Agricoltura, in V Commissione gli interventi per i giovani agricoltori

29_04_26 V Commissione audizioni

Cagliari, 29 aprile 2026 – Le criticità del bando per l’insediamento dei giovani agricoltori (Misura SRE01 dei bandi Crs 2023-2027) è stato il tema affrontato oggi dalla Commissione Attività produttive, presieduta da Antonio Solinas (Pd). Alla seduta sono stati sentiti in audizione l’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus, il direttore generale dell’assessorato dell’Agricoltura, Giorgio Cicalò, e i rappresentanti delle associazioni di categoria Coldiretti, Cia, Copagri e Confagricoltura. La convocazione è stata decisa dal presidente Solinas dopo aver avuto notizia della circolazione di una bozza, non ancora ufficiale, del bando per i giovani agricoltori, di cui la Commissione non aveva ancora avuto notizia. Anche l’assessore Agus ha confermato di non aver ricevuto alcun testo del bando.

Le associazioni hanno espresso forti preoccupazioni sulle notizie non ufficiali circolate nelle ultime settimane, ritenendole penalizzanti soprattutto per il ricambio generazionale nelle aziende familiari. Secondo i dati, forniti dai rappresentanti di categoria, oltre il 50 per cento degli agricoltori sardi ha un’età superiore a 60 anni e la quasi totalità dei nuovi insediamenti avviene da terre ottenute da un familiare. Eventuali vincoli al subentro tra parenti, dunque, rischierebbero di ostacolare un meccanismo considerato essenziale per la sopravvivenza e lo sviluppo del comparto agricolo sardo. Su questo punto il presidente e tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza si sono trovati d’accordo e hanno chiesto all’assessore e al direttore generale di rimuovere questo ostacolo, se presente, favorendo il ricambio generazionale, ma evitando, allo stesso tempo, la parcellizzazione delle terre. Il direttore generale dell’Assessorato ha spiegato che si tratta di una disposizione prevista nel PSP (Piano strategico della Pac) “dove si legge: l’insediamento deve avvenire in un’azienda di provenienza non familiare” per evitare che la nuova attività risulti soltanto virtuale, oltre al fatto che – è spiegato nella motivazione del testo – non favorirebbe la creazione di nuove aziende. Cicalò ha sottolineato che è possibile proporre delle modifiche, che, però, allungherebbero i tempi per la pubblicazione del bando.

Il “pacchetto giovani” è stato, comunque, ritenuto dalla Commissione e dai rappresentanti di categoria uno strumento utile, a cui andrebbero apportati dei correttivi per evitare ritardi e difficoltà nella realizzazione degli investimenti. Un appello all’Assessore, inoltre, è arrivato dal mondo agricolo e dalla stessa Commissione affinché si trovi il modo di completare il percorso di circa 400 giovani ancora in attesa dei finanziamenti, relativi al bando del 2017.

Le associazioni hanno anche evidenziato criticità nei criteri di accesso, come le soglie di reddito standard, considerate troppo alte. I rappresentanti delle associazioni hanno, inoltre, chiesto una pubblicazione annuale dei bandi, l’ultimo risale al 2022, per garantire certezze e accesso tempestivo alle nuove opportunità offerte al settore.

La seduta di oggi è stata anche l’occasione per parlare dei nuovi focolai della dermatite nodulare bovina, che stanno creando forte allarme tra gli allevatori. Gli operatori hanno chiesto certezze, chiarezza nelle regole e un coordinamento che coinvolga gli Assessorati dell’Agricoltura, della Sanità e dell’Ambiente per evitare gravi ricadute economiche sulle aziende e dare certezze agli operatori. L’assessore Agus ha comunicato che per martedì 5 maggio è stato convocato il Tavolo verde e ha anche reso noto che oggi l’Asl di Cagliari ha iniziato gli abbattimenti nell’azienda di Ballao, in cui è stato riscontrato un focolaio.

Nel corso della seduta sono intervenuti il vice presidente della Commissione, Emanuele Cera (FdI), Gianluca Mandas (M5S), Gianluigi Rubiu (FdI), Salvatore Cau (Orizzonte Comune), Piero Maieli (FI), Alessandro Pilurzu (Pd) e Ivan Pintus (Msto). La Commissione ha accolto con favore la volontà di coinvolgere maggiormente il Parlamentino sui criteri dei bandi regionali.

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