Mozione n. 92

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 92

LAI – COCCO – AGUS – GANAU – CADDEO – COMANDINI – CORRIAS – DERIU – LOI – MELONI – MORICONI – ORRÙ – PIANO – PISCEDDA – PIU – SATTA Gian Franco – STARA – ZEDDA Massimo sui ritardi in capo alla Giunta regionale della Sardegna sulle azioni a supporto della filiera lattiero-casearia.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:
– successivamente al dilagare della grande crisi della filiera del pecorino romano e in particolare del prezzo del latte euro/litro pagato al pastore, insorta a ridosso delle ultime consultazioni elettorali regionali, con decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, coordinato con la legge di conversione 21 maggio 2019, n. 44 sono stati stanziati da parte del Governo a sostegno al settore lattiero-caseario del comparto del latte ovino 29 milioni di euro, ai quali si aggiungono 18 milioni messi a disposizione dalla Regione e 10 milioni dal Banco di Sardegna, per complessivi 57 milioni;
– tali somme si sarebbero dovute utilizzare per permettere a produttori e pastori di avere una giusta remunerazione del prezzo del latte ed alla filiera, attraverso azioni programmatorie, di vedere stabilizzato il mercato del pecorino romano;
– a tal fine si istituì un tavolo con le parti per permettere di individuare azioni, soluzioni alle oscillazioni del prezzo del latte ed affrontare il momento emergenziale del mondo pastorale sardo;

DATO ATTO che:
– a tutt’oggi non è chiaro a quale risultato di rilievo siano arrivati i lavori del tavolo e tanto meno quale sia l’intendimento da parte del Presidente della Regione e della Giunta regionale in merito a scelte programmatiche a lungo termine;
– articoli di stampa e dichiarazioni delle associazioni di categoria esprimono forte preoccupazione per lo stallo delle trattative se non addirittura il tramutarsi in peggio di alcune scelte;

RILEVATO che:
– la crisi del pecorino romano investe buona parte dell’economia sarda ed è indispensabile per questo individuare azioni strutturali e di prospettiva per intervenire in modo legittimo sul mercato attraverso le leve economiche che la Regione ha nel PSR e nella legge di stabilità per permettere al prezzo del latte di essere superiore ad un euro al litro;
– il problema riguarda oltre 12.000 famiglie di allevatori sardi, ma è parte di una grave crisi dell’intera filiera ovina da latte che sta mettendo a dura prova l’esistenza di un comparto produttivo fondamentale per la Sardegna, con un indotto superiore ai 100.000 posti di lavoro;
– l’impegno delle parti del tavolo, soprattutto politiche, era quello di riconoscere ai pastori, entro il 2019, almeno un euro per litro di latte;

PRESO ATTO che, essendo già a ottobre 2019 e quindi a due mesi dalla chiusura dei bilanci regionali e nazionali, si corre il rischio di perdere anche le risorse stanziate;

CONSIDERATO che:
– il mondo delle campagne non può attendere il periodo di studio degli assessori regionali e tanto meno va di pari passo con i tempi della politica e della burocrazia;
– gli incendi estivi hanno ulteriormente compromesso la redditività aziendale soprattutto nelle aree colpite in luglio e agosto 2019,

impegna li Presidente della Regione
e l’Assessore regionale dell’agricoltura e riforma agro-pastorale

1) a riferire in aula sullo stato dei lavori del tavolo sul prezzo del latte e sulle azioni già definite per sostenere il prezzo del latte per l’anno 2019;
2) ad intraprendere azioni programmatorie e di prospettiva al fine di arginare le oscillazioni del prezzo del latte in Sardegna e garantire ai pastori dignità nello svolgimento del proprio lavoro attraverso un giusto reddito aziendale;
3) a rimodulare il PSR al fine di individuare azioni e risorse che attraverso una serie di indennità compensative riescano a stabilizzare il prezzo del latte a litro superiore all’euro;
4) a porre in essere iniziative al fine di assicurare ad Argea, ente pagatore regionale, l’immediata piena operatività e garantire tempi certi e rapidi nelle erogazioni ad allevatori e agricoltori.

Cagliari, 18 ottobre 2019

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