CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
Interrogazione n. 388/A
INTERROGAZIONE MAIELI -COCCIU, con richiesta di risposta scritta, in merito all’attuazione effettiva della legge regionale 18 gennaio 2019, n. 5 (Riconoscimento della fibromialgia come patologia cronica, progressiva e invalidante) in materia di fibromialgia, inserimento dell’ossigeno-ozono terapia nei percorsi regionali di terapia del dolore, aggiornamento del nomenclatore tariffario e valutazione di integrazione Extra Livelli essenziali di assistenza (Extra-LEA).
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I sottoscritti,
PREMESSO che:
– l’articolo 32 della Costituzione Italiana tutela la salute quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, imponendo alle istituzioni pubbliche non un riconoscimento formale, bensì una tutela sostanziale ed effettiva;
– l’articolo 3 della Costituzione sancisce il principio di uguaglianza sostanziale e impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto l’accesso ai diritti fondamentali;
– l’articolo 3 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto Speciale per la Sardegna) attribuisce alla Regione potestà legislativa primaria in materia di igiene e sanità pubblica, consentendo l’integrazione delle prestazioni sanitarie ulteriori rispetto ai Livelli essenziali di assistenza (LEA) nazionali mediante risorse regionali;
– il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e successive modifiche ed integrazioni disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario nazionale (SSN) e del Servizio sanitario regionale (SSR) secondo criteri di appropriatezza, efficacia ed economicità;
– il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017 (Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502) definisce e aggiorna i LEA, senza precludere alle Regioni l’erogazione di prestazioni ulteriori (cosiddetti Extra- LEA);
– il Piano nazionale della cronicità (Accordo stato-regioni 15 settembre 2016) prevede modelli strutturati di presa in carico delle patologie croniche complesse mediante Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA);
– la legge regionale 18 gennaio 2019, n. 5 (Disposizioni per il riconoscimento, la diagnosi e la cura della fibromialgia) ha riconosciuto la fibromialgia quale patologia progressiva e invalidante, istituendo l’Indennità regionale fibromialgia (IRF), quale misura di sostegno economico;
CONSIDERATO che:
– la sindrome fibromialgica rappresenta una condizione di dolore cronico diffuso con rilevante impatto funzionale, stimata a livello nazionale tra il 2 per cento e il 4 per cento della popolazione, con una platea regionale che può ragionevolmente attestarsi su diverse decine di migliaia di cittadini;
– l’attuale assetto regionale si fonda prevalentemente su un contributo economico ex post (IRF), pari a circa ottocento euro annui, che non configura un percorso terapeutico strutturato né garantisce continuità assistenziale;
– la gestione ordinaria della patologia è prevalentemente farmacologica (farmaci antinfiammatori non steroidei, oppioidi, miorilassanti, antidepressivi), con costi diretti a carico del SSR e con effetti collaterali che generano ulteriori prestazioni sanitarie;
– l’ossigeno-ozono terapia è praticata in Italia nell’ambito della terapia del dolore, anche in strutture pubbliche e accreditate e in Sardegna risulta eseguibile presso alcuni servizi ospedalieri di terapia antalgica (quali quelli operanti presso presidi dell’area metropolitana di Cagliari), sebbene con accesso selettivo e non sistematico per i pazienti fibromialgici;
– numerosi pazienti sardi ricorrono a protocolli privati ivi inclusa la Grande auto emo-infusione (GAEI), con costi integralmente a carico dell’utente;
SOTTOLINEATO che;
– l’attuale assetto genera una evidente asimmetria di accesso: chi dispone di risorse economiche può intraprendere cicli terapeutici alternativi, mentre chi non può permetterseli resta vincolato a terapie farmacologiche spesso inefficaci o scarsamente tollerate;
– la natura insulare della Sardegna, la distribuzione disomogenea dei centri specialistici e la carenza di collegamenti interni aggravano ulteriormente il divario territoriale;
– l’assenza di un PDTA regionale specifico per la fibromialgia determina frammentazione prescrittiva e disomogeneità applicativa tra strutture;
EVIDENZIATO che:
– come già rappresentato nella proposta allegata, l’attuale modello basato su “sussidio economico” non modifica l’andamento clinico della patologia, ma interviene solo a rimborso parziale di spese sostenute;
– una rimodulazione delle risorse destinate all’IRF verso un sistema di prestazioni convenzionate potrebbe, in linea teorica, consentire una migliore programmazione della spesa sanitaria, riducendo il ricorso cronico a farmaci e accessi impropri al pronto soccorso per riacutizzazioni algiche;
– l’inserimento nel nomenclatore tariffario regionale di specifiche prestazioni di ossigeno-ozono terapia, con codice identificativo e tariffa definita, rappresenterebbe uno strumento di governo clinico e finanziario, non una liberalizzazione indiscriminata;
RILEVATO che:
– riconoscere normativamente la fibromialgia senza garantire un percorso terapeutico realmente accessibile rischia di trasformare un diritto costituzionale in un semplice titolo simbolico;
– la tutela della salute, soprattutto quando afferente a condizioni croniche e invalidanti, non può essere rimessa alla casualità territoriale né alla capacità di spesa individuale;
– l’autonomia statutaria della Sardegna impone una responsabilità ulteriore nella programmazione sanitaria, soprattutto in presenza di strumenti giuridici già disponibili per integrare i LEA nazionali,
chiedono di interrogare la Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale per sapere:
1) se sia in fase di predisposizione un PDTA regionale specifico per la fibromialgia, coerente con il Piano nazionale della cronicità;
2) se l’Assessorato intenda avviare una valutazione tecnico-scientifica, tramite gli organismi regionali competenti, sull’inserimento dell’ossigeno-ozono terapia nei percorsi regionali di terapia del dolore, anche in regime sperimentale o Extra-LEA;
3) se sia prevista un’analisi di Health technology assessment (HTA) comparativa tra gestione farmacologica cronica e protocolli antalgici integrati comprensivi di ossigeno-ozono terapia, valutandone impatto clinico, economico e organizzativo;
4) se si intenda procedere all’aggiornamento del nomenclatore tariffario regionale, attribuendo un codice prestazionale specifico per l’ossigeno-ozono terapia in ambito antalgico;
5) per quali ragioni, pur in presenza di un riconoscimento legislativo regionale della patologia, non sia stato ancora attivato un percorso terapeutico strutturato ed uniformemente accessibile;
6) quali iniziative si intendano adottare per superare l’attuale disparità di accesso alle cure, garantendo effettiva attuazione dei principi costituzionali di uguaglianza e tutela della salute.
Cagliari, 18 febbraio 2026