Saranno unificate le due proposte di legge sul rilancio del settore bovino presentate in Consiglio regionale. Lo ha deciso in mattinata, all’unanimità, la Quinta Commissione “Attività Produttive” che ha incaricato una sottocommissione per l’elaborazione del testo composta dal presidente del parlamentino Antonio Solinas (Pd) e dai primi firmatari delle due proposte, Franco Mula (FdI) e Salvatore Cau (Orizzonte Comune). I due provvedimenti puntano al rilancio della filiera del bovino le cui criticità sono emerse con forza negli ultimi mesi a causa della comparsa in Sardegna della dermatite nodulare che ha messo in ginocchio diversi allevamenti dell’Isola.
Tra gli obiettivi prioritari la creazione di centri per l’ingrasso e per la lavorazione delle carni. La Sardegna attualmente importa il 75% delle carni. Per chiudere la filiera, hanno spiegato i firmatari delle due proposte, non basta però creare delle strutture per l’ingrasso. Servono anche incentivi per la coltivazione delle materie prime destinate all’alimentazione degli animali, centri di macellazione e di lavorazione delle carni, il riconoscimento di un marchio di qualità. Una filiera chiusa che, considerata anche la larga diffusione in Sardegna di aziende di tipo estensivo, sarebbe una garanzia per i consumatori destinatari di prodotti genuini e ad alto valore nutraceutico.
Sulle due proposte, la Commissione ha sentito l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus che ha espresso apprezzamento per la tempistiche: «Farlo subito dopo l’approvazione della manovra finanziaria e prima dell’assestamento di bilancio ci permette di arrivare alle prossime scadenze senza avere l’acqua alla gola». L’assessore ha poi evidenziato la necessità di alcuni approfondimenti di natura tecnica: «Il comparto bovino sardo, secondo l’ultimo censimento, è di circa 290mila capi di cui il 71,9% appartenenti ad allevamenti biologici. 120mila sono invece i meticci grazie al buon risultato ottenuto attraverso i bandi che hanno consentito di arricchire il patrimonio zootecnico isolano».
Un comparto con grosse potenzialità per il quale serve agire con prudenza: «Al settore bovino , nelle ultime tre programmazioni del Psr sono andati circa 60 milioni di euro – ha rivelato Agus – non sempre però queste risorse sono state utilizzate per la realizzazione di infrastrutture. Molte delle aziende non avevano le dimensioni per ottenere i finanziamenti. Per questo è auspicabile uno sforzo unitario da parte di tutti gli operatori».
Agus infine ha suggerito un approfondimento su alcune questioni di carattere tecnico, in particolare sugli aspetti finanziari e sui marchi: «Il Regolamento europeo non consente politiche di settore. Non si possono limitare gli investimenti ad un singolo comparto. Occorre capire come fare e trovare una soluzione praticabile. Sui marchi invece, l’iniziativa spetta ai produttori per la richiesta di Dop e Igp. Sulle carni potrebbe esserci qualche impedimento. Le questioni vanno approfondite».
La sottocommissione consegnerà un testo unificato all’Aula entro la fine del mese. Subito dopo saranno ascoltate le organizzazioni di categoria e i vertici delle agenzie agricole regionali.
ISOLA
I lavori della Commissione sono proseguiti con le audizioni delle associazioni artigiane sul disegno di legge della Giunta regionale per la ricostituzione dell’Isola, l’Istituto sardo organizzazione lavoro artigiano, sciolto nel 2026. L’obiettivo è ricreare uno strumento per la tutela, la valorizzazione e la promozione dei prodotti dell’artigianato tipico, tradizionale ed artistico della Sardegna con una dotazione finanziaria, una volta entrato a regime, di 9 milioni di euro l’anno.
Tutti i portatori di interesse hanno espresso soddisfazione per la decisione della Giunta di puntare nuovamente su un istituto che in passato ha contribuito a far conoscere le produzioni sarde in tutto il mondo. «E’ una scelta strategica per noi – ha detto il presidente della Cna Gigi Tomasi – l’artigianato è identità, cultura e memoria collettiva, un patrimonio unico in Europa. Di questo occorre tenere conto per la definizione delle politiche di settore». Secondo Cna, l’ISOLA dovrà diventare un centro di progettualità e innovazione, un interlocutore stabile per le imprese artigiane e un promotore di qualità: «Chiediamo per questo che le scelte siano partecipate con la creazione di un Comitato consultivo composto da 10 membri: 5 designati dalla Giunta regionale, 2 dalle associazioni artigiane, uno dall’Università, uno dall’assessorato all’Artigianato e un esperto di marketing territoriale».
Secondo Confartigianato, prima di procedere alla ricostituzione dell’ISOLA occorre fissare bene gli obiettivi che si propone: «Bisogna capire dove si vuole andare – ha detto il segretario regionale Daniele Serra – tre possono essere le finalità: 1) curare gli aspetti imprenditoriali (rinnovamento aziendale, passaggio intergenerazionale, emersione del lavoro nero); 2) puntare sull’artigianato come “elemento bandiera” del comparto turistico e investire su eventi promozionali e fiere; 3) sostenere il settore come tratto distintivo della cultura e dell’identità sarda. In questo caso a prevalere sarebbe l’aspetto artistico/museale e le azioni per favorire la trasmissione degli antichi mestieri alle giovani generazioni. Ognuna di queste ipotesi ha bisogno di un approccio diverso e iniziative specifiche». Anche il segretario di Confartigianato ha auspicato un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria nella governance, anche solo di tipo consultivo, e un confronto continuo con le diverse realtà di settore.
Posizione condivisa da Ignazio Schirru, presidente di Casartigiani. che ha suggerito il coinvolgimento di esperti indicati dalle associazioni di categoria.
Per Rosalba Piras (vicepresidente di Artimanos) «la ricostituzione dell’Isola è un passaggio decisivo per il settore che ha bisogno di una visione più ampia. Molte nostre imprese soffrono, il lavoro deve essere sostenibile. Gli artigiani devono essere al centro dell’attenzione con azioni promozionali e il riconoscimento del lavoro di qualità. Diciamo no alla musealizzazione dell’artigianato artistico». Da Piras, infine, una richiesta alla Regione per la regolamentazione del settore: «Gli hobbysti sono sempre più numerosi. operano come imprese ma non pagano le tasse. In molti casi rappresentano una concorrenza sleale. Un altro aspetto da curare è quello della certificazione dei prodotti made in Sardegna. E’ intollerabile che si vendano come sardi prodotti realizzati in Cina».
La consulente dell’assessorato all’Artigianato, Rossana Podda, ha confermato l’impegno della Giunta per arrivare a un’approvazione del Disegno di legge sull’ISOLA in tempi rapidi: «Lo vogliamo fare con la massima condivisione possibile. L’Istituto rappresenta un pezzo di Sardegna, una storia che ha coinvolto dagli anni 50 artisti importanti, un patrimonio che non può andare perso. Vogliamo una legge semplice, un testo agile che eviti di ripetere gli errori del passato. Siamo pronti ad accogliere i suggerimenti delle associazioni e i contributi del Consiglio».
«Eviteremo di appesantire la legge, la nuova Isola non deve cadere nelle maglie della burocrazia come avvenuto in passato – ha detto il presidente della Commissione Antonio Solinas al termine delle audizioni – ci sono molte cose da fare per la promozione dell’artigianato sardo. Una di queste è mettere a sistema l’attività dei tre assessorati che si occupano delle fiere promozionali. E’ auspicabile un intervento di razionalizzazione».