Seduta n.294 del 25/05/1998
CCXCIV SEDUTA
Lunedì 25 maggio 1998
Presidenza del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 17 e 07 .
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 13 maggio 1998 (antimeridiana) che è approvato.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri PETRINI - SASSU - RANDACCIO - MANCHINU - CONCAS - ZUCCA - SANNA Giacomo - SECCI: "Costituzione della Fondazione 'Maria Carta'". (420)
(Pervenuta il 13 maggio 1998 ed assegnata alla ottava Commissione.)
Dai consiglieri SANNA Giacomo - BONESU - SERRENTI: "Rapporti pubblicitari con vettori aerei". (421)
(Pervenuta il 18 maggio 1998 ed assegnata alla quarta Commissione.)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
DEMONTIS, Segretario:
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità del blocco dei pagamenti dei canoni di locazione IACP per gli inquilini che intendono acquistare l'alloggio ai sensi della legge n. 560 del 1993". (1014)
"Interrogazione LIPPI, con richiesta di risposta scritta, sugli aiuti concessi dalla Regione Sardegna alle imprese di navigazione in Sardegna". (1015)
"Interrogazione VASSALLO sul controllo del territorio del Parco dell'Asinara". (1016)
"Interrogazione LA ROSA, con richiesta di risposta scritta, sull'emergenza e sulla precarietà del sistema scolastico regionale". (1017)
"Interrogazione PITTALIS - BALLETTO sui criteri adottati dalla Giunta regionale nella scelta dei propri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione della Carbosulcis". (1018)
"Interrogazione VASSALLO - CONCAS - MONTIS sull'istituzione del monumento naturale 'Sorgente di Su Gologone'". (1019)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
DEMONTIS, Segretario:
"Interpellanza VASSALLO sui lavori socialmente utili". (449)
"Interpellanza BIANCAREDDU - PITTALIS - BERTOLOTTI - FLORIS - MILIA - GIORDO - OPPIA sullo stato di avanzamento dei lavori del nuovo porto turistico di Santa Teresa di Gallura". (450)
"Interpellanza BIANCAREDDU - PITTALIS - BERTOLOTTI - FLORIS - MILIA - GIORDO - OPPIA sulle gravi inadempienze degli enti pubblici coinvolti nei lavori di ristrutturazione del porto di Santa Teresa". (451)
"Interpellanza BIANCAREDDU - PITTALIS - BERTOLOTTI - FLORIS - MILIA - GIORDO - OPPIA sulla interruzione dei lavori sulla Sassari-Tempio (Lo. La Fumosa) e sulla grave situazione della viabilità in Gallura". (452)
"Interpellanza CASU - PITTALIS sulle inefficienze della Commissione regionale per l'artigianato, istituita ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale 10 settembre 1990, n. 41". (453)
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
DEMONTIS, Segretario:
"Mozione PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco di censura e sfiducia alla Giunta regionale per il contegno assunto nel non opporsi al decreto istitutivo del Parco del Gennargentu contro il parere del Consiglio regionale". (150)
"Mozione BALLETTO - PITTALIS - CASU sulla gestione della Bariosarda e per essa dell'E.M.S.A. in materia di assunzioni". (151)
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno Dettori, Bachisio Falconi, Antonio Obino e Lorenzoni hanno domandato di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 25 maggio. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato. Altresì il consigliere regionale Giuseppe Sassu ha domandato di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 25 maggio. Se non vi sono opposizioni anche questo congedo si intende accordato.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. È pervenuta alla Presidenza la mozione a firma Pittalis e più di censura e sfiducia alla Giunta regionale per il contegno assunto nel non opporsi al decreto del Parco sul Gennargentu contro il parere del Consiglio regionale. Se ne dia lettura . (v.p,v,)
DEMONTIS, Segretario:
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ribadisco alla Assemblea tutta che la lettura della mozione avviene ai sensi del Regolamento che, come sapete, prevede che ne venga dato annuncio in aula e che venga discussa dopo tre giorni. In Conferenza dei Capigruppo, nel valutare l'organizzazione del lavoro e il calcolo dei tre giorni, abbiamo concordato, se dalla Assemblea non ci saranno opposizioni, che si potrebbe anticipare la discussione della mozione la mattina di giovedì. Quindi se non ci sono contrarietà ci orientiamo in questo senso.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, dalla stampa abbiamo appreso che un assessore avrebbe rassegnato le dimissioni. Considerato che gli Assessori, in base all'articolo 37 dello Statuto sono eletti dal Consiglio, io mi aspettavo di sentire fra le comunicazioni la comunicazione delle dimissioni da parte dell'Assessore. Ciò non è avvenuto ma a quanto risulta sempre dalla stampa, le dimissioni sarebbero state ricevute dal Presidente della Giunta che le avrebbe congelate. Sto sempre riprendendo dalla stampa. Ora mi sembra, Presidente, che questa prassi sia assolutamente anomala. Se uno vuole presentare le dimissioni le presenta al Consiglio che l'ha eletto, e comunque trovo ancora più grave che il Presidente della Giunta le riceva e le tratti comunque come una questione privata, perché non mi risulta che né nello Statuto né in altre norme vi sia il congelamento delle dimissioni. Per cui io chiedo spiegazioni. Se l'Assessore Loddo ha inteso fare un atto di natura puramente privata, allora è giusto che il Consiglio non le conosca, se ha inteso presentare le dimissioni, chiaramente le dimissioni devono essere portate a conoscenza dell'Assemblea per gli opportuni provvedimenti.
PRESIDENTE. Io devo chiarire che dimissioni io non ne ho ricevuto; non ne ho dato lettura perché non ho ricevuto dimissioni, quindi non potevo comunicare fatti che anch'io leggo sulla stampa ma che, perché non sono pervenuti su questo tavolo, sono un fatto meramente politico, poi su questo non posso e non voglio interferire, poi la Giunta chiarirà ma non ci sono stati annunci perché non sono pervenute agli uffici né a me alcuna lettera di dimissioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). L'intervento del collega Bonesu mi pare opportuno e doveroso anche per ristabilire quelle che sono le regole all'interno di questa Assemblea. Il fatto delle dimissioni di un assessore della Giunta regionale in carica non può essere liquidato soltanto come un fatto rilevante per la stampa e i mezzi di informazione. Riteniamo doveroso, e su questo noi sollecitiamo il Presidente della Giunta regionale perché riferisca, e se si tratta di un fatto puramente privato, come giustamente è stato sottolineato dal collega Bonesu, lo si dica; lo si dica che anche in Sardegna si importano i vizi della Giunta e del Governo nazionale, dove sappiamo benissimo come sono andate a finire le dimissioni presentate dal ministro Flick . Se questo era il momento, l'occasione perché l'Assessore Loddo si facesse pubblicità intorno a un problema serio, che noi abbiamo posto all'attenzione di questa Assemblea, e che discuteremo la mattina di giovedì, perché riguarda un problema di rapporti anche istituzionali, di difesa della sovranità della nostra Isola, sulla questione del parco del Gennargentu, bene se questa era l'occasione perché l'Assessore Loddo facesse vetrina o facesse propaganda a sé e al suo Partito, questi sono fatti che noi riteniamo debbano essere subito chiariti, perché in questo caso si tratterebbe di un malcostume politico che non esiteremo a denunciare sotto qualsiasi forma all'opinione pubblica. Ma se si tratta di dimissioni non fasulle ma di dimissioni effettive, il Presidente della Giunta regionale ha il dovere, in apertura di seduta, di riferire al Consiglio. Perché il fatto, ripeto, delle dimissioni di un Assessore, cioè di un ministro della nostra Regione, non può passare in secondo piano neanche con l'incalzare dei risultati elettorali di queste ultime ore. Mi pare doveroso, quindi, signor Presidente della Giunta regionale, che ella chiarisca come stanno esattamente le cose, perché le forze politiche e i Gruppi consiliari possano assumere le conseguenti determinazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Volevo solo sapere se stiamo aprendo il dibattito politico oppure se dobbiamo continuare con l'ordine del giorno prestabilito. Non risulta, agli atti del Consiglio, una comunicazione dell'Assessore Loddo o di altro assessore per cui noi siamo tenuti a parlarne. Io chiederei, se dobbiamo aprire il dibattito politico, oppure se andiamo avanti con l'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Il problema è quello di capire e di interpretare il discorso degli atti formali. Io non so se un annuncio pubblico, fatto per intervista televisiva a cui tutti noi abbiamo assistito, possa essere considerato o meno un atto formale. Io credo, Presidente, che quando si ha notizia di fatti di questo genere, il fatto che avvengano e pervengano a questa Presidenza, formalmente con un atto per iscritto, o che vengano annunciati attraverso mezzi di cui credo non si possa dubitare la veridicità, perché quando è la persona per se stessa che annuncia in televisione, prima di aver minacciato le dimissioni, poi anche questo istituto della minaccia delle dimissioni non si capisce, uno o le dà o non le dà, salvo che non voglia intendere di volerle utilizzare in maniera diversa o propagandistica, ma quando sono annunciate pubblicamente, io non credo che lei, signor Presidente, non abbia guardato o non assista mai ai mezzi di informazione, soprattutto televisivi. E quando c'è una cosa di questo genere, una informazione di questo genere che, ripeto, non può non essere vera perché fatta direttamente dall'interessato, credo che ci sia quanto meno, prima di tutto, il dovere di dover farsi parte attiva per verificare se questo è avvenuto. Poi se di tutte le cose vogliamo fare barzelletta alla faccia delle istituzioni, continuiamo pure a farla. Non credo che ne guadagni il Consiglio regionale, non credo che ne guadagni l'istituzione pubblica regionale, soprattutto a un anno dalle elezioni regionali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.). C'è un altro aspetto che volevo sottolineare, che aggrava questo silenzio, questo vuole ignorare le dimissioni dell'assessore Loddo. Siccome dopo l'intervista dell'assessore Loddo è comparso anche, non nel Corriere dei Piccoli, ma è comparso in vari organi a diffusione regionale, sulla Nuova Sardegna e su L'Unione Sarda, anche le dichiarazioni del coordinatore regionale di Rinnovamento Italiano, nostra ex grande colonna di Forza Italia, che ha appunto preannunciato che, per coerenza, anche l'Assessore Fois doveva rassegnare le dimissioni. A questo punto io credo che, per un fatto di dignità di questo Consiglio, anche se l'onorevole Marteddu ritiene che si debba continuare nel trattare l'ordine del giorno, sia doveroso che il Presidente della Giunta, che è qui presente, dia anche una comunicazione, una piccola informazione su queste vicende, che non sono vicende di ordinaria amministrazione. Si tratta di una probabile preannunciata crisi della sesta Giunta Palomba, quindi noi chiediamo che il presidente Palomba dia una risposta, o smentisca, ma è difficile smentire una intervista e delle dichiarazioni ufficiali, su questa vicenda che comincia ad assumere, come nello stile di questa legislatura, del grottesco.
PRESIDENTE. Ha dominato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è niente di misterioso né di grottesco, mi pare che la questione sia stata correttamente impostata dal collega Bonesu, che è intervenuto per primo. Il collega Bonesu ha detto che le dimissioni sono quelle che si presentano al Consiglio, il quale ha nominato gli assessori e quindi ha il potere di accettare le dimissioni ed eventualmente di provvedere alla loro sostituzione. Ci sono invece delle attività e delle questioni che riguardano l'ambito interno, dei rapporti cioè politici all'interno della maggioranza e della Giunta, e questa situazione va collocata pienamente all'interno di questa situazione. Cioè l'Assessore Loddo non si è dissociato dalla maggioranza, non si è dissociato dalla Giunta, ha ritenuto che debba essere svolta un'azione da parte della Giunta per contrastare gli effetti della pubblicazione del decreto relativo all'istituzione del parco per il Gennargentu, ha chiesto al Presidente se vi siano le condizioni per una sua permanenza nella Giunta. Il Presidente ha ritenuto che, sulla base delle dichiarazioni della lettera dell'assessore Loddo e sulla base della constatata contiguità e sulla base del constatato consenso dell'azione della Giunta, con quello richiesto dall'Assessore Loddo, peraltro, sulla base della applicazione rigorosa dell'ordine del giorno del Consiglio regionale, ha rassicurato l'assessore Loddo sul fatto che non vi erano ragioni politiche per le quali la situazione non dovesse proseguire all'interno della Giunta. Questo gli ho comunicato con una lettera e l'assessore Loddo, evidentemente, su questa posizione del Presidente si è sentito rassicurato e ha dichiarato che vuole continuare a lavorare all'interno della Giunta. Tutto qui, è un atto politico che si è svolto all'interno di una legittima, chiara e perciò ancora più apprezzabile dialettica tra il Presidente che ha proposto la nomina di un Assessore e l'Assessore medesimo. Avute queste rassicurazioni l'Assessore ha dichiarato di voler continuare nella sua attività della Giunta.
Tutto qui e non credo quindi che sia una questione che riguardi il Consiglio sotto il profilo della eventuale sostituzione dell'Assessore. Riguarda invece il Consiglio sotto il profilo della doverosa informazione, cosa che ho ritenuto di dover fare e che ho fatto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Su che cosa?
PITTALIS (F.I.). Sempre sull'ordine del giorno, Presidente, perché riteniamo che i chiarimenti che ha fornito il presidente Palomba non ci soddisfano affatto sul piano politico, e riteniamo che comportamenti di questo genere da parte di assessori della Giunta regionale, che si sono ripetuti costantemente per quattro anni, anche nel corso di quest'ultimo anno di legislatura, vadano severamente censurati e il Gruppo di Forza Italia abbandona l'aula in segno di protesta perché ritiene un dileggio alle istituzioni e a questa Assemblea.
Continuazione e fine della discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Masala - Frau - Cadoni - Biggio - Boero - Carloni - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo: "Norme sullo sviluppo della comunicazione di massa, sul pluralismo delle fonti di informazione e sulla innovazione tecnologica delle imprese del settore" (172) e Fois Paolo - Pittalis - Petrini - Cadoni - Boero - Cherchi - Lippi - Lorenzoni - Piras - Randaccio - Amadu - Concas - Demontis: "Interventi della Regione a sostegno della editoria locale e dell'informazione" (198)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del testo unificato delle proposte di legge numero 172 e 198, sulla editoria locale e sui problemi della informazione. Ricordo ai colleghi che era stata svolta una parte della discussione generale, erano iscritti a parlare alcuni altri colleghi. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso poc'anzi che avremmo concluso la discussione generale e aggiornato i lavori a domattina alle ore 10 per consentire anche alla Commissione nella serata odierna e all'inizio della mattinata di domani di esaminare gli emendamenti.
Il primo iscritto a parlare è il consigliere Petrini, che è assente. E' iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendiamo questo dibattito dopo le dichiarazioni del presidente Palomba che ci ha confortato, perché risulta che l'assessore Loddo non si è dimesso, ma è andato a fare dichiarazioni estemporanee in televisione e ai giornali. Ne prendiamo atto e crediamo che su questa via il decoro delle istituzioni si accresca. Ma ritornando al tema del dibattito questo testo unificato sulla editoria e sulla informazione, che viene in Consiglio, contiene degli aspetti positivi, però effettivamente è un testo che a noi sardisti sembra inadeguato tanto che su alcuni punti abbiamo presentato emendamenti. Ci sembra inadeguato prima di tutto sui meccanismi di intervento e sulle risorse finanziarie. Sui meccanismi di intervento praticamente limitare gli aiuti alle imprese sotto il profilo degli aiuti de minimis, cioè degli aiuti irrilevanti alla libera concorrenza, secondo la normativa europea, ci sembra veramente ridurre la legge sulla informazione e l'editoria qualcosa di veramente minuscolo. Io credo che occorra dare delle forme di incentivazione a un settore che soffre di grave difficoltà ma è anche un settore che dà dell'occupazione in rilevante modo in una situazione depressa come quella della Sardegna, e non solo informazione, perché chiaramente è un settore in cui ai problemi economici si coniugano dei problemi di cultura e di civiltà, è un settore in cui è chiaro che vi sono dei valori economici, ma sono predominanti dei valori culturali e sociali, ebbene questo settore ha bisogno di incentivazioni più robuste. Per cui noi abbiamo chiesto l'applicazione a questo settore della normativa dell'artigianato, con una norma che è innovativa per la Regione Sardegna, ma non nel contesto delle regioni italiane, dichiarando la natura artigianale di impresa del settore anche ove non ricorrano i parametri della legge statale per la dichiarazione di impresa artigiana. Chiaramente in attesa che la Regione si doti di una propria legge sull'artigianato, prevedendo quei settori che possono essere meritevoli di tutela, al pari di quelli tradizionalmente riconosciuti artigiani dalla legislazione statale.
Il problema delle risorse: vi è il problema che si è ottenuto il finanziamento di tutte le attività di questa legge attingendo praticamente i fondi che precedentemente erano destinati alla editoria libraria. Il che è un grave errore, perché non si può premiare, per esempio, l'informazione radiotelevisiva danneggiando l'editoria libraria. Chiaramente l'emendamento proposto dal collega Fois, che rinvia l'applicazione della legge al 1999, tende a rinviare la soluzione del problema perché difficilmente affrontabile nell'esercizio 1998, in cui abbiamo approvato un bilancio già estremamente risicato e in cui si cercherà di raschiare il fondo del barile, per cui rinviare al 1999 è un modo di procrastinare il problema, però il problema va poi in definitiva risolto non levando risorse alla editoria libraria. E' una legge, come dicevo, debole anche perché noi non abbiamo competenza primaria in materia di informazione e di emittenza radiotelevisiva, credo che anzi le proposte della Bicamerale in questo senso siano fortemente negative, perché a un'isola come la nostra, completamente staccata, per ragioni tecniche, di frequenze, dal contesto del continente italiano, non si poteva negare con razionalità un potere primario in materia di regolamentazione radiotelevisiva. E non riesco, fra l'altro, a capire perché poi si vogliano introdurre dei blocchi se questo è un mercato globale; se invece l'affrontiamo sul fatto che anche tecnicamente è un mercato locale, effettivamente, a questo punto, una regolamentazione da parte delle autorità regionali sarebbe opportuna, ma chiaramente non abbiamo i poteri e non li avremo se viene approvato il testo della nuova Costituzione nel testo della Bicamerale.
La legge, quindi, rappresenta un tentativo sicuramente migliorabile su cui ci riserviamo di esprimere un giudizio finale dopo la discussione e l'eventuale approvazione di emendamenti, un tentativo di andare in un settore in cui la Regione ha più volte fallito. Ricordo, per esempio, negli anni sessanta il tentativo di sovvenzionare le cooperative di giornalisti per opporsi al monopolio della carta stampata, legge che fu bocciata dal Consiglio con un voto di parità, i cui contorni restano ancora oscuri e su cui probabilmente vi furono manovre di potentati politici. Credo che affrontando questi problemi occorra cercare di andare oltre il contingente; un'informazione libera è una garanzia per la società sarda, per le istituzioni politiche. Anche in questi giorni abbiamo assistito a una informazione faziosa, in cui talvolta si cancellava addirittura il nome di candidati che poi sono risultati vincenti. Credo che per i discorsi che facevo quando discutevamo di documenti sulla informazione, alla fine il cittadino resiste anche alla informazione faziosa e riesce a riequilibrare la propria decisione, però se avessimo un'informazione più obiettiva chiaramente avremmo tutti da guadagnare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono certo che tutti voi darete atto al Gruppo di Alleanza Nazionale di avere per primo sollevato il problema relativo allo sviluppo della comunicazione di massa e al pluralismo delle fonti di informazione. Ricordo che la nostra proposta di legge, la numero 172, fu presentata il 30 novembre 1995. Problemi di cui si è sempre molto parlato, ma che sono stati affrontati sempre parzialmente. Infatti, i rapporti della Regione con i settori della informazione sono stati saltuari e comunque raramente volti all'informazione della collettività circa le funzioni della stessa Regione, situazione che di fatto allontanava i cittadini dalla partecipazione attiva alle iniziative e all'attività legislativa per mancanza di una informazione seria e complessa che non poteva esaurirsi dalle poche e frammentarie notizie di stampa quando pure queste potevano arrivare al cittadino. L'articolo 1 della nostra proposta focalizzava questa necessità chiamando la Regione a promuovere informazione sui programmi, attività e provvedimenti degli organi regionali e il loro processo formativo, quale presupposto per favorire la partecipazione democratica sia attraverso iniziative di comunicazione diretta sia attraverso gli organi di informazione di qualsiasi genere pubblico e privato operanti nella nostra isola. Cioè per la prima volta la Regione è chiamata a farsi interprete della volontà e necessità delle nostre genti in nome della crescita culturale di essere informate esaustivamente mediante un ventaglio di mezzi di varia provenienza. Questa crescita culturale deve realizzarsi a nostro avviso col favorire lo sviluppo delle imprese editoriali regionali con particolare attenzione a quelle che intendono fondare i propri programmi di sviluppo sull'utilizzo di tecnologie avanzate nel settore dell'informazione, con il sostegno alle imprese editoriali locali che intendano approfondire le tematiche riguardanti la cultura e la storia della Sardegna. Lo voglio dire per inciso, questa è la nostra posizione che abbiamo evidenziato durante la discussione della legge sulla cultura e sulla lingua sarda, cioè approfondire le tematiche riguardanti la cultura e la storia della Sardegna. Quindi le caratteristiche e il funzionamento delle istituzioni autonomistiche, la realtà socio-economica della Sardegna e quant'altro. Ancora col sostenere tutte le attività informative presso le nostre numerose comunità residenti all'estero per metterle nelle condizioni di essere informati e di partecipare pur da lontano alla vita politica culturale e sociale, dando anche nel contempo a queste comunità la possibilità di produrre e poi diffondere in ambito regionale tutto quello che concerne la loro attività nei loro paesi di residenza affinché questi nostri conterranei non servano solamente per le rimesse finanziarie. Infine la Regione deve garantire un'efficace e completa penetrazione delle proprie campagne pubblicitarie e promozionali attraverso una equa ripartizione delle risorse disponibili, così come previsto dalle leggi vigenti, e avendo riguardo non solo agli spazi di mercato detenuti dalle imprese editoriali o dall'audience dei mezzi di informazione ma al radicamento territoriale delle imprese medesime e alla qualità complessiva dei prodotti, infatti uno dei grossi nei della nostra Regione è stata proprio la ripartizione delle risorse pubblicitarie che molto spesso ha fatto giustamente gridare allo scandalo. Le piccole intraprese impreditoriali, quelle che maggiormente dovevano essere protette e salvaguardate, sono state molto spesso penalizzate portando alla chiusura delle stesse, un problema che più volte molti di noi hanno sollevato in quest'Aula o mediante il sindacato ispettivo delle interrogazioni ma che è rimasto lettera morta. Per esempio chi più di una piccola emittente radiotelevisiva radicata nel territorio di quel territorio ne illustra, interpreta, valorizza la conoscenza con le sue trasmissioni? Man mano che si scende in un ambito sempre più ristretto, si passa dal generale al particolare, che solo chi vive e opera in un micro territorio può rappresentare. Un'opera meritoria sulla conoscenza della nostra isola, delle sue tradizioni, delle sue feste, del suo folklore, del suo mare, delle sue bellezze e di quant'altro e se oggi molte più persone rispetto a ieri possono dire di conoscere tante cose dimenticate, lo si deve proprio all'editoria locale e alle emittenti radiofoniche e televisioni locali, a questo proposito voglio così ricordare ciò che è stato scritto durante l'assemblea delle emittenti radiofoniche della Sardegna, ciò che ha scritto Giovanni Massa, presidente del comitato regionale radiotelevisivo, tra le tante cose, l'ultima vicenda dolorosa è quella di Radio Gallura che è stata costretta a chiudere perché non ce la faceva più ad andare avanti, facendo perdere un pezzo di cultura della nostra Regione, ho detto loro che le emittenti radiofoniche di una Regione come la Sardegna costituiscono un pezzo importante della nostra cultura, rappresentano veramente un fatto culturale perché nelle piccole realtà locali sono il punto di riferimento, soprattutto là dove non arriva la televisione locale, la radio locale ha invece un taglio locale, è veramente un fatto di cultura soprattutto nelle zone più sofferenti, nelle zone non dico del malessere, perché è una espressione brutta, ma nelle zone che sono emarginate. Così dicevo nell'assemblea delle emittenti radiofoniche della Sardegna tenuta a Paulilatino il 18 gennaio 1997. Pertanto la salvaguardia di questi piccoli mezzi di informazione deve essere uno degli obiettivi primari per una crescita culturale della nostra terra, non più pertanto la distribuzione delle abbondanti risorse finanziarie pubblicitarie secondo metodi clientelari, ma con un piano che privilegi ed assicuri l'esistenza ai diversi settori dell'editoria minore dell'informazione locale. Non solo, ma il pluralismo del sistema informativo e il suo adeguato sviluppo deve essere sostenuto dalla Regione con iniziative di qualificazione e ammodernamento del settore favorendo gli investimenti relativi all'acquisizione e all'innovazione tecnologica dei mezzi di produzione, tali interventi si dovranno basare sull'attivazione di linee di credito agevolato per gli editori grandi e piccoli che operano in Sardegna, concessioni di contributi agli acquisti(?) e ai servizi, mezzi di produzione e tecnologie anche informatiche nonché acquisti di locali o affitto di sedi in aree per insediamenti produttivi. Ma nell'ambito del rinnovamento tecnologico non si può non considerare la necessità che la Regione promuova nell'ambito dei programmi di formazione professionale la realizzazione di appositi corsi sulle qualifiche professionali necessarie per il personale tecnico degli organi di informazione locale. Nonché, in sintonia con la federazione nazionale della stampa italiana e con l'associazione regionale dei giornalisti, un'attività tendente a organizzazione di corsi e seminari di formazione e aggiornamento professionale e culturale per giornalisti, e un centro studi per la conoscenza dei nuovi linguaggi e nuove tecnologie nel settore dell'informazione. Onorevole presidente, onorevoli colleghi, dopo queste brevi ma doverose considerazioni sono certo che la Sardegna avesse realmente bisogno di una legge che disciplinasse in modo organico gli interventi nei diversi settori dell'editoria e delle televisioni locali colmando una lacuna sempre causa di giuste lamentele, e proiettandosi in scenari nuovi per una sempre maggiore crescita culturale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Concas. Ne ha facoltà.
CONCAS (R.C.-Progr.). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, condivido gli obiettivi che si vogliono perseguire con la seguente proposta di legge cioè l'approvazione di un provvedimento legislativo globale, la trasparenza dei finanziamenti regionali, il pluralismo nell'informazione. Sono convinta che l'approvazione della legge risolva alcuni problemi ma non posso non fare qualche osservazioni. Prima vorrei soffermarmi sull'informazione, la volta scorsa, non ricordo se il collega Lippi, comunque si è parlato di informazione e democrazia, tema questo di grande importanza. Rifondazione Comunista, soprattutto a livello nazionale, ha combattuto una grande battaglia per non modificare la Costituzione, proprio perché è depositaria di grandi valori e tra questi la libertà di stampa e di informazione. Il diritto di informazione è un diritto democratico garantito dalla Costituzione, infatti l'articolo 21 dice che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, ma possiamo affermare che non esiste in senso assoluto una stampa libera. Il problema della libertà e responsabilità di espressione deriva da un duplice rapporto, da una parte politico e dall'altro culturale e psicologico tra informazione e formazione di opinioni, problema questo che non ha stimolato e determinato a tal punto l'intervento del potere politico al fine di stabilire norme di gestione e di comportamento, lasciando sussistere margini di discrezionalità e quindi di possibile deformazione e malformazione della verità tutt'altro che giustificabile in nome di una libertà di espressione che si traduce nei fatti in un contributo offerto agli interessi delle grandi centrali del potere economico. La politica dei gruppi di potere, sia pubblici che privati, tende a darci una immagine deformata della realtà politica, sociale, culturale ed economica corrispondente ai loro interessi. Questa politica colpisce in primo luogo la libertà di stampa e in secondo luogo fa sì che il giornalista diventi un mezzo di trasmissione di messaggi predeterminati. È necessario che il potere pubblico assicuri una informazione la più ampia e obiettiva. Infatti l'informazione è democratica quando è obiettiva e non può essere obiettiva se è legata al potere politico ed economico. Occorre che il giornalista abbia una sfera di libertà sufficiente per metterlo al riparo dalle pressioni del potere politico, la strumentalizzazione dei mezzi di comunicazione, la manipolazione dei fatti hanno ridotto i margini di autonomia creativa e di libertà di espressione; di solito quando una notizia risulta deformata e mistificata la causa va ricercata nel fatto che l'operatore deve rispondere al proprio padrone. Io invece ritengo che l'autonomia professionale non deve essere condizionata diversamente la libera professione diventa lavoro dipendente. Un'altra minaccia alla libertà di stampa viene dalla concentrazione delle testate; la concentrazione sotto un unico proprietario danneggia il pluralismo e la diversità di opinione. Questo problema è presente in Sardegna. È inammissibile che il 60 per cento della informazione sarda sia nelle mani di un solo gruppo. Questo è soltanto uno dei problemi che colpiscono la stampa sarda. Ci sono altri problemi, per esempio i costi di produzione e gestione, le difficoltà nel reperimento e ricevimento di informazioni, le difficoltà distributive, l'inesistenza di agevolazioni finanziarie, il problema della pubblicità istituzionale. Per quanto riguarda quest'ultimo problema i contributi sono sempre stati distribuiti a pioggia, da sottolineare che grosse case editrici hanno avuto contributi per la pubblicazione di volumi precedentemente finanziati. È stato dato tanto spazio alla grande editoria a scapito della piccola editoria. Troppi interessi lobbistici che di fatto hanno impedito la diffusione della cultura sarda. Oggigiorno molte riviste tendono a scomparire, rimangono quelle sponsorizzate da gruppi politici, rimangono non perché belle riviste, non perché diffondono la cultura sarda, ma perché riportano la voce del padrone, cioè non fanno altro che diffondere la linea politica del gruppo sostenitore. Tutti questi problemi derivano secondo me da un problema centrale, l'assenza in Sardegna di una legge sulla stampa e sulla editoria tale da salvaguardare il pluralismo della informazione e garantire la sopravvivenza anche della piccola editoria. Quindi l'approvazione di questa proposta di legge dovrebbe risolvere questi problemi. Ho detto che avrei fatto delle osservazioni per quanto riguarda il provvedimento in esame. La prima è questa. Nella proposta di legge è evidente che non si è tenuto conto di nuovi e diversi fattori emergenti. Per esempio i nuovi mezzi di produzione e di diffusione sono accennati solo nei principi generali. Da sottolineare l'eccessiva presenza del CORERAT. Per quanto riguarda il sistema radiotelevisivo manca la figura dell'autore e produttore televisivo raramente rispettati dalle emittenti sarde e in misura considerevole determinanti nei palinsesti che dovrebbero avere visibilità e accesso alle provvidenze. Quando poi si parla di stampa periodica spero che si intenda stampa periodica e non stampa quotidiana, perché questa è sufficientemente finanziata con la legge nazionale numero 416 dell'81. Infine questa proposta di legge dovrebbe incentivare il lavoro giovanile, facendo specifico riferimento alle cooperative e alle società di giovani per la distribuzione nel territorio regionale di prodotti editoriali esclusivamente sardi. Queste le osservazioni. Concludo dicendo che i mezzi di informazione hanno una importanza fondamentale perché il loro uso, la loro qualità sono fondamentali per lo sviluppo della democrazia. Quindi una buona legge che regoli il settore diventa necessaria per la sopravvivenza stessa della democrazia.
PRESIDENTE. Poiché gli onorevoli Floris e Noemi Sanna non sono presenti in aula ha facoltà di parlare l'onorevole Ghirra.
GHIRRA (Progr. Fed.). Signor Presidente, sparuti colleghi distratti, ho l'impressione, da altre questioni più emergenti, mi pare che appunto la scarsa partecipazione dell'aula a questa discussione la dica lunga su un certo cinismo e una certa ipocrisia con cui vengono affrontati anche in Consiglio regionale temi che mi paiono essenziali per una democrazia matura. Temi essenziali quali quelli affrontati da questa legge con la modestia degli strumenti che lo Statuto e le leggi concedono alla Regione autonoma della Sardegna in una materia che quando venne varato lo Statuto speciale non aveva assunto l'importanza centrale che riveste nel periodo storico che viviamo. Noi oggi, e anche i fatti di cui quasi tutti i colleghi stanno discutendo in questo momento lo dimostrano, viviamo in piena società della informazione. Nel disfacimento di un mondo che non c'è più, che era il mondo della partecipazione di massa attraverso i partiti, le organizzazioni sociali, emergono ormai i media come strumenti della comunicazione tra i cittadini e le istituzioni. Dunque questo tema andrebbe analizzato non con il cinismo e la freddezza di chi sta a vedere "che cosa me ne viene", in termini di vantaggio, ma andrebbe analizzato per quello che è, cioè come un fatto essenziale della convivenza sociale. Ora questa legge, e su questo ha ragione anche il collega Bonesu, dispone di un armamentario normativo e di una strumentazione finanziaria piuttosto deboli rispetto ai settori di cui si occupa; e sono settori importanti nella vita sociale, assai più importanti di quanto non si tenda a comprendere, ripeto, in quest'aula. Intanto c'è la grande questione della editoria libraria. È questo un tema veramente importante, affidato in Sardegna a leggi vecchie in qualche caso di oltre quarant'anni, affidato a criteri come dire discrezionali e talvolta clientelari. C'è una produzione libraria in quest'isola la cui destinazione finale sono quasi sempre i magazzini, oppure i doni di Natale di qualche assessore di turno. Invece con questo provvedimento si tenta di passare dalla logica della pura assistenza a una logica di innovazione del settore. L'obiettivo è di consentire alle aziende che siano innovative, alle aziende che intendano investire e rischiare qualcosa, insomma agli imprenditori che sono una specie assai rara in quest'isola di poter innovare i loro macchinari, di potersi cimentare sul mercato attraverso un sostegno in particolare alle innovazioni tecnologiche. Innovazioni tecnologiche che sono un aspetto essenziale dell'epoca storica in cui viviamo e di cui mi pare che noi complessivamente ci occupiamo molto poco. Io trovo quasi incredibile che tutto il mondo della politica classica abbia regalato a qualche avventuriero di passaggio il tema della innovazione che invece è un tema essenziale se si vuole cambiare radicalmente la Sardegna. Ma, ripeto, noi ragioniamo molto spesso con la testa rivolta al passato piuttosto che percepire i movimenti più profondi della società e, soprattutto, le attese di quei giovani che guardano alla politica ormai con un distacco abissale, perché non vedono un dialogo sulle loro lunghezze d'onda. Quindi questo provvedimento tenta di innovare il settore dell'editoria libraria, tenta anche di sottrarre alla critica della polvere dei magazzini i libri che vengono prodotti anche col denaro della Regione, e poi è un provvedimento che si avventura con gambe malferme nel settore dell'informazione su carta stampata, ma anche dell'informazione radiofonica e televisiva. Sono questi settori, anch'essi, nei quali praticamente da decenni non esiste una vera selezione tra, ad esempio, i periodici che vengono finanziati dalla Regione, con criteri dispersivi, possiamo dirlo, spesso clientelari, nel senso che chi produce un periodico e ha qualche consigliere regionale o qualche assessore che si interessa di questo periodico ottiene qualche finanziamento, qualche pagina pubblicitaria, anche qui senza grandi selezioni di qualità sostanzialmente. Per cui basta ricoprire con dell'inchiostro la carta e si può ottenere un finanziamento pubblico. Non parliamo poi dei settori ancora più delicati, e per certi versi più nuovi, come sono quelli delle radio e delle televisioni. In Sardegna c'è stato, negli ultimi 20 anni, un fiorire dell'informazione radiofonica e televisiva, si sono aperte una ventina di emittenti televisive; esistono ancora oltre 80 radio locali, però vivono quasi tutte una vita grama, nel senso che poche sono riuscite a decollare ad uno stadio di professionalità di servizi, di professionalità anche, ad esempio, nel settore dell'informazione. Con questo provvedimento si tenta, ripeto, con tutti i limiti di carattere normativo e finanziario, di incentivare quanti in questi settori abbiano le gambe per camminare, tentando di spostare anche qui il tiro dall'assistenza al sostegno dell'innovazione. Non mi pare che ci sia un clima per cui approfondire ulteriormente questa discussione.
PRESIDENTE. Con l'intervento dell'onorevole Ghirra si conclude la discussione generale. Chiedo alla Giunta se intende intervenire in questa fase. Non c'è richiesta di intervento della Giunta. Allora l'ordine dei lavori concordati anche in precedenza in Conferenza dei Presidenti di Gruppo e già annunciato in aula prevede che noi sospendiamo i lavori.
I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 17 e 58.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA VASSALLO sui lavori socialmente utili.
Il sottoscritto,
verificato che:
- il Ministero del lavoro non ha provveduto alla ripartizione ed alla erogazione dei fondi necessari per dare continuità a circa 120.000 lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili;
- entro il 1999 i lavori socialmente utili verranno trasformati in lavori di pubblica utilità, dei quali 80.000 collocati nel mezzogiorno, nel rispetto della normativa approvata recentemente dal Parlamento (L. 468/98);
considerato che la decisione e i ritardi dimostrati dal Governo determinano un fatto estremamente grave e dimostrano la confusione che regna ai vertici burocratici del Ministero del lavoro:
accertato che questa situazione mette a grave rischio tutto il processo di consolidamento e qualificazione dei progetti per transitare i lavoratori nei lavori di pubblica utilità,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
I. quali iniziative siano state intraprese nei confronti del Ministero del lavoro e del Governo, per manifestare il nostro disappunto per questo stato di cose che penalizza migliaia di lavoratori sardi impegnati nei lavori socialmente utili;
II. quali misure intendano predisporre per evitare il blocco dei lavori socialmente utili;
III. quali strumenti operativi intendano attivare a supporto della legislazione nazionale al fine di superare il livello di precarietà sino ad oggi riscontrato nell'attuazione dei lavori socialmente utili;
IV. quali iniziative intendano adottare nei confronti degli enti regionali che utilizzano detti lavoratori in forma organica per l'espletamento dei compiti di istituto degli stessi enti, al fine di consolidare i rapporti di lavoro in essere nell'ambito dei vuoti di organico accertati e necessari per ridare funzionalità agli stessi.(449)
INTERPELLANZA BIANCAREDDU - PITTALIS - BERTOLOTTI - FLORIS - MILIA - GIORDO - OPPIA sullo stato di avanzamento dei lavori del nuovo porto turistico di S. Teresa di Gallura.
I sottoscritti,
premesso che per quanto riguarda il lotto del nuovo porto turistico di S. Teresa di Gallura (appalto di 8 miliardi e 500 milioni) sono stati spesi circa 6 miliardi e mezzo, di cui 600 milioni per i pontili galleggianti, 51 milioni per l'impianto antincendio, 160 milioni per l'impianto delle colonnine rosse e gialle più 185 per quelle blu, 40 milioni per l'illuminazione, 70 milioni per la cabina elettrica, 35 milioni per gli impianti delle stazioni di pompaggio, 865 milioni per la pavimentazione in granito, 600 milioni di calcestruzzi, 170 milioni per i parabordi in gomma, 50 milioni per le biette, 130 milioni di catenarie, 130 milioni di ferro e che in questo importo è compreso il costo dei servizi igienici per 300 milioni ancora in alto mare;
considerato che:
- l'importo totale è comprensivo del costo di asportazione del diaframma ove esisteva la vecchia strada il cui progetto prevede una quota di 3 mt sotto il livello del mare quando in realtà esistono denti pericolosi fino a 2 mt e che sono stati pagati per intero gli stati di avanzamento di un lavoro mal eseguito;
- gli impianti di aspirazione e di pompaggio completamente fuori uso sono stati ubicati sotto terra, a seguito di una superficiale valutazione delle piene di Rio Muzzeddu, ad una quota che a tutt'oggi resta permanentemente allagata;
- le catenarie hanno un dimensionamento errato in lunghezza per eccesso;
- la linea elettrica di media tensione (fornisce solo 35 Kw di potenza) impedisce l'accesso al porto relativamente alle imbarcazioni ad albero;
- gli impianti di approvvigionamento idrico e antincendio sono fuori uso ancora prima di essere entrati in funzione, e le colonnine relative sono sprovviste di manichette di tela regolamentari;
- gli impianti di aspirazione degli scarichi delle imbarcazioni (colonnine blu) sono completamente fuori uso;
- il frangiflutti funziona soltanto al 30% essendo i teloni di contenimento strappati;
- la preziosa pavimentazione in granito è sconnessa in molti punti in quanto spesso viene percorsa da mezzi non autorizzati dal momento che la strada di accesso al porto non è stata completata;
- la zona più prestigiosa del porto che andrebbe riservata alle attività turistiche e commerciali è utilizzata come area di carenaggio per cui la zona denota un incredibile degrado per le immondizie abbandonate e mai raccolte costituendo un notevole intralcio al traffico turistico e locale;
- il piazzale e le banchine sono realizzate con la pendenza verso il monte ed essendo prive di adeguate griglie di scolo, durante le piogge vengono allagate fino ad una altezza di 20 cm d'acqua rimanendo successivamente occupate da sabbia e detriti;
constatato che tale situazione di degrado ha sicuramente determinato uno spreco considerevole, oltre che un servizio inadeguato, sia nella nuova struttura portuale che nella vecchia tant'è che un intervento di riparazione doveva essere effettuato già dall'ottobre del 1997, ma a tutt'oggi ancora niente;
ritenuto che appare inspiegabile ed inverosimile il silenzio dell'amministrazione comunale di fronte a tali problematiche;
preso atto che non c'è dunque da meravigliarsi se i "Portolani" di mezza Europa consigliano di evitare il porto di S. Teresa perché pericoloso, insicuro e privo di servizi,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) se la Regione sarda, quale committente dell'opera di ristrutturazione del porto turistico di S. Teresa, e in considerazione dei danni per il mancato utilizzo del nuovo impianto, intenda spiegare se vi siano responsabilità a livello di progettazione, direzione, esecuzione e collaudo dei lavori;
2) se non ritenga opportuno, dato lo stato di precarietà del bene concesso dalla Regione alla comunità teresina, avviare immediatamente le opportune procedure affinché si dia il via quanto prima ai lavori di corretta sistemazione della nuova struttura portuale di cui la stessa Capitaneria di porto riconosce un canone di gestione di 1/3 del totale.(450)
INTERPELLANZA BIANCAREDDU - PITTALIS - BERTOLOTTI - FLORIS - MILIA - GIORDO - OPPIA sulle gravi inadempienze degli enti pubblici coinvolti nei lavori di ristrutturazione del porto di Santa Teresa.
I sottoscritti,
premesso che nel giugno 1997 la Regione sarda, dopo aver speso circa sei miliardi e mezzo per il nuovo "escavo", ha consegnato la nuova struttura portuale alla Capitaneria di porto di Santa Teresa in uno stato di precarietà tale che la stessa Capitaneria di porto, al momento della concessione al Comune di Santa Teresa, accondiscendeva a ridurre il canone di gestione ad un terzo del totale;
constatato che una triste fama si va diffondendo non solo in Sardegna, ma in tutta la penisola giacché il nuovo porto turistico nasce di fatto già vecchio e carente dei servizi essenziali;
evidenziato in particolare che:
I. la strada circumportuale non è stata ancora ultimata e si ha l'impressione che i due miliardi rimasti non saranno sufficienti;
II. non esistono servizi igienici: sono stati stanziati 300 milioni per la loro costruzione da ubicarsi sul lato sud - ovest; si spera che questi impianti non siano unici;
III. i pontili galleggianti sono stati posizionati sul lato est anziché su quello ovest (adiacente al paese), costringendo i turisti e residenti a fare un percorso eccessivamente lungo che lascia supporre un preciso e perverso disegno per staccare sempre di più l'attività portuale dalla vita del paese;
IV. non esistono parcheggi;
V. non esiste un adeguato centro di ascolto radio su banda WHF, per lo scambio di informazioni tra il porto e le imbarcazione in transito e per le indispensabili operazioni di soccorso;
VI. l'assistenza alle operazioni di ormeggio è carente;
VII. non esiste un efficiente servizio di guardiania: furti e atti di vandalismo sono frequenti;
rilevato che attualmente circolano nel porto di Santa Teresa un numero ragguardevole di persone (si pensi ai 250.000 passeggeri che ogni anni vengono scambiati con la Corsica) purtroppo la maggior parte costretta a fuggire velocemente trovando sul posto tale situazione da terzo mondo;
considerato che ancora una volta traspare la superficialità delle Amministrazioni competenti sia in materia di vigilanza sulla perfetta esecuzione dei lavori sia di controllo sullo stato di conservazione delle opere già eseguite, con interventi tempestivi;
preso atto, in particolare, che da tempo la Regione risulta vergognosamente assente da qualsiasi intervento che riguardi l'alta Gallura,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti per sapere quali provvedimenti urgenti intendano adottare per porre rimedio a tali assurde situazioni che creano danno e mortificazione all'immagine della Gallura, e affinché il nuovo porto turistico di Santa Teresa diventi realmente gioiello e vanto non solo per la comunità teresina ma per tutti i Sardi.(451)
INTERPELLANZA BIANCAREDDU - PITTALIS - BERTOLOTTI - FLORIS - MILIA - GIORDO - OPPIA sulla interruzione dei lavori sulla Sassari-Tempio (Loc. La Fumosa) e sulla grave situazione della viabilità in Gallura.
I sottoscritti,
premesso che per l'ennesima volta sono stati interrotti i lavori sulla Sassari-Tempio e che da circa quindici anni, per i motivi più disparati, non si riesce a portare a termine una così importante opera pubblica;
tenuto conto che tale "telenovela", oltre a non contribuire al miglioramento della già "medioevale" rete viaria gallurese, appare una presa in giro per la popolazione residente che da ormai circa una generazione attende il completamento della strada;
ritenuto che, alle soglie del duemila, per costruire 15 km di strada dovrebbe bastare un anno, mentre in Gallura pare ne occorrano oltre venti;
considerato che i lavori di sbancamento, effettuati da anni, hanno già causato un grave deturpamento sia dal punto di vista del decoro paesaggistico sia dal punto di vista strettamente ambientale;
considerato, inoltre, che negli ultimi anni si tende ad isolare e trascurare l'alta Gallura non solo nel campo della viabilità ma per quanto riguarda qualsiasi tipo di intervento da parte della Regione, la quale, da troppo tempo, risulta vergognosamente assente;
evidenziato che in Gallura non esistono né autostrade né strade a scorrimento veloce e che i collegamenti tra i vari centri abitati avvengono utilizzando le vecchie mulattiere (alcune asfaltate da pochi anni) che è un eufemismo definire tortuose;
evidenziato che, di conseguenza, i tempi di percorrenza sono doppi o tripli rispetto a eguali distanze da coprirsi nei paesi civili e che ciò crea gravi disagi a tutta la popolazione gallurese e in particolar modo a coloro i quali, per motivi di lavoro o di studio, debbono raggiungere i centri principali;
considerato che tale fatto ha conseguenze negative per la zona interna anche dal punto di vista dell'afflusso turistico, limitandolo quasi esclusivamente alla zona costiera;
constatato che, misteriosamente, la costruzione di nuove arterie stradali si blocca là dove inizia la Gallura (oltre il tratto in oggetto, vedasi la Porto Torres-S.Teresa e la Nuoro-Olbia) e che per il completamento della Sassari-Tempio e, in particolare, per il tratto S.Rocco-Tempio, abbiamo assistito ad una sorta di teleromanzo a puntate, di cui ancora non si conosce il finale, in quanto i nuovi svincoli sono stati crea creati ma la nuova strada si interrompe a circa 15 Km di distanza da Tempio;
considerato che si parla di provincia della Gallura, ma non si parla più della Olbia-Tempio che, forse, porrebbe fine a tante liti campanilistiche in corso;
visto che le segnalazioni del problema, presentate più volte alla Giunta regionale, non hanno sortito alcuno effetto e riservandosi la possibilità, come estrema ratio, di fare ricorso alla magistratura penale e contabile;
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se siano a conoscenza di tale grave situazione e quali iniziative e provvedimenti intendano adottare affinché anche la Gallura abbia una situazione viaria simile più all'Europa che non ai paesi del terzo mondo. (452)
INTERPELLANZA CASU - PITTALIS sulle inefficienze della Commissione regionale per l'artigianato, istituita ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale 10 settembre 1990, n. 41.
I sottoscritti,
premesso che, secondo notizie attendibili, risulta che la Commissione regionale per l'artigianato, istituita dell'articolo 12 della legge regionale 10 settembre l990, n. 41, non è stata ancora, di fatto, messa in grado di funzionare, nonostante le lamentele espresse dai rappresentanti delle imprese artigiane facenti parte della Commissione regionale stessa;
constatato, altresì, che ormai da parecchi mesi la Commissione non è neanche in grado di eseguire le più normali funzioni di carattere amministrativo (disbrigo della corrispondenza);
considerato che, pertanto, detta Commissione è impossibilitata ad esaminare i ricorsi inoltrati dagli artigiani avverso le decisioni delle Commissioni provinciali per l'artigianato ed è impossibilitata, inoltre, ad esaminare i provvedimenti che, accolti per decorrenza dei termini, consentono a numerose imprese di operare pur essendo prive dei requisiti richiesti;
rilevato che, secondo dati attinti da ambienti interessati all'artigianato, a tutt'oggi l'unico impiegato addetto distaccato presso la Commissione regionale è di grado settimo e si rifiuta di evadere le pratiche comuni che riguardano fare fotocopie, protocollare le pratiche ed i ricorsi, anche per mancanza delle più elementari attrezzature d'ufficio;
considerato, quindi, il grave danno che da questo stato di cose deriva a tutta la categoria degli artigiani, tenuto conto che la crescita anche di un solo posto di lavoro è utile alla comunità regionale;
chiedono di interpellare l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere come intenda porre termine alle inefficienze sopra denunciate e, in sostanza, quali iniziative intraprenderà perché si dia piena attuazione al disposto della Legge regionale n. 41 del 1990. (453)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità del blocco dei pagamenti dei canoni di locazione IACP per gli inquilini che intendono acquistare l'alloggio ai sensi della legge n. 560 del 1993.
I1 sottoscritto,
premesso che numerosi inquilini di alloggi IACP hanno risposto affermativamente alla richiesta di acquisto dell'alloggio, ai sensi della Legge n. 560 del 1993;
considerato che, nonostante quanto sopra, gli IACP non hanno ancora stipulato molti fra i previsti contratti di vendita a causa di ritardi nelle procedure burocratiche;
rilevato che tali ritardi hanno prodotto come conseguenza il pagamento, da parte degli inquilini interessati all'acquisto, oltre che del costo dell'alloggio, anche del canone d'affitto;
ritenuto, pertanto, che sia necessario assumere tutti i provvedimenti utili per superare il ritardo nell'effettuazione della vendita da parte degli IACP;
ritenuto, altresì, che sia possibile valutare l'opportunità di detrarre dal costo dell'alloggio tutti i canoni d'affitto pagati dagli inquilini dalla data di risposta alla richiesta di vendita alla data della stipula del contratto;
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per conoscere come intende intervenire per assicurare agli inquilini che hanno già sottoscritto l'acquisto dell'alloggio IACP, ai sensi della Legge n. 560 del 1993, la detrazione dei canoni di locazione, pagati dopo tale sottoscrizione, dal costo complessivo dell'alloggio e per assicurare tale detrazione anche agli inquilini presenti nel piano di vendita ma non ancora consultati dagli IACP, sempre che accettino l'acquisto, nonché sapere se ritiene di intervenire per accelerare le procedure burocratiche attinenti la vendita da parte degli IACP della Sardegna. (1014)
INTERROGAZIONE LIPPI, con richiesta di risposta scritta, sugli aiuti concessi dalla Regione Sardegna alle imprese di navigazione in Sardegna.
Il sottoscritto,
considerato che nel corso del 1994 l'interrogante aveva avuto occasione di sollevare pubblicamente il problema relativo al finanziamento agevolato da parte del Credito Industriale Sardo alla società Sardegna Lines S.p.A., partecipata SFIRS, per l'acquisto di una nave, non di nuova costruzione, per consentire i collegamenti tra il Nord Sardegna e la penisola (Olbia - Livorno);
verificato che tale finanziamento era reso possibile dalle norme contenute nella legge regionale 15 maggio 1951, n. 20, modificata dalle leggi regionali 11 luglio 1954, n.15 e 4 giugno 1988, n.11;
considerato che all'epoca dei fatti scandalizzava il fatto che l'armatore della Sardegna Lines S.p.A. Onorato rappresentasse contestualmente sia la società venditrice, NAVARMA Lines, che quella acquirente, Sardegna Lines;
appurato che in relazione a quel finanziamento pubblico i legali rappresentanti di una compagnia concorrente nel fare ricorso all'Unione Europea avevano contestualmente diffidato la Regione Autonoma della Sardegna e il CIS a procedere all'erogazione del finanziamento in quanto in contrasto con le direttive comunitarie in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3, del Trattato;
appurato che in data 27 gennaio 1998 la Gazzetta Ufficiale della Comunità europea ha reso nota la decisione della Commissione assunta il 21 ottobre 1997 relativa a "taluni aiuti concessi dalla Regione Sardegna alle imprese di navigazione in Sardegna" adottando la decisione di recuperare attraverso lo stato membro (Italia) presso ciascun beneficiario dei prestiti e delle locazioni finanziarie, l'importo corrispondente alla differenza tra l'importo totale che il beneficiario avrebbe pagato, per i relativi interessi e spese accessorie alle normali condizioni di mercato praticate alla data in cui il prestito o la locazione finanziaria sono stati contratti, ed il totale degli interessi e delle spese accessorie effettivamente pagate dal beneficiario per il medesimo prestito o locazione finanziaria,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
- se l'Unione Europea o il Governo nazionale abbiano provveduto a notificare alla Regione Autonoma della Sardegna i provvedimenti su descritti per confermarvisi;
- se la Giunta regionale abbia già provveduto a individuare modi e termini per il recupero delle somme richieste;
- se la Giunta regionale intenda fare luce sul perché, nonostante la rigidità delle norme contenute nel trattato europeo, il CIS abbia erogato un finanziamento in netto contrasto con dette norme;
- se alla luce delle osservazioni fatte dalla Commissione Europea la Giunta regionale stia provvedendo a formulare al Consiglio regionale modifiche alla legge oggetto del contendere. (1015)
INTERROGAZIONE VASSALLO sul controllo del territorio del Parco dell'Asinara.
Il sottoscritto
appreso dalla stampa locale che nel Parco dell'Isola dell'Asinara, a causa dei mancati controlli del mare prospiciente la stessa Isola, durante le ore notturne vengono continuamente trasgredite tutte le norme che regolano la pesca in tale territorio;
appreso altresì che l'attività di pesca notturna incontrollata ed indiscriminata rischia di alterare l'equilibrio naturale del Golfo dell'Asinara;
considerato che l'ente provvisorio non è ancora totalmente operativo;
accertata la necessità di tutelare adeguatamente l'istituendo parco nell'arco dell'intera giornata;
accertato altresì che allo stato attuale il Corpo forestale non dispone di mezzi e di personale sufficiente per il controllo puntuale della zona a mare dell'Isola nelle ore notturne;
chiede di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
1) se non ritenga opportuno promuovere un'iniziativa della Regione Sarda in accordo con l'ente provvisorio di gestione nei confronti del governo, ed in particolare del Ministero di Grazia e Giustizia, per richiedere l'utilizzo delle motovedette ed il comando presso la Regione Sardegna del personale del Ministero disponibile a prestare la loro opera di vigilanza a mare;
2) quali iniziative intenda assumere affinché un patrimonio di inevitabile valore ambientale non venga compromesso. (1016)
INTERROGAZIONE LA ROSA, con richiesta di risposta scritta, sull'emergenza e sulla precarietà del sistema scolastico regionale.
Il sottoscritto, premesso che:
I. gli impegni più volte conclamati nei confronti della scuola sarda non trovano riscontro negli atti ministeriali e amministrativi;
II. il prossimo anno scolastico si annuncia, tanto per cambiare, con tagli e soppressioni con l'aggiunta di quelli evitati con le deroghe ottenute per l'anno scolastico 1997/98;
III. l'applicazione dei parametri ministeriali in Sardegna, al di fuori di qualunque concreto e certo riconoscimento delle forti peculiarità che distinguono il sistema-scuole regionale, comporta, secondo un'elaborazione sindacale, per l'anno scolastico 1998/99 la soppressione di 394 posti docenti e di 215 posti di personale A.T.A. con un taglio di 383 classi;
IV. le prossime scadenze di riforma della scuola con particolare riguardo all'autonomia scolastica troveranno, se non si interviene urgentemente con misure e criteri idonei a rafforzare e migliorare gli standard dell'istruzione, un sistema-scuola regionale al collasso;
V. tanto per fare un esempio, solo quattro scuole medie in provincia di Cagliari vi rientrerebbero;
VI. la questione scuola è parte integrante dell'intesa più generale che deve concludere il confronto tra Stato e Regione per lo sviluppo della Sardegna;
VII. è quanto mai urgente iniziare a chiedere un confronto vero sullo stato del sistema burocratico in Sardegna e sui contenuti e sulle risorse necessarie per sostenere il processo riformistico in atto nelle scuole, il cui obiettivo non può che essere quello di rafforzare e migliorare gli standard dell'istruzione anche in Sardegna;
VIII. è pertanto indispensabile nell'immediato respingere gli attuali indirizzi ministeriali in perfetta linea di continuità con la politica dei tagli e delle soppressioni degli anni trascorsi;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere quali iniziative istituzionali intendano mettere in atto nei prossimi giorni per avviare il confronto con il Governo sui temi di cui in premessa allo scopo di conseguire la stipula di un patto per la scuola in Sardegna. (1017)
INTERROGAZIONE PITTALIS - BALLETTO sui criteri adottati dalla Giunta regionale nella scelta dei propri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione della Carbosulcis.
I sottoscritti,
considerato che si ha notizia che nei prossimi giorni la Giunta regionale dovrà provvedere alla riconferma dei propri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione della Carbosulcis;
considerato che l'attuale Presidente del Consiglio di amministrazione della Carbosulcis è la stessa persona che presiedeva l'I.S.T. S.p.A., istituto di ricerche ingegneristiche quando questa società curò lo studio di fattibilità del gassificatore del Sulcis;
considerato che lo stesso Presidente del Consiglio di amministrazione della Carbosuslcis, società della Regione Sardegna, sarebbe anche rappresentante della Regione Sardegna nel comitato di coordinamento nazionale per la gassificazione del Carbon Sulcis;
considerato che il comitato di coordinamento per la gassificazione del Carbon sulcis nomina anche l'organismo di alta vigilanza;
considerato che se il reale stato dei fatti fosse quello sopra descritto si verificherebbe un evidente conflitto di interessi tra chi ha curato la progettazione, chi la deve eseguire e chi deve nominare l'organismo preposto al controllo della regolarità delle procedure,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) se l'attuale Presidente della Carbosulcis sia ancora Presidente dello studio di progettazione che curò lo studio di fattibilità del gassificatore;
2) quali criteri hanno informato l'operato della Giunta regionale nella scelta del Presidente del Consiglio di amministrazione della Carbosulcis e quali criteri verranno adottati nella prossima nomina del medesimo Consiglio di amministrazione;
3) se non ritenga opportuno che i ruoli di progettista, committente pubblico e garante della regolarità delle procedure rimangano separati. (1018)
INTERROGAZIONE VASSALLO - CONCAS - MONTIS sull'istituzione del monumento naturale "Sorgente di Su Gologone".
I sottoscritti,
vista la deliberazione della Giunta regionale del 15 aprile 1997 nella quale, su proposta dell'Assessorato della difesa dell'ambiente, si riconosce il monumento naturale "Sorgente di Su Gologone" secondo le procedure della Legge 31/89;
verificato che tale provvedimento detta norme che determinano la tutela e la fruizione di un territorio di grande valenza ambientale, in virtù della presenza del vasto sistema carsico, ritenuto il più importante della Sardegna;
constatato che l'alta quota dello sbarramento del fiume Cedrino (103 mt sul livello del mare), costruito dal Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, opera di grande valenza sia per il contenimento delle acque, atta ad evitare ingenti danni causati dalle piene, sia per l'approvvigionamento idrico - potabile del territorio, può portare alla sommersione delle fonti, con grave danno ambientale e con la preclusione dello sfruttamento di tale bene;
considerato altresì l'alto grado di inquinamento registrato nel Cedrino, a monte della sorgente del Gologone, a causa degli scarichi non depurati dei centri abitati,
chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
I. quali iniziative intenda intraprendere al fine di far rispettare i contenuti della delibera 14/44 del 15 aprile 1997;
II. quali azioni siano previste per ridurre l'inquinamento del Cedrino;
III. se ritenga inoltre opportuno promuovere una conferenza di servizi con tutti i soggetti interessati per definire una volta per tutte le azioni atte alla salvaguardia del patrimonio naturalistico ed alla utilizzazione razionale della risorsa idrica, tanto preziosa per la nostra terra nel rispetto dell'eco sistema carsico di Su Gologone. (1019)
MOZIONE PITTALIS - MASALA - AMADU - BONESU - FANTOLA - MARRACINI - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio - BOERO - BIGGIO - CADONI - CARLONI - FRAU - LIORI - LOCCI - SANNA Noemi - SANNA Giacomo - SERRENTI - MANUNZA di censura e sfiducia alla Giunta regionale per il contegno assunto nel non opporsi al decreto istitutivo del Parco del Gennargentu contro il parere del Consiglio regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO CHE:
- il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità nella scorsa settimana un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale a chiedere al Governo nazionale la sospensione dell'intesa Stato - Regione sull'istituzione del Parco del Gennargentu;
- ciò nondimeno il Ministro dell'ambiente, Ronchi, ha provveduto alla promulgazione del decreto dell'istituzione del Parco del Gennargentu e alla sua perimetrazione, comprendendo in essa addirittura territori di comuni contrari;
- la Regione Sardegna ha tra le sue potestà statutarie l'impugnazione unilaterale di atti del Governo contrari alla propria volontà politica;
- non risulta che la Giunta regionale abbia inteso esercitare il proprio diritto e partecipare al Governo la formale volontà del Consiglio regionale;
- la Giunta regionale è tenuta ad attuare l'indirizzo politico dettato dal Consiglio regionale;
- il mancato rispetto dei voti del Consiglio regionale incrina irrimediabilmente il rapporto di fiducia con l'Assemblea;
- pare altresì necessaria una efficace presa di posizione della Giunta regionale contro la violazione delle prerogative autonomistiche del Consiglio regionale,
censura duramente
la decisione del Ministro Ronchi di promulgare il decreto oggetto delle censure del Consiglio regionale e
impegna la Giunta regionale
a presentare le proprie immediate dimissioni.(150)
MOZIONE BALLETTO - PITTALIS - CASU sulla gestione della Bariosarda e per essa dell'E.M.S.A. in materia di assunzioni.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSTATATO che l'E.M.S.A. nel corso degli anni ha prodotto voragini di perdite indebitando la Regione per centinaia di miliardi;
RILEVATO che:
- le forze di opposizione si sono attivate per porre rimedio allo stato di sfacelo del settore minerario e delle altre attività produttive costituenti il sistema delle società facenti riferimento all'E.M.S.A., prima attraverso la richiesta ed insediamento della speciale "commissione d'inchiesta", e poi con la presentazione di una proposta di legge di privatizzazione e di riforma;
- nell'oscuro firmamento delle società del comparto, ne esistono un grande numero che non hanno mai svolto alcuna attività, mentre altre hanno operato a condizioni improduttive a causa di sprechi e inefficienze attuando politiche assistenziali di tipo eminentemente clientelari;
DATO ATTO che:
- tra la prima categoria è da annoverarsi la Società Ecodump S.r.1., la quale, dalla sua costituzione ad oggi (poco meno di dieci anni), rappresenta la tipica scatola vuota, non avendo mai operato;
- tuttavia, questa società aveva in carico un solo dipendente assunto con la qualifica di dirigente e con l'incarico di direttore generale (configurando così una nuova figura professionale di cui i contratti collettivi dovrebbero tenere conto: "Direttore generale di se stesso"), con una retribuzione annua di circa cento milioni;
- non potendosi, più mantenere questa situazione, solo perché è stato, fermamente richiesto, lo scioglimento di questa inutile società, il benemerito ed affaticato direttore della medesima sarebbe andato ad infoltire la grossa schiera di lavoratori disoccupati;
- al fine di dare risposta al problema "disoccupazione" i dirigenti dell'E.M.S.A., e per essa le forze politiche che la tutelano (PDS), hanno con sorprendente sollecitudine dato risposta assumendo il potenziale nuovo disoccupato "nella società Bariosarda S.p.A." in qualità di direttore generale;
PRESO ATTO che:
- la Società Bariosarda aveva già praticamente chiuso tutte le attività estrattive;
- la stessa attualmente versa in una situazione economica finanziaria comatosa ed è tenuta in vita unicamente per effetto dei continui interventi della Regione;
- in dipendenza del grave stato di dissesto di questa società, sono stati avviati interventi per la drastica riduzione del personale attraverso il ricorso a forme di prepensionamento, di cassa integrazione, di mobilità e quant'altro;
- questi provvedimenti sono stati assunti nell'ottica della chiusura della società medesima.
APPURATO che in questo contesto societario l'assunzione di un direttore generale tanto nella Ecodump e, a maggior ragione nella Bariosarda, rappresenta fatto di non corretta amministrazione e, verosimilmente, di un'ulteriore manifestazione di cattiva ed allegra gestione delle pur ridottissime risorse pubbliche,
impegna la Giunta regionale
a verificare se i fatti esposti corrispondano al vero e, nel caso affermativo, a porvi tempestivo rimedio, nonché ad assumere i competenti provvedimenti a carico dei responsabili della Bariosarda e dell'E.M.S.A..(151)
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