Interrogazione n. 836/A

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Interrogazione n. 836/A

(Pervenuta risposta scritta in data 29/06/2021)

CORRIAS – GANAU – COMANDINI – DERIU – MELONI – MORICONI – PINNA – PISCEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali operanti nel settore dell’emergenza-urgenza 118 della Sardegna.

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I sottoscritti,

premesso che:
– l’Azienda regionale AREUS coordina in Sardegna la gestione dell’emergenza-urgenza 118 avvalendosi della indispensabile collaborazione di associazioni di volontariato e di cooperative sociali che dispongono di propri mezzi di trasporto, di strumenti di comunicazione e di specifici macchinari e attrezzature;
– il rapporto di collaborazione tra AREUS e associazioni di volontariato e cooperative sociali è disciplinato da apposite convenzioni il cui schema è approvato con deliberazione di Giunta regionale;
– nel dettaglio, con la deliberazione della Giunta regionale n. 47/70 del 24 settembre 2020, è stato approvato lo schema di Convenzione transitoria per la regolamentazione delle attività di soccorso emergenza-urgenza 118, nelle more dell’adozione di tutti i decreti attuativi del decreto legislativo n. 117 del 2017 contenente il Codice del terzo settore, schema che tiene conto di una serie di adeguamenti relativi alle misure emergenziali e conseguenti all’evento pandemico da Covid-19;

rilevato che:
– i rimborsi relativi al servizio dei mezzi di soccorso esclusivi per l’emergenza sono bloccati ormai da oltre un decennio, risultano essere tra i più bassi d’Italia a parità di servizio e sono già insufficienti a coprire le spese correnti delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali;
– l’emergenza sanitaria ha comportato un pesante adeguamento per le associazioni di volontariato e delle cooperative sociali in termini di costi organizzativi e l’assunzione di un rischio elevato per gli operatori, esposti in prima linea;
– la convenzione tipo di cui alla deliberazione n. 47/70, allo specifico articolo 14 recante “Misure finalizzate a fronteggiare l’emergenza Covid-19”, prevede rimborsi a rendicontazione per spese sostenute fino al 15 giugno per l’emergenza Covid che non sono assolutamente proporzionati al bisogno;
– come noto e come posto in evidenza dagli organi di comunicazione negli scorsi mesi, il trasporto di pazienti sospetti Covid, ha spesso costretto i soccorritori a turni massacranti anche di 24 ore consecutive davanti ai presidi ospedalieri e che, in ogni caso, le ore di lavoro sono comunque aumentate a causa di tutte le operazioni di disinfezione e sanificazione da effettuare sui mezzi dopo ciascun trasporto;
– l’aumentato carico di lavoro ha costretto le associazioni e le cooperative a reclutare personale aggiuntivo e a dotarsi di un maggior numero di mezzi di soccorso con un conseguente incremento dei costi;

considerato che:
– i rimborsi a rendicontazione delle spese per fronteggiare l’emergenza Covid disposti nella convenzione-tipo all’articolo 14, come segnalato dalle organizzazioni stesse, costringono ad anticipare risorse ingenti;
– le modalità di rendicontazione delle spese Covid sono alquanto articolate e ciò comporta un aggravio nelle procedure e un appesantimento dell’organizzazione gestionale;
– a fronte del ruolo strategico che le istituzioni hanno riconosciuto a parole, le associazioni e le cooperative si trovano in grave difficoltà a proseguire il proprio operato per via dell’impossibilità a sostenere l’aumento dei costi;
– nonostante tale importante ruolo, la Regione e l’AREUS non hanno provveduto a destinare risorse ulteriori sia per rivedere le tariffe poste a base della convenzione-tipo, sia per riconoscere, attraverso altre modalità più snelle, l’aggravio del lavoro e il rischio di contagio conseguenti all’emergenza sanitaria;
– altre regioni italiane e province autonome sono invece intervenute per appianare la criticità e hanno attivato specifiche convenzioni temporanee per riconoscere l’impegno e il maggior carico di lavoro e i maggiori oneri che le attività di soccorso hanno sopportato;
– I gruppi di minoranza hanno a più riprese, con interrogazioni e con mozioni dettagliate e circostanziate, posto all’attenzione della Giunta regionale la grave situazione determinatasi e ne hanno richiesto un intervento urgente;

ritenuto che:
– le associazioni di volontariato e le cooperative sociali hanno svolto e stanno svolgendo un compito strategico nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, contribuendo a garantire, insieme agli operatori professionali del sistema di soccorso, la continuità del servizio su tutto il territorio regionale;
– debbano essere garantite a tutte le organizzazioni e a tutti gli operatori le migliori condizioni per poter operare in sicurezza senza che questo comporti un aumento dei costi, un aggravio di procedure e un appesantimento della struttura gestionale;
– sia necessario procedere alla definizione di una nuova convenzione-tipo anche attraverso un processo partecipato con le organizzazioni interessate,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale, per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto sopra riferito e della condizione estremamente difficoltosa in cui versano le associazioni di volontariato e le cooperative sociali che prestano il proprio operato nel servizio di emergenza-urgenza 118;
2) se siano già al vaglio dell’Assessorato e della Giunta regionale, al pari di quanto fatto da altre regioni, misure temporanee e straordinarie a favore di associazioni e cooperative che operano nel 118;
3) se abbiano già provveduto ad avviare il processo per la revisione e ridefinizione della convenzione-tipo con il coinvolgimento delle organizzazioni interessate o, altrimenti, quando intendano avviarlo.

Cagliari, 14 gennaio 2021

 

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