Nota stampa della seduta n. 104

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Ufficio Stampa

Nota stampa della seduta n. 104 – Antimeridiana

Martedì 13 gennaio 2026

  Manovra 2026-2028, aperta la discussione generale, i lavori proseguono alle 16 La seduta  è stata aperta con l’esame della Manovra finanziaria 2026-2028. Il Presidente, Piero Comandini, dopo le formalità di rito,  ha proceduto con la discussione generale e ha dato la parola al relatore di maggioranza Alessandro Solinas (M5S) . Il Presidente della Terza Commissione, dopo aver ricordato l’iter che hanno seguito i documenti finanziari  ( il DOC. N. 29/XVII/A della Giunta,  Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale, il DL 158  Legge di stabilità regionale 2026 e il DL 159/A –  Bilancio di previsione 2026-2028)  ha auspicato la loro  rapida approvazione. Questi documenti – ha sottolineato Solinas –  hanno visto la luce in un clima di grande incertezza. Le risorse ci sono e consentiranno di attuare  interventi  su settori strategici per la Sardegna  come quello sanitario, il sostegno alle fasce deboli, l’ambiente, il  contrasto allo spopolamento, l’istruzione, la formazione, il lavoro.  Solinas ha più volte ricordato che questa manovra  è stata definita prima dell’accordo  sulle entrate. Solinas ha detto di credere  in un approccio costruttivo: “La volontà della maggioranza è quella di alimentare il dialogo con la minoranza e con le parti sociali”. Molto critico il relatore di minoranza Fausto Piga (FdI)  che ha detto che la bella notizia è che questa maggioranza non potrà far peggio dello scorso anno, quando la Regione per sei mesi è rimasta “ingolfata”. Però la brutta notizia è che la Finanziaria 2026 non è la finanziaria della svolta,  si tratta di una manovra ricca per le risorse (11 miliardi di euro)  ma povera nei contenuti. E’una Finanziaria tecnica, dove è scarsa l’impronta politica. Inoltre si tratta di una finanziaria dove spiccano “interventi imbarazzanti” che sviliscono la manovra. Più che di un bilancio della Regione – ha continuato Piga –  sembra un bilancio di un ente periferico. Il modo in cui si programma la spesa a volte è ridicolo, la Regione deve programmare in modo strategico. Ci sono poi troppe  nuove consulenza e incarichi. Insomma,   l’opposizione è critica su questa finanziaria. Ma poco  entusiasmo – ha aggiunto il relatore di minoranza –  arriva anche  dai portatori  di interesse sentiti in commissione. In agricoltura gli auditi hanno detto che “manca un’ idea di sviluppo”. Per i sindacati “mancano investimenti di  prospettiva nel  settore pubblico, In sanità questa maggioranza punta  sulla sanità privata. E poi critiche dalla Confesercenti  “Il commercio è antipatico alla sinistra” e  dalla  Confindustria che dice che manca una strategia sul comparto manifatturiero. Critici anche  i Comuni sull’eseguità del   fondo unico. Insomma più ombre che luci. Credo che il Consiglio regionale – ha concluso Piga –  debba tener conto di questi pareri per migliore questa manovra., non esistono bacchette magiche ma vi chiediamo di non creare nuovi problemi. Ci vuole un cambiamento di passo. (R.R.) Dopo una sospensione dei lavori, alla ripresa, il presidente del Consiglio, Piero  Comandini, ha comunicato la prosecuzione dei lavori fino alle 13 e quindi la convocazione dell’Aula per il pomeriggio, a partire dalle 16. Il Consiglio si riunirà anche domani 14 gennaio, alle 10 per gli interventi dei capogruppo. Il primo intervento nella discussione generale è stato del consigliere Alessandro Sorgia (Misto) che ha auspicato “l’apertura di una fase di assunzione di responsabilità politica da parte della maggioranza”, affermando che “le risorse non possono essere disperse” e che quindi “occorre procedere con una seria programmazione”. «A questa Finanziaria – ha spiegato l’esponente della minoranza – mancano coraggio, visione e strategia». Sorgia ha quindi proseguito evidenziando le tensioni politiche che – a suo giudizio – attraversano il Campo largo («in particolare quelle sulla Sanità e quelle con il segretario regionale del Pd») e con una elencazione degli impegni che “l’esecutivo e la presidente hanno disatteso, ad incominciate da quelli con le associazioni di categoria”. Tra i settori critici meritevoli di “più adeguate politiche e di interventi efficaci”, il consigliere Sorgia ha fatto riferimento alla Sanità («il sistema va aggredito ed invece non c’è una sola riforma ma soltanto l’ennesimo teatrino delle nomine»); l’agricoltura («indicate solo interventi spezzatino e si continuano ad affrontare le emergenze con provvedimenti spot»); l’industria («manca un piano industriale e non c’è traccia dell’agenzia sarda per l’energia»); i trasporti («i 30 milioni che proponete per l’ipotizzata holding degli aeroporti vanno destinati alle vere emergenze»); il lavoro («serve un piano stabile per le assunzioni e far scorrere le graduatorie, insieme con il rilancio della formazione»), il commercio e l’artigianato («registriamo una scarsa attenzione nonostante chiudano almeno 5 aziende al giorno»). Critiche alla manovra anche da parte della consigliera Alice Aroni (Misto) che ha accusato la maggioranza di rivolgere le sue energie “per comunicare anziché per fare”. L’esponente della minoranza ha definito il provvedimento in discussione come  “un disegno di legge senza prospettiva” ed ha sottolineato, riferendosi alla Giunta, un generale clima di “incertezza e instabilità” che ne condiziona l’operato. «Il 2025 – ha affermato Aroni – si è concluso con le delibere illegittime di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie e il 2026 si apre con la legge che possiamo definire di instabilità politica”. «La massa manovrabile – ha insistito – è irrisoria e gli articoli del disegno di legge hanno carattere adempimentale piuttosto che affrontare i temi chiave dello sviluppo e della crescita». «Dopo due anni al governo – ha concluso Alice Aroni – l’apprendistato può dirsi concluso ma anche oggi seguite la strada più volte censurata dalla Corte dei Conti, proponendo un’altra legge-provvedimento». All’assenza di visione strategica ha fatto più volte riferimento anche la consigliera di FdI, Cristina Usai, che nel corso del suo intervento ha spiegato come – a suo giudizio – il provvedimento in discussione non affronti i nodi strutturali della Sardegna “ma ripropone una sommatoria di interventi settoriali”. L’esponente della minoranza ha bollato come “politicamente debole” l’articolo 1 della legge di Stabilità e riguardo ai contenuti dell’articolo 2 ha affermato che “lascia irrisolti tutti i problemi della sanità sarda, non prevedendo nessuna riorganizzazione del sistema sanitario”. Ulteriori sottolineature critiche hanno riguardato le politiche sociali («si conferma un modello assistenziale») ed anche i trasporti («sono i grandi assenti e continuano a mancare impegni concreti per garantire la continuità territoriale interna»). Il vice presidente del Consiglio, Giuseppe Frau (UpT) ha quindi dichiarato conclusi i lavori della mattinata e ha annunciato la convocazione dell’Aula alle 16 per proseguire con la discussione generale. (A.M.)

Sintesi della seduta n. 104

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SINTESI DELLA SEDUTA N. 104

Martedì 13 Gennaio 2026 – Antimeridiana

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini
Indi del Vice presidente Giuseppe Frau

 

Inizio: ore 11 e 47

– Congedi.

– Annunzi.
Documenti pervenuti: disegni di legge, proposte di legge, risposta scritta a interrogazioni, interrogazioni, mozioni.

– Comunicazioni del Presidente.
Pubblicazione sul BURAS numero 70 del 30 dicembre 2025 della sentenza della Corte costituzionale numero 198 del 23 dicembre 2025, con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 6, comma 1, della legge regionale 11 marzo 2025, numero 8, recante “Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo e istituzionale del Sistema sanitario regionale, modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, numero 24”

– Discussione congiunta del Documento “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028” (29/XVII/A) e dei disegni di legge “Legge di stabilità regionale 2026” (158/S/A), “Bilancio di previsione 2026-2028” (159/A).
Sono intervenuti il relatore di maggioranza Alessandro SOLINAS, il relatore di minoranza Fausto PIGA e i consiglieri Alessandro SORGIA, Alice ARONI, Cristina USAI.

Riconvocazione: alle ore 16.

Fine: ore 12 e 59
(La seduta è rimasta sospesa dalle ore 12 e 14 alle ore 12 e 33).

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione Istituzionale e Bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

Referendario consiliare: S. Pintus
Funzionario consiliare: B. Balzano
Assistente consiliare: A. Maxia

 

Nota stampa della seduta n. 103

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XVII Legislatura

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Nota stampa della seduta n. 103 – Antimeridiana

Martedì 13 gennaio 2026

  Seduta congiunta Consiglio regionale-CAL sullo stato delle autonomie locali in Sardegna.   Cagliari 13 gennaio 2026 – All’apertura della seduta congiunta del Consiglio regionale e del Consiglio delle autonomie locali il presidente Comandini ha detto: “Viviamo un periodo difficile e complicato, i bisogni dei cittadini sono sempre maggiori anche a causa delle minori risorse per il sistema degli enti locali. Non tutte le parti dello Stato collaborano allo stesso modo e il tema del dimensionamento scolastico in queste ore ne è la prova. Le regioni italiane sono tutte diverse e la nostra ha le sue peculiarità anche dal punto di vista orografico”. Il presidente Comandini ha proseguito rivolto alla rappresentanza degli enti locali: “Inizia oggi  la sessione di bilancio, le poste sono sempre più vincolate ma c’è una nuova stagione che vede impegnate tutte le forze politiche per scrivere la nuova legge statutaria che ha una parte importante sui nuovi compiti e funzioni del Cal. Entro quest’anno dobbiamo approvare una legge statutaria che sia di tutti, una legge che dovrà riportare un grande senso civico, la partecipazione al voto e all’attività amministrativa. Se i cittadini non partecipano è una sconfitta per la democrazia”. A seguire il presidente del Cal, Ignazio Locci, che ha ringraziato il Consiglio regionale e la Giunta con l’assessore Meloni per “l’interlocuzione continua già dai mesi scorsi in occasione della partita delle entrate con il Governo. Siamo anche noi in una partita storica e complessa come quella del credito della Regione Sardegna verso lo Stato”. Per il sindaco di Sant’Antioco “il fondo unico rappresenta l’azione immediata, la ricaduta immediata delle nostre politiche sulla vita dei cittadini.   E’ chiaro che serve un impegno chiaro e preciso della Regione all’avvio della manovra finanziaria, non è banale che lo si faccia ora”. Sulle recenti decisioni del governo Locci ha detto: “Non c’è solo il dibattito contingente sul dimensionamento scolastico a seguito del commissariamento ma ci sono delle necessità anche sull’orientamento dell’offerta formativa e sulla programmazione politica della scuola”. Il presidente del Cal ha parlato dei problemi del piccolo commercio e poi della sanità territoriale: “C’è meno attenzione di quanta ce n’è sulla sanità ospedaliera. Bisogna andare oltre le delibere di Giunta e attuarle aprendo le case di comunità”. A seguire hanno preso la parola i sindaci a cominciare da Francesco Lai, primo cittadino di Loiri – Porto San Paolo: “Segnalo una questione demografica, la Gallura è attrattiva e non soffre ma assistiamo a una ricerca di immobili dettata dagli affitti brevi. I prezzi sono alle stelle e fanno scappare i nostri giovani, che non trovano abitazioni. Bisogna avviare una nuova politica della casa”. Rivolto all’assessore agli Enti locali ha detto: “E’ necessario modificare i criteri per approvare i Puc e consentire così l’edificazione per residenza di alcune aree”. Marcello Ladu, sindaco di Tortolì, ha chiesto “un piano straordinario per l’edilizia abitativa” e ha sollecitato anche “lo scorrimento di tutte le graduatorie attraverso i fondi di coesione” mentre Maria Beatrice Muscas, sindaca di Samassi, ha messo l’accento “alla necessità di locazioni a canone sociale, di cui c’è un obiettivo bisogno anche per dare nuova dignità ai centri storici abbandonati”. (C.C.)   Il sindaco di Oliena Sebastiano Congiu ha concentrato il suo intervento sulle problematiche delle zone interne e sulla legge nazionale che interviene sulla classificazione dei comuni montani: «I nuovi criteri sono basati solo su altitudine e pendenza. Così 100 comuni della Sardegna sono a rischio declassamento. Non è un dato neutro. La montagna sarda non è quella alpina, è fatta di altopiani e dorsali, molti paesi sono lontani dai centri urbani e dai servizi. E’ necessario prevedere altri indici che tengano conto della complessità dei territori». Congiu ha sottolineato l’esigenza di un’analisi seria sulla situazione economica dei comuni montani: «Il 70% di quelli a rischio estinzione hanno un reddito pro capite inferiore alla media nazionale mentre gran parte di quelli che conserveranno lo status hanno redditi superiori. Questa legge indebolisce i territori più fragili e rischia di cristallizzare le ingiustizie». Quindi l’appello finale alla Regione perché assuma una posizione chiara in sede di Conferenza unificata. «I nuovi criteri – ha concluso Congiu – devono tener conto di più fattori. Serve un’azione coordinata che eviti di marginalizzare la voce dei Comuni. Se si vuole contrastare lo spopolamento bisogna partire da qui».   Per Federico Sollai, sindaco di Villacidro, c’è un problema che rischia di incidere profondamente sui bilancio comunali. Riguarda l’inserimento in struttura di persone non autosufficienti o parzialmente autonome. «E’ un problema che interessa tutta la Sardegna. Nell’ultimo hanno c’è stato un boom di richieste. Villacidro è un comune fortunato perché si appresta ad aprire una struttura sanitaria assistita. Le comunità stanno invecchiando, questo comporta un aumento delle richieste di assistenza. Mancando il welfare familiare  c’è necessità di strutture specializzate. La tenuta dei bilanci è a rischio. Nel 2023 per l’inserimento in struttura dei pazienti avevamo stanziato 90mila euro, nel 2025 sono diventati 250mila e le previsioni per il 2026 sono in aumento». Sollai ha poi esposto un’altra criticità che affrontano i Comuni: «Molte famiglie chiedono un supporto per l’amministrazione di sostegno di familiari bisognosi di assistenza. A Villacidro l’assessore delle politiche sociali ha 25 persone in carico. Di questo occorre tener conto. Servono nuove risorse, non basta l’incremento del fondo unico. Quelle somme non sono sufficienti a far fronte alle nuove necessità».   Il sindaco di Jerzu Carlo Lai ha auspicato un rafforzamento della situazione finanziaria degli enti locali. «L’autonomia finanziaria regionale non arriva al 44% a fronte di una media nazionale del 70%. Credo che negli ultimi anni questa richiesta di aiuto abbia trovato la giusta attenzione in Consiglio regionale. Sul Fondo Unico ci sono stati fatti concreti: 100 milioni aggiuntivi nel 2023, 80 milioni nel 2024 e 60 milioni nel 2025. Sul pluriennale 26/27 ci sono 20 milioni in più. Siamo tutti coscienti di quanto sia drammatica la situazione con l’aumento dei costi per l’illuminazione pubblica, i servizi alle persone, l’aumento del fabbisogno per i servizi sociali e il costo personale. Per i comuni è vitale un aumento strutturale del fondo unico».   Sulla questione finanziaria si è concentrata la prima parte dell’intervento del sindaco di Carloforte Stefano Rombi. «C’è un problema che riguarda i contribuenti netti del fondo di solidarietà nazionale – ha detto Rombi – la contribuzione dello Stato non è sempre puntale mentre quella dei Comuni è invece obbligata. Questo comporta conseguenze serie per i bilanci comunali. Il mio comune quest’anno ha utilizzato il 65% del gettito Imu per alimentare il fondo: 1,2 milioni di euro su un gettito di 2 milioni. Siamo in serissima difficoltà a garantire i servizi essenziali. Mi auguro che la Regione faccia presente che in questo modo non si può andare avanti». Rombi ha poi parlato di sanità territoriale: «Provengo da una provincia in grandissima difficoltà. Faccio notare che a Carloforte ci sono circostanze particolari vista la nostra condizione di insularità. A Natale ci siamo trovati con 10mila persone senza assistenza medica. A questo si è aggiunta la scarsità dei collegamenti con i traghetti. Chiediamo parità di trattamento con i territori simili al nostro».   Marco Pisanu, sindaco di Siddi, ha auspicato un coinvolgimento degli Enti Locali sulle grandi riforme:  «Il Cal lavora per avere un testo unico degli enti locali adattato alla realtà sarda. Da una riforma amministrativa derivano benefici economici per tutti. E’ necessario inoltre capire chi fa cosa in ogni settore e materia senza duplicazione di ruoli. Vorremmo si portasse avanti un progetto di comunità regionale dove ogni protagonista fa bene il suo lavoro. Il Comparto Unico è stata una conquista, sarebbe auspicabile che arrivasse la riforma della legge statutaria e la riscrittura dello Statuto». Una proposta concreta, infine, sullo spopolamento: «La questione principale è quello delle case abbandonate – ha detto Pisanu –  occorre pensare a una riqualificazione dei piccoli centri che coniughi decoro urbano con politiche abitative per i giovani». Annalisa Mele, sindaca di Bonarcado, ha stigmatizzato la decisione di concentrare in una sola ora il dibattito sullo stato degli enti locali. «Questa discussione – ha detto avrebbe meritato almeno una mattinata». La sindaca ha elencato i problei che i piccoli centri si trovano ad affrontare quotidianamente: «L’aumento dei costi dei servizi, la mancanza di personale negli uffici, la carenza di risorse che impedisce di cofinanziare progetti e partecipare ai bandi. Confido per questo nell’aumento del fondo unico e che sia strutturale in modo da consentire ai comuni di programmare serenamente». Mele ha poi parlato di sanità territoriale: «Ci si sta dando da fare perl’apertura delle case della salute e degli ospedali di comunità.  Un progetto importante che bisogna portare avanti. Vorrei però si ragionasse per capire dove trovare il personale. La medicina di base è sguarnita. Migliaia di cittadini in provincia di Oristano sono senza medico. Serve coraggio per riorganizzazione il territorio».   Antonio Munzittu, sindaco di Decimoputzu, ha invocato più attenzione per il settore agricolo: «Di agricoltura non si parla o si parla poco. Il primo tema da affrontare è quello della continuità territoriale delle merci. I nostri prodotti non arrivano nei mercati italiani alle stesse condizioni di quelli delle altre regioni. I costi di trasporto sono troppo alti». Ad aggravare la situazione dei campi è anche l’assenza di un adeguato sistema di irrigazione: «Nel 2026 i nostri campi sono ancora irrigati con i pozzi artesiani. Le campagne devono essere servite dall’acqua pubblica». Un accenno infine alla mancanza di controlli nei porti sardi: «La Sardegna viene inondati da merci che provengono da fuori senza nessun controllo sanitario mentre le nostre aziende vengono monitorate giornalmente. Nei porti arrivano porcherie e non c’è nessun controllo».   Il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu ha ringraziato i sindaci e i vertici del Cal per i contributi al dibattito: «L’intervento sul Fondo Unico non è rinviabile. Lo dico perché nel corso di questi anni i comuni hanno goduto di una serie di risorse per interventi di programmazione e hanno sofferto invece sulla spesa corrente. Oggi i comuni devono pagare i servizi derivanti dai nuovi investimenti. Per questo è essenziale un incremento del fondo unico. Credo che non ci saranno difficoltà a trovare una soluzione». Per l’esponente dell’opposizione occorre però fare di più: «La popolazione sarda invecchia, le necessità sono maggiori. Serve per questo un cambio di passo. Ci stiamo concentrando purtroppo solo sulla ricerca di nuove risorse e non su come razionalizzare la spesa o attrarre nuovi investimenti. Dobbiamo concentrarci sulla crescita che deve essere omogenea mettendo insieme centro e coste, campagna e città». Truzzu ha poi concluso parlando di sanità territoriale e servizi sociali: «L’incremento del 100% delle spese per l’introduzione dei pazienti non autosufficienti nelle Rsa non è sostenibile. Il Consiglio si interroghi sul funzionamento della 162 organizzata per garantire sostegno a famiglie con soggetti fragili. Occorre trovare una formula che permetta la compartecipazione sulla 162».   Per Alberto Urpi (Sardegna al Centro 20Venti): « Parlare di enti locali significa affrontare i problemi dei cittadini e della Sardegna. Il tema va però trattato in modo univoco senza le oscillazioni degli ultimi anni. Siamo passati dai 100 milioni del 2023 ai 20 attuali. Gli enti locali hanno bisogno di certezze. Non è solo questione di soldi ma di programmazione per gli anni a venire. E’ il momento per dare certezza e continuità programmatoria agli enti locali. Siamo stanchi ogni anno di andare in Regione con il cappello in mano per elemosinare un aumento del fondo unico. Serve un patto per il prossimo triennio per dire cosa spetta ai comuni. Questo è il momento migliore per farlo dopo la soluzione della vertenza entrate».   A nome della Giunta è intervenuto l’assessore agli Enti locali Francesco Spanedda che ha riconosciuto la necessita di affrontare analiticamente la questione del Fondo Unico. «Capiamo l’esigenza di un intervento strutturale manifestata dai sindaci e la necessità dei comuni di programmare». L’assessore si è poi concentrato sulla questione sollevata dal sindaco di Oliena sulla riclassificazione dei comuni montani.«E’ attualmente in discussione il Ddpcm del ministro Calderoli del Ministro – ha detto Spanedda – la legge nazionale stabilisce che i comuni siano classificati in base alla pendenza e all’altitudine eliminando i criteri economici. Come Regione sarda stiamo proponendo alternative. Teniamo il punto insieme ad Emilia Romagna, Puglia e Marche. Al momento non c’è stata ancora una chiusura del Dpcm. Ci sarà una coda per capire come modificare la legge nazionale. L’ipotesi è quella di introdurre delle deroghe che consentano di rappresentare meglio i diversi territori italiani. E’ importante accogliere l’idea che la Sardegna diventi una comunità istituzionale Regione-Enti Locali. Non bisogna aspettare questa occasione per discutere di autonomie locali. E’ sempre il momento. La Giunta è sempre aperta al confronto». Al termine dll’intervento dell’assessore, il presidente Comandini ha dichiarato chiusa la seduta. I lavori del Consiglio proseguiranno con la seduta sulla manovra finanziaria 2026-2028. (Psp)

Sintesi della seduta n. 103

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

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XVII LEGISLATURA

SINTESI DELLA SEDUTA N. 103

Martedì 13 Gennaio 2026

Presidenza del Presidente Giampietro Comandini
e
del Presidente del Consiglio delle autonomie locali Ignazio Locci

 

Inizio: ore 9 e 50

– Congedi.

– Seduta congiunta del Consiglio regionale con il Consiglio delle autonomie locali sullo stato del sistema delle autonomie in Sardegna (articolo 10 legge regionale 17 gennaio 2005, n. 1).

Sono intervenuti: il Presidente del Consiglio regionale Giampietro COMANDINI, il Presidente del Consiglio delle autonomie locali Ignazio LOCCI, l’assessore Francesco SPANEDDA, i componenti del CAL Francesco LAI (sindaco di Loiri Porto San Paolo), Marcello LADU (sindaco di Tortolì), Maria Beatrice MUSCAS (sindaca di Samassi), Sebastiano Antioco CONGIU (sindaco di Oliena), Federico SOLLAI (sindaco di Villacidro), Carlo LAI (sindaco di Jerzu), Stefano ROMBI (sindaco di Carloforte), Marco PISANU (sindaco di Siddi), Annalisa MELE (sindaca di Bonarcado), Antonino MONZITTU (sindaco di Decimoputzu), i consiglieri regionali Paolo TRUZZU e Alberto URPI.

Riconvocazione: a domicilio.

Fine: ore 11 e 20

Firmato digitalmente
Il Capo Servizio Documentazione Istituzionale e Bibliotecaria
Dott.ssa Maria Cristina Caria

Referendario consiliare: S. Pintus
Funzionario consiliare: B. Balzano
Assistente consiliare: A. Maxia

 

Martedì, alle 9.30, seduta congiunta del Consiglio regionale e Cal. Alle 10,30 l’Aula inizierà l’esame della Manovra finanziaria

Cagliari, 10 gennaio 2026 – Il Consiglio regionale e il Consiglio delle Autonomie locali (Cal si riuniranno, martedì 13 gennaio, alle 9.30, nell’Aula del Palazzo del Consiglio regionale, per la seduta congiunta sullo stato delle autonomie della Sardegna, ai sensi dell’articolo 10 della legge regionale n.1 del 2005.

Il Consiglio regionale è, poi, convocato per le 10.30 per iniziare l’esame del documento DOC. N. 29/XVII/A “Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (DEFR) relativo alla manovra di bilancio 2026-2028”, del disegno di legge 158/S/A “Legge di stabilità regionale 2026 e del disegno di legge” e del disegno di legge 159/A “Bilancio di previsione 2026-2028”.

Incidenti stradali, Presidente Comandini: ‘Sardegna si doti di legge organica per la guida sicura’

Cagliari, 9 gennaio 2026 – “Troppe croci sulle strade sarde: è ormai un bollettino di guerra quotidiano, che tocca tutti i territori, conducenti e passeggeri di ogni età e che richiede una presa di coscienza collettiva. Mentre in Europa si riducono i decessi e anche nel resto d’Italia si registra un lieve calo, la situazione in Sardegna è allarmante, con numeri in crescita negli ultimi due anni e un inizio d’anno funestato da altre giovani vite. Dobbiamo fare ancora tanto sul fronte della sicurezza delle nostre strade – statali, provinciali, cittadine -, ma è importante lavorare, soprattutto con i più giovani, sulla prevenzione, sull’attenzione alla guida, sul rispetto delle norme del Codice della strada. Auspico che il Consiglio regionale, nella sua funzione legislativa e seguendo l’esempio recente dell’Assemblea regionale del Piemonte, possa dotarsi di una legge organica sulla sicurezza stradale, che coinvolga Università, Anas, province, associazioni e scuole, preveda investimenti sulle strade, controlli e monitoraggio e anche attività di sensibilizzazione e promozione di una guida sicura e responsabile”.

INTERROGAZIONE N. 367/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 367/A

INTERROGAZIONE USAI – TRUZZU – CERA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi criticità organizzative, assistenziali e relazionali presso il Centro oncologico di Cagliari.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività;
– la legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del Servizio sanitario nazionale) afferma i principi di universalità, equità e rispetto della dignità della persona assistita;
– il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e successive modificazioni prevede che l’organizzazione dei servizi sanitari debba garantire appropriatezza, qualità, efficienza ed equità delle prestazioni;
– la Regione, con legge regionale 11 settembre 2020, n. 24 (Riforma del sistema sanitario regionale e riorganizzazione sistematica delle norme in materia. Abrogazione della legge regionale n. 10 del 2006, della legge regionale n. 23 del 2014 e della legge regionale n. 17 del 2016 e di ulteriori norme di settore), definisce l’assetto del Sistema sanitario regionale (SSR) e gli strumenti di programmazione e governance;
– la Regione ha adottato il Piano regionale della prevenzione 2020-2025 (PRP) con deliberazione della Giunta regionale 28 dicembre 2021, n. 50/46 (Adozione Piano regionale della prevenzione 2020-2025) quale strumento di pianificazione per la promozione della salute, la prevenzione e la cultura della sicurezza delle cure;

CONSIDERATO che:
– il Centro oncologico di Cagliari-ARNAS G. Brotzu rappresenta un presidio sanitario di riferimento regionale e nazionale per la cura dei pazienti oncologici e oncoematologici, molti dei quali immunodepressi, anziani o affetti da patologie invalidanti;
– sono pervenute segnalazioni dettagliate e circostanziate da parte di pazienti oncologici in cura presso la struttura, relative a gravi disfunzioni organizzative e assistenziali;

RILEVATO che:
– le attese per le terapie trasfusionali si protraggono per ore oltre i tempi clinicamente giustificabili, anche in presenza di sacche di sangue già disponibili, con conseguente aggravio delle condizioni fisiche e psicologiche dei pazienti;
– i pazienti immunodepressi sarebbero costretti a lunghe permanenze in sale d’attesa affollate e prive di adeguate misure di protezione, esponendoli a rischi elevati di contagio;
– il sistema di gestione delle code tramite numerazione progressiva (elimina-code) risulterebbe non trasparente e incoerente, con chiamate effettuate fuori ordine e senza spiegazioni chiare ai pazienti;
– le terapie oncologiche e trasfusionali vengono effettuate al sesto piano della struttura, mentre agli accompagnatori dei pazienti viene imposto di attendere al piano terra, privando i malati del necessario supporto fisico e psicologico (deambulazione, gestione degli effetti collaterali, stress emotivo);
– tale modalità organizzativa appare in contrasto con gli obiettivi regionali di centralità della persona assistita, umanizzazione e sicurezza delle cure, richiamati negli strumenti di programmazione del SSR;
– sono state segnalate criticità nella gestione dei dispositivi venosi centrali del catetere centrale ad inserzione periferica – Periphelly inserted central catherer (PICC), comportamenti non consoni al contesto sanitario e un generale clima di mortificazione dei pazienti;
– un paziente affetto da mielofibrosi ha rinunciato a una trasfusione salvavita come gesto estremo di protesta, evidenziando una situazione di grave disagio e perdita di fiducia nel percorso assistenziale,

chiedono di interrogare la Presidente della Regione in qualità di Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale ad interim per sapere:
1) se sia a conoscenza delle criticità organizzative, assistenziali e relazionali segnalate presso il Centro oncologico di Cagliari ARNAS G. Brotzu e se risultino pervenute analoghe segnalazioni formali o informali;
2) se intenda disporre un’ispezione urgente, anche tramite i competenti servizi regionali, per verificare il rispetto delle normative vigenti, dei protocolli clinico-organizzativi e dei diritti dei pazienti;
3) se esistano protocolli ufficiali e atti aziendali che disciplinano la gestione delle priorità e delle liste di attesa per terapie trasfusionali e oncologiche e, in caso affermativo, come sia garantita la loro applicazione uniforme e verificabile;
4) se esistano protocolli ufficiali e atti aziendali che disciplinano l’accesso o la prossimità degli accompagnatori durante le terapie al sesto piano e se tali protocolli tengano conto delle esigenze cliniche, fisiche e psicologiche dei pazienti;
5) se non ritenga necessario rivedere con urgenza l’attuale organizzazione che obbliga gli accompagnatori ad attendere al piano terra, prevedendo modalità che consentano l’assistenza almeno ai pazienti fragili o non autosufficienti;
6) quali iniziative intenda assumere per garantire trasparenza, equità, sicurezza, umanizzazione delle cure e rispetto della dignità dei pazienti oncologici, in coerenza con la programmazione regionale (Piano regionale dei servizi sanitari) e con gli atti di pianificazione.

Cagliari, 8 gennaio 2026

 Diabete Tipo 1: lettera della garante per l’infanzia Puligheddu alla Presidente Todde “Subito il registro di patologia regionale”

“La Sardegna detiene il primato mondiale per incidenza di Diabete Tipo 1 in età evolutiva. Nonostante questo dato non è stato ancora attivato il registro di patologia regionale e i nostri diabetologi  operano in un vuoto informativo, dipendendo dalle rilevazioni ISTAT anziché disporre di dati epidemiologici precisi, strutturati e tempestivi, essenziali per una programmazione sanitaria efficace e per la ricerca”.

Lo ricorda in una lettera la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza  Carla Puligheddu alla Presidente della Regione Alessandra Todde che da qualche settimana ha anche la delega di assessore regionale alla Sanità.

“E’ necessario un Suo immediato intervento – scrive la Garante nella lettera – anche per cercare di sbloccare l’iter legislativo della proposta unitaria che ha trovato espressione nelle due Proposte di Legge (PL 126 e PL 138) attualmente depositate in Consiglio regionale. I due testi – prosegue la Garante – convergono su pilastri strategici inderogabili come l’istituzione del Centro Regionale di Riferimento per la Diabetologia Pediatrica, l’attivazione immediata del Registro di Patologia , la ridefinizione della Rete Diabetologica Pediatrica regionale, la formazione strutturata del personale scolastico e degli operatori sportivi. Si tratta di un percorso maturo, volto a garantire un’autentica inclusione scolastica e sportiva per i minori affetti da T1D, sollevando le famiglie dal peso di una gestione isolata di una patologia cronica e irreversibile”.

Per Carla Puligheddu l’approvazione di questa legge è oggi un atto di civiltà. “ Non possiamo permettere – conclude la lettera – che la Sardegna resti ancora una volta inerte nella tutela del diritto alla salute dei suoi cittadini più giovani.