparità di trattamento tra clienti e pagamento di penali per il mancato rispetto delle tempistiche contrattuali;
– le imprese sarde, a loro volta, sono costrette ad aumentare le scorte di sicurezza nei magazzini dell’Isola per evitare rotture di stock, con un aggravio di costi stimabile in diversi giorni aggiuntivi di copertura, proprio nei periodi di massimo picco della domanda;

EVIDENZIATO che:
– il costo del nolo marittimo ha raggiunto livelli non più sostenibili anche a causa dell’incidenza del sistema ETS, che oggi arriva a rappresentare fino a circa il 40 per cento del prezzo complessivo della traversata marittima, applicato sia all’andata che al ritorno;
– tale incidenza determina, sul viaggio complessivo del semirimorchio dalla sede del fornitore al punto di destinazione finale, un peso che può superare il 21 per cento dei ricavi complessivi del trasporto;
– in assenza di correttivi strutturali, questi costi sono destinati ad aumentare ulteriormente dal 1° gennaio 2026, rendendo insostenibile l’attività per molte imprese dell’autotrasporto e, a cascata, per l’intero sistema logistico regionale;

PRESO ATTO che:
– esistono modelli europei già riconosciuti come compatibili con il diritto dell’Unione per la compensazione dei costi dell’insularità nel trasporto merci, tra cui:
– il modello greco, basato sulla soglia equivalente di trasporto (TET) e sulla compensazione dei costi insulari (ICC), che prevede il riconoscimento di un contributo alle imprese per la parte di costo eccedente una soglia considerata sostenibile ed equivalente a quella sostenuta sul continente;
– il modello corso, fondato su obblighi di servizio pubblico (OSP) che includono esplicitamente il trasporto stabile con compensazioni riconosciute per garantire capacità minima, regolarità e continuità del servizio, laddove il mercato non risulti in grado di soddisfare la domanda in modo adeguato e stabile;
– tali modelli dimostrano che è possibile considerare il trasporto merci alla stregua di un servizio essenziale, al pari del trasporto passeggeri, superando una visione meramente commerciale delle rotte marittime,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a riconoscere formalmente il trasporto merci da e per la Sardegna come servizio essenziale ai fini dell’attuazione del principio di insularità;
2) ad avviare con urgenza un’interlocuzione con il Governo nazionale e con le istituzioni europee per la definizione di un modello strutturale di continuità territoriale merci, ispirato alle migliori pratiche europee già autorizzate;
3) a definire, anche mediante analisi comparative, un costo massimo sostenibile (CAP) del nolo marittimo per l’autotrasporto, oltre il quale attivare meccanismi di compensazione pubblica;
4) a prevedere strumenti di compensazione economica che tengano conto dell’incidenza dei costi ETS sul trasporto marittimo, al fine di neutralizzarne gli effetti distorsivi sull’economia insulare;
5) a istituire un Osservatorio regionale sulle merci, con funzioni di monitoraggio continuo, raccolta ed elaborazione dei dati sui flussi, sui costi e sui livelli di servizio, quale strumento conoscitivo indispensabile per l’orientamento e la valutazione delle politiche pubbliche regionali in materia di insularità e logistica;
6) a promuovere una programmazione delle rotte e delle capacità di stiva che garantisca continuità, certezza del viaggio e adeguata disponibilità di spazi merci durante tutto l’anno, con particolare attenzione ai picchi stagionali;
7) a valutare l’introduzione o il rafforzamento di obblighi di servizio pubblico che includano espressamente il trasporto merci, prevedendo anche l’impiego di navi RO-RO dedicate;
8) a riferire semestralmente al Consiglio regionale sugli esiti delle iniziative intraprese e sull’evoluzione dei costi e dei servizi di trasporto merci da e per la Sardegna.

Cagliari, 8 gennaio 2026

Manovra finanziaria: in aula martedì 13 gennaio alle 10,30


 

Il Consiglio regionale comincerà l’esame della  Manovra 2026 martedì 13 gennaio alle 10,30. Lo ha deciso la Conferenza dei Capigruppo che si è riunita nel primo pomeriggio sotto la presidenza di Piero Comandini.   Gli emendamenti dovranno essere presentati martedì  prima del voto sul passaggio agli articoli. Dopo la consueta seduta della Terza commissione, i lavori proseguiranno nei giorni successivi, a oltranza,  fino  all’approvazione dei documenti finanziari.   Il capogruppo di FdI Paolo Truzzu  ha annunciato, durante la Conferenza,  la presentazione di un gran numero di emendamenti perché ha giudicato “non accettabili” le dichiarazioni fatte  dalla Presidente Todde, questa mattina davanti alla commissione Sanità, sulla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del commissariamento delle Asl.

Il Difensore civico della Sardegna delegato internazionale dell’International Ombudsman Institute (IOI), la rappresentanza mondiale dei Difensori Civici

Cagliari, 8 gennaio 2026 – Al Difensore civico della Sardegna Marco Enrico è stata conferita all’unanimità, dal Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici delle Regioni e delle Province Autonome italiane, la delega di ufficiale di collegamento con gli uffici della Mediatrice Europea e con l’International Ombudsman Institute (IOI), la rappresentanza mondiale dei Difensori Civici.
Tale incarico – si legge nella lettera che Marino Fardelli, Difensore Civico della Regione Lazio e Presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori Civici delle Regioni e delle Province Autonome Italiane, ha inviato al Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e alla Presidente della Regione Alessandra Todde – rappresenta un riconoscimento di particolare rilievo, attribuito in considerazione dell’alto profilo professionale, della preparazione giuridica e del contributo qualificato che l’Avv. Marco Enrico ha offerto nel corso degli anni ai lavori del Coordinamento Nazionale, contribuendo in modo significativo alla crescita, al rafforzamento e alla valorizzazione del sistema italiano della difesa civica.
Il lavoro svolto – prosegue la lettera – ha consentito di indicare il modello italiano di difesa civica come esempio di buone pratiche, efficace, credibile e funzionante, anche in ambito europeo e internazionale. In tale contesto, desidero inoltre segnalare che l’esperienza “Posto Occupato”, promossa dal Consiglio regionale della Sardegna, è stata ripresa e adottata da tutti gli Uffici della difesa civica delle Regioni e delle Province Autonome italiane, divenendo un modello di riferimento condiviso. Questa esperienza è stata altresì presentata e presa a modello nel corso dell’ultima riunione del Network Europeo dei Difensori Civici, tenutasi a Bruxelles presso il Parlamento Europeo, a dimostrazione della qualità, dell’innovazione e della capacità di visione che contraddistinguono l’operato dell’Ufficio della difesa civica della Regione Sardegna. Tutto ciò conferma come la difesa civica sarda rappresenti oggi un punto di riferimento autorevole non solo a livello nazionale, ma anche nell’intero panorama europeo, contribuendo concretamente al rafforzamento della tutela dei diritti dei cittadini.

XVII LEGISLATURA – ANNO 2026

Dlgs 33/2013Articolo 29, comma 1. Obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo e consuntivo, e del Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonché dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi

Sezione relativa al bilancio preventivo e consuntivo, come indicato all’art. 29, c. 1 del d.lgs. 33/2013

Allegati

Manovra finanziaria, via libera dalla commissione Bilancio

La commissione Bilancio ha approvato questa sera a maggioranza la manovra finanziaria e domani la conferenza dei capigruppo deciderà la data dell’esame del provvedimento in Aula. Soddisfatto il presidente del parlamentino, Alessandro Solinas (Cinque stelle): “Ci premeva concludere il nostro lavoro presto e bene per scongiurare il secondo mese di esercizio provvisorio. L’obiettivo che ci eravamo prefissati è stato raggiunto con il sostegno di tutta la maggioranza e ora spetta al Consiglio regionale affrontare e portare a termine la manovra finanziaria con gli emendamenti”.