CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Mozione n. 113
PIZZUTO – CANU – CASULA – ORRÙ – DERIU – CIUSA – DI NOLFO – PORCU, sul cessate il fuoco e il rilancio della diplomazia in Medio Oriente.
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IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
– la recente escalation militare tra Israele e Iran, iniziata con l’attacco unilaterale coordinato di Israele e Stati Uniti d’America del 28 febbraio 2026, mentre erano in corso i negoziati sul nucleare a Ginevra, costituisce una palese violazione del diritto internazionale e ha provocato ritorsioni iraniane che hanno esteso il conflitto a diversi paesi del Golfo;
– l’invasione del Libano da parte di Israele mostra come lo scenario di guerra stia dilagando nella regione, con potenziali conseguenze gravi, tra cui il rischio per i militari italiani impegnati in missioni di pace e per la stabilità regionale;
– gli attuali eventi bellici sono stati avviati senza previa autorizzazione di organismi internazionali competenti e senza adeguato coinvolgimento diplomatico multilaterale, violando il diritto internazionale;
– il Medio Oriente è una delle aree più instabili e densamente popolate della Terra, con oltre 400 milioni di persone potenzialmente esposte agli effetti diretti o indiretti del conflitto e, secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), negli ultimi anni i conflitti armati hanno provocato centinaia di migliaia di vittime civili e oltre 30 milioni di sfollati;
– l’intensificarsi delle operazioni militari rischia di aggravare ulteriormente la situazione, con potenziali vittime civili, distruzione di infrastrutture sanitarie ed energetiche e crisi alimentari;
– il regime teocratico di Khamenei ha imposto una dittatura sanguinaria, violando sistematicamente i diritti umani del popolo iraniano, ma la condanna verso un regime liberticida non giustifica interventi militari unilaterali che scavalcano consessi multilaterali e principi internazionali;
– la via diplomatica resta l’unico strumento efficace per impedire la proliferazione nucleare dell’Iran senza trascinare il Medio Oriente in un conflitto permanente;
– la destabilizzazione dell’area ha (sta avendo) impatti economici rilevanti anche in Europa e in Sardegna, inclusi aumenti dei prezzi di energia, carburanti e trasporti, con ricadute dirette su famiglie e imprese;
– la Sardegna ospita oltre il 60 per cento delle servitù militari italiane (basi, poligoni, infrastrutture per la produzione bellica) che in caso di escalation diventerebbero potenziali obiettivi strategici, rendendo la pace internazionale e la riduzione del riarmo direttamente rilevanti per la sicurezza del territorio;
– il mancato rispetto delle norme internazionali costituisce un grave precedente per la comunità internazionale, compromette i principi dell’ordine giuridico internazionale e mina la fiducia nelle istituzioni multilaterali;
– l’immobilismo del Governo nazionale appare grave e ingiustificato, compromettendo la tradizione di autonomia e dialogo della politica estera italiana;
– diversi partner europei hanno criticato l’intervento unilaterale Stati Uniti d’America (USA)-Israele, mentre l’Italia non ha ancora comunicato una posizione chiara;
– si condivide la solidarietà espressa dai vertici europei al premier spagnolo Pedro Sánchez, condannando le violazioni del diritto internazionale e le minacce ricevute dagli USA;
CONSIDERATO che:
– la Costituzione della Repubblica Italiana, all’articolo 11, ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
– la Sardegna, per storia e tradizione civile, ha una forte vocazione alla pace, alla cooperazione internazionale e al dialogo tra i popoli;
– movimenti e forze politiche progressiste sarde hanno promosso iniziative istituzionali e mobilitazioni pubbliche contro la guerra e il riarmo, chiedendo il rispetto dei diritti umani e la cessazione delle violenze;
– la riduzione del riarmo e il rispetto del diritto internazionale sono strategici anche per la sicurezza e il benessere dei territori sardi, a causa della presenza di servitù militari e industrie belliche;
RITENUTO necessario:
– affermare con forza il principio del cessate il fuoco immediato e della de-escalation militare;
– ribadire il primato del diritto internazionale, della diplomazia e della cooperazione tra i popoli rispetto alla logica della guerra;
– promuovere iniziative istituzionali per la pace, il dialogo e la tutela dei civili;
– tutelare la sicurezza, la stabilità e il benessere del territorio sardo e dei cittadini italiani all’estero;
ESPRIME:
– forte preoccupazione per la grave escalation militare in Medio Oriente e per le sue possibili conseguenze sulle popolazioni civili, sulla stabilità internazionale e sulle ricadute economiche, energetiche e di sicurezza che tale crisi potrebbe determinare anche per il territorio della Sardegna e per i suoi cittadini;
– ferma condanna per le recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, anche con riferimento all’ipotesi di annientamento di una civiltà, ritenute gravemente destabilizzanti e suscettibili di alimentare ulteriormente l’escalation del conflitto;
CHIEDE:
– un cessate il fuoco immediato e permanente tra tutte le parti coinvolte, con pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e delle risoluzioni delle Nazioni Unite;
– che il Governo italiano non intervenga militarmente nel conflitto, né con truppe né con supporto operativo o logistico, rispettando i principi di legalità internazionale e il dettato dell’articolo 11 della Costituzione, anche in considerazione della particolare esposizione della Sardegna, territorio che ospita una quota rilevante delle servitù militari italiane,
impegna la Presidente della Regione
1) a rappresentare presso il Governo della Repubblica italiana, in ogni sede istituzionale e nei rapporti con i partner europei e gli organismi internazionali competenti, anche alla luce della particolare esposizione della Sardegna dovuta alla presenza di servitù militari e infrastrutture strategiche, la richiesta di assumere ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario;
2) a sollecitare il Governo italiano ad adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran, a partire dalla premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, chiedendo la sospensione immediata di ogni esecuzione capitale quale misura imprescindibile di tutela dei diritti umani fondamentali e sostenendo una prospettiva di transizione pacifica e democratica nelle mani del popolo iraniano;
3) a richiedere al Governo italiano di porre in essere tutte le misure diplomatiche e operative necessarie per garantire il rientro in sicurezza dei cittadini italiani eventualmente presenti nelle aree interessate dalla crisi, assicurando adeguata assistenza consolare e mantenendo un costante monitoraggio della situazione anche a tutela dei cittadini sardi presenti nell’area;
4) a sostenere con fermezza, nelle sedi nazionali ed europee, il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura dei canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti al fine di pervenire a una soluzione politica e duratura della crisi, rilanciando in particolare il negoziato internazionale e salvaguardando le prerogative dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, a partire dal rispetto degli impegni e dalle necessarie garanzie di trasparenza da parte dell’Iran;
5) a rappresentare al Governo italiano la richiesta di non autorizzare l’utilizzo delle basi presenti sul territorio italiano, anche se regolate da trattati internazionali, per il supporto militare a operazioni che possano configurare una violazione del diritto internazionale, considerato che la Sardegna ospita numerose infrastrutture militari nazionali e sarebbe direttamente esposta alle conseguenze di una eventuale escalation;
6) a promuovere, in cooperazione con i partner europei, iniziative volte alla protezione e alla sicurezza del territorio europeo e alla tutela dei contingenti militari impegnati in missioni di pace e del personale civile operante nei paesi dell’area con cui l’Italia intrattiene relazioni consolidate e interessi strategici, con particolare attenzione alla sicurezza dei militari italiani e sardi impegnati in tali missioni;
7) a sostenere in sede europea le posizioni volte alla difesa del pieno rispetto del diritto internazionale e ribadire presso i partner europei e internazionali la ferma condanna delle dichiarazioni del Presidente Trump sull’ipotesi di annientamento di una civiltà, promuovendo iniziative diplomatiche volte a contenere l’escalation del conflitto;
8) a sollecitare il Governo italiano ad assumere urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici derivanti dalla crisi internazionale, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d’acquisto, al sostegno delle imprese e delle filiere maggiormente esposte, incluse quelle presenti in Sardegna, nonché al rafforzamento delle scorte strategiche e alle misure volte a calmierare i prezzi dei beni essenziali e prevenire fenomeni speculativi;
9) a sollecitare il Governo italiano a sostenere tutte le iniziative diplomatiche volte a trasformare l’attuale tregua di quindici giorni in una pace definitiva.
Cagliari, 9 aprile 2026