CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA

XVILegislatura

Mozione n. 11

SATTA Giovanni - MAIELI - MULA - USAI - SCHIRRU - LANCIONI - CHESSA sull'erogazione dei compensi per i direttori dell'ATS Sardegna, delle Aree socio sanitarie locali (ASSL), delle AOU di Cagliari e Sassari, dell'AO Brotzu e dell'IZS Sardegna, tutti nominati dal ex Assessore regionale Luigi Arru e tutt'ora in servizio.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, a far data dall'avvio della riforma del Sistema sanitario attraverso la legge regionale 27 luglio 2016, n. 17, e dall'istituzione della ASL unica, denominata Azienda per la tutela della salute (ATS) i direttori delle Aziende sanitarie della Sardegna, fra generali, amministrativi e sanitari sono passati da 36 a 26, con una diminuzione di ben dieci unità;

PREMESSO, inoltre, che lo scopo principale della riforma attuata con la legge regionale n. 17 del 2016 era ottimizzare i servizi sanitari su tutto il territorio regionale e nel contempo riuscire a contenere la spesa sanitaria che ormai impegna oltre il 50 per cento del bilancio della Regione autonoma della Sardegna;

CONSIDERATO che:
- dall'anno 2016 ad oggi la spesa sanitaria non solo non è diminuita, ma anzi è notevolmente aumentata, come risulta dai bilanci degli anni 2016, 2017 e 2018 e che il servizio sanitario viene considerato notevolmente peggiorato dai cittadini sardi e dagli stessi operatori del sistema;
- per le retribuzioni dei soli direttori, nonostante la diminuzione numerica di dieci unità, si è passati da una spesa lorda di euro 3.687.847 ad una spesa di euro 4.169.370, con un incremento di euro 490.523;

PRESO ATTO del fatto che il 25 gennaio 2017, l'allora Assessore Arru aveva risposto ad una richiesta di spiegazioni in merito da parte della ex Ministra Lorenzin, dichiarando che: "l'aumento dei compensi agli alti dirigenti sarebbe stato compensato da un notevole risparmio sulla spesa generale delle retribuzioni della azienda unica", impegno che oggi appare in tutta la sua evidenza disatteso;

CONSIDERATO che anche i capi di dipartimento delle aziende sanitarie della Sardegna, anch'essi nominati durante il periodo della Giunta Pigliaru e dell'Assessore Arru, che già usufruiscono di lauti stipendi, si sono visti assegnare un' indennità di circa 15.000 euro annui ciascuno, per non parlare poi dei premi goduti dai responsabili di struttura (primari) che, in alcuni casi, nonostante il mancato raggiungimento degli obiettivi, e il notevole peggioramento dell'offerta sanitaria, continuano ad usufruire di premi per "obiettivi raggiunti" seguendo principi che spesso lasciano interdetti;

DATO ATTO del fatto che quanto sopra descritto avviene nonostante in alcuni presidi ospedalieri, nei reparti e nelle guardie mediche, manchi il personale (emblematico a riguardo il fatto che nel reparto di medicina di Olbia e in alti reparti manchino gli OSS per coprire il turno notturno e i pazienti vengano ritrovati dai parenti in condizioni spesso disumane) e manchino anche farmaci, reagenti e presidi di base;

CONSIDERATO il periodo di grave crisi ed il malcontento dei cittadini, come a suo tempo fecero notare gli stessi consiglieri regionali dello stesso centrosinistra il 31 gennaio del 2017 con interrogazione n. 984/A,

impegna l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale

a riferire in Aula riguardo la grave situazione venutasi a creare, e quali soluzioni intenda adottare per modificare questo stato di cose che noi riteniamo inaccettabile ed insopportabile per i cittadini sardi.

Cagliari, 10 maggio 2019