CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XVII Legislatura
CERA – TRUZZU – PIGA – FLORIS – MASALA – MULA – RUBIU – USAI – MELONI Corrado, sulla necessità di adottare iniziative urgenti volte ad adeguare il calendario di pesca dell’anguilla europea e riallineare il periodo consentito per la pesca alle mutate dinamiche di effettiva presenza della specie nelle lagune e nei compendi ittici della Sardegna, in ragione degli effetti del cambiamento climatico in atto.
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IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione disegno di legge n. 158/S/A (Legge di stabilità regionale 2026),
PREMESSO che:
– l’anguilla europea (Anguilla anguilla) è una specie catadroma il cui ciclo vitale è fortemente condizionato da fattori ambientali e climatici, in particolare dalla temperatura delle acque, dai regimi idrologici, dalla salinità e dalla dinamica delle correnti marine e fluviali. Le fasi di migrazione, sia verso i siti di crescita (lagune, stagni costieri e acque interne), sia verso le aree di riproduzione oceanica, risultano pertanto estremamente sensibili alle variazioni climatiche;
– sono previste specifiche misure di tutela della specie a livello unionale, tra cui il regolamento (CE) n. 1100/2007 del Consiglio, del 18 settembre 2007, che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di anguilla europea, che impone l’adozione e l’attuazione di piani di gestione finalizzati alla ricostituzione dello stock;
– la disciplina nazionale introdotta dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF), prevede periodi di chiusura della pesca dell’anguilla, dal 1° gennaio al 31 marzo di ogni anno e specifiche disposizioni in tema di pesca sportiva e commercializzazione. Con riguardo all’anno 2025, è stato inoltre disposto un ulteriore divieto dal 1° aprile al 30 giugno 2025;
– la Regione, nelle more della revisione del piano regionale di gestione, ha disciplinato misure di gestione nelle acque interne con decreto dell’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale 31 marzo 2023, n. 1166/DecA/18 (Piano di gestione dell’anguilla (Regolamento CE 1100/2007 del 18 settembre 2007): modifiche al Decreto assessoriale n. 972/DecA/55 del 6 agosto 2013 e abrogazione Decreto assessoriale n. 2161/DecA/41 del 30 settembre 2019 – disposizioni relative a pesca, detenzione, trasporto e commercializzazione di esemplari di anguilla nelle acque interne della Sardegna e dell’uso dei bertavelli), prevedendo, tra l’altro, finestre operative e periodi consentiti (anche con riferimento all’uso dei bertovelli) e ribadendo il divieto 1° gennaio-31 marzo di ogni anno;
RILEVATO che:
– negli ultimi anni, e con crescente evidenza anche nei compendi ittici della Sardegna, si sta registrando un progressivo slittamento temporale dei periodi di migrazione dell’anguilla verso le lagune, riconducibile agli effetti del cambiamento climatico in atto, tra cui: l’aumento delle temperature medie delle acque marine e lagunari; la modifica dei regimi delle precipitazioni, con riduzione degli apporti di acqua dolce e alterazione dei gradienti di salinità; la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi, che incidono sulla stabilità degli ecosistemi di transizione; il ritardo nella formazione delle condizioni ambientali ottimali che tradizionalmente favorivano l’ingresso e la concentrazione delle anguille negli ambienti lagunari;
– sta emergendo, in modo sempre più marcato, un ritardo evidente nell’arrivo e nella concentrazione delle anguille nelle lagune sarde, con particolare riferimento agli stagni e ai comprensori ittici dell’oristanese, storicamente vocati a questa attività. Ne deriva un evidente scostamento tra il periodo di effettiva presenza della risorsa e il calendario normativamente autorizzato per la pesca, che risulta fondato su presupposti ambientali ormai superati;
– il disallineamento temporale produce effetti rilevanti sotto il profilo: economico, in quanto riduce drasticamente le possibilità di cattura legale per gli operatori titolari di concessioni, pur in presenza di risorsa disponibile; gestionale, perché svuota di efficacia le finalità di regolazione sostenibile, concentrando il rischio di perdita di prodotto; sociale e territoriale, poiché incide su un comparto tradizionale che rappresenta una fonte di reddito e occupazione in aree fragili e marginali; ambientale, in quanto il permanere di calendari rigidi, non più coerenti con i cicli naturali, rischia di incentivare fenomeni di pesca illegale e non controllata;
CONSIDERATO che:
– i compendi ittici e le lagune della Sardegna rappresentano un importante presidio economico, occupazionale e identitario, per numerose comunità costiere e di zone umide, con particolare rilevanza per i comprensori dell’oristanese;
– gli operatori titolari di concessioni demaniali di pesca nelle lagune e negli stagni sardi segnalano da tempo un progressivo ritardo nell’ingresso/concentrazione dell’anguilla, fenomeno riconducibile agli effetti dei cambiamenti climatici (alterazioni delle temperature, regime delle acque, dinamiche di migrazione), con conseguente disallineamento rispetto alle finestre normative di cattura;
– tale scostamento produce un impatto economico crescente: mancati ricavi, aumento dei costi di gestione delle peschiere e degli impianti, perdita di competitività e rischio di desertificazione di un comparto tradizionale che opera in condizioni di forte regolazione e controllo;
– nell’oristanese, in particolare, la situazione descritta dagli operatori interessati appare oramai piuttosto critica in quanto, le anguille sarebbero entrate in grande numero, con grande ritardo, quando la cattura risultava già vietata, determinando danni economici molto importanti e favorendo fenomeni illegali (bracconaggio) e distorsioni di mercato;
RITENUTO che:
– alla luce di tali evidenze, appare sempre più necessario che le politiche di gestione della pesca dell’anguilla tengano conto dell’evoluzione climatica in corso, promuovendo un approccio dinamico e adattativo che consenta di conciliare la tutela della specie con la sostenibilità economica delle attività di pesca tradizionali, evitando che gli effetti del cambiamento climatico si traducano in un danno strutturale e permanente per gli operatori del settore;
– nel rispetto degli obiettivi di conservazione della specie e delle competenze statali e dell’Unione europea in materia, sia necessario promuovere un percorso tecnico-istituzionale che consenta, sulla base di evidenze scientifiche aggiornate, un adeguamento dinamico (o la definizione di finestre alternative), del calendario, così da far coincidere il periodo autorizzato con quello di effettiva presenza della risorsa, senza aumentare la mortalità complessiva e garantendo costante tracciabilità e controlli puntuali,
impegna la Giunta regionale
1) ad avviare con urgenza un’interlocuzione formale con il Governo e, in particolare, con il MASAF e con gli altri ministeri ed autorità competenti, per i profili ambientali e di gestione della risorsa, affinché, nel quadro della normativa dell’Unione europea e nazionale vigente, siano valutate soluzioni di revisione/adeguamento del calendario di pesca dell’anguilla, anche mediante finestre temporali flessibili e territorialmente calibrate, coerenti con le mutate dinamiche di migrazione e presenza della specie nelle acque della Sardegna;
2) ad adottare ogni atto, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni e nei tavoli tecnici nazionali collegati al piano nazionale di gestione dell’anguilla, utile all’aggiornamento dei parametri tecnici che determinano le finestre di chiusura/apertura della pesca di tale specie;
3) a rafforzare il monitoraggio scientifico regionale sulle lagune sarde e nei compendi ittici regionali, ad opera dell’Agenzia per la ricerca in agricoltura (AGRIS Sardegna), dell’ Agenzia regionale per l’attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale (LAORE Sardegna) e delle altre strutture regionali competenti, al fine di rilevare le mutate dinamiche di presenza dell’anguilla nelle lagune e nei corpi idrici regionali, finalizzando i dati alla dimostrazione oggettiva del disallineamento temporale esistente al fine di costruire una proposta tecnica risolutiva da sostenere poi presso il MASAF e in sede UE.
Cagliari, 29 gennaio 2026
Il presente ordine del giorno è stato approvato dal Consiglio regionale nella seduta antimeridiana del 30 gennaio 2026