CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 405/A
INTERROGAZIONE TICCA – FASOLINO – SALARIS, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione del Piano regionale di screening per l’epatite C (deliberazione n. 19/73 del 1° giugno 2023).
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I sottoscritti,
PREMESSO che l’epatite C rappresenta una patologia infettiva di rilevante impatto sulla salute pubblica, frequentemente asintomatica nelle fasi iniziali e responsabile di gravi complicanze epatiche croniche – tra cui cirrosi e carcinoma epatico – se non diagnosticata e trattata tempestivamente;
CONSTATATO che a livello nazionale si stima che oltre 500.000 persone siano ignare della propria infezione da virus HCV, con un significativo gap diagnostico che determina un elevato rischio di progressione della malattia e di trasmissione del virus nella popolazione;
CONSIDERATO che il Piano nazionale di eliminazione dell’epatite C (PNEC) stabilisce obiettivi di eliminazione della malattia entro il 2030 in accordo con le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), richiedendo un’implementazione sistematica degli strumenti di screening a livello regionale e locale;
VISTO che la Regione ha approvato, con deliberazione della Giunta regionale 1° giugno 2023, n 19/73 (Programma regionale di screening gratuito per prevenire, eliminare ed eradicare il virus dell’epatite C (HCV), in attuazione dell’articolo 11, comma 15, della legge regionale 12 dicembre 2022, n. 22. Adozione del protocollo operativo regionale), il Piano regionale di screening per l’epatite C, che costituisce lo strumento programmatorio di riferimento per l’implementazione delle attività di diagnosi precoce sul territorio regionale;
RICORDATO che il Piano regionale approvato con la citata delibera n. 19/73 del 1° giugno 2023 articola l’intervento di screening su tre direttrici operative principali:
– screening attivo nei servizi per le dipendenze (SERD) e nelle popolazioni ristrette (detenuti, comunità terapeutiche);
– screening opportunistico in ambito ospedaliero, da effettuarsi in occasione di ricoveri, accessi in day hospital e interventi chirurgici;
– iniziative strutturate di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione generale;
EVIDENZIATO che a oltre due anni dall’approvazione del Piano regionale non risultano disponibili dati pubblici aggiornati e disaggregati sullo stato di avanzamento delle attività nelle singole Aziende sani-tarie locali (ASL) e nelle Aziende ospedaliero-universitarie (AOU) della regione, rendendo impossibile una valutazione puntuale del grado di implementazione raggiunto a livello territoriale;
TENUTO CONTO che, non è possibile verificare se e in quale misura le singole aziende sanitarie abbiano dato attuazione agli indirizzi del Piano regionale con riguardo a ciascuna delle tre direttrici operative, né se le eventuali difformità nell’avanzamento siano riconducibili a difficoltà organizzative locali, a insufficiente indirizzo regionale o a carenza di risorse dedicate;
RICORDATO che lo screening opportunistico in ambito ospedaliero costituisce una componente strategica di particolare rilevanza del Piano regionale, in quanto intercetta soggetti già in contatto con il sistema sanitario – in occasione di ricoveri, accessi in day hospital e interventi chirurgici – senza richiedere l’attivazione di percorsi dedicati separati, con un potenziale diagnostico elevato e un profilo costo-efficacia favorevole e la sua mancata o parziale attivazione in una o più aziende sanitarie comporterebbe una riduzione significativa dell’efficacia complessiva del programma regionale e una perdita sistematica di opportunità diagnostiche;
VALUTATO che l’assenza di iniziative di comunicazione pubblica strutturate e coordinate sul tema dello screening HCV, ove confermata, rischierebbe di incidere negativamente sulla partecipazione volontaria della popolazione al programma e di ridurne l’impatto epidemiologico;
APPRESO che risulterebbe che le aziende sanitarie abbiano trasmesso all’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale report sullo stato di attuazione del piano e che gli uffici assessoriali stiano conducendo una ricognizione complessiva del quadro regionale ma gli esiti di tale ricognizione non risultano tuttavia essere stati resi pubblici né portati a conoscenza del Consiglio regionale;
RITENUTO che il diritto all’accesso uniforme alle prestazioni sanitarie costituisce un principio fondamentale del Servizio sanitario nazionale (SSN) e regionale e che eventuali disomogeneità nell’implementazione del piano di screening HCV tra le diverse aree della Sardegna configurerebbero una differenziazione inaccettabile nell’offerta di prevenzione;
SOTTOLINEATO che l’attuazione tempestiva, uniforme e verificabile del Piano regionale riveste carattere di urgenza, considerate le implicazioni sanitarie, epidemiologiche ed economiche connesse al ritardo diagnostico dell’epatite C e gli impegni assunti dalla Regione nel quadro del PNEC entro il 2030;
CONSIDERATO inoltre che il Consiglio regionale ha il dovere di esercitare la propria funzione di controllo e indirizzo sull’attuazione degli atti deliberativi della Giunta e che a tal fine è necessario acquisire informazioni complete, aggiornate e verificabili sullo stato di avanzamento del Piano,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se sia a conoscenza di quanto su esposto;
2) quale sia l’attuale stato di attuazione del Piano regionale di screening per l’epatite C (deliberazione n. 19/73 del 2023) in ciascuna delle ASL e delle AOU della Sardegna, con specifica indicazione, per ogni azienda, dell’avanzamento operativo nelle tre direttrici previste dal Piano (screening nei SERD e nelle popolazioni ristrette; screening opportunistico ospedaliero; comunicazione e sensibilizzazione della popolazione);
3) se, e in quale misura, tutte le aziende sanitarie regionali abbiano avviato attività operative nell’ambito del Piano, quali siano le eventuali aziende che non abbiano ancora formalizzato o avviato percorsi di implementazione, e quali misure di indirizzo o di supporto l’Assessorato intenda adottare per assicurare uniformità territoriale nell’offerta di screening in tutta la regione;
4) con specifico riguardo allo screening opportunistico in ambito ospedaliero, se tale direttrice del Piano sia stata attivata, in forma strutturata e con procedure formalizzate, in tutte le ASL e le AOU regionali, considerato che detto screening – da effettuarsi sistematicamente in occasione di ricoveri ordinari, accessi in day hospital e interventi chirurgici programmati – rappresenta lo strumento a più alta resa diagnostica dell’intero programma, in quanto intercetta soggetti già in contatto con il sistema sanitario senza richiedere percorsi dedicati aggiuntivi, e tenuto conto dell’elevato costo sanitario e sociale del ritardo diagnostico dell’HCV, si chiede quali azioni urgenti l’Assessorato intenda promuovere per garantirne l’attivazione capillare e uniforme su tutto il territorio regionale, e con quale cronoprogramma vincolante;
5) se l’Assessorato abbia predisposto o preveda di predisporre una campagna di comunicazione pubblica coordinata e strutturata sullo screening HCV a livello regionale, eventualmente in raccordo con le iniziative nazionali e con le associazioni dei pazienti, e in caso affermativo con quali risorse, attraverso quali canali e in quali tempi;
6) quali siano gli esiti della ricognizione complessiva condotta dagli uffici assessoriali sui report trasmessi dalle aziende sanitarie e se tale ricognizione abbia determinato o determinerà l’adozione di specifiche direttive nei confronti delle direzioni aziendali per garantire il rispetto degli indirizzi e del cronoprogramma previsti dal Piano;
7) quali siano i dati complessivi relativi al numero di test HCV effettuati, ai nuovi casi diagnosticati e ai pazienti avviati al trattamento antivirale nell’ambito del Piano regionale dall’avvio dell’attività ad oggi, disaggregati per azienda sanitaria e per setting di screening.
Cagliari, 27 marzo 2026