MOZIONE N. 98

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVII Legislatura

Mozione n. 98

CERA – TRUZZU – PIGA – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – USAI – MELONI Corrado sull’emergenza maltempo in Sardegna e sulle ricadute economiche, a carico del comparto ittico isolano, con richiesta di attivazione di misure regionali urgenti a sostegno del settore, in coordinamento con le azioni nazionali e di protezione civile.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– all’interno del comparto ittico della Sardegna, un’importante posizione è occupata dai concessionari di pesca, operanti nei compendi ittici e degli operatori dalla pesca costiera, tradizionalmente caratterizzata da micro-imprese ad alta intensità di lavoro e margini economici ridotti, la quale rappresenta una componente fondamentale della tradizione marittima isolana, della sicurezza alimentare e della economia locale, ma al contempo è altamente vulnerabile agli shock climatici, all’innalzamento del livello del mare e agli eventi estremi correlati ai cambiamenti climatici;
– l’eccezionale ondata di maltempo e gli effetti del cosiddetto Ciclone Harry, che tra il 18 e il 21 gennaio 2026 ha investito la Sardegna, con precipitazioni intense, venti forti e mareggiate di eccezionale intensità, ha provocato danni ingenti alle infrastrutture costiere, alle attività produttive nonché alle flotte pescherecce, con una prima stima regionale che quantificherebbe le perdite, per l’economia sarda, in svariati milioni di euro, danni che si aggiungono a quelli già evidenziati in Sicilia e in altre Regioni del Sud Italia;
– tale evento ha comportato interruzioni prolungate dell’attività di pesca professionale, la sospensione delle operazioni di pesca nel periodo più critico, danni materiali ai compendi ittici, alle imbarcazioni, agli impianti portuali, alle attrezzature e alle infrastrutture di supporto, nonché perdite di reddito per le cooperative, gli armatori e tutto il personale dipendente;
– la natura eccezionale e persistente dell’evento in questione, ha compromesso non solo la disponibilità di risorse biologiche marine, ma anche la regolare operatività della filiera ittica, determinando perdite economiche non recuperabili senza adeguati strumenti di supporto;

CONSIDERATO che:
– la Regione è già chiamata, in analogia ad altri territori colpiti, a promuovere attività di ricognizione dettagliata dei danni subiti ai fini dell’attivazione delle procedure di stato d’emergenza e dei conseguenti sostegni previsti dal Codice della protezione civile e dal Fondo per le emergenze nazionali
– le associazioni di categoria del settore pesca, hanno richiamato la necessità di misure strutturali non solo di intervento emergenziale immediato, ma anche di rafforzamento delle misure di protezione sociale ed economica per i pescatori professionisti, in particolare per la piccola pesca costiera;
– è indispensabile integrare e potenziare gli strumenti regionali di sostegno, in raccordo con quelli nazionali, prevedendo specifiche azioni di emergenza, semplificazione burocratica e supporto economico diretto alle imprese di pesca artigianale che hanno subito danni, sospensioni forzate dell’attività e perdite di reddito;
– l’assenza di interventi tempestivi e adeguati rischia di causare l’uscita dal mercato di numerose imprese sarde dedite alla pesca, con conseguente perdita di capacità produttiva, di posti di lavoro e di presidio delle comunità costiere;

RITENUTO pertanto necessario e urgente:
– attivare, in via prioritaria, una ricognizione economica regionale specifica e dettagliata sul comparto della pesca costiera sarda, con rilevazione puntuale dei danni materiali, delle perdite di giornate di attività, degli impatti socio-economici e delle prospettive di ripresa;
– prevedere la creazione di un Fondo regionale di emergenza dedicato alla pesca, che integri e renda più tempestivi gli interventi compensativi rispetto alle misure nazionali di protezione civile e agli strumenti quali il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura;
– promuovere la semplificazione delle procedure amministrative per l’accesso ai contributi regionali e nazionali da parte delle imprese di pesca, con criteri chiari, omogenei e differenziati in base alle specificità territoriali e dimensioni aziendali;
– estendere, nell’ambito delle competenze regionali, l’applicazione di strumenti di sostegno anche alle fattispecie di sospensione forzata dell’attività non strettamente riconducibili a danni fisici diretti, ma comunque derivanti da fenomeni meteorologici eccezionali persistenti;
– sostenere, in raccordo con il Governo centrale e con il Dipartimento nazionale della protezione civile, richieste di risorse aggiuntive al Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura per consentire ristori proporzionati e tempestivi a favore dei concessionari di pesca, operanti nei compendi ittici della Sardegna ed alle imprese sarde dedite all’attività di pesca costiera, che risultino danneggiate;
– promuovere interventi di resilienza e adattamento climatico dei porti e delle infrastrutture di pesca, con particolare attenzione alla salvaguardia di ormeggi, approdi minori e basi di pesca,

impegna la Presidente della Regione

1) ad attivare tutte le procedure necessarie per dare attuazione alle misure suindicate, mantenendo costanti rapporti di leale fattiva collaborazione con il Governo centrale ed i suoi organismi;
2) a presentare rendicontazioni quadrimestrali al Consiglio regionale sull’implementazione delle misure, sulla quantificazione dei fondi erogati e sugli effetti reali, da ciò generati, a favore del comparto della pesca sarda.

Cagliari, 6 febbraio 2026

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