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Resoconto della seduta n. 10 del 29/05/2019

X SEDUTA

Mercoledì 29 maggio 2019

Presidenza del Presidente Michele PAIS

indi

del Vicepresidente Giovanni Antonio SATTA

indi

del Presidente Michele PAIS

La seduta è aperta alle ore 9 e 47.

CERA EMANUELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 maggio 2019 (9), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Diego Loi, Pietro Moro, Giorgio Oppi e Antonello Peru hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 29 maggio 2019.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. È pervenuta l'interrogazione numero 20.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono pervenute le interpellanze numero 10, 11.

Elezione di due Segretari del Consiglio

PRESIDENTE. I Gruppi Misto e Fratelli d'Italia, non rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, hanno chiesto, ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 del Regolamento interno, che si proceda all'elezione di un Segretario per i Gruppi.

L'Ufficio di Presidenza, secondo il dettato del terzo comma dell'articolo 4, ha deliberato di accogliere tali richieste in quanto legittime e regolarmente espresse; il Consiglio può pertanto procedere alla relativa votazione.

Verrà consegnata una scheda nella quale ciascun consigliere potrà scrivere un solo nominativo per ogni Gruppo.

Risulteranno eletti i consiglieri che, essendo iscritti al Gruppo Misto e Fratelli d'Italia, otterranno il maggior numero di voti.

A parità di voti è eletto il più anziano di età.

Votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di due Segretari

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di due Segretari del Consiglio. Invito i consiglieri Segretari a procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un Segretario in rappresentanza dei Gruppi Misto e Fratelli d'Italia:

Presenti 46

Votanti 46

Schede bianche 16

Schede nulle 1

Hanno ottenuto voti: Roberto Caredda, 21; Domenico Gallus, 1; Antonio Mario Mundula, 29.

Vengono proclamati eletti Segretari del Consiglio: Roberto Caredda, per il Gruppo Misto; Antonio Mario Mundula, per il Gruppo Fratelli d'Italia.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Francesco Agus, Andrea Mario Biancareddu, Laura Caddeo, Sara Canu, Roberto Caredda, Emanuele Cera, Michele Ciusa, Angelo Cocciu, Giampietro Comandini, Michele Cossa, Carla Cuccu, Valerio De Giorgi, Michele Ennas, Elena Fancello, Domenico Gallus, Gianfranco Ganau, Dario Giagoni, Eugenio Lai, Gianfranco Mariano Lancioni, Roberto Franco Michele Li Gioi, Piero Maieli, Desiré Alma Manca, Ignazio Manca, Annalisa Mele, Giuseppe Meloni, Cesare Moriconi, Francesco Paolo Mula, Antonio Mario Mundula, Francesco Mura, Giorgio Oppi, Maria Laura Orrù, Michele Pais, Gianluigi Piano, Andrea Piras, Valter Piscedda, Antonio Piu, Pierluigi Saiu, Aldo Salaris, Gian Franco Satta, Giovanni Antonio Satta, Gian Filippo Sechi, Alessandro Solinas, Francesco Stara, Giuseppe Talanas, Stefano Tunis, Massimo Zedda.)

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Lancioni è rientrato dal congedo.

Comunico che è rientrato dal congedo il consigliere Giorgio Oppi.

Discussione della mozione Cuccu - Manca Desirè Alma - Ciusa - Li Gioi - Fancello - Solinas Alessandro in merito alla mancata attuazione della legge regionale n. 12 del 2014 (Interventi regionali per la prevenzione della fetopatia alcolica) (2)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 2.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CUCCU CARLA (M5S). La mozione che discuteremo in questo momento afferisce quindi alla fetopatia alcolica, ovverosia una legge regionale, e quindi la numero 12 del 2014 che, benché sia stata quindi approvata da oltre sei anni, a tutt'oggi non ha avuto concretezza e operatività quindi nel territorio. Questa mozione nasce prima come un'esigenza quindi del Movimento 5 Stelle di evidenziare che, per quanto concerne quindi un capo saldo di una razionalizzazione anche dalla spesa pubblica per quanto concerne la sanità, si debba necessariamente partire da una programmazione a livello di prevenzione. Chiaramente la fetopatia alcolica non è altro che una grave disabilità permanente che si manifesta quindi nel feto che è stato esposto durante il periodo della gravidanza ad un abuso di alcol. Da un'anamnesi quindi e da una concertazione con tutte le forze politiche presenti all'interno di questa Assemblea, si è giunti ad un testo condiviso, che vado ad illustrare e leggo per brevità di modo che rimanga quindi stigmatizzato quello che è proprio l'esito finale del lavoro. Premesso che si definisce "Sindrome feto-alcolica" la più grave disabilità permanente che si manifesta nel feto esposto all'assunzione di alcol durante la gravidanza, oltre alla FAS, il consumo di alcol durante la gravidanza determina molteplici anomalie strutturali e disturbi dello sviluppo neurologico che comportano un ampio spettro di disordini che nella letteratura recente vengono ricompresi nel termine FASD. I dati epidemiologici su scala nazionale dimostrano che, nonostante l'evidenza degli effetti dannosi correlati all'abuso di alcol, l'incidenza della FAS è in aumento, e ciò soprattutto a causa della mancanza di una adeguata consapevolezza nell'opinione pubblica. Con la legge regionale del 13 giugno 2014, la numero 12…

PRESIDENTE. Scusate, in Aula c'è un fastidiosissimo sottofondo, io non riesco ad ascoltare chi sta leggendo la mozione. Per cortesia, se dovete chiacchierare si può fare anche fuori, però diamo la possibilità a chi interviene di intervenire senza questo fastidioso rumore di sottofondo, grazie. Prego.

CUCCU CARLA (M5S). Grazie, Presidente. Con la legge regionale 13 giugno 2014, la numero 2, rubricati interventi regionali per la prevenzione della fetopatia alcolica, il Consiglio regionale ha previsto una serie di interventi finalizzati alla prevenzione della FAS. In particolare, tale legge stabilisce che la Giunta regionale, con deliberazione adottata entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge stessa su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, approvi linee guida in materia di: modalità di riconoscimento del diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo del dosaggio della Gamma-GT e della transferrina desialata, quando i predetti esami sono essenziali per la conferma del sospetto diagnostico di abuso di alcol nelle donne in età fertile o in stato di gravidanza; schema tipo di questionario da sottoporre in forma anonima alle donne a rischio di abuso di alcol in età fertile o in gravidanza; proposte di percorsi di presa in carica delle donne a rischio di abuso di alcol in età fertile o in gravidanza e dei soggetti affetti da fetopatia attraverso consultori, servizi per le dipendenze o associazioni di auto-mutuo aiuto che si occupano di problemi alcol correlati. La Giunta regionale deve inoltre istituire un tavolo permanente per la prevenzione della fetopatia alcolica e dei problemi alcol correlati, che includa le istituzioni sociali e le realtà associative che si occupano di siffatti problemi ed elaborare campagne di prevenzione e sensibilizzazione nei vari settori della società e nelle scuole di ogni ordine e grado. La legge contiene infine una clausola valutativa che prescrive alla Giunta regionale di presentare ogni due anni al Consiglio regionale una dettagliata relazione sullo stato di attuazione delle misure previste e sull'efficacia delle stesse. Considerato che la Giunta regionale ha dato attuazione alla legge regionale numero 12 del 2014, soltanto due anni e mezzo dopo la sua entrata in vigore con la deliberazione numero 64/5 del 2 dicembre 2016, con la quale ha dato mandato all'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale al fine di istituire il tavolo tecnico per l'elaborazione delle linee guida in materia di FAS e ha deliberato l'istituzione del tavolo permanente di monitoraggio per la prevenzione della fetopatia alcolica e dei problemi alcol correlati, attraverso l'elaborazione di campagne di prevenzione e sensibilizzazione nei vari settori della società e nelle scuole di ogni ordine e grado, precisando che lo stesso sarebbe stato composto oltre che dai membri del tavolo tecnico anche dalle seguenti istituzioni e realtà associative: Associazione regionale Club algologici territoriali, Associazione Centro di accoglienza Don Vito Sguotti, Associazione amici della vita (Carbonia-Iglesias). Purtroppo si è dovuto attendere un altro anno col decreto assessoriale numero 37 del 21 dicembre 2017 per ottenere la costituzione, presso l'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, del tavolo tecnico di cui sopra. Nel decreto in questione i compiti del tavolo tecnico venivano dettagliati come segue: stabilire le modalità di riconoscimento del diritto all'esenzione per le prestazioni finalizzate alla conferma del sospetto diagnostico di abuso di alcol nelle donne in età fertile o in stato di gravidanza; definire i contenuti dello schema tipo di questionario da sottoporre in forma anonima alle donne a rischio di abuso di alcol in età fertile o in gravidanza; definire le proposte di percorsi di presa in carico delle donne a rischio di abuso di alcol in età fertile o in gravidanza, e dei soggetti affetti dal fetopatia attraverso consultori, servizi per le dipendenze o associazioni di auto-mutuo aiuto che si occupano di problemi alcol correlati. Nonostante l'istituzione del tavolo tecnico, sono servite svariate interrogazioni e mozioni consiliari, nonché sollecitazioni provenienti dall'associazionismo e dall'opinione pubblica per addivenire alla predisposizione e all'approvazione delle linee guida. Le linee guida relative al protocollo di utilizzo degli esami previsti… chiedo scusa Presidente, io sono abituata a parlare e ad avere anche dei sottofondi, ma così è veramente eccessivo, chiedo cortesemente un po' di rispetto…

PRESIDENTE. Ha ragione, ho già invitato i colleghi a mantenere un contegno idoneo a quest'Aula, speriamo che riesca a proseguire. Prego.

CUCCU CARLA (M5S). La ringrazio. Le linee guida relative al protocollo di utilizzo degli esami previsti dalla legge regionale 13 giugno 2014, numero 12, predisposte dal tavolo tecnico, sono state approvate, unitamente al questionario "Alcohol use disorders identification test" da sottoporre in forma anonima alle donne a rischio di abuso di alcol in età fertile o in gravidanza, dalla Giunta regionale con deliberazione numero 57/50 del 21 novembre 2018, ben undici mesi dopo l'istituzione del Tavolo tecnico. Le linee guida prescrivono agli operatori sanitari di sottoporre le donne che manifestano l'intenzione di intraprendere una gravidanza ad un'anamnesi alcologica secondo il questionario AUDIT e, in caso di sospetto abuso di alcol, di prescrivere in prima battuta l'emocromo e il dosaggio della Gamma-GT e, in caso di alterazioni di tali esami, la transferrina desialata, che può essere effettuata esclusivamente presso il Centro di riferimento regionale per la conferma del sospetto diagnostico dalla FAS, individuato nel laboratorio analisi chimico-cliniche e microbiologiche del presidio ospedaliero Santissima Trinità di Cagliari. Nella deliberazione numero 57/50 del 2018 si chiarisce che, mentre la Gamma-GT e una prestazione LEA, la transferrina desialata è stata inserita come nuova prestazione LEA dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, e che, siccome l'erogazione delle nuove prestazioni in ambito di assistenza specialistica ambulatoriale è subordinata all'approvazione della transferrina desialata, deve considerarsi come prestazione extra LEA. La Giunta regionale, tenuto conto del carattere indispensabile della transferrina desialata per la conferma del sospetto diagnostico di abuso di alcol, ha deliberato di introdurre tale esame tra i LEA aggiuntivi regionali, ponendo l'intero costo della prestazione a carico della Regione fino al raggiungimento della soglia massima, con un monitoraggio trimestrale della relativa spesa. Tuttavia, il tavolo tecnico non ha assolto interamente il mandato ricevuto, giacché la Giunta regionale ha dovuto demandare ad un successivo provvedimento la redazione dei percorsi di presa in carico delle donne a rischio di abuso di alcol, in età fertile o in gravidanza, e dei soggetti affetti da fetopatia, con la precisazione che, nelle more, la presa in carico avrebbe dovuto essere ancora garantita dai servizi per le dipendenze, dai servizi di alcologia e dai consultori familiari. Rilevato che facendo seguito alle linee guida del tavolo tecnico approvate con la deliberazione numero 57/50 del 2018, il Direttore del Servizio promozione e governo delle reti di cura della Direzione generale della sanità della Regione Sardegna ha informato, con la nota protocollata numero 2313 del 31 gennaio 2019, i Direttori generali dell'ATS e delle altre aziende sanitarie del Servizio sanitario regionale circa l'avvenuto inserimento della prestazione transferrina desialata nel nomenclatore tariffario regionale. Ciononostante, a tutt'oggi non risulta che gli operatori sanitari siano a conoscenza di quanto previsto dalla legge regionale numero 12 del 2014, dalla deliberazione 57/50 del 2018 e dalle linee guida nella parte relativa al riconoscimento del diritto all'esenzione per gli esami necessari per la conferma del sospetto diagnostico di abuso di alcol nelle donne in età fertile o in stato di gravidanza. Rilevato, inoltre, che non risulta ancora costituito il tavolo permanente di monitoraggio per la prevenzione della fetopatia alcolica e dei problemi alcol correlati, già previsto nella deliberazione numero 64/5 del 2016, né risulta adottato alcun provvedimento ulteriore per la redazione dei percorsi di presa in carico delle donne a rischio di abuso di alcol, in età fertile e in gravidanza, e dei soggetti affetti da fetopatia. Ritenuto che la reiterata inerzia della Giunta regionale precedente nell'attuazione della legge regionale numero 12 del 2014 sia il sintomo di una pericolosa indifferenza delle istituzioni nei confronti di un problema drammatico che comporta un notevole costo sociale ed economico, diretto e indiretto, per la comunità regionale, la prevenzione costituisca l'unica strada percorribile per arginare il diffondersi del problema; la legge regionale numero 12 del 2014 rappresenti uno strumento efficace di prevenzione e sensibilizzazione al quale non si può e non si deve rinunciare. Una volta definiti sul piano tecnico i modelli di percorso di presa in carico delle donne a rischio di abuso di alcol, in età fertile o in gravidanza, e dei soggetti affetti da fetopatia, possa essere valutata l'opportunità di individuare, per la sperimentazione iniziale di detti modelli, nell'ambito del Distretto sociosanitario di Iglesias un centro pilota di riferimento per consultori, SERD e associazioni di auto-mutuo aiuto che si occupano dei problemi correlati. Impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a dare piena e immediata attuazione alle previsioni della legge regionale numero 12 del 2014, in particolare attraverso la costituzione del tavolo permanente di monitoraggio per la prevenzione della fetopatia alcolica e dei problemi alcol correlati, già previsto nella deliberazione numero 64/5 del 2016, nonché la definizione di modelli di percorsi di presa in carico delle donne a rischio di abuso di alcol, in età fertile o in gravidanza, e dei soggetti affetti da fetopatia alcolica. Riferire regolarmente e dettagliatamente al Consiglio regionale in merito allo stato di attuazione e all'efficacia delle misure e degli interventi previsti dalla predetta legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC). Inizialmente il mio intervento è anche sull'ordine dei lavori. Presidente, le sarei grato se d'ora in avanti, quando noi (…) le mozioni, si discuta la mozione e si segua questa procedura, senza interferenze di nessun genere e senza che la mozione stessa possa essere modificata prima della discussione generale della mozione. Questo ci tenevo a dirlo perché ieri sera, avendo avuto un ascesso, mi sono dovuto allontanare, mi sono scusato con l'Assessore e con chi di dovere, e non ho potuto partecipare. Quindi chiedo se la lettura che ha fatto l'onorevole Cuccu è praticamente la prima stesura. È la vostra stesura o quella concordata? Basta che mi risponda se è l'una o l'altro…

(Risposta fuori microfono della consigliera Carla Cuccu)

OPPI GIORGIO (UDC). … Se è quella definita in Aula non fa parte nostra, perché non abbiamo firmato niente, il mio Capogruppo non ha firmato, io prima andare via ho chiesto al Capogruppo di firmare; questo perché sia chiaro.

(Risposta fuori microfono della consigliera Carla Cuccu)

OPPI GIORGIO (UDC). … No, adesso l'ho firmata, possiamo essere d'accordo, lo seguiamo le prassi, perché certamente non è corretto, perché io ho pregato il Capogruppo di firmare, quindi ho detto anche ad altri che firmassero tutti i Capigruppo, le altre cose si fanno alla fine della discussione.

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, io ho seguito con attenzione l'onorevole Cuccu che ha illustrato la mozione, ma è la stessa che ha deposita, che io l'ho agli atti.

OPPI GIORGIO (UDC). No, non è la stessa. Ma bene, va bene! Io ho soltanto chiesto perché, per esempio, se uno fa un emendamento orale, io sono sempre stato colui il quale si è alzato e ha detto che non era d'accordo, basta che un solo Consigliere non sia d'accordo e non si può fare un emendamento orale, viene bocciato.

PRESIDENTE. Però, io immagino che l'onorevole abbia illustrato per sintesi la mozione, dopodiché la parte deliberativa è la stessa, se c'è la possibilità di fare, immagino, un ordine del giorno congiunto lo si depositerà dopo, congiuntamente, ma oggi, adesso all'ordine del giorno in discussione c'è la mozione originale; questa è la procedura e questo è quello che deve essere fatto.

OPPI GIORGIO (UDC). Presidente, mi consenta di dirle che quando viene messa lì la mozione, si parla e si discute di quella mozione, io sono d'accordo anche alla modifica, sia chiaro, ho chiesto perché prima di andarmene ho pregato il Capogruppo di firmare, e ho detto ad alcuni Consiglieri che si stavano attivando per questo di consentire che tutti i Capigruppo la firmassero, perché fosse l'unanimità, e quindi probabilmente non ci sarebbe stata neanche discussione, però ne approfitto, visto che… ieri non sarei intervenuto, ma probabilmente avremmo firmato tranquillamente, possiamo firmare dopo, non cambia niente. Allora, io credo che due cose vadano dette: come è nata questa legge… però toglietemi i minuti perché io ho fatto un intervento di diversa natura… allora, questa legge è nata male, è nata in una notte di guerra, il centrosinistra arrivò all'una del mattino, non volle discutere neanche eventuali emendamenti, e fu approvata all'unanimità dall'intero Gruppo della maggioranza che, di fatto, poi approvò all'unanimità. La legge fu approvata successivamente, perché siamo d'accordo, all'unanimità in Aula nella seconda fase, però è chiaro che la legge… si tratta di interventi di prevenzione soprattutto della fetopatia alcolica, stabilisce degli importanti percorsi da seguire al fine di individuare le donne a rischio e la loro eventuali presa in carico da parte servizi pubblici preposti - il SERD, i servizi di alcologia e consultori -, consentendo di riconoscere le situazioni a rischio grazie all'esenzione del pagamento del ticket degli esami ematici utili all'accertamento, e la Gamma GT e la transferrina desialata. A questo punto cosa succede? Che è evidente che invece in questa mozione c'è un tentativo, anche corretto, ma poteva essere anche non fatto, perché dopo un paio d'anni, è stato detto bene, dopo un paio d'anni, esattamente nel 2017, è stato istituito finalmente, il 21-12, cioè con decreto dell'Assessore, il tavolo tecnico, e si è insediato anche il tavolo tecnico, c'è stata un'altra delibera del 2018, però il tavolo tecnico anche allargato a strutture esterne, e, di fatto, si è verificato che poi non è entrato nel vivo, perché la funzione è quella di dire ai medici di base, e quella di dire ai ginecologi: "guardate che esiste la possibilità, c'è un pericolo che è grave, e quindi è fondamentale che voi vi informiate". Questa informazione è venuta meno, nonostante ci sia stata una marchetta - perché il termine l'ho coniato io a suo tempo - fatta non per l'ATS, ma per altri, di 150.000 euro all'anno per poter garantire che si potevano fare gli esami gratuitamente, però questa (…), oggi è operativo, ci sono nel 2018 i 150 mila euro, sono stati dati all'ATS che un po' evidentemente ha dormito e qui non ha consentito questo. Ma io credo che sia opportuno, verificato che stiamo discutendo la mozione, l'Assessore lo sa certamente più di me, che unitamente a queste associazioni, che sono l'ARCAT, l'Associazione Centro di accoglienza Don Vito Sguotti, una volta diretto da un grande sacerdote, Don Diaz, e anche praticamente gli alcolisti, ma c'è una struttura che si chiama Alcolisti Anonimi, Assessore, lei la conosce bene, che non è come queste piccole cose e che, possiamo dirlo tranquillamente, non è conosciuta soltanto nella Regione Sardegna, ma nel mondo, e in questo elenco fatto, di queste tre strutture, quando si è riunito il tavolo tecnico, mancava questa come mancava anche il Cui Prodest, che praticamente prevale nel territorio dell'area metropolitana di Cagliari e ha una rispondenza notevole. Quindi credo che sia anche questo importante.

Io volevo fare due osservazioni, le ho fatte, ma di fatto le voglio ripetere. Per quanto riguarda l'interpellanza se è la prima, perché nella seconda non c'è, si parla di 40.000 alcolisti presenti nel solo territorio regionale, esso parrebbe indicare più il numero di decessi annui. Si è preso il dato dai decessi annui dati da parte del Ministero, nell'intero territorio nazionale peraltro, e non dei soli alcolisti in quello regionale perché così non è, di cui la metà donne, per la maggior parte in età fertile, e cioè così come le riferite 65 patologie per cui c'è stata una richiesta dell'articolo 105, e quindi l'accesso agli atti, si è verificato e si è dimostrato, l'Assessorato ha dei dati molto puntuali, che non sono 65 casi, che non ci sono, ma bensì che la stima di incidenza è solo 8 casi dal 2006 al 2014, ci sono stati soltanto 8 casi di fetopatia alcolica accertati, così come d'altra parte i 650 aborti, parlavo stamattina con l'ex preside della struttura ginecologica professor (…), che dice provocati da abuso alcolico non diagnosticati, non si comprende come siano stati individuati dal momento che nella stessa nella stessa mozione è stato specificato non diagnosticati; se non sono diagnosticati non si può parlare di 650…

Tale legge, che nella sua formulazione appare adeguata alle esigenze - e qui lo voglio dire - delle donne che usano alcolici in gravidanza in età fertile dovrà impegnare la Giunta, e qui siamo perfettamente in linea anche con quanto è stato poc'anzi letto, a costituire questo tavolo permanente che funzioni, allargato magari a qualche struttura di livello internazionale, disatteso dalla precedente Giunta e a cui l'attuale dovrà dare seguito. Dovrà inoltre implementare la formazione perché qui va fatta la formazione soprattutto dei vari operatori sanitari che di tale operazione si occupano, quindi ginecologi, sono praticamente i medici di base, tutte le strutture collaterali che possono esercitare una funzione di informazione, attivando corsi di formazione miranti a sensibilizzare e a promuovere una efficace prevenzione della popolazione generale.

Questo oggi l'ho voluto dire perché non ho gradito, lo dico con molta chiarezza e non lo permetteremo mai che non si adoperino - voi non c'entrate - dei sistemi che sono diversi. Il mio Capogruppo ieri non ha partecipato alla Conferenza dei Capigruppo, eppure era qui, forse era distratto. Dopodiché ho parlato con una parte e con l'altra e con l'interessato dicendo di mettere una firma perché io ero impossibilitato, non c'ero, se no l'avrei seguita maggiormente…

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, il tempo a sua disposizione è terminato.

Per confermare che la mozione attualmente all'ordine del giorno è quella originale. La procedura non consente la discussione di un'altra. Io non ne ero assolutamente a conoscenza e davo per scontato, così com'è, che la mozione fosse quella originaria. Dopodiché se vi è un accordo o la possibilità di redigere un ordine del giorno unitario immagino che i proponenti chiedano una sospensione e lo presentino.

È iscritto a parlare il consigliere Michele Ennas. Ne ha facoltà.

MICHELE ENNAS (LEGA). Buongiorno Presidente, buongiorno a tutti. Noi come Gruppo condividiamo l'impianto generale della mozione, tra l'altro è un argomento su cui abbiamo posto l'attenzione fin da subito anche noi. Quello che sottolineiamo è l'opportunità di inserire e valutare la problematica, quello che diceva anche l'onorevole Oppi, su ampia scala, quindi coinvolgendo in questo tavolo tecnico permanente vari soggetti per avere un respiro regionale sicuramente più efficace. Quindi quello che vorremmo proporre per arrivare a un ordine del giorno unitario è una sospensione per verificare la sussistenza delle condizioni per la presentazione di un testo condiviso tra tutte le forze politiche a partire dalla mozione appena presentata. Grazie.

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale è sospeso per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 39, viene ripresa alle ore 10 e 54.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Rinuncio.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, arrivati a questo punto rinuncio anch'io, però sull'ordine dei lavori mi preme dire due cose, ma lo dico a me stesso per carità senza voler bacchettare nessuno. Lei da poco ha dichiarato anche pubblicamente il rispetto di noi stessi che vuol dire rispettare anche la puntualità, avere puntualità in quest'Aula e ho notato anche stamattina alle nove e mezza i soliti, tra virgolette, non uso un termine, eravamo veramente in pochi. Io la invito veramente a trovare un sistema che secondo noi c'è, come Presidenza, per mettere nelle condizioni i consiglieri o meglio di obbligare un po' i consiglieri alla puntualità, che ne so, ripristinare i vecchi sistemi che c'erano, chiedendo la verifica del numero legale, comunque mi sembra che sia un modo per cercare di rispettare noi stessi. Sulla mozione noi siamo d'accordo come gruppo PSd'Az, credo e ho visto che abbiamo una mozione condivisa, quindi preannuncio il voto favorevole.

PRESIDENTE. Io la ringrazio anche per questo intervento, solamente per comunicare quello che ho avuto già modo di dire in sede di Conferenza di Capigruppo, cioè la prossima volta l'intenzione del sottoscritto è quella di riaggiornare la seduta qualora all'ora prestabilita non vi fosse il numero legale.

Continuazione della discussione della mozione Cuccu - Manca Desirè Alma - Ciusa - Li Gioi - Fancello - Solinas Alessandro in merito alla mancata attuazione della legge regionale n. 12 del 2014 (Interventi regionali per la prevenzione della fetopatia alcolica) (2) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Agli esiti peraltro positivi delle interlocuzioni che si sono svolte durante la sospensione, anche io rinuncio all'intervento sulla mozione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Mi fa piacere che si sia parlato di un problema di prevenzione legato alla fetopatia alcolica perché la linea dell'Assessorato che io rappresento sarà da oggi in poi improntata proprio a garantire e implementare tutte quelle che sono le tematiche legate proprio alla prevenzione a 360 gradi in ambito sanitario e socio sanitario. Per quello che riguarda proprio la tecnica della mozione e i contenuti della mozione rispetto a quello che è stato detto in Aula, quasi quasi sarei tentato di spegnere il microfono e andare via perché l'onorevole Oppi ha provveduto già a spiegare con dovizia di particolari quali sono le tematiche legate oggi allo stato dell'arte sull'applicazione della normativa sulla fetopatia alcolica. Qualche altra precisazione che posso darvi è quella che i servizi interessati sono stati allertati, la casistica del 2019 è quella di zero casi segnalati.

Praticamente le responsabili che sono la dottoressa Aste, responsabile del laboratorio del Centro di riferimento per la conferma del sospetto diagnostico e la dottoressa Boi, responsabile del trattamento dei disturbi psichiatrici e alcol correlati, hanno detto che non c'è stata nessuna richiesta ad oggi degli esami di conferma mediante la transferrina desialata.

Peraltro, come è già stato detto, si è provveduto a inserire il codice di esenzione D98 nel disciplinare dei flussi della Regione Sardegna, per cui diciamo che quasi tutto quello che era stato previsto dalla normativa in materia è stato in questi ultimi anni attuato. La cosa che manca e sulla quale l'Assessorato concorda, la Giunta concorda, è quella di attivare il tavolo permanente, quello sì, probabilmente è l'unica cosa che è mancata nell'espletamento degli adempimenti legati alla norma, quello dell'istituzione del tavolo permanente che potesse poi portare a delle metodiche di implementazione delle misure come quelle di coinvolgere maggiormente i medici di medicina generale e inserirli nel portale MEDIR. Per il resto, anche rispetto a quello che è stato fatto per la valutazione della casistica legata alla problematica, sono stati interessati anche i responsabili delle terapie intensive neonatali cioè il dottor Fanos che è il responsabile di quella della AOU di Cagliari e il dottor Olzai della TIN-AOU Sassari e loro stessi riferiscono che nel 2019 non hanno ricevuto nessuna segnalazione, nessun ricovero per neonati affetti da fetopatia alcolica. È stato confermato poi lo stanziamento di 150.000 euro nel 2018 che però ovviamente è rimasto praticamente intonso vista la mancanza di casistica a riguardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare la consigliera Carla Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU CARLA (M5S). Noi accettiamo l'ordine del giorno condiviso e vado a leggere quindi il dispositivo finale, ovverosia che impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale…

PRESIDENTE. Scusi, non deve leggere l'ordine del giorno, deve replicare all'intervento della Giunta, poi l'ordine del giorno qualora volesse presentarlo alla fine lo presentiamo.

CUCCU CARLA (M5S). Chiedo scusa, ero veramente distratta. Io condivido quanto ha replicato chiaramente la Giunta, aggiungo semplicemente che ci conforta questa predisposizione a voler agire in termini di prevenzione piuttosto che di diagnosi postuma, poi da recuperare.

PRESIDENTE. Io ancora attendo, mi hanno detto che è stato predisposto un ordine del giorno congiunto del quale però io ancora non ne ho copia originale, né sottoscrizione. Perché mi è arrivato sul tavolo della Presidenza un ordine del giorno che immagino sia congiunto, però mancano le firme. Siccome la forma è sostanza, è importante che chi lo voglia sottoscrivere, lo sottoscriva, perché altrimenti non sono in condizioni di poterlo accogliere.

Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 11 e 14.)

PRESIDENTE. Prego i consiglieri di prendere posto. È stato presentato l'ordine del giorno condiviso numero 1, ne stanno predisponendo le copie, però possiamo proseguire sull'ordine dei lavori.

Non ci sono iscritti a parlare. Dichiaro chiusa la discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Chiedo di vedere il testo prima delle dichiarazioni di voto, perché io non ho visto il testo definitivo. Quindi chiedo di avere il testo, di poterlo visionare per dire va bene, o non va bene, per fare la dichiarazione di voto. Tutto qui.

PRESIDENTE. Va bene, pensavamo fosse condiviso.

Il Consiglio è sospeso per altri due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 16, viene ripresa alle ore 11 e 18.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Il testo dell'ordine del giorno è stato distribuito.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, ma per dichiarare il voto favorevole del nostro Gruppo a questa mozione, anche se ci sono alcune parti, anche in base alla relazione dell'assessore, che andrebbero ulteriormente chiarite. Per esempio il fatto che non ci siano casi segnalati di fetopatia alcolica sta a testimoniare che c'è una scarsa carenza e una scarsa conoscenza del problema da parte anche degli organi sanitari, e quindi che le misure preventive non son state messe in campo, perché a fronte di un numero elevato di alcolisti cronici è impensabile che in Sardegna non ci siano casi di fetopatia alcolica. E quindi da questo punto di vista bisogna lavorare per rendere efficiente quella che è un'ottima legge, una legge che va a coprire un settore delle delicato e che svolge funzioni di prevenzione.

Votiamo a favore di questa legge, anche se non condividiamo che ci sia stata una grave e reiterata inerzia da parte della Giunta precedente, perché a quanto ha detto l'Assessore tutte le procedure tecniche sono state comunque messe in campo e sono già operanti. Votiamo comunque a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Presidente, anch'io esprimo a nome mio e a nome del gruppo il voto a favore di questo ordine del giorno, avremmo votato anche la mozione. Ringrazio la collega Cuccu di aver messo in risalto questa problematica che va affrontata con atti concreti, e gli atti concreti sono la messa in opera immediatamente di tutto quello previsto dalla legge e dalla determina di Giunta precedente. Davvero è arrivato il momento in cui quello che si approva in quest'Aula possa venire tradotto appunto in atti concreti immediatamente. E quindi bene ha fatto la collega a ben rappresentare la situazione, che riguarda comunque tantissimi dei nostri concittadini ai quali dobbiamo dare tutto il supporto possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, per esprimere il voto favorevole all'ordine del giorno del gruppo dei Progressisti e per auspicare che in merito all'attuazione della mozione della delibera di Giunta, e soprattutto della legge del 2015, ci sia un serio lavoro anche da parte della Commissione sanità. A volte questo Consiglio, questa è l'abitudine che purtroppo si è presa nel corso delle legislature, è abituato, è stato abituato a approvare le mozioni e poi lasciare che col tempo diventassero lettera morta. Capisco che l'Aula, ovviamente, soprattutto quando si entrerà nel vivo del percorso normativo e dell'approvazione delle norme, sarà sempre di più difficile convocazione sui temi appunto contenuti nelle mozioni, però esistono le Commissioni consiliari, tra i compiti delle Commissioni ci può essere anche quello di audire puntualmente gli assessori e le strutture dell'Assessorato alla Sanità, l'auspicio è che magari già nei prossimi mesi, in una seduta che sono certo il Presidente Gallus non esiterà a convocare su questi temi, si possa anche toccare con mano lo stato di attuazione sull'argomento, e magari anche intervenire per sanare sul nascere eventuali inerzie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, ma intanto per annunciare il voto favorevole del gruppo del PSd'Az, e poi dire una battuta in sardo, perché noi dalle nostre parti diciamo: "Sa curpa est lepia, ma no da cherret nemos", tradotto "La colpa è leggera ma non la vuole nessuno". Quindi, siamo favorevoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 11.

Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Presidente, io avevo intenzione di rinviare questa mozione, però colgo l'occasione per dire, che visto che siamo un pochino tutti, approfitto della presenza in Aula dell'assessore Nieddu, visto che siamo un pochino, lo siamo stati in campagna elettorale, lo siamo ancora oggi, tutti un pochino preoccupati per l'andamento della sanità in Sardegna, non le parlo di Olbia, perché ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli, l'ho fatto per tre anni in quest'Aula e potrei continuare a farlo, dico solo che nel reparto di Medicina durante la notte non è presente il servizio di OSS per cui l'indomani mattina possiamo immaginarci come vengono trovati i pazienti. Questo credo che sia a livello di terzo mondo e quindi vorrei rinviare questa mozione e vorrei chiedere anche che i dati che io ho illustrato, che non sono precisi, vengano precisati meglio da un lavoro che venga fatto dalla Commissione. È vero che qui ho scritto che sono aumentati i costi delle spese per i direttori, nonostante siano stati diminuiti di dieci, poi sono andato a fare un'analisi più attenta di quei dati e probabilmente c'è un errore, ma poi alla fine se noi valutiamo che con la riforma oltre ai direttori generali, amministrativi e sanitari che fanno parte delle ASL, che sono dieci in meno, ci sono però le figure dei direttori delle aree socio sanitarie locali, quindi sommando anche i compensi che vengono elargiti a questi direttori la cifra è sicuramente superiore a quella che ci sarebbe stata se avessimo avuto i trentasei direttori generali al posto dei 24. L'altra cosa molto importante che vorrei anche che questa Commissione facesse un lavoro per verificare, e questo è molto importante, come mai alcuni Direttori di Dipartimento, potrei fare anche nomi ma non mi sembra corretto, si elargiscono volutamente dei compensi che sono pari per ogni annualità a 166.000 euro di spesa in più. Cioè in un periodo storico nel quale abbiamo assistito alla riduzione drastica, giusta tra l'altro, dei compensi di chi fa politica, in questo stesso Consiglio regionale ha visto nel 2014 una riduzione di oltre il 60 per cento di quelli che erano i compensi ricevuti, mi chiedo per quale motivo e noi ovviamente nonostante continuiamo a percepire uno stipendio che come le ho detto è un terzo rispetto a quello che veniva percepito fino al 2014, ovviamente siamo sempre visti come una casta, andiamo per strada e ci vilipendiano in tutti i modi, e abbiamo invece dei direttori che dicono di aver raggiunto gli obiettivi e vorrei capire quali sono gli obiettivi raggiunti, perché come abbiamo detto tutti, tutti unanimemente destra, sinistra, Cinque stelle risultati non solo non ci sono ma è una situazione catastrofica, soprattutto in alcune realtà locali, io vedo questi compensi per aver raggiunto gli obiettivi persone che si hanno, si hanno perché se lo son fatti da soli, attribuito compensi annui per 17.000 euro netti. Ma stiamo scherzando? Ma stiamo scherzando? Assessore, la prego, la prego veramente di intervenire immediatamente su questo. Poi non le parlo di situazioni come avrei qua da leggere, ma non lo faccio lo farò quando rifaremo la mozione, cosa è il pronto soccorso di Olbia; il pronto soccorso di Olbia dove è arrivata una persona che ha fatto una lettera, mi ha fatto una lettera, che si è spaccata il labbro è rimasta sedici ore in corso buttata nel Pronto Soccorso per essere ricevuta da un medico. Ma non è la colpa dei medici, la colpa è di chi lo dirige, di chi lo organizza quel pronto soccorso e di chi detiene oggi il comando di questa sanità, uso un termine inappropriato che può sembrare inappropriato, ma il comando che dovrebbe avere la dignità di dimettersi e andarsene a casa, non di aspettare di trovare una soluzione per poter continuare ad avere un compenso di 240.000 euro l'anno. Ma stiamo scherzando? Quindi la prego, Assessore, assieme al Presidente assieme a tutta la Giunta di prendere in mano immediatamente questa situazione e le chiedo, la cosa che chiedo e chiedo anche che venga messa ai voti, che si vada in Commissione a verificare questi dati che possono essere a prima vista un po' errati ma vorremmo avere da parte dell'Assessore dopo un lavoro fatto dalla Commissione una panoramica completa di quelle che sono le spese sanitarie e poi ovviamente non le chiediamo cosa ne pensa né l'Assessore né nessuno dei componenti della Commissione sulla salute, mi sembra un gioco di parole, della sanità sarda perché credo che sia superfluo farlo.

Un'altra cosa, questo mi riferisco ad alcuni interventi fatti in quest'Aula relativi sia alle province che al numero delle ASL, ovviamente io provengo da un territorio che durante l'anno c'è il passaggio di circa 6 milioni di persone, che transitano per Olbia, e abbiamo anche un periodo l'anno che è composto di quattro o cinque mesi nei quali la popolazione residente effettiva nel territorio gallurese è superiore a quella dell'area metropolitana di Cagliari. Quindi quando andremo a verificare una verifica di quella che sarà l'assetto, come tutti ci auguriamo, delle nuove ASL, così come quello delle province, mi auguro che dopo una discussione, perché le discussioni si fanno all'interno di una maggioranza, come si sono fatte nel centrosinistra, si fanno nel centrodestra, si fanno anche credo all'interno di un gruppo politico come quello dei Cinque stelle, noi, io in prima persona, ma anche altri, chiederemo che se le province siano cinque e che anche le ASL siano cinque. Quindi rivendichiamo come è giusto che sia, anche per i numeri che ci sono, l'autonomia di una ASL gallurese che fino al 2016 c'era, quindi crediamo che ci sia ancora dopo la nuova riforma che mi auguro che domani mattina possiamo iniziare a lavorarci, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Satta, quindi mi pare che lei abbia ritirato, procrastinato… Se siete tutti d'accordo non c'è bisogno di votazione, altrimenti allunghiamo ulteriormente. Non mi sembra che ci siano contrari, quindi va bene così.

Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente, chiedo una sospensione di dieci minuti.

PRESIDENTE. Dieci minuti. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 34, viene ripresa alle ore 12 e 02.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

PRESIDENTE. Invito i consiglieri a prendere posto, grazie.

Proseguiamo con l'ordine dei lavori. È prevista adesso la mozione numero 13 presentata da Ganau e più, però non essendo presente l'Assessore competente, in particolare l'Assessore dell'industria, propongo che venga rinviata. Siete d'accordo? Sì. Dei trasporti, sì, scusate.

Discussione della mozione Agus - Ganau - Cocco - Zedda Massimo - Satta Gian Franco - Orrù - Caddeo - Piu - Stara - Loi - Deriu - Comandini - Piscedda - Lai - Corrias - Meloni sulla possibile scelta della Sardegna quale sito per il deposito unico delle scorie nucleari italiane (7) e approvazione di ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 7.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). La mozione numero 7 porta in aula un tema sentito dalla popolazione sarda, che è quello della possibile scelta dell'isola come ubicazione del deposito unico per le scorie nucleari. Quest'Aula si è già pronunciata in passato, tre anni fa era stato approvato, il 28 aprile 2015, l'ordine del giorno numero 38, dal 2015 ad oggi però, politicamente e non solo, è passata un'era geologica. Quindi, essendo iniziata una nuova legislatura a livello statale ed essendo iniziata una nuova legislatura a livello regionale, non esiste argomento migliore di questo per iniziare il lavoro che questo Consiglio dovrà fare nei prossimi anni, argomento sul quale occorre ed è urgente una pronuncia del nostro Consiglio che sia univoca e non fraintendibile. In queste settimane, in questi mesi si sono moltiplicate le dichiarazioni a mezzo stampa di esponenti del Governo, quasi tutte tendono a minimizzare il rischio e la possibilità che la nostra isola diventi in futuro sito del deposito unico, è vero però che ancora la carta della Sogin sulle aree che effettivamente potrebbero ospitare in futuro le scorie nucleari ancora non è conosciuta ai comuni mortali. Doveva essere pubblicata nel 2018, sono passati mesi, continuano a passare i mesi, ma ancora non si conosce l'esatta mappa delle aree dove sarebbe possibile costruire il deposito unico di scorie nucleari. Nel mentre, aumentano le grida di allarme dei depositi provvisori che per ora ospitano le scorie nucleari presenti nel nostro territorio, aumentano le sollecitazioni dalle basi estere che ospitano le scorie di proprietà dell'Italia, e aumentano anche i rischi che quell'energia dichiarata più volte come totalmente sicura dimostra appunto col passare del tempo. È notizia della scorsa settimana il fatto che in un deposito di scorie nucleari statunitense siano state riscontrate delle crepe non previste che potrebbero addirittura mettere a rischio anche la tenuta del deposito stesso. Insomma, quelle tecnologie che dovrebbero in teoria mettere in assoluta sicurezza e preservare in assoluta sicurezza la vita e la salute dei cittadini poi non sono mai totalmente sicure.

Per cui, questa è l'opinione mia e dei firmatari della mozione, è meglio, a scanso di equivoci, evitare che la nostra isola diventi una pattumiera nucleare e venga gravata dall'ennesima servitù della quale, anche in ragione delle prospettive di sviluppo che tutti noi vorremmo costruire per la Sardegna, deve farne a meno, quindi l'auspicio è che l'Aula si esprima con una maggioranza quanto più ampia possibile e che la mozione venga approvata nella giornata di oggi. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mura. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Grazie, Presidente, ne userò anche meno di sei minuti. Siamo una terra povera, purtroppo, che non ha grandi risorse se non una importante, importantissima risorsa, che è il nostro ambiente, e credo che sia dovere e compito di tutte le istituzioni che operano nel nostro territorio quello di avere come punto fisso la difesa dell'ambiente, e io credo che siano fortemente condivisibili le parole dell'onorevole Agus e credo che non ci siano grandi difficoltà a trovare una forma di condivisione della mozione dell'onorevole Agus. Pertanto, dopo magari aver ascoltato le posizioni della Giunta, io propongo una breve sospensione, se non ci sono problemi per, magari, stilare un ordine del giorno che possa essere quanto più condiviso possibile su questo importantissimo argomento. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie, Presidente, c'è pochissimo da dire rispetto a quello che hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto. Credo che la Sardegna abbia già dato e stia dando ben oltre quello che lo Stato centrale da alla nostra Isola in termini di diritti acquisiti. Non sarebbe male ricordare che siamo ancora in attesa dei famosi 700 milioni, somme di accantonamenti rispetto alle quali la Corte costituzionale ha stabilito che devono immediatamente tornare alla nostra Isola per poter proporre soluzioni serie a quelli che sono i bisogni delle nostre comunità. Io, sembra quasi anacronistico riparlarne oggi, del no ad eventuale accoglimento di scorie nucleari nella nostra Isola, io credo che da 15 anni a questa parte anche in quest'Aula, all'unanimità sempre, si sia detto in maniera forte e determinata che noi non siamo assolutamente disponibili neanche a nessuna trattativa che possa vedere i nostri bei paesaggi deturpati da eventuali istituzioni di discariche di scorie nucleari. Per cui, oggi, non credo che dovremmo far altro, io mi auspico che si possa fare all'unanimità, come ha ben detto anche l'onorevole, sindaco anche lui, che mi ha preceduto, perché su questi temi credo che non ci possono essere colori o appartenenze. Ben volentieri accetteremo un'ulteriore sospensione per scrivere insieme un ordine del giorno. C'è anche da dire che le mozioni, gli ordini del giorno non si negano mai a nessuno, e io credo che continuare a lavorare su mozioni e ordini del giorno a poco serva, abbiamo necessità che si cominci a lavorare su proposte legislative che arrivino in quest'Aula per poter finalmente iniziare a lavorare seriamente. Comunque assolutamente favorevoli a un ordine del giorno congiunto, rispetto al quale chiaramente voteremo a favore.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Mula, che si è iscritto a parlare, comunico all'Aula e ai Capigruppo che alle 13 ci sarà una Conferenza dei Capigruppo.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie. Naturalmente anche noi del Gruppo del PSd'Az non potevamo che, comunque, dare l'assenso, intanto per un documento condiviso che, naturalmente, noi voteremo, ma anche per ricordare, e di questo credo che ne siamo tutti fermamente convinti, che credo che la Sardegna abbia già dato in passato, non solo in termini di servitù militari e quant'altro, e naturalmente crediamo che la Sardegna non può essere considerata la "pattumiera" d'Italia. Tant'è vero che sappiamo le difficoltà che si stanno creando anche a livello nazionale proprio per individuare questi siti, però quello che io vorrei chiedere, e vorrei coinvolge naturalmente anche la Giunta, è di farsi parte garante, perché ci allarmano un attimino le dichiarazioni di alcuni soggetti che appartengono al Governo nazionale, senza fare nomi, naturalmente, non è il momento di fare polemiche, però ci allarmano un attimino quando qualcuno continua a dire che questo documento a livello nazionale ancora non è stato stilato, ancora non si esclude la possibilità che la Sardegna possa essere individuata come un possibile Sito, noi siamo molto preoccupati, e su questo vorremmo anche qualche garanzia, ma una garanzia concreta, perché non è che domani qualcuno si sogna di portare qui, nell'Isola… io dico: tenetele a casa vostra! Perché noi, oltre ad aver dato tanto, se questa benedetta Isola che gode svantaggi di ogni tipo ce li devono pure caricare in nave e lì magari troverebbero pure il tempo non per riconoscerci la continuità territoriale, però troverebbero il tempo e le risorse per portarci tutte queste schifezze, e su questo noi siamo fermamente contrari. Quindi, Assessore, chiediamo veramente un impegno da parte della Giunta, e noi saremo con lei, oltre al documento condiviso, di cercare di capire qualcosa di più da parte del Governo nazionale, fermo restando che noi saremo fermamente contrari e saremo anche pronti a fare le barricate. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARIA LAURA (Progressisti). Grazie, Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, con questa mozione noi portiamo in Aula l'interesse e la volontà di tutti i sardi, che si sono già espressi con il referendum consultivo del 2011. È necessario mettere in campo tutte le nostre forze, perché si possa escludere definitivamente la Sardegna dall'elenco dei Siti idonei per la realizzazione del deposito unico delle scorie nucleari. È doveroso che il Consiglio regionale, e soprattutto il Presidente della Regione e il suo assessore all'Ambiente, Lampis, si esprimano senza ambiguità e con forza su questo tema, soprattutto alla luce del fatto che un Organismo di sicurezza nucleare, interpellato dal Governo nazionale, ha espresso parere favorevole alla richiesta di escludere dalla mappa dei Siti idonei per la realizzazione del deposito unico delle scorie nucleari tutte le aree catalogate dalla Protezione civile con il livello di rischio sismico 2. Se si osserva la mappa appare chiaro il tentativo di arrivare, attraverso una giustificazione tecnica, alla scelta della Sardegna. Dietro tutto questo, però, c'è una ferma volontà politica, soprattutto del ministro Salvini e della Lega che, personalmente, mi appare chiara e ben definita. Togliendo dalla Carta nazionale delle aree possibili per il Sito nucleare tutte le aree in classe 1 e 2 di rischio sismico, si vengono ad escludere i due terzi dell'Italia, con una sola Regione interamente inclusa nel Piano: la Sardegna. Dalle proiezioni ipotetiche la cartina parla chiarissimo; qualche area disponibile resterebbe in Lombardia, in Pianura Padana e in Piemonte, qualche area in Puglia e poi tutta la Sardegna. Se i successivi criteri poi parlano di discriminante antropica, a me l'obiettivo pare chiaro. Inoltre, siamo a conoscenza di alcune dichiarazioni rese sbadatamente da un esponente del Governo, che sottolineava il timore che il ministro Salvini voglia proporre una corsia preferenziale per il deposito di scorie in Sardegna. Obiettivamente, osservando la situazione e le prese di posizione politica, niente lascia intendere il contrario; è necessario salvaguardare il nostro territorio e i diritti alla salute dei nostri cittadini. In termini di servitù e di inquinamento la Sardegna ha già dato fin troppo, e se si crede davvero alle linee programmatiche espresse dal Presidente non lasciamo che l'identità sarda diventino le scorie nucleari. È necessario pronunciarsi chiaramente, difendere la nostra terra e il nostro popolo e il Presidente ci dica se intende uniformarsi alle decisioni che stanno maturando nell'area politica che l'ha portato a diventare Presidente o se intende rispettare la volontà dei cittadini sardi che si sono già espressi democraticamente e portare avanti gli interessi della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, noi abbiamo presentato questa mozione perché continuano a susseguirsi voci sulla individuazione della Sardegna come area ideale per una collocazione di un deposito per le scorie nucleari nazionale. Allora su questo io voglio ricordare, ma lo hanno già fatto i colleghi che mi hanno preceduto, che la Sardegna si è espressa in maniera inequivocabile già con il referendum del 2011, a cui il 90 per cento dei partecipanti al voto ha espresso il parere contrario ad ogni forma di rappresentanza nucleare, dichiarando di fatto la Sardegna denuclearizzata, e ricordo che noi siamo la Regione che più di tutte le altre soffre le servitù militari. Anzi a questo proposito chiedo anche che siano attivate tutte quelle procedure che fanno parte dell'accordo, che siano portate a compimento, e che si riapra una discussione generale sulla diminuzione delle servitù militari nella nostra isola. Noi non siamo disposti a far sì che la Sardegna diventi la pattumiera del nucleare nazionale. Questo qui l'abbiamo detto, è stato ribadito più volte.

Con questa mozione noi intendiamo chiedere semplicemente una prosecuzione dell'impegno che è già stato preso nelle precedenti legislature da parte di questo di questo Consiglio sulla volontà di opporsi con fermezza ad ogni possibile interpretazione che porti il deposito di scorie nucleari alla Sardegna. Quindi su questo chiediamo l'impegno di tutto il Consiglio e della Giunta e attendiamo ovviamente le risposte. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Buongiorno signor Vicepresidente, buongiorno a tutti, colleghi onorevoli, noi stiamo lavorando per portare avanti delle proposte, ma visto le tante mozioni presentate, che ci portano via il tempo necessario, vuol dire che qualcosa nella precedente amministrazione regionale non ha funzionato, però torniamo al tema.

Il problema sulle scorie è stato un nostro cavallo di battaglia. Abbiamo più volte sottolineato che chiunque pensi che la Sardegna possa diventare la discarica d'Italia ha fatto male i suoi calcoli. Noi non lo permetteremo mai, come era stato espresso dal nostro leader nazionale Matteo Salvini, perché viene meno la volontà del nostro popolo, perché noi stiamo tra la gente, che in occasione del referendum del 2011 vi fu un vero e proprio plebiscito del 97 per cento. Oltretutto noi di certo non siamo i maggiori produttori, non reputiamo quindi giusto essere noi a pagarne il prezzo ecologico. Siamo ben consapevoli di essere nel giusto e di fare così gli interessi del nostro popolo. Grazie.

PRESIDENTE. Purtroppo si sono iscritti a parlare fuori tempo massimo altri consiglieri, quindi devo dichiarare per il momento chiusa la discussione.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della difesa dell'ambiente.

LAMPIS GIANNI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Presidente, onorevoli consiglieri regionali, l'occasione del punto all'ordine del giorno, la mozione richiesta da alcuni consiglieri di minoranza, dà la possibilità all'Assessore e alla Giunta di fare un'informativa su quello che è stato il percorso seguito in questi anni. In tal senso il Programma nazionale per la gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi è stato assoggettato ad una procedura di valutazione ambientale e strategica di livello nazionale. Pertanto l'autorità competente è rappresentata dal Ministero dell'ambiente che ha concluso il procedimento di VAS con parere motivato ex articolo 17 del decreto legislativo 152 del 2006, emesso con decreto ministeriale del 10.12.2018.

Entrando nel merito del programma e della localizzazione del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, occorre precisare che sebbene uno degli obiettivi del programma sia quello di localizzare, costruire ed esercire il deposito nazionale destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi generati nel territorio nazionale stesso, provenienti da attività industriali, di ricerca e medico-sanitarie, e dalla pregressa gestione di impianti nucleari quando derivano da attività civili, incluso un Parco tecnologico comprensivo di un centro studi e sperimentazione, tuttavia non è con l'approvazione del programma che si individuerà il sito ove realizzare il deposito nazionale destinato alla sistemazione a titolo definitivo, quindi per smaltimento dei rifiuti radioattivi a bassa e media attività, nonché in sicurezza a titolo temporaneo di lunga durata, quindi per cinquant'anni, dei rifiuti radioattivi ad alta attività e del combustibile esaurito provenienti dalla pregressa gestione di impianti nucleari. Come spiegato nel Rapporto ambientale, infatti, il processo che condurrà alla localizzazione e successiva realizzazione del deposito nazionale sarà oggetto di un distinto procedimento, definito in questo caso dall'articolo 27 del decreto legislativo numero 31 del 2010. Ai sensi di tale articolo il percorso per la localizzazione del deposito nazionale, piuttosto complesso e articolato, parte dalla predisposizione di una Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per arrivare a selezionare il sito presso cui realizzare il deposito, tenendo conto delle autocandidature da parte degli enti locali, oltre che d'indagini tecniche specifiche mirate all'approfondita analisi dei luoghi. Nell'ambito della procedura di valutazione ambientale ci siamo espressi come Regione Sardegna durante la fase di consultazione pubblica. A tal proposito riporto un estratto del parere trasmesso dalla Regione Sardegna in cui si evidenzia l'opportunità che la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, nella versione validata dal Ministero, divenisse parte integrante del programma e come tale anch'essa oggetto del rispettivo procedimento di valutazione ambientale strategica.

In relazione all'iter precedentemente descritto si osserva che, stando alle informazioni riportate nel rapporto ambientale, tutto il processo relativo all'individuazione del sito idoneo alla realizzazione del deposito nazionale parrebbe escluso da qualsiasi procedura di valutazione ambientale prevista ai sensi della parte 2 del decreto legislativo numero 152 del 2006. Come dichiarato nel Rapporto ambientale del Programma nazionale per la gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, infatti, se da un lato la VAS non affronta gli aspetti relativi alla localizzazione del sito, in quanto oggetto di altro procedimento, dall'altro la prevista attivazione di una procedura di VIA sembrerebbe essere rinviata ad un momento successivo a quello dell'individuazione del sito destinato ad accogliere i rifiuti radioattivi. Si ritiene, viceversa, che detta Carta nazionale nella versione validata dai competenti Ministeri e dall'ISPRA debba essere parte integrante del programma e come tale oggetto del procedimento di VAS attualmente in corso. Così come proposto, infatti, il programma è privo delle azioni necessarie a garantire il conseguimento dell'obiettivo numero 4, finalizzato alla localizzazione e alla costruzione del deposito nazionale, e conseguentemente privo dei necessari elementi conoscitivi e valutativi indispensabili al fine di garantire l'integrazione delle considerazioni ambientali nel processo di approvazione del programma. A mero titolo esemplificativo si citano gli approfondimenti relativi all'adeguatezza delle infrastrutture di trasporto disponibili in relazione ai requisiti necessari a garantire la sicurezza della popolazione durante le fasi di trasporto di tale tipologia di materiale. Si ritiene pertanto indispensabile che il progetto di individuazione e selezione del sito presso cui realizzare il deposito nazionale sia accompagnato e supportato da una procedura di valutazione ambientale strategica nell'ambito della quale si possa dare riscontro del modo con cui si è tenuto conto delle considerazioni ambientali nella definizione e attuazione dei criteri adottati per la selezione delle aree potenzialmente idonee alla realizzazione del deposito stesso. L'accompagnamento di una procedura ambientale strategica al processo di selezione del sito in cui realizzare il deposito nazionale permetterebbe di restringere la rosa delle aree potenzialmente idonee a pochi siti, sui quali effettuare i successivi approfondimenti di dettaglio che potrebbero essere condotti nell'ambito dell'analisi delle alternative di localizzazione previste dalla valutazione di impatto ambientale. Ciò detto, successivamente alla conclusione del procedimento di VAS, il MISE che è l'autorità procedente avrebbe dovuto revisionare il programma alla luce delle prescrizioni contenute nel parere motivato di VAS e trasmettere il programma all'organo competente per la sua approvazione, non abbiamo riscontro dell'avvenuta approvazione del programma stesso. Tornando al processo per l'individuazione del sito presso cui realizzare il deposito nazionale, l'iter previsto dall'articolo 27 del decreto legislativo numero 31/2010 è il seguente: predisposizione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla realizzazione del deposito nazionale, verifica delle stesse da parte del Ministero del territorio e dell'ambiente, del MISE e dell'ISPRA, la pubblicazione, la presentazione di osservazioni e un seminario nazionale, aggiornamento della Carta, approvazione della Carta, invito alla presentazione di manifestazioni di interesse, definizione di intese con regioni interessate, approfondimenti tecnici e ambientali sulle aree potenzialmente idonee in relazione anche in questo caso alle regioni interessate, proposta di localizzazione e presentazione del progetto preliminare. Negli interventi che questo Consiglio ha svolto in precedenza al mio, è stato ricordato come nel 2011 i sardi si siano già espressi per il tramite di un referendum consultivo su questa paventata possibilità, hanno partecipato al voto 887.347 persone su 1.479.485 elettori sardi iscritti alle liste elettorali, cioè stiamo parlando del 60 per cento, i sì sono stati 849.691 pari, come è già stato ricordato, a circa il 97 per cento. Gli interventi di cui parlavo prima hanno mostrato ancora una volta una intesa rispetto a quelle che devono essere per il futuro le priorità di questa terra, anche in questo senso il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, la Giunta, certi di interpretare in questo caso i sentimenti dell'intero Consiglio regionale, continueranno nel solco tracciato dal risultato di quel referendum certi che per il futuro di questa terra sia più importante piantare alberi che fare depositi di scorie nucleari.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Le parole dell'Assessore sembrano indicare una direzione univoca e senza fraintendimenti e credo spianino la strada, insieme alle parole di chi è intervenuto prima, per un'approvazione unanime spero della mozione numero 7.

Non so se sia il caso, se ci sia la necessità di qualche integrazione, io credo che rispetto anche ai contenuti esplicitati dall'Assessore siano già in parte contenuti nella mozione. Sottolineo un aspetto, il fatto che aldilà dei tecnicismi, la decisione sull'ubicazione del deposito unico nazionale sarà una scelta prettamente politica perché a fronte di una Carta di aree potenzialmente idonee, poi verrà fatta una scelta anche in virtù delle esternalità positive e negative che quella scelta avrà. Lo ha citato bene l'Assessore, insieme al deposito è previsto un parco tecnologico, sono previsti una serie di investimenti che noi in Sardegna non gradiamo. È inutile il tentativo di indorare una pillola amara che i sardi hanno già dimostrato e hanno già in tutti i modi detto di non volere nel loro territorio. Questa scelta vale per oggi e vale per il futuro, però appunto si tratterà di una scelta politica, per questo motivo è bene che la politica nella forma più alta che questa Regione conosce, quindi nella decisione del Parlamento dei sardi, prenda appunto una posizione chiara e certifichi la sua volontà ancora una volta. L'ultimo punto, se ho ancora trenta secondi, riguarda la conduzione d'Aula o meglio la scelta dell'ordine del giorno di queste due sedute, giusto perché è stata posta la questione della perdita di tempo legata alle mozioni. Io intanto non credo che discutere mozioni come questa sia una perdita di tempo per la nostra Aula, credo che si sia perso tempo in maniera molto peggiore, rilevo però che da parte delle minoranze c'era la disponibilità anche a discutere dei DL e dei testi eventualmente esitati dalle Commissioni. La realtà però la conosciamo tutti, oggi e nella seduta di ieri si sono discusse mozioni perché non esistono testi pronti per la discussione in Aula, non solo, non esistono testi esitati dalla Giunta e quindi disegni di legge e non esistono nemmeno testi per cui si è iniziato l'iter di discussione in Commissione. Siccome son cose che tutti noi conosciamo, eviterei in quest'Aula di presentare appunto le cose in maniera diversa perché se il re è nudo ed è evidente, forse è meglio per tutti se tutti noi ci interessiamo al lavoro quotidiano, serio sui temi ed evitiamo di mistificare la realtà, magari utilizzando discussioni che sarebbe stato sicuramente più positivo incentrare unicamente sui temi importantissimi all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Visto che c'è stata la richiesta di una sospensione da parte dell'onorevole Mura, propongo la sospensione per dieci minuti per trovare un accordo sulla mozione o un ordine del giorno condiviso.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 34, viene ripresa alle ore 12 e 58.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

PRESIDENTE. Possiamo riaprire i lavori dell'Assemblea. Prego i colleghi consiglieri di prendere posto.

È stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Vorrei chiedere di aggiungere i nomi di tutto il centrosinistra.

PRESIDENTE. Va bene, è accolta la richiesta.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (Fratelli d'Italia). Per chiedere di aggiungere i nomi di tutto il Consiglio.

PRESIDENTE. Va bene, richiesta accolta. Quindi l'ordine del giorno è a firma di tutto il Consiglio regionale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

LAMPIS GIANNI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, per dichiarare il voto favorevole ovviamente del gruppo dei Riformatori, che tra l'altro sono stati gli unici a promuovere addirittura una manifestazione a Roma davanti al Quirinale quando a un certo momento sembrava che questa vicenda dovesse chiudersi male per la Sardegna. Quindi io ringrazio il collega Agus e i colleghi del centrosinistra che hanno voluto sollevare questo problema, perché è sempre utile tenere alta l'attenzione, e la sottoscrizione unanime e il voto unanime di tutti i colleghi, anche della maggioranza, ad una mozione unitaria, credo che sia estremamente significativa, che conferma, attualizza e dà forza alla volontà già espressa dai Sardi nel referendum del 2011. Quindi credo che ribadire il rifiuto della Sardegna che vede nell'insularità un limite straordinario, che si aggiunge a quello che ha ricordato il collega Ganau in termini di enorme penalizzazione in termini di servitù militari, pensare che si possa utilizzare la condizione di insularità anche per farne la pattumiera nucleare d'Italia, credo che sia un'ipotesi che facciamo bene a respingere con assoluta compattezza e nettezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mura per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURA FRANCESCO (FdI). Presidente, per dichiarare il voto favorevole dei Fratelli d'Italia a un ordine del giorno che trova la condivisione di tutto il Consiglio regionale, e questo non può che farci un grande piacere, su un tema così delicato e sentito come il rispetto e la difesa dell'ambiente in Sardegna, e soprattutto con l'intento di rimarcare quella capacità di autogoverno che anche il presidente Solinas ha richiamato nelle sue dichiarazioni programmatiche. Pertanto "no" a trasformare la Sardegna in pattumiera per depositi di scorie nucleari e "sì" a un piano strategico per la difesa dell'ambiente e la tutela del nostro bene principale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC). Io ovviamente voterò a favore, anche se debbo dire che ne abbiamo parlato per tanti anni di questo problema, e convincono poco alcune sfumature di chi dice "qualcuno ha detto". Da questo posto dove sono oggi, quando qualcuno diceva cose diverse, telefonai ad un amico, che allora era Ministro dell'Ambiente, Galletti, e chiedevo sempre, costantemente il tipo di rapporto eccetera, a che punto eravamo con la società SOGIN che doveva fare gli ulteriori accertamenti. È stato sempre detto che in Sardegna le scorie non arriveranno. Noi abbiamo fatto anche un referendum. Ma c'è di più, quando si dice che per intero la Sardegna, è una sciocchezza, in Sardegna per le scorie l'individuazione poteva essere soltanto nella zona del Sulcis, perché è un terreno cambrico, perché ci sono praticamente le vecchie miniere eccetera, mentre non ci sono problemi tellurici, e quindi non c'è neanche questo. Quindi credo che non verrà in Sardegna, però ogni cosa serve, repetita iuvant, proprio per questo, perché è necessario che si faccia la battaglia. Io ho sempre saputo, per amore della verità, che andranno in Piemonte, e la collega prima ha fatto un cenno a questo, perché ci sono ingenti risorse finanziarie per chi accoglie praticamente le scorie nucleari, la Sardegna ha sempre detto no, e avendo detto no sarà molto difficile. Comunque ogni azione che si fa nell'interesse della Sardegna e le rivendicazioni che si possono fare qui, a Roma, che eccetera, sono necessarie perché tutto potremmo avere, tranne le scorie, perché saremmo la pattumiera reale anche di tutto il Mediterraneo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Presidente, un tema che non può avere colori politici, e non può avere bandiere politiche, a tutela dei sardi e della Sardegna voto favorevole del Movimento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ora sospendiamo…

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, allora so che lei adesso ha convocato la Conferenza dei Capigruppo, però rimane da discutere solo una mozione, chiedevo a lei e al Consiglio se fosse possibile magari procrastinare la Conferenza dei Capigruppo e chiudere con la mozione.

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo serve proprio a questo.

Il Consiglio regionale è sospeso per la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 09, viene ripresa alle ore 13 e 46.)

PRESIDENTE. Prego i Consiglieri di prendere posto, riprendiamo con i lavori d'Aula. Consiglieri. Prego riprendiamo posto.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 47, viene ripresa alle ore 13 e 52.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Discussione della mozione Manca Desiré Alma - Ciusa - Li Gioi - Fancello - Cuccu - Solinas Alessandro sulla grave situazione in cui versano i lavoratori dell'ex Gruppo Secur Spa non riassorbiti dall'appaltatore dei servizi integrati di vigilanza armata e portierato per l'AOU e la ASSL di Sassari (4).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 4.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie, Presidente. Prima mozione di difesa al diritto al lavoro portata dal nostro Gruppo, dal Movimento 5 Stelle in quest'Aula. Una storia, oserei definirla, triste, come purtroppo tante che arrivano qua e che racconta la storia, o per meglio dire racconta la vita di circa cinquanta persone, uomini e donne, la maggior parte monoreddito, che da un giorno all'altro si sono ritrovati senza un posto di lavoro. Parliamo del servizio di portierato e di vigilanza armata svolto presso le aziende ospedaliere sarde, e facciamo un piccolo racconto. Succede che, nel 2016, la nuova gara d'appalto per l'affidamento del servizio di portierato e vigilanza del Lotto numero 3 nord Sardegna viene vinta e quindi affidata ad un'associazione temporanea di impresa avente capo gruppo la Coopservice. Succede che, in fase di bando di gara, non viene inserita la clausola dell'assegnazione di un punteggio alto per la riassunzione dei lavoratori. Quindi, secondo il codice degli appalti e secondo quanto previsto dalla clausola sociale dell'articolo 12 dell'accordo quadro, tutto il personale uscente dal precedente committente sarebbe, e sottolineiamo sarebbe, dovuto traslare nella nuova società subentrante. Peccato che dopo aver aggiudicato l'appalto, come era previsto dal bando, la Regione trasformava le ore previste nel bando di gara come servizio di portierato, alcune ore venivano trasformate nel servizio di vigilanza armata, escludendo così di fatto l'obbligatorietà da parte dell'ATI aggiudicatario dalle assunzioni del personale addetto nel precedente appalto. Quindi, come già detto, come già letto, si notano già degli aspetti poco chiari, perché la Regione Sardegna, dopo aver bandito e quindi assegnato il servizio di portierato e di vigilanza alla nuova ATI subentrante, dopo averlo assegnato modifica l'assegnazione stessa trasformando le ore da portierato a vigilanza. Quindi, già questo, di fatto, era una procedura che non poteva esistere e sussistere. Perché questa trasformazione di ore e di servizi avvenuta dopo l'assegnazione, di fatto, grava su tutti i contribuenti sardi. Ricordiamo che il servizio di portierato ha un costo, il servizio di vigilanza armata ne ha un altro, per cui la Regione decide dopo avere assegnato il servizio che determinate ore sarebbero gravate a tutti noi, non più l'importo previsto in assegnazione della gara, ma notevolmente superiore. Perché permettere alle ditte subentranti di procedere con nuove assunzioni, di fatto lasciando a casa i vecchi lavoratori, quindi assumono altro personale, assumono altro personale avente il patentino, per cui il decreto del porto d'armi, magari personale che avevano promesso precedentemente, e lasciano a casa i vecchi lavoratori. Quindi, una procedura ben chiara. Lo fa incidendo notevolmente sull'economia già fortemente in crisi di un territorio della Sardegna che rappresento e che tutti noi rappresentiamo, che è quella del nord ovest della Sardegna. Ed è proprio in mezzo a una strada che questi lavoratori scelgono di stare e di lottare, e lo fanno vivendo per giorni, per ore, per mesi, addirittura fino ad arrivare ad un anno intero che vivono all'interno di una tenda in piazza d'Italia a Sassari. Sono stati giorni e mesi difficili che hanno visto questi padri di famiglia vivere in mezzo ad una strada, sono stati mesi che hanno visto diverse parti politiche, anche esponenti politici presenti in questo Consiglio regionale, fare da spola ed essere sempre presenti durante la loro vita all'interno di questa tenda. Sono stati loro vicino, hanno promesso loro che sarebbero stati vicino, peccato che questi esponenti politici avessero la possibilità sia nel vecchio Governo, nella precedente amministrazione regionale, e adesso anche in questa nuova di poter risolvere immediatamente il problema, non dopo un anno, immediatamente, visto che ci sono parecchie incongruenze e visto che comunque non si parlava di tagli di ore lavorative, visto che comunque sono stati assunti e sono state assunte altre persone al posto dei lavoratori che lavoravano appunto.

Cari colleghi, oggi siamo noi a decidere che cosa fare, vediamo se la vostra determinazione, se la determinazione di alcuni, ripeto, esponenti regionali che erano sempre così vicini quotidianamente ai lavoratori finalmente oggi che avete la possibilità di scegliere siete passati dall'altra parte, per cui potete decidere di porre rimedio a questo scempio, scempio, voluto, deciso dalla vecchia parte politica nel rispetto del nostro territorio e nel rispetto del lavoro dei sardi. Per cui presentiamo questa mozione, Presidente, non la leggerò tutta, ma perché do per scontato che tutti l'abbiano già letta, leggo solo il dispositivo finale che "impegna il Presidente della Giunta e della Regione ad avviare senza ulteriore indugio un dibattito con tutti i soggetti coinvolti nella vertenza dei lavoratori, ex Gruppo Secur, non riassorbiti dall'appaltatore dei servizi integrati di vigilanza armata e portierato AOU e ASL di Sassari, al fine di individuare una soluzione a salvaguardia della dignità e dei diritti dei lavoratori stessi e delle famiglie. Ricordo, Presidente, adesso in fase di discussione a tutti i colleghi che parliamo di circa cinquanta persone, uomini e donne, ripeto, monoreddito che da un anno vivono in mezzo a una strada. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

Ricordo che chi volesse intervenire dovrà farlo entro la conclusione del primo intervento.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Aldo Salaris. Ne ha facoltà.

SALARIS ALDO (Riformatori Sardi). Data la necessità e l'esigenza che si è manifestata all'interno dell'Aula riguardo la questione appena rappresentata dal consigliere Manca, c'è la volontà da parte di tutte le forze credo, perché abbiamo verificato questo pochi minuti fa, di interpretare l'inserimento all'interno di questa mozione appena presentata. Chiediamo un minuto di sospensione in modo tale da avere un ordine del giorno condiviso.

PRESIDENTE. Onorevole Salaris, facciamo così, perché è corretto anche per un ordine rispettare il Regolamento, noi adesso concludiamo la discussione con gli interventi iscritti, dopodiché sentiremo la Giunta, l'Assessore e la replica del proponente, poi facciamo una sospensione se c'è necessità di un ordine del giorno unitario. Sull'ordine dei lavori mi sembra che volesse intervenire anche l'onorevole Zedda.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori. Non so se verrà accolta e non mi esprimo nel merito della richiesta di sospensione, ma intervengo su un'altra questione; vorrei avere una informazione compiuta, Presidente, da lei, se è possibile, sulla non presenza di conflitti di interessi legata a questa vicenda di colleghe o colleghi presenti in Aula, per avere una serenità nell'ambito della discussione su una vicenda che riguarda lavoratrici e lavoratori. Grazie.

PRESIDENTE. Consigliere Zedda, obiettivamente la presenza di conflitto o meno di interessi è demandata a ciascun Consigliere regionale e il Presidente non è tenuto a conoscerla, ovviamente se qualche collega consigliere fosse in conflitto d'interessi certamente… ma sarebbe demandata a lui l'opportunità… quindi proseguirei.

Continuazione della discussione della mozione Manca Desiré Alma - Ciusa - Li Gioi - Fancello - Cuccu - Solinas Alessandro sulla grave situazione in cui versano i lavoratori dell'ex Gruppo Secur Spa non riassorbiti dall'appaltatore dei servizi integrati di vigilanza armata e portierato per l'AOU e la ASSL di Sassari (4) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Grazie, buongiorno alle colleghe e ai colleghi in Aula, agli onorevoli e agli assessori della Giunta. Io credo che questa mozione abbia una doppia valenza, e non credo che abbia la valenza della fine del racconto della consigliera Manca perché, consigliera, io di una cosa sono sicuro, che all'interno di quest'Aula ci sia la volontà di tutti i consiglieri regionali, indistintamente, di tutelare il lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, ci sia all'interno dell'Aula del Consiglio regionale, di chi occupa ruoli importanti come quelli che occupiamo e abbiamo la fortuna di occupare noi oggi in Aula, la volontà di cercare di porre rimedio a quella che purtroppo è una vicenda annosa. E sono anche uno di quei rappresentanti del territorio, uno dei pochi, a non essere mai stato in Piazza d'Italia dai lavoratori, perché credo che i lavoratori non abbiano bisogno solo ed esclusivamente di solidarietà, hanno bisogno di vedere invece, da chi fa politica, la capacità che quei problemi che loro vivono nel mondo del lavoro quotidiano quella parte politica gliela possa risolvere. Allora, quando i lavoratori e le lavoratrici di Secur piazzarono le tende in Piazza d'Italia, per me quello è stato uno dei momenti visivamente più brutti da chi esercita un ruolo nelle Istituzioni, io ero Assessore a Sassari e volutamente non sono andato a trovare i lavoratori, proprio perché nella mia posizione istituzionale non avrei avuto modo di poter agire o di poter avere peso sulla soluzione del loro problema, a differenza invece di quanti e di tanti invece sono stati lì in Piazza d'Italia, sono andati a visitare i lavoratori, hanno passato giornate intere con loro, hanno dimostrato piena solidarietà, ma nessuno di loro ha mai raccontato che in questa vicenda, purtroppo, la cattiva gestione di alcune aziende ha portato e ha fatto in modo che quei lavoratori si trovassero in piazza d'Italia; questa è la verità sui lavoratori Secur, perché nella gara d'appalto che è stata assegnata non è stata modificata una virgola, è quello che lei ha detto, e mi consenta di citarla, e mi creda, non vuole essere un intervento contro la proposta della mozione che mi vede invece favorevole e che serve e che deve servire per cercare di risolvere i problemi, però bisogna anche evitare di strumentalizzare politicamente l'accaduto, perché non è stato modificato assolutamente niente di quello che era previsto nell'appalto, non è stato modificato assolutamente niente dell'assegnazione da parte dei dirigenti delle aziende all'ATI che ha vinto la gara, e io credo che per parlare di queste cose e mi auguro che chi è componente di quella Commissione sanità ne prenda atto e venga dietro questa proposta, che poi magari qualche altro collega la potrà anche chiarire in maniera ancora più puntuale, è quella di sentire tutte le parti in una Commissione sanità, e anche e soprattutto di sentire l'Azienda che invece ha vinto quella gara e cercare di capire se ci sono stati degli atti che sono poco chiari o poco trasparenti, come lei ha avuto modo di dire nel suo intervento. Ancora; i lavoratori Secur, che erano oltre 150 e quindi facevano anche in un periodo di tempo del 2017 non solo l'attività di portierato, non solo l'attività di guardia giurata, ma facevano anche attività sull'antincendio, soprattutto sull'Azienda ospedaliera universitaria, la Società GSA, che poi vince la gara, quando deve andare a riassumere i lavoratori non assume i lavoratori che lavoravano per Secur e non hanno assunto i lavoratori che svolgevano quelle mansioni, ma che non c'entrano niente con la gara, che poi è stata affidata successivamente, di portierato e di guardie giurate. Quindi io non so se questa mozione o questo ordine del giorno, Presidente, per quanto mi riguarda possa servire, come non sono servite quelle passeggiate in piazza d'Italia, ma se veramente si vuole chiarire la posizione dei lavoratori, una volta per tutte, io credo che il nostro compito all'interno delle Commissioni possa riuscire invece, ascoltando soprattutto chi ha vinto quella gara, ascoltando chi invece ha preso parte di quei lavoratori che lavoravano per Secur e li ha riassorbiti secondo la clausola che era prevista all'interno di quella gara, perché non si possono assumere 150 persone per una gara che prevedeva un plafond al massimo per il riassorbimento di lavoratori, e questo bisogna dirlo, perché diversamente si continua, come tanti, tante di quelle passerelle hanno fatto per prendere in giro i lavoratori, perché non parlo solo dei politici sardi, addirittura abbiamo avuto anche Ministri che sono venuti in piazza d'Italia per fare una bellissima passerella e a raccontare che una volta al Governo avrebbero risolto le situazioni, e oggi ci ritroviamo a ridiscutere e continuiamo a discutere di quelle situazioni che nessuno ha risolto, perché, continuo a ripeterlo, le passerelle non servono a niente e la politica deve arrogarsi il diritto e il dovere di risolvere le situazioni complesse in maniera complessa, e non attraverso slogan, come è stato fatto sino ad oggi. Quindi questa mozione va bene nelle intenzioni, perché sono d'accordo che, soprattutto per chi viene dal territorio come il nostro, quei posti di lavoro, anche se fossero stati solo due, dobbiamo schierarci tutti in una posizione per cercare di difenderli e per cercare di…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Piu.

PIU ANTONIO (Progressisti). La ringrazio. Quindi, non è una questione, consigliere, di mettersi a riscrivere due righe di questa mozione, cerchiamo invece di iniziare un iter all'interno della Commissione sanità, cerchiamo di capire tutti gli atti che sono stati fatti, sottoscritti da sindacati e dalle parti chiamate in causa, se sono atti che sono stati correttamente stipulati e correttamente firmati, e solo dopo aver fatto questo per i lavoratori della ex Secur potremmo dire esattamente di aver fatto un buon lavoro e magari aver trovato anche una soluzione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Grazie, Presidente. Come membro di questa Assemblea mi preme innanzitutto esprimere la massima solidarietà agli ex lavoratori del gruppo Secur e alle loro famiglie, ma, come ben detto dal mio collega, occorre fare chiarezza un po' sulla vicenda e magari promuovere delle soluzioni per dirimere la controversia. In realtà l'ATS ha bandito due servizi, come giustamente detto dall'onorevole Piu, uno che riguarda il gruppo antincendio e quindi l'affidamento alla GSA e l'altro servizio riguarda, invece, il portierato e la vigilanza. Il primo appalto, quindi al gruppo antincendio, è stato regolarmente aggiudicato alla GSA, l'altro appalto, che riguarda il portierato e la vigilanza, è stato aggiudicato alla capogruppo Coopservice. Non c'è stata nel capitolato d'appalto una diminuzione di servizi e tanto meno di ore. I dipendenti regolarmente transitati, quindi al rispetto della clausola sociale, che non è l'articolo 69, come è indicato dalla consigliera Manca, ma è l'articolo 50 del Codice degli appalti, l'articolo 69 riguarda etichettature che l'azienda fa rispetto al controllo dei lavori, quindi la clausola sociale sui contratti pubblici è l'articolo 50, che è stata ampiamente rispettata dalla capogruppo Coopservice e sottoscritta da tutte le organizzazioni sindacali eccetto la CGIL. Ma la CGIL non ha sottoscritto l'accordo sindacale perché in realtà in Regione, quando riguarda accordi sindacali di questo tipo, la CGIL in autonomia decide di non sottoscrivere. Tutte le altre sigle sindacali hanno sottoscritto il passaggio di tali dipendenti nella Coopservice, tra l'altro ne sono stati assunti anche in esubero rispetto a quelli indicati nella fase di passaggio di circa 12 unità. Rimarrebbero in esubero i 30 dipendenti circa che sono in carico al servizio del gruppo antincendio, quindi all'SGA. E allora bisogna fare chiarezza.

Ecco perché io in questo caso invito i colleghi anche a una certa prudenza nell'esprimere un voto contro o a favore. Io chiederei che il problema passi alla Commissione competente in modo da dirimere le questioni, sentire i soggetti, quindi l'ATS, magari il direttore D'Urso che ha deliberato anche l'affidamento all'SGA e ha determinato l'importo del servizio e la relativa procedura d'appalto, unitamente ai soggetti che oggi si occupano di portierato e di sorveglianza, quindi della Coopservice, sentire quei soggetti e fare chiarezza sulle procedure e sui servizi che svolgono e sul dimensionamento del personale in merito ai servizi svolti. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Presidente, questa che oggi discutiamo in Aula è una mozione che ripropone un tema che è di gravissima attualità e che va avanti da troppi mesi, da quasi un anno, da quando i lavoratori sono stati esclusi dalla gara d'appalto, dalla propria attività lavorativa, si sono accampati in Piazza d'Italia per rivendicare quello che era il loro diritto al lavoro. Io concordo che il problema inizia con il bando della gara antincendio che veniva prima coperto dai lavoratori ex Secur e che non prevedeva evidentemente la clausola di salvaguardia che ha consentito alla nuova aggiudicataria, alla GSA, di assumere personale completamente nuovo, escludendo, quindi, quei dipendenti che invece prima svolgevano quel lavoro, quindi che il vulnus forse sta in quella gara e non tanto nella seconda gara, dove, per quello che risulta a me, i numeri sono assolutamente congrui e corrispondono all'impostazione della gara, almeno da parte della ditta aggiudicataria, che tutta la documentazione che io ho avuto modo di raccogliere testimonia che le assunzioni sono state fatte in base a quello che era il bando di gara, quindi se un errore c'è stato anche questo sta nel bando di gara. Però è una situazione che evidentemente è gravissima perché sono 45 lavoratori, padri di famiglia, che sono senza stipendio da quasi un anno, che in più hanno avuto anche la disgrazia, rimanendo dipendenti della Secur, che non li ha licenziati, di non poter usufruire degli ammortizzatori sociali e poi sono ritornati alla vecchia società, che è stata nel frattempo dichiarata fallita, per cui oggi non godono di ammortizzatori sociali, non hanno diritto ad ammortizzatori sociali e in più hanno un arretrato stipendiale che non viene pagato e su cui nessuno dà garanzie. Si tratta, quindi, di una situazione gravissima che richiede un intervento di presa in carico da parte dell'Assessorato e una verifica della situazione per trovare tutte le soluzioni percorribili, a partire da una valutazione sulla possibilità di un'estensione della gara d'appalto che consenta il riassorbimento di questi di questi lavoratori. Io credo che il tema possa essere affrontato utilmente, quindi, in sesta Commissione, in Commissione sanità, con l'audizione dei protagonisti tanto della gara d'appalto, quindi con il Direttore della AOU che ha governato il passaggio e dell'ATS, ed inoltre sentire anche il responsabile della ditta aggiudicataria. Chiedo comunque che ci si faccia carico, come ho fatto anche nella funzione dell'allora Presidente del Consiglio, sollecitando la Giunta, l'Assessore e il Presidente della Giunta di allora, di prendersi carico del problema per cercare ogni situazione percorribile. Si tratta di una condizione che evidentemente non può essere tollerata passivamente da parte delle istituzioni per cui vanno studiate tutte le possibili soluzioni. Ecco, io credo che la soluzione possa essere affrontata in sede politica e che la Commissione competente possa proporre delle soluzioni una volta sentiti tutti gli interessati. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, devo dire che ringrazio la collega Desirè Manca per aver riproposto in quest'Aula un tema che riguarda il gruppo Secur e i lavoratori che in qualche modo sono stati esclusi dall'appalto. Purtroppo devo rilevare, come già feci se non ricordo male quattro anni fa, che questo è un tema, quello degli appalti, che oggi riguarda i lavoratori di Sassari, ma che purtroppo riguarderà in futuro tantissimi lavoratori dei servizi che vengono interessati dalle gare d'appalto, perché nel nostro Paese c'è una debolezza di normativa a tutela dei lavoratori nel campo dei servizi che è passaggio da una gara all'altra, da un datore di lavoro a un altro datore di lavoro, per la quantità di contratti che esistono in Italia, che è superiore ai contratti della Germania, della Francia e della Spagna, determina che a pagarne le spese sono sempre i lavoratori, sia se parliamo di portierato, sia se parliamo di donne delle pulizie, sia se parliamo di vigilanza, perché attualmente la legislazione italiana permette, rispettando la legge, a ogni vincitore di una gara di applicare che tipo di contratto vuole e ripartire il ribasso d'asta molte volte sullo stipendio dei lavoratori. Viviamo ancora nel Medioevo per quanto riguarda l'attribuzione dei servizi attraverso queste gare. Noi ce ne eravamo già occupati come Consiglio regionale sul primo lotto, perché sono tre lotti. Sul primo lotto noi ce ne eravamo già occupati e avevamo fatto l'unica cosa che può fare la politica, perché noi possiamo convocare tutti gli Assessori della Giunta attualmente in carica, come avevamo fatto già con gli altri Assessori, però quando parliamo di gare d'appalto nella distinzione dei ruoli questo è in capo alla centrale unica di committenza, cioè chi scrive materialmente le cose nero su bianco è un dirigente, non è più la politica, è un dirigente che scrive. Chi affida è un dirigente, chi stabilisce quante guardie vanno da un posto all'altro è un dirigente, chi stabilisce quante ore deve fare una donna delle pulizie è un dirigente, non è la politica, io non me ne voglio occupare a questo livello, io me ne voglio occupare prima, molto prima, quando do gli indirizzi e ora in quel caso io posso entrare nel momento in cui do gli indirizzi, a gara affidata, ad assegnazione di gara io credo che diventa difficile per la politica entrarci, entriamo in un campo che non è il nostro purtroppo. E allora io credo che c'è un recupero normativo nazionale, c'è un recupero di indirizzi che vanno dati nel momento in cui faccio la gara, sia se parliamo adesso del lotto uno, due o tre per quanto riguarda l'oggetto delle cooperative, dei lavoratori che sono stati interessati, però c'è un problema a monte che va risolto, cosa si deve fare oggi per intervenire sul caso che la collega Manca ha in qualche modo portato all'attenzione dell'Aula? Io credo che debba ripartire da quello che avevamo fatto noi alla chiusura della scorsa legislatura. Nella Commissione competente che era la seconda Commissione, perché c'era stata la seconda Commissione a svolgere tutta un'istruttoria puntuale, precisa, con la convocazione di direttori dell'azienda ospedaliera di Sassari, Universitaria, dei vari dirigenti, dal responsabile della centrale unica di committenza laddove tutto era partito.

Quindi credo che riprendendo il filo conduttore del ragionamento che è stato fatto dai colleghi e dal contenuto della sua mozione, credo che debba ripartire tutto dalla seconda Commissione, riprendere quel lavoro, vedere quali sono gli strumenti tecnici legittimi per individuare il recupero di quello che può essere recuperato, facendo presente che tutto quello che poteva essere fatto è stato fatto e conoscere anche quello che lei onorevole ha detto che per me è molto grave, che dopo l'assegnazione di una gara ci sia stato il cambiamento delle regole del gioco. Per me quello è un fatto molto grave che mi piacerebbe vedere, conoscere, sapere se le regole del gioco vengono cambiate dopo, quello è un fatto grave che secondo me lei, sicuramente è molto più documentata del sottoscritto, avrà appurato, io credo che quello è un fatto gravissimo che va in qualche modo messo in evidenza se così deve essere. Per cui io invito la proponente, ho visto nel dispositivo ultimo, nell'ordine del giorno, ad individuare sia la Commissione competente che è la seconda, di ripartire dalla centrale unica di committenza come soggetto competente e giuridicamente rilevante nell'aver fatto la gara, aver gestito la gara ed aver assegnato la gara e riportare la politica nell'alveo della sua unica responsabilità che è quella di dare indirizzi e non di stabilire quante guardie vanno da una parte all'altra.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io non credo che i lavoratori che in questo momento sono disoccupati abbiano necessità della nostra solidarietà, hanno necessità di altro, hanno necessita di risposte concrete rispetto a una situazione che ormai da più di un anno li vede in queste condizioni. Ha detto bene l'onorevole Comandini, non è vero che noi non ci siamo mai occupati della vicenda, ce ne siamo occupati con contezza, cercando di capire dove si erano verificati gli inghippi che poi hanno portato a questa situazione. Io mi ricordo che in quella Commissione furono convocati tutti i sindacati, quindi i rappresentanti dei lavoratori, i due direttori di ATS e di AOU e secondo me sbagliando non fu convocato l'attuale rappresentante legale dell'ATI che poi ha vinto l'appalto perché io quella campana vorrei sentirla per capire davvero come sono andate le cose.

Però devo anche dire che in Commissione pervenne una nota della Coopservice in cui venne rappresentata la situazione chiaramente per quello che dicono loro e per questo è indispensabile perché sono state fatte delle affermazioni che se vere, onorevole, sono gravissime, che se io ho introdotto una regola nuova di fatto che non era prevista e prescritta dal capitolato di gara, credo che stiamo parlando di altri profili che comunque noi abbiamo il dovere di andare a verificare. Quello che ha detto l'onorevole Comandini è giusto, io credo che la politica possa fare molto e il molto che può fare è quello di mettere in mano alle due Commissioni di riferimento perché qui in Aula abbiamo l'Assessore della sanità e credo che la vicenda riguardi sia l'Assessore della sanità sia l'Assessore del lavoro, quindi io proporrei con l'ordine del giorno di coinvolgere nella vicenda le due Commissioni anche congiunte con i due Assessori, con la convocazione in audizione delle parti di cui stavamo parlando, cioè dei due direttori di AOU e di ATS e del responsabile legale dell'ATI che si è aggiudicato il lotto che in questo momento è in discussione. Perché dalle notizie che noi abbiamo, le notizie che abbiamo di parte, sembrerebbe che tutto si sia svolto secondo le regole che erano previste e quindi su questo noi vorremmo fare chiarezza. Però il cuore del problema oggi non è tanto questo, collega Manca e colleghi che mi avete preceduto, noi dobbiamo trovare in qualsiasi maniera il modo di dare una risposta a quelle persone che hanno perso il lavoro perché se può essere vero, condivisibile o meno che chi si è aggiudicato quell'appalto non sia stato in grado di assorbire tutte le unità lavorative che precedentemente operavano nelle sedi delle vigilanze del portierato, è anche vero che quelle erano delle persone che avevano una minima prospettiva di vita perché comunque avevano un lavoro e da un giorno all'altro si son trovate senza. Quindi noi dobbiamo fare di tutto perché a queste persone possiamo dare delle risposte immediate, però io lo chiedo a lei Assessore che in questo momento rappresenta sia il suo Assessorato ma anche il Presidente della Giunta regionale, io credo che in questo momento debba essere dato mandato prioritario e urgentissimo alle due Commissioni perché all'ordine del giorno iscrivano immediatamente questa vicenda, con le audizioni delle parti che abbiamo già citato per avere un quadro chiarissimo della situazione se ancora non lo fosse e rispetto a quello per verificare quali sono i percorsi tecnici, amministrativi e non politici che si possono mettere in atto per dare quelle risposte che tutti auspichiamo. Ripeto, il cuore del problema non è tanto il percorso che ci ha portato sino ad ora, il cuore del problema è che noi abbiamo delle persone, delle famiglie con delle prospettive di vita interrotte e a questo noi dobbiamo dare risposta, l'abbiamo detto prima in un'altra mozione che ci sono dei temi che non possono avere colori o appartenenze, questo è uno di quei temi, abbiamo il dovere politico, non solo, etico e morale di provarci subito a dare una risposta e per dare una risposta subito io lo chiedo anche al Presidente del Consiglio, imponga alle due Commissioni di iscrivere subito all'ordine del giorno il tema che oggi stiamo discutendo e rispetto al quale approveremo congiuntamente un ordine del giorno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Gli interventi dei colleghi mi consentono di essere breve e di evitare premesse già portate avanti dai colleghi, in particolar modo dalla relazione dell'onorevole Comandini. Dispiace che un tema così serio arrivi in aula alle 14 e 30 e arrivi in un'aula con troppi assenti forse. Vorrei stare ai fatti perché quest'aula ha dei limiti dati dalle funzioni che tutti noi abbiamo e vorrei stare all'interno delle funzioni a noi attribuite, in queste funzioni non c'è l'entrare nel merito degli atti gestionali compiuti dai dirigenti della Regione Sardegna né tanto meno quello di evidenziare o discutere di fattispecie di reato che invece sono di competenza della Procura della Repubblica a cui ciascuno di noi anche all'interno della sua funzione, ma anche semplicemente nel suo essere cittadino può andare attraverso un esposto e segnalare eventuali fattispecie di quel tipo. Credo poi che una discussione del genere mal si presti a una discussione che parte dal caso particolare e arriva al caso generale, perché noi non parliamo di qualcosa di circoscritto a una sola realtà in Sardegna e su cui il destino cinico e baro si è accanito, parliamo di un sistema, quello degli appalti di servizi, gravato a causa di norme statali inique di problemi strutturali: vigilanza, portierato, pulizie, facchinaggio. Tutti gli appalti della Regione Sardegna e a cascata dell'Università di Cagliari e di Sassari e delle ASL hanno avuto gli stessi problemi.

Due cause a monte. Uno si chiama "contratto servizi fiduciari". Sino a cinque anni fa, più o meno, veniva applicato il contratto multi servizi, la firma a livello nazionale di un contratto vessatorio nei confronti dei lavoratori, un contratto che prevede paghe inferiori a quelle pagate dai caporali calabresi per chi raccoglie pomodori, parliamo di paghe inferiori ai 4 euro all'ora. Hanno reso questi lavoratori, che lavoratori che, pur lavorando, rimangono con redditi al di sotto della soglia di povertà. Le 40 ore di lavoro settimanale non danno luogo appunto a una paga… addirittura una paga incostituzionale. Sappiamo che il giudice del lavoro, le sentenze del giudice del lavoro non fanno giurisprudenza, quindi ogni lavoratore è costretto a riandare dal Giudice per reiterare di fatto decisioni già assunte, sappiamo però che tutti i lavoratori che hanno fatto causa appunto sollevando un tema relativo al giusto compenso hanno avuto ragione, perché il contratto "servizi fiduciari" è un contratto profondamente illegittimo. Ricordo le parole della dirigente della centrale di committenza in Commissione, lei stessa, ci sono i resoconti, quindi vi invito a prendere i resoconti di quelle riunioni perché troverete le sue dichiarazioni, lei stessa ha parlato di un problema etico nel firmare quei contratti. Problema etico legato ad attribuire ai lavoratori stipendi da fame.

L'altra causa scatenante sono le gare per affidamento dei servizi con il criterio del massimo ribasso. Le ditte vincono le gare, scaricano poi il peso appunto del massimo ribasso interamente sui lavoratori, i lavoratori passano da uno stipendio che consente appunto di arrivare a fine mese, a uno stipendio che invece non lo consente. Il Consiglio regionale è intervenuto all'unanimità, perché la risoluzione numero 12 del 15 luglio 2015 è stata approvata all'unanimità per utilizzare strumenti di flessibilità e per individuare criteri omogenei per l'individuazione dei siti dove fare la vigilanza armata. Perché? Perché nell'analisi portata avanti dalla Commissione II nella scorsa legislatura si era evidenziato come chi aveva, cioè i lavoratori che erano adibiti al servizio di vigilanza armata godessero comunque di uno stipendio adeguato, tutti gli altri no. Quindi il Consiglio all'unanimità approvò quella strada, quindi chiese alla ASL, in quel caso era la centrale di committenza, di utilizzare la possibilità data appunto dall'appalto per estendere i servizi affidati alla società vincitrice passando quanto più possibile lavoratori dal portierato alla vigilanza armata. Questo perché? Perché a monte c'era un problema grande come una casa, ed era quello legato a datori di lavoro scorretti e a contratti ancora più scorretti. Il Consiglio regionale non è rimasto inerme, perché nel 2017 è stata approvato all'interno della Finanziaria un emendamento che inseriva all'interno degli appalti regionali il tema non soltanto della continuità lavorativa, ma anche del livello retributivo. Quindi chi vince gli appalti, stando a una legge della Regione non impugnata dal Governo deve avere l'obbligo non solo di riassumere tutti i lavoratori, ma anche di riassumerli esattamente alle stesse condizioni economiche portate avanti sino a un secondo prima. Perché è ovvio che un taglio del 40 per cento dello stipendio altro non è che un modo surrettizio per licenziare i lavoratori. La legge non è stata mai applicata dagli uffici regionali. Il Consiglio l'ha approvata e l'ha anche applicata all'interno degli appalti consiliari. La Regione non ha mai voluto portare avanti e applicare la legge della Regione perché in contrasto con le normative statali. Questo è quello che ci è stato detto in Commissione. Io credo che su questo valga la pena fare una battaglia unanime, a cominciare dalle riunioni della Commissione II.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, in ordine alla mozione di cui trattasi ci siamo preoccupati di chiedere una relazione ovviamente alla AOU di Sassari è all'ATS Sardegna, che sono poi quelle che hanno usufruito dell'appalto, che peraltro devo dire non mi risulta ci sia stata nessuna modifica rispetto all'appalto. Il cambiamento tramite i vincitori dell'appalto è stato, a detta della relazione che mi è stata inviata dalla AOU di Sassari, diciamo che si è svolto nella maniera più regolare possibile, non risultano allo stato dei fatti che ci siano state violazioni della cosiddetta clausola sociale, che peraltro è inserita nel decreto legislativo 50 del 2016 all'articolo 50, e che è stata praticamente in maniera pedissequa rispettata dall'azienda vincitrice. Questo risulta anche dai verbali allegati alla relazione, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali di categoria. Peraltro non è neanche vero che la CGIL non ha firmato nessuno di questi verbali d'intesa, perché risulta che invece in uno, quello che riguarda la riassunzione di cinque lavoratori, c'è anche in calce la firma del rappresentante della CGIL. Quindi la verifica delle procedure e della correttezza delle procedure legate alla clausola sociale risulta, almeno a me in questa relazione, in maniera assoluta. Devo dire che quello che riguarda la non riassunzione dei 45 lavoratori, per i quali ovviamente chiaramente non può che dispiace, risulta dal fatto che la vigilanza armata, nella quale non potevano essere ricollocati una quota dei lavoratori che operavano presso l'appaltante precedente, risulta dal fatto che con l'adesione al decreto Maroni, numero 269 del 2010, si sono elevati i livelli di sicurezza delle sedi di attività sanitarie, per cui una quota di quelli che fanno portierato e vigilanza devono operare nell'ambito della vigilanza armata. Quindi questo ha fatto in modo che 16 di quei lavoratori precedenti non venissero ricollocati. Gli altri 30 non sono stati ricollocati perché l'appalto, come giustamente è stato ricordato qui da altri onorevoli, l'appalto dell'antincendio si è svolto precedentemente, e anche lì essendo al di fuori dalla gara del portierato e vigilanza, ovviamente non poteva vedere la ricollocazione di quegli operatori. Questo è quello che risulta. Poi quanto all'economicità, ho sentito anche citare il fatto che, l'onorevole Agus parlava del fatto che ci sono, sì è vero, gare al massimo ribasso, però non è il caso neanche dato in questa circostanza, perché c'è stato addirittura un aumento dell'impegno di spesa dovuto alla variazione del costo ora/uomo che è superiore rispetto al precedente appalto.

Questo ho detto, poi se vogliamo entrare nell'ambito e nel merito di cosa succede, del perché nelle gare che riguardano i servizi, io, se mi posso un po' allargare adesso a parlare di cose che magari forse competono più al legislativo che all'esecutivo, però potrei anche suggerire che forse sarebbe il caso di reinternalizzare qualche servizio ovviamente previa un'analisi costi-benefici chiaramente però potrebbe essere anche quella una ipotesi. Per quello che riguarda poi le competenze di questo Assessorato in materia di ammortizzatori sociali ovviamente e di adesione alle pratiche che sono relative a quello che invece può essere più la competenza dell'Assessorato al lavoro io sono disponibile a qualunque forma di collaborazione con l'assessore Zedda per trovare una via che dia ristoro a questi lavoratori che giustamente si trovano a soffrire in questo momento. Per altro anche la stessa AU di Sassari si è resa disponibile, nell'ambito di una collaborazione con i vari Assessorati della Regione, cioè il nostro e quello del lavoro, a praticare tutte le vie possibili per cercare una ricollocazione. Però è ovvio che questo è un ambito un pochino più complesso che va studiato e visto con attenzione, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRÈ (M5S). Grazie Presidente, ho ascoltato un po' quelli che sono stati gli interventi dei miei colleghi, mi ha colpito particolarmente l'intervento di un mio collega con il quale abbiamo lavorato al Comune di Sassari, seppure con posizioni nettamente differenti, lui era Assessore, io ero Consigliere anche di opposizione, e quindi ci conosciamo. E proprio nel rispetto della conoscenza che ho verso di lui, verso il mio collega, è che mi piace mettere i puntini, come si dice, sulle "i" evidenziare alcuni aspetti particolari. Allora prima di tutto volevo rincuorarla, caro collega, perché non tutti i politici sono uguali e quindi il fatto che non siamo tutti uguali questo significa che non tutti i politici strumentalizzano i problemi altrui andando a creare, a fare passerelle per magari notorietà o per partecipare, perché eravamo già anche in campagna elettorale. E lei cita anche la visita di un Ministro e io approvo quello che lei dice visto che comunque il Ministro allora Di Maio, Luigi Di Maio è andato in piazza d'Italia e ha parlato con i lavoratori, però per correttezza sempre mi piace anche andare a raccontarle cosa è successo dopo quella visita istituzionale da parte del ministro Luigi. Quindi dopo quella visita noi abbiamo accompagnato una rappresentanza dei lavoratori al MISE, al Ministero con il quale abbiamo avuto, tramite un funzionario, un colloquio, le annuncio anche che da parte del Ministero è stata fatta una richiesta di audizione per le società per cui per l'ATI che ha vinto la gara d'appalto, una richiesta che è stata accettata, accordata per cui anche dal punto di vista ministeriale nazionale si stanno muovendo. Quindi il Ministero si muove da una parte e la Regione mi sembra ovvio e corretto che si muova dall'altra. Però evidentemente nella spiegazione, nella relazione di questa mozione forse non mi sono spiegata bene, allora proverò a farlo. Allora, caro Assessore, i dipendenti e i lavoratori che non sono stati assunti potevano benissimo essere riassorbiti dando loro la possibilità di lavorare non più nel settore del portierato ma nella vigilanza armata tramite la richiesta del porto d'armi, e questo è un dato oggettivo, per il quale ci sarebbero voluti massimo due mesi. Quando lei parla di riassorbire il personale si ricordi quello che ho detto nella relazione, le ditte subentranti hanno assorbito, per cui hanno assunto personale nuovo per svolgere lo stesso servizio, e le dico di sì, le dico di sì! Poi lei può dire di no, perché giustamente lei fa fede alla relazione, ci mancherebbe ma guardi qua non è una lotta tra la parola del Movimento 5 Stelle o dell'Assessore, qua parliamo di 50 vite, qua parliamo di 50 persone che sono senza lavoro e mentre noi stiamo qua a parlare di chi doveva assumere, il di chi non doveva assumerli, da chi dovevano essere assorbiti, che potevano fare ed emettere il decreto per il porto d'armi, loro sono sempre in piazza d'Italia e loro alla fine del mese non hanno lo stipendio. Allora la volontà politica qual è quella di risolvere il problema dei lavoratori oppure come ha detto qualche mio collega la volontà politica si ferma nel momento in cui un dirigente prende delle iniziative? Allora il politico che cosa ci sta a fare se non quello di verificare, di controllare l'operato anche dei dirigenti. Ma di che cosa stiamo parlando? Cosa ci stiamo a fare allora qua? Questo è il nostro compito e allora tuteliamo i posti di lavoro, tutti sempre e comunque vigilando anche sull'attività dei dirigenti, non possiamo scaricare sempre loro la colpa, la colpa è anche del politico che non controlla e non verifica. Rimangono cinquanta persone a casa, Assessore, lavoriamo in Commissione benissimo. Prontissimi, seconda, sesta, congiunta, sanità, lavoro ma risolviamo il problema di queste 50 persone che devono vivere.

PRESIDENTE. È stato presentato l'ordine del giorno numero 1, che ho qua in mano, presentato dai consiglieri Manca Desirè, Ignazio Manca, Mundula, Salaris, Sechi, Maieli, Giagoni, Mula, Cossa, Ganau, Piu e più insomma. Quindi un ordine del giorno immagino unitario rispetto… sull'ordine lavori? Prima devo farlo veder….

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Sull'ordine del giorno ho voluto aggiungere un emendamento per l'audizione anche del responsabile legale dell'ATI che si è aggiudicato l'appalto e vorrei apporre anche la mia firma.

PRESIDENTE. Io ho un ordine del giorno sottoscritto solamente questo tra le mani, io adesso lo farei vedere alla Giunta, sì prego…

COCCO DANIELE (LEU). Io vorrei fare un emendamento orale all'ordine del giorno se mi è consentito da tutti i colleghi,

PRESIDENTE. Il problema che in questa fase è difficile inserire però quelli orali non devono avere l'opposizione, se non c'è nessuno che si oppone, prego.

COCCO DANIELE (LEU). Io volevo aggiungere nel dispositivo che oltre alle audizioni del direttore di ATS e di AU e probabilmente anche dal responsabile dell'ufficio della centrale di committenza, venisse audito anche il rappresentante legale dell'attuale appaltatore. Perché secondo me la chiave di volta e lì. Chiaramente questo non va scritto nell'emendamento, perché gli altri di fatto li abbiamo già auditi tutti, tutti ci hanno dato risposte e noi dovremmo audire anche questa persona, il rappresentante legale del ATI che poi si è aggiudicato l'appalto, per sentire la risposta, questa è la proposta di emendamento orale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Sull'ordine dei lavori tanto non siamo in fase di votazione. Siccome il Presidente ci sono, diciamo, alcune lamentele da parte di alcuni colleghi, giustamente chiedono, non si capisce questo ordine del giorno, da chi è firmato, da chi è sottoscritto, chi lo condivide. Io direi a questo punto se siamo intanto d'accordo mettiamoci i nomi di tutti i colleghi, ecco intanto perché qualcuno dice ma insomma anch'io lo condivido. E quindi intanto questo, poi le altre dichiarazioni le farò in fase di dichiarazione di voto. Quindi chiedo, se siete d'accordo, di aggiungere intanto, oltre quello che ha detto il collega Cocco, anche il nome di tutti i colleghi consiglieri.

PRESIDENTE. I nomi dei proponenti ci sono e li ho letti. L'ordine del giorno ce l'avete tutti, c'è una proposta di emendamento verbale da parte dell'onorevole Cocco, rispetto al quale può essere accolto se non vi è opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC). È mia prassi di solito non essere d'accordo sugli emendamenti orali, in questo caso sarei d'accordo, però evitiamo di scrivere ATS perché è un errore. Chiunque abbia parlato dell'ATS oggi ha sbagliato, perché le Università sia di Cagliari che di Sassari fanno gli appalti… anche tu hai detto ATS, ci sarà anche nei verbali. Quindi, evitiamo di parlare di ATS, perché i responsabili sono chiari, l'Università fa un concorso come ha fatto con la GSA, lo ha fatto a Cagliari, e autonomamente si muove anche il Brotzu, tanto per essere chiari, sono cose diverse. Quindi, io sono d'accordo ovviamente senza mettere ATS, perché ATS non c'entra e commetteremmo un errore.

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, può specificare meglio questo emendamento?

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Ho chiesto che nelle Commissioni in audizione venga convocato anche il responsabile legale, che è l'attuale appaltatore dell'ATI che si è aggiudicato il lotto.

PRESIDENTE. Dell'ATI, non dell'ATS.

COCCO DANIELE (LEU). Dell'ATI, associazione temporanea di imprese.

PRESIDENTE. Associazione temporanea di imprese. Io, se non ci sono opposizioni, integrerei l'ordine del giorno con l'emendamento proposto dall'onorevole Cocco.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Non sono molto avvezzo ai lavori d'Aula, probabilmente ho poca esperienza, ma io vorrei capire quest'ordine del giorno a chi è indirizzato, in quale Commissione dovrà essere discusso, perché io francamente… non viene indicato, e contestualmente chiedo che le parti coinvolte che devono essere sentite siano la stazione appaltante, la stazione appaltante, non ATS, la stazione appaltante unitamente agli affidatari dei servizi. Quindi, in questo caso la GSA per un servizio e la Coopservice per l'altro servizio appaltato dalla stazione appaltante.

PRESIDENTE. Onorevole Satta, se posso specificare anche interpretando immagino il senso dell'ordine del giorno, e di qua immagino che si voglia impegnare il Presidente della Regione e la Giunta perché si faccia parte diligente per l'attivazione di un dibattito che naturalmente si deve svolgere in sede consiliare con le sue articolazioni. È naturale che qua le Commissioni competenti sono evidentemente la seconda e la sesta, il sottoscritto manderà anche una richiesta di convocazione straordinaria delle due Commissioni in seduta comune perché si affrontino questi temi. È evidente che la Giunta in questo caso sia parte in causa perché ovviamente le funzioni esecutive sono in suo capo, questa è un'attività puramente consiliare, quindi sarà mia premura chiedere la convocazione straordinaria, ai sensi dell'articolo 38, se non vado errato, del Regolamento, delle due Commissioni in sede congiunta per le audizioni che avete richiesto in quest'ordine del giorno. Sono stato chiaro? Perfetto.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

NIEDDU MARIO, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non posso che fare mie le preoccupazioni manifestate dall'ordine del giorno, e quindi non posso che dare il parere favorevole, non prima però di avere una precisazione su quello che è stato detto prima riguardo all'assunzione di nuovo personale, perché la preoccupazione dell'onorevole Manca è anche la nostra, cioè controllare quella che è la correttezza degli atti amministrativi dei dirigenti degli enti a cui siamo preposti. In ordine a questo, le posso garantire che la AOU di Sassari ha eseguito verifiche proprio nel senso da lei indicato, cioè ha fatto delle ispezioni cosiddette a sorpresa per cercare se ci fossero dei nuovi assunti che non fossero del precedente appalto. Sono stati trovati alcuni nominativi, le posso garantire che sono stati trovati, ma erano sostituti di personale del vecchio appalto in ferie, peraltro facenti capo già ai servizi dall'appaltatore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA IGNAZIO (LEGA). Considerata l'ora, non vorrei tediare l'Assemblea. Intervengo pertanto brevemente solo per dichiarazione di voto a nome del Gruppo della Lega Salvini Sardegna. Come rappresentante del nord ovest eletto a Sassari, non posso esimermi dall'esprimere ancora una volta tutta la mia solidarietà, che significa il mio impegno concreto, nei confronti degli ex lavoratori Secur oggi presenti in aula, sono alle mie spalle. Nessuno di noi potrà dimenticare il presidio allestito durante le vacanze natalizie del 2018 che ha visto la città solidarizzare con gli sfortunati lavoratori, giorni, notti sotto la pioggia, come ha ricordato la consigliera Desirè Manca, a difesa del sacrosanto diritto al lavoro. Io personalmente e la Lega come partito da sempre ci siamo fatti carico di assumere qualsiasi impegno utile alla soluzione, tra virgolette, non facile del problema. Pur apprezzando le dichiarazioni dell'assessore Nieddu, che ha ben spiegato la complessità di assorbimento dei lavoratori, nel rispetto dell'attuale normativa, per coerenza col mio costante impegno insieme a tutta la Lega voterò a favore della contro mozione appena depositata, di cui mi onoro di essere il primo firmatario, già distribuita in copia a ciascun consigliere, con l'auspicio che possa trovarsi una soluzione complessiva della vertenza. Oggi come in futuro, il diritto al lavoro costituisce la priorità del territorio. Grazie a tutti e in bocca al lupo agli amici dell'ex Secur.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Piu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Ovviamente voto a favore dell'ordine del giorno così come è stato modificato, che ha sicuramente più un senso rispetto alla proposta che, ripeto, è giusto e corretto che sia stata discussa in aula. Puntualizzo e metto i puntini sulle i sul fatto che gli atti che sono stati fatti e che sono stati sviluppati, a detta anche dall'Assessore, sono atti corretti, evitiamo di continuare a dire o di dare anche ai lavoratori dei motivi o delle informazioni che non sono corrette, perché il lavoro è una cosa seria, e come ho detto prima la politica si deve fare carico di tanti aspetti all'interno delle istituzioni, e lo ripeto evitando di fare quelle passerelle che sono state fatte in passato. Siamo stati eletti nel nostro territorio per risolvere anche le problematiche dei lavoratori, non solo Secur, ma di tutti quei lavoratori che ben prima il collega ha citato e che lavorano in servizi dove la paga non è una paga, ma è una sottopaga, e mi auguro che dai lavori delle Commissioni possano finalmente trovare verità non solamente gli atti, ma anche dei procedimenti da un punto di vista etico che non solo chi ci ha preceduto nella scorsa legislatura ha fatto e ha avuto modo di inserire in determinati provvedimenti, che tendono a dare credibilità, ma soprattutto a dare dignità a chi un lavoro mi auguro lo possa trovare già da domani. Evitiamo di continuare a raccontare delle cose che purtroppo in campagna elettorale sono state raccontate, e non di certo dai Consiglieri che sono presenti in Aula, il mio era anche un riferimento a chi purtroppo delle battaglie di lavoro ogni volta ne fa campagna elettorale, ne fa sempre dibattito solo ed esclusivamente per cercare di arrivare a delle percentuali un pochino più alte durante la fase delle votazioni, quindi, proprio perché i lavoratori sono in Aula, così si lavora, così si dimostra di tenere al lavoro, al territorio, non diversamente. Mi auguro che le persone che sono qua, che rappresentano un intero territorio, che rappresentano la Sardegna, siano degne del ruolo che ricoprono. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Noi non dobbiamo fare campagna elettorale, per quanto ci riguarda, è un problema che riguarda questi lavoratori che vengono da Sassari ma, a onor del vero, se andiamo a vedere un attimino le cose, non vorrei fare polemica, questo è un problema, questi lavoratori hanno festeggiato, tra virgolette, il compleanno oggi, ci sono un anno, e solo da sei mesi sembrerebbe che stanno prendendo la cassa integrazione, però mi risulta anche, a onor del vero, mi son guardato un po' le lettere che a suo tempo aveva fatto il Presidente Ganau sollecitando il Presidente Pigliaru e l'assessore Arru, quindi è un problema che non è di oggi. Detto questo, possiamo anche dire che oggi, della serie "vogliamoci tutti quanti bene", facciamo un ordine del giorno condiviso, lo votiamo tutti, ma qui ci sono anche delle responsabilità, e su questo poi possiamo andare anche avanti. Mi sta assolutamente bene che l'Assessore abbia dato la sua disponibilità investendo con due Assessorati che ne hanno poi competenza, di rivedere se c'è la possibilità e in che modo si può intervenire per cercare di risolvere questo problema, e noi naturalmente saremo al loro fianco. Altra cosa, perché ho visto che non c'è la disponibilità da parte di qualcuno, chiedo, Presidente, che sull'ordine del giorno vengano aggiunti i nominativi di tutti gli 8 del Gruppo del PSd'Az, così magari non creiamo nessun tipo di problema. Grazie.

PRESIDENTE. Benissimo, tutti i presenti, immagino… tutti i presenti, perfetto!

Ha domandato di parlare il consigliere Aldo Salaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALARIS ALDO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Il mio voto, come consigliere regionale del Gruppo dei Riformatori, eletto nel collegio della provincia di Sassari, ma a nome di tutti i membri del nostro Gruppo, ovviamente è a favore. Faccio veramente mie le parole dell'onorevole Desiré Manca, perché questa è una battaglia che deve interessare tutti, e a tutti i livelli, sia i livelli di indirizzo e sia i livelli dove ci è consentito del merito, pertanto sia il Consiglio che la Giunta. La Giunta, infatti, grazie alla disponibilità dell'assessore Nieddu qui presenti in Aula, ma credo che non mancherà quella dell'assessore Zedda, è direttamente investita da noi ad affrontare questo problema. Questo problema va risolto, risolto perché è un problema che oggi ci si presenta nella sua gravità più assoluta, non c'è più tempo da perdere, non possiamo neanche più aspettare e dobbiamo impedire che questo sia, in quel settore, in quella categoria, per altre realtà un precedente pericoloso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC). Io sono nato e cresciuto in un'area geografica famosa, dove sono stato per quarant'anni, siamo stati, la Democrazia cristiana, non un piccolo partito, all'opposizione, trattandosi di un territorio che era la culla del Partito Comunista e del Partito Socialista, e solo negli anni Novanta abbiamo iniziato a eleggere almeno qualche Consigliere provinciale. Sono d'accordissimo e quindi votiamo come Gruppo dell'UDC a favore di questo provvedimento, ritengo però fare una precisazione. Quando ho detto ATS c'è un significato; ci sono strutture che sono autonome, tant'è che anche la GSA ha partecipato a una gara sia al Brotzu, sia alla ASL 8, sia all'Università di Sassari, e in questa circostanza, avendo vinto la gara il buon Moirano, essendoci la Asl 8, ha allargato, con un meccanismo che non capisco quale possa essere, a tutte le altre aree e quindi alle altre ASL della Sardegna, ma solo due cose diverse. Per quanto riguarda invece il sistema, lo voglio dire perché mi sono piaciuti anche gli interventi, la grinta eccetera, rassomiglia quasi a quella del Sulcis, che veniva, sfasciava tutto alla Regione, ma ritornava a casa recuperando tutti i posti di lavoro. Allora è chiaro che l'unica realtà, caro Assessore alla sanità, non è una sua responsabilità, la Regione ha sbagliato, sta facendo le gare di 60 milioni per quanto riguarda la sicurezza, di 110 milioni, stiamo parlando di 200 dei vecchi miliardi, per quanto riguarda le pulizie, fra le varie gare, però, di fatto, con dei criteri che sono sbagliati, e devo dirlo per dare, pur essendo stato all'opposizione, che l'unica struttura che ha rispettato i criteri di obiettività e di giustizia è stato il Consiglio regionale, la gara fatta per quanto riguarda le guardie, ha verificato che ci fossero le stesse guardie e con la stessa retribuzione, in tutte le altre gare che fa la Regione tutti quanti hanno una riduzione del 50 per cento del salario. Quindi credo che questa battaglia deve essere fatta e, come abbiamo fatto in tante altre occasioni, nelle quali non c'era… anche non giustificate, ne potrei citare alcune, dove non era necessario, praticamente le avevano portate in porto, credo che tutti quanti, se lo vogliamo, con senso di responsabilità, con la grinta necessaria, siamo in condizioni di poter venire incontro a questi lavoratori, che meritano di essere suffragati per ripristinare il loro posto di lavoro.

PRESIDENTE. Grazie, Presidente Oppi.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Mundula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MUNDULA ANTONIO (FdI). Grazie. Presidente, colleghi, ieri abbiamo parlato e giustamente approvato anche una mozione che riguardava sempre dei lavoratori, che erano i lavoratori del Porto di Cagliari, e abbiamo parlato del futuro di questi lavoratori, tantissimi, quasi 700 tra gli effettivi e l'indotto, oggi discutiamo, in quest'Aula, egualmente di posti di lavoro, soprattutto però di persone, persone che non sono 700, sono intorno a una cinquantina, ma non per questo sono meno importanti e meritano comunque tutta la nostra attenzione. Queste persone in un passaggio d'appalto sono rimaste fuori e hanno perso il posto di lavoro, sono persone che vivono con i figli, qualcuno vive con i genitori, qualcuno non ha né figli né genitori; una situazione drammatica. Non mi addentro su questioni giuridiche che sono state ben esposte dai miei colleghi, e neppure su questioni formali, perché ritengo che non ci siano scappatoie giuridiche su quello che riguarda l'appalto, però dobbiamo comunque cercare di risolvere questa situazione intricata. Ho sentito dire da un collega, e anche giustamente, che a questo punto non è più compito della politica, il compito della politica era precedente, mi trova d'accordo, ma se lo sbaglio non è dalla politica, o lo sbaglio non è nel bando, qualcuno comunque avrà sbagliato. Ciò non toglie che parliamo di cinquanta persone, di 50 padri di famiglia che da un anno sono accampati in Piazza d'Italia con la pioggia, forse anche con la neve quest'anno, e ancora sono lì, ed è una cosa terribile. Io penso comunque che spetti alla politica trovare una soluzione a questo punto, perché la soluzione migliore in questo caso è quella che è stata prospettata con la nuova stesura della mozione in cui si abbia la collaborazione dei due Assessorati, che sono quello della sanità che secondo me c'entra di striscio, perché l'appalto è stato fatto dalla AOU, Ma soprattutto dall'Assessorato del lavoro dall'assessore Zedda, per mettere in atto tutte quelle che sono le possibili soluzioni per la risoluzione di questo, che è un problema veramente grave. Annuncio il voto favorevole mio e di Fratelli d'Italia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Cocciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Grazie per la parola, Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole a questa mozione da parte dell'intero Gruppo di Forza Italia, e l'intero Gruppo di Forza Italia chiede di essere inserito come sottoscrittore della mozione stessa. Ho sentito i vari interventi da parte dei colleghi, parliamo dell'ennesima problematica relativa alla perdita di posti di lavoro; abbiamo assolutamente un compito importante da portare avanti e intervenire affinché qualcosa si possa fare. Mi dispiace sentire alcuni interventi in maniera molto, molto soft dove si cerca in qualche maniera di eludere quel problema. Le responsabilità ci sono, ma sono problemi vecchi, come quelli del porto canale, come quello appunto dei lavoratori della Secur, problemi che durano da tempo. Non basta fare due righe, fare le due lettere, ma bisogna portare in Aula questi problemi. Sicuramente potevano essere fatti anche da prima, solo che c'erano le elezioni, c'erano anche altri motivi e questo purtroppo non è avvenuto. Abbiamo un compito importante che è quello di non sottrarci a questa responsabilità, quindi sarà nostro dovere, cara onorevole Desirè Manca, di portare questa problematica all'interno delle Commissioni e cercare di risolvere la problematica. Abbiamo un Assessore molto competente, che è Alessandra Zedda, che appena rientrerà da Singapore si occuperà sicuramente del caso, ma so che l'ha già fatto perché è a conoscenza di quella che è la problematica generale di questa povera gente. Certe cose vanno assolutamente affrontate prima, sul nascere, e non dopo, quando i buoi sono già scappati dal recinto. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio regionale verrà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 15 e 16.