CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Mozione n. 121
MOZIONE CANU – PIZZUTO – CASULA sulla riforma dell’assistenza primaria sul ruolo unico del medico di medicina generale e il passaggio alla dipendenza.
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IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che il governo ha presentato una bozza di decreto per la riforma dell’assistenza primaria e della medicina generale, finalizzata all’integrazione dei medici di famiglia nelle case di Comunità e alla riorganizzazione territoriale del Servizio sanitario nazionale (SSN);
EVIDENZIATO che nella nostra regione è in fase di attuazione l’accordo regione integrativo della medicina generale, per l’organizzazione e l’entrata in funzione delle aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e delle Case di comunità, stipulato nel 2025;
CONSIDERATO che una riforma di questa portata non possa essere affrontata senza un confronto reale con chi lavora quotidianamente sul territorio conoscendo le difficoltà concrete delle nostre comunità, soprattutto delle aree interne e disagiate della Sardegna, con dispersione abitativa, invecchiamento della popolazione, difficoltà nei collegamenti e, in questo momento, la alquanto significativa fragilità dell’offerta sanitaria, che suggeriscono grande prudenza rispetto a modelli di assistenza primaria, proposti dal Ministro Schillaci e costruiti prevalentemente su logiche urbane e centralizzate;
RITENUTO che la medicina generale rappresenta ancora oggi il presidio sanitario di prossimità più diffuso e accessibile alle comunità locali e che riformarla è certamente necessario, soprattutto per rafforzare un’integrazione multidisciplinare, aumentando la capacità di risposta ai nuovi bisogni assistenziali e l’implementazione della diagnostica di primo livello;
VALUTATO che l’impostazione attuale della suddetta riforma rischia di indebolire progressivamente il rapporto fiduciario che è stata la carta vincente della riforma del 1978, con la presenza capillare di professionisti, medici di medicina generale nei territori più periferici e il timore che interventi ritenuti erroneamente correttivi, di passaggio del medico dal rapporto convenzionale alla dipendenza, determinino un progressivo ridimensionamento del SSN pubblico e universalistico, aprendo spazi sempre maggiori a logiche di privatizzazione dell’assistenza sanitaria;
CONSTATATO che la realizzazione del numero delle Case di comunità in Sardegna e nel resto del paese è insufficiente e privo ancora dei servizi completi previsti dal decreto del Ministro della salute 23 maggio 2022, n. 77 (Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale),
impegna la Giunta regionale e il Consiglio regionale
1) ad attivare nei confronti del Governo tutte le azioni necessarie affinché’ la bozza del decreto governativo sia ritirata o sospesa;
2) ad aprire un tavolo di confronto tra stato e regioni, operatori sanitari, cittadini e associazioni con la garanzia che venga salvaguardato il rapporto fiduciario tra medico e paziente.
Cagliari, 12 maggio 2026