AttivitĂ  ridotta in Consiglio regionale

09/03/2020

“Nessun allarme ma la situazione sanitaria  richiede la massima cautela. Dobbiamo essere noi a dare l’esempio e a creare quelle condizioni di sicurezza per evitare l’ulteriore diffondersi del virus”.

Il Presidente del Consiglio regionale Michele Pais ha deciso, sentiti i capigruppo e i questori, di limitare al massimo l’attività nel Palazzo del Consiglio regionale per adempiere alle disposizioni ministeriali e regionali sulle misure da adottare per arginare il Coronavirus.

Da domani sono state annullate tutte le sedute delle commissioni consiliari , ad eccezione di quelle urgenti che, comunque, dovranno svolgersi nella massima sicurezza e senza persone estranee. Inoltre, l’accesso nel Palazzo sarà vietato ai visitatori.

“La nostra attività istituzionale – ha detto il Presidente Pais – subirà un rallentamento, ma non si fermerà. Saranno vietate riunioni e assembramenti. Nel caso di sedute urgenti saranno rispettate tutte le misure di sicurezza. E’ importante attenersi scrupolosamente ai divieti, agli obblighi e alle regole contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio de ministri. Sono fiducioso – ha continuato Pais – che questo periodo di emergenza sanitaria sarà molto limitato ma chiedo a tutti i sardi, soprattutto ai giovani, di avere comportamenti responsabili e di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni. Solo così potremo vincere tutti insieme questa battaglia sanitaria e ritornare al più presto alla vita normale ”.

PARERE N. 127/XVII

PARERE N. 127/XVII – Provvedimento generale di programmazione dell’assistenza territoriale ai sensi del decreto ministeriale 23 maggio 2022, n. 77. Programmazione delle case della comunitĂ . Aggiornamento della deliberazione della Giunta regionale n. 4/59 del 16 febbraio 2023. Approvazione preliminare.

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iter

INTERROGAZIONE N. 407/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 407/A

INTERROGAZIONE SALARIS, con richiesta di risposta scritta, sull’avvio della campagna vaccinale contro il virus della Dermatite nodulare bovina (LSD) e sul potenziamento straordinario dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali (ASL).

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Il sottoscritto,

PREMESSO che il settore ovino e bovino rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia e della cultura rurale della Sardegna;

EVIDENZIATO che la prevenzione tramite campagne vaccinali tempestive è l’unico strumento efficace per cautelarsi contro l’insorgenza di epidemie di vasta scala, evitando abbattimenti di massa e perdite reddituali insostenibili per gli allevatori;

RICORDATO che la Blue Tongue (febbre catarrale degli ovini) continua a rappresentare una minaccia ciclica e devastante per il patrimonio zootecnico regionale, con gravi ripercussioni sulla produttivitĂ  e sulla movimentazione dei capi a causa anche della contemporanea presenza di tre diversi sierotipi;

TENUTO CONTO che la Dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease), pur essendo una minaccia piĂą recente, desta estrema preoccupazione per la sua capacitĂ  di diffusione e per il danno economico derivante dal blocco delle esportazioni e dai costi di gestione dei focolai;

CONSIDERATO che l’efficacia della vaccinazione è strettamente legata alla sua esecuzione prima del picco di attivitĂ  dei vettori (insetti ematofagi), rendendo l’avvio immediato delle procedure una necessitĂ  non procrastinabile;

VALUTATO che i servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali (ASL) sarde operano da tempo in con-dizioni di grave carenza organica, sia sotto il profilo medico-specialistico che amministrativo;

RILEVATO che il carico di lavoro derivante dalle emergenze sanitarie, unito all’ordinaria sorveglianza epidemiologica, rischia di paralizzare l’attivitĂ  delle aziende sanitarie locali in assenza di un piano di rinforzo strutturale;

SOTTOLINEATO che virus temibili, quali il vaiolo ovino e l’afta epizootica, sono ormai presenti in Grecia ed è quindi necessario intensificare la sorveglianza e la diagnosi precoce degli agenti patogeni di interesse veterinario attraverso il potenziamento dei servizi veterinari per la gestione e prevenzione delle emergenze epidemiche veterinarie,

chiede di interrogare la Presidente della Regione e Assessore regionale dell’igiene e sanitĂ  e dell’assistenza sociale, per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto su esposto;
2) quali siano le tempistiche certe per l’avvio della campagna vaccinale 2026 per la prevenzione della LSD;
3) se sia stata giĂ  completata la procedura di approvvigionamento delle scorte vaccinali necessarie a coprire l’intero fabbisogno del patrimonio zootecnico sardo;
4) se non ritengano di dover attivare procedure straordinarie di reclutamento (tramite graduatorie vi-genti, concorsi rapidi o incarichi a tempo determinato) di personale veterinario e amministrativo da destinare al potenziamento dei servizi territoriali;
5) se siano previsti interventi a supporto degli allevatori per la lotta agli insetti vettori con trattamenti anti-larvali e insetto repellenti sugli animali;
6) quali misure di ristoro economico siano state previste per sostenere le aziende agricole che dovessero subire danni diretti o indiretti a causa della diffusione della LSD.

Cagliari, 2 aprile 2026

 

Commissione Sesta, audizione della presidente della Regione – assessora della SanitĂ  e degli amministratori di Aias e Gena

La Sesta commissione, presieduta da Carla Fundoni (Pd) ha espresso parere favorevole, all’unanimità, alle deliberazioni della Giunta n. 6/18 del 12 febbraio 2026; n. 7/34 del 18 febbraio 2026 e n. 11/35 dell’11 marzo 2026.

I tre provvedimenti sono stati illustrati ai commissari dalla presidente della Regione e assessora della Sanità, Alessandra Todde. Il primo (delibera 6/18) riguarda la modifica e l’integrazione dei requisiti strutturali relativi alle comunità integrate per anziani non autosufficienti e alle comunità integrate per persone con disabilità e per il “dopo di noi”, previste dagli articoli 13 e 14 del D.P.Reg. n. 4/2008. Il dispositivo deliberativo è stato approvato con un’osservazione formulata dalla stessa presidente, finalizzata a rendere meno stringenti e penalizzanti i requisiti richiesti per alcuni specifici spazi interni. La presidente ha sottolineato che l’aggiornamento “rappresenta un passo avanti nel percorso di qualificazione e omogeneizzazione delle strutture sociali, con l’obiettivo di assicurare standard più elevati di accoglienza e benessere per le persone ospitate”.

La seconda delibera (7/34) approva le nuove linee guida per il Reddito di LibertĂ  (RDL) destinate alle donne vittime di violenza per il triennio 2026-2029. ​ La misura, istituita con la Legge regionale 2 agosto 2018, n. 33, rappresenta un importante strumento di sostegno economico e sociale per favorire l’autonomia e l’emancipazione delle donne che vivono in condizioni di povertĂ  e subiscono violenza domestica. ​Il sussidio economico, erogato per un periodo compreso tra 12 e 36 mesi, può coprire spese quotidiane, formazione, inserimento lavorativo, autoimpiego, mobilitĂ  geografica, continuitĂ  scolastica per i figli e tutela legale. ​

Le nuove Linee guida, elaborate in collaborazione con gli Ambiti PLUS e approvate dalla conferenza Regione-Enti Locali, introducono criteri di accesso e modalitĂ  di gestione piĂą efficaci, garantendo un supporto mirato alle donne in difficoltĂ . ​ La misura è compatibile con altri interventi di sostegno al reddito, ma non con il Reddito di LibertĂ  nazionale gestito dall’INPS. ​

La terza delibera (11|35) definisce la programmazione delle risorse regionali e statali per il sostegno ai Centri Antiviolenza e alle Case di Accoglienza, in attuazione della Legge Regionale 7 agosto 2007, n. 8. ​Per il triennio 2026-2028, sono stati stanziati 2,5 milioni di euro all’anno dal bilancio regionale, destinati a garantire la continuitĂ  delle attivitĂ  dei Centri e delle Case di Accoglienza per donne vittime di violenza e i loro figli. ​Le risorse saranno impiegate per: accoglienza in emergenza (146.000 euro destinati ai Centri Antiviolenza per spese di prima assistenza); monitoraggio e supporto (74.000 euro per il sistema informativo delle politiche sociali e 200.000 euro per il progetto “MARIPOSA” di analisi e valutazione del sistema antiviolenza regionale); sostegno ai Centri e alle Case esistenti (988.214,65 euro per il funzionamento delle strutture accreditate); empowerment femminile (737.450 euro per il sostegno abitativo e il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza); nuove strutture (87.597,08 euro per il Centro antiviolenza di Tempio e 602.000 euro per l’istituzione e il potenziamento di Case rifugio); formazione e sensibilizzazione (180.600 euro per progetti educativi nelle scuole e 15.050 euro per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili); progetti del Terzo Settore (171.720,50 euro per iniziative contro la violenza e le discriminazioni di genere).

A margine della discussione, su sollecitazione del consigliere Antonello Peru (Sardegna 2020), la presidente della Regione ha rassicurato sugli stanziamenti relativi al progetto “Ritornare a casa” che al momento non può contare sui previsti trasferimenti governativi (circa 27 milioni su un fabbisogno complessivo di 50 milioni): «Il ritardo nei trasferimenti ci preoccupa – ha affermato Alessandra Todde – ma garantiremo continuitĂ  al progetto anche con interventi in sede di variazione del bilancio regionale».

La presidente della Regione ha quindi proseguito con l’illustrazione del disegno di legge n. 175 (Giunta) finalizzato a promuovere e valorizzare l’invecchiamento attivo e il benessere delle persone anziane. ​ La legge, in linea con i principi dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite, mira a garantire una societĂ  inclusiva, solidale e rispettosa delle esigenze degli over 65, riconoscendoli come una risorsa preziosa per la comunitĂ . ​

Attraverso interventi integrati nei settori della salute, cultura, formazione, mobilitĂ  e volontariato, la Regione intende favorire l’autonomia, la partecipazione attiva e il benessere psico-fisico degli anziani. ​ Tra le iniziative previste, spiccano la promozione di attivitĂ  culturali e sportive, il sostegno alla formazione permanente e digitale, e la valorizzazione del ruolo degli anziani nella trasmissione di competenze alle nuove generazioni. ​Un elemento innovativo è l’istituzione del Tavolo regionale per l’invecchiamento attivo, che avrĂ  il compito di coordinare, monitorare e supportare le politiche regionali, favorendo il dialogo tra istituzioni, enti del Terzo settore e comunitĂ  locali. ​La legge non comporta oneri finanziari aggiuntivi per il bilancio regionale e – ha precisato Alessandra Todde – rappresenta un passo importante verso la costruzione di una societĂ  che valorizzi il contributo degli anziani e promuova il loro diritto a una vita attiva, dignitosa e soddisfacente.

Sono intervenuti, con richiesta di chiarimenti e approfondimenti, i consiglieri Cozzolino-Oc (ha auspicato l’inserimento di sostegni per le cosiddette palestre della salute); Pilurzu-Pd (ha evidenziato che la Asl del Sulcis ha posto in essere interventi in linea con gli obiettivi della norma); Frau (UpT) e Ticca (Riformatori) mentre la presidente della commissione, Fundoni (Pd), ha proposto l’inserimento tra i componenti il tavolo regionale anche dei rappresentanti delle professioni infermieristiche, dei medici di base, e delle specialità della riabilitazione.

A conclusione della audizione della presidente e assessora della Sanità, Alessandra Todde, la commissione ha quindi ascoltato gli amministratori di Aias-Cagliari, Vittorio Randazzo, e della Gena di Sassari, Renato Giglio. Oggetto del confronto è stato il contenuto e soprattutto le conseguenze della deliberazione n. 46/25 del 3 settembre 2025 che fissa i requisiti minimi autorizzativi delle strutture di riabilitazione territoriale. A giudizio dei rappresentanti di Aias e Gena, la rimodulazione tariffaria delle prestazioni sanitarie di terzo livello, comporterà, nell’arco di qualche settimana, la dimissione dei pazienti attualmente ospitati nelle strutture di competenza.

In particolare, la delibera 46/25, che ha modificato la ripartizione della tariffa, ponendo la quota sanitaria dall’originario 40% a carico di Ares, al 70% e la quota sociale, dall’originario 60% a carico delle amministrazioni comunali, al 40%, attraverso una serie di successive modifiche e determinazioni, sia della Giunta che di Ares, comporta che, a decorrere dal 1 gennaio 2026, i nuovi tetti di spesa risultino insufficienti a coprire il costo delle prestazioni effettivamente erogate, con extra budget non riconosciuti.

Soltanto per l’Aias-Cagliari, per il solo 2026, l’incremento delle risorse necessarie è stimato in oltre 3 milioni e mezzo di euro, a cui vanno aggiunte le prestazioni non pagate (2024 e 2025) che ammonterebbero a oltre 14 milioni.

Dalle stime dell’amministratore unico, mancano invece alla Gena oltre 800mila euro.

Entrambe le società sono in concordato preventivo e dunque non possono ricorrere al credito bancario. Da qui la richiesta urgente affinché si intervenga con Ares e l’assessorato per scongiurare, di fatto, la cessazione delle attività e la dimissione dei pazienti ospitati (260 nelle 7 strutture di Aias e 69 in quella della Gena).

Negli interventi dei consiglieri Sorgia (FdI), Truzzu (FdI), Rubiu (FdI), Peru (Sardegna 20\Venti), Meloni (FdI), Canu (Sf), Pilurzu (Pd) l’impegno traversale della commissione per favorire una tempestiva ed efficace risoluzione della problematica esposta e scongiurare così il blocco delle attività delle strutture di Aias e Gena.

Impegno ribadito dalla presidente del parlamentino della Sanità, Carla Fundoni, che nel suo intervento di chiusura lavori ha annunciato la convocazione dell’amministratore dell’Ares in commissione per la seduta pomeridiana di martedì 7 aprile.

 

 Anna Cau Garante per l’infanzia. Il Presidente Comandini: “Nomina di alto profilo”.

 

 “Anna Cau, neo Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, è una nomina di alto profilo. La lunga esperienza  nel settore minorile e la  competenza giuridica della magistrata  rappresentano una certezza e sono sicuro che il suo operato darà nuovo impulso alla tutela dei minori in un momento particolarmente delicato come questo che stiamo attraversando”.

Lo afferma il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini: “Ho ritenuto di avvalermi dei poteri sostituti – ha detto il Presidente – anche perché era necessario che la nomina della nuova Garante dovesse avvenire in tempi brevi. Un settore così importante come quello della salvaguardia delle fasce più giovani della popolazione  non poteva rimanere scoperto.  Oggi con la pubblicazione sul Buras la nuova Garante è operativa e può svolgere il suo incarico”.

Il Presidente Comandini ha ringraziato la Garante uscente Carla Puligheddu per il lavoro svolto con grande dedizione negli ultimi tre anni.

Anna Cau, magistrata, ha una lunga esperienza  nel settore minorile. Fino al 2025 ha ricoperto anche il ruolo di procuratore della Repubblica presso la Procura minorile di Cagliari.

Il Presidente ha formulato i migliori auguri alla magistrata: “Sono certo – ha detto – che svolgerà questo incarico con l’abnegazione necessaria alle esigenze dei più piccoli. Il Consiglio regionale sarà al suo fianco per darle tutto il supporto necessario. La tutela dei minori e delle loro famiglie è una delle priorità della nostra Assemblea”.

INTERROGAZIONE N. 406/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Interrogazione n. 406/A

INTERROGAZIONE CERA – TRUZZU – PIGA – FLORIS – MASALA – MELONI Corrado – MULA – RUBIU – SORGIA – USAI, con richiesta di risposta scritta, sull’incremento medio generalizzato del 24,6 per cento dei contributi unitari per l’acqua grezza dell’Ente acque della Sardegna (ENAS), anno 2026, con evidenti impatti sistemici sui costi di produzione e potenziale rischio di grave destabilizzazione dei settori agricolo, industriale e civile. Richiesta urgente di revisione delle determinazioni tariffarie.

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I sottoscritti,

PREMESSO che:
– in attuazione dell’articolo 17, commi 1 e 2 della legge regionale 6 dicembre 2006, n. 19 (Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici), il Comitato istituzionale dell’AutoritĂ  di bacino della Sardegna adotta il piano per il recupero dei costi del servizio idrico multisettoriale regionale concernente i contributi unitari per le utenze servite dall’Ente acque della Sardegna (ENAS) riferito ai diversi anni;
– all’interno di tale deliberazione sono riportati i contributi unitari, riferiti ad uno specifico anno, per l’acquisto di acqua grezza, ripartiti per le diverse tipologie: usi civili e assimilati; usi agricoli; usi industriali; acqua grezza direttamente distribuita all’utente finale;
– in virtĂą di quanto su riportato, con deliberazione del Comitato istituzionale dell’AutoritĂ  di bacino della Sardegna 16 dicembre 2025, n. 24 approvata in via definitiva con deliberazione della Giunta regionale 18 marzo 2026, n. 13/14 (Definizione del Piano per il recupero dei costi relativi ai servizi idrici per l’acqua all’ingrosso in capo ad ENAS per l’anno 2025. Legge regionale 6 dicembre 2006, n. 19, art. 17, commi 1 e 2.), sono stati confermati per l’anno 2025 i contributi unitari per l’acqua grezza;
– nel frattempo, con deliberazione del Comitato istituzionale dell’AutoritĂ  di bacino della Sardegna 19 febbraio 2026, n. 2 è stata presentata la bozza del piano per l’anno 2026, contenente nuovi contributi unitari;
– tale ultima deliberazione del Comitato istituzionale dell’AutoritĂ  di bacino della Sardegna, riferita alle tariffe 2026, non rappresenta la delibera finale di approvazione, di competenza della Giunta regionale, ma una bozza di presentazione del piano 2026. La stessa deliberazione dispone infatti che la Direzione generale predisponga gli atti necessari per la successiva deliberazione ad opera della Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge regionale n. 19 del 2026;

OSSERVATO che dalla lettura della sotto riportata scheda di raffronto, costruita sulla base della deliberazione della Giunta regionale n. 13/14 del 2026 (per l’anno 2025) e del Comitato istituzionale dell’AutoritĂ  di bacino della Sardegna n. 2 del 2026 (bozza per l’anno 2026) emerge un importante incremento dei costi dell’acqua grezza ENAS, con aumenti lineari, strutturali ed omogenei su tutte le fasce, con gravi ricadute economiche per i cittadini, le imprese ed il comparto agricolo:

SCHEDA DI RAFFRONTO TRA 2025 E 2026 – COSTO ACQUA GREZZA (ENAS)
CATEGORIA Fascia 2025 €/m³ 2026 €/m³ Incremento Variazione %
 

USI CIVILI E
ASSIMILATI

Fino a 185 Mm³ € 0,035/m³ € 0,04361/m³ € +0,00861 +24,6%
Oltre 185 Mm³ € 0,069/m³ €0,085974/m³ € +0,016974 +24,6%
 

USI AGRICOLI
(IRRIGUI)

Fino al volume base € 0,006 € 0,007476 € +0,001476 +24,6%
Tra volume base e assegnato € 0,015 € 0,01869 € +0,00369 +24,6%
Oltre volume assegnato € 0,025 € 0,03115 € +0,00615 +24,6%
 

USI INDUSTRIALI

Entro volume assegnato € 0,230 € 0,28658 € +0,05658 +24,6%
Oltre volume assegnato € 0,300 € 0,3738 € +0,0738 +24,6%
ACQUA GREZZA DIRETTA ALL’UTENTE FINALE Maggiorazione € 0,030 € 0,03738 € +0,00738 +24,6%

 

CONSTATATO che:
– dal raffronto tra le annualitĂ  2025 e 2026 emerge un incremento generalizzato pari al 24,6 per cento su tutte le categorie di utenza, come dettagliatamente riportato nella scheda comparativa sopra esposta;
– tali aumenti riguardano indistintamente usi civili, agricoli, industriali e la distribuzione diretta all’utente finale;

VALUTATO che:
– l’attuale fase economica nazionale è fortemente condizionata dalla difficile congiuntura internazionale, la quale è resa particolarmente complessa dall’impennata dei costi energetici, dall’aumento dei carburanti e dalle tensioni geopolitiche globali, ulteriormente aggravate dalla recente crisi internazionale con la chiusura dello stretto di Hormuz e il blocco delle rotte energetiche;
– tali dinamiche incidono in maniera particolarmente grave sui territori insulari come quello sardo, giĂ  strutturalmente svantaggiati;

RITENUTO che:
– in un contesto economico così fragile sarebbero necessarie politiche di sostegno e accompagnamento, e non misure che determinano un aggravio dei costi per cittadini e imprese;
– l’incremento del costo dell’acqua grezza rappresenta un colpo durissimo per il comparto agricolo e zootecnico, giĂ  provato da crisi climatiche e i rincari; un fattore di perdita di competitivitĂ  per il sistema industriale regionale e un ulteriore aggravio per le famiglie e per l’erogazione di servizi essenziali;

EVIDENZIATO che l’acqua rappresenta un fattore produttivo primario e strategico fondamentale, la cui accessibilitĂ  deve essere garantita a condizioni sostenibili, soprattutto in un territorio come la Sardegna,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e, per quanto di rispettiva competenza, l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale e l’Assessore regionale dell’industria per sapere:
1) se intendano confermare integralmente gli incrementi tariffari previsti nella bozza 2026 approvata con deliberazione del Comitato istituzionale dell’AutoritĂ  di bacino n. 2 del 2026, nonostante il contesto economico, fortemente critico, che sta condizionando i fondamentali dell’economia nazionale;
2) se siano state effettuate preventivamente delle valutazioni economiche e di impatto rispetto alle conseguenze economiche su agricoltura, industria e famiglie e, in caso affermativo, con quali esiti;
3) se siano previste eventuali misure compensative o di mitigazione, in particolare a favore del comparto agricolo e zootecnico isolano oltre che di quello industriale;
4) se non ritengano opportuno correggere tali aumenti, introducendo criteri di gradualitĂ  o differenziazione anche sulla base delle dimensioni e dei contesti specifici;
5) quali iniziative urgenti si intendano adottare per evitare che tali incrementi si traducano in una crisi strutturale dei settori produttivi regionali.

Cagliari, 1° aprile 2026

 

No al trasferimento dell’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea: la Regione offre una sede

La Regione offre una sede al Cnr per scongiurare il trasferimento dell’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea. Si tratta di un edificio in via Bacaredda a Cagliari e l’annuncio è stato dato dall’assessore Spanedda questa mattina, nel corso della presentazione della risoluzione adottata all’unanimità dalla commissione Seconda, presieduta da Camilla Soru (Pd):

I fatti: il Consiglio nazionale delle ricerche (dotato di un bilancio di un miliardo di euro, come ha ricordato Soru) nell’ambito di una riorganizzazione interna ha deciso di accorpare la direzione dell’Isem di Cagliari con un nuovo istituto con sede a Napoli. Per Soru “è forse superfluo ricordare la centralità della Sardegna rispetto al Mediterraneo e dunque la necessità che l’istituto e i suoi ricercatori, che a larghissima maggioranza sono contrari alle modalità di questa riorganizzazione, resti a Cagliari”.

Della stessa opinione la consigliera Lara Serra, che ha detto apertamente: “Questo è un attacco al sistema culturale della Sardegna, a un istituto che ha prodotto e produce cultura, con evidenti ricadute economiche. Un attacco, in un momento storico molto particolare, che dunque va respinto e la risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione va in questo senso”.

L’assessore agli Enti locali, Francesco Spanedda, ha spiegato che “con l’assessorato alla Programmazione e i miei uffici la Regione si è messa al lavoro e ha trovato una soluzione per dare una nuova sede all’istituto, consentendo così al Cnr di risparmiare”. Una mossa che toglie ogni argomento al Consiglio nazionale della ricerche, che sarà chiamato dalla Regione, a seguito della risoluzione, a un tavolo di trattative.

Per ora soddisfatti i lavoratori dell’Isem, rappresentati dal ricercatore dell’istituto Giovanni Serreli:  “Siamo fiduciosi, avvertiamo in questa vicenda la presenza attiva della Regione e della commissione Seconda del Consiglio regionale, che da subito ha ascoltato le ragioni della nostra protesta”.

Anna Cau nuova Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza

 

Anna Cau  è la nuova Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. E’ stata nominata dal presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, che si è avvalso dei poteri sostitutivi e la sua nomina è stata pubblicata oggi sul Buras. Anna Cau, magistrata, ha una lunga esperienza  nel settore minorile. Fino al 2025 ha ricoperto anche il ruolo di procuratore della Repubblica presso la Procura minorile di Cagliari. Anna Cau è la terza Garante della storia autonomistica della Sardegna.

 

Vertenza Tiscali, in Seconda Commissione le audizioni del Cdr di Tiscali News e dei vertici di Assostampa.

«La Regione si farà carico della vertenza di tutti i lavoratori di Tiscali (180 su 729 dipendenti)  interessati da una procedura di licenziamento collettivo. Nei giorni scorsi ho promosso un coordinamento con gli assessori al Lavoro della Puglia e del Lazio. Sono pronta ad aprire un tavolo di confronto con azienda e sindacati per affrontare i nodi della vertenza». Lo ha assicurato questa mattina l’assessora al Lavoro Desirè Manca al termine delle audizioni in Seconda Commissione alle quali hanno preso parte la segretaria dell’Assostampa, Simonetta Selloni, e i componenti del Comitato di Redazione di Tiscali News Antonella Loi, Cristiano Sanna Martini e Andrea Curreli.

Proprio quella dei giornalisti sembra essere la posizione più fragile all’interno delle trattative avviate da Tessellis, società che ha assorbito Tiscali Italia, per la cessione di un ramo d’azienda al gruppo ligure Canarbino Spa che opera nel settore energetico. «Gli acquirenti non sembrano interessati all’informazione – ha detto Simonetta Selloni – nei loro piani  non rientrano i 12 giornalisti di Tiscali News». Una situazione paradossale per i professionisti che da 25 anni curano il portale delle notizie assicurando un’informazione puntuale e rigorosa premiata dall’alto gradimento degli utenti. Le pagine di Tiscali News, tra i 15/20 siti più cliccati in Italia, generano un flusso di 8 milioni di lettori mensili su cui gioca un ruolo determinante il lavoro della redazione giornalistica per oltre la la metà dell’intero traffico. Nonostante i dati, gli acquirenti sembrano voler rinunciare al grande patrimonio di professionalità presente in azienda: «E’ inspiegabile oltre che illegittimo – ha aggiunto Selloni – sulla cessione del ramo d’azienda il codice civile parla chiaro. Siamo pronti a contrastare in ogni sede il licenziamento dei colleghi». Da mesi, ai 12 giornalisti di Tiscali News viene applicato un contratto di solidarietà con un taglio dello stipendio del 55%. La redazione è stata inoltre esclusa da qualsiasi proposta di riassorbimento negli organici della nuova società. «Subiamo un trattamento discriminatorio – hanno detto i tre rappresentanti del Cdr Antonella Loi, Cristiano Sanna Martini e Andrea Curreli – ai nostri colleghi con il contratto delle telecomunicazioni è stato proposto un incentivo all’esodo di 42 mensilità. Per noi invece la proposta si limita a 12 mensilità. Non capiamo perché vogliano escluderci. Forse pensano di poter continuare a fare informazione senza giornalisti. Da mesi siamo sottoposti a una pressione inaccettabile. Non si riesce a capire che l’informazione è un valore aggiunto per l’azienda. I numeri parlano chiaro».

Questo pomeriggio alle 17.30 la vertenza si trasferirà in viale Trento, nel palazzo della Regione, dove è previsto l’incontro tra l’Ufficio di Presidenza e i sindacati delle telecomunicazioni.

Nasce il marchio “Grano sardo”: da Sinistra futura una proposta di legge per rilanciare la filiera dei cereali

L’agricoltura è un pilastro identitario dell’economia e della società sarda: lo sostiene Sinistra futura che ha presentato questa mattina in Consiglio regionale una proposta di legge “per rilanciare in modo organico e strutturato il comparto e le sue varietà cerealicole autoctone e da grani storicamente coltivati, espressione della biodiversità agricola regionale”.

La proposta di legge si intitola “Disposizioni per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo della filiera cerealicola della Sardegna e istituzione del marchio “Grano Sardo”.

Per la consigliera Paola Casula, prima firmataria, la proposta prevede un sostegno economico a tutela della biodiversità del grano duro, delle varietà autoctone del grano sardo e per la filiera ad alto valore etico e sociale. “Il settore attraversa una fase di forte contrazione: le superfici coltivate sono passate da oltre 90.000 ettari nei primi anni Duemila agli attuali circa 20.000 ettari. Una riduzione che ha inciso negativamente sulla redditività agricola, contribuendo all’abbandono delle campagne e allo spopolamento delle aree rurali. Con l’istituzione del marchio “Grano sardo”, Sinistra Futura intende rafforzare l’organizzazione della filiera cerealicola, promuovere la biodiversità e contrastare lo spopolamento delle aree rurali”.

 

“Questa proposta”, chiude Casula, “nasce dall’ascolto del mondo agricolo e dalla consapevolezza che il rilancio della cerealicoltura sarda non sia solo una questione economica, ma anche sociale e culturale. Difendere il grano sardo significa difendere il territorio, il lavoro e l’identità della nostra Isola”.

Per il consigliere Giuseppe Canu “negli anni ’70 pochi si opposero alla massiccia industrializzazione della Sardegna, che ci costò tra i 400 e i 500 miliardi di euro. Come sarebbe oggi la Sardegna se quelle somme le avessimo destinate a migliorare le nostre attività economiche allora principali, cioè agricoltura e allevamento? Noi investiamo per ripopolare le campagne generando lavoro sano e buono”.

Della stessa opinione il capogruppo Luca Pizzuto: “La terza guerra mondiale non passa soltanto sul petrolio ma anche sul grano e le sementi, ormai nelle mani delle multinazionali. E Sinistra Futura, che ha un’idea complessiva della Sardegna e dei suoi bisogni, ritiene che sia un fatto politico necessario recuperare e tutelare la sovranità alimentare”.